Categoria: Amandola

  • Amandola, liquidati i contributi per le imprese e al via nuovi bandi comunali. Marinangeli: «Vicinanza al territorio»

    Amandola, liquidati i contributi per le imprese e al via nuovi bandi comunali. Marinangeli: «Vicinanza al territorio»

    Il sindaco di Amandola, Adolfo Marinangeli

    Prosegue senza sosta l’azione di sostegno economico alle attività produttive e commerciali di Amandola. L’Amministrazione Comunale annuncia l’avvenuta liquidazione dell’annualità 2021 relativa ai contributi a fondo perduto per le attività economiche, artigianali e commerciali delle aree interne .

     

    Nello specifico, sono state liquidate 47 aziende del territorio per un importo complessivo di 36.449,84 euro. Un’iniezione di liquidità fondamentale per dare respiro alle imprese locali dopo le complessità generate dal periodo emergenziale. L’impegno del Comune non si ferma qui. È già stata definita la graduatoria dei beneficiari per l’annualità 2022, con l’obiettivo di procedere alla liquidazione entro il 30 giugno prossimo Con questo ulteriore passaggio, il settore imprenditoriale amandolese riceverà un finanziamento complessivo pari a 72.201,12 euro.

    In parallelo ai fondi nazionali, l’Amministrazione ha messo in campo una manovra straordinaria finanziata interamente con risorse del Bilancio Comunale. Sono infatti in pubblicazione i bandi dedicati alle attività commerciali per un valore di 150.000 euro. Si ricorda agli interessati che il termine per la presentazione di queste domande è stato prorogato al 30 aprile 2026 per permettere a tutti di poter presentare l’istanza.

    Il Sindaco di Amandola, Adolfo Marinangeli, sottolinea la strategia politica dietro questi interventi: «Non si tratta solo di adempimenti burocratici, ma di una precisa scelta politica di vicinanza al territorio. La nostra Amministrazione è impegnata in un percorso di crescita che passa attraverso le grandi opere pubbliche, ma che non dimentica mai il sostegno quotidiano a chi alza la serranda ogni mattina. Mettere a bilancio 150.000 euro di fondi propri per il commercio è un chiaro e forte segnale di solidità finanziaria e di amore verso la nostra città, affinché Amandola continui a essere un polo economico vivo e attrattivo».

    L’Assessore al Commercio, Maria Rita Grazioli, aggiunge: «Queste operazioni delineano chiaramente l’attenzione costante che questa Amministrazione riserva alla vita e allo sviluppo di tutte le attività produttive ed economiche della nostra città mettendo a disposizione oltre 220 Mila euro di aiuti. Liquidare con puntualità i fondi destinati alle aree interne e, contemporaneamente, mettere a disposizione risorse dirette dal nostro bilancio, significa dare risposte concrete a chi ogni giorno investe e lavora. Invitiamo tutti gli operatori interessati a prestare attenzione alla scadenza del 30 aprile per non perdere questa importante opportunità».

    L’obiettivo dell’Amministrazione resta sempre quello di garantire una gestione efficiente e rapida dei flussi finanziari, affinché le risorse si trasformino immediatamente in strumenti di crescita e stabilità per i Nostri commercianti e gli artigiani locali.

  • Altro che primavera: neve ad Amandola e allerta meteo gialla fino alla costa

    Altro che primavera: neve ad Amandola e allerta meteo gialla fino alla costa

    Foto inviata dal Rifugio Amandola

    Quando l’inverno sembra(va?) essere ormai ai titoli di coda, ecco che la neve ha sorpreso l’Appennino centrale. Da questa notte infatti la neve è tornata a fare capolino ad alta quota, imbiancando anche Amandola.
    A quota 1.200 metri, il Rifugio Amandola ha regalato cartoline tipicamente invernali, con la neve che ha già raggiunto i 20cm e la perturbazione non sembra arrestarsi.

