Categoria: Sotto Apertura

  • Fermana, valore condiviso: «Un legame forte tra squadra, città e territorio»

    Fermana, valore condiviso: «Un legame forte tra squadra, città e territorio»

    «La Fermana rappresenta un valore non solo sportivo, ma anche sociale e culturale. Un valore condiviso con tutte le parti sociali del territorio». Questo uno dei temi emersi all’incontro pubblico organizzato dalla Fermana in collaborazione con Sardex al Caffè Letterario di Fermo, dal titolo “Fermana, valore condiviso – dal campo al territorio: il gioco di squadra vincente”, andato in scena giovedì pomeriggio. L’evento, moderato da Franco Contu, cofondatore di Sardex e rappresentante delle Comunità Economiche Locali, ha rappresentato un concreto momento di connessione tra il club gialloblù e il tessuto sociale della città, riunendo istituzioni, mondo economico, associazioni e tifosi in un clima di partecipazione e condivisione.

    All’appuntamento hanno preso parte, tra gli altri, il presidente della Fermana Umberto Simoni, insieme al figlio Gianfilippo Simoni, il questore di Fermo Eugenio Ferraro, l’assessore allo Sport e alle politiche giovanili del Comune di Fermo Alberto Scarfini. Presenti anche i membri della società, lo staff tecnico e una delegazione della squadra composta dal capitano Nicolas Marin, insieme ai giocatori Guti e Flavio Fofi, oltre a numerosi rappresentanti delle associazioni del territorio, delle realtà sportive, delle aziende e degli sponsor che accompagnano il percorso del club.

    Il presidente Umberto Simoni ha sottolineato il valore umano e identitario della società. «La Fermana ha una grande storia e oggi più che mai stiamo portando avanti questi valori. Siamo una famiglia, ognuno con ruoli diversi, dentro e fuori dal campo. I giocatori stanno dando tanto e hanno creato un gruppo molto affiatato. E anche i tifosi ci stanno seguendo sempre più numerosi e voglio ringraziarli per il sostegno».

    Il questore Eugenio Ferraro ha evidenziato il rapporto positivo tra la squadra e il territorio. «Abbiamo una bella collaborazione con la società sotto tutti i punti di vista. Sono qui da pochi mesi ma mi sono subito reso conto che la squadra è percepita come un elemento importante per il territorio. Io sono romano e so cosa significa il rapporto tra tifosi e calcio. Ai giocatori voglio dire: siate consapevoli della responsabilità che avete, perché i modelli per i nostri giovani non sono tanti e voi rappresentate esempi di lealtà, sportività e senso di appartenenza, anche in campo».

    L’assessore Alberto Scarfini ha ribadito il valore della Fermana come luogo di aggregazione per la comunità. «La Fermana è uno dei contenitori più importanti del territorio, un grande spazio aggregativo che mette insieme sport, cultura, condivisione e storia. Un tratto distintivo della nostra società che dobbiamo continuare a portare avanti insieme».

    Franco Contu ha inoltre richiamato l’importanza delle reti territoriali. «Fare rete con il territorio è fondamentale. La Fermana rappresenta non soltanto una squadra di calcio, ma un modello virtuoso di come si possa costruire una rete concreta tra istituzioni, aziende private e associazioni».

    L’incontro si è concluso con un momento di networking tra i partecipanti, occasione per rafforzare ulteriormente i rapporti tra il club e le realtà del territorio. Un segnale chiaro di come la Fermana continui a essere non solo una squadra di calcio, ma un patrimonio condiviso della città e della sua comunità.

  • Rete oncologica, Cesetti all’attacco: «Sulla governance servono certezze» La replica di Calcinaro: «La sua guerra contro tutti travolge anche lui»

    Rete oncologica, Cesetti all’attacco: «Sulla governance servono certezze» La replica di Calcinaro: «La sua guerra contro tutti travolge anche lui»

    Fabrizio Cesetti

    «A oggi la credibilità della Rete Oncologica Regionale delle Marche, una vera e propria eccellenza della nostra regione, risulta compromessa dalla decisione presa dalla giunta regionale con un vero e proprio blitz lo scorso 31 dicembre. Le figure e il metodo utilizzato per nominarne il Coordinamento, infatti, sollevano gravi preoccupazioni anche sull’efficacia di un organismo strategico per la cura dei pazienti oncologici».

