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  • Riqualificazione del Girfalco, gli ambientalisti: «Progetto da modificare, ecco tutto quello che non va»

    Riqualificazione del Girfalco, gli ambientalisti: «Progetto da modificare, ecco tutto quello che non va»

    di redazione CF

    «Il Girfalco non è solo un parco: è l’anima di Fermo. Ma oggi quell’anima trema davanti a un progetto che promette riqualificazione e restituisce, agli occhi di molti, uno stravolgimento della propria identità. Tra pavimentazioni, prati non più accessibili e panchine rimosse, viene tradito il “genius loci”. Un iter rapido che, pur partendo da presupposti condivisibili, rischia di trasformare per sempre il salotto verde del centro storico della città, cancellando abitudini e memoria». E’ questo, in estrema sintesi, il sunto delle riflessioni emerse dall’assemblea pubblica organizzata dagli ambientalisti sabato scorso.

    Il Coordinamento Ambientalista di Fermo (Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Demos) ha infatti organizzato, sabato 7 marzo, presso l’hotel Astoria, un’assemblea pubblica per illustrare e discutere il progetto relativo al Parco del Girfalco, recentemente approvato dalla giunta comunale fermana e già in fase gara di appalto per la realizzazione delle opere, per un importo di circa 1.200.000 di euro.

    All’incontro hanno partecipato circa 150 cittadini. Per l’amministrazione erano presenti l’assessora ai Lavori pubblici Ingrid Luciani, il progettista Nazzareno Petrini, il responsabile del procedimento Giacomo Torresi e il dirigente del Settore Lavori pubblici Alessandro Paccapelo.

    L’assessora e il progettista hanno illustrato ai presenti il progetto. Durante il dibattito, particolarmente partecipato, sono emersi vari spunti di riflessione. «Un primo tema riguarda la mancata condivisione preliminare del progetto con la cittadinanza, non tanto per l’assenza delle associazioni quanto per la grande importanza urbanistica e sociale rivestita dal Parco. Per quanto riguarda le aiuole intorno alla fontana, saranno inseriti un cordolo in corten e una siepe per impedire l’accesso al prato, e questa scelta inibirà la fruizione di ampie sezioni del parco – dichiarano in una nota dal Coordinamento – da parte specialmente dei giovani. Diversi cittadini hanno definito il corten potenzialmente pericoloso perché tagliente e hanno sottolineato che, inserito nel terreno, può danneggiare la vegetazione circostante. I tecnici hanno risposto che saranno presi gli accorgimenti necessari».

    Si è poi discusso degli interventi previsti nell’area sud della Cattedrale. «Nella zona del cedro i pini che lo circondano, disposti in ellisse attorno ad esso, saranno inseriti all’interno di aiuole – anche queste inibite al passeggio e alla fruizione diretta – in parte piantumate con arbusti locali o rustiche a cespuglio, autoctone e a bassa manutenzione, ed in parte destinate a prato. La forma geometrica dei pini sarà evidenziata da un percorso pedonale ellittico e con due tagli trasversali realizzati con una pavimentazione drenante in graniglia di marmo per recuperare, una tecnologia degli anni ‘60. Alcuni dei presenti hanno espresso i propri dubbi poiché sotto i pini il prato difficilmente cresce a causa dell’acidità del terreno, la superficie calpestabile risulterebbe fortemente ridotta e si modificherebbe in maniera sensibile il Girfalco, per come i fermani sono abituati a farne uso. La ghiaia evita i dissesti tipici delle pavimentazioni: assecondando il movimento delle radici, impedisce che queste vengano tagliate per ripristinare il passaggio, salvaguardando la salute dell’albero. Nel progetto alcuni pini saranno circondati dalle pavimentazioni drenanti» continuano gli ambientalisti.

    Sono stati inoltre criticati i circa 1700 metri quadri di nuova pavimentazione drenante, ritenuti «eccessivi, e la scelta di un materiale giudicato da alcuni poco adatto al contesto. Sono emersi dubbi riguardo la durabilità delle pavimentazioni posate a secco, sia per la presenza delle radici di pino, notoriamente superficiali, sia per il transito dei veicoli dei residenti (che continuerebbe ad essere consentito) che, come testimoniato dai dissesti creatisi recentemente su via dell’Anfiteatro Antico, potrebbero pregiudicarne la conservazione».

