Di lei non si hanno più notizie dal primo pomeriggio di oggi. L’ultimo segnale del suo telefono cellulare, agganciato da una cella telefonica, risale a circa le 13. E la sua auto, rintracciata da un conoscente nei pressi de La Playa de Cococciò, litorale nord di Porto Sant’Elpidio, si trova praticamente sulla battigia. Scattate le ricerche di una donna. Anche in mare, ovviamente.
La macchina dei soccorsi e delle ricerche, coordinata come dalla Capitaneria di porto di San Benedetto del Tronto, ha visto mobilitarsi, dopo la segnalazione giunta alle 15, la Guardia costiera, appunto, i Vigili del fuoco, i Carabinieri, la Polizia di Stato e la Polizia locale.
Un conoscente della donna ha trovato la sua vettura, si diceva, sulla battigia elpidiense, a poca distanza dal confine con Civitanova Marche. Sul tettino una borsa.
E così si sono mobilitati la Capitaneria di porto con la motovedetta, e i Vigili del fuoco arrivati sul posto anche con un gommone e con i loro sommozzatori. Al momento, oltre al fatto che si tratterebbe di una donna di circa 40 anni originaria dell’Est Europa, non si hanno ulteriori notizie.
Impiegati nelle ricerche, per ciò che concerne la Capitaneria di Porto, tre motovedette (di San Benedetto del Tronto, di Porto San Giorgio e di Civitanova Marche) mentre sulla spiaggia ci sono i sommozzatori del primo Nucleo Sub Guardia Costiera, personale del Circomare di Porto San Giorgio e un team di supporto subacqueo dei Vigili del fuoco di Fermo. Sui cieli di Porto Sant’Elpidio anche l’elicottero Nemo 12 della Guardia Costiera, decollato da Pescara.
Al netto di cambi equipaggio e rifornimenti dei mezzi (navali ed aereo), le attività di ricerca coordinate dalla Guardia Costiera proseguiranno senza soluzione di continuità.
Passaggio flash della Tirreno-Adriatico, nella tarda mattinata di oggi, sulle strade della riviera fermana. Assaggio di grande ciclismo professionistico in attesa dell’arrivo del Giro d’Italia del prossimo 16 maggio.
L’edizione numero 71 della “corsa dei due mari” che intorno all’ora di pranzo ha fatto capolino sulla Ss16 con la sua lunga carovana di mezzi al seguito ed a precedere, e naturalmente anche i circa 150 ciclisti rimasti in gara.
Tappa numero 7 partita da Civitanova Marche intorno alle 12,30 per poi immettersi subito dopo sulla SS 16 ed attraversare tutto il litorale del Fermano, prima Porto Sant’Elpidio, quindi Lido di Fermo e Porto San Giorgio ed infine Pedaso e Campofilone prima dell’uscita dai confini provinciali. A seguire tutta la “truppa” ha compiuto un giro collinare prevedendo il solito passaggio sul Gpm di Ripatransone. Quindi gran picchiata verso l’Adriatico per portarsi a San Benedetto del Tronto per il conclusivo circuito finale pianeggiante di 10,5 chilometri da percorrere per 5 volte. Gran finale dunque per la conquista del successo di tappa dopo 142 km e ottocento metri di gara.
Nessuna grossa sorpresa, già praticamente tutto deciso per le classifiche generali con la Tirreno-Adriatico 2026 già decisamente in mano al messicano Isaac Del Toro a precedere l’attuale pupillo marchigiano, il camerte Giulio Pellizzari che ieri ha fatto di tutto e di più per vincere la frazione che si concludeva nella sua città, giungendo infine quarto ma conquistando una fantastica posizione nella “Generale”. Ieri protagonisti i passisti-scalatori oggi invece in primo piano i velocisti a regalare spettacolo.
Al passaggio di Porto San Giorgio già un terzetto a provare la fuga della prima ora con oltre 3 minuti di vantaggio sul gruppo che viaggia tranquillo, disinteressandosi al momento dei fuggitivi.
Brindisi prima della proiezione. Da sinistra Andrea Agostini, al centro i tre autori( Giovanni Nasta, Diego Tricarico, Gabriele Berti), il sindaco Noemi Tartabini e Monica Perugini, titolare del Multiplex
di Francesca Marsili (Foto di Fabio Falcioni)
Girato a Potenza Picena nell’estate di due anni fa, è stato un lunghissimo applauso a decretare il successo del film “Strike – figli di un’era sbagliata”, proiettato ieri sera al Multiplex 2000 di Piediripa. Un’ovazione per i tre giovani registi e attori Gabriele Berti, Giovanni Nasta e Diego Tricarico che sono tornati in quei luoghi dove tutto è iniziato per l’anteprima regionale della loro opera prima.