    A dirlo, con una nota stampa, è il consigliere regionale Fabrizio Cesetti, che, dopo aver partecipato ieri alla Commissione consiliare “Sanità e Politiche sociali” dove è stata posta la questione, ha presentato un’interrogazione sottoscritta da tutti i gruppi di opposizione per evidenziare «i rischi che potrebbero compromettere la governance clinica di una rete fondamentale per chi affronta patologie tumorali».

    «Alla guida del Coordinamento – spiega Cesetti – è stato collocato un dirigente privo di specifica competenza specialistica in oncologia, mentre tale funzione richiederebbe qualifiche altamente specialistiche e comprovata esperienza. Non sono inoltre stati esplicitati i criteri tecnico-scientifici adottati per le nomine, né i requisiti minimi richiesti. La composizione dello stesso Coordinamento evidenzia poi una prevalenza di profili amministrativi rispetto a figure cliniche specialistiche, in contrasto con il Piano Oncologico Nazionale 2023-2027 che pone al centro la governance clinica qualificata. Ancora più allarmante è la previsione di supplenti con profili eterogenei, senza garanzie di continuità tecnico-scientifica».

    L’esponente dem sottolinea come nella giunta affiorino «serie crepe sugli indirizzi di politica sanitaria. Quando l’assessore sostiene con dichiarazioni alla stampa che tempo addietro egli avrebbe agito in maniera diversa non critica il suo predecessore Saltamartini, ma il presidente Acquaroli, che resta il titolare della politica sanitaria della Regione Marche. In ogni caso, se l’assessore è consapevole dell’inadeguatezza di questa pilatesca soluzione, ammettendo che è una scelta temporanea e lasciando intendere che in futuro si potrebbe affidare la guida a un oncologo, perché non si è assunto subito la responsabilità di una scelta del genere?».

    «I pazienti oncologici marchigiani – conclude Cesetti – meritano di meglio. Dietro ogni decisione ci sono persone in cura che meritano certezze. Chiediamo alla giunta regionale di rivedere quanto prima la governance della Rete Oncologica Regionale, assicurando professionisti con specializzazione oncologica e criteri di nomina pubblici e coerenti con gli standard nazionali. Solo così la Rete potrà esercitare il suo ruolo strategico per la salute dei cittadini».

    Paolo Calcinaro

    Ma la replica dell’assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro, arriva in un batter d’occhi: «Con la costituzione della rete oncologica avvenuta dopo tanti anni, la regione Marche ha avuto accesso ad oltre un milione di euro per finanziare progetti di sostegno e ricerca alla oncologia: questo è il dato che interessa la, purtroppo ampia, platea di pazienti interessati dalla malattia oncologica. E la rete sta già funzionando in questi primi tre mesi dell’anno con incontri e scadenze incentrate sulla presentazione di progetti concreti da finanziare portati avanti dagli dagli oncologi della nostra regione. A fronte di questo purtroppo c’è un Cesetti che non si smentisce mai: una crociata contro l’assessore del suo stesso territorio e non per la sanità. Criticando la costituzione della rete oncologica lui critica un atto che è mancato per quindici anni in questa Regione, compreso il quinquennio in cui lui spadroneggiava in giunta. Ma critica anche il contributo e lo spirito di reciproca collaborazione delle migliori eccellenze di questa regione che sono presenti nella rete, come titolari o supplenti, e che con la loro presenza hanno permesso di sbloccare fondi per oltre un milione sull’oncologia in questo nuovo anno. La sua guerra personale, di cui si sono accorte anche le pietre, ormai travolge tutto e tutti ma purtroppo avendo governato anche lui questa Regione in cinque anni presto dimenticati dai marchigiani, travolge anche se stesso e gli insuccessi come quello di non aver voluto mettere mano sulla rete oncologica».