    Anche sui Piani di Ragnolo, nella vicina Bolognola (Macerata), sono caduti 30 centimetri di neve e dove nel weekend saranno riaperte le piste da sci. La primavera, insomma – equinozio previsto il 20 marzo – pare rimandata.

    Negli ultimi giorni infatti una forte perturbazione, improvvisa, ha colpito le aree interne del marchigiano, dopo un periodo più mite. E non sembra volersi fermare. La Protezione civile delle Marche, infatti, ha emesso un’allerta meteo gialla (criticità ordinaria per fenomeni meteorologici intensi, ma localizzati) nelle zone 5 e 6 della Regione, ovvero da Macerata fino ad Ascoli, e da est a ovest, per l’intera giornata di mercoledì 18 marzo.

    Nella giornata di domani (18 marzo), poi, previsto un peggioramento generalizzato con precipitazioni diffuse, non solo piogge leggere ma anche rovesci/temporali, anche lungo la costa e nel corso della notte. Il maltempo si spinge fino a Giulianova, dove i parchi cittadini sono stati chiusi per previste forti raffiche di vento e locali grandinate. Da giovedì-venerdì, almeno nella provincia di Ascoli e sulla costa, dovrebbe iniziare un lento miglioramento.

     

    Foto inviata dal Rifugio Amandola
  • A Marina di Altidona penultimo incontro della Banca del Piceno con i suoi soci

    A Marina di Altidona penultimo incontro della Banca del Piceno con i suoi soci

    Quinto incontro dei soci della Banca del Piceno con i vertici dell’istituto di credito cooperativo, venerdì 20 marzo, alla Sala Joyce Lussu, in via Leonardo da Vinci, 10, alle ore 18.00, a Marina di Altidona.

    Una serie di incontri sul territorio – in totale sei – pensati come momenti di informazione, ascolto e partecipazione per ripercorrere i risultati conseguiti nel 2025 e condividere le linee guida che accompagneranno la Banca nelle scelte future.

    «Gli appuntamenti in programma – ha dichiarato il Presidente della Banca del Piceno Sandro Donati – rappresentano un passaggio di avvicinamento all’Assemblea dei Soci 2026, offrendo un quadro chiaro delle attività svolte, delle strategie in corso e dei temi che saranno al centro delle prossime decisioni».

    Il ciclo di incontri si concluderà il 25 marzo all’Auditorium Comunale G. Tebaldini di San Benedetto del Tronto, come sempre alle ore 18.00.

  • A14 sempre più insicura, Cesetti (Pd): «Centrodestra immobile. Promesse di Acquaroli, Salvini e Giorgetti nel cassetto»

    A14 sempre più insicura, Cesetti (Pd): «Centrodestra immobile. Promesse di Acquaroli, Salvini e Giorgetti nel cassetto»

    La situazione sul tratto dell’A14 compreso tra Porto Sant’Elpidio e San Benedetto del Tronto ha raggiunto livelli di guardia elevati. È quanto denuncia con forza Fabrizio Cesetti, consigliere regionale del Partito Democratico, a seguito dell’ennesimo incidente verificatosi nella giornata di ieri tra due mezzi pesanti, che ha mandato letteralmente in tilt l’intero traffico, bloccando la viabilità per ore.

    «Se non è avvenuta l’ennesima tragedia – afferma Cesetti – è soltanto per un caso fortuito, ma per quanto ci dovremo ancora affidare alla buona sorte? Quello che stiamo vivendo non è semplice disagio, ma una condizione di pericolo permanente. E pensare che esattamente una settimana fa, dopo anni di nulla, il centrodestra ha avuto il coraggio di bocciare in consiglio regionale anche una mozione dell’opposizione, a prima firma del vicepresidente Enrico Piergallini, che chiedeva l’istituzione di un Tavolo permanente per vigilare sui cronoprogrammi, garantendo che ogni fase dei lavori fosse finalmente trasparente e condivisa con le comunità locali».

