Categoria: Sotto Apertura

  • Via Michelangelo e via Fossaceca, scattano i nuovi limiti di velocità. Anche quattro dossi artificiali

    Via Michelangelo e via Fossaceca, scattano i nuovi limiti di velocità. Anche quattro dossi artificiali

    Via Michelangelo, a Porto San Giorgio

    Dopo l’inaugurazione scattano i nuovi limiti. Via Michelangelo, il tratto compreso tra via Caccioni e via Rubicone, viste anche le ripetute segnalazioni dei residenti, potrà essere percorsa dai mezzi ad una velocità massima di 30 km/h. La stessa prevista per alcune vie del centro dove ci sono sicuramente più rischi legati alla presenza dei pedoni ed all’assenza di marciapiedi idonei, e delle bicilette che scorrazzano a destra e a sinistra. Quello in via Michelangelo è un tratto rettilineo, recentemente oggetto di asfaltatura, dove, stando alle denunce di chi vi abita, il transito dei veicoli a motore avviene frequentemente ad una velocità molto elevata, tale quindi da determinare un pericolo per la circolazione, la sicurezza stradale e l’incolumità delle persone. «Considerato che tale situazione potrebbe verosimilmente peggiorare in considerazione dei lavori di riqualificazione del tratto di strada sopra indicato con la
    sistemazione della strada e nuova asfaltatura» si legge nell’ordinanza siglata dal comandante della Polizia locale, Giovanni Paris, gli uffici hanno ritenuto di dover intervenire attraverso l’adozione di strumenti che limitino la
    velocità.

    Il primo, come detto, è la previsione di un limite massimo di 30 km/h invece dei canonici 50 km/h previsti dal Codice della strada. Il secondo è l’installazione di due dossi artificiali che avranno una larghezza non inferiore a 90 cm ed altezza non superiore a 5 cm. Saranno collocati a nord di via Rubicone, in prossimità dell’intersezione con via Michelangelo e a sud di via Cacciona, all’altezza dell’inizio della curva di via Michelangelo. Con una seconda ordinanza è stato disposto che il limite di 30 km/h dovrà essere rispettato pure in via Fossaceca, nel tratto compreso tra via Michelangelo e via Cotechini, dove è presente un lungo tratto rettilineo, e dove, al pari di quanto avverrebbe in via Michelangelo, i residenti denunciano il passaggio di automezzi ad alta velocità. Ed anche in questo caso, è stato disposto che verranno installati due dossi di sezione circolare, uno dei quali all’altezza dell’area di parcheggio posta a nord di Via Fossaceca.

    S.R.

  • Serie di scosse a Sant’Angelo in Pontano,  le ultime da 2.8 e 2.9

    Serie di scosse a Sant’Angelo in Pontano,
    le ultime da 2.8 e 2.9

    Immagine-2026-03-15-090345-650x515

    L’epicentro della scossa

    Una scossa di 2.8 gradi di magnitudo è stata sentita questa mattina nell’entroterra, successivamente ce n’è stata una da 2.9. L’epicentro a Sant’Angelo in Pontano dove da ieri sera alle 22,21 si sono registrate sei scosse. Questa mattina alle 8,32 è stata percepita una scossa alle 8,32. Secondo quanto è stato registrato dall’Ingv, la magnitudo è di 2.8, l’epicentro della scossa è ad un chilometro da Sant’Angelo in Pontano e a 24 chilometri di profondità. Alle 9,59 una seconda scossa, sempre con epicentro a Sant’Angelo in Pontano e a 24 chilometri di profondità con magnitudo 2.9.

    A Sant’Angelo la prima scossa c’è stata alle 22,21 di ieri con magnitudo di 2.1. La seconda e la terza (entrambe di magnitudo 2.4) si sono registrate nelle prime ore di questa mattina: all’1,32 e alle 3,17. Alle 7,12 di questa mattina se n’è registrata una con magnitudo di 2.2. E a seguire quella da 2.8 che è stata percepita nella zona.

  • Vola fuori strada con l’auto, paura per una donna

    Vola fuori strada con l’auto, paura per una donna

    Sos nel tardo pomeriggio di ieri a Valmir di Petritoli per un incidente stradale  che ha visto coinvolta una donna.

    L’automobilista era al volante della sua vettura quando, per cause in corso di accertamento, mentre transitava sulla Valdaso, in territorio di Petritoli, ha perso il controllo dell’auto che è finita fuori strada.