    Una delle domande più ricorrenti ha riguardato «l’assenza di bagni pubblici. Secondo l’amministrazione, la gestione dei servizi igienici potrà essere affidata al privato che prenderà in concessione lo Chalet, mentre non sarebbe possibile realizzare nuovi volumi a causa dei vincoli presenti. In riferimento a ciò, si segnala che la realizzazione di un progetto complessivo di tale portata sarebbe stata una perfetta occasione per risolvere il problema».

    È stato chiesto inoltre di quanto diminuirà la superficie su cui sarà possibile transitare a piedi. Secondo molti interventi, l’area realmente fruibile potrebbe ridursi in modo significativo: «I prati saranno di fatto non percorribili e anche alcune nuove aiuole – aggiungono dal Comitato – limiteranno ulteriormente il passaggio. Riteniamo che nel progettare importanti aree pubbliche ci si debba sempre porre nei panni di una mamma con un bambino su carrozzina: a progetto finito i suoi spazi per passeggiare saranno enormemente ridotti».

    Ulteriori perplessità hanno riguardato gli scavi previsti sotto le nuove panchine. «Lo stato attuale del fondo in ghiaia, oggi molto compattato a causa del passaggio delle auto, non dovrebbe essere considerato come condizione di riferimento, perché si tratta di una situazione degradata e non di quella “ordinaria” di un terreno ghiaioso unicamente pedonale».

    Un’altra osservazione riguarda la «mancanza di un intervento nel viale del Sagrato: secondo molti cittadini sarebbe stato opportuno sostituire l’asfalto con una pavimentazione più coerente con il contesto storico del luogo, cosa che invece il progetto non prevede. Analogo discorso vale per il Parco della Rimembranza, per il quale non sono previsti interventi. È stata sollevata anche la questione degli arredi storici: non è chiaro quali saranno conservati e quali sostituiti. In particolare, la panchina circolare attorno al cedro è destinata a essere eliminata e sostituita da una seduta in pietra. È stato segnalato poi che il progetto non terrà sufficientemente conto della presenza del Monumento ai Caduti e della statua del leone che fiancheggia la Cattedrale, poiché le nuove aiuole previste davanti a tali elementi potrebbero limitarne la visibilità».

    È stato chiesto come il cantiere si concilierà con quello della Casina delle Rose, qualora dovesse partire. «Una porzione del viale di tigli che fiancheggia la casina, tra l’altro, in seguito alla vendita della stessa, è soggetta al “diritto di transito pedonale e carrabile” da parte del privato. Ulteriori richieste hanno riguardato la funzione delle linee trasversali che attraverseranno l’ellisse pavimentata. L’assessora Luciani ha dichiarato che l’amministrazione recepirà il suggerimento di rivedere i percorsi, pur precisando che la Soprintendenza ha richiesto linee più dritte rispetto a soluzioni inizialmente più morbide. E’ stato aggiunto che la pavimentazione lungo il fianco della Cattedrale e sul belvedere verso il mare servono per limitare il passaggio sul prato. Sono emerse perplessità anche sul reperimento dell’acqua per l’impianto di irrigazione, per cui è stato affermato che sarà alimentato da un serbatoio di recupero dell’acqua piovana».

    È poi emersa la preoccupazione che «l’intervento modificherà in modo sostanziale l’aspetto del Girfalco, rendendolo eccessivamente pavimentato, scelta percepita lontana dal gusto dei fermani e dalla identità del luogo. E’ stato risposto commentato che “il tempo ci darà ragione e ci giudicheranno i posteri”. È stato sottolineato che quanto previsto dal progetto non si adatterebbe al contesto e non restituirebbe il “Genius Loci” del Girfalco. È stata inoltre proposta la valorizzazione dei resti archeologici presenti nel sottosuolo, oggetti di scavo archeologico qualche decennio fa, per valorizzare la memoria storica dell’area».

