Categoria: Benessere

  • Le prenotazioni al punto prelievi ora si fanno anche online

    Le prenotazioni al punto prelievi ora si fanno anche online

    Gli operatori del punto prelievi di Fermo

     

    Presso il Punto Prelievi di Fermo al via il sistema di prenotazione online “ZeroCoda”, per prelievi ed esami di laboratorio. Giovedì prossimo, presso il Punto prelievi di Fermo (via Zeppilli) partirà il progetto regionale “Prelievo facile – digitalizzazione dei Centri Prelievo”, che consente di prenotare prelievi ed esami di laboratorio attraverso la piattaforma regionale ZeroCoda accessibile da pc, smartphone o tablet. Dopo la prenotazione online all’utente verrà rilasciato un qr-code che, una volta scansionato sul totem presente nel Punto prelievi di Fermo, consentirà agli utenti (che per usufruire del servizio in questione possono inserire anche il codice fiscale tramite tessera sanitaria) di accedere al prelievo.

     

    «L’iniziativa – spiega la stessa dr.ssa Emanuela Moriconi, direttore f.f. della Uoc  Patologia Clinica – ha l’obiettivo di semplificare l’accesso ai servizi di Laboratorio, velocizzare le operazioni di accettazione e ridurre i tempi di attesa per i cittadini. L’introduzione del servizio si inserisce nel più ampio percorso di innovazione e digitalizzazione dei Servizi Sanitari Territoriali promosso dalla Regione Marche, volto a rendere l’accesso alle prestazioni sanitarie sempre più semplice, rapido ed efficiente».

    Attraverso il sistema ZeroCoda, gli utenti potranno prenotare online diversi servizi, tra cui prelievo del sangue, consegna di materiali biologici e tamponi, scegliendo direttamente giorno e fascia oraria disponibili. In questo modo sarà possibile presentarsi presso la struttura sanitaria dell’Ast di Fermo all’orario indicato, evitando code e riducendo i tempi di attesa.

    Il sistema è raggiungibile a questo link. «La nuova modalità di prenotazione – puntualizzano dall’Ast Fermo – si affianca alla tradizionale possibilità di accesso diretto al Punto Prelievi, garantendo ai cittadini una ulteriore opportunità di organizzare in modo più semplice e comodo il proprio accesso ai servizi».

  • «Sei parrucchieri su dieci soffrono di mal di schiena»

    «Sei parrucchieri su dieci soffrono di mal di schiena»

    Molte parrucchiere iniziano a sentire dolore alla schiena dopo alcuni anni di lavoro. All’inizio è solo una tensione tra le scapole o una rigidità che compare la sera. Poi, con il tempo, quella sensazione ritorna sempre più spesso durante la giornata.

    Chi lavora in un salone passa gran parte del tempo in piedi. Le braccia restano sollevate mentre si usa il phon, la schiena si piega leggermente in avanti per seguire la spazzola, il corpo si avvicina al cliente per lavorare con precisione. Sono movimenti che si ripetono decine di volte ogni giorno. All’inizio non ci si fa molto caso: si pensa solo a fare bene il proprio lavoro, ma a quale prezzo per il corpo?

    Con il passare del tempo però il corpo inizia a mandare piccoli segnali. Mentre si asciugano i capelli si sente tirare tra le scapole. Non è un dolore forte, ma una tensione continua che rimane mentre si lavora.

    Quando la giornata finisce molti parrucchieri si accorgono che la schiena è più rigida del mattino. Ci si siede un attimo e quando ci si rialza si sente tirare nella zona lombare. Ci si piega per prendere qualcosa e il movimento non è più fluido come prima anzi, a volte si aggiunge qualche fitta in più. Questo non è solo un campanello d’allarme: significa che il benessere della schiena è già compromesso.

    Immagina questa scena: una mattina ti svegli e di colpo non riesci ad alzarti dal letto, ti trovi pietrificato e immobile a causa del dolore che ha colpito la tua schiena. Le provi tutte: antidolorifici, antinfiammatori, punture, ma niente… non riesci a muovere un muscolo. L’unica soluzione è annullare le prenotazioni, perdere appuntamenti che, nel settore dei parrucchieri, significa perdere incassi e, nel peggiore dei casi, anche qualche cliente. Questo è un caso limite, il peggiore che può prospettarsi… ma ciò non significa che capiti raramente. Anzi, succede più spesso di quanto si possa pensare.

    Gli studi sulla salute dei professionisti dei saloni confermano che non si tratta di una situazione rara. Diversi studi di medicina sul lavoro, tra cui una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Applied Ergonomics, hanno osservato che oltre il 60% dei parrucchieri riferisce dolore alla schiena nel corso dell’anno. Le cause principali sono quasi sempre le stesse: molte ore in piedi, braccia sollevate durante l’uso del phon e posture mantenute a lungo mentre si lavora sui capelli dei clienti.

    Questi problemi non arrivano all’improvviso. Si parte quasi sempre da un piccolo fastidio poco considerato che poi, a causa dei movimenti sul lavoro, peggiora giorno dopo giorno.

    Molte persone, quando sentono dolore, reagiscono cercando di muoversi meno per paura di peggiorare la situazione. In realtà spesso succede il contrario. Quando il corpo si muove sempre meno, alcune zone della schiena diventano ancora più rigide mentre altre finiscono per lavorare troppo, provocando ancora più dolore.

    Per questo l’attività fisica è una parte importante della soluzione. In palestra il corpo può tornare a muoversi in modo più completo, i muscoli che sostengono la colonna possono diventare più forti e le zone più rigide possono recuperare mobilità.