    Calcinaro che, tramite il suo profilo Fb risponde al consigliere dem anche sulle sue critiche sullo stato della Farmacia ospedaliera di Fermo: «Devo perdere tempo ed energie con queste cose? Purtroppo si, perché non permetto che un atteggiamento così becero di un consigliere regionale di opposizione del mio stesso territorio possa passare indenne. Una crociata, la sua, contro il mio mandato e non per la sanità. Una crociata che travolge tutto e tutti e purtroppo per lui pure se stesso che per cinque anni ha tenuto il bilancio di questa regione. Lo sportello farmaceutico di Fermo ha le sue criticità? Da oltre dieci anni…cosa ha fatto mentre aveva il potere di spesa della Regione? E accusa me che sto qui da quattro mesi (e che ovviamente mi impegnerò sul tema)».
    Calcinaro che poi rincara la dose sulla Rete oncologia marchigiana: «L’abbiamo istituita per la prima volta la rete oncologica sbloccando fondi su ricerca e sostegno alla oncologia marchigiana per oltre un milione di euro e lui accusa il coordinamento, ignorando la presenza tra titolari e supplenti dei nostri migliori oncologi, ignorando il lavoro già fatto in questi primi tre mesi di funzionamento e ignorando soprattutto la sua ignoranza visto che nei suoi cinque anni di giunta non l’avevano nemmeno istituita. Ecco, cinque minuti persi, ma credo siano ben spesi per descrivere, a chi ancora non lo abbia capito, il metodo Cesetti».
  • «Serve un cambio di rotta per Fermo, la città non può restare immobile» L’analisi del Pd

    «Serve un cambio di rotta per Fermo, la città non può restare immobile» L’analisi del Pd

    Dorotea Vitali, segretaria del Pd di Fermo

    «Un cambio di rotta per una città che non può restare immobile». E’ quanto chiede il circolo fermano del Pd secondo cui «la situazione politica a Fermo sta vivendo una fase di stasi, l’amministrazione comunale sembra essere sparita dai radar, lasciando la città in un vuoto informativo che ci preoccupa profondamente».

    Per i dem il dibattito in consiglio comunale si è interrotto bruscamente a dicembre 2025 «e da allora non abbiamo avuto alcuna notizia sulle attività finanziarie o istituzionali dell’ente. Questa assenza di confronto non è solo formale, ma ha ricadute dirette sulla vita dei cittadini. Non sappiamo nulla sull’avanzamento dei progetti Pnrr in scadenza, né abbiamo informazioni certe sul biodigestore, un investimento enorme per la nostra comunità, o sui cantieri legati al PINQuA e alle scuole. Quando le decisioni strategiche, come la riqualificazione del Girfalco, vengono prese senza una discussione pubblica, e quando il futuro dell’ospedale Murri viene deciso unilateralmente, ci si sente tagliati fuori dal destino della propria città. Anche di fronte all’aumento dei fenomeni di insicurezza e al crescente disagio giovanile, che colpiscono duramente il nostro centro storico, l’amministrazione non sembra avere una risposta adeguata. È tempo che chi amministra esca dal silenzio e, finalmente, “batta un colpo”».

    «Per superare questa paralisi, proponiamo una visione alternativa, basata – aggiungono i dem – su una trasformazione radicale verso una comunità aperta e trasparente. Non vogliamo che la città subisca passivamente le decisioni, ma che il dialogo diventi la forza trainante della politica. Per questo, puntiamo a superare la mancanza di informazioni attraverso l’istituzione di sedi di confronto permanente in ogni quartiere e l’introduzione di un Bilancio Partecipativo annuale, per rimettere i cittadini al centro delle scelte. Crediamo in un ruolo attivo del Comune nella programmazione socio-sanitaria, garantendo che il sindaco eserciti il suo ruolo di autorità sanitaria per trasformare il Murri in una “Cittadella sanitaria” efficiente e a servizio pubblico. Infine vorremmo attuare un piano per la rinascita del centro storico, che non può essere considerato solo un semplice contenitore di eventi, ma diventi uno spazio vitale dove sia piacevole vivere e lavorare, contrastando ogni forma di impoverimento commerciale e residenziale. Vogliamo rafforzare la Polizia Locale e creare spazi sicuri, ma anche investire concretamente in attività educative, nel potenziamento dei centri sociali e nell’introduzione dello psicologo di base per sostenere le famiglie e i giovani che affrontano momenti di fragilità. La nostra Fermo ha bisogno di una guida che torni a parlare con le persone e a progettare insieme il futuro, superando l’immobilismo di questi mesi».

