Categoria: Sotto Apertura

  • Collisione tra auto e tir lungo l’A14. In ospedale una donna

    Collisione tra auto e tir lungo l’A14. In ospedale una donna

     

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    Collisione tra auto e tir in A14 con la vettura che, dopo l’impatto, finisce di traverso davanti al mezzo pesante: l’incidente è avvenuto intorno alle 21,45 di questa sera all’altezza dello svincolo dell’A14, in territorio di Civitanova Marche. In ospedale una donna che si trovava al volante della vettura. Le cause e la dinamica dell’incidente, avvenuto in direzione sud, sono in fase di accertamento. Nell’ora in cui c’è stato lo scontro c’era poco traffico e non si registrano code.

     

    I soccorritori hanno trovato i mezzi posizionati a T lungo la carreggiata (fermi tra la prima e la seconda corsia). Il 118 ha prestato i soccorsi alla donna a bordo dell’auto. E’ stata portata al pronto soccorso di Civitanova, le sue condizioni non sono gravi.

    (Foto di Federico De Marco)

     

  • Accertamenti su tre minorenni, la Polizia locale scopre che si erano allontanati da una residenza protetta

    Accertamenti su tre minorenni, la Polizia locale scopre che si erano allontanati da una residenza protetta

    La Polizia locale controlla tre ragazzini e scopre che si erano allontanati da una residenza protetta. Tutto è partito da un odore di cannabis che non è sfuggito al fiuto degli agenti della Polizia locale elpidiense guidata dal comandante Luigi Gattafoni nei pressi della stazione ferroviaria.

    E così gli agenti hanno subito effettuato un controllo mirato che li ha portati all’identificazione di tre ragazzini, tutti minorenni, e uno dei quali aveva con sé proprio della cannabis. Ma i poliziotti non si sono fermati al mero controllo e alla successiva segnalazione del ragazzo trovato con la sostanza stupefacente.

    A seguito di un ulteriore accertamento,  infatti, gli agenti hanno scoperto che i tre ragazzi, tutti di origini extracomunitarie, si erano allontanati da una residenza protetta in cui sono accolti, e con sede fuori regione. E così sono scattate tutte le pratiche per accompagnare “a casa” i minori.

  • Porto Sant’Elpidio, ecco 1,1 milioni di euro per la scuola “Collodi” nel quartiere Corva

    Porto Sant’Elpidio, ecco 1,1 milioni di euro per la scuola “Collodi” nel quartiere Corva

    Il progetto della nuova scuola Collodi

    Prosegue il percorso di ricostruzione e messa in sicurezza dell’edilizia scolastica nei territori dell’Appennino centrale. In quest’ottica è stato disposto il trasferimento di 1.101.705,21 euro all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Marche per l’intervento relativo alla scuola elementare “Collodi” di Porto Sant’Elpidio. Risorse che vengono trasferite a seguito del raggiungimento del 50% della spesa autorizzata per l’intervento, come previsto dalle procedure stabilite dall’ordinanza commissariale 161 del 2023 per garantire l’avanzamento dei lavori delle opere pubbliche inserite nelle ordinanze speciali.

     

    L’intervento sulla scuola “Collodi”, inserito nel programma straordinario di ricostruzione delle strutture scolastiche previsto dall’Ordinanza speciale 31 del 2021, rappresenta un’opera strategica per la sicurezza degli studenti e per il rafforzamento dei servizi educativi nel territorio fermano. I lavori, affidati dal Comune di Porto Sant’Elpidio – soggetto attuatore dell’intervento – riguardano la realizzazione di un edificio scolastico moderno, sicuro e adeguato alle normative più recenti in materia di edilizia scolastica e sicurezza sismica.

     

    «La ricostruzione delle scuole è una priorità assoluta perché significa garantire ai nostri ragazzi ambienti sicuri, moderni e adeguati alla didattica contemporanea – dichiara il commissario alla ricostruzione Guido Castelli – Il trasferimento di queste risorse consente di sostenere concretamente l’avanzamento dei lavori e rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso di rinascita dei territori colpiti dal sisma. Desidero ringraziare il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’ufficio ricostruzione e il sindaco Massimiliano Ciarpella per la loro collaborazione».