    «La mancata realizzazione della terza corsia su questo cruciale snodo autostradale – spiega Cesetti – sta costando cara agli utenti. I cantieri, invece di essere fasi transitorie, si sono cristallizzati diventando essi stessi fonte di criticità: i restringimenti improvvisi rendono la percorrenza estremamente insicura. Negli ultimi cinque anni su questo tratto autostradale si è registrata una crescita preoccupante dell’incidentalità, con numerosi sinistri spesso mortali, tanto che io stesso feci nel 2023 un esposto alla Procura, anche al fine di sollecitare la sospensione dei cantieri fino a quando non fossero garantite le condizioni di sicurezza, che è un obbligo che Società Autostrade deve rispettare. Eppure si continua a far finta di nulla. Né la giunta Acquaroli a livello regionale, né il governo Meloni a livello nazionale hanno mosso un dito per invertire questa tendenza drammatica».

    «L’assurda paralisi che stiamo vivendo – continua l’esponente dem – è la conseguenza del non aver dato seguito all’Accordo di programma riguardante l’Area di crisi industriale complessa del distretto delle pelli-calzature fermano-maceratese, da me sottoscritto nel luglio del 2020 per la Regione Marche con il governo nazionale, in cui il completamento della terza corsia era previsto. Nella scorsa legislatura ho presentato numerosi atti, molti dei quali diventati risoluzioni approvate all’unanimità dall’Assemblea, per impegnare la giunta regionale a riprendere in mano quello strumento. Eppure lo stesso esecutivo ha lasciato quelle risoluzioni in un cassetto, senza neanche provare a mettere in campo soluzioni alternative. Ma se Acquaroli ha le sue responsabilità, peggio ancora sono i ministri del governo Meloni, Giorgetti e Salvini in particolare. Il primo, attuale ministro dell’Economia, nel 2021 aveva addirittura additato le Marche come irraggiungibili, tanto da dichiarare pubblicamente di dover incontrare i suoi rappresentanti a Milano; il secondo, addirittura ministro delle Infrastrutture, si era impegnato a costituire un Tavolo ministeriale con i governatori di Marche e Abruzzo, Società Autostrade, prefetti e Anas con l’obiettivo di aumentare la sicurezza e conciliare circolazione e lavori. I risultati sono sotto gli occhi di tutti».

    «Mi sembra evidente – conclude Cesetti – che stando così le cose ne avremo ancora per molto. Fermo restando il lavoro politico necessario per sbloccare i lavori di realizzazione della terza corsia fino a Pedaso, come previsto nell’Accordo di programma sopracitato, l’invito che rivolgo al presidente Acquaroli e alla maggioranza è quello di fare marcia indietro almeno rispetto al voto della scorsa settimana e istituire subito il tavolo permanente di controllo tra Regione, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Società Autostrade, Anas, associazioni di categoria, rappresentanze dei cittadini e Comuni interessati dall’arteria autostradale, per tornare ad accendere i riflettori su questa emergenza, ormai da quasi sei anni caduta nel dimenticatoio del centrodestra regionale e nazionale».

     

  • Otto coppie di aquila reale  nei cieli dei Sibillini

    Otto coppie di aquila reale
    nei cieli dei Sibillini

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    Il censimento di sabato scorso

    Sabato scorso si è svolto il censimento dell’aquila reale nel Parco nazionale dei Monti Sibillini. L’attività, realizzata con il coordinamento di Jacopo Angelini dell’associazione Altura e con la collaborazione di ornitologi volontari e personale dei carabinieri forestali, ha riguardato per la prima volta l’intero Appennino umbro-marchigiano.

