Categoria: Regione

  • Ancona Capitale Italia della Cultura 2028. Putzu: «Complimenti per il risultato. Premiato il progetto migliore»

    Ancona Capitale Italia della Cultura 2028. Putzu: «Complimenti per il risultato. Premiato il progetto migliore»

    Il Ministro della Cultura Alessandro Giuli e il capogruppo Andrea Putzu

    «La scelta di Ancona quale Capitale Italiana della Cultura 2028 è motivo di orgoglio per l’intera Regione Marche che ha sostenuto da subito e con assoluta convinzione questa candidatura. I sinceri complimenti per un progetto che è stato riconosciuto essere il migliore e conferma lo straordinario potenziale del territorio marchigiano, sempre più capace di aprirsi al turismo nazionale e internazionale». Così il capogruppo di Fratelli D’Italia in Consiglio Regionale Andrea Putzu ha commentato la scelta del capoluogo dorico.

    «Un grazie per il lavoro svolto al sindaco di Ancona Daniele Silvetti e al Presidente della Regione Marche Francesco Aquaroli che hanno saputo fare squadra per raggiungere questo importante traguardo che apre scenari importanti a livello turistico ed economico. Per le Marche si tratta di un’importante conferma dopo Pesaro 2024, testimonianza di come la nostra Regione sia culturalmente viva e decisamente attrattiva».

     

    Ancona Capitale Italia della Cultura 2028. Putzu: «Complimenti ad Ancona, premiato il progetto migliore»

    ANCONA- Il capogruppo di Fratelli D’Italia in Consiglio Regionale: «Motivo di orgoglio per l’intera Regione. Risposta chiara a chi troppo spesso ha sottovalutato il nostro territorio. Dovrà essere un progetto diffuso, capace di coinvolgere tutta la regione». La senatrice Leonardi: «Una grande opportunità in termini culturali, turistici e di visibilità»

    «La scelta di Ancona quale Capitale Italiana della Cultura 2028 è motivo di orgoglio per l’intera Regione Marche che ha sostenuto da subito e con assoluta convinzione questa candidatura. I sinceri complimenti per un progetto che è stato riconosciuto essere il migliore e conferma lo straordinario potenziale del territorio marchigiano, sempre più capace di aprirsi al turismo nazionale e internazionale». Così il capogruppo di Fratelli D’Italia in Consiglio Regionale Andrea Putzu ha commentato la scelta del capoluogo dorico.

     

    «Un grazie per il lavoro svolto al sindaco di Ancona Daniele Silvetti e al Presidente della Regione Marche Francesco Aquaroli che hanno saputo fare squadra per raggiungere questo importante traguardo che apre scenari importanti a livello turistico ed economico. Per le Marche si tratta di un’importante conferma dopo Pesaro 2024, testimonianza di come la nostra Regione sia culturalmente viva e decisamente attrattiva».

     

    «È una risposta chiara a chi, troppo spesso, – conclude il capogruppo Putzu – ha sottovalutato il nostro territorio: le Marche non sono periferia, ma una realtà centrale, capace di guidare processi culturali e attrarre attenzione, investimenti e turismo. Si apre ora una una fase ancora più importante: trasformare questo riconoscimento in opportunità concrete per imprese, giovani, operatori culturali e per tutti i territori, dal capoluogo fino alle aree interne. Dovrà essere un progetto diffuso, capace di coinvolgere tutta la regione, senza lasciare indietro nessuno. Ancona è Capitale della Cultura ma il successo è delle Marche intere. Ed è da qui che vogliamo continuare a costruire il futuro».

     

    Sulla stessa linea la senatrice di Fratelli D’Italia e coordinatrice regionale del partito, Elena Leonardi: «Accolgo con grande gioia la notizia che Ancona sarà capitale della cultura 2028. Da rappresentante del territorio marchigiano, non posso che rilevare la grande opportunità che questa scelta rappresenta per la Regione in termini culturali, turistici e di visibilità. Questo riconoscimento è il passaggio di una strategia finalizzata a valorizzare il patrimonio storico, artistico e culturale, strategia messa in atto sia dal presidente Francesco Acquaroli in Regione sia dall’amministrazione di centrodestra del Comune di Ancona guidata dal sindaco Daniele Silvetti. Mai le Marche come con i governi di centrodestra stanno dimostrando che un rilancio della nostra Regione è un obiettivo realizzabile. Con caparbietà abbiamo saputo costruire opportunità di crescita e di rilancio, dimostrando di avere a cuore l’interesse supremo delle Marche e di avere la capacità di tradurre ciò in opportunità vere di sviluppo»

  • Ancona capitale italiana della Cultura 2028, Sabatini: «Abbiamo sostenuto fin dall’inizio il progetto, continueremo a fare la nostra parte»

    Ancona capitale italiana della Cultura 2028, Sabatini: «Abbiamo sostenuto fin dall’inizio il progetto, continueremo a fare la nostra parte»

    Gino Sabatini

    La proclamazione di Ancona a capitale italiana della Cultura 2028, arrivata oggi, rappresenta un traguardo straordinario per l’intero territorio marchigiano e un riconoscimento di altissimo valore per il lavoro corale portato avanti negli ultimi anni.