    L’sos è scattato poco prima delle 20 e sul posto sono arrivati i sanitari del 118, i carabinieri e i vigili del fuoco per la messa in sicurezza del veicolo. La donna, fortunatamente, non ha riportato gravi conseguenze dal sinistro.

     

     

  • Sisma, a Milano presentate la guida “I Cammini della Rinascita” e il podcast “Camminando nel Cratere”

    Sisma, a Milano presentate la guida “I Cammini della Rinascita” e il podcast “Camminando nel Cratere”

     

    Due diverse iniziative, con un obiettivo comune: far conoscere e valorizzare i percorsi di turismo lento nei territori dell’Appennino centrale colpiti dal sisma del 2016. È questa la finalità della guida “I Cammini della Rinascita” e del podcast “Camminando nel Cratere”, presentati oggi nell’ambito della ventiduesima edizione di “Fa’ la cosa giusta!”, manifestazione in corso di svolgimento presso la Fiera Milano Rho, dedicata alle buone pratiche di consumo e agli stili di vita sostenibili. La Struttura commissariale sisma 2016 è presente alla tre giorni con uno stand dedicato proprio al turismo lento in quella vasta area compresa tra Abruzzo, Lazio, Marche, Umbria.

    Un momento della presentazione

     

    Alla presentazione hanno preso parte Guido Castelli, commissario straordinario al sisma 2016; Stefania Proietti (in collegamento), presidente della Regione Umbria; Roberto Santangelo, assessore della Regione Abruzzo, Silvia Luconi, una rappresentanza della Regione Lazio, sottosegretario alla presidenza della Giunta regionale Marche e Bruno Pellegrini, Ceo della piattaforma Loquis. L’incontro è stato moderato da Miriam Giovanzana.

     

    L’iniziativa, promossa dal Commissario Castelli, si inserisce nel quadro delle attività istituzionali che affiancano alla ricostruzione fisica dei territori anche azioni mirate al rilancio economico e sociale delle quattro regioni colpite dal sisma. Il progetto mira a valorizzare l’intero territorio del cratere sismico – composto da 136 comuni, oltre ad altri centri oggetto in specifici interventi di ricostruzione – con l’obiettivo di far conoscere a un pubblico sempre più ampio il patrimonio diffuso di storia, cultura, religione, paesaggi e comunità dell’Appennino centrale.

     

    «Attraverso la guida e il podcast – dichiara il commissario straordinario Guido Castelli – vogliamo raccontare cosa sia oggi l’Appennino centrale: un territorio composto da comunità fiere delle proprie radici, che vogliono guardare al futuro. Accanto alla ricostruzione materiale è in atto la strategia di riparazione economica e sociale attraverso la quale stiamo dando vita a nuove opportunità di sviluppo, nel segno della sostenibilità. I cammini rappresentano uno straordinario strumento per valorizzare i nostri borghi, la natura, la spiritualità e le tradizioni delle comunità locali. Camminare in questi territori significa scoprire luoghi di grande bellezza ma anche sostenere concretamente la rinascita delle aree colpite dal sisma. È questa l’idea di fondo dei Cammini della Rinascita: trasformare il turismo lento in un motore di sviluppo, capace di restituire vitalità e prospettive all’Italia interna».

     

    La guida “I Cammini della Rinascita” mette al centro i principali percorsi di turismo lento inseriti nel Programma di sviluppo promosso dalla Struttura commissariale in collaborazione con le quattro Regioni. Attraverso nove itinerari – tra cui il Cammino Francescano della Marca, la Via Lauretana, il Cammino dei Cappuccini, il Cammino nelle Terre Mutate e il Cammino Naturale dei Parchi – il volume accompagna il lettore alla scoperta di città, luoghi della spiritualità, percorsi naturalistici, vie dell’acqua, patrimoni artistici e tesori meno conosciuti dell’Appennino. Un focus specifico è dedicato anche ai luoghi della ricostruzione, con i principali cantieri in corso e le opere già restituite alle comunità.

     

    Accanto alla guida nasce anche il podcast “Camminando nel Cratere”, realizzato in collaborazione con la piattaforma Loquis, che racconta i territori del sisma attraverso un viaggio sonoro tra cammini, borghi e paesaggi delle quattro regioni coinvolte.

