Categoria: Eventi

  • Tiro alla fune: il bronzo ai mondiali parla fermano

    Tiro alla fune: il bronzo ai mondiali parla fermano

    L’Italia è bronzo ai mondiali di Taipei. E la medaglia parla anche fermano. Nella selezione azzurra infatti figurano diversi atleti di Fermo e del Fermano: la squadra maschile è infatti composta da Rossano Biondi, Andrea Pasquini, Devis Pennesi, Alex Petrini, Francesco Spaccapaniccia (Bellatores), Eugenio Gargiulo, Luigi Terminiello (Asd Lubrensis), Gabriele Bartalucci (Black Bull Camaiore), Manuel De Piazzi (Cavalcata dell’Assunta), Stefano Cintio, Cristiano Ferrara, Paolo Giacomozzi, Stefano Marcaccio, Andrea Mignami (A.S.D. Cobra Fermo), Mattia Martinalli, Cristian Fiorini (Tiro alla fune Valtellina).

    Della squadra femminile fanno parte: Giulia Benedetti (Cerberus), Silvana Benedetti (Black Bull), Alessia Cannavale (Asd Lubrensis), Chiara Corsi (Asd Cobra), Angela D’Angelo (Asd Bellatores), Claudia Perino (Asd Lupi Neri).

    I portacolori della Federazione Italiana Giochi e Sport Tradizionali hanno sconfitto i colossi dei Paesi Bassi con una prestazione magistrale e un netto 3 a 0

    Inizio straordinario, dunque, per la delegazione azzurra della FIGeST Federazione Italiana Giochi e Sport Tradizionali ai Campionati del Mondo di tiro alla fune indoor 2026, in corso di svolgimento presso la prestigiosa Taipei Arena.

    Nella categoria 680kg Senior Maschile, una delle più dure e prestigiose del panorama internazionale, l’Italia ha conquistato una medaglia di bronzo che sancisce ufficialmente l’ingresso degli Azzurri nell’élite mondiale della disciplina.

    Il cammino verso il podio è stato una prova di forza, tecnica e coesione. Dopo una semifinale combattuta contro la Lettonia, gli Azzurri hanno affrontato nella finale per il terzo e quarto posto i colossi dei Paesi Bassi. Con una prestazione magistrale, il team italiano si è imposto con un netto 3 a 0, lasciando il quarto posto agli avversari olandesi e salendo sul podio subito dietro ai padroni di casa di Chinese Taipei (Oro) e alla Lettonia (Argento).

    Il presidente nazionale FIGeST, Enzo Casadidio, ha espresso con commozione, tramite un comunicato stampa della Figest, la propria soddisfazione: «Vedere il tricolore sventolare sul podio mondiale qui a Taipei, in una categoria così dura come la 680kg, è il coronamento di un lavoro incessante fatto di sacrifici, dedizione e pura passione sportiva. Questi ragazzi hanno dimostrato che l’Italia non solo appartiene all’élite mondiale del tiro alla fune ma è capace di lottare e vincere contro le scuole più storiche e blasonate del mondo. Questo bronzo vale oro per il morale e per il futuro del nostro movimento. Un ringraziamento va a tutto lo staff tecnico e agli atleti che stanno portando in alto il nome dei nostri sport tradizionali con onore e determinazione».

    A guidare la spedizione tecnica in Taiwan sono il responsabile Alfredo Dalle Luche e il commissario tecnico Sandro Antonino Gargiulo. Il successo della Nazionale segue l’onda positiva dei giorni scorsi dedicata ai club, dove il Team FIGeST Morbegno e l’A.S.D. Cobra Fermo hanno già ottenuto titoli e podi mondiali.

    Questa spedizione non è solo una sfida agonistica, ma un passaggio strategico fondamentale: il prestigio internazionale consolidato oggi a Taipei prepara il terreno per l’appuntamento più atteso: i Campionati Mondiali di Tiro alla Fune Indoor 2027, che si terranno in Italia, proprio nella città di Morbegno.

    Le gare continueranno fino a domani, domenica 15 marzo, con l’Italia impegnata nelle categorie 640kg Uomini, 640kg Mix e 560kg Uomini.

  • “Sulla strada giusta”: la solidarietà dell’Avis diventa impegno civile e consapevolezza territoriale

    “Sulla strada giusta”: la solidarietà dell’Avis diventa impegno civile e consapevolezza territoriale

    Unire il dono della vita alla difesa della dignità umana: è questo il messaggio potente che ha animato l’incontro “Sulla strada giusta”, svoltosi presso la sede dell’Avis Comunale “V. Scoccini”. L’evento ha segnato il culmine di un percorso iniziato a settembre con la “Camminata in Rosa” a Villa Falconi, nel ricordo di Nazzareno Lucidi.

