Categoria: Economia

  • Abc Fashion event 2026, partiti! Fenni: «Fiera eterogenea ma il Calzaturiero ha bisogno d’aiuto» (Video e Foto)

    Abc Fashion event 2026, partiti! Fenni: «Fiera eterogenea ma il Calzaturiero ha bisogno d’aiuto» (Video e Foto)

    Valentino Fenni all’apertura dell’Abc Fashion Event 2026

    servizio di Maikol Di Stefano

    Taglio del nastro stamane al Fermo Forum per la seconda edizione dell’Abc Fashion Event, la fiera dedicata agli accessori per borse e calzature promossa e organizzata da Valentino Fenni, imprenditore e presidente della sezione calzaturieri di Confindustria, che si terrà oggi e domani. Il tutto supportato da vari partner dalla provincia di Fermo e dalla regione Marche.

    Infatti insieme a Fenni al momento del taglio del nastro, oltre ad alcuni sindaci del distretto calzaturiero fermano insieme al vicesindaco reggente di Fermo, Mauro Torresi, c’erano il governatore delle Marche, Francesco Acquaroli, il rieletto presidente della Provincia, Michele Ortenzi, e i consiglieri regionale Andrea Putzu e Milena Sebastiani. Con loro anche il presidente della Camera di Commercio delle Marche, Gino Sabatini, e la sottosegretaria del Ministero dell’Economia e delle Finanze, l’onorevole Lucia Albano.

    «Quello fieristico – ha specificato il presidente Acquaroli – è un settore importante, non solo per la manifattura calzaturiera ma per tutto il sistema regionale, tant’è che stiamo ripensando ad una riorganizzazione. Sicuramente la fiera per come era immaginata qualche anno fa, mostra dei limiti, però non possiamo permetterci di restare fuori dai circuiti fieristici e di non avere una struttura che sa organizzare eventi che hanno un risvolto economico sui territori. Percepisco un clima di interesse, di curiosità attorno alla centralità che questo settore è in grado di garantire alla manifestazione fieristica della nostra regione e anche ai territori del Fermano e del Maceratese. In questo momento così particolare, così complesso e difficile – le parole del presidente Acquaroli – bisogna continuare a lavorare per cercare delle soluzioni, perché c’è questa grande capacità produttiva che noi abbiamo all’interno di questa centralità che è proprio la fiera. Questa realtà produttiva va riorganizzata, ammodernata, ma non dimentichiamoci che finora ha consentito una capacità di interlocuzione con il successo dei processi produttivi, dell’innovazione. Siamo sicuri che ci sarà una possibilità di rilancio – ha spiegato il governatore – Dinanzi a questa possibilità di riscatto del “made in Italy” nel mondo, in questo contesto internazionale dei mercati che riesce ancora oggi a dare un valore aggiunto particolare, bisognerà farsi trovare pronti. Nel frattempo bisogna essere molto vicini alle imprese che soffrono, perché perdere la capacità produttiva di una manodopera qualificata e di un sistema produttivo sarebbe un danno irreparabile».

    Da sin. il governatore Francesco Acquaroli e Valentino Fenni all’inaugurazione dell’Abc Fashion Event 2026

    Dichiarazioni, quelle di Francesco Acquaroli, che poi tornano sul discorso fieristico e sul futuro del distretto calzaturiero. «Innanzitutto la fiera: sì, è una grande vetrina per tutto il sistema regionale. Noi oggi stiamo pensando di riorganizzare questa strategia. Sicuramente la fiera, per come era stata immaginata anni fa, è superata, ma abbiamo assolutamente bisogno di risposte per stare al passo dei circuiti fieristici». Per il presidente è fondamentale avere «una struttura che sappia organizzare eventi che da una parte abbiano dei risvolti economici sul territorio e dall’altra abbiano la capacità di saper promuovere il prodotto nel mercato globale. Dall’altra parte sicuramente bisogna essere molto vicini al territorio. Lo stiamo facendo in tutti i modi possibili e immaginabili. Certo è che quest’ultima fase che stiamo vivendo è  complessa e va gestita; speriamo si possa chiudere al meglio possibile, gestita insieme a tutte le istituzioni nazionali e regionali».

    Il settore calzaturiero è lo specchio di una crisi globale ma gli imprenditori provano a ripartire. Un tentativo che, spiega Fenni, oggi però è lontano da altri eventi del settore. «Lineapelle è una ‘Ferrari’, come si può dire: internazionale, vengono compratori da tutto il mondo. Qui da noi, per carità, vengono. Sono arrivati due stranieri, un portoghese e uno spagnolo; ci sono aziende rappresentate da stranieri, ci mancherebbe, però Lineapelle è un’altra realtà. Lo scopo è quello di avere contatti, di conoscersi, di incontrarsi e di vedere se c’è la possibilità di fare affari insieme. Qui ci sono suolifici, tacchifici, solettifici, macchinari. Siamo veramente soddisfatti dell’eterogeneità delle figure coinvolte». Riflessione che poi Fenni sposta sulla situazione generale del mondo calzaturiero. «Adesso abbiamo bisogno veramente d’aiuto. Ci troviamo a ribadire che ne abbiamo necessità perché le manovie sono ferme e purtroppo non è per adesso che la situazione migliori. Dai dati che abbiamo siamo abbastanza preoccupati, di conseguenza avremmo veramente bisogno d’aiuto per tutto il settore. Ma i problemi sono gli stessi nel nostro distretto come in altri distretti. Purtroppo la calzatura soffre come soffre tutta la moda. Comunque non ci aspettavamo un successo di pubblico di queste proporzioni. Confidiamo che anche domani l’affluenza continui com’è iniziata oggi. Le aziende espositrici hanno fatto buone relazioni dopo il primo evento di ottobre e ora sono raddoppiate in presenze. I marchi esposti raggiungono il numero di 200 e in Italia Abc è una realtà che si sta consolidando».

