Prosegue il percorso di ricostruzione e messa in sicurezza dell’edilizia scolastica nei territori dell’Appennino centrale. In quest’ottica è stato disposto il trasferimento di 1.101.705,21 euro all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Marche per l’intervento relativo alla scuola elementare “Collodi” di Porto Sant’Elpidio. Risorse che vengono trasferite a seguito del raggiungimento del 50% della spesa autorizzata per l’intervento, come previsto dalle procedure stabilite dall’ordinanza commissariale 161 del 2023 per garantire l’avanzamento dei lavori delle opere pubbliche inserite nelle ordinanze speciali.
L’intervento sulla scuola “Collodi”, inserito nel programma straordinario di ricostruzione delle strutture scolastiche previsto dall’Ordinanza speciale 31 del 2021, rappresenta un’opera strategica per la sicurezza degli studenti e per il rafforzamento dei servizi educativi nel territorio fermano. I lavori, affidati dal Comune di Porto Sant’Elpidio – soggetto attuatore dell’intervento – riguardano la realizzazione di un edificio scolastico moderno, sicuro e adeguato alle normative più recenti in materia di edilizia scolastica e sicurezza sismica.
«La ricostruzione delle scuole è una priorità assoluta perché significa garantire ai nostri ragazzi ambienti sicuri, moderni e adeguati alla didattica contemporanea – dichiara il commissario alla ricostruzione Guido Castelli – Il trasferimento di queste risorse consente di sostenere concretamente l’avanzamento dei lavori e rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso di rinascita dei territori colpiti dal sisma. Desidero ringraziare il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’ufficio ricostruzione e il sindaco Massimiliano Ciarpella per la loro collaborazione».
«Un passo alla volta, ci avviciniamo alla realizzazione di un nuovo plesso che il quartiere Corva aspetta da decenni e che, con la disponibilità e il supporto della Struttura commissariale, abbiamo fatto ripartire e adeguato alle esigenze di bambini e personale. La nuova Collodi è una delle prime criticità che abbiamo dovuto affrontare all’inizio del mandato, una situazione complessa che, con un dialogo continuo tra istituzioni, l’aiuto della Regione, dal presidente Francesco Acquaroli al consigliere Andrea Putzu e dell’Ufficio speciale ricostruzione, con il commissario straordinario Guido Castelli, abbiamo risolto. Un lavoro in sinergia per avere una scuola all’avanguardia», ha dichiarato il sindaco MassimilianoCiarpella.
In occasione delle celebrazioni della “Giornata dell’Unità Nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera”, il Prefetto di Fermo, EdoardoD’Alascio, si è recato a Ponzano di Fermo per un incontro, presso la Palestra Comunale, finalizzato alla sensibilizzazione sul tema, mediante un attivo coinvolgimento degli alunni della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado in un momento di alto valore civico e educativo. La celebrazione si è aperta con l’esecuzione dell’Inno di Mameli, seguita dal canto “La città dei bambini”, in un clima di partecipazione e condivisione che ha visto protagonisti gli studenti. Sono poi seguite letture tematiche che hanno ripercorso le tappe fondamentali della storia nazionale, dal Risorgimento fino ai giorni nostri, offrendo spunti di riflessione sull’identità e sui valori fondanti della Repubblica.
Particolarmente significativo è stato l’approfondimento dedicato all’articolo 12 della Costituzione italiana, simbolo dell’unità del Paese attraverso la bandiera tricolore, illustrato con interventi esplicativi pensati per rendere accessibili e concreti i principi costituzionali anche ai più giovani.
Il Prefetto ha ribadito come «la Costituzione, il Canto degli Italiani e il Tricolore siano simboli di una comunità fondata sulla partecipazione, sulla solidarietà e sul rispetto delle Istituzioni e di ogni singola persona». È questo patrimonio di valori che la ricorrenza del 17 marzo invita a rinnovare e a trasmettere, in particolare alle giovani generazioni, in un dialogo costante e aperto, cui le Istituzioni sono tenute a offrire orientamento, fiducia e responsabilità, affinché possano contribuire con piena consapevolezza alla costruzione del futuro del Paese. È fondamentale, ha spiegato D’Alascio riprendendo il discorso del Presidente Mattarella, «coinvolgere le nuove generazioni nella conoscenza e nella condivisione dei valori democratici, della memoria storica e del senso di appartenenza alla comunità nazionale. Educare i giovani alla cittadinanza attiva significa, infatti, costruire il futuro del Paese, rafforzando i principi di unità, libertà e solidarietà». L’iniziativa ha rappresentato un’importante occasione di crescita e di consapevolezza per gli studenti, chiamati a diventare cittadini responsabili e custodi dei valori della Costituzione.
