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Fabrizio Cesetti

Non si è fatta attendere la controreplica del consigliere Fabrizio Cesetti nei confronti dell’assessore regionale alla Sanità Paolo Calcinaro, nella polemica a distanza (leggi qui) che ha contraddistinto queste ultime ore.
«Calcinaro è stato per ben dieci anni presidente della Conferenza dei sindaci della provincia di Fermo e nessuno lo ha mai sentito proferire verbo sui temi della nostra sanità territoriale – afferma Cesetti – ha sempre accuratamente evitato di prendere una qualsiasi posizione, visto mai che poi qualcuno gli offrisse l’opportunità di non tornare a esercitare la professione di avvocato. Poi l’opportunità è arrivata lo scorso anno con le elezioni regionali e dopo aver abbracciato la destra (lui che aveva iniziato la sua carriera politica con la sinistra e poi si era presentato come paladino del civismo), ha iniziato ad attaccare a testa bassa l’Amministrazione Ceriscioli. E lo ha fatto, come continua a fare oggi, mistificando totalmente l’operato di quella giunta. Ma la storia non si cancella e Calcinaro farebbe bene a riconoscerla. Una storia che dice chiaramente che l’ospedale di Fermo è stato da me prima deciso e programmato come presidente della Provincia, e poi finanziato con 111 milioni di euro (gli unici spesi fino a oggi) quando ho ricoperto l’incarico di assessore regionale al Bilancio. Così come, subito dopo il sisma del 2016, nel medesimo ruolo, finanziai il nuovo ospedale di Amandola. Ma la storia dice anche che sempre nel quinquennio 2015-2020, il centrosinistra inaugurò la Casa di Comunità per le cure intermedie di Sant’Elpidio a Mare e stanziò 4,1 milioni di euro per la ristrutturazione dell’Ospedale di Comunità di Montegiorgio. La cronaca, invece, ci dice che Calcinaro non sa neanche quando sarà inaugurato il nuovo Ospedale di Fermo, visto che la data del 5 dicembre annunciata dal suo predecessore Saltamartini è passata da un pezzo e lui non si è neppure degnato di spiegare i motivi per cui il cantiere non si è ancora concluso». 

«Calcinaro deve sapere – continua il consigliere dem – che, come ho appena ricordato, io mi sono sempre occupato di sanità, tanto in maggioranza quanto all’opposizione, e può stare certo che continuerò a farlo. Ma soprattutto deve capire che non sono io a esercitare pressione su di lui, bensì i cittadini che mi segnalano quotidianamente disagi e disservizi, i sindacati dei lavoratori della sanità ormai stufi delle promesse non mantenute e della squallida propaganda che la giunta regionale continua a fare sulla pelle del personale sanitario, e la stampa, che giustamente descrive la drammatica situazione in cui versano le nostre strutture sanitarie. Se Calcinaro non è in grado di reggere questa pressione, forse farebbe bene a rivedere l’impegno che si è preso per i prossimi cinque anni, dedicandosi a compiti più semplici e a sua misura”.

 

«In ogni caso – conclude Cesetti – mi aspetto che già da martedì, in aula, egli sappia rispondere in maniera esaustiva all’interrogazione che ho depositato a proposito della tragica situazione dei pronto soccorso nella nostra regione, presentando gli interventi che la giunta regionale intende mettere in atto per iniziare a dare soluzioni a problemi che stanno mettendo in discussione il diritto costituzionale alla salute». 

Non si è fatta attendere la replica dell’Assessore Regionale alla Sanità Paolo Calcinaro dopo l’attacco del consigliere regionale del Pd Fabrizio Cesetti (leggi qui) in merio alla situazione dei Pronti Soccorsi della regione e con riferimento specifico alla situazione di quello di Fermo, in riferimento ai primi giorni del nuovo anno.

«Lo sapevo, il buon Cesetti ha resistito ben due mesi poi è riuscito a darmi colpa di ciò che non va nel sistema sanitario – ha sottolineato in un post sul suo profilo personale – lo immaginavo perché casualmente sono due mesi in cui parla solo di sanità. Ma i cittadini sanno bene che chi ha chiuso i pronto soccorso di Sant’Elpidio, Montegiorgio e Porto San Giorgio è stato lui con l’amministrazione precedente. Ora si corre ai ripari e, con il tempo giusto e non due mesi ovviamente, qualche danno lo recupereremo». 

Palla rilanciata nell’altro campo dunque da parte di Calcinaro che ha colto anche l’occasione per dare il benvenuto al neo primario del Pronto Soccorso di Fermo. «Intanto ben arrivata alla nuova primaria Tamara Mariani del pronto soccorso di Fermo: ed erano anni che ne mancava uno di ruolo. Buon lavoro a lei, e anche a Cesetti per carità».