    Valentino Fenni

    «Una fiera che – rimarcano dall’organizzazione guidata da Fenni – ha fatto il record di presenze, raddoppiando quelle della prima edizione, con 140 aziende partecipanti, ma che è stata attraversata dalle preoccupazioni di un settore che è alle prese con un drastico ridimensionamento della domanda sui mercati esteri e con l’aumento dei prezzi delle materie prime e dell’energia.

    Un imprenditore che celebra 50 anni di storia ha suonato la sveglia alle istituzioni italiane e marchigiane. Germano Ercoli, Presidente di Eurosuole spa: «Le nostre imprese pagano delle difficoltà infrastrutturali ataviche nei collegamenti aerei, ferroviari e stradali. Vediamo se si riesce a dare un segnale alla politica, perché molto dipende anche dalla politica. Poi voglio anche sottolineare che per altri settori manifatturieri, come ad esempio l’auto, in Italia si è fatto molto, ma molto meno per le calzature. Del resto il settore della calzatura è in sofferenza. Nel 1982 in Italia producevamo 504 milioni di paia di scarpe, eravamo al terzo posto nel mondo. Oggi siamo a 170 milioni circa. in 44 anni abbiamo perso oltre 300 milioni di paia di scarpe. Ciò è avvenuto nella disattenzione generale, forse anche nostra degli operatori, delle organizzazioni datoriali, della politica, perché la politica ha seguito spesso e volentieri solamente l’andamento delle grandissime aziende. Un plauso particolare va agli organizzatori di ABC Fashion Event. Con questi eventi si possono aiutare le aziende».

    Al talk post taglio del nastro hanno partecipato anche Mauro Torresi vicesindaco reggente del Comune di Fermo, Michele Ortenzi, presidente della Provincia di Fermo, il sottosegretario Lucia Albano, Gino Sabatini, presidente Camera di Commercio delle Marche, Graziano Mazza della Premiata s.r.l. e Umberto Ciucani, amministratore della Ciucani Shoe Machinery.

     

    L’inaugurazione dell’Abc Fashion Event 2026

    da sin. Mauro Lucentini, il prefetto Edoardo D’Alascio, il governatore Francesco Acquaroli, il sottosegretario Lucia Albano, il presidente Camera Marche, Gino Sabatini, e il consigliere regionale Milena Sebastiani

    L’inaugurazione dell’Abc Fashion Event 2026
    Da sin. il governatore Francesco Acquaroli, Valentino Fenni, Mauro Lucentini e Andrea Putzu all’inaugurazione dell’Abc Fashion Event 2026. Dietro il presidente Camera Marche, Gino Sabatini
    Abc Fashion Event 2026

    L’inaugurazione dell’Abc Fashion Event 2026
  • Guida agli incentivi 2026, incontro e focus sull’iper-ammortamento con la Banca di Ripatransone e del Fermano

    Guida agli incentivi 2026, incontro e focus sull’iper-ammortamento con la Banca di Ripatransone e del Fermano

    (clicca per ingrandire)

    La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto il nuovo meccanismo di maggiorazione del costo di acquisizione dei beni nuovi materiali e immateriali strumentali 4.0 e Beni nuovi Green in autoconsumo, sostituendo i crediti d’imposta Transizione 4.0 e 5.0. La maggiorazione si applica al costo di acquisizione dei beni strumentali ed è articolata su fasce di investimento con aliquote decrescenti.

    E proprio l’iperammortamento sarà il fulcro dell’incontro organizzato dalla Banca di Ripatransone e del Fermano all’Auditorium “Graziano Giusti”, in via Murri, a Sant’Elpidio a Mare, domani, a partire dalle ore 16: relatore, Gianluca De Candia, CEO Prime Advisor e Dottore Commercialista, che illustrerà strumenti, criteri di accesso e casi pratici legati all’iper-ammortamento e ad altre agevolazioni fiscali utili alle imprese e ai professionisti. Parteciperà all’incontro anche Roberto Gennari, Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Fermo.

    «In un contesto economico sempre più competitivo – sottolinea la presidente della Banca di Ripatransone e del Fermano, Donatella Simonetti – mettere a disposizione delle imprese informazioni aggiornate e strumenti operativi non rappresenta soltanto una responsabilità istituzionale, ma anche una scelta strategica per sostenere la capacità di innovazione del territorio. L’incontro sarà un momento di confronto diretto con professionisti qualificati per approfondire le opportunità offerte dagli incentivi previsti per il 2026, a partire dall’iper-ammortamento, che può rivelarsi una leva importante per favorire investimenti in tecnologia, digitalizzazione e sostenibilità. Un ringraziamento va all’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, e in particolare al presidente provinciale Roberto Gennari, per la collaborazione».