    «Un passo alla volta, ci avviciniamo alla realizzazione di un nuovo plesso che il quartiere 
    Corva aspetta da decenni e che, con la disponibilità e il supporto della Struttura commissariale, abbiamo fatto ripartire e adeguato alle esigenze di bambini e personale. La nuova Collodi è una delle prime criticità che abbiamo dovuto affrontare all’inizio del mandato, una situazione complessa che, con un dialogo continuo tra istituzioni, l’aiuto della Regione, dal presidente Francesco Acquaroli al consigliere Andrea Putzu e dell’Ufficio speciale ricostruzione, con il commissario straordinario Guido Castelli, abbiamo risolto. Un lavoro in sinergia per avere una scuola all’avanguardia», ha dichiarato il sindaco Massimiliano Ciarpella.

  • La promessa di Calcinari a Casette: «La nuova scuola infanzia si farà, il trasferimento alla Della Valle non percorribile»

    La promessa di Calcinari a Casette: «La nuova scuola infanzia si farà, il trasferimento alla Della Valle non percorribile»

     

    Il Comune tira dritto verso la nuova scuola infanzia all’ex consorzio agrario. Era prevedibile una partecipazione numerosa, ieri sera all’assemblea pubblica convocata dall’Amministrazione comunale per aggiornare la cittadinanza di Casette d’Ete sulla realizzazione della struttura. Si è parlato, con tanto di bozza progettuale e rendering, del nuovo plesso, che richiederà circa 3 milioni di euro d’investimento e delle ragioni che hanno portato a chiudere definitivamente l’opzione di un rientro alla vecchia scuola, di proprietà parrocchiale, di via La Masa. Strada sbarrata anche per la proposta, accompagnata da circa 600 firme, di portare i bambini all’edificio della scuola primaria Della Valle, con lavori di sistemazione che separino gli ingressi ed evitino promiscuità tra le due scuole. 

    Una strada «tecnicamente non percorribile», come ha puntualizzato il sindaco Gionata Calcinari. «Per me riportare la scuola infanzia alla vecchia sede sarebbe stata una vittoria su tutti i fronti – ha puntualizzato il primo cittadino – Avrei potuto prendermi i meriti di averla riaperta quando altri l’hanno chiusa, ma quella scuola non è sicura e questo aspetto viene prima di tutto. Portare i bambini alla primaria Della Valle non è fattibile. Ricordo tra l’altro che a dicembre 2024 più di 200 cittadini firmarono una diffida al commissario evidenziando promiscuità e problemi tecnici, oggi molti firmatari di allora sono gli stessi che vorrebbero portare lì la scuola infanzia. Oltre al fatto che i bambini andrebbero in tre aule attualmente occupate, con conseguente spostamendo di attività e laboratori altrove, un decreto ministeriale stabilisce che non debba esserci alcuna promiscuità e questo non sarebbe garantito, ad esempio per l’utilizzo dell’ascensore. Se parliamo di una proposta temporanea servirebbero circa 120mila euro, se definitiva tra i 3 e i 400mila, ma il problema non sono i costi. Sarebbe una soluzione non ottimale, senza spazi verdi e senza mensa. Per Casette è stato chiesto negli anni scorsi di partire con il tempo pieno, che potrebbe essere avviato dal 2027 e questo creerebbe un altro problema».

     

     

     

    C’è tutta, la politica cittadina, la giunta al completo e quasi tutti i consiglieri di maggioranza e opposizione. Interviene il capogruppo di Forza Italia Roberto Greci, promotore della proposta di portare la scuola materna alla primaria Della Valle. «Ricordo che fu il commissario straordinario a muoversi per prima per portare i bambini alla Della Valle, non credo che avrebbe autorizzato scelte illegittime – nota il consigliere – Con il progetto che abbiamo presentato, i bambini starebbero tutti al piano terra, come richiede la normativa, basterebbe una chiusura e si realizzerebbe un accesso indipendente. L’ascensore servirebbe solo agli alunni della primaria, a cui resterebbero tutto il piano superiore e l’auditorium. Di sotto i piccoli avrebbero tre aule, più una per la mensa ed eventualmente uno spazio da adibire a dormitorio. Si può fare subito, la nuova scuola oggi non ha nulla di certo e non sappiamo e tra 4 anni avremo la stessa esigenza».

