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di Tiziano Vesprini

Passaggio flash della Tirreno-Adriatico, nella tarda mattinata di oggi, sulle strade della riviera fermana. Assaggio di grande ciclismo professionistico in attesa dell’arrivo del Giro d’Italia del prossimo 16 maggio.

L’edizione numero 71 della “corsa dei due mari” che intorno all’ora di pranzo ha fatto capolino sulla Ss16 con la sua lunga carovana di mezzi al seguito ed a precedere, e naturalmente anche i circa 150 ciclisti rimasti in gara.

Tappa numero 7 partita da Civitanova Marche intorno alle 12,30 per poi immettersi subito dopo sulla SS 16 ed attraversare tutto il litorale del Fermano, prima Porto Sant’Elpidio, quindi Lido di Fermo e Porto San Giorgio ed infine Pedaso e Campofilone prima dell’uscita dai confini provinciali. A seguire tutta la “truppa” ha compiuto un giro collinare prevedendo il solito passaggio sul Gpm di Ripatransone. Quindi gran picchiata verso l’Adriatico per portarsi a San Benedetto del Tronto per il conclusivo circuito finale pianeggiante di 10,5 chilometri da percorrere per 5 volte. Gran finale dunque per la conquista del successo di tappa dopo 142 km e ottocento metri di gara.

Nessuna grossa sorpresa, già praticamente tutto deciso per le classifiche generali con la Tirreno-Adriatico 2026 già decisamente in mano al messicano Isaac Del Toro a precedere l’attuale pupillo marchigiano, il camerte Giulio Pellizzari che ieri ha fatto di tutto e di più per vincere la frazione che si concludeva nella sua città, giungendo infine quarto ma conquistando una fantastica posizione nella “Generale”. Ieri protagonisti i passisti-scalatori oggi invece in primo piano i velocisti a regalare spettacolo.
Al passaggio di Porto San Giorgio già un terzetto a provare la fuga della prima ora con oltre 3 minuti di vantaggio sul gruppo che viaggia tranquillo, disinteressandosi al momento dei fuggitivi.

di redazione CF

«Un incidente occasionale». A parlare è l’avvocato Rossano Romagnoli che, insieme al collega Andrea Andrenacci, assiste l’uomo di 82 anni che stamattina ha esploso inavvertitamente, stando alle prime informazioni e come sostenuto dallo stesso legale, un colpo di fucile che ha ucciso, centrandolo alla gola, un uomo di origini russe di 43 anni. Un calibro 12 Breda fatale.

La tragedia si è consumata intorno alle 7,30 nelle campagne di Montegranaro. L’avvocato Romagnoli fa presente che l’uomo a cui è partito il colpo, assistito, dallo stesso Romagnoli e dal collega Andrenacci «è un  cacciatore operatore faunistico, di esperienza decennale, sempre rispettoso delle regole, anche intransigente come Guardia Volontaria venatoria. Si trovava in una battuta di caccia alla volpe autorizzata dalla Polizia provinciale e dall’Ambito. Il colpo è partito occasionalmente».

Rossano Romagnoli

 

La vittima è un uomo nato nel 1983 a Leningrado «che lamentava – dichiara l'avvocato Romagnoli – il fastidio arrecato ai cavalli del vicino maneggio. L’indagato si è recato alla procura di Fermo e dinanzi il Pm Marinella Bosi ha reso due ore di interrogatorio specificando ogni particolare del terribile incidente e fornendo prove ed indizi sulla accidentalità del fatto, difatti ha subito chiamato egli stesso il 118 ed i Vigili del Fuoco, è rimasto accanto alla vittima, ma non c’era più nulla da fare. Si è messo a completa disposizione degli inquirenti per favorire la ricostruzione del fatto». Per i legali difensori «l’accidentalità è chiara ma la dinamica è sotto indagine e per ora con il massimo riserbo».

 

https://cronachefermane.jef.it/2026/03/14/tragedia-a-montegranaro-parte-un-colpo-di-fucile-muore-un-uomo/748531/

E’ iniziato il count-down per le elezioni provinciali che si terranno domani, domenica 15 marzo. Gli uffici elettorali hanno ufficializzato le candidature e la tornata elettorale interesserà quattro dei cinque enti delle Marche: Ancona, Macerata, Fermo e Ascoli Piceno. Resta invece esclusa la Provincia di Pesaro e Urbino, dove il presidente Giuseppe Paolini rimane regolarmente in carica.
Per la Provincia di Fermo corsa a candidato unico per Michele Ortenzi (presidente uscente e sindaco di Montegiorgio).