La conferenza stampa di presentazione della Carmen
Un esordio eccezionale, un’opera strepitosa e uno scenario spettacolare. La Fondazione Rete Lirica delle Marche ha scelto di iniziare la sua stagione lirica al teatro dell’Aquila di Fermo, prima di passare al Ventidio Basso di Ascoli e al Teatro della Fortuna di Fano, con la Carmen di GeorgesBizet, in scena nei tre teatri della Rete con una nuova e importante coproduzione nazionale. Il debutto appunto è previsto per sabato al teatro dell’Aquila di Fermo eccezionalmente con inizio anticipato alle ore 20,30 proprio per permettere a tutti gli spettatori di godere di oltre tre ore di spettacolo: giovedì alle 17 invece l’anteprima giovani dalle ore 17, per la quale siamo già a quota 650 le presenze. Un riscontro in termini di numeri assolutamente importante.
A fare gli onori di casa in conferenza stampa l’assessore alla cultura di Fermo, Micol Lanzidei: «Mettere in rete teatri e professionalità, competenze ed energie delle persone che gravitano in questo mondo significa guardare avanti. Fare cultura non è solo custodire qualcosa di bello ma dare a questo mondo una forza viva per creare futuro. Il teatro dell’Aquila è diventato sempre di più uno spazio di comunità in cui l’arte è un palcoscenico naturale in cui ci si incontra. Sono felice che ci sia la Carmen che è una lettura adatta a questo periodo storico, in cui ci si incontra. Sono felice che ci sia la Carmen che è una lettura adatta a questo periodo storico, in cui l’individuo è al centro. La grande lirica può parlare al presente e al contemporaneo. Siamo già ad oltre 650 ragazzi per l’anteprima dedicata ai giovani ed è un grande segnale. Grazie alla Fondazione, al presidente, alle direttrici e a tutta la Rete Lirica, come un grazie al liceo artistico con la classe di scenografia che partecipa agi allestimenti». Presente anche il presidente del Consiglio comunale di Fermo, Giulio Cesare Pascali, nelle vesti di componente del direttivo della Fondazione.
A seguire, l’intervento del Francesco Ciabattoni, presidente della Fondazione Rete Lirica delle Marche: «Grazie a Lanzidei e a tutti gli assessori alla cultura che ci hanno sempre aiutato per creare questo laboratorio permanente che è la Rete Lirica delle Marche, in cui le generazioni emergenti hanno la possibilità di affermarsi e avere un ruolo nelle opere che mettiamo in scena. Il nostro tempo vive di problematiche legate al rapporto uomo-donna e tutto questo verrà reso in scena dalla Carmen, profondamente moderna, e che tratta di argomenti attualissimi. Opera di alti costi, di altissimo livello. Con questa Carmen siamo fieri di annunciare la nuova stagione della Rete Lirica che va a coinvolgere tutte le fasce di età. Per le maestranze parliamo di 30 persone quasi tutti marchigiane e 5 cantanti anch’essi marchigiani, segno anche della valorizzazione della territorialità».
Caterina Pierangeli è la direttrice generale della Rete Lirica: «La Fondazione vuole dare un palcoscenico unico alle Marche, lavorando su tre teatri. Con Rete Lirica Academy andiamo a lavorare con giovani e territorio, enfatizzando le particolarità specifiche di ogni realtà. La scelta della Carmen, anche perché compie 150 anni, nasce da una collaborazione di teatri con Treviso e Pisa, dopo i quali arriviamo noi. Non è scontato trovare nelle amministrazioni un appoggio spassionato e volto alla cultura per far crescere i giovani».
E poi a giocare in casa è la direttrice artistica della Rete Lirica, la fermana Stefania Donzelli: «Non potevo sperare di meglio per questo cast per la Carmen che è un’opera molto complessa. Un’orchestrazione protagonista, nel cast ci sono artisti che debuttano come Teresa Iervolino nel ruolo di Carmen, il maestro e il tenore Riccardo Della Sciucca con Don Josè. Non troverete il consueto folklore spagnolo, la storia infatti è stata ambientata nella seconda rivoluzione industriale, epoca della composizione dell’opera che inizialmente non ebbe molto successo ma in realtà poi è al terzo posto per rappresentazioni dopo Traviata e Bohème. Parla di un femminicidio con dinamiche che sono sempre le stesse di oggi: la gelosia, il voler controllare le reazioni e la psicologia della persona. Carmen è un emblema di libertà e indipendenza, questo femminicidio ripete dinamiche attuali con la donna che viene assassinata di fronte alla Plaza de Toros e noterete una grande raffinatezza anche dal punto di vista vocale».
Presente anche il presidente dell’Orchestra Sinfonica, il maestro Saul Salucci: «Il destino di un’orchestra è da sempre legato al direttore: lo abbiamo avuto in una nostra direzione e abbiamo deciso di ingaggiarlo in questa produzione. Con lui ci troviamo bene, un giovane affermatissimo direttore con un “gesto” molto chiaro e avvolgente come richiede quest’opera. Vivere le buche e i palcoscenici di questi tre teatri sarà un bel vivere, la Carmen è sublime per la valorizzazione dell’orchestra, resa al meglio da Bizet».
E la mano giovane è quella del giovane maestro Riccardo Bisatti, 26 anni piemontese, diplomato al conservatorio Milano, un autentico talento: «Sono appassionato della Carmen dove ho cantato nel coro delle voci bianche da piccolo ed ora è un onore ritrovarla in buca e posso solo dire grazie per il cast scelto. Quest’opera è un esempio per tutto il mondo dell’opera: occorre essere minuziosi e fedeli alle indicazioni».
