Categoria: Servigliano

  • Servigliano, progetto per la riparazione dell’asse viario del centro storico 

    Servigliano, progetto per la riparazione dell’asse viario del centro storico 

    La piazza di Servigliano (foto dal sito del Comune)

    L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato il progetto esecutivo per la riparazione  dell’infrastruttura viaria che circonda il centro storico di Servigliano (Fm), un intervento  strategico che prevede anche l’eliminazione delle barriere architettoniche lungo via  Circonvallazione Clementina. Il finanziamento, previsto dall’ordinanza commissariale 137  del 2023, ammonta complessivamente a 500.000 euro, interamente concessi al Comune,  che agisce come soggetto attuatore. 

    «Con l’approvazione del progetto esecutivo e la contestuale concessione del contributo,  l’intervento entra nella fase operativa, con la possibilità per il Comune di procedere  all’avvio delle procedure di gara – conferma il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli  -. Una volta realizzato, il nuovo percorso viario restituirà sicurezza, accessibilità e continuità  urbana al cuore cittadino, migliorando la qualità degli spazi e la fruibilità per residenti e  visitatori, fatto per cui mi preme ringraziare, oltre al Comune, l’impegno congiunto dell’Usr  e della Regione guidata dal presidente Acquaroli». 

     

    «È fondamentale risarcire le ferite del sisma, soprattutto – dichiara il  sindaco Marco Rotoni – quelle inferte a ridosso di un  centro storico come quello di Servigliano, con la sua valenza urbanistica unica nel suo  genere. Coniugare l’aspetto infrastrutturale di stabilità, qualità dell’intervento,  accessibilità e inclusione sono sicuramente delle direttrici che proiettano un borgo come  Servigliano in un’ottica futura, guardando naturalmente all’interesse che il borgo può  offrire alla fruibilità dei propri cittadini e per quanti verranno a Servigliano. È strategico e  fondamentale farlo con la sensibilità necessaria nei confronti dei nostri cittadini più fragili,  un elemento di grande crescita culturale. Nelle linee strategiche di sviluppo che il GAL e gli  atenei universitari della regione Marche, in particolare il Politecnico, stanno delineando  per i nostri borghi, è previsto anche un borgo modello. Da questo punto di vista, iniziare a  definire le linee strategiche di questa direttrice è fondamentale, poiché rappresentano un importante elemento di sinergia tra le istituzioni che pianificano il futuro».

    Il progetto nasce dall’esigenza di intervenire sui danni riportati dal tratto stradale durante  i terremoti del 2016 e 2017. Le pavimentazioni presentano tagli e fessurazioni, le  cordolature risultano danneggiate e i percorsi pedonali mostrano cedimenti e ostacoli alla  fruizione delle persone con disabilità. L’asse viario, lungo circa 580 metri, è uno dei  principali collegamenti intorno al centro storico e si interseca con la provinciale 239,  assumendo una funzione nevralgica sia per la mobilità quotidiana sia per la sicurezza. 

    L’intervento approvato comprende la ripresa delle pavimentazioni stradali, il risanamento  dei sottofondi, la ricostruzione delle zanelle e il riposizionamento dei pozzetti, oltre alla  realizzazione di nuove porzioni di marciapiede, in particolare in prossimità di Porta  Navarra. Una parte significativa del progetto riguarda l’accessibilità, con l’inserimento di  percorsi tattili e il superamento dei dislivelli attualmente presenti, in modo da restituire  continuità e sicurezza alla mobilità pedonale. 

  • Altro che primavera: neve ad Amandola e allerta meteo gialla fino alla costa

    Altro che primavera: neve ad Amandola e allerta meteo gialla fino alla costa

    Foto inviata dal Rifugio Amandola

    Quando l’inverno sembra(va?) essere ormai ai titoli di coda, ecco che la neve ha sorpreso l’Appennino centrale. Da questa notte infatti la neve è tornata a fare capolino ad alta quota, imbiancando anche Amandola.
    A quota 1.200 metri, il Rifugio Amandola ha regalato cartoline tipicamente invernali, con la neve che ha già raggiunto i 20cm e la perturbazione non sembra arrestarsi.

    Anche sui Piani di Ragnolo, nella vicina Bolognola (Macerata), sono caduti 30 centimetri di neve e dove nel weekend saranno riaperte le piste da sci. La primavera, insomma – equinozio previsto il 20 marzo – pare rimandata.

