Categoria: Politica

  • Monte Urano, l’amministrazione valuta una “pace fiscale” locale per aiutare i cittadini in difficoltà

    Monte Urano, l’amministrazione valuta una “pace fiscale” locale per aiutare i cittadini in difficoltà

    All’interno della nuova Legge di Bilancio 2026, varata lo scorso 30 dicembre, è prevista per gli enti locali la possibilità di offrire, ai propri cittadini, una forma di “pace fiscale” locale finalizzata ad alleggerire la posizione di coloro che hanno debiti tributari in sospeso con il Comune. L’ambito di intervento è ampio visto che rientrano in tale misura i principali tributi locali (Imu, Tari e Tasi pregressa) nonché le entrate patrimoniali, incluse le sanzioni amministrative e le multe stradali. La definizione agevolata può riguardare debiti già oggetto di accertamento, crediti in fase di riscossione coattiva, rateizzazioni decadute e posizioni non ancora accertate, come omessi o parziali versamenti.

    «Come amministrazione comunale stiamo studiando se e come avvalersi di questa possibilità analizzandone, ovviamente, l’impatto sulle casse del Comune. Se i numeri lo consentiranno, verrà predisposto un regolamento da portare all’approvazione in uno dei prossimi Consigli Comunali. – sottolinea il Vice Sindaco ed Assessore al Bilancio di Monte Urano, Marco Marziali – Il regolamento avrà lo scopo di agevolare e semplificare il rapporto con tutti i contribuenti con particolare attenzione a coloro che si trovano in difficoltà a sanare la loro posizione contributiva».

  • Il Movimento 5 Stelle sostiene la candidatura di Angelica Malvatani a Fermo: «Condivisione reale di valori e obiettivi»

    Il Movimento 5 Stelle sostiene la candidatura di Angelica Malvatani a Fermo: «Condivisione reale di valori e obiettivi»

    Il Movimento 5 Stelle Fermo sostiene convintamente Angelica Malvatani Sindaca e invita a partecipare alla stesura del programma.
    «Il Movimento 5 Stelle non può restare indifferente di fronte a ciò che sta accadendo nel mondo e nei nostri territori.
Le conseguenze dei conflitti, delle crisi ambientali, delle disuguaglianze sociali e dei diritti troppo spesso calpestati non sono realtà lontane: ricadono ogni giorno anche sulle nostre comunità, sulle famiglie, sui lavoratori, sui giovani e sui territori – dichiarano dal movimento penta stellato – per questo crediamo che la politica debba tornare a guardare oltre il proprio interesse immediato e oltre i confini del proprio orticello».
    «Serve una visione ampia, coraggiosa, capace di tenere insieme pace, giustizia sociale, tutela dell’ambiente, difesa dei diritti e cura del bene comune.
    Anche a Fermo c’è bisogno di questo: di una proposta politica seria, credibile, partecipata, capace di rimettere al centro le persone e di restituire alla città un ruolo protagonista, fondato su inclusione, trasparenza, sostenibilità e giustizia sociale – aggiungono – per queste ragioni, e al termine di un confronto approfondito sui temi e sulle priorità per il futuro della città, il Movimento 5 Stelle Fermo conferma con convinzione il proprio sostegno ad Angelica Malvatani Sindaca».
    «Si tratta di una scelta politica chiara, maturata sulla base di una condivisione reale di valori e obiettivi. Non una semplice alleanza elettorale, ma un impegno concreto per costruire una visione di città che metta al primo posto il bene comune, la partecipazione dei cittadini, la trasparenza amministrativa e la difesa dei servizi pubblici».
    I punti su cui intendono lavorare con forza sono chiari:
    Sociale e comunità: rafforzare i servizi di prossimità, sostenere le fragilità, contrastare le disuguaglianze e rimettere al centro le persone. Ambiente e sostenibilità: promuovere politiche orientate a rifiuti zero, indipendenza energetica, efficientamento, mobilità sostenibile e tutela del territorio.
    Patrimonio pubblico e beni comuni: garantire una gestione trasparente, partecipata ed efficace dei beni pubblici, valorizzandoli come strumenti al servizio della collettività. Cultura, identità e futuro: valorizzare il patrimonio storico, artistico e culturale di Fermo per costruire una città più vivibile, più giusta, più attrattiva e più attenta alla qualità della vita.
    Il Movimento 5 Stelle conclude poi la sua nota con l’idea di città da portare avanti: «Una città aperta, onesta, sostenibile, capace di ascoltare e di coinvolgere i cittadini nelle scelte che contano davvero».
    Il segretario Stefano Fortuna invita i cittadini a partecipare al programma: lunedì 9 marzo, coerentemente con i principi dell’ascolto, della partecipazione e della democrazia dal basso, il Movimento 5 Stelle Fermo invita tutta la cittadinanza a un incontro pubblico aperto a tutti.
    «Lunedì 9 marzo, alle ore 21:15, presso la Saletta Consiliare in Piazza del Popolo, si terrà un momento di confronto diretto con i cittadini.
Sarà un’occasione concreta per presentare proposte, segnalare criticità, avanzare idee e contribuire alla costruzione di un programma condiviso per il futuro di Fermo – avvisa Fortuna – per noi la partecipazione non è uno slogan, ma un metodo.
È da qui che vogliamo ripartire: dall’ascolto, dalla competenza, dalla trasparenza e dall’impegno quotidiano per una città più giusta, più solidale e più sostenibile».