    Con una apertura alare che può superare i due metri, l’aquila reale è l’uccello rapace più maestoso del Parco, dove ha avuto una crescita sorprendente, passando da appena due coppie nidificanti nel 1993 (anno di istituzione del Parco) alle otto accertate nel 2025, con una densità tra le più alte degli Appennini. A marzo le aquile iniziano le attività di accoppiamento e di preparazione del nido, posto su pareti rocciose inaccessibili; è quindi questo il periodo più adatto per osservarne e contarne le coppie nel loro territorio. Tra i fattori che hanno favorito la crescita della popolazione di questi rapaci ci sono l’aumento di sensibilità per la conservazione della biodiversità, il maggior controllo assicurato nel territorio dell’area protetta e l’aumento di prede, quali lepri, volpi e piccoli di ungulati, tra cui il camoscio appenninico reintrodotto nel 2008.

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    Un’aquila reale nei cieli dei Sibillini (foto

    Restano però fattori di rischio e tra le cause di morte ci sono ancora il bracconaggio e l’elettrocuzione per contatto con linee elettriche. Su questo aspetto il Parco ha favorito nel corso degli anni l’interramento o la messa in sicurezza di elettrodotti aerei, e le linee più moderne sono costituite da cavi isolati da guaine e quindi sicuri nei confronti degli uccelli di grandi dimensioni; tuttavia, le linee più vecchie, anche se localizzate fuori dai confini del Parco, rappresentano dei rischi: proprio lo scorso 18 febbraio, infatti, è stato recuperato un individuo di aquila reale morto per elettrocuzione nelle campagne di Gualdo.

    L’aquila reale è una specie protetta nell’intera Unione Europea e svolge un importante ruolo ecologico come specie al vertice della rete alimentare, migliorando le popolazioni di animali preda e come “spazzino” che, nutrendosi anche di animali morti, contribuisce a sanificare gli ecosistemi. Al censimento ha partecipato anche il commissario straordinario del Parco Corrado Perugini. «La presenza di questo magnifico rapace è indice di buona salute di tutto l’ambiente, ma rappresenta anche uno straordinario elemento di valorizzazione del territorio. Osservare il suo volo tra le vette dei Sibillini è una emozione unica e un motivo in più per visitare il Parco in tutte le stagioni».

    I risultati del censimento, che potranno auspicabilmente confermare il numero di otto coppie di aquile reali registrate lo scorso anno, saranno disponibili tra qualche giorno.

  • Fermo ospiterà la finale interregionale del premio “Cambiamenti” organizzato da Cna

    Fermo ospiterà la finale interregionale del premio “Cambiamenti” organizzato da Cna

    Sarà Fermo ad ospitare la finale interregionale Marche–Umbria della IX edizione del Premio Cambiamenti, il contest promosso da Cna che valorizza il pensiero innovativo e le nuove imprese italiane.

    L’appuntamento è per sabato 21 marzo 2026 alle 10.30 nella Sala “Sandro Pertini” dell’Its Academy di Fermo, dove si confronteranno 20 imprese innovative provenienti dalle due regioni per contendersi l’accesso alla finale nazionale.

    «Il Premio Cambiamenti rappresenta una straordinaria occasione per dare visibilità alle nuove imprese che stanno innovando i nostri territori». Ad affermarlo sono Emiliano Tomassini e Leonardo Stortoni, rispettivamente Presidente Cna Fermo e Presidente dei Giovani Imprenditori dell’associazione, che aggiungono: «Questa iniziativa vuole offrire uno spazio di confronto tra giovani imprenditori, professionisti e innovatori: non è solo una competizione, ma anche un’opportunità per raccontare storie di impresa, condividere esperienze e costruire nuove relazioni tra coloro che stanno contribuendo a trasformare il mondo produttivo».

    «Tra le semifinaliste dell’area Marche–Umbria – riferisce Stella Alfieri, responsabile dei Giovani Imprenditori di Cna Fermo – figurano ben cinque realtà del territorio fermano. Si tratta del B&B LaPoeta, progetto che intreccia ospitalità e valorizzazione culturale del territorio; Blue Hole, realtà legata al mondo della comunicazione e dei servizi innovativi; Gianmaria Pennesi, specializzato nella produzione di contenuti audiovisivi e digitali; Mark Model Srl, azienda impegnata nello sviluppo di prototipi innovativi per il comparto calzaturiero e Mery Conti, professionista che unisce creatività, artigianalità e nuove modalità di comunicazione».

