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Con una nota stampa, il gruppo consiliare di minoranza Avanti Montegranaro pone l’attenzione su quello che a proprio dire è un vero e proprio esodo di studenti dall’Isc di Montegranaro.

«Chiusi i termini per le iscrizioni degli alunni alle classi prime, l’ Isc di Montegranaro fa i conti con un dato allarmante: circa 20 famiglie avrebbero iscritto i propri figli nelle scuole secondarie inferiori di primo grado (ex scuole medie) di altri Paesi – riferiscono dal gruppo di opposizione – in attesa di conoscere i dati ufficiali, emerge un numero rilevante, mai registrato prima con tali dimensioni: le scuole di Montegranaro si svuotano non (o non solo) a causa del calo demografico, ma per scelte precise che le famiglie hanno legittimamente esercitato. Fermo, Monte San Pietrangeli, Monte san Giusto i paesi dove i ragazzi montegranaresi frequenteranno l’ ultimo triennio della scuola dell’ obbligo, più o meno una classe che se ne va. Le famiglie sentite ci hanno fornito motivazioni diverse: strutture più idonee, spazi meglio attrezzati, agevolazioni sul costo di libri e trasporto scolastico, organizzazione oraria più rispondente ai loro bisogni, in particolare:”la settimana corta”. Da settimane in Paese se ne parla, ma invano abbiamo aspettato un commento dell’ Amministrazione. E invece nulla, silenzio assoluto».

«Il Sindaco, sempre tanto attivo sui social, non ha ritenuto spendere nemmeno una parola sull’argomento? E’ tutto normale? O troppo imbarazzante da trovare uno spazio libero tra i tanti post per parlarne? Eppure è un problema serio, di quelli che dovrebbero far balzare un Sindaco dalla sedia, perlomeno un sindaco che ha a cuore il futuro di un Paese. Evidentemente, come denunciamo da anni dai banchi dell’opposizione, la scelta sciagurata di rinunciare a costruire un nuovo e moderno edificio scolastico sta presentando il conto, rivelando tutte le possibili conseguenze negative. E’ la prima grave e diretta responsabilità di questa Amministrazione – sottolineano dalla minoranza – il Sindaco dovrà inoltre chiarire perché negli anni non abbia lavorato in sinergia con la Scuola per analizzare i dati e le esigenze che emergevano? Un esempio per la scuola Primaria. Abbiamo più volte ricordato la scelta lungimirante fatta dalla Preside reggente dott.ssa Isidori nell’ istituire il tempo pieno nel Plesso Capoluogo durante l’ amministrazione Mancini. Si accolse con favore la nuova offerta formativa e si fornì il necessario supporto perché funzionasse. In un plesso scolastico che si stava svuotando, la nuova organizzazione iniziò ad essere sempre più gradita dalle famiglie che vi aderirono in numero crescente di anno in anno. Abbiamo più volte sollecitato l’ attuale amministrazione perché si coordinasse con la Scuola al fine di attivare nuove sezioni a Tempo Pieno in altri plessi piuttosto che accanirsi nell’aumentare il costo delle tariffe della mensa e dei trasporti scolastici. Un’occasione mancata imperdonabile, se pensiamo che il Pnrr destinava fondi per estendere il tempo Pieno, attraverso la “costituzione, riqualificazione o messa in sicurezza di mense scolastiche”. La nostra Amministrazione? Non pervenuta. La conseguenza? Il prossimo anno scolastico siamo a conoscenza di più di 30 famiglie che ci hanno comunicato di aver iscritto i figli alla prima classe a Tempo Pieno del Capoluogo, ma non tutte vedranno accolta la propria richiesta: a causa del soprannumero (la prima classe può essere formata da poco più di 20 alunni) circa una decina dovrà confluire nelle classi degli altri plessi con un’ organizzazione oraria non rispondente alle esigenze e alle proprie scelte educative. Cosa ha da dire il Sindaco in proposito? Riuscirà ad assumersi delle responsabilità o darà ancora una volta la colpa di tutto alla minoranza che non ama il Paese, ai genitori politicizzati che remano contro, agli insegnanti di parte? O ai Presidi che si sono succeduti?
E infine: se da anni le famiglie chiedono di estendere la “settimana corta” anche alla scuola secondaria, perché non dialogare con la Dirigenza e gli organismi scolastici affinché si possa sperimentare tale modalità organizzativa sempre più diffusa nei Comuni vicini? In alternativa possiamo pure rassegnarci a che le famiglie facciano “due passi” in più e iscrivano i loro figli a Monte San Giusto, come accaduto quest’anno».

«La scuola è il cuore pulsante di una Comunità, non prendersene cura, non sostenerla, non accrescerla è segno evidente di incapacità amministrativa e miopia politica – conclude il gruppo di opposizione – il Sindaco risponda una buona volta nel merito e dica alla cittadinanza come intende far fronte al problema ed evitare che in futuro l’esodo continui».