    Negli ultimi giorni infatti una forte perturbazione, improvvisa, ha colpito le aree interne del marchigiano, dopo un periodo più mite. E non sembra volersi fermare. La Protezione civile delle Marche, infatti, ha emesso un’allerta meteo gialla (criticità ordinaria per fenomeni meteorologici intensi, ma localizzati) nelle zone 5 e 6 della Regione, ovvero da Macerata fino ad Ascoli, e da est a ovest, per l’intera giornata di mercoledì 18 marzo.

    Nella giornata di domani (18 marzo), poi, previsto un peggioramento generalizzato con precipitazioni diffuse, non solo piogge leggere ma anche rovesci/temporali, anche lungo la costa e nel corso della notte. Il maltempo si spinge fino a Giulianova, dove i parchi cittadini sono stati chiusi per previste forti raffiche di vento e locali grandinate. Da giovedì-venerdì, almeno nella provincia di Ascoli e sulla costa, dovrebbe iniziare un lento miglioramento.

     

    Foto inviata dal Rifugio Amandola
  • A Marina di Altidona penultimo incontro della Banca del Piceno con i suoi soci

    A Marina di Altidona penultimo incontro della Banca del Piceno con i suoi soci

    Quinto incontro dei soci della Banca del Piceno con i vertici dell’istituto di credito cooperativo, venerdì 20 marzo, alla Sala Joyce Lussu, in via Leonardo da Vinci, 10, alle ore 18.00, a Marina di Altidona.

    Una serie di incontri sul territorio – in totale sei – pensati come momenti di informazione, ascolto e partecipazione per ripercorrere i risultati conseguiti nel 2025 e condividere le linee guida che accompagneranno la Banca nelle scelte future.

    «Gli appuntamenti in programma – ha dichiarato il Presidente della Banca del Piceno Sandro Donati – rappresentano un passaggio di avvicinamento all’Assemblea dei Soci 2026, offrendo un quadro chiaro delle attività svolte, delle strategie in corso e dei temi che saranno al centro delle prossime decisioni».

    Il ciclo di incontri si concluderà il 25 marzo all’Auditorium Comunale G. Tebaldini di San Benedetto del Tronto, come sempre alle ore 18.00.

  • Fermo Vocal Fest, la scommessa vinta. Intervista a Claudio Laconi: «Siamo cresciuti oltre ogni aspettativa» Ecco gli eventi work in progress

    Fermo Vocal Fest, la scommessa vinta. Intervista a Claudio Laconi: «Siamo cresciuti oltre ogni aspettativa» Ecco gli eventi work in progress

     

    Claudio Laconi – presidente e direttore artistico Fermo Vocal Fest

    Quando nel 2004 Claudio Laconi firmò lo statuto dell’Associazione Musica Poetica, c’era un passaggio che oggi, a distanza di oltre vent’anni, gli torna ancora in mente: «Mi ricordo che ci eravamo prefissati che al suo interno si potevano creare uno o più gruppi strumentali e uno o più gruppi vocali. Dopo tanti anni, questo risultato è stato raggiunto a pieno. E anche l’attività organizzativa, con il festival, si è sviluppata oltre ogni aspettativa».

    Il Fermo Vocal Fest è infatti la concretizzazione più visibile di quel progetto: un festival che da molti anni attraversa palazzi, chiese, oratori e altri luoghi d’arte della provincia e della regione, ma non solo. È un vero e proprio contenitore culturale che alle note unisce anche formazione e ricerca storica d’archivio. Tre anime che convivono raramente sotto lo stesso tetto e che a Fermo trovano casa grazie al lavoro dell’associazione e del suo presidente e direttore artistico Laconi.

    L’edizione 2025 ne è stata la conferma più eloquente: dodici mesi di attività, da gennaio a dicembre, con tredici appuntamenti che hanno toccato repertori diversissimi — dal repertorio novecentesco con l’incisione discografica sul compositore marchigiano Artuto Clementoni, al repertorio classico da Monteverdi a Vivaldi, da Charpentier a Palestrina, di cui ricorreva il cinquecentenario della nascita — e che si sono chiusi con i due concerti per il ventennale del Vox Poetica Ensemble, il 29 dicembre a Fermo e il 30 a Servigliano, con un pubblico straripante che ha superato le mille presenze, numeri non scontati per concerti di musica barocca.