    Nel corso dell’assemblea sono stati anche ricordati i tempi molto rapidi dell’iter progettuale: «In data 7 ottobre 2025 è stato approvato il progetto di fattibilità, il 26 gennaio 2026 è stato consegnato il progetto esecutivo che è stato approvato unicamente dalla Giunta Comunale (e non dal Consiglio) in data 30 gennaio 2026. Il 12 febbraio 2026 è stata avviata la procedura di gara su invito. Si è attualmente in attesa dell’aggiudicazione. Si specifica che alcune osservazioni emerse durante l’assemblea derivano dall’analisi del progetto preliminare, unico elaborato attualmente a nostra disposizione – rimarcano dal Coordinamento Ambientalista – abbiamo presentato ulteriore richiesta di accesso agli atti relativamente al progetto esecutivo e si è attualmente in attesa di riscontro secondo le tempistiche previste dalla normativa».

    In conclusione, «diversi cittadini e associazioni hanno denunciato che solo grazie alla nostra iniziativa è stato possibile informare la cittadinanza sulle decisioni prese, ricevendo peraltro dall’amministrazione molta attenzione ma, a nostro avviso, scarsa disponibilità a modificare il progetto. Anche alla luce dell’assemblea, abbiamo chiesto formalmente all’amministrazione di fermare il progetto esecutivo, anche in considerazione della scadenza del mandato. «L’assessora ha risposto che fermare il progetto significherebbe rischiare la perdita dei finanziamenti, pertanto non è una strada percorribile. È stata data disponibilità a valutare alcune piccole modifiche. La direzione dei lavori sarà gestita direttamente dall’ufficio tecnico comunale pertanto proponiamo la realizzazione di una variante in corso d’opera che tenga conto degli spunti di riflessione pervenuti dalla cittadinanza. In linea generale l’amministrazione sembra però considerare chiuso il percorso di confronto, mentre per noi ambientalisti questo è appena iniziato».

  • Gas nella centrale termica delle Elementari di Piane di Montegiorgio. Pernolino: «Nessun rischio» Ortenzi: «La scuola resta aperta»

    Gas nella centrale termica delle Elementari di Piane di Montegiorgio. Pernolino: «Nessun rischio» Ortenzi: «La scuola resta aperta»

    di Cristiano Ninonà

    Gas nel locale caldaie, i Vigili del Fuoco del comando provinciale di Fermo evacuano la scuola elementare di Piane di Montegiorgio.

    Gli uomini del 115 nel primo pomeriggio di oggi sono intervenuti in via Marcello Malpighi dopo aver ricevuto la segnalazione di un allarme entrato in funzione. Arrivati sul posto, i Vigili del Fuoco hanno effettuato i dovuti controlli riscontrando, con gli strumenti che hanno in dotazione, la presenza di gas metano nella centrale termica che si trova all’esterno della scuola.

    A quel punto sono scattate subito le procedure di evacuazione con il 115 che ha fatto uscire sia i bambini che il personale scolastico, per un totale di oltre cento persone, allargando le verifiche anche all’interno della scuola che è in uno stabile diverso da quello che accoglie la centrale termica.

    Allertati anche i tecnici per la manutenzione del caso. Sul posto anche il vicesindaco di Montegiorgio, Alan Petrini. Ora, infatti, spetterà all’amministrazione comunale, al sindaco Michele Ortenzi che però, subito affrontata la questione e chiarito il quadro tecnico, fa sapere che non sussiste alcun problema. Insomma nessun rischio e situazione sotto controllo: «Dobbiamo riparare una guarnizione dell’impianto termico che abbiamo disattivato. Domani la scuola sarà aperta regolarmente» puntualizza il primo cittadino.

    La notizia ha inevitabilmente generato un tam tam tra genitori. E qui subentra la dirigente scolastica Alessandra Pernolino che tranquillizza tutti, gettando acqua sul fuoco delle preoccupazioni: «Non sussiste nessun rischio per alcuno. Se ce ne fosse anche solo il potenziale, adotteremmo tutte le cautele del caso. Per noi la sicurezza dei bambini è una priorità assoluta. Dopo che si è attivato il sistema di allarme della centrale termica, a titolo meramente precauzionale sono stati subito allertati i Vigili del Fuoco, i quali hanno effettuato un accurato sopralluogo tecnico per verificare le condizioni di sicurezza. E’ stata rilevata una presenza quasi impercettibile di gas all’interno della centrale termica. L’esito dei controlli ha confermato l’assenza di pericoli immediati per l’incolumità di alunni e personale. Tuttavia, a seguito delle verifiche tecniche, l’amministrazione comunale ha comunicato la necessità di un intervento di manutenzione straordinaria e urgente sull’impianto, che verrà eseguito nella giornata di domani, mercoledì 11 marzo 2026. Per tale ragione, si comunica che, domani, non sarà garantito il regolare funzionamento del riscaldamento nei locali del plesso in oggetto. L’amministrazione comunale non ha ritenuto necessario disporre la chiusura, pertanto, al fine di garantire il regolare svolgimento delle lezioni e la continuità del servizio didattico, la scuola resterà regolarmente aperta».

