Il Comune tira dritto verso la nuova scuola infanzia all’ex consorzio agrario. Era prevedibile una partecipazione numerosa, ieri sera all’assemblea pubblica convocata dall’Amministrazione comunale per aggiornare la cittadinanza di Casette d’Ete sulla realizzazione della struttura. Si è parlato, con tanto di bozza progettuale e rendering, del nuovo plesso, che richiederà circa 3 milioni di euro d’investimento e delle ragioni che hanno portato a chiudere definitivamente l’opzione di un rientro alla vecchia scuola, di proprietà parrocchiale, di via La Masa. Strada sbarrata anche per la proposta, accompagnata da circa 600 firme, di portare i bambini all’edificio della scuola primaria Della Valle, con lavori di sistemazione che separino gli ingressi ed evitino promiscuità tra le due scuole.
Una strada «tecnicamente non percorribile», come ha puntualizzato il sindaco Gionata Calcinari. «Per me riportare la scuola infanzia alla vecchia sede sarebbe stata una vittoria su tutti i fronti – ha puntualizzato il primo cittadino – Avrei potuto prendermi i meriti di averla riaperta quando altri l’hanno chiusa, ma quella scuola non è sicura e questo aspetto viene prima di tutto. Portare i bambini alla primaria Della Valle non è fattibile. Ricordo tra l’altro che a dicembre 2024 più di 200 cittadini firmarono una diffida al commissario evidenziando promiscuità e problemi tecnici, oggi molti firmatari di allora sono gli stessi che vorrebbero portare lì la scuola infanzia. Oltre al fatto che i bambini andrebbero in tre aule attualmente occupate, con conseguente spostamendo di attività e laboratori altrove, un decreto ministeriale stabilisce che non debba esserci alcuna promiscuità e questo non sarebbe garantito, ad esempio per l’utilizzo dell’ascensore. Se parliamo di una proposta temporanea servirebbero circa 120mila euro, se definitiva tra i 3 e i 400mila, ma il problema non sono i costi. Sarebbe una soluzione non ottimale, senza spazi verdi e senza mensa. Per Casette è stato chiesto negli anni scorsi di partire con il tempo pieno, che potrebbe essere avviato dal 2027 e questo creerebbe un altro problema».
C’è tutta, la politica cittadina, la giunta al completo e quasi tutti i consiglieri di maggioranza e opposizione. Interviene il capogruppo di Forza Italia Roberto Greci, promotore della proposta di portare la scuola materna alla primaria Della Valle. «Ricordo che fu il commissario straordinario a muoversi per prima per portare i bambini alla Della Valle, non credo che avrebbe autorizzato scelte illegittime – nota il consigliere – Con il progetto che abbiamo presentato, i bambini starebbero tutti al piano terra, come richiede la normativa, basterebbe una chiusura e si realizzerebbe un accesso indipendente. L’ascensore servirebbe solo agli alunni della primaria, a cui resterebbero tutto il piano superiore e l’auditorium. Di sotto i piccoli avrebbero tre aule, più una per la mensa ed eventualmente uno spazio da adibire a dormitorio. Si può fare subito, la nuova scuola oggi non ha nulla di certo e non sappiamo e tra 4 anni avremo la stessa esigenza».
Calcinari attacca in contropiede: «Vuoi che ci sia una scuola nuova a Casette o no? Noi crediamo che ce ne sia bisogno, servono tre milioni di euro, un investimento che nessuna amministrazione ha fatto mai a Casette d’Ete, avremo uno spazio di 900 metri quadri, con sala pubblica utilizzabile anche come auditorium per la cittadinanza. Abbiamo effettuato uno studio e non ci sarebbe particolare impatto per i parcheggi. Non raccontiamo che lo faremo domattina, servono tempo e risorse, ma li troveremo, con l’aiuto del Ministero e della Regione, valuteremo anche il ricorso ad un project financing, altrimenti metteremo i soldi che servono con risorse comunali, seppur nelle difficoltà economiche in cui si trova il nostro bilancio. Un progetto ambizioso che guarda allo sviluppo futuro del nostro territorio ed al benessere dei nostre future generazioni».
FERMO – Ultima giornata, di grande intensità, quella vissuta ieri dalla Nazionale Italiana ai Campionati del Mondo indoor di tiro alla fune svolti a Taipei, ed ancora una volta gli atleti dei Cobra Fermo si sono rivelati protagonisti assoluti, contribuendo in maniera decisiva ai risultati conquistati dall’Italia nella giornata di domenica 15 marzo.