    Nel Metodo Atraining il lavoro parte sempre da una valutazione del movimento. Serve per capire come si muove oggi il corpo della persona e dove sta accumulando più stress. Alcune schiene sono rigide in alcune zone e sovraccaricate in altre; in altri casi i muscoli che dovrebbero sostenere la colonna hanno perso forza dopo anni di posture ripetute sul lavoro.

    Il rischio più grande è lasciare che il corpo continui ad adattarsi a quel dolore per mesi o anni, fino a quando il problema diventa invalidante e rende impossibile continuare a lavorare. Capire in che fase si trova la propria schiena può fare la differenza. Per questo ti offro la possibilità di fare il tuo primo passo con una valutazione gratuita: per ottenerla clicca il bottone qui e compila il form.

     

    Palestra Atraining

    Viale 1° Maggio n°5
    Monte Urano (FM)
    Cell. +39 3713822889
    (spazio promo-redazionale)

     

     

  • Un nuovo ambulatorio di oftalmologia pediatrica all’Ospedale Murri

    Un nuovo ambulatorio di oftalmologia pediatrica all’Ospedale Murri

    All’ospedale Murri si attiva l’ambulatorio di Oftalmologia pediatrica di primo livello dedicato alla fascia d’età 6 – 14 anni. L’ambulatorio sarà pienamente operativo da aprile, il venerdì mattina, presso il poliambulatorio Ex Inam di Fermo (vicino all’ospedale Murri), e sarà gestito dalle dr.sse Fortuna e Scarinci.

    Saranno eseguite prime visite oculistiche e valutazioni ortottiche. Prenotazione effettuabile, una volta in possesso di impegnativa, con le stesse modalità dell’ambulatorio pediatrico del giovedì mattina (nella sede distrettuale di Porto San Giorgio, riservato ai bambini dai 3 agli 8 anni).

    Vi è anche la possibilità di prenotare la valutazione di secondo livello per tutte le fasce di età presso l’ambulatorio del martedì mattina, sempre nella sede del poliambulatorio Ex Inam. In questo caso le visite saranno svolte dal dr. Spinucci e dalla dr.ssa Sottanella.

    Poliambulatorio Ast di via Gigliucci (foto da pagina Fb Ast Fermo)

    La Pediatria del Murri, dunque, continua ad ampliare i servizi rivolti ai più piccoli. Si ricorda, infatti, che, nel reparto guidato dal settembre del 2024 dalla dr.ssa Veronica Albano, sono stati attivati gli ambulatori specialistici di Gastroenterologia pediatrica, di Endocrinologia pediatrica, di Diagnostica complessa e, grazie alla collaborazione col direttore della pediatria del Salesi, dr. Salvatore Cazzato, anche di Pneumologia pediatrica. Attivi anche gli ambulatori per Emangiomi infantili, quello neonatale ed Eco-encefalo, e quello di Follow up Neuro-sviluppo. E’ stato anche organizzato l’ambulatorio specialistico di Cardiologia pediatrica. Una crescita che interessa la Pediatria ma che è stata ed è possibile grazie alla collaborazione e alla sinergia di diversi reparti del Murri (come in questo caso, per l’Oftalmologia pediatrica, dell’Oculistica guidata dal dr. Carlo Sprovieri) con l’obiettivo comune e condiviso, insieme alla Direzione medico-ospedaliera e alla Direzione generale dell’Ast Fermo, guidata dal dr. Roberto Grinta, di una sempre maggiore attenzione all’età pediatrica in tutte le sue sfaccettature e complessità.

    In Pediatria è stata anche potenziata l’équipe medica (arrivati cinque nuovi Pediatri e altri due sono previsti per l’anno in corso) con professionisti di altissima levatura come, ad esempio, la neonatologa Monica Santoni, e rafforzata la sinergia con l’Azienda ospedaliera universitaria delle Marche e con i Pediatri di libera scelta sul territorio.

     

    Si ricordano anche i progetti legati all’ambulatorio di nutrizione e quelli mirati al supporto diagnostico e terapeutico dell’obesità. E’ stata attuata anche la campagna di vaccinazione per il Vrs (Virus Respiratorio Sinciziale), portata avanti dal reparto e dal Centro vaccinale. Avviati anche i colloqui prenatali e per la sensibilizzazione all’aderenza dei programmi di screening volontario (screening Sma) ed alle vaccinazioni.

  • Protesi all’avanguardia alla Gastroenterologia. Il paziente: «Risolto il mio problema, reparto d’eccellenza» I dettagli dell’intervento

    Protesi all’avanguardia alla Gastroenterologia. Il paziente: «Risolto il mio problema, reparto d’eccellenza» I dettagli dell’intervento

    (da sin. il Prof. Giampiero Macarri, il sig. Giuseppe Gasparretti e il dr. Samuele De Minicis)
    di redazione CF

    Intervento all’avanguardia per la Gastroenterologia dell’ospedale Murri di Fermo: paziente curato con una tecnica endoscopica innovativa che, tramite una protesi metallica (Lams), ha unito colon e retto. «Sono riusciti a risolvere il mio problema» racconta il paziente, Giuseppe Gasparretti, stando a quanto riportato in una nota dell’Ast di Fermo.

    «Questo è un reparto di assoluta eccellenza, mi hanno preso subito a cuore e – la testimonianza del signor Gasparretti, riportata nel comunicato dell’azienda sanitaria fermana – vantano una professionalità fuori dal comune. Dopo i consulti si è deciso per un impianto sperimentale di protesi, per evitare un intervento chirurgico che sicuramente sarebbe stato più complesso. Dopo i controlli, con perseveranza e preparazione, con questa tecnica innovativa sono riusciti a risolvere il mio problema. Sono a dir poco felice e soddisfatto. Alla Gastroenterologia di Fermo assoluta competenza e impagabile cordialità».