L’emozione si legge chiaramente sul volto del mezzosoprano Teresa Iervolino che interpreterà la Carmen: «Bello essere qui, questa è una terra che amo, scoperta da me da poco ma con teatri fantastici e un’acustica stupenda. E’ un ruolo sempre guardato con stima e affetto: io “nasco” con Rossini. Carmen è una donna che rappresenta certi valori con una grande forza, quella di essere libera in tutti i sensi».
A far bella vista alle spalle degli intervenuti uno splendido ventaglio realizzato dai ragazzi del Liceo Artistico di Fermo, presenti in sala con la dirigente Sabrina Vallesi che ha sottolineato la collaborazione con il Teatro di Fermo. «Grazie per farci esercitare in un luogo magico come il teatro dell’Aquila. I nostri ragazzi hanno bisogno non solo di venire alle prove e assistere alle scene ma ascoltare il risultato finale perché quella storia esiste per essere momento di riflessione».
Proseguono gli incontri all’Itet Cpia di Fermo organizzati dall’associazione degli ex allievi con aziende, professionisti e docenti universitari su tematiche inerenti i vari corsi di studi attivati nell’istituto. «La sinergia con la scuola e la dirigente Iormetti è totale – sottolinea il presidente del sodalizio, EnricoPaniccià – questo ci consente di poter proporre agli studenti, in orario scolastico, un panel di seminari che possono arricchire significativamente il loro piano di studi. Poter offrire queste opportunità è ciò che ci siamo prefissati come ex allievi, proprio per rafforzare l’idea di una scuola aperta al mondo del lavoro e all’eventuale prosecuzione universitaria».
Il prossimo appuntamento in programma si terrà giovedì 12 marzo e vedrà come protagonista un imprenditore e una storia imprenditoriale di successo, MassimoMancini, titolare dell’omonimo pastificio agricolo a filiera corta con sede a Monte San Pietrangeli. Seguiranno poi, nella giornata di sabato 14 marzo, un seminario sul marketing con il professorAndreaPerna, direttore del dipartimento di Management dell’Università Politecnica delle Marche, e lunedì 16 quello su intelligenza artificiale e creatività umana tenuto dal professor Emanuele Frontoni, ordinario di informatica all’Università di Macerata.
Nella foto da sinistra: Marco Romeo, Roberto Grinta, Rossana Berardi, Renato Bisonni, Simone Giglietti, Maria Serena Chiucchi, Andrea Caranfa,
È stato presentato durante una conferenza stampa indetta presso la sedeUnivpm di Fermo in via Brunforte, il progetto Vita un programma per sostenere il reinserimento sociale e professionale delle donne che hanno affrontato una malattia oncologica, attraverso un percorso integrato di accompagnamento, formazione e supporto personalizzato.
Realizzato da un’Ats composta da Università Politecnica delle Marche quale capofila, AstdiFermo, Semper Odv-Ets, CnaFermo e CnaMacerata, il Progetto Vita è cofinanziato dall’Unione Europea e promosso dalla Regione Marche nell’ambito del Programma del Fondo Sociale Europeo.
Presenti la professoressa MariaSerenaChiucchi, delegata del rettore a comunità universitaria e valori condivisi, la professoressa RossanaBerardi, direttrice scientifica del progetto Vita e professoressa ordinaria di oncologia medica Univpm, il dottor RobertoGrinta, direttore generale Ast Fermo e il dottor RenatoBisonni direttore Uoc Oncologia dell’Ast Fermo, SimoneGiglietti Presidente Cna Macerata con direttore di Cna Fermo AndreaCaranfa e MarcoRomeo di Semper Odv-Ets.
In Italia vivono circa 3,7 milioni di persone dopo una diagnosi di tumore, di cui il 56% donne, in età lavorativa e con buone prospettive di vita. Nelle Marche ogni anno oltre 4.400 donne ricevono una diagnosi oncologica e nel 40% dei casi ciò avviene durante la vita lavorativa, rendendo critico il rientro al lavoro. Studi recenti evidenziano che oltre il 40% delle pazienti incontra difficoltà nel reinserimento, legate a problemi fisici, cognitivi e organizzativi, con frequenti cambiamenti o perdita dell’occupazione. Il progetto Vita intende rispondere a questo fabbisogno offrendo strumenti concreti per favorire autonomia, empowerment e piena inclusione sociale e lavorativa.
Il progetto si articola in due fasi, la prima prevede la diffusione del bando, la selezione delle beneficiarie, attività formative su patologie oncologiche e life skills e azioni di orientamento e matching con le aziende attraverso incontri di gruppo e colloqui individuali.
La seconda fase comprende l’attivazione delle borse lavoro e il coordinamento delle attività operative, con monitoraggio continuo, prosecuzione della formazione, counseling motivazionale post-inserimento, gestione amministrativa e supporto nella risoluzione delle criticità.