    «Accogliamo con grande soddisfazione e orgoglio questa notizia – dichiara il presidente della Camera di Commercio delle Marche, Gino Sabatini – La Camera di Commercio ha creduto fin dall’inizio in questo progetto, sostenendolo come partner convinto, nella consapevolezza che la cultura rappresenti una leva strategica di sviluppo economico, sociale e identitario».

    Il giudizio della commissione, che ha definito il progetto “eccellente”, premia una visione ampia e contemporanea della cultura. «È stato riconosciuto il valore di una proposta capace di guardare alla dimensione mediterranea ed europea di Ancona, valorizzandone il ruolo storico e la sua naturale vocazione all’apertura e al dialogo internazionale» prosegue Sabatini.

    Particolarmente significativo è anche il forte coinvolgimento delle giovani generazioni: «Uno degli elementi qualificanti del dossier è l’aver posto i giovani al centro, non solo come fruitori ma come protagonisti attivi della progettazione e della vita culturale. Questo approccio rappresenta un investimento concreto sul futuro».

    Altro aspetto determinante è stato il modello di collaborazione messo in campo: «La sinergia tra istituzioni, associazioni, imprese e mondo culturale ha dimostrato quanto il lavoro condiviso possa generare risultati ambiziosi e concreti. È questa la strada che dobbiamo continuare a percorrere».

    La Camera di Commercio delle Marche ribadisce, con l’intervento del suo presidente, il proprio «impegno a supportare le prossime fasi di sviluppo del progetto. Continueremo a fare la nostra parte per trasformare questo riconoscimento in un’opportunità duratura di crescita, attrattività e innovazione per tutto il sistema territoriale marchigiano».

    Da sin. l’assessore regionale Giacomo Bugaro, il governatore Francesco Acquaroli e il sindaco di Ancona, Daniele Silvetti

    Ad esultare è anche l’assessore regionale Giacomo Bugaro: «Una grande vittoria per Ancona, una grande notizia per le Marche! Un riconoscimento che premia una città che negli ultimi anni ha saputo riscoprire la propria identità, valorizzare il proprio patrimonio e guardare al futuro con ambizione. Il mare, il porto, la storia millenaria, la cultura come motore di sviluppo: oggi Ancona diventa simbolo di un intero territorio che crede nella bellezza, nell’innovazione e nella propria capacità di crescere. Un grazie al sindaco Daniele Silvetti, all’assessore alla Cultura Marta Paraventi, a tutta la Giunta e all’Amministrazione comunale per il lavoro svolto e per aver creduto in questo progetto. È una straordinaria opportunità per tutto il sistema Marche: turismo, imprese culturali, giovani, formazione. Un’occasione concreta per generare sviluppo, lavoro e nuove prospettive. Ora inizia la sfida più importante: trasformare questo titolo in valore reale per cittadini e imprese».

    Matteo Ricci

     

    «Complimenti ad Ancona – le dichiarazioni di  Matteo Ricci, europarlamentare Pd – per il grandissimo traguardo che la porterà ad essere Capitale italiana della Cultura 2028. È un’opportunità importante per la città ma anche per tutta la regione Marche, che bisogna sfruttare a pieno per valorizzare al meglio tutte le province marchigiane e le loro bellezze. Questo riconoscimento può dare uno slancio notevole al turismo. Lavoriamo insieme per questa grande opportunità che può rilanciare i nostri territori, con una visione chiara e programmatica che sappia raccontare Ancona e le Marche al mondo, affinché siano ancora più internazionali, per la loro storia, cultura e qualità della vita. Da parte mia c’è il massimo sostegno e supporto, all’insegna di uno spirito di collaborazione».
    Francesco Acquaroli e Daniela Santanchè
    «Ancona Capitale italiana della Cultura 2028 – queste le parole del ministro del Turismo Daniela Santanchè – è una vittoria della città e delle Marche, che vedono riconfermarsi questo titolo dopo Pesaro 2024, ma è anche un successo per il turismo e l’economia nazionali. Questo riconoscimento, infatti, incentiva i territori a una programmazione di lungo periodo, attrae sponsor e fondi, moltiplica l’investimento iniziale e impatta anche sui flussi turistici, non soltanto delle destinazioni premiate: già in passato, le città capitali hanno contribuito a far sì che le mete culturali in Italia coprissero oltre il 60% delle presenze totali»
  • Otto coppie di aquila reale  nei cieli dei Sibillini

    Otto coppie di aquila reale
    nei cieli dei Sibillini

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    Il censimento di sabato scorso

    Sabato scorso si è svolto il censimento dell’aquila reale nel Parco nazionale dei Monti Sibillini. L’attività, realizzata con il coordinamento di Jacopo Angelini dell’associazione Altura e con la collaborazione di ornitologi volontari e personale dei carabinieri forestali, ha riguardato per la prima volta l’intero Appennino umbro-marchigiano.