«Se prima per noi questa era solo una regione, ora è la terra dove tutto è partito – hanno raccontano nel talk prima della proiezione -. Un ragazzo della nostra età che vuole fare il regista nel 99 per cento dei casi ti racconta quanto sia difficile. Per noi, quando sono arrivate le Marche abbiamo visto diventare un albero qualcosa che prima era un seme».
Strike narra dei destini di tre ventenni che si incrociano tra le mura di una struttura specializzata nella cura di dipendenze patologiche: tra fragilità e nuove relazioni, ciascuno scopre un modo diverso di affrontare se stesso e la vita. Gli interni del lungometraggio sono stati girati nell’Istituto comprensivo Giacomo Leopardi di Potenza Picena, trasformato nel centro Ser.D dove si incontrano i protagonisti interpretati dagli stessi giovanissimi registi Nasta, Tricarico e Berti. Una commedia amara tratta dal loro omonimo spettacolo teatrale sul grande schermo con un cast d’eccezione: Matilde Gioli, Massimo Ceccherini, Max Mazzotta, Caterina Guzzanti, Massimiliano Bruno, Lorenzo Zurzolo e Pilar Fogliati e le musiche originali di Davide “Dade” Pavanello.
La serata, alla presenza di Noemi Tartabini, sindaco di Potenza Picena, città che è stata la principale location del film e di Francesca D’Alessandro vicesindaco di Macerata, si è aperta con un talk, moderato dal presidente della Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission Andrea Agostini a cui hanno partecipato i tre registi e attori.
«Strike è frutto di 5 anni di lavoro nell’universo del Ser.D che annulla classi sociali davanti alle dipendenze e dove facciamo emergere la storia di tre ragazzi: Dante goffo psicologo, Pietro dipendente dalla marijuana e dal gioco e Tiziano con apparenti problemi di crack che si uniscono come scudi reciproci – hanno raccontato i registi – Siamo stati a contatto con tutte le realtà che raccontiamo, nella loro bellezza e nella loro crudeltà, e abbiamo iniziato a vederle in modo diverso, ad eliminare il giudizio. Solo così ci siamo resi conto che forse chi assume una sostanza non lo fa per alterarsi o “essere fatto”, ma per “stare” con qualcuno. Abbiamo persone vicine a noi che sono state o che sono in comunità e altre che non ci sono più, come Cranio Randagio, un giovane cantante, morto di overdose. La sua scomparsa è stata uno dei grandi motivi che ci hanno portato a raccontare questa storia e abbiamo inserito nel film alcune delle sue canzoni che rispecchiano gli stati emotivi dei giovani di oggi».
Andrea Agostini e Noemi Tartabini
Il film, una coproduzione italo-spagnola di Paco cinematografica e Neo art Producciones con contributi di Regione Marche, Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission, Regione Lazio – Lazio Cinema International e dell’Unione Europea, ha conquistato il pubblico maceratese dopo i numerosi consensi ricevuti dalla critica alla 43esima edizione del Torino Film Festival e sarà nelle sale cinematografiche italiane dal prossimo 26 marzo. Agostini ha sottolineato come il cinema può diventare motore di sviluppo: «Avere per 4 settimane 60 maestranze, di cui 30 marchigiane, che lavorano e un movimento di 200 comparse genera una ricaduta sul territorio in termini economici e di visibilità».
Il messaggio che ha lanciato il presidente di Fondazione Marche cultura al mercato del cinema nazionale è chiaro: «Si può venire nelle Marche, lavorare bene con maestranze competenti e con location già pronte grazie ad amministrazioni attente e disponibili».
Strike, ispirato a Trainspotting (per l’energia), Brutti, sporchi e cattivi (per l’umanità) e Smetto quando voglio (per i dialoghi pop), è girato con un frequente ricorso a primi piani e a dettagli e, nei momenti ad alto impatto emotivo, alla camera a mano, che restituisce attraverso una regia “mossa” la confusione e l’instabilità emotiva dei personaggi.
Da sinistra: Andrea Agostini, Giovanni Nasta, Diego Tricarico, Gabriele Berti, Noemi Tartabini e Monica Perugini
Si è alzato questa mattina il sipario sulla trentaquattresima edizione di Tipicità Festival, la grande kermesse dedicata al food che per tre giorni trasformerà il Fermo Forum in un palcoscenico di sapori, culture, in un mix che dà spazio sia alla tradizione che all’innovazione culinaria. I padiglioni hanno aperto i battenti questa mattina alle 9,30 e si potranno visitare fino alle 20, mentre sabato e domenica la chiusura sarà posticipata alle 21.