Cna Fermo e Cna Macerata offriranno inoltre consulenza per il reinserimento, formazione sulla ricerca attiva del lavoro e sul diritto del lavoro. Elemento innovativo del progetto è l’integrazione tra formazione preliminare e continua sulle soft skills e supporto psico-oncologico. Parallelamente, Univpm e Semper Odv-Ets svolgeranno attività di ricerca sul disagio psicologico e sugli esiti socio-sanitari e socio-occupazionali dell’intervento. Il programma è rivolto a 12 donne disoccupate residenti nella provincia di Fermo.
Le domande di partecipazione possono essere presentate utilizzando il modulo disponibile presso il reparto di Oncologia di appartenenza e inviandolo all’indirizzo progettovita26@gmail.com. L’iniziativa è parte dell’Avviso Pubblico dedicato a progetti per il (re)inserimento delle donne con pregressa patologia oncologica, previsto dalla DGR 618/2025.
«Il nostro Ateneo è orgoglioso di essere promotore e prendere parte attiva nel progetto Vita – afferma la professoressa MariaSerenaChiucchi – che è frutto di una collaborazione solida e generativa tra la nostra istituzione, l’Ast di Fermo e il tessuto produttivo e associativo: Semper Odv-Ets, Cna Fermo e Cna Macerata. Questa alleanza, sostenuta dalla Regione Marche nell’ambito del Fondo Sociale Europeo, dimostra quanto la cooperazione e la partnership tra Enti e Istituzioni sia decisiva per trasformare la conoscenza in impatto concreto. Il progetto Vita rappresenta pienamente la Terza Missione dell’ateneo: mettere competenze scientifiche, ricerca e formazione al servizio della comunità, promuovendo inclusione, autonomia e qualità della vita. Con Vita l’Università rafforza il proprio impegno nel generare valore pubblico, accompagnando le donne in un percorso di reinserimento sociale e professionale fondato su evidenze, responsabilità condivisa e attenzione alla Persona».
«Da oncologa, prima ancora che da referente scientifica del progetto – afferma la professoressa RossanaBerardi – so bene che la conclusione delle terapie non coincide con la fine del percorso di cura. Il ritorno alla vita quotidiana, e in particolare al lavoro, rappresenta una delle fasi più delicate del percorso di cura. Non è un semplice rientro, ma una vera transizione esistenziale, che coinvolge identità, autonomia, relazioni e progettualità futura. Per questo il progetto che non si limita all’inserimento occupazionale, ma accompagna ogni donna in modo personalizzato, integrando formazione, orientamento e supporto psicooncologico. La malattia può lasciare segni fisici ed emotivi, ma non cancella competenze, talenti e capacità: il nostro compito è creare le condizioni perché possano essere riconosciuti e valorizzati. Questo risultato è frutto di una collaborazione efficace e preziosa con l’Oncologia dell’Ast di Fermo, con Cna e con Semper Onlus: una sinergia tra sanità, mondo produttivo e terzo settore che rappresenta anche un esempio concreto di Terza Missione universitaria, in cui ricerca, assistenza e impatto sociale si intrecciano per generare valore per la comunità».
RobertoGrinta, Direttore generale Ast Fermo: «Questo progetto rappresenta, a mio avviso, un esempio virtuoso di coesione e collaborazione dalle molteplici valenze. Qui troviamo una totale sinergia tra gli attori che vi hanno aderito, tutti con un’unica mission: quella di mettersi al servizio e in supporto di una categoria fragile. Si promuove, infatti, il reinserimento professionale e sociale di donne che hanno dovuto affrontare una patologia oncologica. Non posso non ringraziare l’Università Politecnica delle Marche che si è fatta promotrice di questa lodevole iniziativa, così come tutte le realtà che vi hanno aderito comprendendone l’alto valore sociale, umano e occupazionale. Abbiamo subito deciso di essere della partita perché, a nostro avviso, la sanità pubblica è anche e soprattutto questo: non solo puntuali percorso e sostegno clinico ma anche un’umanizzazione delle cure e dell’assistenza al paziente, a 360 gradi, per quanto di nostra competenza, che va oltre la diagnosi con l’Azienda che è e resta al fianco del paziente e dei suoi familiari. Ringrazio ovviamente il nostro personale sanitario e amministrativo che ha lavorato al progetto, dall’Oncologia, con anche la componente psicologica, alla Formazione e alla ricerca, selezione e reclutamento. Fare squadra al nostro interno e con gli altri attenti attori del territorio è un indiscutibile e impagabile valore aggiunto a beneficio di un territorio a partire dalla sua componente più fragile».
Il direttore della Uoc Oncologia, dottor RenatoBisonni: «La nostra Oncologia ha una visione olistica. Ecco perché si va dall’aspetto clinico e assistenziale-ambulatoriale all’Hospice. Al quadro complessivo mancava proprio questo capitolo, ossia quello di dare delle opportunità concrete a chi, in questo caso donne, supera la malattia. Siamo davvero felici che al nostro progetto “olistico” si sia aggiunto un tassello così importante. Sono convinto che questa seconda edizione del Progetto Vita avrà lo stesso successo della prima».