  • Tagli dei comuni montani, Cesetti (Pd): «Il centrodestra piange lacrime di coccodrillo»

    Tagli dei comuni montani, Cesetti (Pd): «Il centrodestra piange lacrime di coccodrillo»

    Sul taglio e le ridistribuzioni dei paesi montani, si è espresso il consigliere regionale del Pd Fabrizio Cesetti: «Senza una revisione della legge varata dal governo nazionale circa i criteri di classificazione dei Comuni Montani, le Marche verranno drammaticamente penalizzate. E quindi ritengo molto grave che martedì scorso il centrodestra abbia impedito il voto di una mozione proposta dalla minoranza che intendeva impegnare la giunta Acquaroli ad agire tempestivamente in tal senso in tutte le sedi istituzionali competenti. Grave, ma non sorprendente, perché la verità è che la Regione Marche, in Conferenza Stato Regioni, aveva già votato favorevolmente a quella legge “ammazza-aree interne”. Dunque, giunta e maggioranza non ci prendano in giro con i loro giochetti, e soprattutto non prendano in giro i Comuni e i cittadini, sostenendo che il presidente si sta attivando per modificare quei criteri, perché semplicemente non è vero e non possibile».

    «Il presidente – continua l’esponente Dem – doveva e poteva fare solo una cosa: esercitare le prerogative previste dall’articolo 127 comma 2 della Costituzione, che conferisce alle Regioni il potere di impugnare leggi o atti aventi valore di legge dello Stato di fronte alla Corte costituzionale entro 60 giorni dalla pubblicazione, se si ritiene che tali norme ledano direttamente la propria sfera di competenza o, indirettamente, le attribuzioni degli enti locali, da cui derivi, come in questo caso, una compressione dei poteri della stessa Regione. Invece Acquaroli non lo ha fatto, i 60 giorni sono trascorsi da un pezzo e questa opportunità, l’unica a dire il vero per ripristinare lo status di comune montano alle 29 amministrazioni marchigiane a cui è stato negato, è stata persa definitivamente. Aggiungo che esiste una legge regionale, la n. 4 del 2007, che addirittura consente al Consiglio delle Autonomie Locali (Cal) di segnalare alla Regione Marche eventuali lesioni dell’autonomia locale da parte di leggi e provvedimenti statali, al fine di promuovere questioni di legittimità o di conflitti di attribuzione davanti alla Corte costituzionale».

    «Le chiacchiere quindi stanno a zero – conclude Cesetti – per l’ennesima volta, la cosiddetta filiera istituzionale del centrodestra si è dimostrata non solo inefficace, ma addirittura dannosa per le Marche, specialmente per le comunità delle aree interne. Sì, perché a subire gli effetti negativi di questa nuova legge del governo Meloni saranno le nostre imprese, specialmente quelle agricole che non potranno più godere delle agevolazioni previste, i cittadini, che subiranno un ulteriore taglio dei servizi essenziali, docenti e studenti con le rispettive famiglie, visto che si accelererà la chiusura dei plessi scolastici, i Comuni, che subiranno un ridimensionamento dei fondi per prevenire il dissesto idrogeologico e verosimilmente subiranno un ulteriore spopolamento».

