Grida e paura a Lido Tre Archi: arrivano i sanitari del 118 e le forze dell’ordine. Questa mattina, intorno alle 11 dal quartiere costiero di Fermo, più precisamente da via Marilungo, è scattata, alla volta della centrale operativa 118, una richiesta di soccorso.
Arrivati sul posto, i sanitari hanno trovato un uomo riverso a terra dopo una caduta verosimilmente da un’altezza superiore ai tre metri. A quel punto, quindi, come da procedura, è stata richiesta l’eliambulanza che, infatti, da lì a pochi minuti è atterrata nei paraggi. L’uomo, dopo essere stato stabilizzato, è stato preso in cura dai sanitari dell’elisoccorso e trasportato all’ospedale Torrette, in codice rosso.
Al momento non si conosce, con esattezza, la dinamica dell’accaduto. Con i sanitari, ovviamente, sono intervenute anche le forze dell’ordine. A loro il compito di ricostruire con esattezza quanto accaduto.
di redazione CF
«Il Girfalco non è solo un parco: è l’anima di Fermo. Ma oggi quell’anima trema davanti a un progetto che promette riqualificazione e restituisce, agli occhi di molti, uno stravolgimento della propria identità. Tra pavimentazioni, prati non più accessibili e panchine rimosse, viene tradito il “genius loci”. Un iter rapido che, pur partendo da presupposti condivisibili, rischia di trasformare per sempre il salotto verde del centro storico della città, cancellando abitudini e memoria». E’ questo, in estrema sintesi, il sunto delle riflessioni emerse dall’assemblea pubblica organizzata dagli ambientalisti sabato scorso.
Il Coordinamento Ambientalista di Fermo (Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Demos) ha infatti organizzato, sabato 7 marzo, presso l’hotel Astoria, un’assemblea pubblica per illustrare e discutere il progetto relativo al Parco del Girfalco, recentemente approvato dalla giunta comunale fermana e già in fase gara di appalto per la realizzazione delle opere, per un importo di circa 1.200.000 di euro.
All’incontro hanno partecipato circa 150 cittadini. Per l’amministrazione erano presenti l’assessora ai Lavori pubblici Ingrid Luciani, il progettista Nazzareno Petrini, il responsabile del procedimento Giacomo Torresi e il dirigente del Settore Lavori pubblici Alessandro Paccapelo.
L’assessora e il progettista hanno illustrato ai presenti il progetto. Durante il dibattito, particolarmente partecipato, sono emersi vari spunti di riflessione. «Un primo tema riguarda la mancata condivisione preliminare del progetto con la cittadinanza, non tanto per l’assenza delle associazioni quanto per la grande importanza urbanistica e sociale rivestita dal Parco. Per quanto riguarda le aiuole intorno alla fontana, saranno inseriti un cordolo in corten e una siepe per impedire l’accesso al prato, e questa scelta inibirà la fruizione di ampie sezioni del parco – dichiarano in una nota dal Coordinamento – da parte specialmente dei giovani. Diversi cittadini hanno definito il corten potenzialmente pericoloso perché tagliente e hanno sottolineato che, inserito nel terreno, può danneggiare la vegetazione circostante. I tecnici hanno risposto che saranno presi gli accorgimenti necessari».
Si è poi discusso degli interventi previsti nell’area sud della Cattedrale. «Nella zona del cedro i pini che lo circondano, disposti in ellisse attorno ad esso, saranno inseriti all’interno di aiuole – anche queste inibite al passeggio e alla fruizione diretta – in parte piantumate con arbusti locali o rustiche a cespuglio, autoctone e a bassa manutenzione, ed in parte destinate a prato. La forma geometrica dei pini sarà evidenziata da un percorso pedonale ellittico e con due tagli trasversali realizzati con una pavimentazione drenante in graniglia di marmo per recuperare, una tecnologia degli anni ‘60. Alcuni dei presenti hanno espresso i propri dubbi poiché sotto i pini il prato difficilmente cresce a causa dell’acidità del terreno, la superficie calpestabile risulterebbe fortemente ridotta e si modificherebbe in maniera sensibile il Girfalco, per come i fermani sono abituati a farne uso. La ghiaia evita i dissesti tipici delle pavimentazioni: assecondando il movimento delle radici, impedisce che queste vengano tagliate per ripristinare il passaggio, salvaguardando la salute dell’albero. Nel progetto alcuni pini saranno circondati dalle pavimentazioni drenanti» continuano gli ambientalisti.