    «Circa due anni fa Giuseppe Gasparretti (originario di altra provincia delle Marche) è stato sottoposto, presso una struttura fuori dalla provincia fermana – raccontano il professor Giampiero Macarri, direttore della Gastroenterologia, e il dottor Samuele De Minicis – a un delicato intervento chirurgico di resezione del colon a causa di un tumore del colon-retto. L’operazione, particolarmente complessa, aveva inizialmente risolto il problema oncologico, ma nei mesi successivi sono emerse alcune complicazioni. Nel punto in cui i chirurghi avevano ricollegato le due parti dell’intestino (la cosiddetta anastomosi) si è infatti sviluppato un restringimento progressivo (sub-stenosi) che ha portato nel tempo a una quasi completa chiusura del passaggio intestinale. Il paziente è stato quindi sottoposto a diverse sedute di dilatazione endoscopica. Durante una di queste, effettuata con un palloncino, si è però verificata una piccola perforazione nella zona dell’anastomosi. La complicazione ha reso necessario un nuovo intervento chirurgico d’urgenza, durante il quale è stata realizzata una stomia ileale temporanea (apertura chirurgica sull’addome che permette alle feci di uscire in una sacca esterna) per proteggere l’intestino. A quel punto si prospettavano due possibilità: convivere con la stomia in modo permanente oppure affrontare un altro intervento chirurgico molto complesso per tentare di ricostruire il collegamento tra colon e retto, operazione resa particolarmente difficile dai precedenti interventi nella stessa area».

    (da sin. il Prof. Giampiero Macarri, il sig. Giuseppe Gasparretti e il dr. Samuele De Minicis)

    «A quel punto, tramite il suggerimento di un medico – spiegano dall’Ast di Fermo – il signor Gasparretti si è rivolto alla Gastroenterologia del Murri».

    «Dopo una valutazione multidisciplinare- continuano il professor Macarri e il dottor De Minicis – si è deciso di proporre una terza strada, meno invasiva. Si tratta di una tecnica endoscopica avanzata che utilizza una speciale protesi metallica, chiamata Lams, capace di mettere in comunicazione due organi cavi. Nel caso di Gasparretti, la procedura (eseguita, sotto guida endoscopica, dal dr. De Minicis) ha consentito di collegare direttamente il retto con il tratto di colon, creando di fatto una nuova anastomosi retto-colica senza ricorrere alla chirurgia tradizionale. Si tratta di un approccio estremamente innovativo, per il quale al momento non risultano casi analoghi descritti nella letteratura scientifica».

    «Oggi il paziente – concludono dall’azienda sanitaria fermana – ha ripreso una normale funzionalità intestinale: evacua regolarmente attraverso la nuova protesi creata con la procedura endoscopica e non presenta dolore né altri sintomi rilevanti. Un risultato che apre nuove prospettive nel trattamento di complicanze intestinali particolarmente difficili da gestire».

  • Emotest dà il benvenuto alla ginecologa ed ostetrica Dayana Quintili: «Condivisione, dialogo e chiarezza con le pazienti»

    Emotest dà il benvenuto alla ginecologa ed ostetrica Dayana Quintili: «Condivisione, dialogo e chiarezza con le pazienti»

    La dottoressa Dayana Quintili

    Un’importante opportunità per il Centro Emotest: dalle prossime settimane sarà presente la dottoressa Dayana Quintili, medico chirurgo di comprovata esperienza e conosciuta sul territorio. Le visite saranno possibili presso la sede del Poliambulatorio Emotest a Lido di Fermo in via Nazionale 78, posizione strategica e facilmente raggiungibile, a pochi minuti dal lungomare e dalle principali vie di comunicazione.

     

    Dayana Quintili si è laureata in Medicina nel 2019 all’Università “G. D’annunzio” di Chieti-Pescara con una tesi in Medicina Prenatale (in particolare sull’ecocardiografia fetale), frequentando la Scuola di specialità presso l’Università Politecnica delle Marche con specializzazione al Salesi nel gennaio 2026 con una tesi Medicina Neonatale ed Ecocardio Neonatale; il campo di interesse principale è la diagnostica prenatale in termini di ecografia ostetrica di primo, secondo e terzo trimestre. Una continua ricerca ed attenzione alla formazione ma anche una preparazione ad ampio respiro che ora può mettere a disposizione delle pazienti Emotest: «A breve – racconta – inizierò questa nuova tappa presso un Centro così importante mettendomi a disposizione delle pazienti e delle loro esigenze. Arrivo a questa esperienza in ambito privato mentre in ambito ospedaliero, dove ho conseguito la specializzazione, ho svolto anche sei mesi di formazione al Centro Unico Regionale di diagnosi prenatale di Loreto. Inoltre, da cinque anni ho maturato esperienza presso il Punto di Assistenza Territoriale a Loreto che è ovviamente qualcosa di differente dalla mia specializzazione ma che permette di essere a contatto con situazioni in cui è necessario mettere in campo le proprie conoscenze ed essere sempre a contatto diretto con le pazienti».

     

    Le pazienti si troveranno di fronte una specialista con grande attenzione al dialogo ma anche con uno sguardo alla formazione e alla conoscenza che non si ferma mai, con un ventaglio di opzioni a disposizione. «Sto frequentando un corso di alta formazione in Ginecologia endocrinologica per disturbi del ciclo mestruale in tutte le fasi della vita, dalla pubertà fino alla menopausa. Approfondimenti anche sulla contraccezione, sulla patologia endocrinologica, come ad esempio l’ovaio policistico, con la volontà di trovare la soluzione insieme alla paziente. Passando poi alla gestione della gravidanza: dalle fasi pre-concezionali fino al post parto, gli screening oncologi come pap test e hpv test per intercettare eventuali condizioni patologiche della paziente. Il tutto cercando di tenermi sempre il più possibile aggiornata per fornire punti di vista innovativi e all’avanguardia». 