    La giornata prenderà il via alle 9.30 con una sessione di confronto e networking privata, riservata alle semifinaliste, mentre la sessione pubblica inizierà alle 10.30. Tra i momenti più attesi della mattinata ci sarà la testimonianza di Giacomo Piccinini, che racconterà la nascita e lo sviluppo di FantaSanremo, progetto diventato in pochi anni un vero fenomeno nazionale. A seguire le 20 imprese finaliste avranno due minuti a disposizione per presentarsi alla giuria. A offrire uno sguardo più ampio sui cambiamenti del nostro tempo sarà poi l’intervento di Lucrezia Ercoli, docente, scrittrice e direttrice artistica di Popsophia, con una riflessione dal titolo “Non ti disunire! Lavoro, filosofia e creatività”.

    La mattinata si concluderà con la premiazione dell’impresa vincitrice, che accederà alla finale nazionale del Premio Cambiamenti.

  • Presidenza della Provincia, si parte con l’Ortenzi-bis: «Mi aspettavo un competitor. Ridare all’ente la dignità pre-riforma»

    Presidenza della Provincia, si parte con l’Ortenzi-bis: «Mi aspettavo un competitor. Ridare all’ente la dignità pre-riforma»

    Michele Ortenzi

    di redazione CF

    Quella di Fermo è stata l’unica provincia marchigiana con il candidato “unico” per le elezioni dei Presidenti di Provincia (svoltesi ieri). Anomalia tutta fermana con Michele Ortenzi, sindaco di Montegiorgio al secondo mandato, già certo del secondo mandato anche da Presidente della Provincia di Fermo che ha corso in solitaria. Ortenzi è stato rieletto con 55499 voti ponderati che certo non corrispondono al numero dei votanti. Il sistema elettorale ha suddiviso i Comuni in cinque fasce, ciascuna con un diverso peso in base alla popolazione. 

    Sono stati, infatti, 252 gli elettori su 470 a recarsi alle urne, pari al 53,6%. Il corpo elettorale era composto da sindaci e consiglieri comunali dei 38 comuni su 40 appartenenti alla provincia. Non hanno preso parte al voto i rappresentanti dei comuni di Pedaso e Campofilone, a seguito della caduta delle rispettive amministrazioni comunali nelle settimane scorse.

     

    Presidente Ortenzi, per lei questa è forse stata la campagna elettorale più anomala vissuta dal 2008 ad oggi, correndo da solo per la prima volta.


    «Una totale anomalia essendo anche elezioni secondo livello e non era previsto il quorum. Una campagna elettorale minima. Ho solo stimolato la partecipazione al voto perché abbiamo un ruolo di responsabilità e dobbiamo essere i primi a partecipare. Ci lamentiamo sempre di affluenze molto basse e siamo noi stessi che dobbiamo essere sempre pronti a dare l’esempio».

    Michele Ortenzi

    Si sarebbe aspettato un competitor dell’altra parte?


    «Senza dubbio sì, pensavo che l’altra area avrebbe potuto fare una sintesi individuando un candidato. Non solo per compattarsi ma per offrire un’alternativa anche per tutti coloro della mia area di riferimento che magari erano scontenti dei miei quattro anni di amministrazione e che avrebbero potuto scegliere legittimamente di non votarmi. E’ sempre auspicabile avere un’alternativa, troppo spesso anche nei Comuni assistiamo a competizioni con un solo candidato sindaco e anche questa è un’anomalia. Ci sarebbe bisogno di una partecipazione sempre maggiore e della possibilità di scegliere».

    Da dove riparte l’agenda dell’Ortenzi-bis, quali priorità ci sono al momento e cosa c’è da mettere a terra nell’immediato?


