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Premiazione La Foglia D’oro

Si è tenuta nei giorni scorsi, presso il Teatro Comunale di Montefalcone Appennino, la cerimonia di premiazione della IV edizione del concorso di poesia la Foglia D’Oro. La cerimonia è stata presentata da Valerio Tomassetti, figlio di Giuseppe, ideatore ed ispiratore del concorso che ha spiegato la scelta del tema dell’anno “Contrasti” partendo dalla poesia “Italia” di Ungaretti. Dai colori “contrastanti” delle foglie d’autunno ai tanti conflitti della nostra epoca, questa parola racchiude molto del senso stesso della poesia.

 

Il sindaco Cesare Milani ha portato i saluti del Prefetto di Fermo Edoardo D’Alascio e ha ringraziato la famiglia Tomassetti e la giuria di cui ha fatto parte insieme ai professori Gianluca Frenguelli, Marcello La Matina, Giulia Corsalini, Leonardo Tomassetti e i giurati popolari Elena Spena ed Emanuele Tilli.

 

Sono poi saliti sul palco l’editore di Recanati Simone Giaconi il quale ha presentato in anteprima il libro di versi del vincitore dello scorso anno nella categoria singoli Nunzio Buono, apprezzato poeta di Casorate Primo (Pavia). Giaconi ha sottolineato il valore del concorso, che permette di apprezzare un genere poco letto ma da promuovere. Nunzio Buono ha ringraziato la giuria dello scorso anno per averlo scelto ed ha lodato la scelta di promuovere poesie inedite. Alessandra Tomassetti, presidente della neonata associazione La Foglia d’oro Aps, ha introdotto l’artista rumena Iulia Jurca autrice delle fotografie artistiche consegnate ai finalisti.

Il professor Frenguelli ha intervistato l’ospite della serata, la diciannovenne di Bardolino (Verona) Maddalena Albiero, Alfiere della Repubblica 2024 e autrice del libro di versi “Occhi che parlano” con un’attività di poetessa che si rivolge soprattutto alla sua generazione. Tramite i social Maddalena ha raccontato di aver avuto un riscontro positivo da parte di tanti coetanei, incuriositi e attirati dalla poesia, riconoscendo il ruolo importante svolto dalla sua famiglia nell’avvicinarla fin da piccola all’arte e alla cultura.

Emozionante il momento delle premiazioni, specie per le scuole, tutte del territorio. Le poesie sono state lette da Cristina Marinozzi e Katy Pelloni.

La serata è stata allietata dalla musica della flautista Michela Alessandrini che ha eseguito brani di Mozart, Debussy, Ravel e J. de Haan per un evento promosso dall’Associazione “La Foglia d’oro” Aps, l’amministrazione comunale, la Proloco di Montefalcone, le locali associazioni Agm e Scintille, con il patrocinio della Provincia di Fermo, l’Università degli Studi di Macerata e l’Università di Cassino e del Lazio Meridionale.

I finalisti sono stati selezionati tra più di 150 partecipanti della categoria “singoli” e 28 classi della sezione “scuole”. Come nelle passate edizioni la partecipazione riguarda poeti e aspiranti poeti provenienti da tutta Italia. Al primo classificato della sezione singoli ci sarà la pubblicazione di una raccolta poetica a cura di Giaconi Editore mentre al vincitore della sezione scuole vanno in omaggio libri e materiali scolastici per un valore di 200 € per la classe.

Nella categoria “Singoli” il primo premio è andato alla poesia “Confetto” di Elena Serio (Castel San Giorgio, Salerno), al secondo posto “DIS…” di Luisa Di Francesco (Taranto) e al terzo posto “Lampedusa” di Tiziana Monari (Prato). Il premio della giuria è stato riconosciuto a “TT104” di Angelo Zullo (Cesenatico). La poesia “Confetto”, apprezzata per la sua leggerezza e musicalità, racconta del contrasto tra la morte e la stagione della pienezza, l’estate, richiamando la frase dello scrittore francese Christian Bobin “La morte è il regno della grande delicatezza”.