Sono stati inoltre criticati i circa 1700 metri quadri di nuova pavimentazione drenante, ritenuti «eccessivi, e la scelta di un materiale giudicato da alcuni poco adatto al contesto. Sono emersi dubbi riguardo la durabilità delle pavimentazioni posate a secco, sia per la presenza delle radici di pino, notoriamente superficiali, sia per il transito dei veicoli dei residenti (che continuerebbe ad essere consentito) che, come testimoniato dai dissesti creatisi recentemente su via dell’Anfiteatro Antico, potrebbero pregiudicarne la conservazione».
Una delle domande più ricorrenti ha riguardato «l’assenza di bagni pubblici. Secondo l’amministrazione, la gestione dei servizi igienici potrà essere affidata al privato che prenderà in concessione lo Chalet, mentre non sarebbe possibile realizzare nuovi volumi a causa dei vincoli presenti. In riferimento a ciò, si segnala che la realizzazione di un progetto complessivo di tale portata sarebbe stata una perfetta occasione per risolvere il problema».
È stato chiesto inoltre di quanto diminuirà la superficie su cui sarà possibile transitare a piedi. Secondo molti interventi, l’area realmente fruibile potrebbe ridursi in modo significativo: «I prati saranno di fatto non percorribili e anche alcune nuove aiuole – aggiungono dal Comitato – limiteranno ulteriormente il passaggio. Riteniamo che nel progettare importanti aree pubbliche ci si debba sempre porre nei panni di una mamma con un bambino su carrozzina: a progetto finito i suoi spazi per passeggiare saranno enormemente ridotti».
Ulteriori perplessità hanno riguardato gli scavi previsti sotto le nuove panchine. «Lo stato attuale del fondo in ghiaia, oggi molto compattato a causa del passaggio delle auto, non dovrebbe essere considerato come condizione di riferimento, perché si tratta di una situazione degradata e non di quella “ordinaria” di un terreno ghiaioso unicamente pedonale».
Un’altra osservazione riguarda la «mancanza di un intervento nel viale del Sagrato: secondo molti cittadini sarebbe stato opportuno sostituire l’asfalto con una pavimentazione più coerente con il contesto storico del luogo, cosa che invece il progetto non prevede. Analogo discorso vale per il Parco della Rimembranza, per il quale non sono previsti interventi. È stata sollevata anche la questione degli arredi storici: non è chiaro quali saranno conservati e quali sostituiti. In particolare, la panchina circolare attorno al cedro è destinata a essere eliminata e sostituita da una seduta in pietra. È stato segnalato poi che il progetto non terrà sufficientemente conto della presenza del Monumento ai Caduti e della statua del leone che fiancheggia la Cattedrale, poiché le nuove aiuole previste davanti a tali elementi potrebbero limitarne la visibilità».
È stato chiesto come il cantiere si concilierà con quello della Casina delle Rose, qualora dovesse partire. «Una porzione del viale di tigli che fiancheggia la casina, tra l’altro, in seguito alla vendita della stessa, è soggetta al “diritto di transito pedonale e carrabile” da parte del privato. Ulteriori richieste hanno riguardato la funzione delle linee trasversali che attraverseranno l’ellisse pavimentata. L’assessora Luciani ha dichiarato che l’amministrazione recepirà il suggerimento di rivedere i percorsi, pur precisando che la Soprintendenza ha richiesto linee più dritte rispetto a soluzioni inizialmente più morbide. E’ stato aggiunto che la pavimentazione lungo il fianco della Cattedrale e sul belvedere verso il mare servono per limitare il passaggio sul prato. Sono emerse perplessità anche sul reperimento dell’acqua per l’impianto di irrigazione, per cui è stato affermato che sarà alimentato da un serbatoio di recupero dell’acqua piovana».