  • Confindustria Fermo, via libera all’aggregazione con Macerata e Ancona. Luciani: «Meno frammentazione. Più servizi e competenze»

    Confindustria Fermo, via libera all’aggregazione con Macerata e Ancona. Luciani: «Meno frammentazione. Più servizi e competenze»

    Fabrizio Luciani

    di redazione CF

    I consigli generali di Confindustria Ancona, Fermo e Macerata hanno deliberato (come riportato da Cronache Fermane nel caso degli aquilotti nostrani, ndr) l’avvio del percorso di aggregazione, con l’obiettivo di costruire un sistema associativo «più moderno, capace di offrire servizi avanzati alle imprese e una rappresentanza più forte a tutti i livelli. In un contesto economico e geopolitico internazionale sempre più complesso, le territoriali rispondono con una scelta di visione: fare squadra» rimarcano da Confindustria.

    Gli aquilotti del Fermano, ieri sera, infatti, hanno votato sì all’aggregazione con le altre due territoriali. Ma il voto non è stato unanime: a esprimere la sua contrarietà il blocco dei calzaturieri di Montegranaro. Ma il loro “no” non ha comunque inciso sull’esito della votazione: 24 a 6 per il sì.

    I presidenti Diego Mingarelli (Ancona), Fabrizio Luciani (Fermo) e Marco Ragni (Macerata) sottolineano come il progetto nasca «da una volontà condivisa di superare la frammentazione provinciale e rafforzare la capacità di accompagnare le imprese nelle sfide dell’innovazione tecnologica e dei mercati globali».

    «Il nostro impegno – ha dichiarato Fabrizio Luciani – è dare una risposta concreta alle richieste degli imprenditori che ogni giorno devono operare in un contesto economico con uno scenario che cambia continuamente: più servizi, più competenze e meno frammentazione. L’aggregazione permette di mettere insieme energie e professionalità che, per una territoriale virtuosa ma piccola come la nostra, sarebbero più difficili da sviluppare».

    Il cronoprogramma prevede un percorso graduale con l’obiettivo di completare l’integrazione entro il 2028, costruendo un sistema associativo «più coeso ed efficiente» rimarcano da Confindustria.

    « Il progetto resta aperto e inclusivo: nel pieno rispetto dell’autonomia dei territori, l’auspicio dei tre presidenti è che il percorso possa coinvolgere progressivamente l’intero sistema confindustriale regionale».

     

    https://cronachefermane.jef.it/2026/03/10/confindustria-fermo-dice-si-alla-fusione-con-ancona-e-macerata-ma-manca-lunanimita-resta-la-contrarieta-dei-calzaturieri/747915/

  • Fiamme nell’appartamento, i Vigili del Fuoco portano in salvo una donna e il suo gatto

    Fiamme nell’appartamento, i Vigili del Fuoco portano in salvo una donna e il suo gatto

    Incendio nella notte in un appartamento a Sant’Elpidio a Mare. I Vigili del Fuoco del comando provinciale di Fermo domano le fiamme e portano in salvo una donna e il suo gatto.

    Gli uomini del 115 sono intervenuti «poco dopo le ore 4,30 in via Veneto, a Sant’Elpidio a Mare, per l’incendio – specificano proprio dal comando fermano dei Vigili del Fuoco – di un appartamento. Sul posto è intervenuta la squadra di Fermo, con autobotte e autoscala, che ha provveduto allo spegnimento delle fiamme sviluppatesi nella cucina e alla successiva messa in sicurezza dei locali coinvolti.