Per la provincia di Fermo  470 elettori (38 Comuni, esclusi Campofilone e Pedaso perché commissariati dopo la caduta delle amministrazioni).

La sfida per la guida degli Enti vedrà protagonisti anche i seguenti sindaci del territorio: Provincia di Ancona: il confronto è tra Daniele Carnevali (presidente uscente e sindaco di Polverigi) e Luca Paolorossi (sindaco di Filottrano). Provincia di Macerata: si contendono la carica Alessandro Gentilucci (sindaco di Pievetorina) e Robertino Paoloni (sindaco di Loro Piceno). Provincia di Ascoli Piceno: sfida tra il presidente uscente Sergio Loggi (sindaco di Monteprandone) e Fabio Salvi (sindaco di Venarotta).
Trattandosi di consultazioni di secondo livello, il diritto di voto non spetta ai cittadini ma è riservato esclusivamente ai sindaci e ai consiglieri comunali in carica nei comuni interessati. Le operazioni di voto si svolgeranno domani, domenica 15 marzo, dalle ore 8 alle ore 20, presso i seggi allestiti nelle rispettive sedi provinciali.

 

di redazione CF (foto Simone Corazza)

Tragedia, questa mattina, a Montegranaro.

Erano circa le 8 quando da Montegranaro, località Santa Maria, è partito l’sos disperato per un uomo colpito involontariamente da un colpo di fucile.

Raccolto l’sos, sul posto sono arrivati a sirene spiegate i sanitari del 118, mobilitati dalla centrale operativa, e i carabinieri del Radiomobile della compagnia di Fermo.

Ma purtroppo, per l’uomo colpito dal proiettile non c’è stato nulla da fare. I soccorsi non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. Al momento non si conoscono ulteriori dettagli. La vittima sarebbe un uomo di circa 40 anni di origini dell’est Europa. Sul posto, oltre ai carabinieri, la Polizia locale di Montegranaro e i Vigili del Fuoco.

Saranno i carabinieri a ricostruire la dinamica dell’accaduto scaturito in tragedia. A monte del drammatico epilogo ci sarebbe stato un battibecco tra la vittima e l’uomo che imbracciava il fucile per una battuta di caccia programmata e controllata. Ma di certo c’è che il colpo è partito accidentalmente.

Anche il sindaco di Montegranaro, Endrio Ubaldi, parla di «tragedia, sono stato avvertito poco dopo le 9 e mi sono recato in prossimità del luogo dove è avvenuto il tragico evento, nella campagna in prossimità dell’Ete Morto al confine con Monte Urano. Esprimo le più sincere condoglianze ed ho la massima fiducia nel lavoro delle forze dell’ordine e di tutti coloro che si stanno adoperando, per compiere tutti gli accertamenti necessari, per far chiarezza sullo svolgimento dei fatti».

di Antonietta Vitali

Sabato 21 e domenica 22 marzo 2026 tornano anche nel territorio fermano le Giornate Fai di Primavera, il più importante evento nazionale dedicato alla scoperta e alla valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico italiano.

Durante il weekend sarà possibile visitare quattro luoghi significativi del territorio. A Fermo saranno aperti Villa Vitali, importante villa nobiliare ottocentesca immersa in uno dei giardini storici più suggestivi della città, e Palazzo Paccaroni, lungo corso Cavour, oggi sede del Museo Polare Silvio Zavatti e del Museo di Scienze Naturali Tommaso Salvadori. Le Giornate Fai porteranno poi i visitatori nel borgo storico di Ortezzano, nella media Valle dell’Aso, caratterizzato da una suggestiva struttura urbana medievale.

A dx la sindaca Carla Piermarini, a sin. l’assessora Micol Lanzidei. Al centro il presidente della delegazione Fai di Fermo, Maurizio Petrocchi

Sarà inoltre possibile visitare, a Sant’Elpidio a Mare, la Basilica Imperiale di Santa Croce al Chienti, uno dei monumenti religiosi più importanti delle Marche, fondata nel IX secolo e legata alla presenza imperiale carolingia nella valle del Chienti.