  • Farmacie comunali, clima caldo a Porto Sant’Elpidio, Pd all’attacco: «Ben 5 farmacisti fanno domanda per andarsene, non si può ignorare la situazione»

    Farmacie comunali, clima caldo a Porto Sant’Elpidio, Pd all’attacco: «Ben 5 farmacisti fanno domanda per andarsene, non si può ignorare la situazione»

    La farmacia comunale 1 di Porto Sant’Elpidio

    Clima caldo per le Farmacie comunali a Porto Sant’Elpidio. Se ne è parlato anche venerdì scorso in Consiglio comunale, con un’interrogazione presentata dai consiglieri del Partito democratico, Annalinda Pasquali e Daniele Stacchietti, preoccupati per l’andamento della società partecipata dal Comune, che vive una fase piuttosto turbolenta. Dopo il polverone dell’anno scorso, che portò alle dimissioni del presidente Gianvittorio Galeota, sostituito da Monia Belleggia, ora sono diverse le criticità che rendono l’atmosfera piuttosto pesante. 

    Una situazione di tensione che, ha osservato la consigliera Pasquali, «non si può più considerare un caso interno, il Cda è ridotto ai minimi termini viste le dimissioni rassegnate lo scorso dicembre dal consigliere Paolo Pistilli, quindi si va avanti con la sola presidente e la consigliera Livia Paccapelo. Chiediamo cosa intenda fare l’Amministrazione comunale per riportare serenità in una società che ha sempre avuto risultati positivi e bilanci in attivo, chiediamo come intenda garantire continuità del servizio, visti anche i prossimi pensionamenti. Da quanto sappiamo, ci sarebbero state forti tensioni sulla nomina della nuova direttrice, avvenuta attingendo a una graduatoria in scadenza.  Il dato che preoccupa di più è che ben cinque farmacisti, una percentuale molto consistente dei dipendenti della società, abbia fatto domanda di mobilità per passare alle Farmacie comunali di Fermo, sintomo evidente di una situazione critica che non può essere ignorata».

    Il sindaco Massimiliano Ciarpella ha tentato di allentare le tensioni e ribadito l’attenzione alla società, tanto da aver richiesto lui stesso la convocazione di un’assemblea dei soci. In ogni caso, la gestione attuale è prossima al capolinea, dato che arriverà a fine mandato ad aprile e sembra assai probabile, visto il clima rovente degli ultimi mesi, che si vada verso un cambio di governance.

    «Abbiamo sempre prestato particolare attenzione all’operato delle Farmacie comunali – le parole del primo cittadino – al fine di garantire la buona gestione di una società che eroga servizi di qualità alla cittadinanza. Il Cda in carica sta regolarmente operando, anche se con un consigliere dimissionario da dicembre 2025; procederà fino a naturale scadenza, prevista ad aprile 2026 dopo l’approvazione del bilancio consuntivo. Le procedure relative all’assunzione ed alla gestione del personale sono di diretta competenza del presidente delle Farmacie e sarebbe un’indebita ingerenza, da parte del Sindaco e dell’Amministrazione comunale, inserirsi in questa materia. Com’è naturale, tuttavia, ho dedicato attenzione alle tematiche sollevate da dipendenti e rappresentanti sindacali, che ho incontrato nei mesi scorsi e con cui mi sono confrontato in un’assemblea dei soci che io stesso ho richiesto, per un confronto a tutto tondo sui servizi, la migliore gestione dei turni del personale e per garantire che tutti i professionisti possano operare in un clima di benessere e reciproca collaborazione».

  • Francavilla d’Ete, botta e risposta tra opposizione e sindaco. Accessi agli atti il pomo della discordia

    Francavilla d’Ete, botta e risposta tra opposizione e sindaco. Accessi agli atti il pomo della discordia

    Nei giorni scorsi il sindaco di Francavilla d’Ete, Nicolino Carolini, è finito nel mirino dell’opposizione per una vicenda che intreccia rimborsi spese e accesso agli atti. Il gruppo consiliare di minoranza “Francavilla Futura” denuncia infatti di aver presentato, nel corso degli ultimi mesi, tre richieste formali per ottenere l’accesso agli atti riguardanti le missioni mensili del sindaco dall’anno 2018 fino a febbraio 2024 e riguarda 66 determinazioni del servizio finanziario alle quale sono allegati circa 1000 modelli firmati di missione. L’obiettivo dichiarato dai consiglieri sarebbe stato quello di verificare l’entità delle somme liquidate e le motivazioni delle trasferte. Le istanze sarebbero state respinte, con i rappresentanti dell’opposizione che parlano di comportamento “ostruzionistico” che, sempre a loro dire, impedirebbe di esercitare pienamente il ruolo di controllo sull’operato dell’amministrazione. I consiglieri di opposizione stanno infatti valutando il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale, la presentazione di un esposto alla Corte dei Conti e presso la Procura della Repubblica, per accertare la correttezza della gestione delle somme pubbliche.