    La serata si è aperta con l’intervento del Presidente Sandro Birilli, che ha motivato la scelta della Cooperativa On the Road come partner per la consegna dei fondi raccolti in beneficenza, sottolineando come l’associazione — forte del record di 934 donazioni nel 2025 — intenda essere sempre più un punto di riferimento per il tessuto sociale locale.

     

    Il cuore del dibattito ha permesso di approfondire l’operato della Cooperativa On the Road, una realtà storica nata per contrastare il fenomeno della tratta e oggi attiva su molteplici fronti della fragilità umana. La Dott.ssa Silvia Piconi ha illustrato i servizi concreti che la cooperativa mette a disposizione del territorio: Centri Antiviolenza e Sportelli “Percorsi Donna” presenti a Fermo, Porto Sant’Elpidio e Pedaso e che offrono protezione e supporto a chiunque viva situazioni di abuso; supporto multidisciplinare con percorsi di rinascita sostenuti da supporto psicologico specialistico (individuale e di gruppo), assistenza legale e orientamento al lavoro, fondamentali per restituire autonomia e dignità alle persone. Ed ancora: sportelli di bassa soglia come quello di Lido Tre Archi, luoghi di “primo approdo” accessibili a tutti per rispondere ai bisogni primari e fornire orientamento verso la rete dei servizi nonché prevenzione e sensibilizzazione, un lavoro costante nelle scuole e nelle piazze per intercettare i segnali di disagio prima che degenerino in fatti di cronaca.

    In risposta alle domande di un pubblico attento, sono emersi dati d’impatto sulla realtà locale: nel solo 2025, nel territorio fermano, circa 50 donne hanno intrapreso un percorso di fuoriuscita dalla violenza con il supporto della cooperativa. È stato evidenziato un preoccupante abbassamento dell’età media delle vittime e la necessità di vigilare su nuove forme di controllo digitale tra i giovanissimi. Significativo il dato sulle giovani donne che, sempre più spesso, si rivolgono ai centri antiviolenza per chiedere aiuto non per sé stesse, ma per proteggere le proprie madri.

    Particolare emozione ha suscitato il percorso visivo di Greta Santandrea. Le immagini sono state descritte come “manifesti di resistenza quotidiana”, invitando il pubblico a cercare, in quei gesti semplici, la “specialità” di ogni esistenza: un sorriso o un passo spedito che spesso sono traguardi raggiunti dopo lunghi momenti di disperazione.

    «Donare la vita è un atto d’amore; lottare perché quella vita sia libera e dignitosa è il nostro dovere di cittadini. Tutti». Con questa certezza si è conclusa una serata che ha dimostrato come la “strada giusta” sia quella che si percorre insieme, unendo le forze tra associazioni e cittadini per proteggere non solo la vita biologica, ma l’essenza stessa di ogni essere umano.

     

  • Cna, concluso il secondo corso base di fotografia

    Cna, concluso il secondo corso base di fotografia

    Si è concluso il II° Corso Base di Fotografia, organizzato da Cna Fermo in collaborazione con il fotografo Rodolfo Marziali, la Camera di Commercio delle Marche, il confidi Uni.Co e con il patrocinio del Comune di Servigliano. 
    Ad ospitare le sei lezioni del corso è stata la splendida struttura del Teatro Ideale di Servigliano. Hanno consegnato gli attestati di partecipazione ai frequentanti il Sindaco Marco Rotoni, il Presidente Cna Fermo Emiliano Tomassini e la responsabile Comunicazione e Terziario Avanzato Cna Fermo Stella Alfieri.
    I partecipanti al corso sono stati: Dino Santinelli, Beatrice Monti, Michela Achilli, Luciana Minnetti, Maria Laura Raffaelli, Sofia Bugiardini, Roberta Senzacqua e Chiara Miconi. 
  • Tornano le giornate Fai di Primavera: quattro “tesori” del Fermano aperti al pubblico il 21 e 22 marzo

    Tornano le giornate Fai di Primavera: quattro “tesori” del Fermano aperti al pubblico il 21 e 22 marzo

    di Antonietta Vitali

    Sabato 21 e domenica 22 marzo 2026 tornano anche nel territorio fermano le Giornate Fai di Primavera, il più importante evento nazionale dedicato alla scoperta e alla valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico italiano.

    Durante il weekend sarà possibile visitare quattro luoghi significativi del territorio. A Fermo saranno aperti Villa Vitali, importante villa nobiliare ottocentesca immersa in uno dei giardini storici più suggestivi della città, e Palazzo Paccaroni, lungo corso Cavour, oggi sede del Museo Polare Silvio Zavatti e del Museo di Scienze Naturali Tommaso Salvadori. Le Giornate Fai porteranno poi i visitatori nel borgo storico di Ortezzano, nella media Valle dell’Aso, caratterizzato da una suggestiva struttura urbana medievale.