     

    Il progetto è il risultato di un ampio lavoro di squadra che ha coinvolto istituzioni, enti locali, parchi nazionali, diocesi, associazioni e cittadini, contribuendo a valorizzare identità, tradizioni e prospettive di sviluppo dei territori. Nell’ambito di questa strategia il turismo rappresenta un volano fondamentale per la crescita culturale ed economica dell’Appennino centrale, sostenuto da un programma di interventi da 47 milioni di euro destinato al potenziamento dei cammini, alla sicurezza dei percorsi, allo sviluppo dei servizi per pellegrini e camminatori e al miglioramento dell’accessibilità.

     

    Nel corso della giornata odierna, oltre alla presentazione della guida e dei podcast, sono stati dedicati specifici panel ad alcuni tra i principali cammini che attraversano l’Appennino centrale. In particolare:

     

    Il Cammino di San Giuseppe da Leonessa è un itinerario religioso e naturalistico ad anello, compreso tra Lazio, Abruzzo e Marche, inaugurato nel 2023 dalle proposte della comunità locale. Attraversa i luoghi simbolo della vita del santo (Leonessa, Posta, Borbona, Capitignano, Montereale, Campotosto, Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto e Cittareale) tra la Valle Santa reatina e i Monti della Laga.

     

    Il Cammino di San Romualdo, denominato “Viae Sancti Romualdi, si snoda per 500 km in 30 tappe, da Sant’Apollinare in Classe (Ravenna, la città in cui nacque) a Fabriano (dove sono custodite le sue spoglie) coinvolgendo 4 regioni italiane: Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Marche.

     

    La Via Lauretana è un antico percorso di pellegrinaggio che unisce Roma al Santuario della Santa Casa di Loreto. Il cammino collega le due importanti mete spirituali attraversando il Lazio, l’Umbria e le Marche. La Via Lauretana, che negli ultimi anni è stata oggetto di un importante progetto di recupero e valorizzazione, attraversa città d’arte, borghi storici e paesaggi appenninici di grande suggestione. Il progetto dei Cammini Lauretani mira a costruire una rete di itinerari culturali e spirituali. Al panel hanno preso parte, tra gli altri, il Sindaco di Tolentino, Mauro Sclavi, e l’assessore al Comune di Macerata Paolo Renna.

     

    La Via di Francesco è un cammino che raggiunge Assisi partendo da Nord (Santuario della Verna, in Toscana) o da Sud (Roma). L’itinerario collega tra loro alcuni dei luoghi nei quali visse e predicò il Santo di Assisi: un cammino di pellegrinaggio, che vuole riproporre l’esperienza francescana di spiritualità, accoglienza e rispetto per la natura. L’importanza di questo percorso è accresciuta dal fatto che quest’anno si celebra l’ottavo centenario della morte di san Francesco.

     

    Il Cammino dei Cappuccini attraversa la dorsale interna delle Marche per 400 chilometri, unendo Fossombrone ad Ascoli Piceno attraverso un percorso di oltre 370 chilometri che prevede 17 tappe. Il Cammino si snoda lungo l’entroterra collinare e montuoso e tocca antichi eremi e conventi, tra cui il luogo di nascita dell’ordine a Camerino. Luoghi dove la storia e la spiritualità si intrecciano con la bellezza della natura.

     

    Il Cammino Francescano della Marca si snoda luoghi ricchi di tradizione francescana, unendo Assisi e Ascoli Piceno attraverso un percorso di 176 chilometri. Compreso tra due regioni, il Cammino offre l’occasione per vivere quella parte d’Italia compresa tra l’Appenino Umbro-Marchigiano e il Parco Nazionale dei Sibillini e per ripercorrere una delle vie che San Francesco utilizzò per le sue predicazioni nelle Marche meridionali.

     

    Il Cammino dei Forti invece racconta la storia militare e difensiva delle aree montane dell’Appennino marchigiano. Si tratta di un percorso ad anello lungo 120 Km, che parte e finisce a San Severino Marche (MC), passando per località quali Serrapetrona, Castelraimondo, Gagliole e Matelica.

     

    Nella giornata di ieri, invece, lo stand della Struttura Commissariale aveva ospitato i panel dedicati al Cammino di San Benedetto, il Cammino Naturale dei Parchi, il Cammino delle Terre Mutate e il percorso dell’ex ferrovia Spoleto-Norcia.