    «Sia nella viabilità che nelle scuole, in questa fase l’urgenza è completare gli interventi per il Pnrr. Ci sono scadenze ravvicinate e bisognerà correre per poterle rispettare e confermare i finanziamenti ricevuti. Parallelamente lavoriamo in diverse opere per la ricostruzione post sisma che, pur non avendo scadenze stringenti, devono essere realizzate perché ci sono fondi a disposizione da diverso tempo e vanno date risposte a chi frequenta scuole secondarie di secondo grado. Questi fondi infatti si riferiscono soprattutto alla realizzazione di nuovi istituti e alla sistemazione di istituti già presenti. Un punto di ripartenza importante che darà nuovo volto alla viabilità e al patrimonio scolastico della nuova provincia».

     

    Dal suo punto di vista è auspicabile che si torni alle Province elette direttamente dai cittadini e quindi ad enti di primo livello, con un Consiglio eletto direttamente e con competenze reali in mano?


    «E’ fondamentale che le province tornino ad avere la dignità istituzionale che avevano prima della riforma. L’ente Provincia è riconosciuto dall’articolo 114 della Costituzione, il referendum per abolirle fu bocciato dagli italiani. La contraddizione è che sono regalate ad essere di secondo livello e la Costituzione le prevede con ente autonomo con specifiche funzioni. Bisogna che l’ente ritrovi una sua dignità e quindi capire che la riforma del 2014 non ha funzionato: si voleva risparmiare dando molte materie alle Regioni pensando che si sarebbero raggiunti risultati più meritori e invece non si è ottenuto. Serve individuare alcune materie da restituire alle province e che queste possano affrontarle e svolgerle meglio della Regione in quanto più a contatto col territorio e con la popolazione. Oltre a ciò ridare anche dignità vuol dire ridare personale e fondi. Se si facesse una riforma per ridare alle Province una loro dignità, allora sarebbe giustificata l’elezione di primo livello. Ma al contrario, senza fondi e senza competenze, non avrebbe senso e si alimenterebbe al contrario l’antipolitica». 

     

    Riavvolgendo il nastro: dal 2008, da quella prima elezione in Consiglio comunale a Montegiorgio con la giunta Benedetti, prima assessore per due legislature, successivamente il bis sia da sindaco ed ora da Presidente della Provincia. Proviamo a fare un bilancio del passato e guardiamo anche avanti?


    «Quando mi proposero la candidatura nel 2008 era la prima volta e mai avevo avuto esperienze amministrative. Fui gettato dal lato alto della piscina senza salvagente: risultai tra i più votati e mi fecero subito fare l’assessore ma senza avere esperienza. Da lì poi, in minima parte per le mie capacità e poi per tutta una serie di eventi, si sono formate tante opportunità. La possibilità più bella resta quella di fare il sindaco e poi nel 2021 l’opportunità di essere individuato come candidato alla presidenza della Provincia. Un percorso bello, emozionante, stimolante e formativo senza ombra di dubbio. Ora si apre questo nuovo capito in Provincia e quindi dovremo lavorare ancora di più per fare meglio. Poi tra due anni ci sarà il rinnovo del consiglio comunale a Montegiorgio».

  • Uni.Co. progetto condiviso dal Centro-Sud Italia: 100mila imprese socie e 129 milioni di patrimonio

    Uni.Co. progetto condiviso dal Centro-Sud Italia: 100mila imprese socie e 129 milioni di patrimonio

    Palermo è stata quest’anno la sede dell’incontro annuale che Uni.Co. dedica alle proprie risorse interne, un appuntamento – andato in scena sabato 14 marzo all’Hotel Saracen – che riunisce dirigenti e collaboratori provenienti dai territori in cui opera il confidi e che rappresenta un momento di confronto sulle strategie e sul percorso di sviluppo della cooperativa.