    Il sindaco, dal canto suo, si dichiara tranquillo e rigetta ogni tipo di accusa: «Da parte mia non c’è nessun problema nel mettere a disposizione il materiale in questione. Come già ripetutamente scritto ai consiglieri di opposizione, per rispettare la legge occorre che le richieste di accesso agli atti siano mirate e contingentate, non essendo accoglibili richieste massive e generalizzate, che farebbero sprecare risorse ed energie ai nostri pochi dipendenti, nella ricerca di centinaia di documenti, che tra l’altro riguardano un periodo nel quale l’attuale opposizione non era in carica. Va detto che tutte le determine di liquidazione, a norma di legge, sono state o sono pubblicate sull’Albo Pretorio Online del Comune, perciò già consultabili da tutti i cittadini».

    Parere del sindaco avallato anche da alcune precedenti sentenze del Tar e del Consiglio di Stato, come ci tiene a mostrare lo stesso Carolini. In una precedente sentenza del Tar per un caso analogo, si legge infatti: “La facoltà del consigliere comunale di esercitare lo specifico diritto di accesso previsto dall’art. 43 del D.lgs 267/2000 deve svolgersi mediante richieste specifiche e dettagliate, non può consistere in un abuso del diritto per scopi e finalità meramente emulative o aggravando eccessivamente la corretta funzionalità amministrativa del Comune e non può comunque risolversi in un eccessivo e minuzioso controllo dei singoli atti”.

    In sintesi dunque il sindaco e l’amministrazione comunale si dichiarano disponibili a qualsiasi richiesta della minoranza, purché vengano rispettate le normative e le varie sentenze dei giudici amministrativi, oltre che i pareri espressi da altri organi istituzionali.

  • Elezioni, non solo Scarfini-Malvatani. Spunta “Ricostruire Fermo” e si rumoreggia su “Fermo al Centro”. Interrogativi a destra sulle mosse civiche

    Elezioni, non solo Scarfini-Malvatani. Spunta “Ricostruire Fermo” e si rumoreggia su “Fermo al Centro”. Interrogativi a destra sulle mosse civiche

    di redazione CF

    Non solo Scarfini-Malvatani. Chi pensava che la corsa alla poltrona di sindaco, a Fermo, fosse una corsa a due, tra l’attuale assessore comunale e candidato sindaco con i civici “calcinariari” e la candidata a sindaco della coalzione di centrosinistra, si sbaglia di grosso. In queste ore, infatti, sono emersi altri competitor pronti a dare battaglia (elettorale, ovviamente).

    In queste ultime ore, infatti, sta rimbalzando sui social il logo di una lista dal nome che ha già insiti i pilastri del suo programma, ovvero “Ricostruire Fermo – economia, comunità, trasparenza”. E sui social, abbinate, anche due pagine proprio dei punti cardine tra cui spiccano, dopo critiche analitiche alla destra e alla sinistra, e una serie di spinose questioni che hanno contraddistinto la città di Fermo in questi anni, il voler “ricostruire la trasparenza”, “ciò che era nostro”, il “tessuto economico”, “l’ambiente”, “la sicurezza” e “la comunità”. Poi l’invito: «Cerchiamo persone serie, competenti, libere da interessi personali, disposte a dedicare tempo ed energie alla città e che condividano queste priorità irrinunciabili, persone pronte a metterci la faccia».

    Sempre in queste ore è iniziato a circolare anche il nome dell’odontotecnico Mauro Concetti come candidato sindaco di una lista, anche questa ovviamente civica, dal nome “Fermo al Centro”, una formazione che, come dice il nome stesso, si collocherebbe “in medio” tra destra e sinistra pronta a raccogliere gli scontenti di entrambi gli schieramenti.