     

    Matteo Laconi – direttore Vox Poetica Ensemble

    A dirigere i concerti Matteo Laconi, 25 anni, tenore specializzato nel repertorio barocco e direttore musicale dell’ensemble, oltre che della parte strumentale e vocale. Non è un dettaglio neutro: Matteo è figlio di Claudio ed è uno dei frutti più visibili di quella che è la bottega musicale di Musica Poetica. «Attualmente – ricorda Claudio Laconi – sta calcando scene nazionali e internazionali, dopo aver esordito al teatro dell’Opéra Royal di Versailles. In questi giorni è impegnato come cantante di opera tra Lugano, la Germania presso il Theater Mönchengladbach di Krefeld ed altre città italiane come Milano, Cremona e Venezia. Il suo percorso rappresenta la dimostrazione più concreta di ciò che questo progetto può offrire a un giovane musicista, come nel suo caso e in molti altri, tra cui quelli di musicisti emergenti che si sono formati in questo ambiente; tra questi, per esempio, Lorenzo Chiacchiera, uno dei direttori di coro più quotati della regione» sottolinea con orgoglio.

    Una porta aperta per i giovani musicisti

    La formazione è sicuramente il punto che a Laconi sta più a cuore ed è cruciale nelle attività del Fermo Vocal Fest.  «Quando viene realizzato un corso di approfondimento, non è previsto il pagamento di un’iscrizione. Cerchiamo sempre di offrire occasioni gratuite per i giovani».

    La gratuità è possibile grazie agli sponsor che ogni anno sostengono le attività: «Le nostre iniziative vertono su più filoni: riguardano cantanti, strumentisti, direttori d’orchestra o direttori di coro. È la credibilità che ci siamo creati nel corso di tanti anni che poi ci fa essere affidabili agli occhi degli enti che ci sostengono. È doveroso ringraziare l’Amministrazione comunale di Fermo, il Conservatorio “Pergolesi”, la Fondazione Carifermo, il Circolo di Ave, con il quale abbiamo una bellissima collaborazione, la Regione Marche, Tam – Tutta un’altra musica, l ’Arcidiocesi di Fermo. E ancora, la Fondazione Rete Lirica delle Marche e la Fondazione Marche Cultura. Ma anche enti nazionali come Fima – Fondazione italiana per la Musica Antica, Fondazione Palestrina 500° e Feniarco – Federazione Nazionale Associazioni Corali».

    Un’altra parte fondamentale del festival è costituita dalla ricerca archivistica: «Spesso tiriamo fuori delle partiture inedite, le recuperiamo, le facciamo trascrivere per poi eseguirle. Questo ci inorgoglisce ancora di più perché poi si vanno anche a recuperare quelle che giacciono negli archivi storici».

    Il 2026: il repertorio inglese con il baritono Chris Bruerton dei King’s

    Per l’associazione è già tempo di pensare all’edizione 2026: «Ogni anno cerchiamo di aggiungere tasselli o toccare filoni artistici che in passato non abbiamo esplorato. Durante la prossima edizione, per esempio, ospiteremo concerti dedicati al repertorio inglese, un filone che è mancato in tanti anni di programmazione e che ci incuriosisce molto. Ho visto che l’interesse, parlandone con appassionati a livello nazionale, è presente e vivo. Per questo, oltre a svariati concerti, nella prima metà di novembre organizzeremo una masterclass proprio sul repertorio inglese tenuta da Chris Bruerton dei King’s Singers, uno dei gruppi vocali più importanti e amati al mondo».

    Il concorso Città di Fermo: cosa cambia

    Sicuramente una novità importante riguarda il Concorso Corale Nazionale “Città di Fermo”, di cui lo scorso ottobre si è svolta la quindicesima edizione: la prossima in calendario non si terrà più a ottobre come di consueto, ma slitterà a marzo 2027: «La sposteremo – conclude Laconi – in un altro periodo per equilibrio nazionale con altri concorsi. Parlando anche con altri organizzatori facenti parte del tavolo nazionale degli stessi, patrocinati dalla Feniarco, abbiamo notato un assembramento tra settembre e novembre che rendeva difficoltosa la partecipazione dei musicisti a più concorsi e, per questo motivo, abbiamo deciso di posticipare quello di Fermo».