    La scelta del capoluogo siciliano non è casuale. La Sicilia è infatti l’ultima regione, in ordine di tempo, ad essere entrata nel perimetro operativo di Uni.Co., con l’incorporazione, dopo Unifidi Ragusa, delle Cooperative di Garanzia di Palermo e di Enna, “Credimpresa” e “Consorzio Eurofidi”, operazioni che hanno rafforzato la presenza della struttura nel Mezzogiorno e ampliato la platea delle imprese servite

    Quella di Uni.Co. è una crescita relativamente recente ma particolarmente rapida. La cooperativa ha infatti avviato il proprio percorso nel 2019 nelle Marche, regione che continua a rappresentare il cuore del sistema, e in pochi anni ha ampliato progressivamente la propria presenza territoriale fino a diventare una delle realtà più rilevanti del sistema dei confidi italiano e del Centro-Sud.

    Oggi Uni.Co. conta circa 100 mila imprese socie, un patrimonio netto di 129 milioni di euro e 10 sedi operative distribuite in sette regioni italiane – Marche, Umbria, Abruzzo, Molise, Campania, Lazio e Sicilia – con una presenza radicata nei territori e una rete di servizi dedicati alle piccole e medie imprese.

     

    Il ruolo dei confidi assume oggi un valore ancora più strategico in un contesto in cui l’accesso al credito per le piccole imprese si è progressivamente ridotto. Secondo elaborazioni su dati Banca d’Italia, tra il 2012 e il 2025 il credito alle piccole imprese è diminuito del 46%, una contrazione molto più marcata rispetto al –31% registrato dalle società non finanziarie e al –15% del totale del credito ai residenti. In questo scenario realtà come Uni.Co. rappresentano uno strumento sempre più importante per facilitare il rapporto tra imprese e sistema bancario e per sostenere la capacità di investimento del tessuto produttivo.

    Nel corso della giornata di lavoro di Palermo – intitolata “Uni.Co. Terre Comuni. Persone, associazioni, imprese: una responsabilità condivisa” – sono stati condivisi i risultati raggiunti negli ultimi anni e le prospettive di sviluppo della cooperativa, che ha progressivamente ampliato la propria dimensione attraverso un percorso di integrazione tra realtà diverse mantenendo al tempo stesso un forte legame con i sistemi economici locali ed il territorio.

    «Il percorso che abbiamo costruito in questi anni dimostra che è possibile far crescere un confidi mantenendo un forte legame con i territori – osserva Paolo Mariani, direttore generale di Uni.Co – siamo partiti dalle Marche con l’idea di costruire uno strumento utile alle imprese locali, nel tempo questo progetto si è allargato progressivamente fino a diventare la prima realtà del Centro-Sud Italia. La nostra crescita non è mai stata una corsa alle dimensioni, ma il risultato di relazioni costruite nel tempo e di un lavoro condiviso con le associazioni di categoria, il sistema bancario e le imprese».

    La convention, alla quale hanno partecipato anche i segretari nazionali di Cna Otello Gregorini e Confartigianato Vincenzo Mamoli, ha rappresentato anche un’occasione per riflettere sul ruolo che i confidi possono continuare a svolgere in una fase di trasformazione del sistema del credito e delle politiche di sostegno alle imprese. L’esperienza maturata da Uni.Co. negli ultimi anni mostra come i processi di crescita e aggregazione nel settore trovino maggiore solidità quando nascono da percorsi progressivi e condivisi tra le realtà coinvolte e da una integrazione costruita nel tempo.

     

    «Quando persone, associazioni e imprese dimostrano di condividere le responsabilità, e questo è il vero valore, allora il sistema funziona ed il Confidi diventa un modello distintivo. I Confidi sono una risposta alla drastica trasformazione del sistema bancario e al loro allontanamento dai territori ed insieme alle sigle di rappresentanza sono gli unici che ancora ‘guardano in faccia’ le imprese e ne capiscono i bisogni e questo fa la differenza» sottolinea Mamoli.