La Fp Cgil di Fermo guarda con interesse alle dichiarazioni dell’assessore alla sanità Paolo Calcinaro relative all’imminente definizione del nuovo piano del fabbisogno sanitario e all’annunciato confronto con le parti sociali proprio sul tema dei posti disponibili nelle Rsa e nei centri per le demenze. 

In merito a tale argomento, si ritiene necessario richiamare l’attenzione dell’assessore su una criticità che da tempo viene segnalata nel territorio fermano e non solo: l’inserimento di anziani non autosufficienti presso strutture autorizzate esclusivamente per l’accoglienza di persone autosufficienti, in particolare in Case di Riposo.

L’accesso ai servizi per la non autosufficienza avviene a seguito di valutazione multidimensionale da parte delle Uvi, che dovrebbero evitare l’assegnazione di determinati soggetti in strutture con standard assistenziali e organizzativi non adeguati, prevedendo altresì specifiche procedure di rivalutazione in caso di mutamento delle condizioni cliniche. Troppo spesso si registrano invece, all’interno delle strutture del territorio, situazioni emergenziali ben oltre i limiti previsti dalle normative.
Questi inserimenti impropri hanno conseguenze pesanti sia sulla qualità della vita e sulla sicurezza delle persone più fragili, sia sul piano delle condizioni di lavoro del personale, che si trova a gestire bisogni assistenziali complessi in assenza di adeguate dotazioni organiche, profili professionali e standard previsti per la non autosufficienza.
La Fp Cgil di Fermo invita pertanto l’assessore e la Regione Marche a considerare con particolare attenzione questo aspetto all’interno del nuovo piano del fabbisogno, affinché l’ampliamento dei posti disponibili si accompagni al rispetto delle regole, e soprattutto della dignità delle persone e del lavoro. La Fp Cgil di Fermo si riserva inoltre di segnalare tali gravi situazioni agli organi competenti, per le opportune verifiche.

Fabrizio Cesetti

Sulla sanità, nello specifico sui reparti di Pronto soccorso, interviene anche il consigliere regionale del Pd, Fabrizio Cesetti, con una nota stampa:

«La situazione dei pronto soccorso marchigiani, già drammaticamente degenerata negli ultimi cinque, è arrivata ormai a una situazione insostenibile. È sotto gli occhi di tutti come queste strutture, nonostante l’abnegazione e il senso di responsabilità del personale sanitario, non riescono più a garantire pienamente un servizio tempestivo, adeguato e di qualità, e quindi il diritto alla salute come sancito dalla nostra Costituzione. Non si tratta di supposizioni, ma di una tragica realtà fotografata ormai quasi quotidianamente dalle pagine di cronaca. Basti pensare all’ospedale di Fermo, dove nei primi giorni di gennaio è stata ripetutamente segnalata una situazione indecente, con il triage mai libero e un afflusso continuo di utenti costretti a tempi di attesa inaccettabili che mettono in pericolo la salute stessa delle persone. Tuttavia il collasso non riguarda solo un territorio, ma l’intera regione: a Macerata, per esempio, è stata la stessa Ast a evidenziare non solo la difficoltà di coprire tutti i turni richiesti, ma anche di poterlo fare con le professionalità necessarie. E ciò impone anche di accertare la regolarità della gara espletata per l’assegnazione del servizio. Inoltre, da molti comuni, sono pervenute continue segnalazioni riguardanti la mancanza della guardia medica durante le feste. Questo è il risultato fallimentare della politica sanitaria portata avanti per cinque anni dalla giunta regionale di centrodestra, che ha aggravato i problemi della sanità pubblica, a partire dal massiccio ricorso ai medici “gettonisti” per far fronte alla grave carenza di personale. Ciò che è più preoccupante, però, è che almeno per il momento non registriamo una volontà di rivedere i tanti errori compiuti; la parola d’ordine del presidente Acquaroli e dei nuovi assessori sembra essere continuità».

Fabrizio Cesetti, che a tal proposito ha presentato un’interrogazione a risposta immediata per sollecitare provvedimenti immediati volti ad assicurare il regolare funzionamento del sistema di emergenza-urgenza degli Enti del Servizio sanitario regionale.

