
servizio di Maikol Di Stefano
Taglio del nastro stamane al Fermo Forum per la seconda edizione dell’Abc Fashion Event, la fiera dedicata agli accessori per borse e calzature promossa e organizzata da Valentino Fenni, imprenditore e presidente della sezione calzaturieri di Confindustria, che si terrà oggi e domani. Il tutto supportato da vari partner dalla provincia di Fermo e dalla regione Marche.
Infatti insieme a Fenni al momento del taglio del nastro, oltre ad alcuni sindaci del distretto calzaturiero fermano insieme al vicesindaco reggente di Fermo, Mauro Torresi, c’erano il governatore delle Marche, Francesco Acquaroli, il rieletto presidente della Provincia, Michele Ortenzi, e i consiglieri regionale Andrea Putzu e Milena Sebastiani. Con loro anche il presidente della Camera di Commercio delle Marche, Gino Sabatini, e la sottosegretaria del Ministero dell’Economia e delle Finanze, l’onorevole Lucia Albano.
«Quello fieristico – ha specificato il presidente Acquaroli – è un settore importante, non solo per la manifattura calzaturiera ma per tutto il sistema regionale, tant’è che stiamo ripensando ad una riorganizzazione. Sicuramente la fiera per come era immaginata qualche anno fa, mostra dei limiti, però non possiamo permetterci di restare fuori dai circuiti fieristici e di non avere una struttura che sa organizzare eventi che hanno un risvolto economico sui territori. Percepisco un clima di interesse, di curiosità attorno alla centralità che questo settore è in grado di garantire alla manifestazione fieristica della nostra regione e anche ai territori del Fermano e del Maceratese. In questo momento così particolare, così complesso e difficile – le parole del presidente Acquaroli – bisogna continuare a lavorare per cercare delle soluzioni, perché c’è questa grande capacità produttiva che noi abbiamo all’interno di questa centralità che è proprio la fiera. Questa realtà produttiva va riorganizzata, ammodernata, ma non dimentichiamoci che finora ha consentito una capacità di interlocuzione con il successo dei processi produttivi, dell’innovazione. Siamo sicuri che ci sarà una possibilità di rilancio – ha spiegato il governatore – Dinanzi a questa possibilità di riscatto del “made in Italy” nel mondo, in questo contesto internazionale dei mercati che riesce ancora oggi a dare un valore aggiunto particolare, bisognerà farsi trovare pronti. Nel frattempo bisogna essere molto vicini alle imprese che soffrono, perché perdere la capacità produttiva di una manodopera qualificata e di un sistema produttivo sarebbe un danno irreparabile».

Dichiarazioni, quelle di Francesco Acquaroli, che poi tornano sul discorso fieristico e sul futuro del distretto calzaturiero. «Innanzitutto la fiera: sì, è una grande vetrina per tutto il sistema regionale. Noi oggi stiamo pensando di riorganizzare questa strategia. Sicuramente la fiera, per come era stata immaginata anni fa, è superata, ma abbiamo assolutamente bisogno di risposte per stare al passo dei circuiti fieristici». Per il presidente è fondamentale avere «una struttura che sappia organizzare eventi che da una parte abbiano dei risvolti economici sul territorio e dall’altra abbiano la capacità di saper promuovere il prodotto nel mercato globale. Dall’altra parte sicuramente bisogna essere molto vicini al territorio. Lo stiamo facendo in tutti i modi possibili e immaginabili. Certo è che quest’ultima fase che stiamo vivendo è complessa e va gestita; speriamo si possa chiudere al meglio possibile, gestita insieme a tutte le istituzioni nazionali e regionali».
Il settore calzaturiero è lo specchio di una crisi globale ma gli imprenditori provano a ripartire. Un tentativo che, spiega Fenni, oggi però è lontano da altri eventi del settore. «Lineapelle è una ‘Ferrari’, come si può dire: internazionale, vengono compratori da tutto il mondo. Qui da noi, per carità, vengono. Sono arrivati due stranieri, un portoghese e uno spagnolo; ci sono aziende rappresentate da stranieri, ci mancherebbe, però Lineapelle è un’altra realtà. Lo scopo è quello di avere contatti, di conoscersi, di incontrarsi e di vedere se c’è la possibilità di fare affari insieme. Qui ci sono suolifici, tacchifici, solettifici, macchinari. Siamo veramente soddisfatti dell’eterogeneità delle figure coinvolte». Riflessione che poi Fenni sposta sulla situazione generale del mondo calzaturiero. «Adesso abbiamo bisogno veramente d’aiuto. Ci troviamo a ribadire che ne abbiamo necessità perché le manovie sono ferme e purtroppo non è per adesso che la situazione migliori. Dai dati che abbiamo siamo abbastanza preoccupati, di conseguenza avremmo veramente bisogno d’aiuto per tutto il settore. Ma i problemi sono gli stessi nel nostro distretto come in altri distretti. Purtroppo la calzatura soffre come soffre tutta la moda. Comunque non ci aspettavamo un successo di pubblico di queste proporzioni. Confidiamo che anche domani l’affluenza continui com’è iniziata oggi. Le aziende espositrici hanno fatto buone relazioni dopo il primo evento di ottobre e ora sono raddoppiate in presenze. I marchi esposti raggiungono il numero di 200 e in Italia Abc è una realtà che si sta consolidando».

«Una fiera che – rimarcano dall’organizzazione guidata da Fenni – ha fatto il record di presenze, raddoppiando quelle della prima edizione, con 140 aziende partecipanti, ma che è stata attraversata dalle preoccupazioni di un settore che è alle prese con un drastico ridimensionamento della domanda sui mercati esteri e con l’aumento dei prezzi delle materie prime e dell’energia.
Un imprenditore che celebra 50 anni di storia ha suonato la sveglia alle istituzioni italiane e marchigiane. Germano Ercoli, Presidente di Eurosuole spa: «Le nostre imprese pagano delle difficoltà infrastrutturali ataviche nei collegamenti aerei, ferroviari e stradali. Vediamo se si riesce a dare un segnale alla politica, perché molto dipende anche dalla politica. Poi voglio anche sottolineare che per altri settori manifatturieri, come ad esempio l’auto, in Italia si è fatto molto, ma molto meno per le calzature. Del resto il settore della calzatura è in sofferenza. Nel 1982 in Italia producevamo 504 milioni di paia di scarpe, eravamo al terzo posto nel mondo. Oggi siamo a 170 milioni circa. in 44 anni abbiamo perso oltre 300 milioni di paia di scarpe. Ciò è avvenuto nella disattenzione generale, forse anche nostra degli operatori, delle organizzazioni datoriali, della politica, perché la politica ha seguito spesso e volentieri solamente l’andamento delle grandissime aziende. Un plauso particolare va agli organizzatori di ABC Fashion Event. Con questi eventi si possono aiutare le aziende».
Al talk post taglio del nastro hanno partecipato anche Mauro Torresi vicesindaco reggente del Comune di Fermo, Michele Ortenzi, presidente della Provincia di Fermo, il sottosegretario Lucia Albano, Gino Sabatini, presidente Camera di Commercio delle Marche, Graziano Mazza della Premiata s.r.l. e Umberto Ciucani, amministratore della Ciucani Shoe Machinery.























