Nel Fermano la delegazione Fai propone un itinerario culturale dedicato al tema “Le forme della storia: architetture, borghi e paesaggi del Fermano”, un percorso che invita a leggere il territorio attraverso i segni lasciati dalla storia nelle architetture, nei paesaggi e nelle comunità.

Le visite saranno arricchite da momenti musicali grazie alla collaborazione con il Conservatorio di Musica “Giovan Battista Pergolesi” di Fermo: gli studenti del Conservatorio eseguiranno musiche dell’epoca negli spazi di Villa Vitali.

 

«Siamo a presentare un importante appuntamento – le parole del presidente della delegazione Fai di Fermo, Maurizio Petrocchi – che accoglie tantissimi visitatori ogni anno, dando loro la possibilità di vedere luoghi non comunemente fruibili o residenze private, ma che custodiscono la storia di questi territori». 

 

«Una possibilità – la dichiarazione di Micol Lanzidei, assessore alla Cultura del Comune di Fermo – indicativa ed essenziale, al fine di rendere il nostro patrimonio culturale vivo e vissuto dalla comunità. Sono giornate che ci danno una cassa di risonanza più vasta, ed è per noi della Città di Fermo, un grande onore partecipare a questa mobilitazione culturale nazionale». 

L’intervento di Francesco Trasatti

 

«Siamo un piccolo borgo fermano – l’intervento di Carla Piermarini, sindaca di Ortezzano che sarà anche una delle guide del suo paese – inserito nel cratere sismico. La resilienza di cui tanto si parla, ad Ortezzano c’è, qualche ferita è ancora visibile ma stiamo ripartendo. Faremo conoscere tutto il nostro centro storico, le chiese ad esempio, quella del Carmine che in origine era della famiglia Papetti, quella di Santa Maria (si potrà salire sulla torre ghibellina), saranno visibili alcuni manoscritti originali del nostro insigne latinista Giuseppe Carboni. Inoltre abbiamo recuperato un meccanismo da orologio dell’800, che verrà esposto in un museo che inaugureremo sabato. Grazie al Fai – la conclusione di Carla Piermarini –  perché prevede che ci siamo degli “Apprendisti Ciceroni”, cioè dei ragazzi che faranno da guide turistiche. Credo fermamente, anche come insegnante, che sia una meravigliosa occasione per far avvicinare i ragazzi dei nostri paesi ai nostri tesori e far apprendere loro il nostro patrimonio culturale». 

 

«La Basilica Imperiale di Santa Croce al Chienti a Sant’Elpidio a Mare –  ha spiegato Manfredo Longi, storico dell’associazione Santa Croce al Chienti – è una delle più antiche delle Marche, è del nono secolo, ed è stata costruita su una basilica cristiana del quinto secolo. È stata un luogo cruciale dal nono al tredicesimo secolo, e poi per secoli è stato abbandonato fino al 2003, quando con l’editto Magnabò è stato possibile il restauro». 

 

Un tassello in più è stato aggiunto ai luoghi visitabili a Fermo e si tratta della musica, grazie ad una convenzione del Comune con il conservatorio Pergolesi di Fermo, alcuni studenti dell’istituto musicale accompagneranno con le loro esecuzioni i visitatori di Villa Vitali e Palazzo Paccaroni. 

 

«Siamo molto felici – riferisce Francesco Trasatti, presidente del Conservatorio Pergolesi di Fermo – di questa occasione che ci permette di unire la musica ai luoghi della cultura Fai. Ci piace pensarla come uno sguardo verso il futuro soprattutto pensando ai ragazzi giovani affinché possano trovare nell’arte la propria espressione nel mondo del lavoro».

 

«Il nostro obiettivo – ha precisato Alessandra Giunti, titolare della cattedra di pianoforte del Conservatorio Pergolesi di Fermo – è di continuare questa collaborazione anche negli anni futuri portando la musica in tutti i paesi che parteciperanno alle Giornate del Fai».

 

Gli orari di visita previsti delle Giornate Fai di primavera sono, dalle 15 alle 18 il sabato 21 marzo e, dalle 10 alle 13, dalle 15 alle 18 domenica 22 marzo. 