     

    Oltre all’aspetto squisitamente clinico diventa fondamentale per la dottoressa Quintili creare una vera interazione con la persona che si rivolge a lei, mettendola a proprio agio: «Bisogna sempre cercare un cammino comune e una condivisione del percorso, principalmente partendo dall’ascolto e dalle esigenze di chi abbiamo di fronte. È fondamentale, a mio avviso, in ogni fase fornire spiegazioni chiare e far capire la reale situazione; è un passaggio determinante per affrontare al meglio e in piena fiducia il percorso insieme».

    Il Poliambulatorio Emotest, situato a Lido di Fermo in Via Nazionale 78, è attivo da novembre 2025, ospita i professionisti del Centro Medico San Paolo e sta accogliendo nuovi specialisti emergenti con l’obiettivo di costituire un’équipe multidisciplinare di medici. Questa sede in riviera potrà beneficiare delle sinergie con la sede centrale di Piane di Montegiorgio, situata all’interno del Centro Medico San Paolo.

     

    Per maggiori informazioni, visita i siti:

    emotest.it

    Indirizzo: Via Nazionale, 78, 63900 Lido di Fermo (FM)
    Telefono: +39 0734 466913
    Email: info.lidodifermo@emotest.it
    Email: info@emotest.it

    centromedicosanpaolo.com

    Telefono: 0734-967056
    WhatsApp  366-4562996
    Indirizzo: Via Faleriense Est, 50, Montegiorgio (FM)
    Email: info@centromedicosanpaolo.com

    (spazio promo-redazionale)

  • Ast Fermo, presentato il nuovo direttore amministrativo Riccardo Paoli: «Ci attendono sfide importanti»

    Ast Fermo, presentato il nuovo direttore amministrativo Riccardo Paoli: «Ci attendono sfide importanti»

    Da destra il direttore generale Ast Fermo Roberto Grinta, il direttore amministrativo Riccardo Mario Paoli e l’assessore regionale alla Sanità Paolo Calcinaro

    Questa mattina, nella sala riunioni dell’ospedale Murri di Fermo, è stato presentato ufficialmente alla stampa il nuovo direttore amministrativo dell’Ast di Fermo, il dottor Riccardo Mario Paoli. Al tavolo con il nuovo direttore amministrativo, il direttore generale Ast Fermo, dottor Roberto Grinta, e l’assessore regionale alla Sanità Paolo Calcinaro. In sala i direttori dei Dipartimenti e numerosi direttori di unità operativa, sia sanitari che amministrativi.

     

    «Il dottor Paoli, a cui do il benvenuto a nome di tutta l’Azienda, prenderà servizio il primo aprile in virtù dei tempi amministrativi e legali legati al suo incarico in Friuli – spiega il dottor Grinta – il suo nominativo è stato selezionato da un elenco regionale, pubblicato solo di recente. Ha spiccate capacità organizzative e aggregative. E’ la figura più idonea a ricoprire questo incarico per l’Azienda e per il territorio. Abbiamo dinanzi obiettivi ben precisi che dobbiamo e vogliamo centrare, e si raggiungono solo lavorando tutti insieme verso un’unica direzione».

     

    Originario di Ancona, Paoli ha ricoperto numerosi e prestigiosi incarichi professionali, dalla direzione amministrativa dell’Inrca a quello di sub-commissario amministrativo all’Ast di Ancona. Arriva dal Friuli, si diceva, dove è stato direttore amministrativo di azienda territoriale e di azienda regionale di coordinamento.

     

    «Il direttore amministrativo è una “pedina” fondamentale in un ingranaggio complesso. Si è arrivati alla nomina del dottor Paoli con estrema velocità. Quando mi sono insediato – le parole dell’assessore Calcinaro – non c’era nemmeno la commissione per formare l’elenco dei direttori amministrativi. Credo che la scelta sia ricaduta sulla figura più utile all’Azienda che dovrà affrontare, da qui a un anno, sfide importanti come quella del nuovo ospedale di Campiglione di Fermo ma anche le aperture territoriali da finanziamenti Pnrr e le relative allocazioni delle assunzioni straordinarie. E poi anche la riconversione dell’ospedale Murri. Paoli è un professionista che vanta un’esperienza solida, aiuterà sicuramente l’azienda e il territorio».

     

    «Ringrazio il direttore generale e l’assessore per l’accoglienza e per le parole di stima – il commento del nuovo direttore amministrativo Paoli – affronto umilmente questo nuovo incarico e sono davvero felice di poter lavorare in un’azienda sanitaria territoriale come quella di Fermo. Abbiamo dinanzi sfide importanti, come ricordato dall’assessore e dal direttore generale, in primis il nuovo ospedale ma non solo. Arrivo, ripeto, con l’umiltà di apprendere, e al contempo pronto a calare sul territorio quel che può servire delle mie esperienze pluri-aziendali e pluri-regionali. Cercherò di portare nel Fermano i lati positivi di quanto da me appreso nel mio trascorso lavorativo».