    Una donna è stata evacuata dall’appartamento. Durante le operazioni il personale dei Vigili del Fuoco ha inoltre tratto in salvo un gattino presente all’interno dei locali interessati dall’incendio». Presenti sul posto anche il personale del 118 e i Carabinieri.

  • Da Fermo al mondo passando per Marche-Umbria. Tipicità 2026, Serri: «Aspettative superate. Modello glocal la nostra direzione»

    Da Fermo al mondo passando per Marche-Umbria. Tipicità 2026, Serri: «Aspettative superate. Modello glocal la nostra direzione»

    Angelo Serri, direttore di Tipicità intervistato da Monica Caradonna

    di Silvia Ilari

    Fermani sì, ok, ma più marchigiani e da fuori regione: è questo il ritratto dei visitatori  di Tipicità da qualche anno a questa parte. Il direttore Serri: «Il pubblico viene da fuori, l’Umbria bussa alla porta. Il modello glocal è la nostra direzione».

     

    Tre giorni (dal 6 all’8 marzo scorsi al Fermo Forum) di eventi, degustazioni, talk e incontri istituzionali e non, circa duecento espositori e delegazioni arrivate da Argentina, Giappone, Marocco, Polonia e Ucraina. Tipicità 2026 è andata: ora è il tempo dei bilanci, delle strette di mano che pongono le basi per il futuro. Abbiamo fatto il punto con Angelo Serri, direttore della manifestazione, giunta alla sua 34esima edizione.

    Serri, ora che i padiglioni sono chiusi: questa edizione ha rispettato le sue aspettative o le ha superate?

    «Posso dire che sono state superate perché la qualità degli eventi, la partecipazione delle varie realtà, sia imprenditoriali, produttive che delle rappresentanze dei territori, sono state di alto livello. Abbiamo avuto anche dei feedback dai visitatori unanimemente soddisfatti, quindi sotto questo profilo benissimo. Ma soprattutto attraverso gli oltre 130 eventi che hanno accolto tanti esperti, tanti protagonisti, che hanno dibattuto sui vari problemi che riguardano il nostro territorio, Tipicità continua a svolgere il suo ruolo di laboratorio del futuro».

    Chi sono i visitatori di Tipicità?

    «Dopo la Pandemia c’è stato un cambiamento: prima i visitatori erano principalmente della provincia di Fermo, successivamente qualcosa è cambiato. È una tendenza che si è confermata anche quest’anno: la maggior parte del pubblico non è a prevalenza strettamente locale, ma proviene da altri luoghi delle Marche e, in misura minore, da fuori regione. Dunque, Tipicità è diventata un polo d’attrazione per chi viene da fuori e un po’ lo scopo è questo. Non si tratta di essere autoreferenziali, ma questo va in linea con ciò che facciamo tutto l’anno quando ci muoviamo in altri territori e Tipicità, così come il Fermano che la ospita, ne beneficia».

    Angelo Serri

    Monica Caradonna, madrina dell’edizione 2026, ha detto che si è innamorata delle Marche grazie a Tipicità.

    «I nostri conduttori sono ormai degli ambasciatori di lungo corso. Lei, come Gioacchino Bonsignore, Marco Ardemagni, Bruno Gambacorta ma anche tutti gli altri presenti quest’anno si innamorano delle Marche, regione che a Tipicità presentiamo nei suoi aspetti migliori. Questo ci fa molto piacere perché personaggi autorevoli che girano il mondo e che qui trovano spunti interessanti, dimostrano che i nostri sforzi non sono vani».

    Abbiamo visto un maggiore spazio dato al cinema negli ultimi anni, con appuntamenti dedicati.

    «Sì perché la Regione ci ha investito molto, rendendo le nostre località location per ambientare i film, o le fiction, e questo è  importante da veicolare. Tipicità è partita dal cibo, oggi si occupa di marketing territoriale. Oggi cerchiamo di vendere tutte le nostre eccellenze e far dialogare le diverse filiere, perché ognuna accresce il valore dell’altra. 
    Di conseguenza, se noi ci presentiamo all’esterno con un buon cibo, un buon vino, o paesaggi d’eccellenza, possibilità di fare shopping aziendale, con la nostra manifattura, sicuramente risultiamo ancora più vincenti perché ci sono più motivi per arrivare qui».