    Con una apertura alare che può superare i due metri, l’aquila reale è l’uccello rapace più maestoso del Parco, dove ha avuto una crescita sorprendente, passando da appena due coppie nidificanti nel 1993 (anno di istituzione del Parco) alle otto accertate nel 2025, con una densità tra le più alte degli Appennini. A marzo le aquile iniziano le attività di accoppiamento e di preparazione del nido, posto su pareti rocciose inaccessibili; è quindi questo il periodo più adatto per osservarne e contarne le coppie nel loro territorio. Tra i fattori che hanno favorito la crescita della popolazione di questi rapaci ci sono l’aumento di sensibilità per la conservazione della biodiversità, il maggior controllo assicurato nel territorio dell’area protetta e l’aumento di prede, quali lepri, volpi e piccoli di ungulati, tra cui il camoscio appenninico reintrodotto nel 2008.

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    Un’aquila reale nei cieli dei Sibillini (foto

    Restano però fattori di rischio e tra le cause di morte ci sono ancora il bracconaggio e l’elettrocuzione per contatto con linee elettriche. Su questo aspetto il Parco ha favorito nel corso degli anni l’interramento o la messa in sicurezza di elettrodotti aerei, e le linee più moderne sono costituite da cavi isolati da guaine e quindi sicuri nei confronti degli uccelli di grandi dimensioni; tuttavia, le linee più vecchie, anche se localizzate fuori dai confini del Parco, rappresentano dei rischi: proprio lo scorso 18 febbraio, infatti, è stato recuperato un individuo di aquila reale morto per elettrocuzione nelle campagne di Gualdo.

    L’aquila reale è una specie protetta nell’intera Unione Europea e svolge un importante ruolo ecologico come specie al vertice della rete alimentare, migliorando le popolazioni di animali preda e come “spazzino” che, nutrendosi anche di animali morti, contribuisce a sanificare gli ecosistemi. Al censimento ha partecipato anche il commissario straordinario del Parco Corrado Perugini. «La presenza di questo magnifico rapace è indice di buona salute di tutto l’ambiente, ma rappresenta anche uno straordinario elemento di valorizzazione del territorio. Osservare il suo volo tra le vette dei Sibillini è una emozione unica e un motivo in più per visitare il Parco in tutte le stagioni».

    I risultati del censimento, che potranno auspicabilmente confermare il numero di otto coppie di aquile reali registrate lo scorso anno, saranno disponibili tra qualche giorno.

  • Tutto pronto per l’anteprima del film “Tradita” con Manuela Arcuri e Fernando Lindez presenti alla proiezione

    Tutto pronto per l’anteprima del film “Tradita” con Manuela Arcuri e Fernando Lindez presenti alla proiezione

    Da sin. Fiordelmono, Arcuri, Lindez, Agostini, Altobelli e Tesei

    Venerdì prossimo doppio imperdibile appuntamento con Manuela Arcuri, protagonista del nuovo film Tradita che sarà presente in sala per salutare il pubblico alle due proiezioni previste in anteprima nazionale: al cinema Multiplex di Jesi alle ore 20 e al Multiplex di Ancona alle ore 21.

    L’attrice, tornata sul grande schermo con il thriller romantico Tradita girato nelle Marche, incontrerà i fan nei cinema della regione insieme all’amato attore e modello spagnolo Fernando Lindez e altri membri del cast.

    «Mi sono trovata molto bene nelle Marche – aveva detto Manuela Arcuri alla conferenza stampa di presentazione del film a Jesi, come ricordano dalla Fondazione Marche Cultura-Marche Film Commission nel loro comunicato stampa – Le conoscevo poco, ho scoperto una terra davvero bella che si presta benissimo ad una molteplicità di scenari cinematografici, perché ha mare, montagne, opere d’arte, ville meravigliose. La gente è davvero accogliente e ospitale. Tengo molto a questo film, una storia avvincente che segna il mio ritorno al cinema».

    Manuela Arcuri nel film “Tradita” (foto da Fondazione Marche Cultura-Marche Film commission)

    Tradita diretto da Gabriele Altobelli, prodotto da Mattia’s Film, è una co-produzione Italia Spagna ed è tratto dal romanzo “Tradita” di Maria Carboni.

    Presentato nei giorni scorsi con grande successo in Spagna al Festival del Cinema di Malaga, il film vede nel cast con Manuela ArcuriWilliam Levy e Fernando Lindez stars del mercato latino-americano, con Angela Molina e la partecipazione di Monica Guerritore e Giancarlo Giannini

    «Il film ha coinvolto venti maestranze della regione e numerose comparse locali ed è stato girato per tre settimane nei comuni di Jesi, Monsano, Ancona, Osimo, Filottrano e Monte Roberto – ha spiegato Andrea Agostini, presidente di Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission – Le ambientazioni, selezionate con cura dalla produzione con l’aiuto dei nostri location manager, valorizzano gli interni di alcune delle più belle ville e palazzi storici della regione e fanno da sfondo ad un thriller dove la trama, ricca di colpi di scena, si sviluppa tra amore e suspense».