Gli azzurri hanno infatti portato a casa un’importante medaglia di bronzo nella categoria 560 kg, al termine di una sfida combattuta contro la formazione di casa del China Taipei. Un risultato prezioso che conferma il valore del gruppo italiano e la qualità degli atleti marchigiani, capaci di reggere il confronto con una delle nazionali più competitive del panorama mondiale. La giornata ha poi regalato un’altra soddisfazione con un nuovo bronzo nella categoria 580 kg mixed, disciplina che unisce uomini e donne nella stessa squadra. Anche in questa gara l’Italia ha dimostrato grande solidità e spirito di squadra, riuscendo a salire sul podio al termine di un torneo estremamente equilibrato.
Non è mancata infine l’emozione nella categoria 640 kg, dove gli azzurri hanno conquistato un prestigioso secondo posto, arrendendosi soltanto in finale ai padroni di casa di China Taipei dopo un confronto tirato fino agli ultimi centimetri. Grande il contributo degli atleti dei Cobra Fermo, chiamati a difendere la maglia azzurra in questa rassegna iridata. A rappresentare il club fermano sono stati Nicolò Mancini, Alessandro Cococcioni, Stefano Cintio, Gian Luca Iervicella, Paolo Giacomozzi, Andrea Mignani, Paolo Vallesi, Cristiano Ferrara, Stefano Marcaccio, Alex Giommarini e Chiara Corsi, protagonista anche nelle competizioni mixed e femminili.
Ancora una volta la società marchigiana conferma dunque il proprio ruolo di riferimento nel panorama nazionale del tiro alla fune, contribuendo in modo determinante ai successi dell’Italia su uno dei palcoscenici più importanti della disciplina. Il mondiale di Taipei si è chiuso dunque con un bottino importante per gli azzurri, e con la soddisfazione di vedere i colori dei Cobra Fermo tra i principali protagonisti della spedizione iridata.
La Nazionale italiana di tiro alla fune premiata in Taiwan per il terzo posto iridato. Fonte, profili social ufficiali Figest
FERMO – La provincia di Fermo può festeggiare un importante risultato internazionale: la Nazionale italiana di tiro alla fune ha conquistato la medaglia di bronzo nella categoria 680 kg ai Campionati del Mondo Indoor di Taipei, al termine di una competizione di altissimo livello.
Tra gli azzurri protagonisti della spedizione c’erano anche due atleti dei Cobra Fermo, Stefano Marcaccio e Cristiano Ferrara, che hanno contribuito in maniera determinante alla conquista del podio mondiale. In una categoria tra le più combattute del torneo, l’Italia ha saputo tenere testa alle migliori nazionali del panorama internazionale, dimostrando compattezza, tecnica e grande spirito di squadra.
Il percorso degli azzurri è stato intenso e ricco di sfide contro formazioni storicamente molto forti nella disciplina. Dopo una serie di tirate combattute, la Nazionale italiana è riuscita a conquistare uno splendido terzo posto, risultato che conferma la crescita del movimento italiano e il valore degli atleti presenti in squadra. Per il Cobra Fermo si tratta di un motivo di grande orgoglio: vedere due propri atleti salire sul podio in una competizione iridata rappresenta il riconoscimento del lavoro svolto negli anni dalla società fermana, da tempo punto di riferimento nazionale nel tiro alla fune.
Il bronzo mondiale di Taipei non è solo un traguardo prestigioso per Marcaccio e Ferrara, ma anche una soddisfazione per tutto il territorio fermano, che continua a distinguersi nello sport grazie all’impegno delle sue realtà sportive e dei suoi atleti. Un risultato che conferma ancora una volta come passione, sacrificio e lavoro di squadra possano portare la provincia di Fermo sui palcoscenici più importanti dello sport mondiale.
Clima caldo per le Farmacie comunali a Porto Sant’Elpidio. Se ne è parlato anche venerdì scorso in Consiglio comunale, con un’interrogazione presentata dai consiglieri del Partito democratico, Annalinda Pasquali e Daniele Stacchietti, preoccupati per l’andamento della società partecipata dal Comune, che vive una fase piuttosto turbolenta. Dopo il polverone dell’anno scorso, che portò alle dimissioni del presidente Gianvittorio Galeota, sostituito da Monia Belleggia, ora sono diverse le criticità che rendono l’atmosfera piuttosto pesante.