  • Fiamme nel garage, incendio domato dai Vigili del fuoco

    Fiamme nel garage, incendio domato dai Vigili del fuoco

    I Vigili del fuoco sono intervenuti poco dopo le ore 18.30 di ieri a Campofilone per l’incendio di un garage sotto ad uno stabile di tre piani.

    La squadra dei Vigili del fuoco di Fermo, intervenuta con due autobotti, ha spento le fiamme e messo in sicurezza il locale coinvolto. Sul posto personale del 118, i Carabinieri e il funzionario del 115. Non si segnalano persone coinvolte.

  • Oltre 5 milioni per la messa in sicurezza del territorio fermano, Putzu (Fdi): «Interventi concreti che dimostrano l’attenzione del Governo»

    Oltre 5 milioni per la messa in sicurezza del territorio fermano, Putzu (Fdi): «Interventi concreti che dimostrano l’attenzione del Governo»

    Il Ministero dell’Interno ha ufficialmente sbloccato investimenti straordinari per oltre 1 miliardo e 300 milioni di euro destinati alla messa in sicurezza del territorio, alla mitigazione del rischio idrogeologico e al miglioramento sismico degli edifici pubblici. All’interno di questo importante piano nazionale arrivano oltre 5,2 milioni di euro nella provincia di Fermo, destinati a sei interventi di primaria importanza.

    A sottolinearlo è Andrea Putzu, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale: «Sono risorse fondamentali per la sicurezza delle comunità e per la tutela del territorio, soprattutto in un’area fragile come la nostra, dove la prevenzione del rischio idrogeologico e il miglioramento sismico delle strutture pubbliche rappresentano priorità assolute».

    Nel dettaglio, i finanziamenti riguardano:

    – 1.286.250 euro per la Scuola primaria San Giovanni Bosco di Cascinare nel Comune di Sant’Elpidio a Mare

    – 710.000 euro per il versante della ex centrale elettrica a Sant’Elpidio a Mare

    – 490.000 euro per interventi di mitigazione del rischio idrogeologico nelle frazioni di Sant’Elpidio a Mare

    – 1.000.000 euro per il Comune di Monte Rinaldo

    – 1.000.000 euro per il territorio comunale di Rapagnano

    – 700.000 euro per il Comune di Montelparo

    «Si tratta di interventi concreti che dimostrano ancora una volta l’attenzione del Governo guidato da Giorgia Meloni – prosegue Putzu – verso i territori e verso le realtà locali, anche quelle più piccole, che spesso hanno bisogno di maggior supporto per realizzare opere strategiche per la sicurezza dei cittadini”. Il capogruppo di Fratelli d’Italia ha inoltre voluto esprimere un ringraziamento istituzionale: “Un sentito ringraziamento al Governo e in particolare al sottosegretario al Ministero dell’Interno Wanda Ferro per il lavoro svolto e per aver destinato risorse così importanti, consentendo anche ai comuni della nostra provincia di rientrare in questo significativo piano di investimenti».

    «Quando la filiera istituzionale funziona – conclude Putzu – dal Governo nazionale fino agli enti locali, i risultati arrivano e si trasformano in opere concrete per i cittadini. Continueremo a lavorare affinché il Fermano possa intercettare sempre più risorse utili allo sviluppo e alla sicurezza del territorio»

  • Servizi cimiteriali, la giunta Vesprini approva nuovi indirizzi. Ipotesi gestione in house?

    Servizi cimiteriali, la giunta Vesprini approva nuovi indirizzi. Ipotesi gestione in house?

    Dopo la pubblica illuminazione, il porto, la mensa scolastica ed i parcheggi, l’Amministrazione comunale sta valutando di gestire in house anche anche i servizi cimiteriali. Per ora si tratta di una delibera di indirizzo, che dunque non esclude altre modalità o soggetti, per quanto si tenda a rimarcare che la gestione in house providing «potrebbe consentire al Comune di esercitare un controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi, garantendo nel contempo efficienza gestionale e coerenza con gli indirizzi dell’Amministrazione» così si legge nella delibera. Il pensiero va allora alla Sgds multiservizi, non espressamente indicata nell’atto, che già gestisce o gestirà i principali servizi comunali: dagli stalli blu al porto (sebbene quest’ultima sia una gestione provvisoria), dalla pompa di carburante alla pubblica illuminazione, dalla mensa alla pulizia e raccolta dei rifiuti urbani. Una società a capitale pubblico che la giunta Vesprini sta cercando di potenziare allargando lo spettro degli interventi nel tentativo di risollevarne anche le sorti.