    Calcinari attacca in contropiede: «Vuoi che ci sia una scuola nuova a Casette o no? Noi crediamo che ce ne sia bisogno, servono tre milioni di euro, un investimento che nessuna amministrazione ha fatto mai a Casette d’Ete, avremo uno spazio di 900 metri quadri, con sala pubblica utilizzabile anche come auditorium per la cittadinanza. Abbiamo effettuato uno studio e non ci sarebbe particolare impatto per i parcheggi. Non raccontiamo che lo faremo domattina, servono tempo e risorse, ma li troveremo, con l’aiuto del Ministero e della Regione, valuteremo anche il ricorso ad un project financing, altrimenti metteremo i soldi che servono con risorse comunali, seppur nelle difficoltà economiche in cui si trova il nostro bilancio. Un progetto ambizioso che guarda allo sviluppo futuro del nostro territorio ed al benessere dei nostre future generazioni».

    P.Pier.

  • Segnali positivi per il turismo a Porto San Giorgio: aumentano arrivi e presenze. Marcattili: «Soddisfatti del lavoro che portiamo avanti»

    Segnali positivi per il turismo a Porto San Giorgio: aumentano arrivi e presenze. Marcattili: «Soddisfatti del lavoro che portiamo avanti»

    L'assessore Giampiero MarcattiliArrivano segnali positivi per il turismo cittadino. L’Osservatorio della Regione Marche ha recentemente pubblicato i dati relativi al periodo gennaio-settembre 2025. I rilievi statistici provvisori, destinati ad essere trasmessi all’Istat, mostrano un incremento sia degli arrivi che delle presenze rispetto allo stesso periodo dell’anno 2024.

    Dando uno sguardo ai numeri, si rileva che nel 2025 gli arrivi sono stati 45.653, contro i 43.727 indicati dall’Osservatorio nell’anno precedente. L’incremento è di 1.936 unità, per una crescita che supera il 4%. Il maggior numero di arrivi proviene dall’Italia (35.705) mentre gli stranieri sono stati 9.948. Spicca la crescita anche del dato relativo alla presenze, riassuntivo dei pernottamenti nelle strutture ricettive sangiorgesi.

    Da gennaio a settembre 2025, sempre secondo l’Osservatorio regionale, ne sono state riscontrate 168.128 , in crescita di 11.955 rispetto al dato del 2024. Le presenze provenienti dal Belpaese sono state 127.951, quelle straniere 40.177 per una crescita complessiva momentaneamente rilevata superiore al 7%.

    I dati sono stati accolti positivamente dal sindaco Valerio Vesprini: «Li accogliamo con soddisfazione e li collochiamo tra i risultati di un lavoro combinato tra gli amministratori, associazioni di categoria, operatori turistici e commerciali».

    L’assessore al turismo Giampiero Marcattili si augura che «il trend resti positivo anche per il prosieguo dei mesi. C’è un impegno da parte di tutti per valorizzare il territorio. Non a caso è nato il brand Costa dei Borghi-Riviera Fermana per spingere sulla promozione turistica. Sono stati realizzati eventi di caratura nazionale come la finalissima di Miss Italia e il Festival del mare, finiti sui media nazionali. Va inoltre segnalato l’apporto dell’Assessorato allo sport per la realizzazione di tornei ed eventi anche in bassa stagione, il gemellaggio con la Repubblica ceca che consolida il suo apporto di presenze. Aspettiamo i dati definitivi per avere un quadro generale e arrivare ad un’analisi specifica soprattutto del periodo di alta stagione, non influenzati dalle attività collaterali”.

  • Elezioni, la civica “Fm – Fermo si Muove” scioglie la riserva: «Appoggiamo Scarfini»

    Elezioni, la civica “Fm – Fermo si Muove” scioglie la riserva: «Appoggiamo Scarfini»

    Alberto Scarfini

    La lista civica Fm-Fermo si Muove,  forza di maggioranza nella consiliatura guidata dal sindaco Paolo Calcinaro e da vent’anni presenza storica e consolidata nel panorama politico fermano, comunica ufficialmente la decisione di sostenere la candidatura di Alberto Scarfini alle elezioni comunali di Fermo previste per maggio 2026.