«Anzi – continua Cesetti – a distanza di tre mesi dall’insediamento della nuova giunta regionale il quadro generale è persino peggiorato. Se, infatti, con l’ex assessore Saltamartini, nella pur molto insufficiente gestione della sanità pubblica, si poteva scorgere qualche sforzo per dare risposte ai cittadini, oggi vediamo che a farla da padrone è solo la mera propaganda fine a sé stessa. Di fatto, anziché produrre provvedimenti effettivi, la giunta regionale si sta abbandonando a una politica fatta di annunci a cui non seguono mai atti concreti. Ma attenzione: se non si adottano immediati provvedimenti correttivi, si espone il Servizio sanitario regionale a responsabilità civili, erariali ed anche di ordine penale. E ciò vale sia per quanti hanno la responsabilità di indirizzo e controllo, sia per coloro che hanno la responsabilità della gestione e del conseguimento degli obiettivi»

Sulla A14 Bologna-Taranto è prevista una chiusura notturna del tratto compreso tra Pedaso e Grottammare, in entrambe le direzioni di marcia, Pescara/Bari e Ancona/Bologna. Il provvedimento scatterà dalle ore 22 di lunedì 12 gennaio fino alle 6 di martedì 13 gennaio.

La chiusura si rende necessaria per consentire attività di ispezione, finiture e collaudi nell’ambito dei lavori previsti dal piano di interventi ai sensi del D.lgs 264/06, finalizzati al potenziamento degli impianti di sicurezza delle gallerie.

Durante l’interruzione del traffico non saranno raggiungibili le aree di servizio “Piceno ovest”, in direzione Pescara/Bari, e “Piceno est”, verso Ancona/Bologna. Inoltre, dalle 18 di lunedì 12 fino alle 6 di martedì 13 gennaio, all’interno delle stesse aree di servizio sarà istituito il divieto di sosta.

Autostrade per l’Italia consiglia i seguenti percorsi alternativi:

Sempre da Autostrade: «Si raccomanda agli automobilisti di prestare attenzione alla segnaletica e di pianificare per tempo gli spostamenti».

Alessandro Taddei – Presidente Cia Marche

Rispetto a quanto approvato dall’Unione Europea pochi giorni fa in tema di agricoltura, la Cia Marche esprime soddisfazione per la modifica del bilancio europeo a favore dell’agricoltura e del territorio, annunciata dal Commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli (clicca qui), che riconosce il valore strategico del settore agricolo per l’Appennino centrale.

Un risultato che va nella direzione auspicata da tempo dalla Confederazione e che rafforza l’attenzione verso quei territori interni che, soprattutto dopo il sisma, hanno bisogno di politiche concrete e continuative per sostenere le imprese e le comunità locali.

«Accogliamo con favore quanto annunciato dal Commissario Castelli – sottolinea il presidente di Cia Marche, Alessandro Taddei – perché rappresenta un segnale importante per le aree interne, nelle quali la nostra organizzazione è da sempre impegnata. L’agricoltura non è solo un settore economico, ma un presidio fondamentale per il territorio, la coesione sociale e la tutela del paesaggio».

Cia Marche ricorda come, negli anni, abbia costantemente lavorato al fianco delle aziende agricole delle zone montane e collinari, sostenendo il diritto a un reddito equo per chi vive e opera in contesti complessi, spesso penalizzati da carenze infrastrutturali e da eccessi burocratici.

«Il riconoscimento del ruolo degli agricoltori dell’Appennino – prosegue Taddei – va nella direzione che abbiamo sempre indicato: senza chi presidia e cura il territorio non può esserci ricostruzione né sviluppo. Per questo è fondamentale che alle risorse annunciate seguano azioni coordinate con le Regioni, capaci di tradursi in opportunità reali per le imprese e per le comunità locali».

Cia Marche ribadisce infine il proprio impegno a continuare il lavoro di rappresentanza e proposta, affinché le aree interne non restino ai margini delle politiche di sviluppo, ma diventino uno dei pilastri su cui costruire il futuro economico e sociale della regione.

Guido Castelli

«I dati diffusi dall’Istat sull’occupazione a novembre 2025 restituiscono un quadro incoraggiante per il Paese e confermano l’efficacia delle politiche messe in campo dal Governo e, in particolare, dal ministro del Lavoro Marina Calderone».

Lo dichiara il Commissario straordinario al sisma 2016 Guido Castelli, commentando le ultime rilevazioni dell’Istituto nazionale di statistica.

«Il tasso di disoccupazione sceso al 5,7 per cento, il deciso calo della disoccupazione giovanile e la crescita costante degli occupati da tre anni – prosegue Castelli – rappresentano segnali solidi, che parlano di un’Italia più dinamica e capace di creare lavoro».