    A dx la sindaca Carla Piermarini, a sin. l’assessora Micol Lanzidei. Al centro il presidente della delegazione Fai di Fermo, Maurizio Petrocchi

    Sarà inoltre possibile visitare, a Sant’Elpidio a Mare, la Basilica Imperiale di Santa Croce al Chienti, uno dei monumenti religiosi più importanti delle Marche, fondata nel IX secolo e legata alla presenza imperiale carolingia nella valle del Chienti.

    Nel Fermano la delegazione Fai propone un itinerario culturale dedicato al tema “Le forme della storia: architetture, borghi e paesaggi del Fermano”, un percorso che invita a leggere il territorio attraverso i segni lasciati dalla storia nelle architetture, nei paesaggi e nelle comunità.

    Le visite saranno arricchite da momenti musicali grazie alla collaborazione con il Conservatorio di Musica “Giovan Battista Pergolesi” di Fermo: gli studenti del Conservatorio eseguiranno musiche dell’epoca negli spazi di Villa Vitali.

     

    «Siamo a presentare un importante appuntamento – le parole del presidente della delegazione Fai di Fermo, Maurizio Petrocchi – che accoglie tantissimi visitatori ogni anno, dando loro la possibilità di vedere luoghi non comunemente fruibili o residenze private, ma che custodiscono la storia di questi territori». 

     

    «Una possibilità – la dichiarazione di Micol Lanzidei, assessore alla Cultura del Comune di Fermo – indicativa ed essenziale, al fine di rendere il nostro patrimonio culturale vivo e vissuto dalla comunità. Sono giornate che ci danno una cassa di risonanza più vasta, ed è per noi della Città di Fermo, un grande onore partecipare a questa mobilitazione culturale nazionale». 

    L’intervento di Francesco Trasatti

     

    «Siamo un piccolo borgo fermano – l’intervento di Carla Piermarini, sindaca di Ortezzano che sarà anche una delle guide del suo paese – inserito nel cratere sismico. La resilienza di cui tanto si parla, ad Ortezzano c’è, qualche ferita è ancora visibile ma stiamo ripartendo. Faremo conoscere tutto il nostro centro storico, le chiese ad esempio, quella del Carmine che in origine era della famiglia Papetti, quella di Santa Maria (si potrà salire sulla torre ghibellina), saranno visibili alcuni manoscritti originali del nostro insigne latinista Giuseppe Carboni. Inoltre abbiamo recuperato un meccanismo da orologio dell’800, che verrà esposto in un museo che inaugureremo sabato. Grazie al Fai – la conclusione di Carla Piermarini –  perché prevede che ci siamo degli “Apprendisti Ciceroni”, cioè dei ragazzi che faranno da guide turistiche. Credo fermamente, anche come insegnante, che sia una meravigliosa occasione per far avvicinare i ragazzi dei nostri paesi ai nostri tesori e far apprendere loro il nostro patrimonio culturale». 

     

    «La Basilica Imperiale di Santa Croce al Chienti a Sant’Elpidio a Mare –  ha spiegato Manfredo Longi, storico dell’associazione Santa Croce al Chienti – è una delle più antiche delle Marche, è del nono secolo, ed è stata costruita su una basilica cristiana del quinto secolo. È stata un luogo cruciale dal nono al tredicesimo secolo, e poi per secoli è stato abbandonato fino al 2003, quando con l’editto Magnabò è stato possibile il restauro». 

     

    Un tassello in più è stato aggiunto ai luoghi visitabili a Fermo e si tratta della musica, grazie ad una convenzione del Comune con il conservatorio Pergolesi di Fermo, alcuni studenti dell’istituto musicale accompagneranno con le loro esecuzioni i visitatori di Villa Vitali e Palazzo Paccaroni. 

     

    «Siamo molto felici – riferisce Francesco Trasatti, presidente del Conservatorio Pergolesi di Fermo – di questa occasione che ci permette di unire la musica ai luoghi della cultura Fai. Ci piace pensarla come uno sguardo verso il futuro soprattutto pensando ai ragazzi giovani affinché possano trovare nell’arte la propria espressione nel mondo del lavoro».

     

    «Il nostro obiettivo – ha precisato Alessandra Giunti, titolare della cattedra di pianoforte del Conservatorio Pergolesi di Fermo – è di continuare questa collaborazione anche negli anni futuri portando la musica in tutti i paesi che parteciperanno alle Giornate del Fai».

     

    Gli orari di visita previsti delle Giornate Fai di primavera sono, dalle 15 alle 18 il sabato 21 marzo e, dalle 10 alle 13, dalle 15 alle 18 domenica 22 marzo. 