    Dopo le proiezioni marchigiane in anteprima nazionale,il film sarà presente in tutte le sale cinematografiche italiane dal 20 marzo in poi.

    Il film segue la vita di Pazienza Mantovani, soprannominata Paz, una madre single e avvocatessa con poca fortuna. Ha un figlio undicenne che ha tirato su da sola e una madre anziana a carico. Le spese sono tante e, spesso, Paz è in bolletta.

    Per migliorare la sua situazione economica, Paz accetta di far parte dello staff dello studio legale più importante di Roma.

    Frame dal film “Tradita” (foto da Fondazione Marche Cultura-Marche Film commission)

    Tutto va a gonfie vele finché un giorno Paz scopre di avere sostituto una collega morta suicida. Le ragioni che l’hanno spinta a quell’insano gesto, restano un mistero ma quando un giornalista che stava indagando sulle malefatte di un ricco cliente dello studio, viene brutalmente assassinato, Paz ci mette poco a capire che le due morti sono collegate. Comincia a guardarsi intorno con altri occhi e presto scopre la verità. Ma Paz è una donna sola e con pochi mezzi, l’organizzazione criminale che sta per smascherare è potente e arriva ovunque.

    Costretta a dichiararsi colpevole di un omicidio che non ha commesso ma in cui è convolta, Paz finisce in prigione. Quando esce è una donna finita, senza un futuro. Nessuno studio legale l’assumerebbe neanche come donna delle pulizie. E così, dalle ceneri dell’avvocato Mantovani, nasce Madame X una mistress che odia il genere maschile e che si trasforma in una perfetta macchina da guerra il cui unico obiettivo vitale, è la vendetta.

  • Camera di Commercio: ridotte le risorse per dirigenti a vantaggio del welfare e dei servizi ai dipendenti

    Camera di Commercio: ridotte le risorse per dirigenti a vantaggio del welfare e dei servizi ai dipendenti

    Il presidente Gino Sabatini

    La giunta della Camera di Commercio delle Marche ha deliberato la riduzione di 200 mila euro del fondo destinato alla retribuzione di posizione e di risultato della dirigenza, disponendo contestualmente che l’utilizzo di tali risorse sia per il personale dipendente, il tutto senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dell’ente. Le economie conseguite saranno interamente utilizzate per misure di valorizzazione di tutto il personale dipendente e in particolare, per il rafforzamento del welfare.

     

    La decisione mette a terra la volontà, più volte espressa in questi mesi, dall’organo politico e dall’organo amministrativo, di avviare un percorso di sviluppo e consolidamento delle professionalità che il personale della Cciaa Marche ha maturato negli anni di servizio.

     

    «Le economie derivanti dalla riduzione delle risorse che erano destinate al trattamento accessorio dei dirigenti – sottolinea il presidente della Camera di Commercio delle Marche, Gino Sabatini – saranno destinate alla realizzazione di condizioni di lavoro sempre più favorevoli e  funzionali a un’organizzazione solida e strutturata. Investire sulle persone che lavorano nell’ente significa anche rafforzare la capacità della Camera di Commercio di offrire servizi efficaci al sistema economico regionale».

     

    Una quota significativa delle risorse destinate al personale sarà finalizzata allo sviluppo delle misure di welfare integrativo, con interventi orientati al miglioramento della qualità dell’ambiente lavorativo e al benessere dei dipendenti. «Tra gli ambiti su cui intendiamo intervenire – aggiunge Sabatini – vi è anche l’incentivazione di politiche di mobilità sostenibile per i dipendenti, all’interno di un più ampio percorso di attenzione alla qualità non solo dell’ambiente di lavoro ma anche del territorio in cui Camera Marche opera». Il provvedimento si inserisce in un programma più ampio di riorganizzazione interna della Camera di Commercio delle Marche, con l’obiettivo di sostenere lo sviluppo delle competenze e di conseguenza rendere sempre più efficiente e di pronta utilità l’attività di supporto alle imprese del territorio.

  • Aumento indennità per chi lavora nell’emergenza: più soldi per medici, infermieri, oss ed autisti soccorritori

    Aumento indennità per chi lavora nell’emergenza: più soldi per medici, infermieri, oss ed autisti soccorritori

    Più risorse per il personale impegnato nei pronto soccorso e nella rete dell’emergenza sanitaria. Con due delibere di Giunta, approvate dopo un confronto con le organizzazioni sindacali, la Regione potenzia in modo significativo le indennità di medici, infermieri, operatori sociosanitari, tecnici, professioni sanitarie e autisti soccorritori, rafforzando un sistema sotto forte pressione e riconoscendo ai professionisti un trattamento economico più adeguato alle condizioni reali del lavoro.

     

    Gli aumenti portano a 65 euro l’indennità per ogni turno da 12 ore dei medici e innalzano l’indennità mensile del comparto tra i 277 e 370 euro.