EmilianoTomassini, Presidente Cna Fermo, e Simone Giglietti, Presidente CNA Macerata: “CNA Fermo e CNA Macerata sostengono con convinzione il progetto V.I.T.A., che affronta con strumenti concreti il delicato tema del reinserimento lavorativo delle donne dopo una patologia oncologica. Il lavoro rappresenta autonomia, dignità e piena partecipazione alla vita sociale. Per questo mettiamo a disposizione competenze, servizi di orientamento, formazione e consulenza in materia di diritto del lavoro, favorendo l’incontro tra beneficiarie e sistema produttivo. Le nostre imprese possono svolgere un ruolo determinante nel trasformare una fase di fragilità in un’opportunità di nuova crescita, rafforzando coesione e responsabilità territoriale».
MarcoRomeo Semper Odv-Et: «Per noi che nasciamo per incentivare gli interventi di prevenzione terziaria, il progetto Vita rappresenta l’essenza delle nostre attività. Il nostro ruolo sarà quello di fornire una consolidata esperienza in ambito psico-oncologico, in continuità e verifica degli interventi stessi e dei cambiamenti osservati nei partecipanti, in quanto sappiamo come il lavoro sia centrale per l’identità, l’auto direzionalità, l’autostima ma anche come ricaduta nelle aree interpersonali. Infine, Semper collaborerà alla ricerca, saranno valutati gli effetti collaterali tardivi di natura psicosociale, le difficoltà incontrate in ambito psicologico e lavorativo e le strategie che sono risultate maggiormente efficaci».
Presenti in sala il prof DavideSartini e la dottoressa StefaniaLiberati rispettivamente presidente e direttrice Adp del corso di laurea in Infermieristica di Fermo che partecipano all’organizzazione dei laboratori presso la sede Univpm e anche LuciaPistelli direttrice Cna Macerata e il direttore di Cna Fermo AndreaCaranfa.
Con una nota stampa, il gruppo consiliare di minoranza Avanti Montegranaro pone l’attenzione su quello che a proprio dire è un vero e proprio esodo di studenti dall’Isc di Montegranaro.
«Chiusi i termini per le iscrizioni degli alunni alle classi prime, l’ Isc di Montegranaro fa i conti con un dato allarmante: circa 20 famiglie avrebbero iscritto i propri figli nelle scuole secondarie inferiori di primo grado (ex scuole medie) di altri Paesi – riferiscono dal gruppo di opposizione – in attesa di conoscere i dati ufficiali, emerge un numero rilevante, mai registrato prima con tali dimensioni: le scuole di Montegranaro si svuotano non (o non solo) a causa del calo demografico, ma per scelte precise che le famiglie hanno legittimamente esercitato. Fermo, Monte San Pietrangeli, Monte san Giusto i paesi dove i ragazzi montegranaresi frequenteranno l’ ultimo triennio della scuola dell’ obbligo, più o meno una classe che se ne va. Le famiglie sentite ci hanno fornito motivazioni diverse: strutture più idonee, spazi meglio attrezzati, agevolazioni sul costo di libri e trasporto scolastico, organizzazione oraria più rispondente ai loro bisogni, in particolare:”la settimana corta”. Da settimane in Paese se ne parla, ma invano abbiamo aspettato un commento dell’ Amministrazione. E invece nulla, silenzio assoluto».
«Il Sindaco, sempre tanto attivo sui social, non ha ritenuto spendere nemmeno una parola sull’argomento? E’ tutto normale? O troppo imbarazzante da trovare uno spazio libero tra i tanti post per parlarne? Eppure è un problema serio, di quelli che dovrebbero far balzare un Sindaco dalla sedia, perlomeno un sindaco che ha a cuore il futuro di un Paese. Evidentemente, come denunciamo da anni dai banchi dell’opposizione, la scelta sciagurata di rinunciare a costruire un nuovo e moderno edificio scolastico sta presentando il conto, rivelando tutte le possibili conseguenze negative. E’ la prima grave e diretta responsabilità di questa Amministrazione – sottolineano dalla minoranza – il Sindaco dovrà inoltre chiarire perché negli anni non abbia lavorato in sinergia con la Scuola per analizzare i dati e le esigenze che emergevano? Un esempio per la scuola Primaria. Abbiamo più volte ricordato la scelta lungimirante fatta dalla Preside reggente dott.ssa Isidori nell’ istituire il tempo pieno nel Plesso Capoluogo durante l’ amministrazione Mancini. Si accolse con favore la nuova offerta formativa e si fornì il necessario supporto perché funzionasse. In un plesso scolastico che si stava svuotando, la nuova organizzazione iniziò ad essere sempre più gradita dalle famiglie che vi aderirono in numero crescente di anno in anno. Abbiamo più volte sollecitato l’ attuale amministrazione perché si coordinasse con la Scuola al fine di attivare nuove sezioni a Tempo Pieno in altri plessi piuttosto che accanirsi nell’aumentare il costo delle tariffe della mensa e dei trasporti scolastici. Un’occasione mancata imperdonabile, se pensiamo che il Pnrr destinava fondi per estendere il tempo Pieno, attraverso la “costituzione, riqualificazione o messa in sicurezza di mense scolastiche”. La nostra Amministrazione? Non pervenuta. La conseguenza? Il prossimo anno scolastico siamo a conoscenza di più di 30 famiglie che ci hanno comunicato di aver iscritto i figli alla prima classe a Tempo Pieno del Capoluogo, ma non tutte vedranno accolta la propria richiesta: a causa del soprannumero (la prima classe può essere formata da poco più di 20 alunni) circa una decina dovrà confluire nelle classi degli altri plessi con un’ organizzazione oraria non rispondente alle esigenze e alle proprie scelte educative. Cosa ha da dire il Sindaco in proposito? Riuscirà ad assumersi delle responsabilità o darà ancora una volta la colpa di tutto alla minoranza che non ama il Paese, ai genitori politicizzati che remano contro, agli insegnanti di parte? O ai Presidi che si sono succeduti?
