
di redazione CF
Via Brunforte, a Fermo, torna ad essere scenario di risse e litigi, come quello segnalato ieri sera al 112. Erano circa le 20 quando alcuni residenti hanno chiamato il 112 per una lite scoppiata tra alcuni cittadini di origini nordafricane.
E così da lì a breve, in via Brunforte sono arrivati i carabinieri. Ma al loro arrivo, i militari dell’Arma non hanno trovato nessuno sul posto. Nessuno da dividere o da placare. Evidentemente alla vista dei lampeggianti le persone coinvolte nella lite sono scappate o comunque si sono dileguate.
Ma la situazione nella via fermana che collega via di Crollalanza a via Roma resta comunque attenzionata dalle forze dell’ordine. Negli ultimi mesi, infatti, sono state diverse le segnalazioni di parapiglia e litigi lungo la via, e altrettanti gli interventi delle divise. Alcuni residenti si dicono «esasperati per una situazione al limite, ormai insostenibile» raccontano.
La cabina sisma, presieduta dal commissario Guido Castelli ha dato il via libera ad nuova Ordinanza che modifica l’articolo 10 dell’Ordinanza 222/2025, già aggiornata con l’Ordinanza n. 244/2025, introducendo importanti misure a sostegno dei beneficiari della ricostruzione privata. Il provvedimento consente ai soggetti titolari di pratiche di ricostruzione di avvalersi delle disposizioni economiche di maggior favore fino alla liquidazione dell’ultimo stato di avanzamento lavori (Sal), superando alcune criticità applicative emerse negli ultimi mesi, in particolare in relazione alla disciplina del superbonus.
La modifica normativa nasce dall’esigenza di assicurare continuità amministrativa e finanziaria agli interventi già avviati, evitando soluzioni di discontinuità che avrebbero potuto penalizzare famiglie e operatori economici impegnati nella ricostruzione. Viene estesa la possibilità di accesso alle condizioni più favorevoli previste dall’Ordinanza 222/2025 e si garantisce tale facoltà fino al decreto di liquidazione dell’ultimo stato di avanzamento lavori, mantenendo la necessaria rinuncia alle agevolazioni alternative previste dalla normativa sul Superbonus, evitando sovrapposizioni di benefici.
«In questo modo interveniamo in modo concreto ed efficace per evitare rallentamenti nei cantieri e garantire certezza normativa a cittadini, professionisti e imprese. L’obiettivo è uno solo: completare la ricostruzione senza lasciare indietro nessuno – sottolinea il commissario alla ricostruzione Guido Castelli – Il gioco di squadra, in queste situazioni, è essenziale; per questo desidero ringraziare i presidenti delle Regioni, gli uffici ricostruzioni e le Amministrazioni comunali, insieme a loro lavoriamo quotidianamente per arrivare al ritorno definitivo alla normalità delle comunità dell’Appennino centrale»
di Silvia Ilari (video e foto Simone Corazza) –
Si è alzato questa mattina il sipario sulla trentaquattresima edizione di Tipicità Festival, la grande kermesse dedicata al food che per tre giorni trasformerà il Fermo Forum in un palcoscenico di sapori, culture, in un mix che dà spazio sia alla tradizione che all’innovazione culinaria. I padiglioni hanno aperto i battenti questa mattina alle 9,30 e si potranno visitare fino alle 20, mentre sabato e domenica la chiusura sarà posticipata alle 21.
«Tipicità è un fenomeno unico in Italia – ha detto il direttore Angelo Serri durante i saluti di benvenuto – In 34 anni abbiamo creduto nella rete e la presenza di tanti Paesi, quello che viviamo oggi ne è la dimostrazione. Abbiamo allacciato rapporti in tutto il mondo e con tante altre comunità italiane. Da questo lavoro scaturisce la Tipicità che da Fermo si proietta nel mondo».