    Come da tradizione delle Giornate Fai, si diceva, un ruolo centrale sarà svolto dagli “apprendisti Ciceroni”, studenti che racconteranno ai visitatori la storia dei luoghi aperti. Partecipano, infatti, al progetto il Liceo Scientifico Temistocle Calzecchi Onesti di Fermo, il Liceo Classico Annibal Caro di Fermo, e il Polo scolastico Carlo Urbani di Porto Sant’Elpidio

    La manifestazione, promossa dal Fai – Fondo per l’Ambiente Italiano, giunta alla 34esima edizione, aprirà quest’anno 780 luoghi in oltre 400 città italiane, grazie all’impegno di migliaia di volontari e di 17.000 Apprendisti Ciceroni, studenti che accompagneranno il pubblico alla scoperta di luoghi spesso poco conosciuti o normalmente non accessibili.

    La delegazione Fai di Fermo ringrazia per la collaborazione il Comune di Fermo, il Comune di Ortezzano, l’Associazione Santa Croce, il Conservatorio Pergolesi e tutti i volontari che rendono possibile l’iniziativa.

     

    Le visite si svolgeranno a contributo libero, a sostegno delle attività del FAI per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale italiano.
    Gli iscritti al FAI, e chi si iscriverà durante le giornate, potranno beneficiare di accesso prioritario. Gli orari delle aperture delle giornate FAI saranno i seguenti: sabato 21 marzo dalle 15-18; domenica 22 marzo dalle 10-13 e 15-18.

    Micol Lanzidei e Maurizio Petrocchi
    da dx Carla Piermarini, Maurizio Petrocchi e Manfredo Longi
    Micol Lanzidei e Maurizio Petrocchi

     

  • “I cammini dell’Appennino centrale” alla fiera milanese “Fa’ la cosa giusta!”

    “I cammini dell’Appennino centrale” alla fiera milanese “Fa’ la cosa giusta!”

    La struttura commissariale sisma 2016 sarà presente alla ventiduesima edizione di “Fa’  la cosa giusta!”, la più grande fiera italiana dedicata alle buone pratiche di consumo, agli stili di vita  sostenibili e alla valorizzazione delle eccellenze dei territori. A partire da oggi e fino a domenica 15  marzo, presso la Fiera Milano Rho (stand F68 – Padiglione 16) sarà proposto un ricco programma di  incontri e presentazioni dedicati ai Cammini dell’Appennino centrale e al turismo lento come leva di  sviluppo sostenibile per i territori di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria colpiti dal terremoto del 2016. 

    Nel corso delle tre giornate della manifestazione saranno approfonditi i principali itinerari  escursionistici e spirituali che attraversano il cratere sismico, con momenti di confronto dedicati al  Cammino Naturale dei Parchi, alla Via Lauretana, al Cammino nelle Terre Mutate, al Cammino di San  Giuseppe da Leonessa, alla Via di Francesco, al Cammino dei Cappuccini e al Cammino Francescano  della Marca. Gli incontri vedranno la partecipazione di rappresentanti istituzionali, esperti di turismo  sostenibile, associazioni, guide e operatori del territorio, con l’obiettivo di raccontare come i cammini  possano contribuire alla rinascita economica, culturale e sociale delle aree dell’Appennino centrale. 

    Il momento centrale del programma è previsto per sabato alle ore 14, presso la Piazza Grandi  Cammini, con la presentazione della Guida “I Cammini della Rinascita” e del progetto podcast  “Camminando nel Cratere”, iniziative dedicate alla promozione dei percorsi di turismo lento nei  territori del sisma. All’incontro interverranno Guido Castelli, Commissario Straordinario al sisma 2016,  Manuela Rinaldi, assessore della Regione Lazio, Stefania Proietti, Presidente della Regione Umbria,  Roberto Santangelo, assessore della Regione Abruzzo, Silvia Luconi, sottosegretario alla presidenza  della Giunta Regionale Marche, e Bruno Pellegrini, CEO della piattaforma Loquis. A moderare l’incontro  sarà Miriam Giovanzana

    Guido Castelli

    «La partecipazione alla fiera rappresenta un’importante, preziosa, occasione per far conoscere al  grande pubblico il patrimonio naturale, culturale e spirituale dell’Appennino centrale e per far  valorizzare una rete di cammini che unisce comunità, paesaggi e tradizioni, contribuendo a rafforzare  un modello di turismo sostenibile e responsabile – afferma il commissario straordinario al sisma 2016  Guido Castelli Accanto alla ricostruzione materiale post-sisma, stiamo adottando la strategia di riparazione economica  e sociale di queste comunità, che hanno dovuto attraversare anni estremamente difficili. I cammini sono  uno straordinario strumento di valorizzazione dei nostri territori, che uniscono natura, cultura,  spiritualità e tradizioni, offrendo ai visitatori un’esperienza autentica e sostenibile. Con iniziative come  la guida ‘I Cammini della Rinascita’ e il podcast ‘Camminando nel Cratere’, e attraverso la stretta collaborazione con gli attori istituzionali e non che operano sul territorio, vogliamo far conoscere a un  pubblico sempre più ampio la bellezza e l’identità di questi luoghi. Camminare nei territori del sisma  significa scoprire luoghi straordinari, ma anche sostenere concretamente la ripartenza delle comunità  che vi abitano».