    E, attenzione però, in questo scenario non ci si può dimenticare del centrodestra, alias FdI, Lega e Forza Italia. Ancora tutto tace su quale sarà la loro collocazione alle prossime elezioni comunali. Nessuna fumata bianca con i civici del candidato Scarfini. Dunque correranno da soli con un loro candidato sindaco (per poi valutare un accordo in sede di eventuale ballottaggio)? O si lavora in silenzio per arrivare all’accordo con i civici prima delle elezioni? Ma queste ore, in casa del centrodestra, sono dedicate a interpretare la notizia legata all’alleanza, in Regione, tra i Marchigiani per Acquaroli, vedasi Paolo Calcinaro, e i Civici Marche di Giacomo Rossi. Un messaggio dell’ex sindaco ai partiti, ovvero, di un civismo che è tutt’altro che spento e in parabola discendente, per ora ad Ancona ma, a seguire, anche a Fermo? Nella “cartella Civismo” sul tavolo dei partiti anche l’uscita di ieri del vicesindaco reggente di Fermo, Mauro Torresi, che ha aspramente criticato il centrosinistra per non aver presentato un candidato presidente alle prossime elezioni provinciali.

    Ecco, al netto del contenuto di quella nota stampa, o sulla condivisione o meno del Torresi-pensiero (critiche rispedite, ad esempio, al mittente da Gaetano Massucci che, con Italia Viva, ha aderito alla coalizione di centrosinistra Fermo Città Comune) perché intervenire, assolutamente lecito sia chiaro, ma su una questione già decantata da giorni? Perché attaccare la sinistra? Ma a voler leggere tra le pieghe, qualche malizioso di partito ci ha visto un tentativo di volersi affermare come primo competitor del centrosinistra. Dunque lavori in corso per un accordo civici-partiti o le loro strade si fanno sempre più distanti. Non resta che attendere, e anche poco. D'altronde da qui a meno di due mesi si vota.

    https://cronachefermane.jef.it/2026/03/03/elezioni-provinciali-torresi-in-tackle-sul-centrosinistra-realismo-rinunciatario-il-coraggio-di-non-provarci-invece-alle-comunali/746767/

    https://cronachefermane.jef.it/2026/03/03/giacomo-rossi-milena-sebastiani-e-paolo-calcinaro-avviano-una-stretta-collaborazione-tra-civici-marche-e-i-marchigiani-per-acquaroli/746853/

     

  • Elezioni provinciali, Massucci a Torresi: «Non presentare un candidato presidente? Atto di responsabilità del centrosinistra»

    Elezioni provinciali, Massucci a Torresi: «Non presentare un candidato presidente? Atto di responsabilità del centrosinistra»

    Gaetano Massucci

    «Mi dispiace dover dare un grande giudizio negativo alle considerazioni di Mauro Torresi sulla stampa relative alla mancata presentazione da parte del centrosinistra di un candidato alla presidenza della Provincia di Fermo. Strumentalizzare le “elezioni” provinciali al fine di promozione per le amministrative di Fermo Città Comune, a quanto sembra potrebbe essere il suo intento. Chiamare elezioni provinciali la elezione del solo presidente è veramente un eufemismo. Questa aberrante organizzazione pseudo democratica porta ad eleggere un presidente a prescindere dalla composizione del consiglio che resta tale e quale».

    Così, in una nota, Gaetano Massucci di Italia Viva-Casa Riformista Fermo, in replica alle parole del vicesindaco reggente di Fermo, Mauro Torresi che questa mattina ha criticato, non senza un certo sarcasmo, il centrosinistra per non aver presentato un candidato presidente alle prossime elezioni provinciali.

    «Competere per andare a “governare” un ente di secondo livello – ha aggiunto Massucci – con un consiglio determinato da altre maggioranze non solo è sconveniente per chi si confronta ma anche per l’ente stesso il quale, per le poche competenze residue, si troverebbe nelle difficoltà di cercare sostegno da parte di consiglieri provinciali di idee diverse sulla gestione dell’ambiente, viabilità ed edilizia scolastica. E questo soprattutto in un momento nel quale le risorse, anche con scadenze imminenti, oramai sono state impegnate con una logica politica già definita con impossibilità di modifica. E’ quindi giusto che il lavoro intrapreso dal presidente Ortenzi e dal suo consiglio vada avanti per il bene di tutti, perché il meglio che noi avremmo desiderato oggi sarebbe nemico del bene comune, ed anche per la salute di una competizione politica che desideriamo che non divenga accesa e fuorviante per le prossime Comunali. La scelta del centrosinistra, almeno a mio parere, è stata un atto di responsabilità nei confronti dei cittadini di tutta la Provincia di Fermo che non dovrà sopportare anch’essa le vicende della competizione elettorale fermana. E’ evidente che nel clima di scontro qualcuno potrebbe trarne vantaggio, ma non certo per far emergere le qualità migliori di ogni schieramento. Le considerazioni di Torresi comunque fanno pensare ad un certo timore perché escono fuori proprio dopo che il centrosinistra ha mostrato la sua unità intorno ad un progetto comune per Fermo, dimostrando a tutti che  è stato veramente raggiunto un obiettivo di grande valore». 