«Tipicità è un fenomeno unico in Italia – ha detto il direttore Angelo Serri durante i saluti di benvenuto – In 34 anni abbiamo creduto nella rete e la presenza di tanti Paesi, quello che viviamo oggi ne è la dimostrazione. Abbiamo allacciato rapporti in tutto il mondo e con tante altre comunità italiane. Da questo lavoro scaturisce la Tipicità che da Fermo si proietta nel mondo».
La cerimonia inaugurale si è svolta alle 12, alla presenza delle autorità locali e nazionali, con la partecipazione delle delegazioni estere ospiti di questa edizione: Bahia Blanca per l’Argentina, Kyoto per il Giappone, El Jadida per il Marocco, Czemrencha per la Polonia e Lozova per l’Ucraina, come anticipato da Cronache Fermane. Un abbraccio internazionale che vuole conferire alla manifestazione fermana un respiro globale.
«Tipicità nasce nel territorio per valorizzare il locale, ma ha sempre guardato oltre. Attraverso i decenni abbiamo allacciato tante relazioni come ho affermato prima e quindi, attraverso un interscambio di culture e a livello economico, è stato possibile uscire dall’anonimato» ha ribadito con convinzione Serri ai nostri microfoni.
Monica Caradonna
A fare gli onori di casa e a condurre la giornata inaugurale è stata Monica Caradonna, conduttrice di Linea Verde Italia su Rai 1, che ha saputo raccontare con la sua consueta verve l’anima più autentica di questa manifestazione.
Presente per il quarto anno e per la prima volta come madrina, Caradonna ha affermato di aver trovato «una manifestazione cresciuta che parla tante lingue e che mi ha fatto innamorare delle Marche. Questo fa capire quanto amore parte da questa manifestazione, tanto da coinvolgere una “straniera” come me. Qui ho la certezza che viene intrapreso un percorso di valorizzazione del territorio attraverso gli asset della cultura e dell’identità che per me sono fondamentali nella narrazione del cibo».
Accanto a lei e ad Angelo Serri, il vicepresidente della Regione Marche, Enrico Rossi, l’assessore regionale alla Sanità Paolo Calcinato, e Mauro Torresi per il Comune di Fermo. Per quest’ultimo «Tipicità è sinonimo di cultura, turismo e soprattutto di socializzazione tra le imprese e i nostri produttori. È una scommessa vinta da 34 anni».
In rappresentanza del Governo, hanno preso parte alla manifestazione il consigliere Andrea Putzu delegato per il Ministero del Turismo, che ha fatto le veci della ministra Santanché, e la senatrice di FdI Elena Leonardi.
Sul posto una platea di volti noti: il caporedattore del Tg5 Gioacchino Bonsignore, ormai presenza fissa negli anni; Bruno Gambacorta, giornalista enogastronomico, reporter ed inviato speciale, ideatore di Eat Parade su Rai 2; Marco Ardemagni, conduttore Rai; Alberto Lupini, direttore di Italia a Tavola e Katia Buchicchio, Miss Italia 2025, incoronata proprio nel Fermano, a Porto San Giorgio.
Quasi duecento le realtà presenti negli stand e negli spazi eventi del Fermo Forum, a rappresentare il meglio della produzione enogastronomica, artigianale, industriale e turistico-esperienziale del territorio marchigiano e non solo.
La mattinata è stata animata anche dagli oltre cinquecento studenti arrivati per “Tipicità4Kids”, il programma dedicato ai più giovani con laboratori e attività di educazione divertente.
Su questo tema è intervenuto l’assessore alla Sanità della regione Marche, Paolo Calcinaro, parlando di educazione all’alimentazione di cui Tipicità è un simbolo: «Uncontributo viene anche dal Comune di Fermo che da anni ha portato il kilometro zero nelle proprie mense. Sappiamo che quella pasta viene dal nostro territorio. L’educazione a una corretta alimentazione è costituita da tanti dettagli dunque Tipicità è sicuramente un tassello importante».
Sempre in mattinata si è tenuto un dialogo tra i rettori delle Università di Camerino, Macerata e della Politecnica delle Marche, a testimonianza del legame sempre più stretto tra la manifestazione e il mondo accademico.
Alle14 Monica Caradonna ha intervistato Francesca Durighel, vicepresidente di Coop Alleanza 3.0, mentre alle 15 i presenti hanno potuto immergersi nelle atmosfere del Sol Levante grazie a una masterclass dedicata alla pregiata carne di wagyu, guidata dallo chef della Nippon Food Academy Takashi Kido.