    Cosa porta a casa Tipicità 2026 — un contatto, un’idea, una direzione nuova — e che diventerà il punto di partenza per la trentacinquesima edizione?

    «Tipicità esce dai confini ancora di più. Ci sono stati un grande interesse e avvicinamento dell’Umbria. Comuni dell’Umbria come Sellano e Massa Martana sono venuti a investire nel padiglione espositivo. Stiamo riscontrando anche un interesse da parte di città più grandi come Gubbio. Era presente l’assessore alle attività produttive Micaela Parlagreco che si è mostrata molto interessata al modello Tipicità. Questo significa che la macroregione Marche-Umbria, grazie anche alle nuove vie di comunicazione, sta per concretizzarsi e possiamo dire di esserne stati artefici, di aver creduto. Molti umbri visitano la manifestazione e molti, pubblici e privati, investono in essa.  Oltre a questo, intensificheremo il discorso delle connessioni non solo italiane, ma anche estere, tant’ è vero che quest’anno c’erano cinque delegazioni straniere. Insisteremo su questo binario “glocal”, dove per local intendiamo il mercato italiano; quindi è un messaggio che parte dal locale per arrivare al globale, perché Tipicità e identità sono due concetti sempre più importanti a livello mondiale».

     

  • Confindustria Fermo dice sì alla fusione con Ancona e Macerata ma manca l’unanimità: “no” da sei calzaturieri

    Confindustria Fermo dice sì alla fusione con Ancona e Macerata ma manca l’unanimità: “no” da sei calzaturieri

    Il presidente Fabrizio Luciani

    di redazione CF

    Via libera, da parte di Confindustria Fermo, al percorso di aggregazione con le territoriali di Ancona e Macerata, ma senza unanimità. Il consiglio generale di Confindustria Fermo ha approvato, ieri sera, il progetto di unione, su cui gli imprenditori delle tre territoriali hanno iniziato a ragionare da tempo, con 24 voti favorevoli e 6 contrari confermando quindi l’intenzione di procedere verso la creazione di una realtà associativa più ampia. Un risultato in linea con le previsioni della vigilia, ma che evidenzia anche alcune resistenze, soprattutto da parte del comparto calzaturiero.

    Prima della votazione è intervenuto il presidente di Fabrizio Luciani, che ha ribadito le ragioni strategiche dell’aggregazione, sottolineando come l’obiettivo sia rafforzare il peso del territorio all’interno di un sistema economico più competitivo. Di parere diverso il presidente della sezione calzature, Valentino Fenni, che ha espresso le preoccupazioni del settore: tra i timori principali quello di una rappresentanza meno incisiva dei calzaturieri in una struttura più grande e con territori economicamente più forti come Ancona e Macerata.

    Alla riunione erano presenti 30 dei 32 membri del consiglio generale dell’associazione fermana. Il voto contrario è arrivato in gran parte proprio dagli imprenditori del distretto della calzatura: su otto rappresentanti presenti, sei si sono espressi contro l’operazione (il “blocco del no” di Montegranaro) e due a favore, confermando così la posizione critica di una parte del grosso della filiera rappresentata in consiglio.

    Valentino Fenni

    Nonostante il dissenso, l’approvazione consente ora di proseguire con il percorso istituzionale. Il prossimo passaggio sarà infatti il voto dell’assemblea dei soci, chiamata a esprimersi definitivamente sul progetto di aggregazione.

    Nel frattempo Confindustria Fermo dovrà affrontare anche un’altra fase importante: il rinnovo della presidenza. Il mandato di Luciani (così come quello di Fenni) è ormai in scadenza e il calendario delle procedure interne prevede la convocazione dei saggi, che avranno il compito di raccogliere le candidature e avviare il percorso che porterà all’assemblea elettiva.

    La scelta del nuovo presidente potrebbe avere un peso anche sul futuro dell’aggregazione. Se alla guida dell’associazione dovesse arrivare un esponente del settore calzaturiero, la coalizione potrebbe sostenere con maggiore convinzione il progetto di fusione; in caso contrario non è escluso che venga indicato un candidato alternativo.

    Le prossime due o tre settimane saranno quindi decisive per capire non solo chi guiderà Confindustria Fermo, ma anche se il progetto di unione con Ancona e Macerata riuscirà a trovare un consenso più ampio all’interno del mondo imprenditoriale del territorio.

