di Roberto Cruciani
*** aggiornamento delle 18 ***
La notizia delle ultime ore è la chiusura delle scuole per la giornata di domani in diversi Comuni del Fermano: a Fermo, Montegiorgio, Smerillo, Amandola, Monte Vidon Corrado, Montefortino, Montelparo, Monte Vidon Combatte, Monsampietro Morico, Monte Urano, Montottone, Grottazzolina, Torre San Patrizio, Ponzano di Fermo, Ortezzano, Petritoli, Monterubbiano, Servigliano e Montappone (a Santa Vittoria in Matenano già disposta la chiusura per verifiche post-sisma).
Comunicazioni arrivate nel corso del pomeriggio, da parte delle varie amministrazioni comunali. Si attendono ora eventuali novità in merito agli altri Comuni.
Sul fronte sicurezza, tanti disagi al traffico ma nessuna situazione al limite. A Montelparo è precipitata una pianta, alle porte del paese, che ha bloccato la strada provinciale di accesso al centro abitato arrivando da Monteleone: difficoltà in alcune strade comunali. Problemi anche lungo la strada Mezzina con alcune auto bloccate in mezzo alla carreggiata.
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Pomeriggio dell’Epifania in “bianco” per la provincia di Fermo con la coltre di neve, come da previsioni, ampiamente rispettate, che ha iniziata a scendere in tarda mattinata su gran parte del territorio fermano. Subito imbiancate le zone dell’entroterra, da Smerillo ad Amandola fino a Montefortino, con la neve che ha raggiunto ben presto la zona collinare. Al momento non si segnalano problemi alla circolazione stradale nelle zone interne anche se si raccomanda la massima prudenza per chi si mette alla guida. Fino alla zona collinare tetti e strade imbiancati con le previsioni che parlano di fenomeni nevosi fino al tardo pomeriggio, prima serata di oggi e che non dovrebbe compromettere il ritorno alla normale attività a partire dalla giornata di domani.
Neve che inizia a scendere in maniera importante anche a Montegranaro e Fermo, con strade imbiancate nei paesi: lungo la strada provinciale 239 invece al momento circolazione che scorre abbastanza tranquillamente. In azione anche in collina gli spazzaneve: il rischio è l’abbassamento della temperatura anche sotto lo zero previsto in serata e nella notte.
(articolo in aggiornamento)
Le mele autoctone del Piceno e del Fermano rappresentano un patrimonio agricolo, culturale e identitario ancora poco conosciuto dal grande pubblico, ma capace di suscitare interesse crescente tra consumatori attenti alla qualità, alla stagionalità e alla sostenibilità. Varietà antiche, sapori fuori dagli standard e una lunga capacità di conservazione le rendono prodotti unici, che raccontano la storia delle aree interne marchigiane.
Ne abbiamo parlato con Stefano Galli, agronomo e produttore, che da anni studia e coltiva queste mele, evidenziandone peculiarità e criticità.
Quali sono le mele autoctone del Piceno e del Fermano?
«Le mele autoctone e tradizionali del Piceno e del Fermano sono diverse: fra le più note abbiamo la Mela Rosa, Mela Cerina, la Muso di Bue e molte altre che sono meno conosciute ma molto interessanti».
Quali caratteristiche presentano?
«La loro caratteristica comune è che esulano dalla classica distinzione conosciuta sul mercato, fra croccante/farinoso e acido/non acido. Sono mele che hanno sapori e consistenze diversi, eccentrici, spesso non riconducibili a qualcosa di conosciuto.
Sono mele che non degradano con il passare del tempo ma cambiano ed evolvono nel colore e nel sapore. Poco adatte a chi ama i sapori standard. Soprattutto sono delle mele che si conservano a lungo (fino ad aprile spesso) senza bisogno di frigo conservazione. Richiamo spesso l’attenzione su questo punto visto che oggi il cittadino è attento anche a questi aspetti».