    «È un atto di riconoscimento verso i professionisti che ogni giorno sostengono le attività dell’emergenza urgenza, uno dei settori che oggi vive le maggiori difficoltà del sistema sanitario – ha detto il presidente della Regione, Francesco Acquaroli – questo provvedimento rappresenta per la nostra amministrazione un riconoscimento per chi ogni giorno garantisce ai cittadini una risposta nei pronto soccorso, spesso in condizioni di emergenza e sovraffollamento, cercando anche di rendere più attrattivo questo settore e rafforzarne l’efficienza. Abbiamo voluto dare un segnale forte e concreto a medici, infermieri, operatori sociosanitari e a tutto il personale dell’emergenza urgenza, settore cardine del sistema sanitario per il quale stiamo lavorando ad una riforma molto attesa e per noi fondamentale».

    «Questi provvedimenti migliorano la retribuzione di chi lavora nei reparti più critici – ha aggiunto l’assessore alla Sanità, Paolo Calcinaro –. Si tratta di un atto strategico, pensato per rendere più attrattivi i concorsi per medici, con aumenti che arrivano a 65 euro per ogni turno di 12 ore, e per il comparto, con indennità mensili fino a 370 euro per infermieri e professioni sanitarie e fino a 277,50 euro per OSS e tecnici. Vogliamo contrastare la carenza di vocazioni che colpisce il nostro sistema, valorizzando il personale come priorità assoluta. Ora le aziende procederanno alla contrattazione integrativa per rendere operativi questi aumenti».

    Si tratta di incentivi economici rilevanti e cresciuti significativamente. Per i medici, partendo dai 16 euro di inizio 2023, si è passati ai 49 euro della seconda metà dello stesso anno, arrivando ai 56 euro del 2024 fino ai 65 euro per turno di dodici ore fissati per il 2025 e confermati per il 2026. Questo sforzo economico ha portato le risorse complessive per la categoria a crescere progressivamente da 3,1 milioni fino a oltre 4,6 milioni di euro annui.

    Parallelamente, anche per il personale del comparto gli incrementi sono stati significativi. Per infermieri e altre professioni sanitarie l’indennità mensile arriva fino a 370 euro, mentre per OSS, tecnici e autisti soccorritori il beneficio raggiunge i 277,50 euro mensili. Complessivamente, le risorse destinate a queste figure sono passate dai 4,25 milioni di euro del 2024 ai 4,98 milioni del 2025, fino a toccare i 5,72 milioni di euro previsti per il 2026.

    L’intero ammontare delle risorse viene ripartito tra le sette aziende del Servizio Sanitario Regionale in base a criteri oggettivi legati alle prestazioni effettive e al numero dei turni svolti in Pronto Soccorso, Obi-Murg (Osservazione Breve Intensiva e Medicina d’Urgenza), Punti di Primo Intervento, 118, Elisoccorso e Radiologia dedicata.

     

     

  • “Strike” di pubblico per tre ventenni: ovazione all’anteprima maceratese: «Cinema motore per l’economia» (Foto/Video)

    “Strike” di pubblico per tre ventenni: ovazione all’anteprima maceratese: «Cinema motore per l’economia» (Foto/Video)

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    Brindisi prima della proiezione. Da sinistra Andrea Agostini, al centro i tre autori( Giovanni Nasta, Diego Tricarico, Gabriele Berti), il sindaco Noemi Tartabini e Monica Perugini, titolare del Multiplex

    di Francesca Marsili (Foto di Fabio Falcioni)

    Girato a Potenza Picena nell’estate di due anni fa, è stato un lunghissimo applauso a decretare il successo del film “Strike – figli di un’era sbagliata”, proiettato ieri sera al Multiplex 2000 di Piediripa. Un’ovazione per i tre giovani registi e attori Gabriele Berti, Giovanni Nasta e Diego Tricarico che sono tornati in quei luoghi dove tutto è iniziato per l’anteprima regionale della loro opera prima.

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    «Se prima per noi questa era solo una regione, ora è la terra dove tutto è partito – hanno raccontano nel talk prima della proiezione -. Un ragazzo della nostra età che vuole fare il regista nel 99 per cento dei casi ti racconta quanto sia difficile. Per noi, quando sono arrivate le Marche abbiamo visto diventare un albero qualcosa che prima era un seme».

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    Strike narra dei destini di tre ventenni che si incrociano tra le mura di una struttura specializzata nella cura di dipendenze patologiche: tra fragilità e nuove relazioni, ciascuno scopre un modo diverso di affrontare se stesso e la vita. Gli interni del lungometraggio sono stati girati nell’Istituto comprensivo Giacomo Leopardi di Potenza Picena, trasformato nel centro Ser.D dove si incontrano i protagonisti interpretati dagli stessi giovanissimi registi Nasta, Tricarico e Berti. Una commedia amara tratta dal loro omonimo spettacolo teatrale sul grande schermo con un cast d’eccezione: Matilde Gioli, Massimo Ceccherini, Max Mazzotta, Caterina Guzzanti, Massimiliano Bruno, Lorenzo Zurzolo e Pilar Fogliati e le musiche originali di Davide “Dade” Pavanello.