    Silvia Ilari

    Matteo Laconi, direttore Vox Poetica Ensemble
    Giovani strumentisti
    Alessandro Ciccolini – violinista barocco
    Il pubblico del Fermo Vocal Fest
    Solisti durante lo scorso Fermo Vocal Fest

     

    L’Organo nella chiesa di San Domenico

     

     

  • A14 sempre più insicura, Cesetti (Pd): «Centrodestra immobile. Promesse di Acquaroli, Salvini e Giorgetti nel cassetto»

    A14 sempre più insicura, Cesetti (Pd): «Centrodestra immobile. Promesse di Acquaroli, Salvini e Giorgetti nel cassetto»

    La situazione sul tratto dell’A14 compreso tra Porto Sant’Elpidio e San Benedetto del Tronto ha raggiunto livelli di guardia elevati. È quanto denuncia con forza Fabrizio Cesetti, consigliere regionale del Partito Democratico, a seguito dell’ennesimo incidente verificatosi nella giornata di ieri tra due mezzi pesanti, che ha mandato letteralmente in tilt l’intero traffico, bloccando la viabilità per ore.

    «Se non è avvenuta l’ennesima tragedia – afferma Cesetti – è soltanto per un caso fortuito, ma per quanto ci dovremo ancora affidare alla buona sorte? Quello che stiamo vivendo non è semplice disagio, ma una condizione di pericolo permanente. E pensare che esattamente una settimana fa, dopo anni di nulla, il centrodestra ha avuto il coraggio di bocciare in consiglio regionale anche una mozione dell’opposizione, a prima firma del vicepresidente Enrico Piergallini, che chiedeva l’istituzione di un Tavolo permanente per vigilare sui cronoprogrammi, garantendo che ogni fase dei lavori fosse finalmente trasparente e condivisa con le comunità locali».

    «La mancata realizzazione della terza corsia su questo cruciale snodo autostradale – spiega Cesetti – sta costando cara agli utenti. I cantieri, invece di essere fasi transitorie, si sono cristallizzati diventando essi stessi fonte di criticità: i restringimenti improvvisi rendono la percorrenza estremamente insicura. Negli ultimi cinque anni su questo tratto autostradale si è registrata una crescita preoccupante dell’incidentalità, con numerosi sinistri spesso mortali, tanto che io stesso feci nel 2023 un esposto alla Procura, anche al fine di sollecitare la sospensione dei cantieri fino a quando non fossero garantite le condizioni di sicurezza, che è un obbligo che Società Autostrade deve rispettare. Eppure si continua a far finta di nulla. Né la giunta Acquaroli a livello regionale, né il governo Meloni a livello nazionale hanno mosso un dito per invertire questa tendenza drammatica».

    «L’assurda paralisi che stiamo vivendo – continua l’esponente dem – è la conseguenza del non aver dato seguito all’Accordo di programma riguardante l’Area di crisi industriale complessa del distretto delle pelli-calzature fermano-maceratese, da me sottoscritto nel luglio del 2020 per la Regione Marche con il governo nazionale, in cui il completamento della terza corsia era previsto. Nella scorsa legislatura ho presentato numerosi atti, molti dei quali diventati risoluzioni approvate all’unanimità dall’Assemblea, per impegnare la giunta regionale a riprendere in mano quello strumento. Eppure lo stesso esecutivo ha lasciato quelle risoluzioni in un cassetto, senza neanche provare a mettere in campo soluzioni alternative. Ma se Acquaroli ha le sue responsabilità, peggio ancora sono i ministri del governo Meloni, Giorgetti e Salvini in particolare. Il primo, attuale ministro dell’Economia, nel 2021 aveva addirittura additato le Marche come irraggiungibili, tanto da dichiarare pubblicamente di dover incontrare i suoi rappresentanti a Milano; il secondo, addirittura ministro delle Infrastrutture, si era impegnato a costituire un Tavolo ministeriale con i governatori di Marche e Abruzzo, Società Autostrade, prefetti e Anas con l’obiettivo di aumentare la sicurezza e conciliare circolazione e lavori. I risultati sono sotto gli occhi di tutti».

    «Mi sembra evidente – conclude Cesetti – che stando così le cose ne avremo ancora per molto. Fermo restando il lavoro politico necessario per sbloccare i lavori di realizzazione della terza corsia fino a Pedaso, come previsto nell’Accordo di programma sopracitato, l’invito che rivolgo al presidente Acquaroli e alla maggioranza è quello di fare marcia indietro almeno rispetto al voto della scorsa settimana e istituire subito il tavolo permanente di controllo tra Regione, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Società Autostrade, Anas, associazioni di categoria, rappresentanze dei cittadini e Comuni interessati dall’arteria autostradale, per tornare ad accendere i riflettori su questa emergenza, ormai da quasi sei anni caduta nel dimenticatoio del centrodestra regionale e nazionale».