    «La scelta – spiegano dalla civica – arriva al termine di un articolato percorso di ascolto e confronto con tutte le forze politiche impegnate nella prossima tornata elettorale. Un percorso condotto nel pieno rispetto della propria identità civica e centrista, che da sempre caratterizza Fm fin dalla sua nascita».

    «Riconosciuti per l’impegno costante a favore della trasparenza, del rispetto, dell’educazione civica e della partecipazione, esprimiamo entusiasmo per l’ingresso nella coalizione a sostegno di Scarfini. La decisione è maturata nella convinzione di contribuire a un progetto amministrativo fondato su valori condivisi e su una visione aperta, dialogante e orientata al bene comune» aggiungono.

    Da due decenni Fm-Fermo si Muove opera «con coerenza e continuità per una città capace di essere punto di riferimento nel territorio provinciale, valorizzando il ruolo di Fermo come capoluogo che promuove la provincia stessa come comunità unita, inclusiva e proiettata verso il futuro. L’adesione alla coalizione rappresenta, per noi, un passo naturale nel solco di questa missione». Fm conferma il proprio «impegno a lavorare, insieme alle altre componenti della coalizione, per un progetto amministrativo che metta al centro la città, il territorio e le persone. Un progetto che certamente sia di continuità con il lavoro svolto nell’ultima consiliatura, ma pronto oggi a confrontarsi con la realtà attuale, con i cambiamenti avvenuti in questi ultimi 5 anni e con un futuro fatto di innovazione e rinnovamento».

     

  • Schianto all’incrocio con la Statale, soccorso un motociclista. Allertata l’eliambulanza (Le Foto)

    Schianto all’incrocio con la Statale, soccorso un motociclista. Allertata l’eliambulanza (Le Foto)

     

    di redazione CF

    Incidente stradale nel primo pomeriggio di oggi a Porto Sant’Elpidio. A seguito di un sinistro stradale all’incrocio tra la statale Adriatica e via Marina, un motociclista è finito rovinosamente sull’asfalto con la moto che è andata ad impattare contro le insegne in metallo che delimitano l’incrocio tra la ss16 e, appunto, via Marina.

    Raccolto l’sos, sul posto si sono precipitati, allertati dalla centrale operativa del 118, i sanitari della Croce verde Porto Sant’Elpidio. La centrale 118 ha anche richiesto, per la dinamica dell’incidente, anche l’eliambulanza che è così decollata dall’ospedale Torrette di Ancona alla volta di Porto Sant’Elpidio.

    Sul luogo del sinistro anche un’ambulanza  della Croce azzurra di Sant’Elpidio a Mare e i carabinieri che stanno lavorando per ricostruire la dinamica del sinistro, prima di dare l’ok al soccorso stradale EuroSos per la rimozione del motociclo incidentato dalla strada. Limitazioni al traffico veicolare sull’incrocio per consentire le operazioni di soccorso.

  • A14 sempre più insicura, Cesetti (Pd): «Centrodestra immobile. Promesse di Acquaroli, Salvini e Giorgetti nel cassetto»

    A14 sempre più insicura, Cesetti (Pd): «Centrodestra immobile. Promesse di Acquaroli, Salvini e Giorgetti nel cassetto»

    La situazione sul tratto dell’A14 compreso tra Porto Sant’Elpidio e San Benedetto del Tronto ha raggiunto livelli di guardia elevati. È quanto denuncia con forza Fabrizio Cesetti, consigliere regionale del Partito Democratico, a seguito dell’ennesimo incidente verificatosi nella giornata di ieri tra due mezzi pesanti, che ha mandato letteralmente in tilt l’intero traffico, bloccando la viabilità per ore.

    «Se non è avvenuta l’ennesima tragedia – afferma Cesetti – è soltanto per un caso fortuito, ma per quanto ci dovremo ancora affidare alla buona sorte? Quello che stiamo vivendo non è semplice disagio, ma una condizione di pericolo permanente. E pensare che esattamente una settimana fa, dopo anni di nulla, il centrodestra ha avuto il coraggio di bocciare in consiglio regionale anche una mozione dell’opposizione, a prima firma del vicepresidente Enrico Piergallini, che chiedeva l’istituzione di un Tavolo permanente per vigilare sui cronoprogrammi, garantendo che ogni fase dei lavori fosse finalmente trasparente e condivisa con le comunità locali».