    «La formazione rappresenta un impegno centrale per la nostra banca – aggiunge il direttore generale Vito Verdecchia – in piena coerenza con i principi e lo statuto del Credito Cooperativo. Questo appuntamento si inserisce proprio in questa direzione: un momento formativo rivolto a cittadini, imprenditori e imprese. Spero che, come sempre accade, all’incontro segua un dibattito vivace, perché temi come l’iperammortamento e le novità della Legge di Bilancio sono d’interesse generale».

  • Carifermo, incontro con l’Ente nazionale Sordi su pagamenti e sicurezza online

    Carifermo, incontro con l’Ente nazionale Sordi su pagamenti e sicurezza online

    L’incontro con l’Ente Nazionale Sordi

    La Cassa di Risparmio di Fermo ha ospitato, nella Sala Grilli di Palazzo Matteucci a Fermo, un incontro dedicato ai sistemi di pagamento digitale e alla sicurezza informatica, organizzato in collaborazione con l’Ente Nazionale Sordi. L’iniziativa, aperta a tutti, ha previsto la traduzione nella Lingua dei Segni Italiana, con l’obiettivo di favorire una partecipazione sempre più ampia e consentire anche alle persone con disabilità uditiva di approfondire temi di grande attualità legati all’utilizzo dei servizi bancari digitali.

     

    L’evento si inserisce nel più ampio programma di iniziative che la Banca promuove sul territorio nell’ambito dell’educazione finanziaria, con particolare attenzione ai temi della sicurezza informatica e dell’utilizzo consapevole dei sistemi di pagamento elettronici. Molte di queste attività sono rivolte al mondo della scuola, ma l’obiettivo è quello di estendere sempre più le occasioni di informazione e confronto all’intera comunità. L’incontro è stato condotto da Sara Carelli, Responsabile Marketing Operativo Carifermo, e ha rappresentato un’importante occasione di confronto sui temi della digitalizzazione, dell’innovazione e dell’utilizzo consapevole dei servizi bancari online, con particolare attenzione alle esigenze delle persone e alla possibilità di rendere sempre più fruibili questi strumenti.

     

    L’appuntamento fa parte dei progetti promossi dalla Banca nell’ambito delle politiche di sostenibilità e attenzione alle persone, con la finalità di favorire una partecipazione sempre più ampia alla conoscenza dei servizi bancari digitali. Durante il momento sono stati approfonditi i principali strumenti di pagamento digitale, con particolare riferimento alle carte di debito e alle carte di credito, al funzionamento dei pagamenti online e ai sistemi di autenticazione e sicurezza utilizzati dalle piattaforme digitali. Numerose le domande e le interazioni dei partecipanti, che hanno permesso di chiarire dubbi e approfondire diversi aspetti legati all’utilizzo quotidiano dei servizi digitali e alle modalità di verifica delle operazioni tramite notifiche e sistemi di sicurezza.

     

    Con questo evento la Cassa di Risparmio di Fermo ha voluto anche ricordare una data particolarmente significativa della propria storia: il 14 marzo 1858, giorno in cui venne aperto il primo sportello della Banca. Un anniversario che richiama le radici dell’Istituto e che oggi trova continuità nell’impegno della Cassa verso l’innovazione, l’educazione finanziaria e la vicinanza alla comunità.

  • Uni.Co. progetto condiviso dal Centro-Sud Italia: 100mila imprese socie e 129 milioni di patrimonio

    Uni.Co. progetto condiviso dal Centro-Sud Italia: 100mila imprese socie e 129 milioni di patrimonio

    Palermo è stata quest’anno la sede dell’incontro annuale che Uni.Co. dedica alle proprie risorse interne, un appuntamento – andato in scena sabato 14 marzo all’Hotel Saracen – che riunisce dirigenti e collaboratori provenienti dai territori in cui opera il confidi e che rappresenta un momento di confronto sulle strategie e sul percorso di sviluppo della cooperativa.

    La scelta del capoluogo siciliano non è casuale. La Sicilia è infatti l’ultima regione, in ordine di tempo, ad essere entrata nel perimetro operativo di Uni.Co., con l’incorporazione, dopo Unifidi Ragusa, delle Cooperative di Garanzia di Palermo e di Enna, “Credimpresa” e “Consorzio Eurofidi”, operazioni che hanno rafforzato la presenza della struttura nel Mezzogiorno e ampliato la platea delle imprese servite

    Quella di Uni.Co. è una crescita relativamente recente ma particolarmente rapida. La cooperativa ha infatti avviato il proprio percorso nel 2019 nelle Marche, regione che continua a rappresentare il cuore del sistema, e in pochi anni ha ampliato progressivamente la propria presenza territoriale fino a diventare una delle realtà più rilevanti del sistema dei confidi italiano e del Centro-Sud.

    Oggi Uni.Co. conta circa 100 mila imprese socie, un patrimonio netto di 129 milioni di euro e 10 sedi operative distribuite in sette regioni italiane – Marche, Umbria, Abruzzo, Molise, Campania, Lazio e Sicilia – con una presenza radicata nei territori e una rete di servizi dedicati alle piccole e medie imprese.