È poi emersa la preoccupazione che «l’intervento modificherà in modo sostanziale l’aspetto del Girfalco, rendendolo eccessivamente pavimentato, scelta percepita lontana dal gusto dei fermani e dalla identità del luogo. E’ stato risposto commentato che “il tempo ci darà ragione e ci giudicheranno i posteri”. È stato sottolineato che quanto previsto dal progetto non si adatterebbe al contesto e non restituirebbe il “Genius Loci” del Girfalco. È stata inoltre proposta la valorizzazione dei resti archeologici presenti nel sottosuolo, oggetti di scavo archeologico qualche decennio fa, per valorizzare la memoria storica dell’area».
Nel corso dell’assemblea sono stati anche ricordati i tempi molto rapidi dell’iter progettuale: «In data 7 ottobre 2025 è stato approvato il progetto di fattibilità, il 26 gennaio 2026 è stato consegnato il progetto esecutivo che è stato approvato unicamente dalla Giunta Comunale (e non dal Consiglio) in data 30 gennaio 2026. Il 12 febbraio 2026 è stata avviata la procedura di gara su invito. Si è attualmente in attesa dell’aggiudicazione. Si specifica che alcune osservazioni emerse durante l’assemblea derivano dall’analisi del progetto preliminare, unico elaborato attualmente a nostra disposizione – rimarcano dal Coordinamento Ambientalista – abbiamo presentato ulteriore richiesta di accesso agli atti relativamente al progetto esecutivo e si è attualmente in attesa di riscontro secondo le tempistiche previste dalla normativa».
In conclusione, «diversi cittadini e associazioni hanno denunciato che solo grazie alla nostra iniziativa è stato possibile informare la cittadinanza sulle decisioni prese, ricevendo peraltro dall’amministrazione molta attenzione ma, a nostro avviso, scarsa disponibilità a modificare il progetto. Anche alla luce dell’assemblea, abbiamo chiesto formalmente all’amministrazione di fermare il progetto esecutivo, anche in considerazione della scadenza del mandato. «L’assessora ha risposto che fermare il progetto significherebbe rischiare la perdita dei finanziamenti, pertanto non è una strada percorribile. È stata data disponibilità a valutare alcune piccole modifiche. La direzione dei lavori sarà gestita direttamente dall’ufficio tecnico comunale pertanto proponiamo la realizzazione di una variante in corso d’opera che tenga conto degli spunti di riflessione pervenuti dalla cittadinanza. In linea generale l’amministrazione sembra però considerare chiuso il percorso di confronto, mentre per noi ambientalisti questo è appena iniziato».
di Cristiano Ninonà
Gas nel locale caldaie, i Vigili del Fuoco del comando provinciale di Fermo evacuano la scuola elementare di Piane di Montegiorgio.
Gli uomini del 115 nel primo pomeriggio di oggi sono intervenuti in via Marcello Malpighi dopo aver ricevuto la segnalazione di un allarme entrato in funzione. Arrivati sul posto, i Vigili del Fuoco hanno effettuato i dovuti controlli riscontrando, con gli strumenti che hanno in dotazione, la presenza di gas metano nella centrale termica che si trova all’esterno della scuola.
A quel punto sono scattate subito le procedure di evacuazione con il 115 che ha fatto uscire sia i bambini che il personale scolastico, per un totale di oltre cento persone, allargando le verifiche anche all’interno della scuola che è in uno stabile diverso da quello che accoglie la centrale termica.
Allertati anche i tecnici per la manutenzione del caso. Sul posto anche il vicesindaco di Montegiorgio, Alan Petrini. Ora, infatti, spetterà all’amministrazione comunale, al sindaco Michele Ortenzi che però, subito affrontata la questione e chiarito il quadro tecnico, fa sapere che non sussiste alcun problema. Insomma nessun rischio e situazione sotto controllo: «Dobbiamo riparare una guarnizione dell’impianto termico che abbiamo disattivato. Domani la scuola sarà aperta regolarmente» puntualizza il primo cittadino.