La cerimonia inaugurale si è svolta alle 12, alla presenza delle autorità locali e nazionali, con la partecipazione delle delegazioni estere ospiti di questa edizione: Bahia Blanca per l’Argentina, Kyoto per il Giappone, El Jadida per il Marocco, Czemrencha per la Polonia e Lozova per l’Ucraina, come anticipato da Cronache Fermane. Un abbraccio internazionale che vuole conferire alla manifestazione fermana un respiro globale.
«Tipicità nasce nel territorio per valorizzare il locale, ma ha sempre guardato oltre. Attraverso i decenni abbiamo allacciato tante relazioni come ho affermato prima e quindi, attraverso un interscambio di culture e a livello economico, è stato possibile uscire dall’anonimato» ha ribadito con convinzione Serri ai nostri microfoni.
A fare gli onori di casa e a condurre la giornata inaugurale è stata Monica Caradonna, conduttrice di Linea Verde Italia su Rai 1, che ha saputo raccontare con la sua consueta verve l’anima più autentica di questa manifestazione.
Presente per il quarto anno e per la prima volta come madrina, Caradonna ha affermato di aver trovato «una manifestazione cresciuta che parla tante lingue e che mi ha fatto innamorare delle Marche. Questo fa capire quanto amore parte da questa manifestazione, tanto da coinvolgere una “straniera” come me. Qui ho la certezza che viene intrapreso un percorso di valorizzazione del territorio attraverso gli asset della cultura e dell’identità che per me sono fondamentali nella narrazione del cibo».
Accanto a lei e ad Angelo Serri, il vicepresidente della Regione Marche, Enrico Rossi, l’assessore regionale alla Sanità Paolo Calcinato, e Mauro Torresi per il Comune di Fermo. Per quest’ultimo «Tipicità è sinonimo di cultura, turismo e soprattutto di socializzazione tra le imprese e i nostri produttori. È una scommessa vinta da 34 anni».
In rappresentanza del Governo, hanno preso parte alla manifestazione il consigliere Andrea Putzu delegato per il Ministero del Turismo, che ha fatto le veci della ministra Santanché, e la senatrice di FdI Elena Leonardi.
Sul posto una platea di volti noti: il caporedattore del Tg5 Gioacchino Bonsignore, ormai presenza fissa negli anni; Bruno Gambacorta, giornalista enogastronomico, reporter ed inviato speciale, ideatore di Eat Parade su Rai 2; Marco Ardemagni, conduttore Rai; Alberto Lupini, direttore di Italia a Tavola e Katia Buchicchio, Miss Italia 2025, incoronata proprio nel Fermano, a Porto San Giorgio.

Quasi duecento le realtà presenti negli stand e negli spazi eventi del Fermo Forum, a rappresentare il meglio della produzione enogastronomica, artigianale, industriale e turistico-esperienziale del territorio marchigiano e non solo.
La mattinata è stata animata anche dagli oltre cinquecento studenti arrivati per “Tipicità4Kids”, il programma dedicato ai più giovani con laboratori e attività di educazione divertente.
Su questo tema è intervenuto l’assessore alla Sanità della regione Marche, Paolo Calcinaro, parlando di educazione all’alimentazione di cui Tipicità è un simbolo: «Un contributo viene anche dal Comune di Fermo che da anni ha portato il kilometro zero nelle proprie mense. Sappiamo che quella pasta viene dal nostro territorio. L’educazione a una corretta alimentazione è costituita da tanti dettagli dunque Tipicità è sicuramente un tassello importante».
Sempre in mattinata si è tenuto un dialogo tra i rettori delle Università di Camerino, Macerata e della Politecnica delle Marche, a testimonianza del legame sempre più stretto tra la manifestazione e il mondo accademico.
Alle14 Monica Caradonna ha intervistato Francesca Durighel, vicepresidente di Coop Alleanza 3.0, mentre alle 15 i presenti hanno potuto immergersi nelle atmosfere del Sol Levante grazie a una masterclass dedicata alla pregiata carne di wagyu, guidata dallo chef della Nippon Food Academy Takashi Kido.