Una situazione di tensione che, ha osservato la consigliera Pasquali, «non si può più considerare un caso interno, il Cda è ridotto ai minimi termini viste le dimissioni rassegnate lo scorso dicembre dal consigliere Paolo Pistilli, quindi si va avanti con la sola presidente e la consigliera Livia Paccapelo. Chiediamo cosa intenda fare l’Amministrazione comunale per riportare serenità in una società che ha sempre avuto risultati positivi e bilanci in attivo, chiediamo come intenda garantire continuità del servizio, visti anche i prossimi pensionamenti. Da quanto sappiamo, ci sarebbero state forti tensioni sulla nomina della nuova direttrice, avvenuta attingendo a una graduatoria in scadenza. Il dato che preoccupa di più è che ben cinque farmacisti, una percentuale molto consistente dei dipendenti della società, abbia fatto domanda di mobilità per passare alle Farmacie comunali di Fermo, sintomo evidente di una situazione critica che non può essere ignorata».
Il sindaco Massimiliano Ciarpella ha tentato di allentare le tensioni e ribadito l’attenzione alla società, tanto da aver richiesto lui stesso la convocazione di un’assemblea dei soci. In ogni caso, la gestione attuale è prossima al capolinea, dato che arriverà a fine mandato ad aprile e sembra assai probabile, visto il clima rovente degli ultimi mesi, che si vada verso un cambio di governance.
«Abbiamo sempre prestato particolare attenzione all’operato delle Farmacie comunali – le parole del primo cittadino – al fine di garantire la buona gestione di una società che eroga servizi di qualità alla cittadinanza. Il Cda in carica sta regolarmente operando, anche se con un consigliere dimissionario da dicembre 2025; procederà fino a naturale scadenza, prevista ad aprile 2026 dopo l’approvazione del bilancio consuntivo. Le procedure relative all’assunzione ed alla gestione del personale sono di diretta competenza del presidente delle Farmacie e sarebbe un’indebita ingerenza, da parte del Sindaco e dell’Amministrazione comunale, inserirsi in questa materia. Com’è naturale, tuttavia, ho dedicato attenzione alle tematiche sollevate da dipendenti e rappresentanti sindacali, che ho incontrato nei mesi scorsi e con cui mi sono confrontato in un’assemblea dei soci che io stesso ho richiesto, per un confronto a tutto tondo sui servizi, la migliore gestione dei turni del personale e per garantire che tutti i professionisti possano operare in un clima di benessere e reciproca collaborazione».
La M&G Scuola Pallavolo Yuasa Battery Grottazzolina comunica che Georgi Tatarov concluderà la sua stagione affrontando l’ultima parte del campionato con la maglia del Galatasaray, realtà ambiziosissima del panorama internazionale.
«Arrivato a Grottazzolina un anno e mezzo fa – ricordano dalla M&G – come giovane talento dalle grandi prospettive, ma ancora tutto da costruire, Georgi ha compiuto un percorso di crescita costante e significativo, lavorando con determinazione e maturando esperienza, personalità e consapevolezza nei propri mezzi.
Il traguardo straordinario della medaglia d’argento raggiunto con la sua Bulgaria ai recenti Campionati del Mondo, e l’ottima stagione disputata in maglia Yuasa Battery, certificano il suo ingresso tra i giocatori pronti a misurarsi ai massimi livelli della pallavolo internazionale».
«La società – si legge in una nota della Yuasa – saluta oggi un atleta profondamente cresciuto, pronto per nuove sfide e per palcoscenici di altissimo profilo. Nel suo messaggio di saluto, Georgi ha voluto sottolineare il legame costruito in questo percorso: «Ho sentito Grotta come una famiglia. Ho dato tutto me stesso per provare a raggiungere il nostro obiettivo, e non dimenticherò mai nessuno della squadra e di questa società.» Parole che raccontano l’intensità di un cammino condiviso e l’attaccamento dimostrato in ogni momento. A Georgi va il più sincero “in bocca al lupo” da parte di tutta la M&G Scuola Pallavolo Yuasa Battery Grottazzolina, per il prosieguo della stagione e per una carriera che siamo certi lo vedrà protagonista ai massimi livelli».