E infine: se da anni le famiglie chiedono di estendere la “settimana corta” anche alla scuola secondaria, perché non dialogare con la Dirigenza e gli organismi scolastici affinché si possa sperimentare tale modalità organizzativa sempre più diffusa nei Comuni vicini? In alternativa possiamo pure rassegnarci a che le famiglie facciano “due passi” in più e iscrivano i loro figli a Monte San Giusto, come accaduto quest’anno».
«La scuola è il cuore pulsante di una Comunità, non prendersene cura, non sostenerla, non accrescerla è segno evidente di incapacità amministrativa e miopia politica – conclude il gruppo di opposizione – il Sindaco risponda una buona volta nel merito e dica alla cittadinanza come intende far fronte al problema ed evitare che in futuro l’esodo continui».
Si è svolta oggi, nelle acque antistanti Porto Sant’Elpidio, un’esercitazione, coordinata dalla Prefettura di Fermo, volta a testare la risposta operativa in caso di incidente marittimo presso la piattaforma offshore Sarago Mare A. Lo scenario simulava l’impatto del supply vessel “Anna Guidotti” con uno dei piloni della piattaforma, cui seguivano un incendio a bordo della nave, lo sversamento di circa 10.000 litri di gasolio e il ferimento di due operatori.
Il Compartimento Marittimo di San Benedetto del Tronto, guidato dal comandante Giuseppe Quattrocchi, ha diretto le operazioni delle diverse componenti del sistema di soccorso: Comando Vigili del Fuoco di Fermo, Capitaneria di Porto di San Benedetto del Tronto, Ufficio circondariale marittimo di Civitanova Marche, Ufficio circondariale marittimo di Porto San Giorgio, Sala Operativa Unificata Permanente della Regione Marche, Provincia di Fermo, Comuni di Fermo, Porto Sant’Elpidio e Porto San Giorgio, insieme ai rispettivi gruppi comunali di Protezione Civile e Arpa Marche.
«Per testare la prontezza operativa di uomini e mezzi, nonché la capacità di coordinamento della Sala Operativa, abbiamo volutamente ipotizzato di dover gestire un evento di tale portata. Salvaguardia della vita umana in mare, sicurezza della navigazione e tutela dell’ambiente marino e costiero sono tre distinti aspetti che, già presi singolarmente, possono raggiungere gradi di complessità elevata. Quando vengono messi a sistema e gestiti contestualmente, invece, la complessità aumenta esponenzialmente e per completare missione con successo è necessaria la massima efficacia ed assoluta professionalità» il commento del comandante Quattrocchi.
Tutte le forze intervenute hanno operato congiuntamente per fronteggiare gli aspetti sanitari, tecnici e ambientali conseguenti all’emergenza simulata nel corso dell’esercitazione. In particolare, un significativo contributo è stato fornito dall’Istituto Tecnico Tecnologico “G. e M. Montani” di Fermo, i cui studenti, oltre ad assistere alle operazioni espletate durante l’esercitazione, hanno anche messo a disposizione un correntometro sperimentale, sviluppato nell’ambito delle attività didattiche dell’Istituto. Tale dispositivo ha reso possibile prevedere in tempo reale la direzione dei flussi del carburante sversato, consentendo alle squadre operative di intervenire tempestivamente in modo efficace e, in chiave preventiva, di scongiurare il rischio che le sostanze raggiungessero la costa.
La Prefettura, dopo aver espresso soddisfazione per l’elevato livello di coordinamento dimostrato anche nella presente occasione, ha sottolineato l’importanza di questa prima esercitazione in chiave sia rafforzativa della capacità di risposta del territorio che, al contempo, di valorizzazione del prezioso contributo formativo e tecnologico assicurato delle istituzioni scolastiche locali coinvolte.
Si è tenuta nei giorni scorsi, presso il Teatro Comunale di Montefalcone Appennino, la cerimonia di premiazione della IV edizione del concorso di poesia la Foglia D’Oro. La cerimonia è stata presentata da Valerio Tomassetti, figlio di Giuseppe, ideatore ed ispiratore del concorso che ha spiegato la scelta del tema dell’anno “Contrasti” partendo dalla poesia “Italia” di Ungaretti. Dai colori “contrastanti” delle foglie d’autunno ai tanti conflitti della nostra epoca, questa parola racchiude molto del senso stesso della poesia.