    «La mancata realizzazione della terza corsia su questo cruciale snodo autostradale – spiega Cesetti – sta costando cara agli utenti. I cantieri, invece di essere fasi transitorie, si sono cristallizzati diventando essi stessi fonte di criticità: i restringimenti improvvisi rendono la percorrenza estremamente insicura. Negli ultimi cinque anni su questo tratto autostradale si è registrata una crescita preoccupante dell’incidentalità, con numerosi sinistri spesso mortali, tanto che io stesso feci nel 2023 un esposto alla Procura, anche al fine di sollecitare la sospensione dei cantieri fino a quando non fossero garantite le condizioni di sicurezza, che è un obbligo che Società Autostrade deve rispettare. Eppure si continua a far finta di nulla. Né la giunta Acquaroli a livello regionale, né il governo Meloni a livello nazionale hanno mosso un dito per invertire questa tendenza drammatica».

    «L’assurda paralisi che stiamo vivendo – continua l’esponente dem – è la conseguenza del non aver dato seguito all’Accordo di programma riguardante l’Area di crisi industriale complessa del distretto delle pelli-calzature fermano-maceratese, da me sottoscritto nel luglio del 2020 per la Regione Marche con il governo nazionale, in cui il completamento della terza corsia era previsto. Nella scorsa legislatura ho presentato numerosi atti, molti dei quali diventati risoluzioni approvate all’unanimità dall’Assemblea, per impegnare la giunta regionale a riprendere in mano quello strumento. Eppure lo stesso esecutivo ha lasciato quelle risoluzioni in un cassetto, senza neanche provare a mettere in campo soluzioni alternative. Ma se Acquaroli ha le sue responsabilità, peggio ancora sono i ministri del governo Meloni, Giorgetti e Salvini in particolare. Il primo, attuale ministro dell’Economia, nel 2021 aveva addirittura additato le Marche come irraggiungibili, tanto da dichiarare pubblicamente di dover incontrare i suoi rappresentanti a Milano; il secondo, addirittura ministro delle Infrastrutture, si era impegnato a costituire un Tavolo ministeriale con i governatori di Marche e Abruzzo, Società Autostrade, prefetti e Anas con l’obiettivo di aumentare la sicurezza e conciliare circolazione e lavori. I risultati sono sotto gli occhi di tutti».

    «Mi sembra evidente – conclude Cesetti – che stando così le cose ne avremo ancora per molto. Fermo restando il lavoro politico necessario per sbloccare i lavori di realizzazione della terza corsia fino a Pedaso, come previsto nell’Accordo di programma sopracitato, l’invito che rivolgo al presidente Acquaroli e alla maggioranza è quello di fare marcia indietro almeno rispetto al voto della scorsa settimana e istituire subito il tavolo permanente di controllo tra Regione, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Società Autostrade, Anas, associazioni di categoria, rappresentanze dei cittadini e Comuni interessati dall’arteria autostradale, per tornare ad accendere i riflettori su questa emergenza, ormai da quasi sei anni caduta nel dimenticatoio del centrodestra regionale e nazionale».

     

  • Impatto tra due autoarticolati sull’A14, code tra Grottammare e Pedaso

    Impatto tra due autoarticolati sull’A14, code tra Grottammare e Pedaso

    * aggiornamento delle 17,29 *

     Alle ore 16,50 circa, sulla A14 Bologna-Taranto, è stato riaperto il tratto compreso tra Grottammare e Pedaso, in direzione Ancona, precedentemente chiuso a causa di un incidente, ora risolto, avvenuto all’altezza del km 296+500.
    Sul luogo dell’evento sono intervenuti i soccorsi meccanici, le pattuglie della Polizia Stradale e il personale della Direzione 7° Tronco di Pescara di Autostrade per l’Italia.
    Attualmente il traffico transita su tutte le corsie disponibili in direzione Ancona e si registrano 8 km di coda.
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    Tamponamento tra due autoarticolati nel pomeriggio di oggi, 16 marzo, sull’autostrada A14. L’incidente si è verificato intorno alle ore 15 nel tratto compreso tra Grottammare e Pedaso, in direzione Ancona, poco dopo la galleria San Basso di Grottammare.