     

  • Fermo ospiterà la finale interregionale del premio “Cambiamenti” organizzato da Cna

    Fermo ospiterà la finale interregionale del premio “Cambiamenti” organizzato da Cna

    Sarà Fermo ad ospitare la finale interregionale Marche–Umbria della IX edizione del Premio Cambiamenti, il contest promosso da Cna che valorizza il pensiero innovativo e le nuove imprese italiane.

    L’appuntamento è per sabato 21 marzo 2026 alle 10.30 nella Sala “Sandro Pertini” dell’Its Academy di Fermo, dove si confronteranno 20 imprese innovative provenienti dalle due regioni per contendersi l’accesso alla finale nazionale.

    «Il Premio Cambiamenti rappresenta una straordinaria occasione per dare visibilità alle nuove imprese che stanno innovando i nostri territori». Ad affermarlo sono Emiliano Tomassini e Leonardo Stortoni, rispettivamente Presidente Cna Fermo e Presidente dei Giovani Imprenditori dell’associazione, che aggiungono: «Questa iniziativa vuole offrire uno spazio di confronto tra giovani imprenditori, professionisti e innovatori: non è solo una competizione, ma anche un’opportunità per raccontare storie di impresa, condividere esperienze e costruire nuove relazioni tra coloro che stanno contribuendo a trasformare il mondo produttivo».

    «Tra le semifinaliste dell’area Marche–Umbria – riferisce Stella Alfieri, responsabile dei Giovani Imprenditori di Cna Fermo – figurano ben cinque realtà del territorio fermano. Si tratta del B&B LaPoeta, progetto che intreccia ospitalità e valorizzazione culturale del territorio; Blue Hole, realtà legata al mondo della comunicazione e dei servizi innovativi; Gianmaria Pennesi, specializzato nella produzione di contenuti audiovisivi e digitali; Mark Model Srl, azienda impegnata nello sviluppo di prototipi innovativi per il comparto calzaturiero e Mery Conti, professionista che unisce creatività, artigianalità e nuove modalità di comunicazione».

    La giornata prenderà il via alle 9.30 con una sessione di confronto e networking privata, riservata alle semifinaliste, mentre la sessione pubblica inizierà alle 10.30. Tra i momenti più attesi della mattinata ci sarà la testimonianza di Giacomo Piccinini, che racconterà la nascita e lo sviluppo di FantaSanremo, progetto diventato in pochi anni un vero fenomeno nazionale. A seguire le 20 imprese finaliste avranno due minuti a disposizione per presentarsi alla giuria. A offrire uno sguardo più ampio sui cambiamenti del nostro tempo sarà poi l’intervento di Lucrezia Ercoli, docente, scrittrice e direttrice artistica di Popsophia, con una riflessione dal titolo “Non ti disunire! Lavoro, filosofia e creatività”.

    La mattinata si concluderà con la premiazione dell’impresa vincitrice, che accederà alla finale nazionale del Premio Cambiamenti.

  • Presidenza della Provincia, si parte con l’Ortenzi-bis: «Mi aspettavo un competitor. Ridare all’ente la dignità pre-riforma»

    Presidenza della Provincia, si parte con l’Ortenzi-bis: «Mi aspettavo un competitor. Ridare all’ente la dignità pre-riforma»

    Michele Ortenzi

    di redazione CF

    Quella di Fermo è stata l’unica provincia marchigiana con il candidato “unico” per le elezioni dei Presidenti di Provincia (svoltesi ieri). Anomalia tutta fermana con Michele Ortenzi, sindaco di Montegiorgio al secondo mandato, già certo del secondo mandato anche da Presidente della Provincia di Fermo che ha corso in solitaria. Ortenzi è stato rieletto con 55499 voti ponderati che certo non corrispondono al numero dei votanti. Il sistema elettorale ha suddiviso i Comuni in cinque fasce, ciascuna con un diverso peso in base alla popolazione. 

    Sono stati, infatti, 252 gli elettori su 470 a recarsi alle urne, pari al 53,6%. Il corpo elettorale era composto da sindaci e consiglieri comunali dei 38 comuni su 40 appartenenti alla provincia. Non hanno preso parte al voto i rappresentanti dei comuni di Pedaso e Campofilone, a seguito della caduta delle rispettive amministrazioni comunali nelle settimane scorse.