Come da tradizione delle Giornate Fai, si diceva, un ruolo centrale sarà svolto dagli “apprendisti Ciceroni”, studenti che racconteranno ai visitatori la storia dei luoghi aperti. Partecipano, infatti, al progetto il Liceo Scientifico Temistocle Calzecchi Onesti di Fermo, il Liceo Classico Annibal Caro di Fermo, e il Polo scolastico Carlo Urbani di Porto Sant’Elpidio

La manifestazione, promossa dal Fai – Fondo per l’Ambiente Italiano, giunta alla 34esima edizione, aprirà quest’anno 780 luoghi in oltre 400 città italiane, grazie all’impegno di migliaia di volontari e di 17.000 Apprendisti Ciceroni, studenti che accompagneranno il pubblico alla scoperta di luoghi spesso poco conosciuti o normalmente non accessibili.

La delegazione Fai di Fermo ringrazia per la collaborazione il Comune di Fermo, il Comune di Ortezzano, l’Associazione Santa Croce, il Conservatorio Pergolesi e tutti i volontari che rendono possibile l’iniziativa.

 

Le visite si svolgeranno a contributo libero, a sostegno delle attività del FAI per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale italiano.
Gli iscritti al FAI, e chi si iscriverà durante le giornate, potranno beneficiare di accesso prioritario. Gli orari delle aperture delle giornate FAI saranno i seguenti: sabato 21 marzo dalle 15-18; domenica 22 marzo dalle 10-13 e 15-18.

Micol Lanzidei e Maurizio Petrocchi

da dx Carla Piermarini, Maurizio Petrocchi e Manfredo Longi

Micol Lanzidei e Maurizio Petrocchi

 

Alcuni giorni fa, i militari della Stazione Carabinieri di Montegranaro hanno concluso un’attività investigativa avviata a seguito della querela presentata dal direttore di una struttura ricettiva locale.

Tre cittadini italiani, due uomini e una donna, di età compresa tra i 30 e i 45 anni, tutti già noti alle Forze dell’Ordine, sono stati denunciati in stato di libertà alla competente Autorità giudiziaria.

L’accusa che pende sul loro conto è quella di insolvenza fraudolenta in concorso. Le indagini, supportate da escussioni testimoniali e dal positivo riconoscimento fotografico, hanno permesso di identificare con certezza i soggetti che, nell’estate scorsa, hanno soggiornato presso una locale struttura ricettiva usufruendo di tutti i servizi e delle consumazioni offerte, per un ammontare complessivo di circa 650,00 euro. La loro permanenza, tuttavia, si è conclusa con un’azione di elusione del pagamento: i tre si sono allontanati dalla struttura senza saldare il corrispettivo dovuto. Il reato di insolvenza fraudolenta, per cui sono stati denunciati, punisce chi contrae un’obbligazione con il proposito di non adempierla, dissimulando il proprio stato di insolvenza.

La norma prevede come sanzione la reclusione fino a due anni. L’intervento dei Carabinieri di Montegranaro dimostra l’impegno costante dell’Arma nella tutela delle attività produttive e nella prevenzione di episodi di illegalità a danno della comunità.

 

Un frame del video sulla pagina Fb “Gta Sun Beach”

di Matteo Achilli

Baruffa questa mattina lungo l’A14, nel tratto che insiste sul territorio comunale di Pedaso.

A causa probabilmente del nervosismo che si genera a causa delle lunghe code che ogni giorno è costretto a vivere chi, magari ogni giorno, transita nel tratto fermano-piceno dell’autostrada, un automobilista e un camionista sono venuti alle mani.

I conducenti dei due veicoli non si sono limitati ad una semplice strombazzata di clacson, ma scesi dai rispettivi mezzi, sono venuti alle vie di fatto, tra strattoni e spintoni.

Il tutto è stato ripreso dagli smartphone degli altri automobilisti in coda, che sorpresi dalla scena insolita, per usare un eufemismo, hanno deciso di immortalare il tutto e condividerlo sui social.

Il video è diventato presto virale, ed è stato rilanciato da alcune pagine social molto seguite, come “Gta Sun Beach” (da cui è è estratto il frame pubblicato qui su Cronache Fermane).