Tra gli appuntamenti del pomeriggio anche “Le giuste traiettorie”, il forum delle 17,30 promosso da Banco Marchigiano, con interviste condotte dalla giornalista-avvocata Ester Viola a protagonisti che si sono distinti per soluzioni vincenti nelle loro attività d’impresa.
Domani e domenica il festival proseguirà con un programma altrettanto ricco. Tipicità si conferma un vero e proprio ecosistema capace di raccontare, connettere ed evolvere, in un viaggio immersivo nell’Italia più autentica.


Gaetano Piermarocchi ad Abu Dhabi
di Silvia Ilari
Doveva essere il giorno del rientro. Invece sabato 28 febbraio, mentre le prime operazioni militari contro l’Iran rimescolavano gli equilibri del Golfo, l’amandolese Gaetano Piermarocchi si è ritrovato fermo al gate dell’aeroporto di Abu Dhabi con la compagna Alice e il nipotino di dieci anni e il volo cancellato. Da allora è una lunga attesa. Ce lo racconta dall’albergo in cui è ospite, raccontando sensazioni e la vita della città che, in qualche modo, cerca di andare avanti: «La speranza è quella di tornare presto alla normalità»
Piermarocchi, cosa è successo sabato scorso all’aeroporto?
«Le operazioni militari contro l’Iran erano iniziate da poche ore e, fino a quel momento, la vita dell’aeroporto scorreva frenetica come al solito. Anziché farci salire a bordo, però, ci hanno informati della chiusura temporanea dello spazio aereo, con la promessa di fornirci ‘maggiori informazioni a breve’. Improvvisamente tutti i cellulari dei passeggeri hanno cominciato a suonare, a volume alto: era un messaggio di allarme, uno dei sette o otto che avremmo poi ricevuto, che ci invitava a raggiungere gli shelter di sicurezza o almeno a stare lontani dalle finestre. Cosa non semplice all’interno di un aeroporto pieno di vetrate…Successivamente abbiamo sentito qualche esplosione, lontana ma preoccupante. Poi, ancora, un paio di jet militari che hanno preso il volo».
Avete ricevuto assistenza sul posto?
«Nel giro di un’ora, il volo è stato definitivamente cancellato e ci hanno assegnato, direttamente al gate, un hotel dove saremmo rimasti per il tempo necessario. Il trasporto è stato organizzato con bus navette e taxi, tutto a spese della compagnia. Nel frattempo, tutti i bagagli ci sono stati resi disponibili in ordine ai nastri di ritiro. Non so dire quante migliaia di passeggeri fossero in queste condizioni, ma posso affermare che l’organizzazione è stata impeccabile per efficienza e cortesia».
Com’è ora la situazione? Cosa si percepisce?
«La vita in città scorre in apparente tranquillità; la sera i locali si riempiono di persone che celebrano il Ramadan mangiando e bevendo, acqua e soft drinks, dopo la giornata di digiuno. Abbiamo sentito alcune esplosioni, ma direi piuttosto lontane dalla città. A detta della stampa, pressoché tutti i missili e i droni lanciati contro gli Emirati – principalmente Abu Dhabi e Dubai – sono stati intercettati e neutralizzati. Ora, alcuni voli vengono comunque fatti partire nelle ore centrali riuscendo ad assorbire, lentamente, i viaggiatori “spiaggiati” come noi. Ogni sera, meglio, ogni notte, quando la lista dei pochi voli confermati viene definita, ci viene chiesto se intendiamo accettare delle destinazioni alternative, dopodiché si apre una “lotteria” che, fino ad oggi, non abbiamo vinto».

Il messaggio ricevuto da Piermarocchi da un sedicente tour operator
Piermarocchi racconta anche il tentativo di alcuni tour operator di speculare sulla situazione e ci mostra un messaggio. «Ovviamente l’Unità di crisi menzionata non è quella della Farnesina, lo fanno nel tentativo di vendere» sottolinea.