Massimiliano Fanesi durante l’esperienza da direttore sportivo nella Fermana F. C., campionato di Serie D 2014/15. In copertina, abbracciato dopo un gol dal centrocampista e capitano Guido Di Fabio e dall’esterno sinistro Fabio Di Venanzio nell’anno della Serie B, stagione 1999/00.
di Redazione
FERMO – Centravanti nell’indimenticabile stagione della Serie B, direttore sportivo a più riprese nella crema del dilettantismo, tra Eccellenza e quarta serie.
Massimiliano Fanesi, attaccante classe 1972, merita senza dubbio un posto nella galleria elitaria degli ex canarini ad aver lasciato un’impronta positiva dalle parti del Girfalco. Indimenticabili, infatti, i 9 centri messi a segno durante il campionato di cadetteria dell’allora Fermana Calcio 1920, così come preziosa è stata l’opera di costruzione della rosa dietro la scrivania dirigenziale nei campionati a venire, nel segno dell’Unione Sportiva Fermana prima e della Fermana Football Club poi.
Nell’anno in cui la stessa Fermana F. C. è ritornata a lottare sul campo per una posizione di prestigio e di vertice, dopo due amarezze in serie coincise con la doppia retrocessione dalla Serie C all’Eccellenza, transitando naturalmente per la D, l’ex numero 16 canarino analizza il buon momento della compagine ora all’apice della classifica nel massimo torneo dilettantistico regionale.
Fanesi, dopo una prima parte di stagione caratterizzata dal naturale periodo di assemblamento ed amalgama, causa una rosa del tutto nuova, i canarini, risultati alla mano, hanno trovato il passo giusto. Come valuta, a maturazione, l’undici costruito dal direttore sportivo Sergio Filipponi e guidato da mister Augusto Gentilini?
«Considerando i problemi di inizio anno, frutto delle vicende societarie ereditate dal recente passato, ed il fatto di aver iniziato la costruzione della squadra con ritardo rispetto agli standard estivi, ad oggi possiamo definire la composizione della rosa da parte del diesse Filipponi di assoluta qualità. Ha messo a disposizione di Gentilini una rosa di primo livello, assemblata e messa a punto settimana dopo settimana da un tecnico navigato, che rappresenta un lusso per queste categorie. I risultati lo provano».
Da ex attaccante: Guti, Cicarevic, Fofi e Carmona tra i principali protagonisti di un reparto offensivo davvero sopra le righe…
«La Fermana, nel suo complesso, è una squadra equilibrata. Nel reparto arretrato ci sono elementi importanti, nel mezzo c’è gente forte, di personalità e davanti spicca, come sottolineato, una batteria di attaccanti decisamente di prim’ordine. Una qualità complessiva, attacco su tutti, che va a ribadire l’ottimo lavoro svolto dal direttore che, insieme al mister, adesso sta camminando sulla strada per raggiungere l’obiettivo prefissato a monte, nonostante le tante difficoltà che purtroppo caratterizzano la società gialloblù degli ultimi tempi».
Dalla ricognizione sulla squadra al dettaglio sul prossimo turno di campionato che, come noto, mette sotto i riflettori la sfida tra la capolista canarina e la principale antagonista, il K Sport Montecchio, distante appena un punto dalla compagine gialloblù…
«La prossima giornata di campionato mette contrapposte, in maniera stimolante, le prime della classe, costruite per ambire al salto di categoria. I gialloblù, come noto, sono reduci da due retrocessioni, il Montecchio da uno spareggio che valeva la D perso ai rigori. C’è voglia di riscatto in ambo le piazze. Sarà quindi e di certo una bella partita, tra due squadre che hanno voglia di vincere. Ci sono tutti i presupposti per vedere un match con alti valori tecnici».
Restando sulla partita di vertice, che andrà in scena sul fondo di gioco pesarese, quali i temi tattici che secondo lei metteranno di fronte il miglior attacco della stagione al cospetto della miglior difesa del girone in una sorta di spareggio per la vetta dell’Eccellenza?
«Miglior attacco contro la miglior difesa è un dato che la dice lunga su ciò che le squadre stanno facendo vedere, fino a questo momento, nel torneo di Eccellenza. Quella di domenica è una partita da tripla, dove ogni pronostico secco potrebbe essere smentito. Parliamo di due compagini che annoverano giocatori importanti, di categoria superiore, allenati da tecnici preparati come Gentilini e Giuseppe Magi. Ogni tatticismo precostituito è relativo, in campo le squadre hanno elementi in grado di rompere l’equilibrio, e creare l’episodio favorevole, in qualsiasi momento della sfida».