    L’accoglienza dei direttori di Unità operative al nuovo direttore amministrativo
    Da destra il direttore generale Ast Fermo Roberto Grinta, il direttore amministrativo Riccardo Mario Paoli e l’assessore regionale alla Sanità Paolo Calcinaro
  • «Ancora encomi per i sanitari dell’Ast di Fermo». Il dg Grinta: «Impegno e competenze»

    «Ancora encomi per i sanitari dell’Ast di Fermo». Il dg Grinta: «Impegno e competenze»

    «Ancora encomi che la direzione dell’Ast di Fermo reputa doveroso comunicare perché rappresentano lo specchio dell’abnegazione e della professionalità dei suoi sanitari». E’ quanto si legge in una nota dell’azienda sanitaria fermana.
    «Impegno e competenze che vengono percepiti dai pazienti e dai loro familiari che decidono, con toccanti e gratificanti lettere e mail, di ringraziare coloro che li hanno assistiti e che continuano a farlo. I nostri sanitari rappresentano un vanto per l’Ast fermana e, più in generale, per la sanità pubblica. Un sentito ringraziamento va ovviamente anche ai pazienti e ai loro familiari che spendono parole di elogio per i nostri sanitari» il commento del direttore generale dr. Roberto Grinta.
    Partiamo dal primo:
    Sono un ragazzo di circa 20 anni, affetto da emicrania. Soffro di questa patologia dal lontano 2020. Nonostante abbia girato diversi centri, mai sono stato trattato bene come nel centro cefalea dell’Ospedale Murri di Fermo. Alle volte si sentono cose poco carine verso il servizio pubblico. La verità è che io, al Murri ho trovato del personale che mette passione in quello che fa, e vede la problematica del paziente non come una pratica da gestire, quanto come una persona da aiutare. Questa umanità è raro trovarla al giorno d’oggi. Nonostante la mia patologia, alle volte invalidante, nel centro cefalea del Murri ho trovato ascolto, comprensione e pazienza, anche quando diverse terapie tentate non hanno dato i risultati sperati. Non smetterò mai di ringraziare la neurologa responsabile del centro, tanto quanto il personale tutto della Neurologia, senza il quale il mio futuro, ma anche presente, sarebbe molto incerto.
    Scrivo questa lettera perché spero che qualcuno, magari poco fiducioso, rifletta sull’importanza del servizio pubblico, su quei camici bianchi, quelle mura, che ogni giorno, notte, salvaguardano la vita umana. Ancora un grazie dal profondo del cuore“.
    Poi il secondo: “Gentilissimo dr. Grinta, desidero esprimere la più sincera gratitudine per l’eccellente operato del reparto ospedaliero Uoc Medicina Interna Amandola, che ha accolto mia madre (…), giunta in condizioni serie e bisognosa di cure tempestive. Fin dal momento del ricovero, abbiamo potuto constatare la competenza, la dedizione e la straordinaria umanità di tutto il personale medico, infermieristico e sanitario. Ogni intervento è stato svolto con grande attenzione e scrupolo, ma ciò che ci ha colpiti maggiormente è stata la sensibilità con cui la paziente è stata accudita. In un momento di forte preoccupazione e fragilità, la presenza costante, le parole rassicuranti e la disponibilità al dialogo hanno rappresentato per noi familiari un sostegno fondamentale. È confortante sapere che nella nostra sanità operano professionisti capaci di coniugare preparazione tecnica e autentica empatia. Chiedo cortesemente di estendere questo personale ringraziamento alla dr.ssa Paola Arma e alla dr.ssa Sandra Rafaiani, rispettivamente direttore Uoc Medicina Interna Amandola e funzione organizzativa della Medicina Interna Amandola, e a tutto il reparto coinvolto, affinché ciascun operatore possa sentirsi riconosciuto per l’impegno e la cura dimostrati. Con profonda riconoscenza“.
    Nella terza mail a parlare è “la figlia di una paziente (ultranovantenne) ricoverata presso la Vs struttura nel reparto di Medicina 2. Scrivo questa e-mail per esprimere la mia più grande soddisfazione per la cordialità e la professionalità del personale di reparto. Sono rimasta colpita dal livello di cura e di attenzione che ha ricevuto mia madre. Grazie mille per il vostro impegno e dedizione, che siano da esempio per tutti. Un grazie va anche alla fisiatra dr.ssa Dina Martufi e la fisioterapista che stanno rimettendo in piedi mia madre“.
    La quarta lettera arriva “a compendio di una serie di mail e telefonate intercorse tra la mia famiglia e i professionisti riportati in indirizzo e conoscenza, desidero inviare la presente a titolo di ringraziamento. Un ringraziamento che esula totalmente dal buon esito dell’intervento chirurgico a mia madre, ma che investe l’enorme professionalità, organizzazione procedurale, disponibilità verso l’assistito ed umanità riscontrate in tutti i reparti che hanno cooperato. Menzioni particolari vanno doverosamente al prof. Giampiero Macarri, al dr. Silvio Guerriero e al dr. Daniele Elisei che sono riusciti con estrema naturalezza a facilitare ogni attività (dalle visite di controllo, alle dimissioni ospedaliere). Ringraziamo ogni operatore sanitario, dai medici, agli infermieri e agli Oss dei reparti, per il loro lavoro quotidiano, svolto con competenza e dovizia, senza mai tralasciare il lato umano. Pur essendo un dipendente di questa azienda non mi ero mai trovato dal lato dell’assistito. Fermo è stata una stupenda scoperta in questo senso ed auspico che, con il passaggio al nuovo ospedale, diventi un polo sempre più attrattivo per professionisti sanitari di eccellenza, che andranno ad aggiungersi al livello attuale già elevato. P.s fuori contesto prettamente fermano, non ci sono più parole per ringraziare il dr. Logullo il quale è riuscito, solamente con l’intuizione e la competenza, a comprendere il problema e ad anticipare ogni cosa, quando nessuno l’avrebbe nemmeno sospettato“.
  • Polo di medici di famiglia a P.S.Elpidio, Ciarpella: «Avanti tutta coi lavori, contiamo di aprirlo entro metà aprile»

    Polo di medici di famiglia a P.S.Elpidio, Ciarpella: «Avanti tutta coi lavori, contiamo di aprirlo entro metà aprile»

    Da dx Massimiliano Ciarpella e Roberto Grinta

    «Un deciso passo avanti per la costituzione di un polo gestito dai medici di medicina generale e per concretizzare il progetto di Casa della comunità hub per il distretto sanitario di Porto Sant’Elpidio. Procedono spediti i lavori di sistemazione al primo piano della Cittadella del sole, che entro poco più di un mese vedranno 8 ambulatori per accogliere i medici di base operativi a Porto Sant’Elpidio. Si attiva così l’Aggregazione funzionale territoriale, volta ad una medicina di prossimità capace di rispondere in modo efficace e tempestivo alla domanda di salute della collettività». E’ quanto fanno sapere dall’amministrazione comunale di Porto Sant’Elpidio con una nota stampa.