    «Oggi si può dire senza essere smentiti che Uni.Co. in sei anni è riuscito a concretizzare il suo potenziale partendo dalle Marche ed arrivando sino alla Sicilia raggiungendo numeri di grande rilievo. Uni.Co. deve continuare ad accogliere le imprese, attraverso le associazioni di categoria, per continuare a sostenere le Pmi in situazioni complesse date da continue emergenze. L’incertezza purtroppo fiacca chiunque ma soprattutto la piccola impresa. Di fronte a questo contesto le questioni importanti sono due: da un lato il tema del progetto Artigiancassa, e alle risorse che lo Stato ci mette ogni anno, dall’altro c’è il tema della Legge quadro dell’Artigianato”, le risposte che arriveranno ci potrebbero dare quella certezza di cui abbiamo bisogno» evidenzia Gregorini.

    Da Palermo arriva quindi il segnale di una cooperativa che continua a crescere rafforzando la propria presenza nel Centro-Sud Italia e che guarda alle evoluzioni del sistema dei confidi con l’obiettivo di contribuire alla costruzione di modelli sempre più efficaci di supporto alle imprese.

    Un percorso che, nel caso di Uni.Co., parte dai territori e dalle imprese e che negli anni ha dimostrato come la capacità di fare rete e di condividere competenze e progetti rappresenti uno dei fattori decisivi per consolidare il ruolo dei confidi nel sistema economico nazionale.

  • Provincia di Fermo, Michele Ortenzi (unico candidato) confermato presidente: al voto il 53% degli aventi diritto

    Provincia di Fermo, Michele Ortenzi (unico candidato) confermato presidente: al voto il 53% degli aventi diritto

    Michele Ortenzi

    di redazione CF

    Il sindaco di Montegiorgio, Michele Ortenzi è stato riconfermato alla guida della Provincia di Fermo. Un risultato scontato (essendo unico candidato), quello maturato nella giornata di ieri.

    Sono stati 252 gli elettori su 470 a recarsi alle urne, pari al 53,6%. Il corpo elettorale era composto da sindaci e consiglieri comunali dei 38 comuni su 40 appartenenti alla provincia. Non hanno preso parte al voto i rappresentanti dei comuni di Pedaso e Campofilone, a seguito della caduta delle rispettive amministrazioni comunali nelle settimane scorse.

    Il sistema elettorale ha suddiviso i comuni in cinque fasce, ciascuna con un diverso peso in base alla popolazione. 

    La riconferma di Ortensi si inserisce dunque in un quadro di stabilità amministrativa, sostenuta da una partecipazione superiore alla metà degli aventi diritto e da una distribuzione del voto che ha coinvolto trasversalmente i territori della provincia.

  • Serie di scosse a Sant’Angelo in Pontano,  le ultime da 2.8 e 2.9

    Serie di scosse a Sant’Angelo in Pontano,
    le ultime da 2.8 e 2.9

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    L’epicentro della scossa

    Una scossa di 2.8 gradi di magnitudo è stata sentita questa mattina nell’entroterra, successivamente ce n’è stata una da 2.9. L’epicentro a Sant’Angelo in Pontano dove da ieri sera alle 22,21 si sono registrate sei scosse. Questa mattina alle 8,32 è stata percepita una scossa alle 8,32. Secondo quanto è stato registrato dall’Ingv, la magnitudo è di 2.8, l’epicentro della scossa è ad un chilometro da Sant’Angelo in Pontano e a 24 chilometri di profondità. Alle 9,59 una seconda scossa, sempre con epicentro a Sant’Angelo in Pontano e a 24 chilometri di profondità con magnitudo 2.9.

    A Sant’Angelo la prima scossa c’è stata alle 22,21 di ieri con magnitudo di 2.1. La seconda e la terza (entrambe di magnitudo 2.4) si sono registrate nelle prime ore di questa mattina: all’1,32 e alle 3,17. Alle 7,12 di questa mattina se n’è registrata una con magnitudo di 2.2. E a seguire quella da 2.8 che è stata percepita nella zona.