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    La serata, alla presenza di Noemi Tartabini, sindaco di Potenza Picena, città che è stata la principale location del film e di Francesca D’Alessandro vicesindaco di Macerata, si è aperta con un talk, moderato dal presidente della Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission Andrea Agostini a cui hanno partecipato i tre registi e attori.

    «Strike è frutto di 5 anni di lavoro nell’universo del Ser.D che annulla classi sociali davanti alle dipendenze e dove facciamo emergere la storia di tre ragazzi: Dante goffo psicologo, Pietro dipendente dalla marijuana e dal gioco e Tiziano con apparenti problemi di crack che si uniscono come scudi reciproci – hanno raccontato i registi – Siamo stati a contatto con tutte le realtà che raccontiamo, nella loro bellezza e nella loro crudeltà, e abbiamo iniziato a vederle in modo diverso, ad eliminare il giudizio. Solo così ci siamo resi conto che forse chi assume una sostanza non lo fa per alterarsi o “essere fatto”, ma per “stare” con qualcuno. Abbiamo persone vicine a noi che sono state o che sono in comunità e altre che non ci sono più, come Cranio Randagio, un giovane cantante, morto di overdose. La sua scomparsa è stata uno dei grandi motivi che ci hanno portato a raccontare questa storia e abbiamo inserito nel film alcune delle sue canzoni che rispecchiano gli stati emotivi dei giovani di oggi».

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    Andrea Agostini e Noemi Tartabini

    Il film, una coproduzione italo-spagnola di Paco cinematografica e Neo art Producciones con contributi di Regione Marche, Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission, Regione Lazio – Lazio Cinema International e dell’Unione Europea, ha conquistato il pubblico maceratese dopo i numerosi consensi ricevuti dalla critica alla 43esima edizione del Torino Film Festival e sarà nelle sale cinematografiche italiane dal prossimo 26 marzo. Agostini ha sottolineato come il cinema può diventare motore di sviluppo: «Avere per 4 settimane 60 maestranze, di cui 30 marchigiane, che lavorano e un movimento di 200 comparse genera una ricaduta sul territorio in termini economici e di visibilità».

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    Il messaggio che ha lanciato il presidente di Fondazione Marche cultura al mercato del cinema nazionale è chiaro: «Si può venire nelle Marche, lavorare bene con maestranze competenti e con location già pronte grazie ad amministrazioni attente e disponibili».

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    Strike, ispirato a Trainspotting (per l’energia), Brutti, sporchi e cattivi (per l’umanità) e Smetto quando voglio (per i dialoghi pop), è girato con un frequente ricorso a primi piani e a dettagli e, nei momenti ad alto impatto emotivo, alla camera a mano, che restituisce attraverso una regia “mossa” la confusione e l’instabilità emotiva dei personaggi.

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    Da sinistra: Andrea Agostini, Giovanni Nasta, Diego Tricarico, Gabriele Berti, Noemi Tartabini e Monica Perugini

     

  • Occupazione e imprese femminili a Fermo, cresce il contributo delle donne all’economia dei territori

    Occupazione e imprese femminili a Fermo, cresce il contributo delle donne all’economia dei territori

    Nella provincia di Fermo ma anche in quelle di Macerata, Ascoli Piceno il ruolo delle donne nel mercato del lavoro e nel sistema imprenditoriale continua a rafforzarsi. È quanto emerge dall’analisi dell’Ufficio Studi Confartigianato sui dati più recenti relativi all’occupazione femminile e alla presenza di imprese guidate da donne

    Nella provincia di Fermo il tasso di occupazione femminile si attesta al 58,6%, un valore inferiore alla media regionale ma comunque leggermente superiore alla media italiana. Rispetto al 2021, quando il tasso era pari al 57,0%, si registra un incremento più contenuto rispetto alle altre province del territorio. Sul piano imprenditoriale però il territorio mostra una presenza rilevante di imprese guidate da donne: sono 4.455, pari al 24,0% del totale delle imprese provinciali. Le imprese artigiane femminili sono 1.202 e rappresentano il 22,3% delle imprese artigiane, una quota tra le più elevate e superiore sia alla media regionale sia a quella nazionale.

    Ad Ascoli Piceno nel 2024 il tasso di occupazione femminile tra i 20 e i 64 anni raggiunge il 69,3%, un valore nettamente superiore sia alla media regionale delle Marche, pari al 66,2%, sia a quella nazionale che si ferma al 57,4%. Il dato evidenzia una dinamica particolarmente positiva negli ultimi anni: rispetto al 2021, quando il tasso era al 52,4%, la crescita è stata molto significativa. Sul fronte imprenditoriale (dati fine 2025) nel territorio provinciale si contano 5.036 imprese femminili, pari al 23,5% del totale delle imprese. Di queste, 1.102 operano nel comparto artigiano e rappresentano il 22,4% delle imprese artigiane della provincia, una quota superiore sia alla media regionale (20,5%) sia a quella nazionale (17,7%).