La notizia ha inevitabilmente generato un tam tam tra genitori. E qui subentra la dirigente scolastica Alessandra Pernolino che tranquillizza tutti, gettando acqua sul fuoco delle preoccupazioni: «Non sussiste nessun rischio per alcuno. Se ce ne fosse anche solo il potenziale, adotteremmo tutte le cautele del caso. Per noi la sicurezza dei bambini è una priorità assoluta. Dopo che si è attivato il sistema di allarme della centrale termica, a titolo meramente precauzionale sono stati subito allertati i Vigili del Fuoco, i quali hanno effettuato un accurato sopralluogo tecnico per verificare le condizioni di sicurezza. E’ stata rilevata una presenza quasi impercettibile di gas all’interno della centrale termica. L’esito dei controlli ha confermato l’assenza di pericoli immediati per l’incolumità di alunni e personale. Tuttavia, a seguito delle verifiche tecniche, l’amministrazione comunale ha comunicato la necessità di un intervento di manutenzione straordinaria e urgente sull’impianto, che verrà eseguito nella giornata di domani, mercoledì 11 marzo 2026. Per tale ragione, si comunica che, domani, non sarà garantito il regolare funzionamento del riscaldamento nei locali del plesso in oggetto. L’amministrazione comunale non ha ritenuto necessario disporre la chiusura, pertanto, al fine di garantire il regolare svolgimento delle lezioni e la continuità del servizio didattico, la scuola resterà regolarmente aperta».
La Fondazione Rete Lirica delle Marche presenta “Carmen” di Georges Bizet, in scena nei tre teatri della Rete con una nuova e importante coproduzione nazionale. Il debutto è previsto sabato 14 marzo 2026 al Teatro dell’Aquila di Fermo eccezionalmente con inizio anticipato alle ore 20.30 (anteprima giovani il 12 marzo alle ore 17), quindi sabato 21 marzo al Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno alle ore 20.30 (anteprima il 19 marzo) e sabato 28 marzo al Teatro della Fortuna di Fano alle ore 20.30 (anteprima il 26 marzo).
«Carmen rappresenta uno dei capolavori più universali della storia dell’opera – dichiara Francesco Ciabattoni, presidente della Fondazione Rete Lirica delle Marche – e chiude la nostra stagione con una produzione di grande respiro artistico. La Fondazione continua così il proprio percorso di crescita grazie alla collaborazione tra i teatri della rete, le istituzioni e i partner che sostengono il nostro lavoro, con l’obiettivo di consolidare il ruolo delle Marche come terra di teatri e di cultura».
L’allestimento porta la firma del regista Filippo Tonon, autore anche delle scene e dei costumi insieme a Carla Galleri, con le luci di Fiammetta Baldiserri e Silvia Vacca riprese da Ludovico Gobbi e le coreografie di Maria José Leon Soto. Sul podio Riccardo Bisatti, giovane direttore tra i più interessanti della nuova generazione italiana, alla guida dell’Orchestra Sinfonica G. Rossini, mentre il Coro del Teatro della Fortuna è preparato da Mirca Rosciani.
Il cast riunisce interpreti di rilievo internazionale: il mezzosoprano Teresa Iervolino debutta come Carmen, con al suo fianco Riccardo Della Sciucca come Don José, Simone Alberghini come Escamillo e Valentina Mastrangelo come Micaëla. Completano la compagnia di canto Ernesto de Nittis (Le Dancaïre), Roberto Jachini Virgili (Le Remendado), Giacomo Medici (Moralès), Piersilvio De Santis (Zuniga), Camilla Console (Frasquita) e Carlotta Vichi (Mercédès).
Uno spettacolo in coproduzione con il Teatro Sociale di Rovigo, il Teatro Comunale “Mario Del Monaco” di Treviso e il Teatro Verdi di Padova e il Teatro Verdi di Pisa, che rafforza la rete di collaborazioni tra istituzioni liriche italiane e permette alla Fondazione di consolidare la propria presenza nel panorama nazionale.
In preparazione alle rappresentazioni, dopo il successo riscontrato per il titolo rossiniano, la Fondazione propone un ciclo di incontri di approfondimento dal titolo “Il demone della libertà. Incontro alla scoperta di Carmen”, a cura della musicologa e giornalista Roberta Pedrotti, che si terranno rispettivamente: mercoledì 11 marzo alle ore 18 nella Sala Rollina del Teatro dell’Aquila di Fermo, mercoledì 18 marzo alle ore 18 al Caffè Meletti di Ascoli Piceno e mercoledì 25 marzo alle ore 18 nel Foyer del Teatro della Fortuna di Fano. Le conferenze offriranno al pubblico strumenti di ascolto e chiavi di lettura per comprendere la genesi dell’opera, il suo contesto storico e la straordinaria modernità del personaggio di Carmen.