  • Protesi all’avanguardia alla Gastroenterologia. Il paziente: «Risolto il mio problema, reparto d’eccellenza» I dettagli dell’intervento

    Protesi all’avanguardia alla Gastroenterologia. Il paziente: «Risolto il mio problema, reparto d’eccellenza» I dettagli dell’intervento

    (da sin. il Prof. Giampiero Macarri, il sig. Giuseppe Gasparretti e il dr. Samuele De Minicis)
    di redazione CF

    Intervento all’avanguardia per la Gastroenterologia dell’ospedale Murri di Fermo: paziente curato con una tecnica endoscopica innovativa che, tramite una protesi metallica (Lams), ha unito colon e retto. «Sono riusciti a risolvere il mio problema» racconta il paziente, Giuseppe Gasparretti, stando a quanto riportato in una nota dell’Ast di Fermo.

    «Questo è un reparto di assoluta eccellenza, mi hanno preso subito a cuore e – la testimonianza del signor Gasparretti, riportata nel comunicato dell’azienda sanitaria fermana – vantano una professionalità fuori dal comune. Dopo i consulti si è deciso per un impianto sperimentale di protesi, per evitare un intervento chirurgico che sicuramente sarebbe stato più complesso. Dopo i controlli, con perseveranza e preparazione, con questa tecnica innovativa sono riusciti a risolvere il mio problema. Sono a dir poco felice e soddisfatto. Alla Gastroenterologia di Fermo assoluta competenza e impagabile cordialità».

    «Circa due anni fa Giuseppe Gasparretti (originario di altra provincia delle Marche) è stato sottoposto, presso una struttura fuori dalla provincia fermana – raccontano il professor Giampiero Macarri, direttore della Gastroenterologia, e il dottor Samuele De Minicis – a un delicato intervento chirurgico di resezione del colon a causa di un tumore del colon-retto. L’operazione, particolarmente complessa, aveva inizialmente risolto il problema oncologico, ma nei mesi successivi sono emerse alcune complicazioni. Nel punto in cui i chirurghi avevano ricollegato le due parti dell’intestino (la cosiddetta anastomosi) si è infatti sviluppato un restringimento progressivo (sub-stenosi) che ha portato nel tempo a una quasi completa chiusura del passaggio intestinale. Il paziente è stato quindi sottoposto a diverse sedute di dilatazione endoscopica. Durante una di queste, effettuata con un palloncino, si è però verificata una piccola perforazione nella zona dell’anastomosi. La complicazione ha reso necessario un nuovo intervento chirurgico d’urgenza, durante il quale è stata realizzata una stomia ileale temporanea (apertura chirurgica sull’addome che permette alle feci di uscire in una sacca esterna) per proteggere l’intestino. A quel punto si prospettavano due possibilità: convivere con la stomia in modo permanente oppure affrontare un altro intervento chirurgico molto complesso per tentare di ricostruire il collegamento tra colon e retto, operazione resa particolarmente difficile dai precedenti interventi nella stessa area».

    (da sin. il Prof. Giampiero Macarri, il sig. Giuseppe Gasparretti e il dr. Samuele De Minicis)

    «A quel punto, tramite il suggerimento di un medico – spiegano dall’Ast di Fermo – il signor Gasparretti si è rivolto alla Gastroenterologia del Murri».

    «Dopo una valutazione multidisciplinare- continuano il professor Macarri e il dottor De Minicis – si è deciso di proporre una terza strada, meno invasiva. Si tratta di una tecnica endoscopica avanzata che utilizza una speciale protesi metallica, chiamata Lams, capace di mettere in comunicazione due organi cavi. Nel caso di Gasparretti, la procedura (eseguita, sotto guida endoscopica, dal dr. De Minicis) ha consentito di collegare direttamente il retto con il tratto di colon, creando di fatto una nuova anastomosi retto-colica senza ricorrere alla chirurgia tradizionale. Si tratta di un approccio estremamente innovativo, per il quale al momento non risultano casi analoghi descritti nella letteratura scientifica».