Tra gli appuntamenti del pomeriggio anche “Le giuste traiettorie”, il forum delle 17,30 promosso da Banco Marchigiano, con interviste condotte dalla giornalista-avvocata Ester Viola a protagonisti che si sono distinti per soluzioni vincenti nelle loro attività d’impresa.
Domani e domenica il festival proseguirà con un programma altrettanto ricco. Tipicità si conferma un vero e proprio ecosistema capace di raccontare, connettere ed evolvere, in un viaggio immersivo nell’Italia più autentica.
Monica Caradonna
Il prefetto Edoardo D’AlascioEnrico RossiPaolo CalcinaroAngelo Serri
Monica Caradonna
Angelo SerriPaolo Calcinaro
Katia Buchicchio – miss Italia 2025Edoardo D’AlascioMissi Italia 2025, Katia Buchiccio, e Miss Marche 2025, Asia CampanelliAsia CampanelliMonica Caradonna, alla sia sin. Alberto Monachesi
Delegazioni dai quattro continenti, quasi duecento realtà in rassegna, oltre centotrenta eventi in programma, diecimila metri quadrati al coperto tra padiglioni espositivi e aree incontri: questo è il biglietto da visita di Tipicità Festival 2026, trentaquattresima edizione della manifestazione che racconta le Marche di qualità, la regione del benessere, in confronto con altre comunità dal mondo. Dal 6 all’8 marzo il Fermo Forum si trasforma in una grande festa del gusto, delle qualità artigiane, dei sapori eccellenti, degli itinerari inaspettati. Atenei, scuole, professionisti, associazioni ed enti locali, tutti insieme in una grande rappresentazione del mondo bello e buono che le Marche vogliono interpretare.
La manifestazione, giunta alla sua 34esima edizione, è stata presentata questa mattina, nella sede regionale, con il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli: «Tipicità è un realtà consolidata sul territorio che si snoda anche durante tutto l’arco dell’anno valorizzando le eccellenze e il saper fare marchigiani – ha detto Acquaroli sottolineando quanto le Marche delle eccellenze con Tipicità ritrovino il loro spirito d’orgoglio – Anno dopo anno, la manifestazione è diventata un punto di riferimento centrale che va oltre i confini comunali e provinciali, riuscendo a unire la regione e offrire un palcoscenico alle aziende. È una sfida che unisce istituzioni, corpi intermedi e numerosi piccoli e medi imprenditori, permettendo al territorio di mostrare ciò che sa fare. Un’occasione importante per far riunire le Marche e ritrovare un senso di orgoglio e consapevolezza del nostro patrimonio di biodiversità, manifattura e specialità che dobbiamo accompagnare nella crescita”. In questo periodo estremamente complesso con le preoccupazioni legate ai conflitti, ha aggiunto il presidente “è fondamentale restare accanto alle nostre imprese che sono ben radicate, rappresentano la nostra autenticità e uno spirito di resilienza che ci contraddistingue da secoli e con forza negli ultimi anni. La collaborazione tra la Regione Marche, il Comune di Fermo e tanti altri comuni è una bellissima occasione per valorizzare i nostri luoghi più autentici in vista della stagione estiva. Finché si riuscirà a mantenere questo entusiasmo, ci sarà una spinta che va oltre l’aspetto commerciale e professionale, basata sulla capacità di credere nel nostro modello di sviluppo e nel nostro territorio».
La presentazione di Tipicità 2026
Angelo Serri, direttore di Tipicità, ha dato appuntamento a tutti per il 6, 7 e 8 marzo al Fermo Forum, dove sono attesi anche tanti personaggi noti, a partire dalla conduttrice Rai, Monica Caradonna, il caporedattore del TG 5 Gioacchino Bonsignore e Bruno Gambacorta, creatore del format Eat Parade su Rai 2. «Questa edizione ha come tema “Connessioni indigene”, un’edizione che racconta le Marche di qualità, la regione del benessere. Dal 6 all’8 marzo il Fermo Forum ospiterà ancora una volta una grande festa del gusto, delle qualità artigiane, dei sapori eccellenti e degli itinerari inaspettati, cammini simbolo di benessere e di del vivere bene. Tipicità è sempre più momento di confronto tra realtà diverse di questa regione. Tutti insieme, dunque, per rappresentare il bello e il buono che le Marche vogliono rappresentare»