«Questa nuova produzione di Carmen – sottolinea Caterina Pierangeli, direttrice della Fondazione Rete Lirica delle Marche – testimonia la vitalità del sistema lirico marchigiano e la forza delle collaborazioni che la Fondazione è riuscita a costruire negli ultimi anni con importanti teatri italiani. Accanto alla qualità artistica, per noi è fondamentale poi il rapporto con il territorio e con il pubblico: per questo abbiamo voluto affiancare alle rappresentazioni un ciclo di incontri di approfondimento con Roberta Pedrotti e rafforzare il dialogo con realtà come Confindustria Ascoli Piceno, che sostiene e accompagna le attività della Fondazione e i progetti dedicati alla formazione e ai giovani artisti».
La Fondazione Rete Lirica delle Marche, presieduta, si diceva, da Francesco Ciabattoni, con la direzione generale di Caterina Pierangeli e la direzione artistica di Stefania Donzelli, prosegue così nel suo percorso di crescita, unendo qualità artistica, innovazione e valorizzazione delle Marche attraverso la Rete Lirica Academy sostenuta da Confindustria Ascoli Piceno, destinata ai giovani cantanti e professionisti dello spettacolo. Proprio dall’Academy proviene il soprano Camilla Console impegnata come Frasquita: un risultato concreto dell’obiettivo di connettere formazione, produzione artistica e divulgazione, offrendo ai giovani la possibilità di affacciarsi alla scena professionale.
I biglietti, da euro 25 a euro 55 (soggetti a riduzioni specifiche per categorie), sono in vendita presso le biglietterie dei singoli teatri e online sul circuito VivaTicket.
Tutte le informazioni sono disponibili sul sito www.fondazionereteliricadellemarche.it.
di redazione CF
I consigli generali di Confindustria Ancona, Fermo e Macerata hanno deliberato (come riportato da Cronache Fermane nel caso degli aquilotti nostrani, ndr) l’avvio del percorso di aggregazione, con l’obiettivo di costruire un sistema associativo «più moderno, capace di offrire servizi avanzati alle imprese e una rappresentanza più forte a tutti i livelli. In un contesto economico e geopolitico internazionale sempre più complesso, le territoriali rispondono con una scelta di visione: fare squadra» rimarcano da Confindustria.
Gli aquilotti del Fermano, ieri sera, infatti, hanno votato sì all’aggregazione con le altre due territoriali. Ma il voto non è stato unanime: a esprimere la sua contrarietà il blocco dei calzaturieri di Montegranaro. Ma il loro “no” non ha comunque inciso sull’esito della votazione: 24 a 6 per il sì.
I presidenti Diego Mingarelli (Ancona), Fabrizio Luciani (Fermo) e Marco Ragni (Macerata) sottolineano come il progetto nasca «da una volontà condivisa di superare la frammentazione provinciale e rafforzare la capacità di accompagnare le imprese nelle sfide dell’innovazione tecnologica e dei mercati globali».
«Il nostro impegno – ha dichiarato Fabrizio Luciani – è dare una risposta concreta alle richieste degli imprenditori che ogni giorno devono operare in un contesto economico con uno scenario che cambia continuamente: più servizi, più competenze e meno frammentazione. L’aggregazione permette di mettere insieme energie e professionalità che, per una territoriale virtuosa ma piccola come la nostra, sarebbero più difficili da sviluppare».
Il cronoprogramma prevede un percorso graduale con l’obiettivo di completare l’integrazione entro il 2028, costruendo un sistema associativo «più coeso ed efficiente» rimarcano da Confindustria.