    (clicca per ingrandire)

     

  • A Fermo la mostra immersiva “Cristina. Oltre la corona»

    A Fermo la mostra immersiva “Cristina. Oltre la corona»

    (clicca per ingrandire)

    Un viaggio immersivo nella vita di una delle figure più affascinanti e anticonformiste dell’Europa del Seicento. Dal 17 marzo al 3 maggio 2026 il Palazzo dei Priori di Fermo ospiterà la mostra “Cristina oltre la corona”, un progetto espositivo dedicato alla straordinaria personalità di Cristina di Svezia, regina, intellettuale e protagonista della cultura europea.

    L’inaugurazione è prevista domenica 15 marzo 2026 alle ore 18.00, alla presenza delle curatrici e dei promotori dell’iniziativa.

    La mostra è promossa da Maggioli Cultura e dal Comune di Fermo, in collaborazione con la Biblioteca civica “Romolo Spezioli”, ed è curata da Lucia Mengoni, Maria Chiara Michetti e Arianna Totò.

    L’esposizione propone un percorso immersivo e partecipato che invita il pubblico a scoprire la sovrana oltre il suo ruolo istituzionale. Attraverso installazioni, narrazioni e contenuti multimediali, i visitatori saranno accompagnati dentro i momenti più significativi della vita di Cristina: dall’ascesa al trono alla celebre abdicazione, dal suo intenso rapporto con il sapere al viaggio attraverso l’Europa che la portò anche in Italia.

    «Un nuovo grande evento culturale della nostra città – ha detto il vice Sindaco reggente Mauro Torresi – la modalità di fruizione è immersivo e partecipato. Attraverso installazioni, narrazioni multimediali e spazi interattivi, il percorso espositivo restituisce il ritratto di una personalità complessa che ha saputo superare i confini imposti dal suo tempo».

    «Un evento culturale che ho avuto modo di apprezzare e ammirare in anteprima, in grado di dare le luci della ribalta ad una figura complessa  e fuori dagli schemi come Cristina di Svezia che è stata una grande promotrice delle arti, del pensiero, insieme a filosofi, scienziati e artisti – ha detto l’assessore alla cultura Micol Lanzidei. Tanta bellezza in una mostra raffinata, colta, moderna, in un allestimento originale curato da Lucia Mengoni, Maria Chiara Michetti e Arianna Totò che, insieme a Vissia Lucarelli, referente dei Musei di Fermo, ringrazio per la passione e l’entusiasmo che hanno messo nel curarla nei minimi dettagli, un grazie a Maggioli ed alla Biblioteca. In questo mese di marzo Fermo celebra la donna nella sua genialità e libertà attraverso forme artistiche, vedi l’opera lirica Carmen a Teatro e questa mostra. Omaggi rivolti nel segno della cultura, della libertà e della curiosità che sono elementi con cui l’universo femminile lascia segni di crescita universali nella società in ogni tempo».

    L’esperienza è pensata per coinvolgere attivamente i visitatori, trasformandoli in protagonisti del racconto attraverso una modalità espositiva contemporanea che intreccia storia, arte e narrazione.

    «La mostra vuole essere anche un’occasione per riflettere sul significato di identità, libertà e potere, temi che rendono Cristina di Svezia una protagonista sorprendentemente attuale. Con “Cristina. Oltre la corona”, Fermo – concludono dall’amministrazione – si conferma luogo di incontro tra storia e contemporaneità, offrendo al pubblico un’esperienza culturale coinvolgente capace di unire conoscenza, emozione e partecipazione».

  • Montegranaro celebra la primavera con la tradizionale Fiera di San Giuseppe

    Montegranaro celebra la primavera con la tradizionale Fiera di San Giuseppe

    Montegranaro

    Il cuore di Montegranaro, il prossimo 22 marzo, tornerà a riempirsi di colori, profumi e tradizioni con la Fiera di San Giuseppe, uno degli appuntamenti più attesi della primavera.
    Promossa dal Comune di Montegranaro – Servizio Commercio, la manifestazione rappresenta un importante momento di incontro, di valorizzazione del territorio e di riscoperta delle radici locali, capace ogni anno di attrarre visitatori da tutta la regione.