     

    Nella provincia di Macerata il tasso di occupazione femminile nel 2024 si attesta al 63,8%. Il valore risulta inferiore alla media regionale ma comunque superiore al dato nazionale. Anche in questo caso si registra una crescita rispetto al 2021, quando il tasso era pari al 57,4%. Il tessuto imprenditoriale locale evidenzia una presenza significativa di imprese guidate da donne: sono 8.061, pari al 23,9% del totale delle imprese provinciali. Le imprese artigiane femminili sono 1.817 e rappresentano il 20,4% delle imprese artigiane del territorio, una quota superiore alla media nazionale.

     

    «In Italia – le parole di Sara Servili, presidente Movimento Donne Impresa di Confartigianato Macerata, Ascoli Piceno, Fermo – contiamo oltre 1,3 milioni di imprese femminili, ma il dato che deve far riflettere il mercato è il potenziale ancora inespresso: nonostante le donne rappresentino oggi il 40% dei laureati nelle discipline STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica), superando la media europea del 34%, solo il 14,7% dei brevetti porta una firma femminile. Questo “leaky pipelin”, ovvero la dispersione di talento tecnico nel passaggio dall’università all’impresa, è un costo che l’Italia non può più permettersi. Il gender gap è una barriera allo sviluppo: le oltre 786.000 imprese del terziario a guida donna chiedono di trasformare le competenze scientifiche in valore economico. É necessario un ecosistema finanziario che riconosca il merito e supporti le 12.300 aziende che hanno già adottato la Certificazione della Parità di Genere come standard di efficienza».

     

    «L’imprenditoria femminile è una risorsa sempre più importante per lo sviluppo economico e sociale dei nostri territori – sottolinea Eleonora D’Angelantonio, Responsabile Movimento Donne Impresa di Confartigianato Macerata, Ascoli Piceno, Fermo – Le donne che fanno impresa dimostrano ogni giorno capacità, determinazione e visione, contribuendo alla crescita del sistema produttivo e offrendo anche un esempio positivo alle nuove generazioni, dimostrando che è possibile costruire percorsi professionali e imprenditoriali superando ancora troppi stereotipi presenti nel mondo del lavoro. Nonostante i progressi registrati negli ultimi anni, restano però numerosi ostacoli che continuano a rendere più complesso il percorso delle donne nell’impresa e nel lavoro. Per questo è necessario rafforzare politiche concrete a sostegno dell’imprenditoria femminile, a partire da strumenti di welfare e servizi che aiutino davvero a conciliare lavoro, famiglia e responsabilità di cura. Allo stesso tempo occorre affrontare con decisione le criticità che riguardano tutte le piccole imprese, come il peso della burocrazia, la pressione fiscale, l’accesso al credito e il miglioramento delle infrastrutture. Creare condizioni più favorevoli per chi fa impresa significa permettere anche alle imprenditrici di crescere e contribuire in modo ancora più forte allo sviluppo del Paese».

     

  • Oltre 33mila imprese guidate da donne nelle Marche. Camera di Commercio le valorizza con il bando “Impronta d’Impresa”

    Oltre 33mila imprese guidate da donne nelle Marche. Camera di Commercio le valorizza con il bando “Impronta d’Impresa”

    Federica Capriotti e Gino Sabatini

    Sono 33.746 le imprese femminili registrate nelle Marche al 31 dicembre 2025. Il dato, sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente (-0,2%, pari a 55 imprese in meno), conferma la resilienza dell’imprenditoria femminile marchigiana in un contesto nazionale che mostra una tendenza simile (-0,3%).

    Nel complesso, le imprese guidate da donne continuano a rappresentare una componente significativa del sistema economico regionale, con un tasso di femminilizzazione del 23,2%, superiore alla media italiana del 22,3%. Ciò significa che quasi un’impresa su quattro nelle Marche è guidata da donne, confermando il ruolo importante dell’imprenditoria femminile nello sviluppo economico e sociale del territorio.

    «I dati confermano la solidità e la capacità di tenuta dell’imprenditoria femminile marchigiana, che continua a rappresentare una risorsa fondamentale per il nostro sistema economico. Le donne imprenditrici dimostrano dinamismo e capacità di innovazione anche in una fase di trasformazione del tessuto produttivo. Come Camera di Commercio delle Marche vogliamo continuare a sostenere questo patrimonio di competenze e di iniziativa, valorizzandolo con strumenti concreti e politiche mirate», sottolinea il presidente della Camera di Commercio delle Marche Gino Sabatini.

     

    Il bando “Impronta d’Impresa Marche”

    La Camera di Commercio delle Marche esprime il proprio impegno a favore dell’imprenditoria femminile anche attraverso il bando “Impronta d’Impresa Marche” 2025, promosso dal Comitato per l’Imprenditoria Femminile. Giunto alla terza edizione regionale, il bando premia imprese guidate da donne che hanno introdotto innovazioni capaci di generare valore per il territorio, con particolare attenzione a turismo, Made in Italy, sostenibilità e digitalizzazione. Il budget complessivo è di 40.000 euro. Le domande presentate in quest’ultima edizione sono state 106, di cui 59 ammesse, distribuite tra le quattro categorie previste:

    Turismo e cultura (16 domande). Made in Italy e internazionalizzazione (12). Sostenibilità e conciliazione (18). Digitalizzazione (13).