  • Auto si ribalta sulla strada Fermana: arrivano 118, Vigili del Fuoco e Polizia locale

    Auto si ribalta sulla strada Fermana: arrivano 118, Vigili del Fuoco e Polizia locale

    Attimi di paura, oggi pomeriggio, lungo la strada ss210 Fermana, quella che collega Porto San Giorgio a Fermo.

    Erano circa le 15,30, infatti, quando una vettura si è ribaltata sulla corsia direzione est. Fortunatamente, bene dirlo subito, non risultano feriti gravi anche se un uomo è stato soccorso dal 118 e accompagnato, per accertamenti, all’ospedale Murri di Fermo.

    Sul posto, infatti, la centrale operativa del 118, ricevuto l’sos, ha inviato ambulanza e automedica. Con i sanitari anche i Vigili del Fuoco per mettere in sicurezza il veicolo che, almeno stando alle prime informazioni trapelate, aveva iniziato a perdere carburante, e la Polizia locale di Fermo che è occupata dei rilievi per ricostruire con esattezza la dinamica del sinistro.

  • Sisma, Castelli: «Risorse anche per Monte Rinaldo» Borroni: «Un ringraziamento al commissario per l’ulteriore finanziamento»

    Sisma, Castelli: «Risorse anche per Monte Rinaldo» Borroni: «Un ringraziamento al commissario per l’ulteriore finanziamento»

    È stato approvato nell’ultima Cabina di coordinamento l’aggiornamento delle Ordinanze 109/2020 e  137/2023, che hanno previsto una rimodulazione e il rafforzamento delle risorse destinate a diversi Comuni marchigiani colpiti dal sisma.  

    In particolare, l’ordinanza 109/2020 aggiorna e rifinanzia gli interventi per il Museo Archeologico di  Urbisaglia: 681.618,67 euro (incremento di 241.618,67 euro); Contrada Aso 14 a Monte Rinaldo:  652.910,98 euro (incremento di 350.308,63 euro); Cimitero di Pieve Torina: 3.344.369,60 euro  (incremento di 834.834,74 euro). 

    «Con l’aggiornamento di queste due ordinanze – il punto del commissario straordinario al sisma 2016, Guido Castelli – rafforziamo gli interventi nei comuni marchigiani colpiti dal sisma, dando continuità al  cambio di passo che abbiamo impresso alla ricostruzione. A Urbisaglia, Monte Rinaldo e Pieve Torina  incrementiamo risorse per musei, edifici storici e cimiteri, mentre a Valfornace rimoduliamo cinque  opere pubbliche per rispondere alle esigenze operative emerse nei cantieri, garantendo continuità e  accelerazione dei lavori. La ricostruzione pubblica non è solo il ripristino di edifici e infrastrutture, ma  rappresenta il cuore della rinascita sociale ed economica dei territori colpiti. Ogni intervento che  riusciamo a portare a termina rappresenta un segnale concreto: significa ridare servizi, sicurezza e  fiducia alle comunità, sostenendo la ripresa e rafforzando il tessuto locale».

    A entrare nello specifico dei lavori è il sindaco di Monte Rinaldo, Gianmario Borroni: «L’ulteriore stanziamento ci permette di effettuare in maniera unitaria un intervento importante sull’edificio, che avrà destinazione residenziale. Anch’esso collegato alle proprietà della famiglia Giustiniani, in quanto lascito della famiglia, risalente al 1800, destinato a favore della comunità di Monte Rinaldo. Ci tengo dunque a ringraziare il commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli, per la vicinanza dimostrata e l’ulteriore finanziamento concesso al nostro comune».