Alcune delle mele autoctone del Piceno e del Fermano
Quali riscuotono più successo sul mercato?
«Mela Rosa e Gelata la fanno da padrone ma in realtà quando il consumatore assaggia anche le più improbabili o le meno conosciute tipo la Mela Ruzza o la Rosa in Pietra, poi non le molla più. Sono prodotti che incuriosiscono e sorprendono. Molto è legato anche alla loro capacità di evocare la nostalgia.
Mi piace ricordare quando gli emigrati italiani portavano con loro oggetti o ricordi della loro terra natale. I tanti che dalle zone interne del Piceno e del Fermano si sono spostati verso la costa o verso altre località, portavano con loro il ricordo fisso delle Mele Rosa, delle ceste con la paglia e le piante di acero sulle quali venivano conservate».
Quali sono le criticità nella coltivazione e produzione?
«Le criticità sono molte: la più importante è che in realtà la volontà politica di valorizzazione del prodotto non si traduce in un’azione sinergica fra i vari attori del processo.
Il risultato è che la volontà resta tale e non si traduce in una realizzazione di impianti che impattino effettivamente il mercato. Insomma: la Mela Rosa dei Sibillini resta nella dimensione onirica. Il che, dal punto di vista commerciale, ha una sua validità se poi il sogno diventa realtà. Se il sogno resta tale per troppo tempo, il cittadino si sente preso in giro».
Nella pratica: «Non abbiamo materiale vivaistico certificato. Non abbiamo infrastrutture irrigue dove queste mele danno il meglio. Non abbiamo campi sperimentali in cui si studi l’interazione fra terreno, localizzazione, portainnesto, biotipo e forma di allevamento. Non abbiamo protocolli di coltivazione comuni e accettati. E non abbiamo (cosa più importante) strumenti che possano incrociare la volontà delle imprese che posseggono competenze con la disponibilità di terra adatta alla coltivazione della Mela Rosa».
Mattinata complicata oggi, 5 gennaio, sul tratto piceno e fermano dell’autostrada A14. Complice il rientro dalle festività natalizie, il traffico prefestivo e la circolazione di numerosi mezzi pesanti nonostante la giornata feriale, si sono verificati tre incidenti che hanno causato rallentamenti e lunghe code. Fortunatamente, non si registrano feriti.
Il primo sinistro è avvenuto in carreggiata sud, tra Pedaso e Grottammare, dove si è verificato un tamponamento che ha coinvolto più veicoli.
Poco dopo, in carreggiata nord, un secondo incidente autonomo ha interessato un mezzo il cui conducente ha perso il controllo del veicolo nel tratto compreso tra Pedaso e Porto San Giorgio.
Il terzo episodio si è verificato intorno alle 13.30: una giovane di 25 anni, probabilmente a causa di un colpo di sonno, ha inforcato il guard rail che separa l’ingresso dei mezzi pesanti e delle auto nell’area di servizio Piceno Est.
L’auto è rimasta semidistrutta, ma la conducente è uscita illesa e ha rifiutato il trasporto in ospedale dopo l’intervento dell’ambulanza della Potes 118 di San Benedetto del Tronto.
Sul posto sono intervenuti, oltre al personale sanitario del 118 e alla Polizia Autostradale di Porto San Giorgio, anche i Vigili del fuoco del distaccamento di San Benedetto, per la messa in sicurezza dell’area.
In considerazione dell’ondata di freddo e maltempo prevista nei prossimi giorni, Ciip S.p.A. richiama l’attenzione dei cittadini sull’importanza di adottare semplici accorgimenti per proteggere i contatori idrici e le tubazioni esposte alle basse temperature. Il gelo può provocare rotture, dispersioni e conseguenti disservizi: una prevenzione tempestiva riduce in modo significativo il rischio di danni agli impianti.
E così Ciip indica cinque consigli utili per mettere in sicurezza i contatori e limitare i problemi legati alle gelate.
1) Coibentare la porta delle nicchie (contatori)
Se il contatore è installato in nicchie esterne, in locali non riscaldati o non abitati, verificare che la porta del vano contatore sia sempre ben chiusa e priva di aperture o fessure che favoriscano l’ingresso di aria fredda. È consigliabile rivestire internamente la porta con materiale isolante/protettivo, ad esempio polistirolo o poliuretano espanso, facilmente reperibili presso rivenditori di materiale edile. Spessore consigliato dei pannelli: almeno 2,5 cm.
2) Coibentare il vano contatore
Nei casi in cui il contatore sia ubicato all’esterno o in ambienti freddi (cantine, garage, locali tecnici non riscaldati), è opportuno isolare anche le pareti del vano contatore con gli stessi materiali (polistirolo o poliuretano espanso), riducendo la dispersione termica e il rischio di gelo.
3) Coibentare contatore e tubazioni
In presenza di contatori e tubazioni di raccordo esposti a temperature rigide, è consigliabile coibentare anche il contatore e le tubazioni con materiali isolanti idonei (polistirolo, poliuretano espanso o equivalenti).
Ciip S.p.A. raccomanda di non utilizzare lana di vetro, stracci o tessuti, perché assorbendo umidità possono peggiorare il rischio di rottura dovuta al gelo.
4) Rendere accessibile il quadrante
La protezione adottata deve comunque lasciare sempre visibile e accessibile il quadrante delle cifre, così da consentire la lettura del contatore.
5) Case non abitate: chiudere il rubinetto e svuotare l’impianto interno
Per contatori installati all’esterno di fabbricati o in case non abitate durante l’inverno, è consigliabile chiudere il rubinetto a valle del contatore e provvedere allo svuotamento dell’impianto interno.