     

    Presidente Ortenzi, per lei questa è forse stata la campagna elettorale più anomala vissuta dal 2008 ad oggi, correndo da solo per la prima volta.


    «Una totale anomalia essendo anche elezioni secondo livello e non era previsto il quorum. Una campagna elettorale minima. Ho solo stimolato la partecipazione al voto perché abbiamo un ruolo di responsabilità e dobbiamo essere i primi a partecipare. Ci lamentiamo sempre di affluenze molto basse e siamo noi stessi che dobbiamo essere sempre pronti a dare l’esempio».

    Michele Ortenzi

    Si sarebbe aspettato un competitor dell’altra parte?


    «Senza dubbio sì, pensavo che l’altra area avrebbe potuto fare una sintesi individuando un candidato. Non solo per compattarsi ma per offrire un’alternativa anche per tutti coloro della mia area di riferimento che magari erano scontenti dei miei quattro anni di amministrazione e che avrebbero potuto scegliere legittimamente di non votarmi. E’ sempre auspicabile avere un’alternativa, troppo spesso anche nei Comuni assistiamo a competizioni con un solo candidato sindaco e anche questa è un’anomalia. Ci sarebbe bisogno di una partecipazione sempre maggiore e della possibilità di scegliere».

    Da dove riparte l’agenda dell’Ortenzi-bis, quali priorità ci sono al momento e cosa c’è da mettere a terra nell’immediato?


    «Sia nella viabilità che nelle scuole, in questa fase l’urgenza è completare gli interventi per il Pnrr. Ci sono scadenze ravvicinate e bisognerà correre per poterle rispettare e confermare i finanziamenti ricevuti. Parallelamente lavoriamo in diverse opere per la ricostruzione post sisma che, pur non avendo scadenze stringenti, devono essere realizzate perché ci sono fondi a disposizione da diverso tempo e vanno date risposte a chi frequenta scuole secondarie di secondo grado. Questi fondi infatti si riferiscono soprattutto alla realizzazione di nuovi istituti e alla sistemazione di istituti già presenti. Un punto di ripartenza importante che darà nuovo volto alla viabilità e al patrimonio scolastico della nuova provincia».

     

    Dal suo punto di vista è auspicabile che si torni alle Province elette direttamente dai cittadini e quindi ad enti di primo livello, con un Consiglio eletto direttamente e con competenze reali in mano?


    «E’ fondamentale che le province tornino ad avere la dignità istituzionale che avevano prima della riforma. L’ente Provincia è riconosciuto dall’articolo 114 della Costituzione, il referendum per abolirle fu bocciato dagli italiani. La contraddizione è che sono regalate ad essere di secondo livello e la Costituzione le prevede con ente autonomo con specifiche funzioni. Bisogna che l’ente ritrovi una sua dignità e quindi capire che la riforma del 2014 non ha funzionato: si voleva risparmiare dando molte materie alle Regioni pensando che si sarebbero raggiunti risultati più meritori e invece non si è ottenuto. Serve individuare alcune materie da restituire alle province e che queste possano affrontarle e svolgerle meglio della Regione in quanto più a contatto col territorio e con la popolazione. Oltre a ciò ridare anche dignità vuol dire ridare personale e fondi. Se si facesse una riforma per ridare alle Province una loro dignità, allora sarebbe giustificata l’elezione di primo livello. Ma al contrario, senza fondi e senza competenze, non avrebbe senso e si alimenterebbe al contrario l’antipolitica». 

     

    Riavvolgendo il nastro: dal 2008, da quella prima elezione in Consiglio comunale a Montegiorgio con la giunta Benedetti, prima assessore per due legislature, successivamente il bis sia da sindaco ed ora da Presidente della Provincia. Proviamo a fare un bilancio del passato e guardiamo anche avanti?


    «Quando mi proposero la candidatura nel 2008 era la prima volta e mai avevo avuto esperienze amministrative. Fui gettato dal lato alto della piscina senza salvagente: risultai tra i più votati e mi fecero subito fare l’assessore ma senza avere esperienza. Da lì poi, in minima parte per le mie capacità e poi per tutta una serie di eventi, si sono formate tante opportunità. La possibilità più bella resta quella di fare il sindaco e poi nel 2021 l’opportunità di essere individuato come candidato alla presidenza della Provincia. Un percorso bello, emozionante, stimolante e formativo senza ombra di dubbio. Ora si apre questo nuovo capito in Provincia e quindi dovremo lavorare ancora di più per fare meglio. Poi tra due anni ci sarà il rinnovo del consiglio comunale a Montegiorgio».