     

     

     

  • Tipicità, il bilancio dell’edizione 2026: sempre alta la visione di futuro. Serri: «Indicata la via del confronto e della condivisione»

    Tipicità, il bilancio dell’edizione 2026: sempre alta la visione di futuro. Serri: «Indicata la via del confronto e della condivisione»

    Il taglio del nastro di Mauro Torresi ed Angelo Serri

    Delegazioni dai quattro continenti, oltre 180 espositori, più di 100 giornalisti accreditati e circa 10.000 presenze tra visitatori e operatori. Si chiude con numeri significativi la 34^ edizione di Tipicità Festival, che nelle tre intense giornate al Fermo Forum ha confermato la propria evoluzione e il crescente ruolo nel panorama nazionale e internazionale. Oltre 130 eventi hanno animato il programma della manifestazione, delineando quello che gli organizzatori definiscono “il futuro buono”, frutto di un anno di lavoro condiviso dal comitato organizzatore e da una rete ampia di soggetti pubblici e privati.

    Una vera e propria squadra territoriale composta da Regione Marche, Camera di Commercio, Comuni coorganizzatori, Università, associazioni e partner privati che, insieme, contribuiscono a dare vita a un ecosistema unico nel panorama italiano.

    «Anche per questa edizione 2026, il Festival si è presentato come un evento che, da Fermo, ha fatto e fa conoscere e promuove i sapori, le produzioni e le eccellenze di tanti settori, fra cui quello enogastronomico, capace di rappresentare l’armonia di capacità ed eccellenze della nostra regione. Un Festival – ha detto il vice Sindaco reggente di Fermo Mauro Torresi nel tracciare un bilancio – che ha raccontato la cultura, le tradizioni, le comunità che sanno guardare avanti, che instaurano rapporti internazionali con altri Paesi italiani ed esteri. Una vetrina di bellezza, un punto di incontro, un palcoscenico di prestigio che sa sempre partire dal passato, vivere il presente e proiettarsi al futuro. Un grazie alla Regione Marche, al Direttore Angelo Serri ed Alberto Monachesi Project Manager di Tipicità per il coordinamento, a tutti i partner scientifici, tecnici, al project partner, a tutti gli enti che hanno patrocinato l’evento ed a tutti i partecipanti».

     

    Tre gli elementi che emergono con particolare evidenza da questa edizione. Il primo riguarda il consolidamento del profilo nazionale e internazionale della manifestazione. Tipicità si conferma sempre più uno strumento di internazionalizzazione capace di generare opportunità concrete per il Fermano e per l’intera regione Marche. Solo nei giorni del Festival sono arrivati tre inviti ufficiali per partecipare come ospiti a manifestazioni in altri Paesi europei e extraeuropei.

    Il secondo aspetto riguarda il ruolo di piattaforma di dialogo tra territori e comunità. Tipicità si afferma sempre più come luogo di incontro e confronto tra comunità locali marchigiane e italiane, dove amministratori e decisori pubblici condividono strategie, avviano collaborazioni e sviluppano progetti comuni. Un valore che contribuisce a posizionare Fermo al centro delle più innovative dinamiche dello sviluppo “glocal”.

     

    Il terzo elemento guarda già avanti. Le relazioni internazionali attivate, i nuovi progetti avviati e le collaborazioni tra territori nate durante il Festival rappresentano il punto di partenza per costruire Tipicità 2027. Un percorso che nei prossimi mesi continuerà a svilupparsi attraverso iniziative, missioni e nuove connessioni tra comunità, imprese e istituzioni, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente il ruolo delle Marche come laboratorio di futuro e di buone pratiche per uno sviluppo sostenibile e identitario.

     

    «Si chiude la trentaquattresima edizione – dichiara il direttore Angelo Serri – che si è svolta in un momento particolarmente complesso sul piano internazionale, tra guerre, tensioni commerciali e forti perturbazioni economiche che incidono sulla vita delle persone e delle imprese. In questo scenario a tinte fosche, Tipicità Festival ha voluto indicare una via luminosa: quella della condivisione e del confronto che si sostituisce allo scontro. Nella tre giorni appena conclusa Fermo è stata un faro capace di ispirare imprese, università, amministrazioni e cittadini verso un futuro possibile: quello delle traiettorie indigene, lo slogan che ha guidato questa edizione». Con la chiusura del Festival non si conclude dunque un percorso, ma si apre una nuova fase di lavoro e di relazioni che accompagnerà il cammino verso la prossima edizione.