    Ieri mattina, infatti, si è svolto un sopralluogo all’interno della struttura per monitorare l’avanzamento dei lavori. Erano presenti il sindaco Massimiliano Ciarpella, l’assessore ai servizi sociali Marco Traini, il direttore generale Ast Fermo Roberto Grinta, insieme ai direttori Rocco Tirabasso, dell’area tecnica, e Paolo Bottazzi della direzione amministrativa territoriale. Al sopralluogo hanno partecipato inoltre il dr. Giuseppe Malcangi, che è anche consigliere comunale, e il dr. Alessandro Burgio, due dei medici di medicina generale che parteciperanno all’Aggregazione territoriale.

    «In tempi brevi, ipotizziamo entro la metà di aprile, saremo pronti ad avviare questo presidio fondamentale per migliorare i servizi sanitari alla cittadinanza – commenta il sindaco Massimiliano Ciarpella – Un importante obiettivo del nostro programma elettorale era quello di sviluppare la medicina di prossimità. Con questo primo step si creerà un polo dei medici di base che favorirà il lavoro in rete. Contestualmente, l’edificio della Cittadella del sole è interessato da importanti interventi di manutenzione straordinaria che consentiranno di ampliare la medicina condivisa e ospitare ulteriori servizi specialistici e prestazioni sociosanitarie. Ringrazio il dottor Malcangi per il contributo qualificato e il prezioso lavoro di raccordo tra tutte le parti coinvolte».

    I locali che ospiteranno gli ambulatori dei medici di famiglia nel polo di Porto Sant’Elpidio

    «La struttura di Porto Sant’Elpidio ha un ruolo importante nella strategia sanitaria del Fermano – sottolinea il direttore generale Ast Fermo, Roberto Grinta – Ci stiamo muovendo in piena coerenza con quanto previsto nell’atto aziendale dell’Ast Fermo e con le indicazioni della Giunta regionale. È importante partire e sono convinto che presto l’Aggregazione territoriale coinvolgerà anche gli altri medici di medicina generale della città». 

    «È un momento importante, che rappresenta il primo passo verso l’integrazione funzionale dei medici di famiglia della città – commenta il dottor Malcangi – al fine di garantire alla comunità un servizio sempre più efficiente e organizzato. Si corona un lungo dialogo che ha visto partecipare in maniera costruttiva e sinergica Ast, medici di medicina generale, rappresentanza sindacale e Amministrazione comunale. Si pongono le basi per la creazione di un importante punto strategico di assistenza e prossimità che identificherà la sede del distretto come polo sanitario della città».

    Il sopralluogo nel cantiere per il polo di medici di famiglia a Porto Sant’Elpidio

  • Prevenzione su misura a Medica Marche:  nasce il check-up personalizzato  affidato ai migliori specialisti

    Prevenzione su misura a Medica Marche:
    nasce il check-up personalizzato
    affidato ai migliori specialisti

    Centro medica

    Il Centro Medica a Piediripa

    Il Centro Medica Marche offre un servizio gratuito di consulto sviluppato su un sistema di screening personalizzati, studiati per adattarsi ai fattori di rischio e alle caratteristiche individuali di ogni paziente.
    L’obiettivo è quello di valutare in modo completo e accurato lo stato generale della persona, individuando eventuali segnali precoci che potrebbero, nel tempo, evolvere in condizioni più complesse. Il percorso può essere modulato sia su indicazione del medico di fiducia di Medicina Generale o su indicazione degli specialisti messi a disposizione dalla struttura oppure costruito insieme a un Tutor esperto aziendale, figura dedicata che accoglie il paziente, lo orienta tra le diverse opzioni e lo accompagna durante tutto l’iter diagnostico. Questo supporto garantisce chiarezza, continuità e una gestione organizzata delle diverse fasi.

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    I pacchetti di prevenzione proposti dal Centro Medica Marche non si limitano a una sequenza standardizzata di esami diagnostici, ma costituiscono la base di un vero e proprio percorso di salute. Il primo passaggio è la presa in carico del paziente, che viene accompagnato in un check-up internistico cardiovascolare svolto secondo indicazione clinica. Questo momento iniziale consente di raccogliere informazioni fondamentali e di delineare un quadro complessivo, utile per costruire un programma di controlli coerente e personalizzato.

    Sotto la supervisione del medico Francesco Asteggiano, responsabile dell’area di Radiologia e Diagnostica, il quale segue l’ambito neuroradiologico (tutta l’area diagnostica inerente encefalo, colonna lombare, colonna cervicale, colonna dorsale, Atm, Cone Beam) All’interno dell’equipe coordinata dal medico Asteggiano ci sono i colleghi quali il medico Gianluca Testiccioli e il medico Andrea Quagliarini esperti nel settore diagnostico articolare quali Rm, Rx, Tac per lo studio mirato di anca, bacino, ginocchio, polsi, mani e la diagnostica ecografica multidisciplinare supportati a loro volta da esperti medici ortopedici.