    Per cause in corso di accertamento i due mezzi pesanti sono entrati in collisione in modo violento tanto da accasciare la cabina di uno dei due mezzi.

     

    Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco del distaccamento di San Benedetto del Tronto, impegnati nelle operazioni di messa in sicurezza dei veicoli coinvolti. Presenti anche gli operatori sanitari del 118, che hanno preso in carico i conducenti dei due autoarticolati per gli accertamenti sanitari. Fortunatamente nessuno dei due ha riportato ferite tali da richiedere il trasporto in ospedale e al momento non risultano persone ferite.

    «Poco prima delle 15 i Vigili del fuoco di San Benedetto del Tronto sono intervenuti in A14, al chilometro 296 + 400, direzione nord, per lo scontro tra due autoarticolati. I Vigili del fuoco – spiegano dallo stesso comando del 115 – hanno provveduto alla messa in sicurezza dei mezzi pesanti ponendo particolare attenzione all’integrità dei serbatoi per evitare possibili fuoriuscite di liquidi infiammabili. Gli autisti, usciti autonomamente, sono stati presi in cura dal personale sanitario».

    Presenti anche le pattuglie della Polizia autostradale di Porto San Giorgio e il personale di Autostrade per l’Italia per la gestione della viabilità e delle operazioni sul tratto interessato.

     

    L’incidente ha avuto inevitabili ripercussioni sul traffico. Per consentire le operazioni di soccorso e la gestione dell’emergenza il tratto autostradale Grottammare – Pedaso è stato temporaneamente chiuso, con il traffico fatto transitare sulla sola corsia di emergenza in direzione Ancona.

    Nel corso del pomeriggio si sono formate code fino a tre chilometri tra Grottammare e Pedaso e rallentamenti per circa due chilometri anche tra San Benedetto del Tronto e Grottammare.

     

    Agli automobilisti diretti verso Ancona è stata consigliata l’uscita a Grottammare, con proseguimento lungo la statale 16 Adriatica e rientro in autostrada alla stazione di Pedaso.

  • Uni.Co. progetto condiviso dal Centro-Sud Italia: 100mila imprese socie e 129 milioni di patrimonio

    Uni.Co. progetto condiviso dal Centro-Sud Italia: 100mila imprese socie e 129 milioni di patrimonio

    Palermo è stata quest’anno la sede dell’incontro annuale che Uni.Co. dedica alle proprie risorse interne, un appuntamento – andato in scena sabato 14 marzo all’Hotel Saracen – che riunisce dirigenti e collaboratori provenienti dai territori in cui opera il confidi e che rappresenta un momento di confronto sulle strategie e sul percorso di sviluppo della cooperativa.

    La scelta del capoluogo siciliano non è casuale. La Sicilia è infatti l’ultima regione, in ordine di tempo, ad essere entrata nel perimetro operativo di Uni.Co., con l’incorporazione, dopo Unifidi Ragusa, delle Cooperative di Garanzia di Palermo e di Enna, “Credimpresa” e “Consorzio Eurofidi”, operazioni che hanno rafforzato la presenza della struttura nel Mezzogiorno e ampliato la platea delle imprese servite

    Quella di Uni.Co. è una crescita relativamente recente ma particolarmente rapida. La cooperativa ha infatti avviato il proprio percorso nel 2019 nelle Marche, regione che continua a rappresentare il cuore del sistema, e in pochi anni ha ampliato progressivamente la propria presenza territoriale fino a diventare una delle realtà più rilevanti del sistema dei confidi italiano e del Centro-Sud.

    Oggi Uni.Co. conta circa 100 mila imprese socie, un patrimonio netto di 129 milioni di euro e 10 sedi operative distribuite in sette regioni italiane – Marche, Umbria, Abruzzo, Molise, Campania, Lazio e Sicilia – con una presenza radicata nei territori e una rete di servizi dedicati alle piccole e medie imprese.