Il sindaco Cesare Milani ha portato i saluti del Prefetto di Fermo Edoardo D’Alascio e ha ringraziato la famiglia Tomassetti e la giuria di cui ha fatto parte insieme ai professori GianlucaFrenguelli, MarcelloLaMatina, GiuliaCorsalini, Leonardo Tomassetti e i giurati popolari ElenaSpena ed EmanueleTilli.
Sono poi saliti sul palco l’editore di Recanati SimoneGiaconi il quale ha presentato in anteprima il libro di versi del vincitore dello scorso anno nella categoria singoli NunzioBuono, apprezzato poeta di Casorate Primo (Pavia). Giaconi ha sottolineato il valore del concorso, che permette di apprezzare un genere poco letto ma da promuovere. Nunzio Buono ha ringraziato la giuria dello scorso anno per averlo scelto ed ha lodato la scelta di promuovere poesie inedite. AlessandraTomassetti, presidente della neonata associazione La Foglia d’oro Aps, ha introdotto l’artista rumena IuliaJurca autrice delle fotografie artistiche consegnate ai finalisti.
Il professor Frenguelli ha intervistato l’ospite della serata, la diciannovenne di Bardolino (Verona) MaddalenaAlbiero, Alfiere della Repubblica 2024 e autrice del libro di versi “Occhi che parlano” con un’attività di poetessa che si rivolge soprattutto alla sua generazione. Tramite i social Maddalena ha raccontato di aver avuto un riscontro positivo da parte di tanti coetanei, incuriositi e attirati dalla poesia, riconoscendo il ruolo importante svolto dalla sua famiglia nell’avvicinarla fin da piccola all’arte e alla cultura.
Emozionante il momento delle premiazioni, specie per le scuole, tutte del territorio. Le poesie sono state lette da CristinaMarinozzi e KatyPelloni.
La serata è stata allietata dalla musica della flautista MichelaAlessandrini che ha eseguito brani di Mozart, Debussy, Ravel e J. de Haan per un evento promosso dall’Associazione “La Foglia d’oro” Aps, l’amministrazione comunale, la Proloco di Montefalcone, le locali associazioni Agm e Scintille, con il patrocinio della Provincia di Fermo, l’Università degli Studi di Macerata e l’Università di Cassino e del Lazio Meridionale.
I finalisti sono stati selezionati tra più di 150 partecipanti della categoria “singoli” e 28 classi della sezione “scuole”. Come nelle passate edizioni la partecipazione riguarda poeti e aspiranti poeti provenienti da tutta Italia. Al primo classificato della sezione singoli ci sarà la pubblicazione di una raccolta poetica a cura di Giaconi Editore mentre al vincitore della sezione scuole vanno in omaggio libri e materiali scolastici per un valore di 200 € per la classe.
Nella categoria “Singoli” il primo premio è andato alla poesia “Confetto” di ElenaSerio (Castel San Giorgio, Salerno), al secondo posto “DIS…” di LuisaDiFrancesco (Taranto) e al terzo posto “Lampedusa” di TizianaMonari (Prato). Il premio della giuria è stato riconosciuto a “TT104” di Angelo Zullo (Cesenatico). La poesia “Confetto”, apprezzata per la sua leggerezza e musicalità, racconta del contrasto tra la morte e la stagione della pienezza, l’estate, richiamando la frase dello scrittore francese Christian Bobin “La morte è il regno della grande delicatezza”.
Nella categoria “Scuole” invece il primo premio è andato ad “Un ragazzo piccolo” della classe 1^B Secondaria I grado Comunanza, seguito da “L’uomo non sa” dellaclasse 5^A Primaria diSantaVittoriainMatenano e al terzo posto“In me” della classe 3^ASecondaria I grado Comunanza. I premi della giuria sono andati a “Gli sguardi dei bambini” della classe 3^B della Primaria Comunanza e a “Coraggio e paura: la sfida che cura” della classe 3^A della Primaria di Amandola. La classe 1^B della Secondaria di Comunanza ha invece convinto per la coraggiosa scelta del tema della guerra, vista attraverso gli occhi di un soldato inerme e spaesato. Nel sito ufficiale www.lafogliadoro.net saranno presto disponibili i testi delle poesie vincitrici e nel canale Youtube è possibile rivedere l’intera cerimonia.
TESTI VINCITORI
1° CLASSIFICATO CATEGORIA SINGOLI “Confetto” di Elena Serio Partire d’estate. Eterno agosto
che abbaglia fra i sipari dei gelati
rimestati tra le labbra stanche
nel quadrato di un’ombra provvisoria.
Estate fedele allunga le braccia
cariche di fichi e della prima uva
sui corpi magri sfiancati dal caldo.
Calda notte dice ai grilli
di coprire il tuo respiro che
si fa sottile.
Ora il tuo petto tace.
Solo la luce
dell’alba, morbidamente
ti incontra e
disfatto il buio, racconta
il tuo nuovo candore tagliando
in due la finestra e le lenzuola.
Partire d’estate, quale
lunga vacanza dopo tanti affanni.
Mani alla luce. Per sempre
seguire il sole.