    Caldarelli_Medica_FF-12

    Per lo studio diagnostico toraco addominale c’è il medico Roberto Evangelisti. A curare quelli che sono gli aspetti della sfera femminile in ambito senologico e diagnostico come la mammografia e lo screening ecografico del seno sono affidati al medico Marco Capponi e al medico Alfonso Fausto. Sempre il medico Alfonso esegue esami quali la Rm prostata multiparametrica con la risonanza 3 tesla unica nelle marche. I medico Testiccioli, Quagliarini, Capponi, Evangelisti seguono nel dettaglio la diagnostica ecografica addome completo, tiroide, tessuti molli, muscoloscheletrica) e doppler.

    Il Centro offre anche percorsi personalizzati configurabili nei diversi reparti polispecialistici garantendo un approccio integrato e multidisciplinare. L’ambito cardiologico e di medicina dello sport di primo e secondo livello è seguito e coordinato dal medico Gian Piero Perna, con l’esecuzione di visite specialistiche, ecografie cardiache, Ecg e valutazioni cardiovascolari complete, elettrocardiogrammi da sforzo, holter cardiaci e pressori.

    A ciò si aggiungono l’area diabetologica, endocrinologica con la dottoressa Valeria Del Gatto e nefrologica, per lo studio delle funzionalità renale nella figura del medico Ettore Pala. Il settore della Nutrizione per lo studio dei piani alimentari mirati per il benessere della persona è seguito dalle biologhe nutrizioniste dottoresse Arianna Petrellini, Cecilia Cordari e dal dietista Antonio Micucci Cecchi.
    La Pneumologia è affidata al medico Alberto Tubaldi, con visite specialistiche e spirometria con il supporto quotidiano della diagnostica come ad esempio la tac torace per l’approfondimento clinico e di screening.

    Altro settore importante all’interno della Medica Marche è il reparto di Dermatologia e Tricologia gestito dalla dottoressa Rosanna Sorbellini e dal medico Crispino Valeriani per lo studio e screening preventivo per la mappatura dei nevi per la prevenzione del melanoma cutaneo.

    All’interno del Centro Medica Marche è presente il reparto dell’Igiene Mentale composto dalla figura del neurolgo Stefano Del Gracco degli Psichiatri, Astrid Focosi e Carmine Petrosino e l’area di Psicologia e Psicoterapia composta dai medici Paolo Scapellato, Arianna Sgolastra, la Melissa Zengarini, la Lorena Cionfrini. A supporto di questo settore tutta l’area clinico diagnostica neuroradiologica sopracitata coordinata dal medico Francesco Asteggiano.

    A completamento gli altri reparti quali quello della orl con attività clinico diagnostica nella figura del medico Enrico Caldarelli e il settore chirurgico vascolare nella figura del medico Gaetano Massucci. Gli ultimi due settori implementati all’interno del reparto polispecialistico della Medica Marche sono quelli della medicina estetica nella figura del medico Luigi Coppol e quella
    della chirurgia pancreatica nella figura del medico Michele Pagnanelli.
    Gli spazi della struttura e l’elevata qualità delle strumentazioni d’avanguardia, sottolinea l’importanza dell’ambito fisioterapico riabilitativo affidato al fisioterapista Daniele Lorenzini, ai Chinesiologi Massoterapisti quali la dottoressa Elisa Angeletti e il dottor Francesco Staffolani. Completano l’area riabilitativa l’Osteopatia composta dalle dottoresse Benedetta Mercuri, Ilaria Belà, Walter Ferrari, Sara Scibè).

    La Chirurgia Generale è affidata ai medici Gaetano Massucci e Michele Pagnanelli, che segue anche la Chirurgia Pancreatica. L’ Otorinolaringoiatria sono seguite dal medico Enrico Caldarelli. La Nefrologia è affidata al medico Ettore Pala, con particolare attenzione al controllo e monitoraggio della funzionalità renale

    I percorsi sono strutturati tenendo conto dell’età, dello stile di vita e delle esigenze specifiche, con un’attenzione particolare rivolta a uomini e donne over 45 e under 45 per favorire la prevenzione, agli sportivi e alle persone con disabilità. In questa fase della vita, infatti, diventa centrale monitorare in modo approfondito lo stato di salute generale, cardiovascolare e metabolico, così da prevenire l’insorgenza di problematiche legate all’invecchiamento o a fattori di rischio accumulati nel tempo.

    L’approccio multidisciplinare permette di integrare competenze differenti in un’unica visione coordinata, evitando percorsi frammentati e favorendo interventi tempestivi e mirati. Grazie a un’équipe qualificata, a tecnologie diagnostiche avanzate e a una concezione integrata della medicina, il Centro Medica Marche si propone come un punto di riferimento nel territorio per la prevenzione e la diagnosi precoce. L’attenzione alla persona, prima ancora che alla patologia, è il principio guida che orienta ogni fase del percorso.

    Al termine del check-up, il paziente riceve una relazione medica dettagliata che riassume gli esiti degli esami e fornisce eventuali indicazioni per il proseguimento del percorso di salute. Inoltre, è possibile usufruire delle iniziative dedicate del Club Medica, con vantaggi e agevolazioni nella costruzione dei pacchetti clinici personalizzati.

    Per prenotare un check-up è sufficiente contattare la segreteria del Centro Medica Marche e fissare un appuntamento con il Tutor, che guiderà il paziente all’interno dei percorsi disponibili. Tutte le informazioni sui servizi e sulle prestazioni offerte sono consultabili sul sito ufficiale (clicca qui) e sui canali social del centro, costantemente aggiornati.