     

    Il ruolo dei confidi assume oggi un valore ancora più strategico in un contesto in cui l’accesso al credito per le piccole imprese si è progressivamente ridotto. Secondo elaborazioni su dati Banca d’Italia, tra il 2012 e il 2025 il credito alle piccole imprese è diminuito del 46%, una contrazione molto più marcata rispetto al –31% registrato dalle società non finanziarie e al –15% del totale del credito ai residenti. In questo scenario realtà come Uni.Co. rappresentano uno strumento sempre più importante per facilitare il rapporto tra imprese e sistema bancario e per sostenere la capacità di investimento del tessuto produttivo.

    Nel corso della giornata di lavoro di Palermo – intitolata “Uni.Co. Terre Comuni. Persone, associazioni, imprese: una responsabilità condivisa” – sono stati condivisi i risultati raggiunti negli ultimi anni e le prospettive di sviluppo della cooperativa, che ha progressivamente ampliato la propria dimensione attraverso un percorso di integrazione tra realtà diverse mantenendo al tempo stesso un forte legame con i sistemi economici locali ed il territorio.

    «Il percorso che abbiamo costruito in questi anni dimostra che è possibile far crescere un confidi mantenendo un forte legame con i territori – osserva Paolo Mariani, direttore generale di Uni.Co – siamo partiti dalle Marche con l’idea di costruire uno strumento utile alle imprese locali, nel tempo questo progetto si è allargato progressivamente fino a diventare la prima realtà del Centro-Sud Italia. La nostra crescita non è mai stata una corsa alle dimensioni, ma il risultato di relazioni costruite nel tempo e di un lavoro condiviso con le associazioni di categoria, il sistema bancario e le imprese».

    La convention, alla quale hanno partecipato anche i segretari nazionali di Cna Otello Gregorini e Confartigianato Vincenzo Mamoli, ha rappresentato anche un’occasione per riflettere sul ruolo che i confidi possono continuare a svolgere in una fase di trasformazione del sistema del credito e delle politiche di sostegno alle imprese. L’esperienza maturata da Uni.Co. negli ultimi anni mostra come i processi di crescita e aggregazione nel settore trovino maggiore solidità quando nascono da percorsi progressivi e condivisi tra le realtà coinvolte e da una integrazione costruita nel tempo.

     

    «Quando persone, associazioni e imprese dimostrano di condividere le responsabilità, e questo è il vero valore, allora il sistema funziona ed il Confidi diventa un modello distintivo. I Confidi sono una risposta alla drastica trasformazione del sistema bancario e al loro allontanamento dai territori ed insieme alle sigle di rappresentanza sono gli unici che ancora ‘guardano in faccia’ le imprese e ne capiscono i bisogni e questo fa la differenza» sottolinea Mamoli.

    «Oggi si può dire senza essere smentiti che Uni.Co. in sei anni è riuscito a concretizzare il suo potenziale partendo dalle Marche ed arrivando sino alla Sicilia raggiungendo numeri di grande rilievo. Uni.Co. deve continuare ad accogliere le imprese, attraverso le associazioni di categoria, per continuare a sostenere le Pmi in situazioni complesse date da continue emergenze. L’incertezza purtroppo fiacca chiunque ma soprattutto la piccola impresa. Di fronte a questo contesto le questioni importanti sono due: da un lato il tema del progetto Artigiancassa, e alle risorse che lo Stato ci mette ogni anno, dall’altro c’è il tema della Legge quadro dell’Artigianato”, le risposte che arriveranno ci potrebbero dare quella certezza di cui abbiamo bisogno» evidenzia Gregorini.

    Da Palermo arriva quindi il segnale di una cooperativa che continua a crescere rafforzando la propria presenza nel Centro-Sud Italia e che guarda alle evoluzioni del sistema dei confidi con l’obiettivo di contribuire alla costruzione di modelli sempre più efficaci di supporto alle imprese.

    Un percorso che, nel caso di Uni.Co., parte dai territori e dalle imprese e che negli anni ha dimostrato come la capacità di fare rete e di condividere competenze e progetti rappresenti uno dei fattori decisivi per consolidare il ruolo dei confidi nel sistema economico nazionale.

  • “Finanza Epica!” nel calendario ufficiale della Global Money Week 2026

    “Finanza Epica!” nel calendario ufficiale della Global Money Week 2026

     

     

    Banca di Ripatransone e del Fermano nel calendario ufficiale del Global Money Week 2026

    Le iniziative di educazione finanziaria “Finanza Epica!”, promosse dalla Banca di Ripatransone e del Fermano, sono state inserite nel calendario ufficiale del Global Money Week 2026, la campagna internazionale coordinata dall’OCSE dedicata alla diffusione della cultura finanziaria tra i giovani.

     

    La Global Money Week, in programma dal 16 al 22 marzo, coinvolge ogni anno centinaia di istituzioni, scuole, banche e organizzazioni in oltre 170 Paesi, con l’obiettivo di aiutare le nuove generazioni a sviluppare competenze utili per comprendere il valore del denaro, gestire il risparmio e prendere decisioni economiche consapevoli.