    Ma cosa include al suo interno la gestione dei servizi cimiteriali? Inumazioni e tumulazioni, esumazioni ed estumulazioni, traslazioni, gestione delle concessioni cimiteriali, custodia e vigilanza, manutenzione ordinaria, pulizia e decoro delle aree cimiteriali e gestione dei registri o banche dati. Tante attività per un luogo custode di memorie ed affetti. Dove, peraltro, gli spazi cominciano ad essere un pò stretti. Nella delibera in questione vengono anche stabiliti i criteri a cui la gestione dovrà fare riferimento: continuità del servizio, rispetto della normativa sanitaria e di polizia mortuaria, sostenibilità economico-finanziaria, trasparenza amministrativa e controllo pubblico.

    S.R.

  • «Referendum per far uscire Amandola dalla provincia di Fermo» La proposta e le stilettate del consigliere Saccuti

    «Referendum per far uscire Amandola dalla provincia di Fermo» La proposta e le stilettate del consigliere Saccuti

    Giulio Saccuti

    «Credo si arrivato veramente il momento di dire basta a questo isolamento della montagna Picena (non Fermana, perché non è stata mai riconosciuta tale) da una provincia che ha perso definitivamente il suo mandato e che in questi anni non ha mai rappresentato completamente tutto il suo territorio. Da sempre sono stato contrario alla separazione della provincia di Ascoli con la nascita della provincia di Fermo». Inizia così la riflessione, a tratti spigolosa, del consigliere comunale di Amandola, Giulio Saccuti.

    «Da consigliere provinciale fui forse uno dei pochi, a votare contro questa separazione che da sempre è nata ‘fermocentrica’ escludendo di fatto molti territori marginali tra i quali sicuramente quello montano. Domani con la rielezione, silenziosa e non condivisa, del presidente si appalesa in maniera evidente ed insensato questo abbandono del territorio, in particolare quello marginale e montano, e si evidenzia quanto da me, anche in solitaria, sostenuto in questi ultimi anni.
    Una provincia ed un presidente che in questi ultimi anni ha completamente abbandonato il ruolo di ente di coordinamento e di raccordo facendo così perdere, di fatto il suo senso “di esistere”».

    Saccuti parla anche di un «abbandono colposo del territorio da parte della città di Fermo, che mai è stata città capoluogo e che si è rinchiusa nel suo centro storico abbandonando i piccoli comuni marginali e montani. Una sanità che vede nell’ospedale di Fermo il solo centro sanitario della provincia meritevole di sviluppo e completamento e che di fatto vede nelle altre strutture sanitarie dei piccoli Comuni ed in particolare nel nuovo ospedale di Amandola, non una risorsa ma una difficoltà se non un fastidio. Un totale abbandono della viabilità provinciale dei piccoli Comuni completamente distrutta e quasi impraticabile quando ci si allontana dai paesi della costa.
    Per tutti questi motivi ho assunto definitivamente la decisione impegnativa, ma che ritengo giusta e necessaria, di non partecipare alla votazione del nuovo presidente della Provincia e di presentare, già da domani, in qualità di consigliere comunale di Amandola la proposta di referendum per fare uscire Amandola dalla provincia di Fermo. Con questa mia proposta voglio quindi impegnare il Consiglio comunale della più grande città della montagna, mai diventata fermana, a trainare tutta l’area interna verso il rientro nel suo originario territorio piceno con la speranza che altri Comuni possano, in futuro , seguire poi questa mia decisione».