Nella categoria “Scuole” invece il primo premio è andato ad “Un ragazzo piccolo” della classe 1^B Secondaria I grado Comunanza, seguito da “L’uomo non sa” della classe 5^A Primaria di Santa Vittoria in Matenano e al terzo posto “In me” della classe 3^A Secondaria I grado Comunanza. I premi della giuria sono andati a “Gli sguardi dei bambini” della classe 3^B della Primaria Comunanza e a “Coraggio e paura: la sfida che cura” della classe 3^A della Primaria di Amandola. La classe 1^B della Secondaria di Comunanza ha invece convinto per la coraggiosa scelta del tema della guerra, vista attraverso gli occhi di un soldato inerme e spaesato. Nel sito ufficiale www.lafogliadoro.net saranno presto disponibili i testi delle poesie vincitrici e nel canale Youtube è possibile rivedere l’intera cerimonia.

 

TESTI VINCITORI

1° CLASSIFICATO CATEGORIA SINGOLI
Confetto” di Elena Serio
Partire d’estate. Eterno agosto
che abbaglia fra i sipari dei gelati
rimestati tra le labbra stanche
nel quadrato di un’ombra provvisoria.
Estate fedele allunga le braccia
cariche di fichi e della prima uva
sui corpi magri sfiancati dal caldo.
Calda notte dice ai grilli
di coprire il tuo respiro che
si fa sottile.
Ora il tuo petto tace.
Solo la luce
dell’alba, morbidamente
ti incontra e
disfatto il buio, racconta
il tuo nuovo candore tagliando
in due la finestra e le lenzuola.
Partire d’estate, quale
lunga vacanza dopo tanti affanni.
Mani alla luce. Per sempre
seguire il sole.
Partire d’estate, agosto
spoglia la morte del suo manto austero.
Nell’afa non sento il gelo
salirti alle guance.
Rose lattoniche. Fiabe dorate.
Tu, piccolo e bianco confetto
sei stata la dolcezza della vita.

1° CLASSIFICATO CATEGORIA SCUOLE
Un ragazzo piccolo” classe 1^B Secondaria I grado Comunanza
Dentro un ragazzo piccolo,
un grande cuore scarlatto.
Giuste le sue azioni:
pregare
vendere fiori e donarsi alla gente.
All’improvviso un botto, uno scoppio.
Solo,
tra fuoco e missili
e tutto intorno tempesta.
Vuoto.
Rumore, tremano le mani,
silenzi, è il cuore che trema.
Dov’è non lo sa
Se c’è non lo sa
Non è sua questa guerra.

(clicca per ingrandire)



Le mense scolastiche di Sant’Elpidio a Mare si distinguono da anni per l’attenzione alla qualità, alla stagionalità e alla provenienza degli alimenti, privilegiando prodotti biologici e a chilometro zero. Da oggi il servizio si arricchisce con l’introduzione del pesce fresco dell’Adriatico.

Grazie all’adesione al progetto “Pappa Fish”, i menù destinati agli alunni includeranno numerose specie ittiche locali: alici, triglie, suri, moli, pannocchie, sardine, sgombri e gallinelle, oltre a moscardini, vongole e trote. Le ricette, studiate per essere equilibrate e appetitose, varieranno in base alla stagionalità e alla disponibilità del pescato.

L’Amministrazione comunale ha partecipato con successo al bando promosso dalla Regione Marche e finanziato con fondi europei, con l’obiettivo di potenziare ulteriormente la refezione scolastica e rafforzare i percorsi educativi legati alla sana alimentazione.

L’iniziativa mira a promuovere corrette abitudini alimentari tra i più giovani e a valorizzare il mare Adriatico, i suoi prodotti e la tradizione marinara del territorio. Il pesce fresco è infatti un alimento essenziale in una dieta equilibrata, grazie alle sue proprietà nutrizionali e ai benefici per la salute.