Gianluca Urbinati, capitano ed attuale tecnico del Montegranaro
di Redazione
MONTEGRANARO – Quando passato e presente si fondono ed all’epilogo è possibile affermare “buona la prima”.
Il Montegranaro Calcio risorge dopo tre sconfitte consecutive, rimette i metaforici piedi in terra salda, oltre cioè la palude playout della graduatoria, piazzando il blitz in casa della capolista Fermana. Un film praticamente perfetto, regia di capitan-mediano-centrale-mister Gianluca Urbinati.
L’ex centrocampista centrale della Fermana, in campo da protagonista dal 2015 al 2022, solcando cioè il traguardo del salto dalla Serie D alla Lega Pro e griffando a seguire un più che onorevole ciclo nel terzo gradino professionistico italiano, è il nuovo tecnico del Montegranaro, subentrando al termine di una settimana, quella scorsa, a dir poco turbolenta al dimissionario Gabriele Baldassari (e del vice Andrea Del Gatto, oltre all’addio avvenuto poche ore dopo del direttore sportivo Beppe Sfredda). Ambiente sfiduciato ed una classifica, dicevamo, figlia di tre sconfitte consecutive, con assetto tecnico e dirigenziale azzerato. Tra l’altro, ad acuire un quadro di stagione altalenate, il tutto a giungere dopo un primordiale addio del mister di inizio torneo, Eddy Mengo (confermato dallo scorso anno), avvenuto a cavallo della sosta natalizia a precedere nientemeno che lo strappo con il diesse giunto in terra veregrense in estate, Luca Cremona, altro ex attaccante canarino e già compagno di squadra di Urbinati. Dunque, una panoramica complessiva grigia e spigolosa, evoluta con crescente inasprimento ma al momento risolta con efficacia dall’intuizione della società di patron Andrea Tosoni: affidare il delicato compito della repentina ripartenza a punti a chi l’ambiente (leggi caratteristiche tecniche dei giocatori a disposizione, oltre al cuore ed alla mente degli stessi effettivi nella rosa gialloblù) lo conosce dalla parentesi di mercato del dicembre 2024, momento in cui “Urbi” è approdato nel mezzo della difesa calzaturiera.
Dotato di patentino tecnico federale, ad Urbinati subito la sfida in casa della capolista Fermana, compagine a macinare punti con passo di vetta grazie alle bocche di fuoco avanzate come Fofi, Cicarevic e Carmona innescati dal geniale mancino di Cabrera. Risultato, un 0-2 all’inglese passante per un undici articolato nella canonica zona, con dinamica pressione e quantità, impreziosita dalle gemme di qualità incarnate dai centri di Gomis e Tonuzi.
Urbinati, un esordio migliore nelle vesti di tecnico non poteva esserci, ma quali emozioni ha vissuto domenica scorsa nel momento in cui ha varcato i cancelli dello stadio “Bruno Recchioni”?
«Emozioni fortissime, e nell’insieme sono ritornati alla mente ricordi indelebili. In pochi secondi mi sono in pratica ripassati davanti tutti i sette anni vissuti in quel contesto ed in quell’ambiente. Quello di Fermo è uno stadio che, evidentemente, è nel mio destino. Esordire da tecnico, proprio in quella che è stata casa mia per tanti anni, credo abbia un’unicità e un romanticismo con pochi eguali».
Con il blitz del Montegranaro ha complicato i piani nobili della capolista Fermana, ora distante un solo punto dalla prima inseguitrice K Sport Montecchio, vittoriosa a Fermignano. Pensa (e si augura) che, ad ogni modo, la somma gloria stagionale di Eccellenza possa transitare, alla resa dei conti, all’ombra del Girfalco?
«Se prendiamo in premessa il momento che stavamo attraversando si è trattata, per noi, di una vittoria tanto insperata quanto fondamentale. Spero ci dia quell’entusiasmo ed autostima che ci mancava. Nelle economie della Fermana, invece, la sconfitta di domenica non cambia la sostanza del percorso che sta facendo, chiaramente il Montecchio si è avvicinato, e credo che sarà una lotta a due fino alla fine. Ci sono però da considerare anche altri fattori: il ritorno sugli spalti del tifo e “l’effetto Recchioni”, so bene che sono elementi che potrebbero incarnare un ruolo decisivo nel rush finale».