  • Grandinata nell’entroterra, diversi i paesi colpiti

    Grandinata nell’entroterra, diversi i paesi colpiti

    Un’intensa grandinata si è abbattuta nel primo pomeriggio di oggi su alcuni paesi dell’entroterra fermano. Da Monsampietro Morico a Falerone, passando anche per Servigliano, sono stati diversi i territori “imbiancati” dai chicchi di ghiaccio caduti a terra.

    Una perturbazione veloce, ma significativa, che nel giro di pochi minuti ha disegnato un paesaggio tipicamente invernale, nonostante il sole che ha caratterizzato la mattinata.

    Al momento non vengono segnalati danni o situazioni di particolare disagio.

  • Addio a Luciano Magnalbò, il senatore con l’animo d’artista

    Addio a Luciano Magnalbò, il senatore con l’animo d’artista

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    Luciano Magnalbò alla presentazione di un suo libro nella redazione di Cronache Maceratesi

    È morto la notte scorsa all’hospice di Macerata Luciano Magnalbò. Se n’è andato alla soglia degli 83 anni (li avrebbe compiuti il 5 aprile) dopo aver combattuto con una malattia che lo debilitava da tempo.

    Avvocato, politico, giornalista, pittore (alla Accademia di Belle Arti di Macerata fu allievo di Remo Brindisi), scrittore maceratese, una figura poliedrica la sua, che ha saputo toccare la vita del capoluogo in tanti modi. Di formazione liberale, dopo decenni di saggi, libri, quadri e ricerche storiche, negli anni Novanta il suo impegno in politica si fa più importante con l’elezione a senatore nelle fila di Alleanza Nazionale. Resta in parlamento per due legislature consecutive, fino al 2006 (dal 2001 è stato anche vicepresidente del gruppo An in Senato), oltre a continuare ad occuparsi di libri e articoli storici e di costume per diverse testate giornalistiche.

    «Addio caro Luciano. Sei stato un amico sincero oltre che un politico corretto e appassionato – lo ricorda Simone Livi, ex consigliere regionale di Fratelli d’Italia – era sempre un piacere passare del tempo in tua compagnia e ragionare insieme sulle questioni che riguardavano il nostro amato territorio. Oggi provo un grande dolore. Davvero. Condoglianze a tutta la famiglia e Rip Senatore».

    Il funerale di Magnalbò si svolgerà domani alle 15,30 alla chiesa dei Santi Vito e Patrizio di Chiesanuova di Treia.

  • Lotta alle dipendenze, la proposta di Cesetti: «Test antidroga su base volontaria per chi ricopre ruoli istituzionali»

    Lotta alle dipendenze, la proposta di Cesetti: «Test antidroga su base volontaria per chi ricopre ruoli istituzionali»

    Fabrizio Cesetti

    «L’emergenza legata alla diffusione delle sostanze stupefacenti e all’abuso di alcol tra i giovani marchigiani non può essere affrontata con il silenzio o con interventi sporadici. I dati dell’ultima Relazione al Parlamento ci restituiscono una realtà estremamente preoccupante che richiede una risposta istituzionale ferma, corale e, soprattutto, coerente». Lo afferma il consigliere regionale del Partito Democratico, Fabrizio Cesetti, il quale ha depositato una proposta di legge, sottoscritta da tutti i gruppi di opposizione, per l’istituzione della Giornata regionale per la lotta alla droga e alla dipendenza dall’alcol. Il consigliere dem aveva presentato un analogo testo nel 2023, ma il centrodestra ne aveva sempre impedito la discussione.