  • Uni.Co. progetto condiviso dal Centro-Sud Italia: 100mila imprese socie e 129 milioni di patrimonio

    Uni.Co. progetto condiviso dal Centro-Sud Italia: 100mila imprese socie e 129 milioni di patrimonio

    Palermo è stata quest’anno la sede dell’incontro annuale che Uni.Co. dedica alle proprie risorse interne, un appuntamento – andato in scena sabato 14 marzo all’Hotel Saracen – che riunisce dirigenti e collaboratori provenienti dai territori in cui opera il confidi e che rappresenta un momento di confronto sulle strategie e sul percorso di sviluppo della cooperativa.

    La scelta del capoluogo siciliano non è casuale. La Sicilia è infatti l’ultima regione, in ordine di tempo, ad essere entrata nel perimetro operativo di Uni.Co., con l’incorporazione, dopo Unifidi Ragusa, delle Cooperative di Garanzia di Palermo e di Enna, “Credimpresa” e “Consorzio Eurofidi”, operazioni che hanno rafforzato la presenza della struttura nel Mezzogiorno e ampliato la platea delle imprese servite

    Quella di Uni.Co. è una crescita relativamente recente ma particolarmente rapida. La cooperativa ha infatti avviato il proprio percorso nel 2019 nelle Marche, regione che continua a rappresentare il cuore del sistema, e in pochi anni ha ampliato progressivamente la propria presenza territoriale fino a diventare una delle realtà più rilevanti del sistema dei confidi italiano e del Centro-Sud.

    Oggi Uni.Co. conta circa 100 mila imprese socie, un patrimonio netto di 129 milioni di euro e 10 sedi operative distribuite in sette regioni italiane – Marche, Umbria, Abruzzo, Molise, Campania, Lazio e Sicilia – con una presenza radicata nei territori e una rete di servizi dedicati alle piccole e medie imprese.

     

    Il ruolo dei confidi assume oggi un valore ancora più strategico in un contesto in cui l’accesso al credito per le piccole imprese si è progressivamente ridotto. Secondo elaborazioni su dati Banca d’Italia, tra il 2012 e il 2025 il credito alle piccole imprese è diminuito del 46%, una contrazione molto più marcata rispetto al –31% registrato dalle società non finanziarie e al –15% del totale del credito ai residenti. In questo scenario realtà come Uni.Co. rappresentano uno strumento sempre più importante per facilitare il rapporto tra imprese e sistema bancario e per sostenere la capacità di investimento del tessuto produttivo.

    Nel corso della giornata di lavoro di Palermo – intitolata “Uni.Co. Terre Comuni. Persone, associazioni, imprese: una responsabilità condivisa” – sono stati condivisi i risultati raggiunti negli ultimi anni e le prospettive di sviluppo della cooperativa, che ha progressivamente ampliato la propria dimensione attraverso un percorso di integrazione tra realtà diverse mantenendo al tempo stesso un forte legame con i sistemi economici locali ed il territorio.

    «Il percorso che abbiamo costruito in questi anni dimostra che è possibile far crescere un confidi mantenendo un forte legame con i territori – osserva Paolo Mariani, direttore generale di Uni.Co – siamo partiti dalle Marche con l’idea di costruire uno strumento utile alle imprese locali, nel tempo questo progetto si è allargato progressivamente fino a diventare la prima realtà del Centro-Sud Italia. La nostra crescita non è mai stata una corsa alle dimensioni, ma il risultato di relazioni costruite nel tempo e di un lavoro condiviso con le associazioni di categoria, il sistema bancario e le imprese».

    La convention, alla quale hanno partecipato anche i segretari nazionali di Cna Otello Gregorini e Confartigianato Vincenzo Mamoli, ha rappresentato anche un’occasione per riflettere sul ruolo che i confidi possono continuare a svolgere in una fase di trasformazione del sistema del credito e delle politiche di sostegno alle imprese. L’esperienza maturata da Uni.Co. negli ultimi anni mostra come i processi di crescita e aggregazione nel settore trovino maggiore solidità quando nascono da percorsi progressivi e condivisi tra le realtà coinvolte e da una integrazione costruita nel tempo.