Urbinati, nel marzo del 2022, a dirigere le operazioni in mediana nell’allora Fermana di Serie C
Andando alla sua squadra, ammirata in un tradizionale ed efficace 4-4-2, ecco la puntuale copertura degli spazi e l’aggressione alta al portatore avversario, tutto condito da grinta, lucidità e generosità grazie a ruoli ricoperti da ottimi interpreti, alla quale domenica sono tra l’altro mancati elementi di livello come Jallow ed Albanesi…
«Insieme allo staff, vedendo le partite di chi ha affrontato la Fermana, abbiamo capito che rimanendo bassi prima o poi il gol sarebbe stato incassato e, rotti gli argini, i canarini avrebbero poi dilagato. Quindi, considerate anche le nostre caratteristiche, abbiamo deciso di mandare in scena una partita aggressiva, andandoli a prendere uomo a uomo con due punte e due linee da quattro strette e compatte. Il tutto per essere sempre equilibrati in fase di possesso e non possesso. Ma la vera differenza l’hanno fatta i ragazzi, parlo di chi ha giocato e di chi stava fuori, mettendoci cuore, anima, sacrificio e spirito di gruppo. Sono stati eroici. Sulle defezioni ormai siamo abituati ad averne da inizio stagione, quindi abbiamo capito che il top player della squadra deve essere senza dubbio il gruppo».
Calendario alla mano, dopo l’esordio in casa dei gialloblù di vetta all’orizzonte settimanale c’è il derby interno della calzatura contro la Sangiustese, a seguire la trasferta di Tolentino per chiudere poi il suo poker iniziale da tecnico con l’ulteriore gara domestica, ricevendo il K Sport Montecchio…
«Al momento transitiamo per una fase di un torneo proibitiva, quindi meglio concentrarci su una partita alla volta, e domenica sarà il turno del derby con la Sangiustese. So e sappiamo bene cosa rappresenta per tutta la comunità di Montegranaro e, soprattutto, per il nostro presidente. L’importante è sfruttare bene fiducia ed entusiasmo, non facendoli diventare superficialità e presunzione, continuando a lavorare con umiltà e sacrificio anche perché la nostra classifica non ammette altro tipo di atteggiamento. Quindi già da oggi siamo concentrati solo sulla sfida contro i rossoblù di Monte San Giusto».
La giovane promessa Alidori, l’affidabilità di Capodaglio ed il prezioso contributo di Zaffagnini: oltre alla disponibilità di questi centrali, mister Urbinati in futuro potrebbe schierare nel ruolo se stesso o, da qui in avanti, siederà solo in panchina per concentrarsi unicamente nel nuovo compito di allenatore?
«Non c’è dubbio: per rispetto dei miei compagni, fin quando ricoprirò questo ruolo mi concentrerò, insieme allo staff, solo nel preparare al meglio i ragazzi per la domenica. In questo calcio così intenso, così dinamico, così veloce non c’è più spazio per un player manager. Ci sono troppi dettagli e sfaccettature da analizzare e preparare prima, durante e dopo la partita che giocando non riusciresti altrimenti a focalizzare».
Il neo tecnico calzaturiero, domenica scorsa, davanti alla propria panchina. Fonte, canali web ufficiali dell’MCC Montegranaro Calcio 2023
Insieme al cantiere della scuola Bacci e al futuro della scuola infanzia di Casette d’Ete, è il tema che ha più animato nelle ultime settimane la politica elpidiense. Si tratta del presunto abuso edilizio contestato ad un manufatto di Castellano, di proprietà di una società di cui è socia l’assessore al bilancio Silvia Tiburzi. A sollevare il caso è stato il gruppo consiliare di Per Sem, poi diventato Forza Italia, composto dai consiglieri Roberto Greci e Massimiliano Doppieri. A dicembre 2025, dando seguito ad un accertamento della polizia locale risalente all’ottobre dell’anno precedente, sono state emesse due ordinanze, una diffida al ripristino dello stato dei luoghi per opere eseguite senza permesso di costruire su aree di proprietà comunale ed un’ordinanza di demolizione per difformità al permesso di costruire, risalente al settembre del 2017.