« Il progetto resta aperto e inclusivo: nel pieno rispetto dell’autonomia dei territori, l’auspicio dei tre presidenti è che il percorso possa coinvolgere progressivamente l’intero sistema confindustriale regionale».
https://cronachefermane.jef.it/2026/03/10/confindustria-fermo-dice-si-alla-fusione-con-ancona-e-macerata-ma-manca-lunanimita-resta-la-contrarieta-dei-calzaturieri/747915/
di redazione CF
Via libera, da parte di Confindustria Fermo, al percorso di aggregazione con le territoriali di Ancona e Macerata, ma senza unanimità. Il consiglio generale di Confindustria Fermo ha approvato, ieri sera, il progetto di unione, su cui gli imprenditori delle tre territoriali hanno iniziato a ragionare da tempo, con 24 voti favorevoli e 6 contrari confermando quindi l’intenzione di procedere verso la creazione di una realtà associativa più ampia. Un risultato in linea con le previsioni della vigilia, ma che evidenzia anche alcune resistenze, soprattutto da parte del comparto calzaturiero.
Prima della votazione è intervenuto il presidente di Fabrizio Luciani, che ha ribadito le ragioni strategiche dell’aggregazione, sottolineando come l’obiettivo sia rafforzare il peso del territorio all’interno di un sistema economico più competitivo. Di parere diverso il presidente della sezione calzature, Valentino Fenni, che ha espresso le preoccupazioni del settore: tra i timori principali quello di una rappresentanza meno incisiva dei calzaturieri in una struttura più grande e con territori economicamente più forti come Ancona e Macerata.
Alla riunione erano presenti 30 dei 32 membri del consiglio generale dell’associazione fermana. Il voto contrario è arrivato in gran parte proprio dagli imprenditori del distretto della calzatura: su otto rappresentanti presenti, sei si sono espressi contro l’operazione (il “blocco del no” di Montegranaro) e due a favore, confermando così la posizione critica di una parte del grosso della filiera rappresentata in consiglio.
Nonostante il dissenso, l’approvazione consente ora di proseguire con il percorso istituzionale. Il prossimo passaggio sarà infatti il voto dell’assemblea dei soci, chiamata a esprimersi definitivamente sul progetto di aggregazione.
Nel frattempo Confindustria Fermo dovrà affrontare anche un’altra fase importante: il rinnovo della presidenza. Il mandato di Luciani (così come quello di Fenni) è ormai in scadenza e il calendario delle procedure interne prevede la convocazione dei saggi, che avranno il compito di raccogliere le candidature e avviare il percorso che porterà all’assemblea elettiva.
La scelta del nuovo presidente potrebbe avere un peso anche sul futuro dell’aggregazione. Se alla guida dell’associazione dovesse arrivare un esponente del settore calzaturiero, la coalizione potrebbe sostenere con maggiore convinzione il progetto di fusione; in caso contrario non è escluso che venga indicato un candidato alternativo.
Le prossime due o tre settimane saranno quindi decisive per capire non solo chi guiderà Confindustria Fermo, ma anche se il progetto di unione con Ancona e Macerata riuscirà a trovare un consenso più ampio all’interno del mondo imprenditoriale del territorio.

Da sinistra Alessandra Fermani, Giampaolo Morelli, Angelo Serri, Andrea Agostini, Rossana Clementi e Daniela Iacopini
«Il film La regola dell’amico, la commedia romantica che ho girato nelle Marche, parte dalla scelta attuale di molte donne di diventare mamme single, si opta per la maternità senza dover per forza aspettare l’innamoramento o il partner giusto che non arriva. In Italia la procreazione medicalmente assistita per una single è vietata, così la protagonista del film, Ilaria Spada, chiede al suo migliore amico, persona fidata e di famiglia di fare un figlio con lei». Questo l’incipit del film La regola dell’amico raccontato da Giampaolo Morelli atteso ospite della Fondazione Marche Cultura Marche Film Commission nell’ incontro pubblico condotto dal Presidente Andrea Agostini sul tema “Mamma a modo mio – il cinema racconta le donne del terzo millennio” al panel del Festival Tipicità, in occasione dell’8 marzo Festa della Donna.