Secondo il Commissario, questo trend positivo assume un valore ancora più significativo nei territori dell’Appennino centrale: «Parliamo di una vasta area che per anni ha sofferto non solo per i danni materiali subiti, ma anche per il depauperamento economico e la mancanza di opportunità, soprattutto per i giovani. Fattori che hanno accentuato il fenomeno dello spopolamento già in atto».

Uno scenario che, oggi, mostra segnali di cambiamento: «Vediamo elementi concreti di inversione di tendenza e, a conferma di ciò, nei prossimi giorni pubblicherò una nota di approfondimento sull’andamento occupazionale nel cratere sisma 2016».

Castelli sottolinea come la diminuzione delle persone in cerca di lavoro – che riguarda uomini, donne e under 24 – e l’aumento degli occupati anche tra i più giovani dimostrino che «la domanda di lavoro cresce anche nei territori più fragili».

«Nell’Appennino centrale – evidenzia – questi risultati sono strettamente legati all’avanzamento della ricostruzione materiale, all’apertura dei cantieri e, parallelamente, a una strategia di crescita e sviluppo sostenibile».

In questo contesto si inserisce il ruolo di Next Appennino, «un programma strategico che, attraverso il sostegno agli investimenti produttivi, alla nuova imprenditorialità e all’occupazione qualificata, sta contribuendo a trasformare la ricostruzione in una vera leva di rigenerazione economica e sociale».

Un percorso che punta anche a trattenere e richiamare giovani nei territori colpiti dal sisma: «Si creano così le condizioni perché i giovani possano restare o tornare a vivere e lavorare in queste aree».

La conclusione guarda al futuro: «Il contrasto allo spopolamento passa da servizi moderni ed efficienti, dal lavoro stabile, dalla formazione e dalla capacità di immaginare un nuovo futuro per i nostri borghi. I dati Istat ci dicono che la direzione intrapresa è quella giusta».

Stefano Giannini

Se n’è andato Stefano Giannini, si è spento ieri all’età di 69 anni colui che è stato un punto di riferimento per 44 anni del circolo culturale cittadino di Amandola, persona stimata per la sua sensibilità eccezionale, un personaggio di riferimento per Amandola con la sua geniale simpatia e con la capacità straordinaria di trasmettere buonumore a chiunque trascorresse anche solo qualche istante con lui.

Nel lontano 1982 aveva aperto il circolo di Piazza Risorgimento, sempre disponibile a compiere il proprio dovere ed a soddisfare qualsiasi richiesta dei soci, dalle partite ai giochi natalizi, al calcio fino al tavolo da biliardo.

Sempre ligio al dovere, ha accompagnato generazioni di amandolesi con sua goliardia, con la sua simpatia, con quella capacità unica di leggere la realtà attraverso una visione suggestiva. Sempre con la battuta pronta, Giannini lascia un vuoto che sarà difficile da riempire. I funerali si terranno sabato mattina a Teramo alle 10,30 al civico cimitero locale.

C.N.

 

Si è svolto a fine dicembre l’Incontro degli Auguri, appuntamento annuale dedicato alle persone della Cassa di Risparmio di Fermo, che ha riunito gli Amministratori della Banca e della Fondazione, il personale e i pensionati dell’Istituto.

Il Presidente di Carifermo S.p.A. Alberto Palma e il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo Giorgio Girotti Pucci hanno rivolto il loro saluto ai numerosi partecipanti, sottolineando il valore dell’incontro come momento di condivisione e riconoscimento del percorso comune.

Il Direttore Generale Ermanno Traini è intervenuto con un focus sul contesto economico, offrendo una lettura sul piano nazionale e regionale, evidenziando il ruolo del credito locale nel sostenere famiglie e imprese in una fase di trasformazione complessa ma ricca di opportunità.

Il Direttore Generale ha quindi ripercorso i momenti più significativi dell’anno, richiamando «l’impegno della Banca sui temi più sfidanti, a partire dall’innovazione, dalla sicurezza informatica e dalla sostenibilità, ribadendo al contempo la centralità della relazione umana come elemento distintivo dell’azione di Carifermo». Ha inoltre ricordato «i riconoscimenti ottenuti nel 2025 e le scelte strategiche che hanno accompagnato i risultati conseguiti, confermando la solidità del percorso intrapreso. Nel presentare i principali progetti in programma per il 2026, ha ribadito con determinazione il ruolo di Carifermo quale Banca del territorio da 169 anni, profondamente radicata nella comunità di riferimento».

È stata anche l’occasione per valorizzare il lavoro svolto dalle Agenzie e dalla Direzione nel corso dell’anno, contribuendo in maniera determinante ai risultati raggiunti dall’Istituto. Come tradizione, durante la serata, particolarmente sentita e partecipata, sono stati anche salutati i colleghi che hanno raggiunto il traguardo della pensione nell’ultimo anno.