     

    In questo contesto si inserisce “Finanza Epica!”, il progetto gestito dalla Banca di Ripatransone e del Fermano in collaborazione con Federcasse e con la Fondazione Tertio Millennio, per avvicinare studenti e giovani ai temi dell’educazione finanziaria attraverso un linguaggio accessibile e coinvolgente.

     

    L’iniziativa propone incontri e momenti di confronto dedicati ai principali aspetti della vita economica quotidiana: dal risparmio alla pianificazione delle spese, dall’uso consapevole degli strumenti finanziari fino al valore delle scelte responsabili.

    L’inserimento nel calendario ufficiale della Global Money Week rappresenta un riconoscimento del valore educativo dell’iniziativa e conferma l’impegno della Banca nel promuovere una maggiore consapevolezza economica nelle comunità del territorio.

    «Come banca di credito cooperativo – spiega la presidente dalla Banca di Ripatransone e del Fermano Donatella Simonettiriteniamo che l’educazione finanziaria sia uno strumento fondamentale per costruire cittadini più consapevoli e responsabili. Con “Finanza Epica!” vogliamo contribuire a diffondere conoscenze utili per affrontare con maggiore serenità le scelte economiche della vita quotidiana».

    Attraverso la partecipazione alla Global Money Week, la Banca vede riconosciuto il proprio impegno nel sostenere iniziative che favoriscano la crescita culturale ed economica delle giovani generazioni, rafforzando il legame con scuole, famiglie e realtà associative del territorio.

  • Competitività delle imprese, nella sede della Camera di Commercio la presentazione del rapporto Istat

    Competitività delle imprese, nella sede della Camera di Commercio la presentazione del rapporto Istat

    Gino Sabatini

    Le Marche ospiteranno la presentazione del Rapporto Istat sulla competitività delle imprese. L’evento, che si terrà alla Loggia dei Mercanti il 23 marzo, alle ore 10, è organizzato in collaborazione con Camera Marche e apre il calendario degli appuntamenti per i 100 anni dell’Istituto Nazionale di Statistica.

    L’incontro rappresenta il primo appuntamento del calendario di iniziative con cui l’Istat celebra nel 2026 il centenario della propria istituzione (1926–2026).

    L’evento, organizzato dall’Istat in collaborazione con la Camera di Commercio delle Marche, con il patrocinio della Regione Marche e il coinvolgimento dell’Università Politecnica delle Marche, porterà nel capoluogo marchigiano uno dei principali appuntamenti annuali dell’Istituto nazionale di statistica dedicati all’analisi del sistema produttivo italiano.

    «Siamo particolarmente lieti che l’Istat abbia scelto le Marche e la sede della Camera di Commercio  per un evento così rilevante: quello dedicato alla lettura delle dinamiche del sistema produttivo italiano – sottolinea il presidente della Camera di Commercio delle Marche Gino Sabatini – Il fatto che questa presentazione apra il calendario delle iniziative per i cento anni dell’Istat conferisce all’incontro un valore ancora maggiore. La collaborazione tra istituzioni, università e sistema camerale è fondamentale per valorizzare il patrimonio informativo e statistico, indispensabile per comprendere i fenomeni economici e orientare le politiche di sviluppo dei territori».

    Il Rapporto, corredato da un’ampia appendice statistica, analizza il posizionamento internazionale e le caratteristiche del sistema produttivo italiano – settori, imprese e filiere di produzione – a fronte delle complesse trasformazioni in atto nella domanda e nell’offerta mondiale.

    I saluti istituzionali saranno affidati al presidente della Camera di Commercio delle Marche Gino Sabatini, al rettore dell’Università Politecnica delle Marche Enrico Quagliarini, al presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e al presidente dell’Istat Francesco Maria Chelli.

    Illustreranno i dati e i contenuti del volume i ricercatori e curatori del Rapporto Claudio Vicarelli e Stefano Costa, del Dipartimento per le statistiche economiche, ambientali e conti nazionali dell’Istat.

    Seguirà il dibattito con la partecipazione di Alessandro Sterlacchini, professore ordinario di Economia applicata, e Gian Luca Gregori, professore ordinario di Economia e gestione delle imprese, entrambi dell’Università Politecnica delle Marche.

    Concluderà i lavori Stefano Menghinello, direttore del Dipartimento per le statistiche economiche, ambientali e conti nazionali dell’Istat.

  • Export 2025 in frenata: moda in difficoltà Fermo e Macerata, pesa il farmaceutico nel Piceno

    Export 2025 in frenata: moda in difficoltà Fermo e Macerata, pesa il farmaceutico nel Piceno

    Enzo Mengoni, presidente interprovinciale Confartigianato

    Il 2025 si è chiuso con un segno negativo per l’export marchigiano. Secondo l’analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato Marche su dati Istat, le esportazioni regionali registrano una diminuzione del 7,6% rispetto al 2024, in controtendenza paragonata alla media nazionale che cresce del 3,3%. 

     

    Nel territorio di Confartigianato Imprese Macerata-Ascoli Piceno-Fermo emergono dinamiche differenti, che riflettono comunque il dato regionale.