    «Oggi il paziente – concludono dall’azienda sanitaria fermana – ha ripreso una normale funzionalità intestinale: evacua regolarmente attraverso la nuova protesi creata con la procedura endoscopica e non presenta dolore né altri sintomi rilevanti. Un risultato che apre nuove prospettive nel trattamento di complicanze intestinali particolarmente difficili da gestire».

  • Controlli della Polizia locale, tre automobilisti nei guai: alcoltest positivo, alla guida col telefono in mano e patente non regolare

    Controlli della Polizia locale, tre automobilisti nei guai: alcoltest positivo, alla guida col telefono in mano e patente non regolare

    Controlli a tutto campo da parte della Polizia locale di Porto Sant’Elpidio per garantire la sicurezza sulle strade cittadine. E solo nella giornata di ieri tre automobilisti sono stati fermati, controllati e le loro patenti sono state ritirate. Due ieri mattina e un terzo ieri sera.

    Partiamo dalla mattinata, nel corso della quale è stata ritirata la patente a un uomo sorpreso dagli agenti del comandante Luigi Gattafoni al telefono mentre era alla guida della sua vettura. Sempre in mattinata è stato controllato anche un secondo automobilista, un extracomunitario: all’esito dei controlli è risultato che la patente dell’uomo era irregolare: l’uomo, infatti, di origini extracomunitarie, aveva la patente rilasciata dal suo paese di origine ma mai convertita in un documento valido in Italia. Per entrambi è scattato il ritiro della patente

    Nella serata di ieri, invece, una donna, dopo aver effettuato una manovra azzardata, è stata fermata dagli agenti della Polizia locale elpidiense ed è risultata positiva all’alcoltest. L’automobilista è stata denunciata per guida in stato di ebrezza. E anche per lei è scattato il ritiro della patente.

     

  • Ragazza investita a Pedaso, arrivano 118 e Radiomobile dei carabinieri

    Ragazza investita a Pedaso, arrivano 118 e Radiomobile dei carabinieri

    di Antonietta Vitali

    Ragazza investita a Pedaso, arrivano 118 e Radiomobile dei carabinieri.

    Paura ieri pomeriggio a Pedaso dove una ragazza è stata investita da una vettura all’altezza dell’incrocio tra via Leopardi e via della Repubblica. Scattato l’sos intorno alle 17,30, sul posto sono subito arrivati i sanitari del 118 e i carabinieri del Radiomobile della compagnia di Fermo. E mentre i primi soccorrevano la ragazza, i militari dell’Arma si sono subito messi al lavoro per ricostruire la dinamica del sinistro arrivando a identificare poco dopo l’automobilista.

    L’esatta dinamica del sinistro è ovviamente al vaglio dei carabinieri. Resta da capire se le telecamere di videosorveglianza presenti in zona saranno utili al lavoro dei militari. La ragazza, dopo le prime cure  prestate sul posto, è stata accompagnata all’ospedale Murri per ulteriori accertamenti medico sanitari.

     

     

     

  • Al telefono mentre guidano, per due automobilisti scatta il ritiro della patente. La Polizia locale raccomanda «prudenza e rispetto delle norme»

    Al telefono mentre guidano, per due automobilisti scatta il ritiro della patente. La Polizia locale raccomanda «prudenza e rispetto delle norme»

    Primi cenni di primavera a Porto San Giorgio, tanta gente a passeggio ma anche qualche negligenza alla guida. E così questa mattina due patenti sono state ritirate per uso di smartphone alla guida. In un caso, anche il mancato uso delle cinture di sicurezza.

    Due patenti ritirate dunque, 15 punti della patente decurtati e oltre 700 euro di sanzioni comminate. Dal comando della Polizia locale sangiorgese raccomandano la massima attenzione alla guida con l’invito, rivolto agli utenti della strada, a non usare i telefoni mentre si è al volante. L’azione di controllo degli uomini della polizia locale continuerà nei prossimi giorni.

    «L’uso del cellulare alla guida è un comportamento estremamente pericoloso e irresponsabile – dichiarano dalla Polizia Locale di Porto San Giorgio – distogliere l’attenzione dalla strada anche solo per pochi secondi, aumenta significativamente il rischio di incidenti, anche gravi. I controlli proseguiranno con la massima attenzione, perché la sicurezza stradale è una priorità per la nostra città. Invitiamo tutti i cittadini alla massima prudenza e al rispetto delle regole».