Venire alle mani non è mai giustificabile e è sempre da condannare senza se e senza ma. Al contempo, però, va stigmatizzata una situazione da girone dantesco che da troppo tempo va avanti in uno dei tratti autostradali più critici d’Italia, contrassegnati da continui cantieri, lavori, restringimenti di carreggiata che provocano sistematicamente code e rallentamenti. E anche incidenti stradali, ahinoi a volte anche dalle tragiche conseguenze.

 

di redazione CF

Grida e paura a Lido Tre Archi: arrivano i sanitari del 118 e le forze dell’ordine. Questa mattina, intorno alle 11 dal quartiere costiero di Fermo, più precisamente da via Marilungo, è scattata, alla volta della centrale operativa 118, una richiesta di soccorso.

Arrivati sul posto, i sanitari hanno trovato un uomo riverso a terra dopo una caduta verosimilmente da un’altezza superiore ai tre metri. A quel punto, quindi, come da procedura, è stata richiesta l’eliambulanza che, infatti, da lì a pochi minuti è atterrata nei paraggi. L’uomo, dopo essere stato stabilizzato, è stato preso in cura dai sanitari dell’elisoccorso e trasportato all’ospedale Torrette, in codice rosso.

Al momento non si conosce, con esattezza, la dinamica dell’accaduto. Con i sanitari, ovviamente, sono intervenute anche le forze dell’ordine. A loro il compito di ricostruire con esattezza quanto accaduto.

Continua incessante la piaga delle truffe on.line, con le forze dell’ordine che ogni giorno provano ad arginarla con controlli incessanti.

Nei giorni scorsi i Carabinieri della Stazione di Montegiorgio, a conclusione di accurate indagini, pochi giorni fa hanno denunciato in stato di libertà due persone per il reato di truffa in concorso. Si tratta di una 25enne e un 65enne campani. I due soggetti, nel mese di ottobre del 2025, con un ben congegnato raggiro, hanno indotto in errore un 70enne residente a Magliano di Tenna.

Con il pretesto di vendere online alcuni pezzi di ricambio, si sono fatti accreditare dalla vittima la somma di 120,00 Euro su una carta prepagata del tipo “Postepay Evolution” a loro riconducibile. Dopo aver incassato il denaro, si sono resi irreperibili, interrompendo ogni contatto e non inviando la merce promessa.

Il reato di truffa (Art. 640 del Codice Penale), ascritto ai due denunciati, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni, pena che può aumentare in presenza di specifiche aggravanti, come l’utilizzo di strumenti informatici o telematici per ostacolare l’identificazione, che comportano la reclusione da uno a cinque anni.

L’episodio di Montegiorgio sottolinea ancora una volta l’importanza di mantenere alta la guardia, soprattutto nell’ambito delle transazioni telematiche. I Carabinieri invitano i cittadini a diffidare da offerte eccessivamente vantaggiose o da richieste di pagamento tramite modalità non tracciabili, ricordando che la prudenza è il primo e più efficace strumento di difesa contro i raggiri.

 

 

di redazione CF

«Il Girfalco non è solo un parco: è l’anima di Fermo. Ma oggi quell’anima trema davanti a un progetto che promette riqualificazione e restituisce, agli occhi di molti, uno stravolgimento della propria identità. Tra pavimentazioni, prati non più accessibili e panchine rimosse, viene tradito il “genius loci”. Un iter rapido che, pur partendo da presupposti condivisibili, rischia di trasformare per sempre il salotto verde del centro storico della città, cancellando abitudini e memoria». E’ questo, in estrema sintesi, il sunto delle riflessioni emerse dall’assemblea pubblica organizzata dagli ambientalisti sabato scorso.

Il Coordinamento Ambientalista di Fermo (Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Demos) ha infatti organizzato, sabato 7 marzo, presso l’hotel Astoria, un’assemblea pubblica per illustrare e discutere il progetto relativo al Parco del Girfalco, recentemente approvato dalla giunta comunale fermana e già in fase gara di appalto per la realizzazione delle opere, per un importo di circa 1.200.000 di euro.

All’incontro hanno partecipato circa 150 cittadini. Per l’amministrazione erano presenti l’assessora ai Lavori pubblici Ingrid Luciani, il progettista Nazzareno Petrini, il responsabile del procedimento Giacomo Torresi e il dirigente del Settore Lavori pubblici Alessandro Paccapelo.