«Le mamme single rappresentano in Italia un fenomeno sociale in ascesa: donne indipendenti che scelgono consapevolmente la maternità senza partner stabile – ha spiegato Andrea Agostini presidente di Fondazione Marche Cultura Marche Film Commission – del totale delle donne che vanno all’estero per una procreazione medicalmente assistita il 40% sono single, dato in crescita del 20% negli ultimi due anni. È un tema di estrema attualità, ne parliamo attraverso lo spunto di una commedia; il cinema ci permette di trattare questioni serie e rilevanti con delicatezza, per aprire un dialogo che invita a riflettere su autonomia, identità e nuove forme di genitorialità”. Un tema sociale importante di grande attualità che fa da sfondo alla trama del film diretto ed interpretato da Giampaolo Morelli, girato nelle Marche, nel dicembre scorso, nella città di Ancona, Osimo ,Villa Simonetti, Genga e Fano.
In collegamento on line è intervenuta l’attrice, conduttrice radiofonica e televisiva Giorgia Würth, tra gli attori della fiction di successo, girata sempre nelle Marche, Colpa dei sensi diretta da Simona e Ricki Tognazzi, nonché autrice del libro “Mamme single per scelta – Donne che all’attesa del principe azzurro preferiscono la scienza”, pubblicato nel 2023.
«Il mio libro è un reportage di storie vere per sfatare tabù e falsi miti sulla maternità single. Le protagoniste sono donne autonome, istruite, realizzate ed economicamente indipendenti: spesso sopra i 40 anni, ma anche giovanissime con idee molto chiare. Invece di accontentarsi o scendere a compromessi con partner inadeguati, scelgono di diventare madri. Mi faccio portavoce per aprire un dibattito serio su un fenomeno in crescita, leggere queste storie aiuta a comprenderne i motivi».
Presente all’incontro Alessandra Fermani, docente di Psicologia Sociale dell’Università di Macerata: «Sempre più donne scelgono consapevolmente la maternità single, non come compromesso per mancanza di partner o per l’orologio biologico, ma per una progettualità forte e una percezione di autoefficacia. Non si demonizza il padre, ma si realizza il sogno della genitorialità con il supporto di reti sociali e un cambio di paradigma culturale».
Il consultorio familiare riveste un ruolo fondamentale sul territorio, hanno concluso il dibattito le psicologhe dell’Ast di Fermo. «Questo evento ci permette di illustrare le attività che offre il consultorio sul tema – ha detto Rossana Clementi – un’istituzione presente sul territorio da cinquant’anni che opera sulla prevenzione a tutela della maternità attuale che è una maternità plurale di tante tipologie, le mamme possono accedere all’interno del consultorio in ogni momento per essere accompagnate da un percorso ben preciso».
«Il consultorio accoglie l’esperienza della mamma single come spazio di maternità in tutte le sue forme: procreazione, adozione o necessità dopo eventi di vita – ha aggiunto Daniela Iacopini– con l’obiettivo di non lasciare la donna sola, crea una rete di accompagnamento, condivisione e supporto per costruire la sua personale storia».
di Antonietta Vitali
Ragazza investita a Pedaso, arrivano 118 e Radiomobile dei carabinieri.
Paura ieri pomeriggio a Pedaso dove una ragazza è stata investita da una vettura all’altezza dell’incrocio tra via Leopardi e via della Repubblica. Scattato l’sos intorno alle 17,30, sul posto sono subito arrivati i sanitari del 118 e i carabinieri del Radiomobile della compagnia di Fermo. E mentre i primi soccorrevano la ragazza, i militari dell’Arma si sono subito messi al lavoro per ricostruire la dinamica del sinistro arrivando a identificare poco dopo l’automobilista.
L’esatta dinamica del sinistro è ovviamente al vaglio dei carabinieri. Resta da capire se le telecamere di videosorveglianza presenti in zona saranno utili al lavoro dei militari. La ragazza, dopo le prime cure prestate sul posto, è stata accompagnata all’ospedale Murri per ulteriori accertamenti medico sanitari.
di Maikol Di Stefano
Paura, ma fortunatamente nulla di grave, questa sera a Porto Sant’Elpidio a seguito di un incidente stradale. Erano da poco passate le 20 quando da via Trieste, all’altezza della pineta, è scattato un sos al 118 per un incidente stradale.