Ciip S.p.A. invita inoltre i cittadini a prestare particolare attenzione alle situazioni più esposte (aree collinari e montane, immobili non riscaldati, seconde case) e a intervenire preventivamente, soprattutto in presenza di temperature prossime o inferiori allo zero, e resta a disposizione per informazioni attraverso i consueti canali di contatto aziendali: numero verde 800 216172 o info@ciip.it.
Una scossa di terremoto di magnitudo 3.8 è stata registrata alle 3,31, con epicentro localizzato tra Sant’Angelo in Pontano e Penna San Giovanni, a 24 chilometri di profondità.
L’evento, rilevato dagli strumenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), è stato distintamente percepito nel Fermano e in tutto l’entroterra e si è propagato fino alla zona costiera, come testimoniano le tante segnalazioni sui social.
Sette minuti più tardi, nella stessa zona, si é verificata un’altra scossa, di magnitudo 3.1. Entrambi i terremoti si sono registrati all’interno di uno sciame sismico nell’area che é iniziato alle 2,52 con una scossa di magnitudo 1.5 ed é poi proseguito nella notte.
Al momento non si registrano danni a edifici. «A seguito della scossa sismica di magnitudo 3.8 registrata alle ore 3.31 dall’Istituto Nazionale di Fisica e Vulcanologia, con epicentro nel comune di Sant’Angelo in Pontano, al momento -confermano i vigili del fuoco – non sono pervenute segnalazioni di danni alla sala operativa del 115».
Si avvia alla conclusione la prima, storica edizione della rassegna “Teatrando sotto l’Albero”, il progetto culturale promosso dal Comune di Altidona e da Proscenio Teatro che ha segnato l’ingresso ufficiale del comune nel prestigioso circuito Tir – Teatri In Rete, giunto quest’anno al traguardo dei quarant’anni di attività.
L’ultimo appuntamento in cartellone, ideale per aspettare l’arrivo della Befana, è previsto per lunedì 5 gennaio 2026. Il sipario del Teatro Comunale si alzerà alle ore 21:15 su una delle produzioni più apprezzate e longeve di Proscenio Teatro: “Cenerentola in bianco e nero”.
Lo spettacolo, consigliato per un pubblico a partire dai 4 anni, lo spettacolo rivisita la celebre fiaba attingendo alle versioni storiche di Charles Perrault e dei Fratelli Grimm. In scena, gli attori Mirco Abbruzzetti e Simona Ripari interagiscono con pupazzi e figure animate per raccontare una storia senza tempo di ingiustizie e riscatto. La particolarità di questa messa in scena risiede nel finale: fedele alla tradizione popolare, lo spettacolo mette a confronto la versione “bianca” (il perdono, tipico di Perrault e Disney) e la versione “nera” (la punizione delle sorellastre, tipica dei Grimm). Sarà il pubblico in sala, tramite un’apposita votazione con cartoncini colorati consegnati all’ingresso, a decidere come far finire la storia. Un gioco teatrale divertente che diventa anche occasione per riflettere sul senso di giustizia dei bambini. Testo e regia sono di Marco Renzi.
Come da tradizione per il circuito Tir, l’evento promuove la lettura: prima dell’inizio dello spettacolo verranno estratti a sorte e regalati ai bambini presenti tre libri di letteratura per l’infanzia.
INFO E BIGLIETTERIA
- Ingresso unico: € 6,50.
- Promozione Gruppi: Biglietto scontato a € 5,50 per gruppi di minimo 10 persone (prenotazione obbligatoria).
- Acquisto:
- Online sul circuito Ciaotickets e presso i punti vendita autorizzati (es. Cartolibreria Camilletti’s a Pedaso) CLICCA QUI
- Presso la biglietteria del Teatro Comunale il giorno dello spettacolo a partire dalle ore 19:45.
- Prenotazioni: È possibile prenotare telefonicamente al numero 331 4022876 (attivo la mattina del giorno di spettacolo e il giorno precedente). I biglietti prenotati vanno ritirati entro le ore 21:00.
Per informazioni: Proscenio Teatro Tel: 331 4022876 www.proscenioteatro.it
Anche per il Fermano, come ovunque e per chiunque, si chiude un altro anno. E anche il 2025 se n’è andato sotto l’occhio vigile di donne e uomini in divisa a vigilare sulla notte di San Silvestro che, tutto sommato, è filata lisca senza particolari problemi o preoccupazione. Certo, diverse le richieste di soccorso alla centrale operativa del 118 per persone che hanno esagerato con l’alcol, ma nulla di grave fortunatamente. E poi, purtroppo, anche qualche chiamata al 112 per dei furti in zona Valtenna.
A tutte le chiamate e le richieste di soccorso o intervento, hanno risposto sempre “presente”. Stiamo parlando, ovviamente, della macchina dei soccorsi e della sicurezza che anche ieri notte ha visto schierati tantissimi volontari delle pubbliche assistenze del Fermano, pronti a dare seguito alle segnalazioni e agli sos giunti alla centrale operativa 118, o alle forze dell’ordine e vigili del fuoco, operativi H24 e impegnati a vigilare soprattutto i luoghi di maggior assembramento e quelli potenzialmente a rischio. Ma certo, anche controlli “on the road”. Insomma una rete di divise e volontari che ha lavorato da ieri sera fino a questa mattina, se vogliamo limitarci alla notte di San Silvestro e al Capodanno, per garantire sicurezza e salute anche l’ultimo giorno del 2025 e per iniziare il 2026 nel migliore dei modi. E ci sentiamo in dovere di ringraziarli per la dedizione e l’impegno che anche in queste ultime ore dell’anno che è stato e nelle prime del nuovo, hanno trovato una piacevole e rincuorante conferma.
Cristiano Ninonà