L’assessora e il progettista hanno illustrato ai presenti il progetto. Durante il dibattito, particolarmente partecipato, sono emersi vari spunti di riflessione. «Un primo tema riguarda la mancata condivisione preliminare del progetto con la cittadinanza, non tanto per l’assenza delle associazioni quanto per la grande importanza urbanistica e sociale rivestita dal Parco. Per quanto riguarda le aiuole intorno alla fontana, saranno inseriti un cordolo in corten e una siepe per impedire l’accesso al prato, e questa scelta inibirà la fruizione di ampie sezioni del parco – dichiarano in una nota dal Coordinamento – da parte specialmente dei giovani. Diversi cittadini hanno definito il corten potenzialmente pericoloso perché tagliente e hanno sottolineato che, inserito nel terreno, può danneggiare la vegetazione circostante. I tecnici hanno risposto che saranno presi gli accorgimenti necessari».

Si è poi discusso degli interventi previsti nell’area sud della Cattedrale. «Nella zona del cedro i pini che lo circondano, disposti in ellisse attorno ad esso, saranno inseriti all’interno di aiuole – anche queste inibite al passeggio e alla fruizione diretta – in parte piantumate con arbusti locali o rustiche a cespuglio, autoctone e a bassa manutenzione, ed in parte destinate a prato. La forma geometrica dei pini sarà evidenziata da un percorso pedonale ellittico e con due tagli trasversali realizzati con una pavimentazione drenante in graniglia di marmo per recuperare, una tecnologia degli anni ‘60. Alcuni dei presenti hanno espresso i propri dubbi poiché sotto i pini il prato difficilmente cresce a causa dell’acidità del terreno, la superficie calpestabile risulterebbe fortemente ridotta e si modificherebbe in maniera sensibile il Girfalco, per come i fermani sono abituati a farne uso. La ghiaia evita i dissesti tipici delle pavimentazioni: assecondando il movimento delle radici, impedisce che queste vengano tagliate per ripristinare il passaggio, salvaguardando la salute dell’albero. Nel progetto alcuni pini saranno circondati dalle pavimentazioni drenanti» continuano gli ambientalisti.

Sono stati inoltre criticati i circa 1700 metri quadri di nuova pavimentazione drenante, ritenuti «eccessivi, e la scelta di un materiale giudicato da alcuni poco adatto al contesto. Sono emersi dubbi riguardo la durabilità delle pavimentazioni posate a secco, sia per la presenza delle radici di pino, notoriamente superficiali, sia per il transito dei veicoli dei residenti (che continuerebbe ad essere consentito) che, come testimoniato dai dissesti creatisi recentemente su via dell’Anfiteatro Antico, potrebbero pregiudicarne la conservazione».

Una delle domande più ricorrenti ha riguardato «l’assenza di bagni pubblici. Secondo l’amministrazione, la gestione dei servizi igienici potrà essere affidata al privato che prenderà in concessione lo Chalet, mentre non sarebbe possibile realizzare nuovi volumi a causa dei vincoli presenti. In riferimento a ciò, si segnala che la realizzazione di un progetto complessivo di tale portata sarebbe stata una perfetta occasione per risolvere il problema».

È stato chiesto inoltre di quanto diminuirà la superficie su cui sarà possibile transitare a piedi. Secondo molti interventi, l’area realmente fruibile potrebbe ridursi in modo significativo: «I prati saranno di fatto non percorribili e anche alcune nuove aiuole – aggiungono dal Comitato – limiteranno ulteriormente il passaggio. Riteniamo che nel progettare importanti aree pubbliche ci si debba sempre porre nei panni di una mamma con un bambino su carrozzina: a progetto finito i suoi spazi per passeggiare saranno enormemente ridotti».

Ulteriori perplessità hanno riguardato gli scavi previsti sotto le nuove panchine. «Lo stato attuale del fondo in ghiaia, oggi molto compattato a causa del passaggio delle auto, non dovrebbe essere considerato come condizione di riferimento, perché si tratta di una situazione degradata e non di quella “ordinaria” di un terreno ghiaioso unicamente pedonale».