Mauro Torresi, vicesindaco reggente di Fermo, la città che da sempre ospita Tipicità e che con la manifestazione si apre al mondo, nel suo intervento ha esordito ringraziando «in primis l’attuale assessore regionale Paolo Calcinaro che da sindaco di Fermo ha fatto crescere in questi 10 anni il festival fino a questi livelli. Tipicità – ha proseguito – è una porta con cui la Città di Fermo e la nostra regione si aprono sempre più al mondo. Giunge alla 34esima edizione un evento atteso, partecipato che riesce a mettere in vetrina il meglio, il saper fare, il buono e la bellezza delle Marche. Ma la particolarità del Festival Tipicità è il suo essere costantemente connesso con il mondo, è il suo essere il tramite e lo strumento che crea legami con realtà internazionali e che dà la giusta ribalta ai nostri territori. Quest’anno la dimensione GloCal di Tipicità, ovvero la sua straordinaria capacità di coniugare la dimensione locale con l’internazionalizzazione, si declina ospitando Paesi esteri di ben quattro continenti. Quest’anno Tipicità sarà il degno palcoscenico della consacrazione di un risultato per l’Italia a cui il Festival ha contribuito: ovvero il riconoscimento dell’Unesco nel dicembre scorso della cucina italiana come Patrimonio Culturale Immateriale dell’umanità. Tipicità ha la sua forza nel mettere insieme, far dialogare e promuovere le anime produttive, economiche, culturali dei nostri territori, farle interagire e interloquire proficuamente con realtà internazionali che con la loro partecipazione a Tipicità sono – in questo momento più che mai – espressioni e voci di Pace. Un sentito grazie al Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, al Direttore di Tipicità Angelo Serri e ad Alberto Monachesi, Project Manager di Tipicità, per il coordinamento di un evento che non è solo nei tre giorni del Fermo Forum ma che è cura certosina dei rapporti con attori ed interlocutori del Festival tutto l’anno, a tutti i partner scientifici, tecnici, al project partner Banco Marchigiano, alle Università, a tutti gli enti che patrocinano l’evento, ed a tutti i partecipanti».
Massimo Tombolini, direttore generale di Banco Marchigiano, in qualità di project partner della manifestazione, ha sottolineato «la valenza strategica dell’evento nel promuovere e dare impulso alle economie locali. In un momento di perturbazioni internazionali un evento catalizzatore come Tipicità è essenziale per sviluppare insieme modelli di sviluppi adatti alla nostra regione, alle imprese e alle famiglie delle Marche».
John McCourt, magnifico rettore dell’Università di Macerata, ha ribadito l’impegno dell’Ateneo «a fianco di Tipicità per rinforzare il legame e l’impegno dell’Ateneo nello sviluppo del territorio marchigiano».
Andrea Santarelli, prorettore dell’Università Politecnica delle Marche, ha specificato come l’impegno dell’Ateneo a fianco di Tipicità sia costituito da un intenso lavoro congiunto che mira a dare la giusta valenza ai talenti e alle territorialità.
Francesca Bedeschi, direttore Anci Marche, ha ricordato il «pluriennale rapporto di collaborazione con Tipicità. Dal Festival fermano inizia in realtà un percorso che valorizza tante comunità locali e per tutto l’anno, attraverso il Grand Tour delle Marche».
Tutte le informazioni e il programma completo al sito: www.tipicita.it
La presentazione di Tipicità 2026La presentazione di Tipicità 2026La presentazione di Tipicità 2026
«Mai vista una cosa simile da quando viviamo qui: missili che esplodevano in cielo, poi i messaggi di alert del Governo. Per la prima volta abbiamo avuto paura». A raccontare cosa sta accadendo da sabato a Dubai sono Andrea Bernardi, 44enne di Fermo, e Federica Silenzi, 37enne di Sant’Elpidio a Mare, che vivono lì dal 2020.
Andrea Bernardi e Federica Silenzi
Per loro, come molti italiani che si trovano nei Paesi del Golfo, sono ore di tensione perché tra i paesi che ospitano basi militari statunitensi contro cui l’Iran cha lanciato missili di rappresaglia ci sono anche gli Emirati Arabi Uniti, dove si trova Dubai, colpita da una serie di attacchi con droni e missili. I due marchigiani, che avevano partecipato al reality “Se mi lasci non vale” su Rai 2 con Luca Barbareschi, vivono a Dubai Marina da sei anni e sono genitori di una bambina.
Colonne di fumo a Dubai
Bernardi è un imprenditore, titolare di un’azienda e gestisce un fondo di trading online.
Andrea Bernardi
«Sabato sera ero con mia figlia ad un compleanno appena fuori Dubai – racconta Bernardi – ad un certo punto iniziamo a vedere centinaia di missili che esplodevano in cielo, colpiti dalla contraerea dubaina. La situazione era davvero spaventosa, soprattutto perché a Dubai non si era mai visto qualcosa del genere: è considerata una città molto sicura e non ce l’aspettavamo. L’offensiva è andata avanti per ore e la situazione era davvero tesa. Ad un certo punto sono iniziati ad arrivare alert sui cellulari da parte del Governo in cui ci dicevano di stare in luoghi sicuri, in casa e lontani dalle finestre, perché ogni volta un missile veniva abbattuto cadevano detriti. Alcuni sono caduti sul famoso albergo di lusso Fairmont The Palm hotel e sul Burj Al-Arab, dove sono scoppiati degli incendi, Non è uno scenario di guerra, ma c’è tensione».