La centrale operativa del 118. I loro nomi: (da sinistra) autista Gianpiero Angelini, dottoressa Giuliana Brunetti, infermiere Tania Merletti e Marcella Samì, autista Filippo Rossi, operatrice tecnico radio Serena Fioravanti, infermiere Adamo Zeppilli

di Nunzia Eleuteri (editore e amministratore)
Il 2025 si è chiuso con numeri che raccontano molto più di semplici statistiche: raccontano fiducia, partecipazione, senso di comunità. Cronache Fermane e Cronache Picene hanno raggiunto milioni di utenti, confermandosi punti di riferimento imprescindibili dell’informazione locale nelle rispettive province.
Secondo i dati rilevati da Google, Cronache Fermane (che nel 2026 festeggerà ben 10 anni di vita) ha registrato circa 1.800.000 utenti, con 18 milioni di pagine consultate e ben 160 milioni di interazioni. Cronache Picene, testata “più giovane” ed in forte crescita, ha raggiunto 1.600.000 utenti, sfiorando 10 milioni di pagine consultate e 72 milioni di interazioni. A questi risultati si aggiungono quelli, altrettanto significativi, dei social network: le pagine Facebook hanno totalizzato decine di milioni di visualizzazioni, nello specifico 80.118.526 visualizzazioni Cronache Fermane, che conta oggi oltre 51.000 followers, e 61.596.027 visualizzazioni Cronache Picene, con circa 35.000 follower. In costante crescita anche i profili Instagram e YouTube, i canali Telegram e Whatsapp e le richieste di iscrizioni alle newsletters.
Numeri e dati importanti, soprattutto se letti nel contesto storico attuale, segnato da profonde difficoltà per il mondo dell’editoria. Va tenuto in considerazione, inoltre, che gli abitanti dei due territori di riferimento sono circa, ed appena, 200.000 in ciascuna provincia. Numeri che dimostrano, quindi, come l’informazione locale, se fatta con serietà, costanza e radicamento sul territorio, possa ancora crescere e coinvolgere. Per questo motivo, il mio ringraziamento in qualità di editore e amministratore, va ai lettori, sempre più numerosi e partecipi, che ogni giorno scelgono di informarsi attraverso le nostre testate. Un grazie (dovuto, meritato e affettuoso perché siamo una famiglia) va poi ai collaboratori di redazione, oltre 30 giornalisti che con passione, competenza e spirito di servizio raccontano quotidianamente il territorio. Fondamentale anche il contributo dei consulenti informatici, legali e contabili, che affiancano le testate con professionalità e attenzione. Un ringraziamento speciale, infine ma non in ordine di importanza, ai partner commerciali, sempre più numerosi anno dopo anno, che credono nel valore dell’informazione locale e sostengono concretamente la crescita di Cronache Fermane e Cronache Picene scegliendo di utilizzarne la visibilità per i loro eventi e le loro attività. Questi risultati non sono un traguardo, ma uno stimolo a fare ancora meglio. Con lo stesso impegno, la stessa responsabilità e la stessa vicinanza alle comunità che, ogni giorno, ci leggono e ci scelgono. Grazie, davvero, a tutti. Che il 2026 sia un anno di pace e prosperità.
I NOSTRI REPORT 2025

Numero di utenti rilevati da Google su Cronache Fermane nel 2025

Numero di utenti rilevati da Google su Cronache Picene nel 2025

Numero di pagine visualizzate e interazioni di Cronache Fermane

Numero di pagine visualizzate e interazioni di Cronache Picene

Visualizzazioni della pagina Facebook di Cronache Fermane nel 2025

Visualizzazioni della pagina Facebook di Cronache Picene nel 2025






























