«Tra l’altro, da Mascate, in Oman, arrivano notizie che parlano di code chilometriche alle biglietterie e non c’è la stessa assistenza che stiamo avendo noi. In altre parole, non è una soluzione utile se non per chi vende i transfer fino all’aeroporto e i biglietti aerei. È un girone dantesco» aggiunge.
L’ambasciata vi sta supportando?
«La nostra Ambasciata ha aperto alcune linee telefoniche per l’help desk, ma più di tanto non può fare. Ha ben gestito il rimpatrio di un gruppo di quasi 200 giovani studenti. Abbiamo scaricato l’app “Viaggiare Sicuri” che, per le poche funzionalità, mi sembra abbastanza inutile nella gestione delle crisi: una semplice segnalazione su dove siamo che, forse, qualcuno, da qualche parte non leggerà…».
Come state vivendo l’attesa?
«Emotivamente, ognuno di noi vuole essere riportato a casa il prima possibile. Però bisogna riconoscere che ci vuole del tempo e che ci si deve mettere in fila. Parlando in albergo con i compagni di sventura di ogni parte del mondo, ci siamo fatti l’idea che abbiamo tutti ricevuto la stessa assistenza, sia dai locali che dalle rispettive sedi diplomatiche. Poi qualcuno riesce a rientrare prima e qualcun altro dopo, ma questo è nelle cose. Siamo ai margini di un conflitto, e non è una bella situazione per definizione. Non c’è la necessità di un’evacuazione rapida e massiva. E non dimentichiamoci: per tanti che devono uscire da qui, ce ne sono altrettanti, dispersi nel mondo, che stanno cercando di arrivare».
Vuole fare un appello?
«Nessun appello. Solo la speranza che si torni presto alla normalità. E una preghiera per chi sta davvero sotto le bombe».
Vetrina nazionale per il primo progetto sull’Artiturismo in Italia promosso da Confartigianato Imprese Macerata-Ascoli Piceno-Fermo. L’esperienza del borgo di Ripe San Ginesio è stata presentata a Roma nel corso del convegno Artigianato e Turismo sostenibile: alleanze per la competitività dei piccoli comuni, organizzato da Confartigianato Imprese e svoltosi all’Auditorium Walter Corsi alla presenza del Ministro del Turismo Daniela Santanchè.
Nel corso dell’incontro, che ha riunito imprenditori, amministratori e stakeholder del settore turistico, il Segretario generale di Confartigianato Macerata-Ascoli Piceno-Fermo Giorgio Menichelli ha illustrato il progetto avviato nel borgo maceratese insieme al Comune di Ripe San Ginesio, rappresentato dal Sindaco Paolo Teodori.
Ripe San Ginesio rappresenta infatti una realtà particolarmente significativa: un piccolo centro che negli anni ha saputo investire nella rigenerazione del proprio borgo, sostenendo la nascita e il consolidamento di numerose botteghe artigiane. Un patrimonio di competenze, manualità e creatività che oggi diventa la base per una nuova forma di accoglienza turistica. L’Artiturismo propone infatti un modello innovativo di turismo esperienziale che mette al centro l’artigianato locale: gli artigiani possono offrire ospitalità, degustazioni di prodotti tipici, laboratori e attività culturali, consentendo ai visitatori di conoscere da vicino i mestieri e le tradizioni dei territori. Un modo per valorizzare le eccellenze produttive, sostenere i centri storici e creare nuove opportunità economiche per le microimprese. Al circuito di Ripe San Ginesio hanno già aderito circa dieci attività tra accoglienza, ristorazione, food e artigianato artistico, che collaboreranno per proporre percorsi turistici integrati: dall’ospitalità alle degustazioni enogastronomiche fino alla partecipazione a laboratori artigiani, offrendo ai visitatori un’esperienza autentica immersa nella cultura del territorio.