    «Per un’intera giornata, dalle 8 alle 19, le vie del centro – rimarcano dal Comune – si trasformeranno in un grande spazio di festa, ospitando bancarelle di ogni genere, stand di artigianato creativo, hobbistica, oggettistica e prodotti tipici. Non mancheranno i banchi gastronomici con golosità del territorio e il mercatino di Campagna Amica, dove scoprire e acquistare le eccellenze agricole locali, espressione autentica della qualità marchigiana. Ad arricchire l’edizione 2026, anche l’attesa esposizione di auto d’epoca, un’occasione per appassionati e curiosi di ammirare da vicino modelli che hanno fatto la storia dei motori. Grande attenzione sarà riservata alle famiglie e ai bambini: presso l’Anfiteatro largo Conti, dalle 15 alle 19, arriverà il Ludobus, con giochi, animazioni e attività ludiche pensate per regalare momenti di spensieratezza e divertimento ai più piccoli. Durante la giornata sarà possibile anche visitare la Torre Civica, simbolo della città, aperta al pubblico a cura dell’Associazione Città Vecchia, con orari 9,30–12,30 e 15–17,30 in Corso Matteotti. La Fiera di San Giuseppe si conferma dunque come un evento che unisce tradizione, commercio e comunità, offrendo a cittadini e visitatori un’esperienza viva, autentica e piena di energia, nel segno della convivialità».

    (clicca per ingrandire)

     

  • Giornata nazionale di prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari

    Giornata nazionale di prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari

    In occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari, la Regione Marche ha promosso un momento di confronto e approfondimento dedicato alla sicurezza dei professionisti della sanità e alla prevenzione degli episodi di aggressione nei luoghi di cura.

    L’iniziativa si è svolta ieri, 12 marzo 2026, coinvolgendo i referenti del rischio clinico degli enti del Servizio Sanitario Regionale, componenti del Centro Regionale per la Gestione del Rischio Clinico (CeRGeRS), riuniti in una sessione regionale coordinata dall’Agenzia Regionale Sanitaria attraverso una piattaforma virtuale condivisa.

    «La violenza nei confronti degli operatori sanitari rappresenta un fenomeno complesso e in progressivo aumento – spiega l’assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro – con rilevanti ricadute sul benessere psico-fisico del personale, sull’organizzazione dei servizi e sulla qualità della relazione di cura. In questa prospettiva, la prevenzione degli episodi di aggressione richiede un approccio sistemico che integri la valutazione del rischio nei processi organizzativi, nella gestione delle risorse umane e nei programmi formativi rivolti agli operatori».

    Nel corso della mattinata sono stati presentati i dati dell’Osservatorio regionale sulla violenza nei confronti degli operatori sanitari, insieme ai contributi di esperti provenienti dagli enti del Servizio Sanitario Regionale. Gli interventi hanno affrontato diversi aspetti del fenomeno, tra cui l’analisi del rischio, i profili medico-legali, le strategie organizzative e l’utilizzo delle tecniche di de-escalation nella gestione dei comportamenti aggressivi.

    In linea con l’andamento nazionale, i dati dell’Osservatorio Regionale mostrano che nel 2025 sono stati coinvolti in episodi di violenza complessivamente 397 operatori sanitari. Le aggressioni interessano prevalentemente operatrici sanitarie di sesso femminile (69,5%) e colpiscono soprattutto il personale infermieristico, che rappresenta il 72% degli operatori coinvolti. Nella maggior parte dei casi si tratta di aggressioni verbali (71%), mentre nel 67% degli episodi l’autore dell’aggressione è il paziente.

    I contributi presentati hanno offerto una lettura articolata del fenomeno, evidenziando la necessità di sviluppare strategie integrate di prevenzione che coinvolgano gli ambiti organizzativi, formativi, clinici e culturali. La prevenzione della violenza non può limitarsi alla gestione degli episodi quando si verificano, ma deve tradursi nella costruzione di contesti di lavoro più sicuri, nel rafforzamento delle competenze degli operatori e nella promozione di una cultura diffusa del rispetto e della sicurezza nei luoghi di cura.

    «In questo quadro – afferma Calcinaro – il lavoro avviato dalla Regione Marche, attraverso le attività del CeRGeRS, insieme ai referenti del rischio clinico e alle Direzioni degli Enti del Servizio sanitario regionale, rappresenta un passo importante verso una visione condivisa e coordinata del fenomeno. Il rafforzamento della rete regionale e delle azioni di governance del rischio consentirà di trasformare le evidenze emerse e le esperienze maturate in interventi concreti di prevenzione e miglioramento organizzativo. A questo si aggiunge il recente intervento concreto riguardo le indennità economiche previste per gli operatori di Pronto Soccorso, i più esposti al rischio di aggressioni».