     

    «Quando persone, associazioni e imprese dimostrano di condividere le responsabilità, e questo è il vero valore, allora il sistema funziona ed il Confidi diventa un modello distintivo. I Confidi sono una risposta alla drastica trasformazione del sistema bancario e al loro allontanamento dai territori ed insieme alle sigle di rappresentanza sono gli unici che ancora ‘guardano in faccia’ le imprese e ne capiscono i bisogni e questo fa la differenza» sottolinea Mamoli.

    «Oggi si può dire senza essere smentiti che Uni.Co. in sei anni è riuscito a concretizzare il suo potenziale partendo dalle Marche ed arrivando sino alla Sicilia raggiungendo numeri di grande rilievo. Uni.Co. deve continuare ad accogliere le imprese, attraverso le associazioni di categoria, per continuare a sostenere le Pmi in situazioni complesse date da continue emergenze. L’incertezza purtroppo fiacca chiunque ma soprattutto la piccola impresa. Di fronte a questo contesto le questioni importanti sono due: da un lato il tema del progetto Artigiancassa, e alle risorse che lo Stato ci mette ogni anno, dall’altro c’è il tema della Legge quadro dell’Artigianato”, le risposte che arriveranno ci potrebbero dare quella certezza di cui abbiamo bisogno» evidenzia Gregorini.

    Da Palermo arriva quindi il segnale di una cooperativa che continua a crescere rafforzando la propria presenza nel Centro-Sud Italia e che guarda alle evoluzioni del sistema dei confidi con l’obiettivo di contribuire alla costruzione di modelli sempre più efficaci di supporto alle imprese.

    Un percorso che, nel caso di Uni.Co., parte dai territori e dalle imprese e che negli anni ha dimostrato come la capacità di fare rete e di condividere competenze e progetti rappresenti uno dei fattori decisivi per consolidare il ruolo dei confidi nel sistema economico nazionale.

  • Provincia di Fermo, Michele Ortenzi (unico candidato) confermato presidente: al voto il 53% degli aventi diritto

    Provincia di Fermo, Michele Ortenzi (unico candidato) confermato presidente: al voto il 53% degli aventi diritto

    Michele Ortenzi

    di redazione CF

    Il sindaco di Montegiorgio, Michele Ortenzi è stato riconfermato alla guida della Provincia di Fermo. Un risultato scontato (essendo unico candidato), quello maturato nella giornata di ieri.

    Sono stati 252 gli elettori su 470 a recarsi alle urne, pari al 53,6%. Il corpo elettorale era composto da sindaci e consiglieri comunali dei 38 comuni su 40 appartenenti alla provincia. Non hanno preso parte al voto i rappresentanti dei comuni di Pedaso e Campofilone, a seguito della caduta delle rispettive amministrazioni comunali nelle settimane scorse.

    Il sistema elettorale ha suddiviso i comuni in cinque fasce, ciascuna con un diverso peso in base alla popolazione. 

    La riconferma di Ortensi si inserisce dunque in un quadro di stabilità amministrativa, sostenuta da una partecipazione superiore alla metà degli aventi diritto e da una distribuzione del voto che ha coinvolto trasversalmente i territori della provincia.

  • Serie di scosse a Sant’Angelo in Pontano,  le ultime da 2.8 e 2.9

    Serie di scosse a Sant’Angelo in Pontano,
    le ultime da 2.8 e 2.9

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    L’epicentro della scossa

    Una scossa di 2.8 gradi di magnitudo è stata sentita questa mattina nell’entroterra, successivamente ce n’è stata una da 2.9. L’epicentro a Sant’Angelo in Pontano dove da ieri sera alle 22,21 si sono registrate sei scosse. Questa mattina alle 8,32 è stata percepita una scossa alle 8,32. Secondo quanto è stato registrato dall’Ingv, la magnitudo è di 2.8, l’epicentro della scossa è ad un chilometro da Sant’Angelo in Pontano e a 24 chilometri di profondità. Alle 9,59 una seconda scossa, sempre con epicentro a Sant’Angelo in Pontano e a 24 chilometri di profondità con magnitudo 2.9.

    A Sant’Angelo la prima scossa c’è stata alle 22,21 di ieri con magnitudo di 2.1. La seconda e la terza (entrambe di magnitudo 2.4) si sono registrate nelle prime ore di questa mattina: all’1,32 e alle 3,17. Alle 7,12 di questa mattina se n’è registrata una con magnitudo di 2.2. E a seguire quella da 2.8 che è stata percepita nella zona.