Federica Silenzi
Anche Federica Silenzi è un’imprenditrice: content creator, si occupa di formazione social per professionisti e privati e organizza esperienze a Dubai. «Qui ci siamo sempre sentiti al sicuro – dice – e quello che è successo è stato traumatico». Anche lei, come Andrea, ha sempre percepito la città come estremante sicura e quanto accaduto è qualcosa che mai si sarebbe aspettata. «Sentire quei rumori e vedere quelle esplosioni in cielo è stato devastante – racconta al telefono – mi sono impaurita molto. La situazione era surreale, avevo una sensazione strana perché in giro era tutto molto tranquillo, le persone erano a cena o a passeggiare. Le zone più vicine al mare, dove viviamo, erano quelle che maggiormente subivano queste esplosioni. Così ho deciso di allontanarmi da Dubai Marina, non mi sentivo al sicuro. La notte di sabato l’abbiamo passata in un albergo a Dubai South. A mezzanotte è arrivato l’allarme da parte del Governo che ci diceva di metterci al sicuro e lì la paura si è fatta più intensa: ho dormito pochissimo, ero sempre a guardare il cellulare e a rispondere ai messaggi che mi arrivavano dall’Italia da chi leggeva le notizie e mi chiedeva come stavamo. Ieri abbiamo affittato una villa sempre a Dubai South, una zona praticamente desertica. Qui stiamo bene, sembra tutto normale». Le giornate a Dubai, dopo gli attacchi iraniani nel Golfo scorrono tra incertezza e prudenza. «Le forze dubaine hanno intercettato e abbattuto 165 missili e 209 droni: il sistema di intelligence di Dubai è eccellente – chiude Silenzi – l’unica cosa che posso fare è fidarmi del Governo e sperare vada tutto bene. Non so se rimarrò qui o tornerò in Italia, quando si potrà, mi piacerebbe rientrare anche per far stare sereni i miei genitori. Ma vediamo come evolve, viviamo giorno per giorno».
Si è svolta oggi, nelle acque antistanti Porto Sant’Elpidio, un’esercitazione, coordinata dalla Prefettura di Fermo, volta a testare la risposta operativa in caso di incidente marittimo presso la piattaforma offshore Sarago Mare A. Lo scenario simulava l’impatto del supply vessel “Anna Guidotti” con uno dei piloni della piattaforma, cui seguivano un incendio a bordo della nave, lo sversamento di circa 10.000 litri di gasolio e il ferimento di due operatori.
Il Compartimento Marittimo di San Benedetto del Tronto, guidato dal comandante Giuseppe Quattrocchi, ha diretto le operazioni delle diverse componenti del sistema di soccorso: Comando Vigili del Fuoco di Fermo, Capitaneria di Porto di San Benedetto del Tronto, Ufficio circondariale marittimo di Civitanova Marche, Ufficio circondariale marittimo di Porto San Giorgio, Sala Operativa Unificata Permanente della Regione Marche, Provincia di Fermo, Comuni di Fermo, Porto Sant’Elpidio e Porto San Giorgio, insieme ai rispettivi gruppi comunali di Protezione Civile e Arpa Marche.
«Per testare la prontezza operativa di uomini e mezzi, nonché la capacità di coordinamento della Sala Operativa, abbiamo volutamente ipotizzato di dover gestire un evento di tale portata. Salvaguardia della vita umana in mare, sicurezza della navigazione e tutela dell’ambiente marino e costiero sono tre distinti aspetti che, già presi singolarmente, possono raggiungere gradi di complessità elevata. Quando vengono messi a sistema e gestiti contestualmente, invece, la complessità aumenta esponenzialmente e per completare missione con successo è necessaria la massima efficacia ed assoluta professionalità» il commento del comandante Quattrocchi.
Tutte le forze intervenute hanno operato congiuntamente per fronteggiare gli aspetti sanitari, tecnici e ambientali conseguenti all’emergenza simulata nel corso dell’esercitazione. In particolare, un significativo contributo è stato fornito dall’Istituto Tecnico Tecnologico “G. e M. Montani” di Fermo, i cui studenti, oltre ad assistere alle operazioni espletate durante l’esercitazione, hanno anche messo a disposizione un correntometro sperimentale, sviluppato nell’ambito delle attività didattiche dell’Istituto. Tale dispositivo ha reso possibile prevedere in tempo reale la direzione dei flussi del carburante sversato, consentendo alle squadre operative di intervenire tempestivamente in modo efficace e, in chiave preventiva, di scongiurare il rischio che le sostanze raggiungessero la costa.