     

    «I numeri riferiti allo scorso anno – afferma Cesetti – descrivono uno scenario che impone un cambio di passo nelle Marche, dove l’incidenza dei decessi legati all’uso di sostanze e l’abbassamento drastico dell’età del primo contatto con le droghe hanno raggiunto livelli d’allarme. Il fatto che il 37% della popolazione studentesca dichiari di aver consumato sostanze psicoattive è un segnale che non possiamo ignorare. Per questo ho voluto depositare un testo che metta al centro la prevenzione nelle scuole e il supporto alle famiglie, perché la battaglia contro le dipendenze si vince sul campo dell’informazione e della consapevolezza, non solo con la repressione. Credo sia doveroso destinare più fondi alla tutela della salute pubblica e alla prevenzione. Dobbiamo attivare iniziative capillari con il servizio sanitario regionale e il terzo settore per dare risposte certe ai sindaci e alle comunità locali che ogni giorno si trovano a gestire questo dramma sociale».

     

    Il passaggio più innovativo della proposta riguarda il ruolo dei rappresentanti delle istituzioni: «Ricordo bene che, nel 2021, l’allora assessore alla sanità Filippo Saltamartini si rese protagonista di una clamorosa esternazione pubblica, sostenendo che molti politici facessero uso di stupefacenti. Peccato che la maggioranza non abbia accolto la nostra richiesta di fugare ogni dubbio sull’integrità della classe politica della regione Marche, promuovendo da subito e per tutto il resto della legislatura un costante screening antidroga sui componenti della giunta e del consiglio regionale. Per questo motivo ho deciso di riprendere quell’idea nella nuova proposta di legge, prevedendo che amministratori di Regione, Province e Comuni marchigiani si sottopongano, ovviamente su base volontaria, a test antidroga e alcolici. L’articolo 54 della Costituzione ci ricorda che le funzioni pubbliche vanno adempiute con disciplina e onore, quindi sottoporsi a questi test è un atto di trasparenza dovuto ai cittadini e un segnale di vicinanza alle famiglie che lottano contro le dipendenze».

  • «Le critiche del Pd rasentano il ridicolo, si mettano l’anima in pace: qui c’è un’amministrazione che lavora per amore della città»

    «Le critiche del Pd rasentano il ridicolo, si mettano l’anima in pace: qui c’è un’amministrazione che lavora per amore della città»

    Andrea Rogante

    «Ho sempre creduto che il voler bene a Porto San Giorgio non abbia colore politico, il voler bene al proprio paese è fisiologico, e come altrimenti? Alcuni membri del Pd hanno fortemente criticato l’intervento in via Michelangelo, l’assessore Senzacqua e il sindaco Vesprini. Ora mi chiedo dove può arrivare la fede politica a tal punto da polemizzare su un’opera cosi importante». A parlare è il consigliere comunale di maggioranza, Andrea Rogante dopo l’intervento del gruppo consiliare dem.

    «Ricordiamo tutti i disastri con le piogge e il fango che si riversava su quella via. Ora questa critica mediatica da parte del Pd rasenta il ridicolo, mi sento di dire che non hanno più argomenti. Chi è in Consiglio, anche se all'opposizione, non critica un'opera di miglioramento anche sul fronte della sicurezza. Io capisco che l’opposizione debba fare questo ma ora le loro critiche stanno rasando il ridicolo, credo che l’amministrazione Vesprini stia esprimendo la volontà di migliorare posti strategici vedasi il palazzetto o il porto o l’arena Europa. Aggiungo il mercato coperto e molti altri interventi a cui stiamo lavorando come via Medi, oggi più sicura, la tanto acclamata piazza Mentana è ai blocchi di partenza».

    In conclusione, per il consigliere Rogante «Il Pd dovrebbe mettersi l’anima in pace. Questo gruppo (la maggioranza, ndr) oltre che lavorare in sintonia, ha un sindaco che ama Porto San Giorgio e con la giunta sta facendo un ottimo lavoro. L’impegno dell’assessore Fabio Senzacqua, sempre in prima linea, gratificherà ancor di più il lavoro svolto fino ad oggi con un occhio puntato al futuro per nuovi progetti cittadini ambiziosi, sempre per il bene di Porto San Giorgio, così come dovrebbe prevedere una politica corretta e laboriosa».

    https://cronachefermane.jef.it/2026/03/10/nessuna-traccia-di-questioni-strutturali-ma-pompano-lordinario-critiche-dem-allamministrazione-vesprini/748030/