    In provincia di Fermo l’export complessivo vede una diminuzione del 5,3% (settori micro, piccole e medie imprese (Mpi) al -5,9% e manifatturiero a -6,1%). A pesare è soprattutto il rallentamento del sistema moda: gli articoli in pelle e calzature, primo prodotto esportato e principale pilastro dell’economia locale, segnano un -5,7%, mentre l’abbigliamento registra un calo del 13,6%. Cresce l’export per mobili (+66,7%) e prodotti in legno (+45,6%). 

     

    Più marcata la flessione ad Ascoli Piceno, dove le esportazioni scendono con una riduzione del 24,6%. Il dato è fortemente condizionato dal crollo del comparto farmaceutico, primo prodotto esportato della provincia, che registra una diminuzione del 39%. Anche i settori delle micro e piccole imprese risultano in calo del 9,3%. 

    In provincia di Macerata l’export segna una flessione contenuta dell’1,7% (il manifatturiero del -1,9%). Il principale prodotto esportato resta quello degli articoli in pelle e calzature con il calo del 5,8%. Segnali positivi arrivano invece dai macchinari (+4,5%) e da alcune altre manifatture come gioielleria e occhialeria (+16,7%). Nel complesso, i settori delle micro e piccole imprese registrano una diminuzione limitata allo 0,6%. 

    A livello regionale, i settori Mpi segnano un -4% e ad incidere maggiormente sull’export generale sono il calo dei prodotti farmaceutici (-32,5%), dei macchinari (-10,2%) e del comparto moda (-8,6%), uno dei pilastri dell’economia manifatturiera marchigiana. 

     

    «Il 2025 è stato un anno difficile per il nostro export – commenta il presidente territoriale di Confartigianato Imprese Macerata, Ascoli Piceno, Fermo, Enzo Mengoni – Le tensioni commerciali internazionali e i dazi che hanno colpito il mercato americano hanno ridotto le opportunità per molte imprese del nostro territorio. Gli Stati Uniti restano uno sbocco fondamentale per il Made in Italy e il loro rallentamento ha avuto ripercussioni sulle nostre filiere produttive. Accanto a questo dobbiamo fare i conti con la crisi di alcuni comparti chiave. Il sistema moda, che rappresenta il cuore produttivo tra Macerata e Fermo, sta vivendo una fase complessa, mentre nel Piceno pesa il calo del farmaceutico. Guardando al 2026 il quadro rischia di essere ancora più incerto: le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e la guerra in Iran aumentano l’instabilità in un’area che negli ultimi anni era diventata un mercato importante per il Made in Italy. A questo si aggiunge il rischio di nuovi aumenti dei costi energetici che potrebbero frenare ulteriormente la produzione. Per questo serve una strategia chiara per sostenere le nostre imprese sui mercati internazionali. È necessario rafforzare le politiche di internazionalizzazione, aiutando soprattutto le piccole e micro imprese ad aprirsi a nuovi mercati emergenti e a consolidare la presenza in quelli già esistenti. Servono strumenti concreti per accompagnare le aziende nella promozione del Made in Italy, negli investimenti in innovazione e digitalizzazione e nei percorsi di transizione energetica. Allo stesso tempo è fondamentale intervenire sul costo dell’energia e semplificare l’accesso agli incentivi per le imprese. Solo così possiamo difendere la competitività delle nostre produzioni e permettere al sistema manifatturiero marchigiano di continuare a essere protagonista sui mercati internazionali».

     

  • Bandi per le imprese: ad Amandola focus con Cna su commercio, turismo e accoglienza con il piano Cammini

    Bandi per le imprese: ad Amandola focus con Cna su commercio, turismo e accoglienza con il piano Cammini

    Da sin. Maria Rita Grazioli, Emiliano Tomassini e Adolfo Marinangeli

    Una partecipazione numerosa e attenta ha caratterizzato l’incontro “Bandi e opportunità”, dello scorso 5 marzo ad Amandola, promosso da Cna Fermo in collaborazione con il Comune. Il seminario, ospitato nella sala consiliare del municipio, ha rappresentato, spiegano da Cna, «un’importante occasione di informazione e confronto per imprenditori, operatori commerciali e professionisti interessati a conoscere le opportunità di finanziamento attualmente disponibili per il territorio. Ad aprire i lavori il sindaco di Amandola, Adolfo Marinangeli, e il presidente Cna Fermo Emiliano Tomassini, che hanno evidenziato il valore di momenti di approfondimento come questo per accompagnare le imprese nella conoscenza degli strumenti di sostegno e favorire nuove iniziative economiche nelle aree interne».

    Centrale è stata la presentazione, da parte dell’assessore al Commercio Maria Rita Grazioli, dell’avviso pubblico del Comune di Amandola per la concessione di contributi a fondo perduto finalizzati alla riqualificazione commerciale e turistica della città. Il bando mette a disposizione complessivamente 150 mila euro, con l’obiettivo di sostenere la vitalità del tessuto economico locale, migliorare la qualità dell’offerta commerciale e rafforzare l’attrattività turistica del territorio. Nel dettaglio, 70 mila euro sono destinati all’avvio di nuove attività o all’apertura di unità produttive locali con una chiara vocazione turistica, con contributi che possono coprire fino al 70% delle spese sostenute e arrivare a un massimo di 10 mila euro per beneficiario. Altri 50 mila euro sono invece dedicati alla riqualificazione e innovazione delle attività commerciali già esistenti, sempre con una copertura fino al 70% delle spese e un contributo massimo pari a 5 mila euro. Una terza linea di intervento, finanziata con 30 mila euro, prevede contributi una tantum destinati agli operatori economici che scelgono di collaborare alla vitalità della città attraverso azioni come il prolungamento degli orari di apertura, l’illuminazione delle vetrine nelle ore serali o l’organizzazione di eventi culturali, enogastronomici e sociali capaci di animare il centro urbano.