La Prefettura, dopo aver espresso soddisfazione per l’elevato livello di coordinamento dimostrato anche nella presente occasione, ha sottolineato l’importanza di questa prima esercitazione in chiave sia rafforzativa della capacità di risposta del territorio che, al contempo, di valorizzazione del prezioso contributo formativo e tecnologico assicurato delle istituzioni scolastiche locali coinvolte.
Il lupo ripreso dalla videosorveglianza di Marino Marziali
di redazione CF (video gentilmente concessi da Marino Marziali)
«Venerdì notte sono stati avvistati in più punti diversi lupi anche a ridosso di abitazioni, in contrada San Martino, dalla zona dell’autoparco comunale a Caldarette Ete». E’ la segnalazione di Marino Marziali a cui fanno eco anche altri residenti su Facebook. «Li abbiamo visti con i nostri occhi, erano almeno un paio» scrive un altro cittadino. «Erano distanti e davanti ai fari dell’auto sono scappati ma sembravano proprio dei lupi» un terzo commento.
Ma Marino Marziali, o meglio il suo impianto di videosorveglianza, è riuscito a riprenderli mentre si aggirano nella sua proprietà. «In un mio terreno ora sono recintate delle pecore, un gregge di un pastore – ci racconta – molto probabilmente i lupi sono attirati dalle pecore. Speriamo bene».
Ma Marziali non vuole, comprensibilmente, circoscrivere la discussione al mero avvistamento, al caso specifico. E la domanda che si pone è quella che da tempo dovrebbero porsi anche le autorità e le istituzioni (anche se la risposta ormai è nota ai più, con una serie di concause). Marziali non ha certamente nulla contro i lupi. Ma vuole andare a fondo del problema: «Non possiamo più tenere liberi animali da cortile. Le attenzioni dovrebbero essere rivolte alla protezione degli animali, tutti gli animali, non solo dei cani. Dovremmo cercare di capire il perché i lupi si avvicinano tanto alle abitazioni, cosa che non succedeva nel passato» quando antropizzazione, coltivazioni e presenza faunistica, però, avevano tutt’altre dimensioni e impatto sull’ecosistema.
Da sin. Andrea Agostini, Jessica Tidei e Andrea Rossetti
Un nuovo appuntamento con la Fondazione Marche Cultura Marche – Film Commission, quello ai microfoni di Radio Fm1. Ospiti del programma “Happy Togheter”, condotto da Jessica Tidei, sono stati il presidente proprio della Fondazione Marche Cultura-Marche Film Commission, Andrea Agostini, ed il responsabile della comunicazione Andrea Rossetti, che hanno parlato di tutto ciò che riguarda la comunicazione all’interno della fondazione.
«La comunicazione è un asset importante del nostro lavoro. Le Marche sono splendide, ma se non ci fosse una loro divulgazione, la gente non le conoscerebbe – ha commentato il presidente Andrea Agostini – ecco allora che stiamo cercando di creare una nuova narrazione della nostra regione attraverso la cultura, il cinema e l’arte. Ad oggi le Marche vengono conosciute come un set a cielo aperto, ad esempio, per tante produzioni. Questo anche grazie al lavoro che fa Andrea Rossetti, che è il nostro responsabile alla comunicazione, insieme a tutto il suo team. Ultimamente a Fermo si sta tenendo una mostra fotografica eccezionale dedicata a Mario Dondero, presso il Terminal, con oltre 80 immagini del famoso fotografo. Una mostra aperta fino al 12 di aprile, il sabato e la domenica. Questa, ad esempio, è un’esperienza che va veicolata. Per farlo – aggiunge il presidente – non basta il classico taglio del nastro ma va raccontata e ricordata. Per questo ci siamo recati alla mostra e l’abbiamo raccontata attraverso i social, creando curiosità intorno a questo evento e cercando di avvicinare il pubblico».
«Bisogna andare a comunicare dove il pubblico è più presente, quindi non c’è luogo migliore dei social – le dichiarazioni di Andrea Rossetti – lo dobbiamo fare con un linguaggio diverso e differente, come pochi fanno. Si tratta di un linguaggio istituzionale, ma anche smart e di approfondimento, il tutto condensato in pochi minuti, a volte secondi. Quindi per quanto riguarda la mostra di Dondero di cui parlava il presidente Agostini, siamo andati, abbiamo comunicato attraverso interviste, video etc., creando una sorta di servizio giornalistico di pochi minuti. Con il nostro lavoro cerchiamo sempre di aprire dei focus sui settori di cui si occupa la Fondazione, dando la possibilità al pubblico interessato di avere qualsiasi tipo di informazione ed approfondimento dei vari eventi. Abbiamo creato un servizio di semi-live, nel senso che raccontiamo l’evento quasi in tempo reale».