«Quello di Ripe San Ginesio – ha dichiarato il Segretario generale Giorgio Menichelli – è un progetto pilota che dimostra come l’incontro tra artigianato e turismo possa diventare una leva concreta di sviluppo per i piccoli borghi. L’Artiturismo valorizza il lavoro degli artigiani, rafforza l’identità dei territori e crea nuove opportunità per le imprese locali, offrendo ai visitatori la possibilità di vivere esperienze autentiche legate ai mestieri, alle tradizioni e alle produzioni tipiche. L’esperienza che stiamo portando avanti dimostra che quando istituzioni, associazioni e imprenditori lavorano insieme si possono costruire modelli innovativi capaci di generare economia, attrattività turistica e nuova vitalità per i centri storici».
«In questo percorso – ha aggiunto Menichelli – desideriamo anche esprimere un ringraziamento alla Regione Marche che ha saputo cogliere e valorizzare questa intuizione, sostenuta e promossa da Confartigianato, trasformandola in una legge regionale che riconosce e disciplina l’Artiturismo. Si tratta di un passaggio molto importante perché consente di istituzionalizzare questo modello e di aprire la strada ad una grande opportunità di sviluppo economico e strategico per i nostri territori. Mettere in relazione turismo, artigianato e identità locali significa infatti rafforzare la competitività dei borghi, sostenere le imprese e dare nuove prospettive di crescita e occupazione alle comunità locali».


di redazione CF
Sos oggi pomeriggio da Lido Tre Archi per una lite scoppiata sul pianerottolo in un condominio. E così lì sono arrivati gli agenti della Polizia di Stato con due Volanti, e i sanitari del 118 con un’ambulanza.
Stando alle prime informazioni, ad arrivare alle mani sarebbero state due donne, per futili motivi di vicinato.
Fatto sta che una delle due avrebbe riportato una ferita da taglio al sopracciglio. E per questo motivo è stata trasportata all’ospedale di Fermo. Anche l’altra donna, a seguito di una presunta colluttazione, sarebbe finita in ospedale.
Sulle cause e l’esatta dinamica dell’accaduto stanno lavorando i poliziotti della questura di Fermo che al momento non escludono alcuna ipotesi. Il loro intervento, comunque, è servito per placare e sedare gli animi prima che si arrivasse a conseguenze ben più gravi.

La presentazione di Tipicità 2026
di redazione CF
Delegazioni dai quattro continenti, quasi duecento realtà in rassegna, oltre centotrenta eventi in programma, diecimila metri quadrati al coperto tra padiglioni espositivi e aree incontri: questo è il biglietto da visita di Tipicità Festival 2026, trentaquattresima edizione della manifestazione che racconta le Marche di qualità, la regione del benessere, in confronto con altre comunità dal mondo. Dal 6 all’8 marzo il Fermo Forum si trasforma in una grande festa del gusto, delle qualità artigiane, dei sapori eccellenti, degli itinerari inaspettati. Atenei, scuole, professionisti, associazioni ed enti locali, tutti insieme in una grande rappresentazione del mondo bello e buono che le Marche vogliono interpretare.