     

    https://cronachefermane.jef.it/2026/03/03/elezioni-provinciali-torresi-in-tackle-sul-centrosinistra-realismo-rinunciatario-il-coraggio-di-non-provarci-invece-alle-comunali/746767/?fbclid=IwY2xjawQT2jRleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEemXwcDoMocXDeWSko1ybdJxS0fijWy4oLSAnMrZ-VLbFD6ynlyk1lzMOl1Ls_aem_4AlhgV0yTTeiEY4xIGhAKg

     

     

  • Elezioni a Fermo, il sarcasmo di Calcinaro: «Chi con me per 10 anni ora sta con chi ha sempre criticato. Miracoli della politica»

    Elezioni a Fermo, il sarcasmo di Calcinaro: «Chi con me per 10 anni ora sta con chi ha sempre criticato. Miracoli della politica»

    Elezioni comunali a Fermo. Se il clima non fosse già rovente ci pensa l’ex sindaco Paolo Calcinaro a gettare benzina sul fuoco. E come nel suo stile, lo fa con un nuovo post su Facebook che, con ogni probabilità, rintuzza la polemica.
    Ebbene, il messaggio di Calcinaro? Sintetico quanto sarcastico: «Ringrazio, sempre e comunque, chi ha amministrato Fermo insieme a me per dieci anni. Mi fa effetto, lo ammetto, vederli oggi assieme a chi ha sempre criticato questo decennio di amministrazione tanto da doverla addirittura “ricostruire”. Miracoli della politica…».
    I destinatari delle sue critiche? Beh facile intuirlo: quelli de “La Città che Vogliamo” che ieri, insieme a Pd, Rc, Avs e Italia Viva hanno ufficializzato la candidatura a sindaco di Angelica Malvatani. Ma il pomo della discordia non è la candidatura della giornalista bensì la formazione della coalizione Fermo Città Comune con La Città che Vogliamo (ieri rappresentata al tavolo dal consigliere Nicola Pascucci) fianco a fianco ai partiti di centrosinistra e sinistra.
    Ma la risposta di Nicola Pascucci non si fa attendere. Ed è altrettanto tagliente: «Sapessi l’effetto che fa a noi vederti a fianco di Acquaroli e con Fratelli d’Italia». E nuove scintille siano.
  • Collaborazione “I Marchigiani per Acquaroli” e “Civici Marche”: stretta di mano tra Calcinaro, Sebastiani e Rossi

    Collaborazione “I Marchigiani per Acquaroli” e “Civici Marche”: stretta di mano tra Calcinaro, Sebastiani e Rossi

    La conferenza stampa di questa mattina tra Civici Marche e i Marchigiani per Acquaroli

    Il vicepresidente dell’Assemblea Legislativa Giacomo Rossi, la consigliera Milena Sebastiani e l’assessore Paolo Calcinaro, insieme ai coordinatori Matteo Pompei e ad Arnaldo Giorgi, hanno annunciato che avvieranno un rapporto di collaborazione privilegiato tra le loro forze politiche: «Stamane, a Palazzo Leopardi, abbiamo annunciato in conferenza stampa congiunta l’avvio di una stretta collaborazione in Consiglio Regionale tra Civici Marche e I Marchigiani per Acquaroli. Come rappresentanti dei rispettivi movimenti, entrambi ormai strutturati, puntiamo a consolidare l’azione programmatica del fronte civico a sostegno della Giunta Regionale, considerando anche che insieme contiamo quasi il 7% dei consensi elettorali».