Un’altra osservazione riguarda la «mancanza di un intervento nel viale del Sagrato: secondo molti cittadini sarebbe stato opportuno sostituire l’asfalto con una pavimentazione più coerente con il contesto storico del luogo, cosa che invece il progetto non prevede. Analogo discorso vale per il Parco della Rimembranza, per il quale non sono previsti interventi. È stata sollevata anche la questione degli arredi storici: non è chiaro quali saranno conservati e quali sostituiti. In particolare, la panchina circolare attorno al cedro è destinata a essere eliminata e sostituita da una seduta in pietra. È stato segnalato poi che il progetto non terrà sufficientemente conto della presenza del Monumento ai Caduti e della statua del leone che fiancheggia la Cattedrale, poiché le nuove aiuole previste davanti a tali elementi potrebbero limitarne la visibilità».

È stato chiesto come il cantiere si concilierà con quello della Casina delle Rose, qualora dovesse partire. «Una porzione del viale di tigli che fiancheggia la casina, tra l’altro, in seguito alla vendita della stessa, è soggetta al “diritto di transito pedonale e carrabile” da parte del privato. Ulteriori richieste hanno riguardato la funzione delle linee trasversali che attraverseranno l’ellisse pavimentata. L’assessora Luciani ha dichiarato che l’amministrazione recepirà il suggerimento di rivedere i percorsi, pur precisando che la Soprintendenza ha richiesto linee più dritte rispetto a soluzioni inizialmente più morbide. E’ stato aggiunto che la pavimentazione lungo il fianco della Cattedrale e sul belvedere verso il mare servono per limitare il passaggio sul prato. Sono emerse perplessità anche sul reperimento dell’acqua per l’impianto di irrigazione, per cui è stato affermato che sarà alimentato da un serbatoio di recupero dell’acqua piovana».

È poi emersa la preoccupazione che «l’intervento modificherà in modo sostanziale l’aspetto del Girfalco, rendendolo eccessivamente pavimentato, scelta percepita lontana dal gusto dei fermani e dalla identità del luogo. E’ stato risposto commentato che “il tempo ci darà ragione e ci giudicheranno i posteri”. È stato sottolineato che quanto previsto dal progetto non si adatterebbe al contesto e non restituirebbe il “Genius Loci” del Girfalco. È stata inoltre proposta la valorizzazione dei resti archeologici presenti nel sottosuolo, oggetti di scavo archeologico qualche decennio fa, per valorizzare la memoria storica dell’area».

Nel corso dell’assemblea sono stati anche ricordati i tempi molto rapidi dell’iter progettuale: «In data 7 ottobre 2025 è stato approvato il progetto di fattibilità, il 26 gennaio 2026 è stato consegnato il progetto esecutivo che è stato approvato unicamente dalla Giunta Comunale (e non dal Consiglio) in data 30 gennaio 2026. Il 12 febbraio 2026 è stata avviata la procedura di gara su invito. Si è attualmente in attesa dell’aggiudicazione. Si specifica che alcune osservazioni emerse durante l’assemblea derivano dall’analisi del progetto preliminare, unico elaborato attualmente a nostra disposizione – rimarcano dal Coordinamento Ambientalista – abbiamo presentato ulteriore richiesta di accesso agli atti relativamente al progetto esecutivo e si è attualmente in attesa di riscontro secondo le tempistiche previste dalla normativa».

In conclusione, «diversi cittadini e associazioni hanno denunciato che solo grazie alla nostra iniziativa è stato possibile informare la cittadinanza sulle decisioni prese, ricevendo peraltro dall’amministrazione molta attenzione ma, a nostro avviso, scarsa disponibilità a modificare il progetto. Anche alla luce dell’assemblea, abbiamo chiesto formalmente all’amministrazione di fermare il progetto esecutivo, anche in considerazione della scadenza del mandato. «L’assessora ha risposto che fermare il progetto significherebbe rischiare la perdita dei finanziamenti, pertanto non è una strada percorribile. È stata data disponibilità a valutare alcune piccole modifiche. La direzione dei lavori sarà gestita direttamente dall’ufficio tecnico comunale pertanto proponiamo la realizzazione di una variante in corso d’opera che tenga conto degli spunti di riflessione pervenuti dalla cittadinanza. In linea generale l’amministrazione sembra però considerare chiuso il percorso di confronto, mentre per noi ambientalisti questo è appena iniziato».