La manifestazione, giunta alla sua 34esima edizione, è stata presentata questa mattina, nella sede regionale, con il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli: «Tipicità è un realtà consolidata sul territorio che si snoda anche durante tutto l’arco dell’anno valorizzando le eccellenze e il saper fare marchigiani – ha detto Acquaroli sottolineando quanto le Marche delle eccellenze con Tipicità ritrovino il loro spirito d’orgoglio – Anno dopo anno, la manifestazione è diventata un punto di riferimento centrale che va oltre i confini comunali e provinciali, riuscendo a unire la regione e offrire un palcoscenico alle aziende. È una sfida che unisce istituzioni, corpi intermedi e numerosi piccoli e medi imprenditori, permettendo al territorio di mostrare ciò che sa fare. Un’occasione importante per far riunire le Marche e ritrovare un senso di orgoglio e consapevolezza del nostro patrimonio di biodiversità, manifattura e specialità che dobbiamo accompagnare nella crescita”. In questo periodo estremamente complesso con le preoccupazioni legate ai conflitti, ha aggiunto il presidente “è fondamentale restare accanto alle nostre imprese che sono ben radicate, rappresentano la nostra autenticità e uno spirito di resilienza che ci contraddistingue da secoli e con forza negli ultimi anni. La collaborazione tra la Regione Marche, il Comune di Fermo e tanti altri comuni è una bellissima occasione per valorizzare i nostri luoghi più autentici in vista della stagione estiva. Finché si riuscirà a mantenere questo entusiasmo, ci sarà una spinta che va oltre l’aspetto commerciale e professionale, basata sulla capacità di credere nel nostro modello di sviluppo e nel nostro territorio».

La presentazione di Tipicità 2026
Angelo Serri, direttore di Tipicità, ha dato appuntamento a tutti per il 6, 7 e 8 marzo al Fermo Forum, dove sono attesi anche tanti personaggi noti, a partire dalla conduttrice Rai, Monica Caradonna, il caporedattore del TG 5 Gioacchino Bonsignore e Bruno Gambacorta, creatore del format Eat Parade su Rai 2. «Questa edizione ha come tema “Connessioni indigene”, un’edizione che racconta le Marche di qualità, la regione del benessere. Dal 6 all’8 marzo il Fermo Forum ospiterà ancora una volta una grande festa del gusto, delle qualità artigiane, dei sapori eccellenti e degli itinerari inaspettati, cammini simbolo di benessere e di del vivere bene. Tipicità è sempre più momento di confronto tra realtà diverse di questa regione. Tutti insieme, dunque, per rappresentare il bello e il buono che le Marche vogliono rappresentare»
Mauro Torresi, vicesindaco reggente di Fermo, la città che da sempre ospita Tipicità e che con la manifestazione si apre al mondo, nel suo intervento ha esordito ringraziando «in primis l’attuale assessore regionale Paolo Calcinaro che da sindaco di Fermo ha fatto crescere in questi 10 anni il festival fino a questi livelli. Tipicità – ha proseguito – è una porta con cui la Città di Fermo e la nostra regione si aprono sempre più al mondo. Giunge alla 34esima edizione un evento atteso, partecipato che riesce a mettere in vetrina il meglio, il saper fare, il buono e la bellezza delle Marche. Ma la particolarità del Festival Tipicità è il suo essere costantemente connesso con il mondo, è il suo essere il tramite e lo strumento che crea legami con realtà internazionali e che dà la giusta ribalta ai nostri territori. Quest’anno la dimensione GloCal di Tipicità, ovvero la sua straordinaria capacità di coniugare la dimensione locale con l’internazionalizzazione, si declina ospitando Paesi esteri di ben quattro continenti. Quest’anno Tipicità sarà il degno palcoscenico della consacrazione di un risultato per l’Italia a cui il Festival ha contribuito: ovvero il riconoscimento dell’Unesco nel dicembre scorso della cucina italiana come Patrimonio Culturale Immateriale dell’umanità. Tipicità ha la sua forza nel mettere insieme, far dialogare e promuovere le anime produttive, economiche, culturali dei nostri territori, farle interagire e interloquire proficuamente con realtà internazionali che con la loro partecipazione a Tipicità sono – in questo momento più che mai – espressioni e voci di Pace. Un sentito grazie al Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, al Direttore di Tipicità Angelo Serri e ad Alberto Monachesi, Project Manager di Tipicità, per il coordinamento di un evento che non è solo nei tre giorni del Fermo Forum ma che è cura certosina dei rapporti con attori ed interlocutori del Festival tutto l’anno, a tutti i partner scientifici, tecnici, al project partner Banco Marchigiano, alle Università, a tutti gli enti che patrocinano l’evento, ed a tutti i partecipanti».