    (promoredazionale)

     

  • «Numeri e qualità in crescita» per il Blocco operatorio del Murri con robot chirurgico e centrale di sterilizzazione hi tech. Le voci dei primari

    «Numeri e qualità in crescita» per il Blocco operatorio del Murri con robot chirurgico e centrale di sterilizzazione hi tech. Le voci dei primari

    (da dx Silvio Guerriero, Mahmoud Yehia, Daniele Elisei e Claudio Carosi)

    di redazione CF

    Sono 4686 gli interventi effettuati nel 2025 nel Blocco operatorio dell’ospedale Murri di Fermo. Un crescendo rispetto agli ultimi anni certificato dai numeri (nel 2024 sono stati 4436). E dove spiccano due novità di assoluto rilievo: il robot chirurgico e una centrale di sterilizzazione rinnovata e oggi altamente tecnologica.
    Qualche dato. Dal 15 settembre scorso con il robot chirurgico, dalla sua piena operatività, sono stati effettuati 84 interventi: 30 interventi di urologia (prostatectomia radicale) e 54 di chirurgia (colecistectomia ed emicolectomia). Per quanto riguarda la centrale di sterilizzazione, nel 2025 sono stati processati  75.000 prodotti, per l’intera Ast di Fermo, tra ospedale e territorio. Da segnalare la visita dell’Ausl Romagna (Ospedale di Rimini) il mese scorso. La centrale del Murri infatti è speciale anche nel processo di sterilizzazione, completamente informatizzato (T-DOC V18).

     

    «Abbiamo avviato in modo strutturato l’attività di chirurgia robotica applicata alla chirurgia dell’apparato digerente. È un progetto – il punto del dr. Silvio Guerriero, direttore della Uoc Chirurgia dell’ospedale Murri – reso possibile grazie al sostegno della direzione generale dell’Ast, insieme al lavoro integrato di chirurghi, anestesisti, infermieri e personale tecnico. Il robot non “opera da solo”: è uno strumento nelle mani del chirurgo che offre visione 3D ad alta definizione, ingrandimento e strumenti articolati che riproducono movimenti molto dettagliati, consentendo dissezioni e suture più precise anche in spazi anatomici complessi. In pratica, questo si traduce in un approccio mini-invasivo più affidabile: incisioni più piccole, minore sanguinamento, meno dolore post-operatorio, riduzione del rischio di complicanze e recupero più rapido, con degenze spesso più brevi. In chirurgia addominale ciò permette di standardizzare procedure complesse, aumentare la sicurezza e ampliare le indicazioni, mantenendo alta qualità anche nei casi più difficili. È un passo concreto di innovazione che rafforza l’offerta chirurgica del nostro ospedale e porta benefici reali ai cittadini del territorio».
    Il robot chirurgico (foto dal profilo Fb dell’Ast Fermo)

    Il robot chirurgico (foto dal profilo Fb dell’Ast Fermo)

    «Stiamo facendo un gran bel lavoro. Il robot chirurgico? Lo stavamo aspettando. Francamente – le parole del dr. Mahmoud Yehia, direttore della Uoc Urologia del Murri – ho un’ottima impressione dell’attività robotica e anzi, dirò di più, c’è una crescente richiesta di utilizzo. Personalmente avevo esperienza alle spalle e infatti quanto prevedevamo si è concretizzato. Di questo non posso che ritenermi soddisfatto. Abbiamo anche un personale altamente formato su tutte le procedure, a tutti i livelli e infatti c’è un risvolto positivo sui pazienti, dall’abbattimento dei tempi di degenza a quelli di recupero. A Fermo siamo già ben oltre la curva di apprendimento»

     

    «Dal mese di settembre 2025,  periodo di inizio del mio incarico come direttore di Uoc di Anestesia e Rianimazione – le parole del dr. Daniele Elisei – il Blocco Operatorio si è dotato delle enormi potenzialità del robot chirurgico, raggiungendo ottimali livelli di professionalità e modernizzazione per quanto riguarda la chirurgia generale e la chirurgia urologica.  Tutto ciò è stato possibile grazie al notevole impegno e alla dedizione sia del personale medico anestesista sia di quello infermieristico, coordinato dal dottor Claudio Carosi, che ha raggiunto elevati standard di competenza e specializzazione. Doveroso il mio sentito ringraziamento a tutti i miei collaboratori, professionisti coordinati dalla dr.ssa Monti (responsabile Uos Blocco Operatorio) che tutti i giorni animano il blocco operatorio, mantenendo i massimi livelli di sicurezza per il paziente che si affida alle nostre cure».
    La centrale di sterilizzazione ((foto dal profilo Fb dell’Ast Fermo)

    La centrale di sterilizzazione ((foto dal profilo Fb dell’Ast Fermo)

    «Per quanto di mia competenza – rimarca il dr. Claudio Carosi, coordinatore del Blocco operatorio e della Centrale di Sterilizzazione – ad oggi sono stati certificati come infermieri robotici 11 infermieri sui 24 presenti. La formazione obbligatoria è stata effettuata sia in sede che presso la sede formativa Ab Medica di Milano. Proseguiremo nei prossimi mesi a certificare gli infermieri. L’informatizzazione della centrale, non presente fino al dicembre 2024 e voluta fortemente da me con il prezioso e concreto sostegno della direzione Ast Fermo, ha permesso di tracciare dettagliatamente tutto il processo di sterilizzazione nelle varie fasi ed inoltre di rendicontare al millesimo tutti i prodotti processati. Un doveroso ringraziamento alla direzione medico-ospedaliera e ovviamente al personale infermieristico, di supporto sia al Blocco operatorio che alla Centrale di Sterilizzazione, che si è messo subito a disposizione e dimostrato sempre collaborativo nei vari step formativi e riorganizzativi».