  • A14, restrizioni per quattro notti sul transito al casello di P.S.Elpidio

    A14, restrizioni per quattro notti sul transito al casello di P.S.Elpidio

    Sulla A14 Bologna-Taranto, per consentire lavori di pavimentazione, nelle quattro notti di lunedì 16, martedì 17, mercoledì 18 e giovedì 19 marzo, con orario 22-6, sarà chiusa la stazione di Porto Sant’Elpidio, in entrata verso Ancona e in uscita per chi proviene da Pescara.
    Società Autostrade consiglia, per chi procede in entrata verso Ancona, di usare il casello di Civitanova Marche. A chi invece è in uscita e proviene da Pescara, si consiglia di utilizzare il casello di Porto San Giorgio/Fermo.
  • Export 2025 in frenata: moda in difficoltà Fermo e Macerata, pesa il farmaceutico nel Piceno

    Export 2025 in frenata: moda in difficoltà Fermo e Macerata, pesa il farmaceutico nel Piceno

    Enzo Mengoni, presidente interprovinciale Confartigianato

    Il 2025 si è chiuso con un segno negativo per l’export marchigiano. Secondo l’analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato Marche su dati Istat, le esportazioni regionali registrano una diminuzione del 7,6% rispetto al 2024, in controtendenza paragonata alla media nazionale che cresce del 3,3%. 

     

    Nel territorio di Confartigianato Imprese Macerata-Ascoli Piceno-Fermo emergono dinamiche differenti, che riflettono comunque il dato regionale.

    In provincia di Fermo l’export complessivo vede una diminuzione del 5,3% (settori micro, piccole e medie imprese (Mpi) al -5,9% e manifatturiero a -6,1%). A pesare è soprattutto il rallentamento del sistema moda: gli articoli in pelle e calzature, primo prodotto esportato e principale pilastro dell’economia locale, segnano un -5,7%, mentre l’abbigliamento registra un calo del 13,6%. Cresce l’export per mobili (+66,7%) e prodotti in legno (+45,6%). 

     

    Più marcata la flessione ad Ascoli Piceno, dove le esportazioni scendono con una riduzione del 24,6%. Il dato è fortemente condizionato dal crollo del comparto farmaceutico, primo prodotto esportato della provincia, che registra una diminuzione del 39%. Anche i settori delle micro e piccole imprese risultano in calo del 9,3%. 

    In provincia di Macerata l’export segna una flessione contenuta dell’1,7% (il manifatturiero del -1,9%). Il principale prodotto esportato resta quello degli articoli in pelle e calzature con il calo del 5,8%. Segnali positivi arrivano invece dai macchinari (+4,5%) e da alcune altre manifatture come gioielleria e occhialeria (+16,7%). Nel complesso, i settori delle micro e piccole imprese registrano una diminuzione limitata allo 0,6%. 

    A livello regionale, i settori Mpi segnano un -4% e ad incidere maggiormente sull’export generale sono il calo dei prodotti farmaceutici (-32,5%), dei macchinari (-10,2%) e del comparto moda (-8,6%), uno dei pilastri dell’economia manifatturiera marchigiana. 

     

    «Il 2025 è stato un anno difficile per il nostro export – commenta il presidente territoriale di Confartigianato Imprese Macerata, Ascoli Piceno, Fermo, Enzo Mengoni – Le tensioni commerciali internazionali e i dazi che hanno colpito il mercato americano hanno ridotto le opportunità per molte imprese del nostro territorio. Gli Stati Uniti restano uno sbocco fondamentale per il Made in Italy e il loro rallentamento ha avuto ripercussioni sulle nostre filiere produttive. Accanto a questo dobbiamo fare i conti con la crisi di alcuni comparti chiave. Il sistema moda, che rappresenta il cuore produttivo tra Macerata e Fermo, sta vivendo una fase complessa, mentre nel Piceno pesa il calo del farmaceutico. Guardando al 2026 il quadro rischia di essere ancora più incerto: le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e la guerra in Iran aumentano l’instabilità in un’area che negli ultimi anni era diventata un mercato importante per il Made in Italy. A questo si aggiunge il rischio di nuovi aumenti dei costi energetici che potrebbero frenare ulteriormente la produzione. Per questo serve una strategia chiara per sostenere le nostre imprese sui mercati internazionali. È necessario rafforzare le politiche di internazionalizzazione, aiutando soprattutto le piccole e micro imprese ad aprirsi a nuovi mercati emergenti e a consolidare la presenza in quelli già esistenti. Servono strumenti concreti per accompagnare le aziende nella promozione del Made in Italy, negli investimenti in innovazione e digitalizzazione e nei percorsi di transizione energetica. Allo stesso tempo è fondamentale intervenire sul costo dell’energia e semplificare l’accesso agli incentivi per le imprese. Solo così possiamo difendere la competitività delle nostre produzioni e permettere al sistema manifatturiero marchigiano di continuare a essere protagonista sui mercati internazionali».