Massimo Tombolini, direttore generale di Banco Marchigiano, in qualità di project partner della manifestazione, ha sottolineato «la valenza strategica dell’evento nel promuovere e dare impulso alle economie locali. In un momento di perturbazioni internazionali un evento catalizzatore come Tipicità è essenziale per sviluppare insieme modelli di sviluppi adatti alla nostra regione, alle imprese e alle famiglie delle Marche».
John McCourt, magnifico rettore dell’Università di Macerata, ha ribadito l’impegno dell’Ateneo «a fianco di Tipicità per rinforzare il legame e l’impegno dell’Ateneo nello sviluppo del territorio marchigiano».
Andrea Santarelli, prorettore dell’Università Politecnica delle Marche, ha specificato come l’impegno dell’Ateneo a fianco di Tipicità sia costituito da un intenso lavoro congiunto che mira a dare la giusta valenza ai talenti e alle territorialità.
Francesca Bedeschi, direttore Anci Marche, ha ricordato il «pluriennale rapporto di collaborazione con Tipicità. Dal Festival fermano inizia in realtà un percorso che valorizza tante comunità locali e per tutto l’anno, attraverso il Grand Tour delle Marche».
Tutte le informazioni e il programma completo al sito: www.tipicita.it

La presentazione di Tipicità 2026

La presentazione di Tipicità 2026

La presentazione di Tipicità 2026

Un intervento piuttosto complesso, durato oltre tre ore, quello portato a termine con successo dai vigili del fuoco la notte scorsa. Complesso, si diceva, più che altro per la mole del mezzo coinvolto: un camion a tre assi che, oltretutto, trasportava polli.
Erano circa le due di notte quando il 115 ha ricevuto una richiesta di intervento da Amandola: un autocarro, infatti, mentre transitava in contrada Castello Tennacola, è finito con parte delle ruote fuori dalla sede stradale restando bloccato. Sul posto sono così arrivati, coordinati dalla sala operativa del 115 di Fermo, i vigili del fuoco del distaccamento di Amandola e, a seguire, i colleghi di Macerata con una gru.
I vigili del fuoco, con una piuttosto lunga quanto delicata operazione, anche per la presenza, nel camion, di un ingente quantitativo di polli, sono riusciti a riportare il mezzo pesante sulla carreggiata, consentendo al camionista, fortunatamente uscito illeso dall’incidente, di riprendere il suo viaggio.
di redazione CF
Il questore di Fermo, Eugenio Ferraro, ha emesso sei provvedimenti di Dalp, ossia divieti di accesso ai locali pubblici nel centro storico di Fermo, nei confronti di altrettanti giovani residenti nel Fermano.
I provvedimenti adottati e notificati inibiscono l’accesso ai locali pubblici del centro storico, a seguito dei gravi fatti accaduti il 24 gennaio, alle ore 3,50 circa, in piazza del Popolo, nei pressi degli esercizi pubblici lì presenti.
Durante i disordini, la notte del 24 gennaio scorso, in piazza erano intervenuti i carabinieri che hanno sedato la rissa per poi far subito scattare le indagini. E ora sono arrivate le misure di prevenzione, proposte proprio dal Comando dei carabinieri di Fermo, a seguito dell’attività di indagine. Le misure sono state predisposte dalla divisione Anticrimine della Questura poiché quei sei giovani, tra cui un minorenne, si sono resi autori di gravi turbative all’ordine e alla pubblica sicurezza.
Nello specifico, all’esterno di due esercizi commerciali del centro, si sono scontrate due fazioni di giovani, una nord-africana e una sud-americana, con lancio di arredi, vasi ed oggetti di proprietà dei locali, provocando a questi ultimi rilevanti danni economici.