I due consiglieri hanno evidenziato il termine di 90 giorni, quindi con scadenza a fine febbraio, per sanare gli abusi. «Non ci fosse stata la denuncia di un privato, la vicenda sarebbe rimasta nell’ombra – hanno osservato i due consiglieri – In caso di mancato adempimento, l’assessore sarebbe incompatibile con il suo ruolo, per sussistenza di un debito esigibile con il Comune».
Si è difesa, Silvia Tiburzi, evidenziando le origini della vicenda, «già nota alle precedenti amministrazioni, perché risalente al 2018, quando la società avviava la costruzione di un manufatto adibito a parcheggio. I lavori vennero interrotti a seguito della denuncia di un privato. Dal 2018 ad oggi nulla è stato più notificato alla società da parte del Comune, né si sono aperti contenziosi per la definizione della questione». All’epoca la Tiburzi non aveva ruoli in politica, ma neanche nella società di famiglia. «Sono entrata nella compagine sociale di società di capitali nel 2022, completamente estranea e ignara dei fatti già in essere ed intercorsi tra Comune, privato cittadino e società – spiega Tiburzi – Dal 2018 al 2025 non è stato fatto nulla. L’amministrazione attuale, in soli 7 mesi dall’insediamento, ha provveduto tempestivamente ad un’ordinanza di demolizione. È dovuta intervenire l’amministrazione Calcinari, dopo 7 anni di inerzia, emettendo il primo atto ufficiale con il quale il Comune agisce attivamente al di là dei ruoli che ognuno ricopre attualmente, nell’assoluto rispetto delle regole».
Quanto ai potenziali contenziosi, l’assessore puntualizza che «i 90 giorni concessi nelle ordinanze per le controdeduzioni degli interessati non sono ancora decorsi. Gli uffici, in autonomia e rispetto dei ruoli tecnici e politici, svolgeranno tutti gli atti necessari alla definizione della vicenda. Concludo e ribadisco la mia completa estraneità ai fatti e comunico il forte senso di legalità che mi ha portato a diffidare una società di famiglia; rivolgo agli amministratori, ex ed attuali, un solo pensiero: non cerchiamo cavilli per strumentalizzare ogni e qualsiasi situazione; concentriamoci piuttosto a risolvere i tantissimi problemi che abbiamo ereditato. Io ho cominciato e continuerò a farlo, chiunque riguardi».
Vecchio asilo di via La Masa addio. La certezza, oggi, è che nell’edificio di proprietà parrocchiale, dove sono stati fino a dicembre 2024, i bambini della scuola infanzia di Casette d’Ete non torneranno più. Ma un nuovo plesso si farà, attraverso abbattimento e ricostruzione dell’ex consorzio agrario, oppure con un project financing, su un terreno privato.
Il sindaco Gionata Calcinari e la giunta di Sant’Elpidio a Mare al completo, oggi pomeriggio, hanno indicato la rotta per risolvere una problematica molto sentita a Casette, uno dei temi più dibattuti nell’ultima campagna elettorale. Troppo distanti le parti, Comune e parrocchia del Santissimo Redentore, per un accordo sull’acquisto del vecchio asilo. «Nei mesi scorsi abbiamo avviato un confronto con la proprietà – ricorda Calcinari – Abbiamo dato disponibilità a fare i lavori di adeguamento sismico, da scorporare poi dal contratto d’affitto, ma questa strada non è stata accolta. Allora abbiamo valutato l’opzione di acquistare l’immobile e di provvedere poi a ristrutturare, oppure ad abbattere e ricostruire. Abbiamo avuto degli incontri, ma le posizioni tra offerta e richiesta restano molto distanti, non ci sono le condizioni per andare avanti, anche perchè oltre a comprare, andrebbero spese somme importanti per avere le condizioni minime di sicurezza richieste dalla legge per un edificio scolastico». Zero possibilità anche di portare i bambini della scuola infanzia in un nuovo edificio adiacente alla primaria Della Valle. «Manca fisicamente lo spazio necessario, non è una soluzione percorribile», puntualizza il primo cittadino.