Così, raccolta la segnalazione, la centrale operativa del 118 ha subito attivato la macchina dei soccorsi. Sul posto sono arrivati gli agenti della Polizia locale, i volontari della Croce verde Porto Sant’Elpidio e i Vigili del Fuoco.
Al loro arrivo, i sanitari hanno soccorso due persone ma fortunatamente, si diceva, nulla di grave per loro.
Due auto, una Mercedes e una Punto, sono rimaste coinvolte nel sinistro stradale. Ma ora spetta agli agenti della Polizia locale ricostruire con esattezza la dinamica dell’accaduto. I Vigili del Fuoco, nel frattempo, hanno subito messo in sicurezza i veicoli mentre gli agenti della Polizia locale si mettevano al lavoro per iniziare i rilievi. Una volta ultimati, i veicoli sono stati rimossi dal soccorso stradale EuroSos che si è occupata anche della pulizia della carreggiata. La strada è rimasta temporaneamente chiusa al traffico.
Si è svolta ieri sera al ristorante-Hotel Astoria la tradizionale Cena di Gala che ha inaugurato l’edizione 2026 di Tipicità Festival, la manifestazione che per tre giorni, da ieri a domani, porta al FermoForum una moltitudine di eccellenze che spaziano dall’enogastronomia all’artigianato, passando per il turismo.
La Cena di Gala rappresenta, da sempre, un momento conviviale pensato per presentare alcuni tra i tanti protagonisti dell’expo, i suoi molteplici sapori e le diverse culture che caratterizzano la manifestazione. Oltre alle cariche istituzionali, ai tavoli sedevano infatti anche delegazioni provenienti da numerosi Paesi, tra cui Argentina, Polonia e Marocco, a testimonianza della dimensione internazionale sempre più marcata dell’evento.
Ad accompagnare gli ospiti nel percorso tra profumi e sapori è stato il giornalista e conduttore radiofonico Marco Ardemagni, storica voce di Rai Radio 2, che ha guidato il pubblico dalla prima portata fino al dolce – o meglio fino al liquore digestivo – raccontando i piatti insieme agli chef protagonisti della serata e armonizzando tradizioni culinarie anche molto distanti tra loro.
Come di consueto sono stati il direttore di Tipicità, Angelo Serri, e il project manager Alberto Monachesi ad accogliere all’inizio della serata i numerosi commensali presenti. Tra questi anche il vicesindaco facente funzioni di Fermo Mauro Torresi, il vicepresidente della Regione Marche Enrico Rossi, l’ex sindaco e attuale assessore regionale alla sanità Paolo Calcinaro, il rettore della Università di Macerata John McCourt, gli assessori fermani Alberto Maria Scarfini, Annalisa Cerretani, Alessandro Ciarrocchi, Micol Lanzidei, Ingrid Luciani e Maria Antonietta Di Felice, oltre a numerosi consiglieri comunali.
Un evento che i partecipanti conserveranno non solo per il piacere del palato, ma anche come un vero e proprio viaggio interculturale.
Attore principale della serata è stato il menù dal titolo “Traiettorie indigene del gusto”, pensato per creare, come in un mosaico di bandiere provenienti da tutto il mondo, un quadro variopinto di profumi e tradizioni enogastronomiche. A interpretarlo chef provenienti da contesti molto diversi: dal Giappone con Takashi Kido, all’Argentina, fino ai più autoctoni Davide Maioli, Gianmarco Di Girolami (particolarmente apprezzati i suoi friabili biscotti all’anice verde di Castignano), insieme ai pasticcieri Daniel e Mattia Orso e all’immancabile Luca Facchini, docente e coordinatore dell’Accademia di cucina di Tipicità.
Il valore aggiunto della serata è stato anche il racconto delle storie dei protagonisti, condivise al microfono di Ardemagni. Tra queste quella di Henri Fruchet, canadese di Montreal che si è innamorato delle colline marchigiane scegliendole per la sua attività A’rbei (nome che deriva dal dialetto locale e significa “Bevi di nuovo”), dove produce diversi liquori tra cui quello all’alloro che ha degnamente concluso il percorso di gusto della serata.





