Le condotte dei giovani sono state ritenute dal questore, autorità provinciale di pubblica sicurezza, pericolose per l’ordine e la pubblica sicurezza, ragione per la quale sono state emesse le misure di prevenzione del divieto di accesso ai locali pubblici, comportando per i ragazzi il divieto di frequentazione dei locali del centro storico e di stazionamento nei pressi degli stessi esercizi. I provvedimenti prevedono l’interdizione per un massimo di due anni nei confronti di ciascun giovane e nel complesso la durata di tutti i provvedimenti ammonta a nove anni.
https://cronachefermane.jef.it/2026/01/26/ancora-caos-in-piazza-del-popolo-i-carabinieri-sedano-una-rissa/741346/
https://cronachefermane.jef.it/2026/01/04/ancora-caos-e-violenza-in-piazza-del-popolo-un-ragazzo-colpito-al-volto/738175/
https://cronachefermane.jef.it/2025/12/08/rissa-in-piazza-del-popolo-ferito-un-ragazzo-sequestrati-machete-e-coltello/734527/
https://cronachefermane.jef.it/2025/11/30/parapiglia-in-piazza-fuggi-fuggi-allarrivo-delle-forze-dellordine/733267/

Michela Dioguardi a Dubai
di redazione CF
«L’atmosfera è cambiata nelle ultime ore. Non c’è panico, ma una consapevolezza diversa». Michela Dioguardi, fermana (è originaria di Servigliano), vive a Dubai dal 2016, dove ricopre il ruolo di Head of Middle East & Egypt per uno dei principali operatori turistici internazionali. E da lì, contattata dalla redazione di Cronache Fermane, racconta l’atmosfera che si sta vivendo dopo gli attacchi Usa all’Iran e quelli iraniani nell’area del Golfo.
Sabato nel tardo pomeriggio un drone è esploso a Palm Jumeirah, non lontano dalla sua abitazione. «Sentire un’esplosione così vicina a casa colpisce. Finché certe notizie restano lontane sembrano irreali. Quando accadono a pochi chilometri da te, cambia la percezione» racconta alla redazione di Cronache Fermane.
Gli attacchi iraniani, in risposta a quelli Usa, che stanno interessando, si diceva, l’area del Golfo hanno inevitabilmente alzato il livello di allerta. Il Consolato italiano ha invitato i connazionali a mantenere alta l’attenzione e, se possibile, a limitare gli spostamenti non necessari.
L’aeroporto di Dubai è stato temporaneamente chiuso e diversi voli sospesi per motivi di sicurezza. «È stato il primo segnale concreto dell’impatto della crisi – spiega Michela Dioguardi – Nel settore travel lo abbiamo percepito immediatamente. Tuttavia, la capacità di reazione qui è rapidissima e altamente organizzata».
«In città – aggiunge Dioguardi – si percepiscono maggiore vigilanza e una presenza rafforzata delle misure di sicurezza. Con gli altri italiani ci sentiamo molto. C’è preoccupazione, soprattutto tra chi ha figli, ma anche grande fiducia nelle istituzioni locali».
A suo figlio di 8 anni, Dioguardi ha spiegato quanto sta accadendo con parole semplici: «Gli ho detto che nel mondo a volte ci sono tensioni tra Paesi, ma che noi siamo in un luogo protetto. I bambini percepiscono l’ansia degli adulti, quindi è importante trasmettere calma».
Nei prossimi giorni Michela e la sua famiglia seguiranno le indicazioni ufficiali, limitando gli spostamenti non indispensabili. «Vivremo con prudenza, ma senza cambiare radicalmente la nostra quotidianità. Dubai ha sempre dimostrato resilienza e capacità di controllo».
Il timore è che le tensioni regionali possano protrarsi «ma la sensazione diffusa è che gli Emirati Arabi Uniti sapranno gestire la situazione con la consueta efficienza. Si vive con attenzione, ma senza paura. Qui la sicurezza è una priorità assoluta. E questo oggi fa la differenza».









