Comunicazione e narrazione che negli ultimi anni sono letteralmente cambiati con l’avvento delle nuove tecnologie e dei canali di riferimento.
«Noi ci occupiamo di narrazione e non lo facciamo solo con il linguaggio standard e tradizionale. Passiamo dal classico post blog, al reel fino al podcast e ci occupiamo anche di una comunicazione attenta alla stampa tradizionale – ha sottolineato Andrea Rossetti – ovviamente ci sono anche delle difficoltà di cui dover tenere conto. Innanzitutto saper scegliere cosa raccontare e cosa no, visto che sui social bisogna essere concisi e diretti, avendo pochi secondi a disposizione per catturare l’attenzione del pubblico. Poi bisogna usare un linguaggio semplice e accessibile a tutti, ma anche autorevole, perché siamo una fondazione e dobbiamo essere seri e credibili. Un’altra difficoltà è quella di far capire che comunque i nostri contenuti non sono amatoriali pur essendo fatti con un cellulare comune come quello di un qualsiasi utente, anche su questo abbiamo prestato attenzione e siamo cresciuti molto».
Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission non si ferma mai ed è già proiettata per veicolare ulteriormente il nostro territorio e raggiungere obiettivi sempre più importanti, tra questi il riconoscimento di Ancona come capitale italiana della cultura 2028.
«Una soddisfazione da parte nostra vedere che in tre anni di lavoro siamo arrivati ad avere due serie televisive in prima serata, “Balene” in Rai e ora “Colpa dei sensi” su Mediaset. Mi piacerebbe che venissero prodotte le seconde stagioni di entrambe le fiction. Speriamo comunque di continuare ad avere player di assoluto livello come questi. Per quanto riguarda il futuro prossimo – ha aggiunto Andrea Agostini – a breve uscirà il bando per il sostegno all’audiovisivo con il quale speriamo di avere nuove splendide produzioni. Poi ci sono altre produzioni che arrivano dai bandi precedenti e sono pronte a partire. Tra i progetti c’è poi quello di Ancona capitale della cultura 2028, che stiamo sostenendo insieme ad altri enti. Noi ci stiamo occupando della narrazione di Ancona, promuovendo la comunicazione della città e delle sue bellezze. Il tutto lo facciamo anche attraverso la narrazione filmica, come è accaduto con la serie “Balene”. Speriamo che il Ministero della Cultura possa cogliere la forza di Ancona attraverso tutta la narrazione che stiamo facendo. Questa candidatura, tra l’altro, non rappresenta solo la città dorica ma l’intera regione che si rispecchia nel suo capoluogo. L’eventuale scelta di Ancona come capitale della cultura sarebbe una grande opportunità per tutto il territorio».
Paurosa carambola tra tre auto, oggi pomeriggio intorno alle 17, in contrada Paludi di Fermo: soccorse due persone, fortunatamente, anzi meglio dire miracolosamente, non in gravi condizioni.
erano circa le 17, si diceva, quando a San Marco alle Paludi tre vetture sono entrate in collisione tra loro. E una delle tre auto è finita fuori strada. Quattro, in totale, le persone coinvolte. Per due di loro, un uomo e una donna, è stato necessario il soccorso sanitario anche se, stando alle prime informazioni trapelate, nulla di particolarmente preoccupante per entrambi.
Sul posto, raccolto l’sos, la centrale operativa ha inviato due ambulanze della Croce azzurra di Porto San Giorgio e l’automedica. Con i sanitari anche i vigili del fuoco che, oltre a mettere subito in sicurezza i veicoli, hanno anche illuminato la strada per agevolare le operazioni di soccorso. Particolare lo svuotamento del serbatoio di una vettura alimentata a gpl: «Con il supporto di due unità del comando di Fermo e di due unità provenienti dal comando di Ancona, è stata effettuata la messa in sicurezza della bombola – spiegano dal 115 – mediante la combustione controllata del gas in torcia».
Rilievi affidati alla polizia locale di Fermo. Presenti anche i carabinieri. La strada è stata temporaneamente chiusa al traffico. Ultimati i rilievi da parte delle divise, i veicoli sono stati recuperati dal soccorso stradale EuroSos.
Quasi in contemporanea incidente anche a Piane di Montegiorgio: due auto coinvolte. Non risultano nemmeno in questo caso feriti gravi.