 

Andrea Putzu

«Dopo tre mesi dalla sonora bocciatura da parte dei marchigiani, il candidato sconfitto Matteo Ricci interrompe il silenzio e torna nelle Marche proponendo il solito copione a base di mera demagogia. Se questo è il tenore del contributo che intende dare alle Marche, è meglio che resti dove lo hanno rispedito i marchigiani, a Bruxelles». Queste le dichiarazioni del capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale Andrea Putzu, in replica alle recenti affermazioni di Matteo Ricci e dei consiglieri di opposizione.

«Ricci accusa la Regione di immobilismo e propaganda, ma intanto nelle Marche si investe davvero – sottolinea Putzu – Dopo aver raccontato in campagna elettorale che la Zes non esisteva ora finalmente la riconosce arrivando addirittura a raccontare favole su “discriminazioni” e assenza di risorse, ignorando volutamente che le imprese stanno già presentando centinaia di domande e muovendo milioni di euro: in soli 15 giorni presentate domande per che hanno attivato investimenti complessivi pari a 69,8 milioni di euro. Quando i numeri non piacciono, si fa finta che non esistano. Sulla sanità il copione è lo stesso con toni apocalittici e zero onestà intellettuale. Parlare di sistema “devastato” dopo anni di gestione fallimentare della sinistra è quantomeno surreale».

«La Giunta Acquaroli sta mettendo ordine dove altri hanno lasciato macerie, con investimenti, assunzioni e cantieri veri, non facciate elettorali buone solo per le foto. Il nuovo ospedale di Fermo e l’Inrca procedono, nonostante qualcuno continui a tifare per il fallimento pur di avere un titolo sui giornali. Ma governare non è fare sceneggiate, bensì è lavorare, giorno dopo giorno, anche lontano dai riflettori. Ricci dice che la Giunta «si accontenta». Per inciso, la Regione Marche è impegnata su più fronti per rafforzare i servizi sanitari, assistere le fasce più deboli e sostenere i giovani con incentivi e opportunità formative e lavorative. Parlare di «insufficienza» senza riconoscere i progressi è più un esercizio di stile che di politica responsabile. Le Marche non sono un terreno di protesta permanente – conclude il capogruppo – e le idee si giudicano dai fatti, non dagli slogan. E i marchigiani sanno distinguere chi lavora da chi parla».

https://cronachefermane.jef.it/2026/01/07/ricci-nessuno-slancio-dallacquaroli-bis-noi-unopposizione-costruttiva-e-per-lalternativa/738754/

La direzione generale dell’Ast di Fermo, guidata dal dr. Roberto Grinta, ha calendarizzato per la prossima settimana una riunione tecnico-operativa con l’Ufficio Tecnico dell’Azienda sanitaria territoriale di Fermo per pianificare il cronoprogramma di allestimento dei padiglioni del nuovo ospedale di Campiglione di Fermo. «Il cronoprogramma, così come tutti i prossimi passaggi tecnici e amministrativi, sarà concertato e condiviso – si legge nella nota dell’Ast – con la Regione Marche, l’Assessorato alla Sanità e i Dipartimenti Salute e Infrastrutture.  Ad imprimere l’accelerazione sul nuovo ospedale di Campiglione di Fermo senza dubbio è stato lo stanziamento, annunciato il primo gennaio scorso dall’Assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro, di 34 milioni di euro che serviranno proprio per il completamento tecnologico e l’arredamento del nuovo nosocomio».

«La programmazione si rende necessaria anche per dare il via alle procedure amministrative legate delle gare per l’acquisizione dei macchinari e degli arredi per l’allestimento del nuovo nosocomio, a partire dalle sale operatorie e dalla centrale di sterilizzazione. A livello infrastrutturale, infatti – proseguono dall’Ast Fermo – una volta ottenute tutte le certificazioni, si procederà al collaudo progressivo e alla certificazione stessa dei vari padiglioni. A quel punto si potrà passare alla fase di allestimento dei vari padiglioni con la pianificazione delle consegne di arredi e tecnologie. Nei prossimi giorni è previsto l’arrivo di una nuova Risonanza magnetica mentre la consegna di una Tac di ultima generazione è calendarizzata per i mesi di maggio/giugno. L’installazione delle apparecchiature e dei macchinari avverrà successivamente al loro collaudo. Nel frattempo è imminente l’avvio dei lavori per l’attivazione dell’Endoscopia (Colonscopia e Gastroscopia), entro la prossima primavera, all’ospedale dei Sibillini “Beato Antonio di Amandola“».