    L’iniziativa ha rappresentato un importante momento di confronto tra istituzioni e professionisti, finalizzato a consolidare le strategie di prevenzione e a promuovere ambienti di lavoro più sicuri per il personale sanitario e socio-sanitario, nella consapevolezza che tutelare chi lavora nella sanità significa proteggere l’intero sistema di cura e garantire condizioni adeguate per un’assistenza di qualità ai cittadini.

     

     

  • Tipicità, il bilancio dell’edizione 2026: sempre alta la visione di futuro. Serri: «Indicata la via del confronto e della condivisione»

    Tipicità, il bilancio dell’edizione 2026: sempre alta la visione di futuro. Serri: «Indicata la via del confronto e della condivisione»

    Il taglio del nastro di Mauro Torresi ed Angelo Serri

    Delegazioni dai quattro continenti, oltre 180 espositori, più di 100 giornalisti accreditati e circa 10.000 presenze tra visitatori e operatori. Si chiude con numeri significativi la 34^ edizione di Tipicità Festival, che nelle tre intense giornate al Fermo Forum ha confermato la propria evoluzione e il crescente ruolo nel panorama nazionale e internazionale. Oltre 130 eventi hanno animato il programma della manifestazione, delineando quello che gli organizzatori definiscono “il futuro buono”, frutto di un anno di lavoro condiviso dal comitato organizzatore e da una rete ampia di soggetti pubblici e privati.

    Una vera e propria squadra territoriale composta da Regione Marche, Camera di Commercio, Comuni coorganizzatori, Università, associazioni e partner privati che, insieme, contribuiscono a dare vita a un ecosistema unico nel panorama italiano.

    «Anche per questa edizione 2026, il Festival si è presentato come un evento che, da Fermo, ha fatto e fa conoscere e promuove i sapori, le produzioni e le eccellenze di tanti settori, fra cui quello enogastronomico, capace di rappresentare l’armonia di capacità ed eccellenze della nostra regione. Un Festival – ha detto il vice Sindaco reggente di Fermo Mauro Torresi nel tracciare un bilancio – che ha raccontato la cultura, le tradizioni, le comunità che sanno guardare avanti, che instaurano rapporti internazionali con altri Paesi italiani ed esteri. Una vetrina di bellezza, un punto di incontro, un palcoscenico di prestigio che sa sempre partire dal passato, vivere il presente e proiettarsi al futuro. Un grazie alla Regione Marche, al Direttore Angelo Serri ed Alberto Monachesi Project Manager di Tipicità per il coordinamento, a tutti i partner scientifici, tecnici, al project partner, a tutti gli enti che hanno patrocinato l’evento ed a tutti i partecipanti».

     

    Tre gli elementi che emergono con particolare evidenza da questa edizione. Il primo riguarda il consolidamento del profilo nazionale e internazionale della manifestazione. Tipicità si conferma sempre più uno strumento di internazionalizzazione capace di generare opportunità concrete per il Fermano e per l’intera regione Marche. Solo nei giorni del Festival sono arrivati tre inviti ufficiali per partecipare come ospiti a manifestazioni in altri Paesi europei e extraeuropei.

    Il secondo aspetto riguarda il ruolo di piattaforma di dialogo tra territori e comunità. Tipicità si afferma sempre più come luogo di incontro e confronto tra comunità locali marchigiane e italiane, dove amministratori e decisori pubblici condividono strategie, avviano collaborazioni e sviluppano progetti comuni. Un valore che contribuisce a posizionare Fermo al centro delle più innovative dinamiche dello sviluppo “glocal”.

     

    Il terzo elemento guarda già avanti. Le relazioni internazionali attivate, i nuovi progetti avviati e le collaborazioni tra territori nate durante il Festival rappresentano il punto di partenza per costruire Tipicità 2027. Un percorso che nei prossimi mesi continuerà a svilupparsi attraverso iniziative, missioni e nuove connessioni tra comunità, imprese e istituzioni, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente il ruolo delle Marche come laboratorio di futuro e di buone pratiche per uno sviluppo sostenibile e identitario.

     

    «Si chiude la trentaquattresima edizione – dichiara il direttore Angelo Serri – che si è svolta in un momento particolarmente complesso sul piano internazionale, tra guerre, tensioni commerciali e forti perturbazioni economiche che incidono sulla vita delle persone e delle imprese. In questo scenario a tinte fosche, Tipicità Festival ha voluto indicare una via luminosa: quella della condivisione e del confronto che si sostituisce allo scontro. Nella tre giorni appena conclusa Fermo è stata un faro capace di ispirare imprese, università, amministrazioni e cittadini verso un futuro possibile: quello delle traiettorie indigene, lo slogan che ha guidato questa edizione». Con la chiusura del Festival non si conclude dunque un percorso, ma si apre una nuova fase di lavoro e di relazioni che accompagnerà il cammino verso la prossima edizione.