Si passa ora al piano B e Calcinari assicura: «La nuova scuola si farà perchè la comunità di Casette d’Ete la merita. I tempi si allungano, ma sono fiducioso di veder realizzata quest’opera ampiamente prima della fine del mio mandato». Prima ipotesi: ex consorzio agrario. «E’ l’unica proprietà comunale disponibile, andremmo all’abbattimento e ricostruzione, questo permetterebbe di riqualificare una struttura inutilizzata e ci sarebbe la possibilità di accedere ai benefici del conto termico. I parcheggi bastano, stiamo ragionando anche su un disegno per contenere il sovraccarico di traffico che si avrebbe in zona. La Regione ha manifestato disponibilità ad un contributo che poi andrà quantificato e formalizzato».
L’alternativa è un partenariato pubblico privato e in questo senso, nel bilancio 2026 approvato a fine dicembre si è già prevista la possibile somma di 2,4 milioni di euro di investimento privato per un project financing. «Stiamo predisponendo un avviso pubblico che uscirà a breve, per valutare chi possa essere interessato ad un partenariato, una soluzione spesso adottata per la realizzazione di edifici pubblici che riteniamo interessante. Ci sono alcune soluzioni su terreni di proprietà privata che a livello di traffico e accessibilità sarebbero adatte per una destinazione scolastica». L’orizzonte temporale è arrivare ad una decisione sulla strada da intraprendere entro l’anno. Poi ne serviranno verosimilmente un paio per la realizzazione dell’edificio. «I bambini di Casette rimarranno a Castellano finché sarà pronta la nuova scuola. Confido sia pronta nell’arco del mandato, anzi penso si possa arrivare ad ultimarla ampiamente prima».
Gli fa eco il vicesindaco Francesco Tofoni: «Abbiamo detto sin dalla campagna elettorale che la nuova scuola infanzia sarebbe stata una priorità, nelle assemblee pubbliche di ottobre abbiamo spiegato che ci stavamo muovendo in più direzioni, in questi mesi abbiamo lavorato per questo obiettivo. Non essendoci le condizioni per l’acquisto di via La Masa, percorreremo le altre soluzioni per mantenere gli impegni presi con la cittadinanza. I tempi saranno forse più lunghi, ma con un risultato migliore».
«Il Ministero delle imprese e del Made in Italy ha pubblicato la comunicazione che rende operativa la proroga della Zona Franca del sisma 2016 anche per il 2026. Da oggi le imprese dell’Appennino centrale che operano nella Zfu e che erano risultate ammissibili alle agevolazioni fiscali e contributive per importi non scontati nelle precedenti annualità, per mancanza di capienza fiscale, potranno usufruirne sugli F24 relativi al periodo di imposta 2026. Questa misura rappresenta un segnale concreto, importante, di attenzione verso i territori colpiti dal sisma. La comunicazione del Mimit, in attuazione della nuova legge di Bilancio 2026, conferma la volontà dello Stato di garantire continuità agli strumenti di sostegno alla ripresa economica di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, accompagnando le imprese in una fase ancora complessa ma decisiva per il futuro delle comunità locali», afferma il Commissario Straordinario al sisma 2016 GuidoCastelli.
«L’esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali – prosegue Castelli – si è dimostrato in questi anni uno degli strumenti più efficaci per ridurre il costo del lavoro, salvaguardare i livelli occupazionali e consentire alle imprese di liberare risorse da reinvestire nelle attività produttive, nell’innovazione e nel rafforzamento del tessuto economico. La possibilità di utilizzare l’agevolazione fino al periodo di imposta 2026 consolida un percorso di stabilità normativa avviato nel 2017, offrendo certezze fondamentali per programmare investimenti e strategie di sviluppo. La semplicità delle modalità di utilizzo, attraverso la compensazione nel modello F24, rappresenta inoltre un elemento di concretezza e rapidità che va incontro alle esigenze delle imprese».
«È opportuno ricordare – precisa Castelli – che la platea coinvolte corrisponde a circa mille partite Iva (piccole e medie imprese, artigiani, lavoratori autonomi, professionisti) e che, grazie alla Zfu sisma, dal 2017 ad oggi, oltre 9 mila imprese hanno usufruito di circa 450 milioni di euro di agevolazioni. La ricostruzione dell’Appennino centrale non riguarda soltanto gli edifici, ma le persone, il lavoro e la capacità dei territori di tornare a essere attrattivi. Sostenere le imprese significa sostenere la vita delle comunità, creare nuove prospettive di sviluppo e rendere possibile una rinascita economica e sociale duratura. È in questa direzione – conclude Castelli – che continueremo a lavorare, con attenzione costante e impegno concreto».