    Dal punto di vista territoriale, le candidature provengono soprattutto dalle province di Ancona (16) e Pesaro-Urbino (14), seguite da Macerata (13), Ascoli Piceno (12) e Fermo (4).

     

    «Il bando ‘Impronta d’Impresa’ vuole valorizzare quelle imprenditrici che stanno innovando il modo di fare impresa nelle Marche, creando valore per il territorio e per la comunità. Le candidature ricevute dimostrano quanta creatività, competenza e visione strategica siano presenti nelle imprese femminili marchigiane, soprattutto nei campi della sostenibilità, della digitalizzazione e della valorizzazione del Made in Italy» evidenzia Federica Capriotti, presidente del Comitato per l’Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio delle Marche.

     

    Nelle tre edizioni del bando (2023-2025) saranno complessivamente 54 le imprese premiate, per un totale di 126.000 euro destinati a sostenere progetti imprenditoriali innovativi guidati da donne. Un impegno che conferma la volontà della Camera di Commercio delle Marche di rafforzare il ruolo dell’imprenditoria femminile come motore di innovazione, crescita e coesione sociale nel territorio regionale.

  • Artiturismo, le Marche protagoniste al convegno nazionale Confartigianato a Roma. Menichelli: «Grazie al lavoro della Regione»

    Artiturismo, le Marche protagoniste al convegno nazionale Confartigianato a Roma. Menichelli: «Grazie al lavoro della Regione»

    L'incontro a Roma di ArtiturismoVetrina nazionale per il primo progetto sull’Artiturismo in Italia promosso da Confartigianato Imprese Macerata-Ascoli Piceno-Fermo. L’esperienza del borgo di Ripe San Ginesio è stata presentata a Roma nel corso del convegno Artigianato e Turismo sostenibile: alleanze per la competitività dei piccoli comuni, organizzato da Confartigianato Imprese e svoltosi all’Auditorium Walter Corsi alla presenza del Ministro del Turismo Daniela Santanchè.

     

     

    Nel corso dell’incontro, che ha riunito imprenditori, amministratori e stakeholder del settore turistico, il Segretario generale di Confartigianato Macerata-Ascoli Piceno-Fermo Giorgio Menichelli ha illustrato il progetto avviato nel borgo maceratese insieme al Comune di Ripe San Ginesio, rappresentato dal Sindaco Paolo Teodori.

     

    Ripe San Ginesio rappresenta infatti una realtà particolarmente significativa: un piccolo centro che negli anni ha saputo investire nella rigenerazione del proprio borgo, sostenendo la nascita e il consolidamento di numerose botteghe artigiane. Un patrimonio di competenze, manualità e creatività che oggi diventa la base per una nuova forma di accoglienza turistica. L’Artiturismo propone infatti un modello innovativo di turismo esperienziale che mette al centro l’artigianato locale: gli artigiani possono offrire ospitalità, degustazioni di prodotti tipici, laboratori e attività culturali, consentendo ai visitatori di conoscere da vicino i mestieri e le tradizioni dei territori. Un modo per valorizzare le eccellenze produttive, sostenere i centri storici e creare nuove opportunità economiche per le microimprese. Al circuito di Ripe San Ginesio hanno già aderito circa dieci attività tra accoglienza, ristorazione, food e artigianato artistico, che collaboreranno per proporre percorsi turistici integrati: dall’ospitalità alle degustazioni enogastronomiche fino alla partecipazione a laboratori artigiani, offrendo ai visitatori un’esperienza autentica immersa nella cultura del territorio.

     

    «Quello di Ripe San Ginesio – ha dichiarato il Segretario generale Giorgio Menichelli – è un progetto pilota che dimostra come l’incontro tra artigianato e turismo possa diventare una leva concreta di sviluppo per i piccoli borghi. L’Artiturismo valorizza il lavoro degli artigiani, rafforza l’identità dei territori e crea nuove opportunità per le imprese locali, offrendo ai visitatori la possibilità di vivere esperienze autentiche legate ai mestieri, alle tradizioni e alle produzioni tipiche. L’esperienza che stiamo portando avanti dimostra che quando istituzioni, associazioni e imprenditori lavorano insieme si possono costruire modelli innovativi capaci di generare economia, attrattività turistica e nuova vitalità per i centri storici».

     

    «In questo percorso – ha aggiunto Menichelli – desideriamo anche esprimere un ringraziamento alla Regione Marche che ha saputo cogliere e valorizzare questa intuizione, sostenuta e promossa da Confartigianato, trasformandola in una legge regionale che riconosce e disciplina l’Artiturismo. Si tratta di un passaggio molto importante perché consente di istituzionalizzare questo modello e di aprire la strada ad una grande opportunità di sviluppo economico e strategico per i nostri territori. Mettere in relazione turismo, artigianato e identità locali significa infatti rafforzare la competitività dei borghi, sostenere le imprese e dare nuove prospettive di crescita e occupazione alle comunità locali».