     

    Il ruolo dei confidi assume oggi un valore ancora più strategico in un contesto in cui l’accesso al credito per le piccole imprese si è progressivamente ridotto. Secondo elaborazioni su dati Banca d’Italia, tra il 2012 e il 2025 il credito alle piccole imprese è diminuito del 46%, una contrazione molto più marcata rispetto al –31% registrato dalle società non finanziarie e al –15% del totale del credito ai residenti. In questo scenario realtà come Uni.Co. rappresentano uno strumento sempre più importante per facilitare il rapporto tra imprese e sistema bancario e per sostenere la capacità di investimento del tessuto produttivo.

    Nel corso della giornata di lavoro di Palermo – intitolata “Uni.Co. Terre Comuni. Persone, associazioni, imprese: una responsabilità condivisa” – sono stati condivisi i risultati raggiunti negli ultimi anni e le prospettive di sviluppo della cooperativa, che ha progressivamente ampliato la propria dimensione attraverso un percorso di integrazione tra realtà diverse mantenendo al tempo stesso un forte legame con i sistemi economici locali ed il territorio.

    «Il percorso che abbiamo costruito in questi anni dimostra che è possibile far crescere un confidi mantenendo un forte legame con i territori – osserva Paolo Mariani, direttore generale di Uni.Co – siamo partiti dalle Marche con l’idea di costruire uno strumento utile alle imprese locali, nel tempo questo progetto si è allargato progressivamente fino a diventare la prima realtà del Centro-Sud Italia. La nostra crescita non è mai stata una corsa alle dimensioni, ma il risultato di relazioni costruite nel tempo e di un lavoro condiviso con le associazioni di categoria, il sistema bancario e le imprese».

    La convention, alla quale hanno partecipato anche i segretari nazionali di Cna Otello Gregorini e Confartigianato Vincenzo Mamoli, ha rappresentato anche un’occasione per riflettere sul ruolo che i confidi possono continuare a svolgere in una fase di trasformazione del sistema del credito e delle politiche di sostegno alle imprese. L’esperienza maturata da Uni.Co. negli ultimi anni mostra come i processi di crescita e aggregazione nel settore trovino maggiore solidità quando nascono da percorsi progressivi e condivisi tra le realtà coinvolte e da una integrazione costruita nel tempo.

     

    «Quando persone, associazioni e imprese dimostrano di condividere le responsabilità, e questo è il vero valore, allora il sistema funziona ed il Confidi diventa un modello distintivo. I Confidi sono una risposta alla drastica trasformazione del sistema bancario e al loro allontanamento dai territori ed insieme alle sigle di rappresentanza sono gli unici che ancora ‘guardano in faccia’ le imprese e ne capiscono i bisogni e questo fa la differenza» sottolinea Mamoli.

    «Oggi si può dire senza essere smentiti che Uni.Co. in sei anni è riuscito a concretizzare il suo potenziale partendo dalle Marche ed arrivando sino alla Sicilia raggiungendo numeri di grande rilievo. Uni.Co. deve continuare ad accogliere le imprese, attraverso le associazioni di categoria, per continuare a sostenere le Pmi in situazioni complesse date da continue emergenze. L’incertezza purtroppo fiacca chiunque ma soprattutto la piccola impresa. Di fronte a questo contesto le questioni importanti sono due: da un lato il tema del progetto Artigiancassa, e alle risorse che lo Stato ci mette ogni anno, dall’altro c’è il tema della Legge quadro dell’Artigianato”, le risposte che arriveranno ci potrebbero dare quella certezza di cui abbiamo bisogno» evidenzia Gregorini.

    Da Palermo arriva quindi il segnale di una cooperativa che continua a crescere rafforzando la propria presenza nel Centro-Sud Italia e che guarda alle evoluzioni del sistema dei confidi con l’obiettivo di contribuire alla costruzione di modelli sempre più efficaci di supporto alle imprese.

    Un percorso che, nel caso di Uni.Co., parte dai territori e dalle imprese e che negli anni ha dimostrato come la capacità di fare rete e di condividere competenze e progetti rappresenti uno dei fattori decisivi per consolidare il ruolo dei confidi nel sistema economico nazionale.