Partire d’estate, agosto
spoglia la morte del suo manto austero.
Nell’afa non sento il gelo
salirti alle guance.
Rose lattoniche. Fiabe dorate.
Tu, piccolo e bianco confetto
sei stata la dolcezza della vita.
1° CLASSIFICATO CATEGORIA SCUOLE “Un ragazzo piccolo” classe 1^B Secondaria I grado Comunanza Dentro un ragazzo piccolo,
un grande cuore scarlatto.
Giuste le sue azioni:
pregare
vendere fiori e donarsi alla gente.
All’improvviso un botto, uno scoppio.
Solo,
tra fuoco e missili
e tutto intorno tempesta.
Vuoto.
Rumore, tremano le mani,
silenzi, è il cuore che trema.
Dov’è non lo sa
Se c’è non lo sa
Non è sua questa guerra.
Sarà MatteoMeletti, export manager della nota azienda di produzione di uno dei liquori più iconici d’Italia, l’Anisetta Meletti appunto, a inaugurare mercoledì 25 febbraio, la serie dei nuovi seminari formativi che l’associazione degli ex allievi del CarducciGalilei di Fermo capitanata da EnricoPaniccià ha messo in cantiere a favore degli studenti che oggi frequentano l’ItetCpia. Commercio internazionale, grafica, marketing, turismo, politica economica, intelligenza artificiale, controllo di gestione, incontri con imprenditori e visite aziendali, questi i temi che verranno affrontati grazie al coinvolgimento di professionisti affermati nei vari settori.
Dopo Matteo Meletti sarà la volta di MarcoMarilungo, esperto di comunicazione digitale, con un intervento su satira, animazione e comunicazione aziendale, e così via, sino a metà aprile, quando a chiudere i seminari sarà il professor Danilo Scarponi con un incontro dedicato al controllo di gestione.
«Questo programma è frutto delle relazioni che i membri della nostra associazione hanno con i vari relatori coinvolti – sottolinea il presidente Paniccià. – diamo continuità all’impegno che ci ha visto già da un paio di anni sostenere la scuola in cui siamo cresciuti e dove ci siamo diplomati, perché crediamo nell’istituzione scolastica e nell’importanza del dialogo e del confronto con le realtà imprenditoriali, i professionisti, le università del territorio. È fondamentale uno scambio costante con il mondo del lavoro e della ricerca e noi, ex allievi, abbiamo messo a disposizione l’esperienza, i rapporti, le relazioni che abbiamo costruito una volta usciti dalla scuola. Un plauso va alla dirigente scolastica, Francesca Iormetti, per la straordinaria disponibilità con cui ha accolto e condiviso le nostre proposte».
Prosegue con rinnovato entusiasmo il percorso di eccellenza che vede protagonisti gli studenti della classe 4A Cat dell’indirizzo Costruzioni, Ambiente e Territorio dell’ITET “Carducci Galilei”, impegnati in una sfida formativa che va oltre i confini delle aule scolastiche. Anche quest’anno, il consolidato rapporto di collaborazione ultradecennale tra l’istituto e il Gruppo Comunale di Protezione Civile di Fermo ha dato vita a un progetto didattico di alto profilo, volto a trasformare i futuri geometri in tecnici consapevoli e preparati per la gestione delle emergenze sismiche.
Il percorso formativo, che vede gli studenti guidati dalla professoressa Maria Paola Puggioni, si è aperto con una serie di lezioni teoriche fondamentali per comprendere l’organizzazione del sistema di protezione civile e il ruolo chiave della figura tecnica nel post-emergenza. I ragazzi hanno approfondito lo studio dei danni sismici sugli edifici e si sono cimentati nell’analisi delle schede di rilievo Aedes e Fast, strumenti tecnici essenziali per verificare l’agibilità dei fabbricati e pianificare la loro messa in sicurezza dopo un terremoto.
L’itinerario didattico di questa edizione si arricchisce di tappe pratiche di grande valore operativo. La prossima lezione, infatti, si terrà direttamente presso il Comando dei Vigili del Fuoco di Fermo, dove gli allievi parteciperanno a una sessione dedicata alle tecniche di puntellamento dei fabbricati lesionati. Il progetto culminerà poi con un sopralluogo in un comune del maceratese colpito dal sisma del 2016. In questo scenario, gli studenti avranno l’opportunità di osservare dal vivo gli effetti delle forze sismiche sulle strutture e studiare le soluzioni adottate per il consolidamento degli edifici danneggiati , collegando così le nozioni teoriche di costruzioni e tecnologia delle costruzioni alla realtà professionale sul campo.
Tale iniziativa va ad arricchire l’importante bagaglio formativo che l’Itet propone ai propri studenti anche grazie al supporto che il Collegio dei Geometri di Fermo offre costantemente ai docenti affiancandone l’azione didattica, attraverso iniziative volte a potenziare le conoscenze teoriche con esperienze sul campo. Protezione civile e Collegio dei geometri: realtà in cui i professionisti si mettono a disposizione degli studenti per accompagnarli nella formazione, attraverso esempi e testimonianze di passione e competenze tecniche.