     

    «Il nostro intento – proseguono Rossi, Calcinaro e Sebastiani – è di rafforzare ulteriormente la voce del mondo del civismo marchigiano, unire invece di frammentare ed avanzare insieme proposte su temi strategici per la Regione, che necessitano di particolare attenzione: sanità, sviluppo dei territori, famiglie e comunità locali. Inizieremo inoltre una stretta interlocuzione anche per le prossime amministrative di fine primavera».

     

    «In continuità con un percorso di forte sostegno al Presidente Acquaroli e alla sua Giunta – concludono gli esponenti dei Civici Marche e de I Marchigiani per Acquaroli – siamo certi che i due movimenti civici con questa sinergia, riusciranno a portare un contributo ancor più determinante all’azione politica della maggioranza».

  • Elezioni provinciali, Torresi in tackle sul centrosinistra: «Realismo rinunciatario, il coraggio di non provarci. E le Comunali…»

    Elezioni provinciali, Torresi in tackle sul centrosinistra: «Realismo rinunciatario, il coraggio di non provarci. E le Comunali…»

    Mauro Torresi

    Elezioni provinciali, il vicesindaco reggente di Fermo, Mauro Torresi, entra in tackle sul centrosinistra che non ha presentato un suo candidato presidente. Lo fa senza risparmiarsi una dose di sarcasmo, e il clima elettorale in vista anche del voto per le Comunali di Fermo è già rovente: «C’è qualcosa di veramente innovativo – si legge in una nota del vicesindaco – nella scelta del centrosinistra fermano di non presentare un candidato alle provinciali. In un’epoca in cui tutti parlano di partecipazione, competizione, alternativa, loro hanno deciso di alzare l’asticella della strategia politica: “tanto non ci avrebbe votato nessuno”. È un approccio disarmante per sincerità. Niente slogan, niente conferenze stampa infuocate, niente appelli all’ultimo voto utile. Solo una presa d’atto preventiva della sconfitta. Sembrerebbe quasi una  nuova corrente di pensiero: il realismo rinunciatario» le considerazioni del vicesindaco reggente di Fermo che, insieme all’ex sindaco oggi assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro, si è da subito schierato in appoggio del candidato sindaco, e collega di giunta, Alberto Maria Scarfini. Ieri, invece, il centrosinistra ha presentato la sua candidata, Angelica Malvatani.

    Ma torniamo alle stilettate di Torresi: «Certo, le provinciali non sono le elezioni più amate dal grande pubblico. Sai che esistono, ma non ricordi bene perché. Eppure hanno un peso, un significato politico, un valore simbolico. Rinunciare a presentare un candidato non è solo evitare una probabile sconfitta: è anche rinunciare a misurarsi, a contarsi, a mandare un segnale. La giustificazione del “tanto non ci avrebbe votato nessuno” ha un fascino quasi matematico. Se la sconfitta è probabile, perché correre? Se il risultato è incerto, meglio non rischiare. È una logica impeccabile, almeno fino a quando – incalza Torresi – non si applica anche alle prossime comunali, che distano appena pochi mesi. Perché, a ben pensarci, ogni elezione comporta un rischio. Ogni competizione può finire male. È la natura stessa della democrazia: si partecipa per vincere, ma si accetta la possibilità di perdere. Il punto è proprio questo perché in politica non si scende in campo solo quando si è sicuri del risultato. La politica è testimonianza, costruzione, presenza. È dire “ci siamo” anche quando il vento soffia contro. Soprattutto quando soffia contro. A pochi mesi dalle comunali, la scelta assume un significato che va oltre la tattica. Che messaggio arriva agli elettori? Che si combatte solo quando le probabilità sono favorevoli? Che la rappresentanza è un investimento da fare solo a rendimento garantito? Naturalmente si può leggere la decisione anche come un atto di praticità: concentriamo le energie dove conta di più. Ma la politica è fatta anche di simboli, di segnali, di fiducia. E la fiducia si costruisce partecipando, non sottraendosi. Paradossalmente, candidarsi e perdere- conclude il vicesindaco – avrebbe potuto essere un atto di forza. Un modo per dire: non ci tiriamo indietro. Perché a volte una sconfitta combattuta rafforza più di una vittoria annunciata altrove. In fondo, il rischio più grande non è perdere un’elezione. È abituarsi all’idea che non valga la pena provarci. E questo sì, sarebbe un concetto deleterio anche alle prossime comunali».