  • Recital “Addio al Settecento” con l’accademia Malibran: quarto appuntamento del progetto “Donchev suona Beethoven”

    Recital “Addio al Settecento” con l’accademia Malibran: quarto appuntamento del progetto “Donchev suona Beethoven”

    (clicca per ingrandire)

     

     

    L’Accademia Musicale Internazionale Maria Malibran presenta il quarto appuntamento del progetto Donchev suona Beethoven, ciclo dedicato all’esecuzione integrale delle 32 Sonate per pianoforte di Ludwig van Beethoven, un’impresa titanica, affrontata nella storia del pianoforte da pochissimi interpreti di spicco.

    Il recital, intitolato Addio al Settecento, si terrà sabato 21 marzo 2026 alle ore 21.15 presso la Sala Colonna dell’Accademia Malibran di Altidona, in via Po 12. L’appuntamento prosegue il percorso inaugurato nel 2025 con il pianista bulgaro Ivan Donchev, interprete di straordinaria profondità, sa far emergere con chiarezza l’architettura delle sonate di Beethoven, creare un ponte tra la sua epoca e la nostra e rivelarne la sorprendente modernità.

    L’arte Beethoveniana incarna una visione idealistica dei principi di armonia, solidarietà e fratellanza universale. Il ciclo si completerà nel 2027. Ogni anno, tre recital – ciascuno dedicato a tre Sonate – conducono il pubblico in un viaggio affascinante attraverso l’evoluzione creativa del genio di Bonn, dalle opere iniziali di impronta classicista alle pagine più intense, profonde e poetiche. Questo progetto, fortemente voluto dal direttore artistico dell’Accademia Malibran, Rossella Marcantoni, rappresenta un’impresa monumentale del repertorio pianistico.
    Le note di sala del concerto sono a cura dello storico della musica Paolo Peretti e sono disponibili sul sito dell’Accademia: www.accademiamalibran.it

    La serata sarà condotta da Alessandra Callarà del Team Accademia Malibran.
    La Sala Colonna è uno spazio intimo e accogliente che unisce l’eleganza di un salotto musicale a un’acustica naturale perfetta. L’esecuzione, affidata al tocco sapiente del Maestro Donchev, avverrà su un pianoforte Steinway & Sons gran coda, capace di esprimere un suono di straordinaria ricchezza timbrica e rara bellezza. Lo strumento, già suonato dal leggendario Arthur Rubinstein, aggiunge un valore storico e artistico unico al concerto.


    Programma del recital

    Opus 13: Sonata n. 8 in Do minore (“Patetica”) (1798)

    Opus 22: Sonata n. 11 in Si bemolle maggiore (1800)

    Opus 26: Sonata n. 12 in La bemolle maggiore (“Marcia funebre”) (1801)


    Ivan Donchev

    Nato a Burgas (Bulgaria) nel 1981, Ivan Donchev è considerato un pianista di grande valore musicale e tra i più versatili della sua generazione. Donchev si esibisce regolarmente in Europa, Stati Uniti, Russia e Asia, in teatri e festival di prestigio come la Merkin Hall di New York, il Conservatorio Ciajkowskij di Mosca, la Boesendorfer Saal di Vienna, la Holst Hall di Londra, il Festival de Radio France e la Folle Journée. In Italia tiene concerti in sedi di rilievo tra cui la Sala Verdi di Milano, l’Università Bocconi, la Filarmonica Romana e il Festival dei Due Mondi di Spoleto.
    Donchev ha collaborato con orchestre internazionali e direttori di fama mondiale ed è celebrato dalla critica per l’intensità espressiva, la chiarezza tecnica e la capacità di restituire ogni dimensione del repertorio pianistico.
    È docente di pianoforte presso il Conservatorio “F. Torrefranca” di Vibo Valentia e tiene masterclass in numerose istituzioni internazionali.

     

    Informazioni per il pubblico

    Ingresso: €15,00

    Info e prenotazioni: 338.8219079
    I posti sono limitati: si consiglia la prenotazione. I biglietti possono essere acquistati in sede a partire da un’ora prima del concerto, fino a esaurimento posti.

    Al termine del recital, seguirà un brindisi nella Sala Malibran, con i pregiati vini esclusivi dell’Accademia – Cantatrice e Guarracino, rosso e bianco – accompagnati dagli Amaretti della Valdaso di Altidona, per condividere l’emozione della musica con l’artista e celebrare l’icona romantica del Belcanto a cui l’Accademia è dedicata: Maria Malibran.