    Il focus sulle opportunità legate al Piano Cammini è stato curato dallo sportello Bandi di Cna Fermo. «Si tratta di uno degli strumenti più interessanti per lo sviluppo del turismo lento e – rimarcano dall’associazione di categoria – sostenibile e mette a disposizione bandi e incentivi per il potenziamento dei servizi di accoglienza lungo i principali percorsi escursionistici e culturali. Le opportunità riguardano in particolare il rafforzamento delle strutture ricettive leggere, lo sviluppo di servizi dedicati ai camminatori e la creazione di nuove attività legate al turismo outdoor e alla valorizzazione delle eccellenze locali. Un tema particolarmente strategico per Amandola, che può rafforzare il proprio ruolo come destinazione per un turismo naturalistico, esperienziale e familiare.  La forte partecipazione registrata conferma l’interesse degli operatori economici verso strumenti capaci di sostenere investimenti, innovazione e sviluppo, contribuendo al tempo stesso a rafforzare l’attrattività commerciale e turistica della città». 

  • Tipicità, il bilancio dell’edizione 2026: sempre alta la visione di futuro. Serri: «Indicata la via del confronto e della condivisione»

    Tipicità, il bilancio dell’edizione 2026: sempre alta la visione di futuro. Serri: «Indicata la via del confronto e della condivisione»

    Il taglio del nastro di Mauro Torresi ed Angelo Serri

    Delegazioni dai quattro continenti, oltre 180 espositori, più di 100 giornalisti accreditati e circa 10.000 presenze tra visitatori e operatori. Si chiude con numeri significativi la 34^ edizione di Tipicità Festival, che nelle tre intense giornate al Fermo Forum ha confermato la propria evoluzione e il crescente ruolo nel panorama nazionale e internazionale. Oltre 130 eventi hanno animato il programma della manifestazione, delineando quello che gli organizzatori definiscono “il futuro buono”, frutto di un anno di lavoro condiviso dal comitato organizzatore e da una rete ampia di soggetti pubblici e privati.

    Una vera e propria squadra territoriale composta da Regione Marche, Camera di Commercio, Comuni coorganizzatori, Università, associazioni e partner privati che, insieme, contribuiscono a dare vita a un ecosistema unico nel panorama italiano.

    «Anche per questa edizione 2026, il Festival si è presentato come un evento che, da Fermo, ha fatto e fa conoscere e promuove i sapori, le produzioni e le eccellenze di tanti settori, fra cui quello enogastronomico, capace di rappresentare l’armonia di capacità ed eccellenze della nostra regione. Un Festival – ha detto il vice Sindaco reggente di Fermo Mauro Torresi nel tracciare un bilancio – che ha raccontato la cultura, le tradizioni, le comunità che sanno guardare avanti, che instaurano rapporti internazionali con altri Paesi italiani ed esteri. Una vetrina di bellezza, un punto di incontro, un palcoscenico di prestigio che sa sempre partire dal passato, vivere il presente e proiettarsi al futuro. Un grazie alla Regione Marche, al Direttore Angelo Serri ed Alberto Monachesi Project Manager di Tipicità per il coordinamento, a tutti i partner scientifici, tecnici, al project partner, a tutti gli enti che hanno patrocinato l’evento ed a tutti i partecipanti».

     

    Tre gli elementi che emergono con particolare evidenza da questa edizione. Il primo riguarda il consolidamento del profilo nazionale e internazionale della manifestazione. Tipicità si conferma sempre più uno strumento di internazionalizzazione capace di generare opportunità concrete per il Fermano e per l’intera regione Marche. Solo nei giorni del Festival sono arrivati tre inviti ufficiali per partecipare come ospiti a manifestazioni in altri Paesi europei e extraeuropei.

    Il secondo aspetto riguarda il ruolo di piattaforma di dialogo tra territori e comunità. Tipicità si afferma sempre più come luogo di incontro e confronto tra comunità locali marchigiane e italiane, dove amministratori e decisori pubblici condividono strategie, avviano collaborazioni e sviluppano progetti comuni. Un valore che contribuisce a posizionare Fermo al centro delle più innovative dinamiche dello sviluppo “glocal”.

     

    Il terzo elemento guarda già avanti. Le relazioni internazionali attivate, i nuovi progetti avviati e le collaborazioni tra territori nate durante il Festival rappresentano il punto di partenza per costruire Tipicità 2027. Un percorso che nei prossimi mesi continuerà a svilupparsi attraverso iniziative, missioni e nuove connessioni tra comunità, imprese e istituzioni, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente il ruolo delle Marche come laboratorio di futuro e di buone pratiche per uno sviluppo sostenibile e identitario.

     

    «Si chiude la trentaquattresima edizione – dichiara il direttore Angelo Serri – che si è svolta in un momento particolarmente complesso sul piano internazionale, tra guerre, tensioni commerciali e forti perturbazioni economiche che incidono sulla vita delle persone e delle imprese. In questo scenario a tinte fosche, Tipicità Festival ha voluto indicare una via luminosa: quella della condivisione e del confronto che si sostituisce allo scontro. Nella tre giorni appena conclusa Fermo è stata un faro capace di ispirare imprese, università, amministrazioni e cittadini verso un futuro possibile: quello delle traiettorie indigene, lo slogan che ha guidato questa edizione». Con la chiusura del Festival non si conclude dunque un percorso, ma si apre una nuova fase di lavoro e di relazioni che accompagnerà il cammino verso la prossima edizione.

  • Abc Fashion Event cresce: 200 aziende al Fermo Forum per la fiera nazionale della filiera calzaturiera

    Abc Fashion Event cresce: 200 aziende al Fermo Forum per la fiera nazionale della filiera calzaturiera

    Abc Fashion Event, la seconda edizione della fiera nazionale della filiera calzaturiera è già da record: 120 espositori, oltre 200 aziende. Sono i numeri con cui, si diceva, torna Abc Fashion Event, la fiera dedicata agli accessori e alle tecnologie per borse e calzature, in programma il 18 e 19 marzo al Fermo Forum, nel cuore del distretto produttivo fermano-maceratese.

    Un evento che, dopo il debutto dello scorso anno, ha ottenuto la qualifica di fiera nazionale, riconoscimento che certifica il valore strategico della manifestazione per il comparto e per il territorio.

    Rispetto alla prima edizione, che aveva visto la partecipazione di 70 aziende espositrici e altre 30 rappresentate, la manifestazione registra quest’anno una crescita significativa. Le imprese arrivano da otto regioni italiane oltre alle Marche, rappresentando di fatto tutti i principali distretti manifatturieri della filiera.

    «Tra le presenze più significative spicca quella dei suolifici, con aziende espositrici importanti del territorio, quella dei macchinari dal distretto di Vigevano e quella delle aziende del settore conciario sia dalla Toscana che dal Veneto, uno dei poli più importanti in Europa per le tecnologie dedicate alla lavorazione della pelle e delle calzature» spiegano gli organizzatori.

    La fiera si apre inoltre a una dimensione sempre più internazionale, con espositori provenienti anche da Spagna e Portogallo.

    «Per la seconda edizione l’obiettivo era ampliare ulteriormente l’offerta di eccellenze italiane del settore e aumentare la visibilità dell’evento per attrarre un numero crescente di buyer, professionisti e uffici stile da tutta Italia. Un obiettivo al momento raggiunto, le iscrizioni hanno superato ogni aspettativa e confermano la bontà di un progetto che nasce nel cuore del più importante polo produttivo italiano del settore seppur in un momento non felice per il settore che soffre per la crisi internazionale e il calo dei consumi» sottolinea Valentino Fenni, organizzatore di Abc Fashion Event.

    Valentino Fenni

    Accanto alla parte espositiva, la seconda edizione proporrà un ricco calendario di momenti di confronto e dialogo tra imprese, istituzioni e mondo associativo sui temi dell’innovazione, della formazione e delle prospettive del settore moda.

    Il 18 marzo, taglio del nastro affidato, tra gli altri , al presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, al presidente della Camera di Commercio delle Marche, Gino Sabatini e alla sottosegretaria al Mef, Lucia Albano. Saranno poi loro protagonisti di un talk dedicato al tema della filiera dove interverranno anche gli imprenditori Germano Ercoli e Graziano Mazza. Il 19, alla presenza dell’assessore regionale alle Attività produttive, Giacomo Bugaro, un focus sarà dedicato all’Igp calzaturiero e del cappello. A seguire, spazio alla discussione sul credito con i vertici della Carifermo e del Confidi Unico, oltre ai rappresentanti delle principali associazioni di categoria regionali e nazionali.

    Spazio anche alla creatività e alle tendenze, grazie alla collaborazione con l’Unione degli Stilisti delle Marche, che proporrà momenti di presentazione e analisi delle nuove tendenze nel settore calzaturiero e degli accessori.

    All’interno della manifestazione sarà inoltre allestita una mostra dedicata allo stilista newyorkese Mark Schwartz, con l’esposizione di disegni, bozzetti e opere artistiche dedicate al mondo della calzatura, offrendo uno sguardo creativo sull’evoluzione del design nel settore.

    Spazio al dialogo tra scuola e impresa: parteciperanno studenti e docenti di istituti del territorio, tra cui Its, Ipsia e il Centro di Formazione Artigianelli di Fermo, che avranno l’opportunità di conoscere da vicino le aziende della filiera e osservare nuovi materiali, tecnologie e lavorazioni innovative.

    «Nonostante tutto il distretto fermano-maceratese rappresenta un riferimento internazionale quando si parla di qualità e Made in Italy. perciò continuiamo a sviluppare e far crescere un progetto volto ad offrire al territorio un luogo fisico di incontro e confronto, con l’ambizione di diventare un punto di riferimento nazionale per l’intera filiera» conclude Fenni.