Parallelamente, nelle scuole sarà sviluppato un percorso di sensibilizzazione in collaborazione con gli insegnanti. Il momento del pasto diventa così anche un’occasione formativa, capace di trasmettere cultura alimentare, sostenibilità e rispetto per le risorse locali.

 

«Siamo orgogliosi – dichiara il sindaco Gionata Calcinari – di offrire ai nostri bambini un servizio sempre più attento alla qualità e alla salute. Con questa novità rafforziamo l’impegno per un’alimentazione sana e per la valorizzazione delle eccellenze del territorio. Investire nella refezione scolastica significa investire nel futuro della nostra comunità».


«Questo progetto – aggiunge il vicesindaco Francesco Tofoni – non amplia solo l’offerta alimentare, ma consolida un percorso educativo che rende i ragazzi più consapevoli delle proprie scelte. Salute, educazione e territorio si incontrano in un’iniziativa pensata per il benessere delle nuove generazioni».




Ludovico Candidori e Lorenzo Traini, autori del progetto Candi Wave

di Silvia Remoli

C’è qualcosa di profondamente simbolico nello scegliere un teatro storico per raccontare una storia intima. È quello che hanno fatto Ludovico Candidori (classe 2005) e Lorenzo Traini (classe 2006), due giovani artisti fermani che insieme danno vita al progetto Candi Wave, con il loro nuovo brano “Polaroid”, accompagnato da un videoclip girato interamente nelle Marche, con suggestive ambientazioni tra cui spicca la splendida cornice del Teatro dell’Aquila.

Il nome della coppia artistica non è casuale: Candi Wave sintetizza e fonde i loro nomi d’arte, unendo due identità diverse in un’unica onda creativa.

L’unione artistica tra Ludovico e Lorenzo nasce circa tre anni fa. «All’inizio scrivevamo per gioco, ognuno nel proprio studio. Ci mandavamo idee, bozze…era un modo per confrontarci e crescere».

Poi, circa un anno e mezzo fa, l’incontro con una base musicale che ha accattivato entrambi, ha ispirato una nuova prospettiva: «Abbiamo sentito che poteva nascere qualcosa di più serio. Abbiamo lavorato molto sul pezzo, modificato diverse parti e aspettato il momento giusto per pubblicarlo». Quel momento oggi si chiama Polaroid e racchiude armonicamente in sé i due diversi stili dei giovani artisti, il pop-urban di Ludovico ed il rap di Lorenzo.

Una fotografia dell’anima

Il brano è un racconto intimo, sospeso tra malinconia e speranza. «Parla di sensazioni vere, di un passaggio tra passato e presente. È qualcosa che abbiamo vissuto».

Il titolo non è solo evocativo, ma profondamente simbolico.  La Polaroid, la prima fotocamera istantanea creata in America nel 1948, è tornata di moda anche tra le ultime generazioni, cresciute nell’era dei supporti digitali. In un tempo in cui le immagini scorrono veloci sugli schermi e rischiano di dissolversi nel flusso continuo dei ricordi virtuali, la fotografia istantanea rappresenta un gesto diverso: imprimere un momento su carta, trattenerlo, farlo esistere.

E proprio questo è il senso del brano: il desiderio che quel ricordo, quell’immagine emotiva, non svanisca, ma resti tra le mani, concreta, come una fotografia appena sviluppata ma che continua a suscitare emozioni.

Un progetto interamente fermano

Il videoclip di Polaroid è stato girato nel cuore culturale della città, il Teatro dell’Aquila di Fermo, scelta che racchiude un messaggio chiaro: orgoglio delle proprie radici.

«Siamo entrambi fermani e volevamo che si vedesse. L’apertura del sipario con il simbolo della città è un omaggio diretto al luogo da cui veniamo».

Anche la realizzazione del video è stata affidata a un giovane del territorio, in un’ottica di collaborazione locale che rende il progetto interamente “made in Fermo”, si chiama Diego Pugliese e si è occupato sia delle riprese che del montaggio.

E adesso?

Nella settimana  in cui impazza la ‘febbre sanremese’, è un piacere e un orgoglio dare luce a dei giovani ed intraprendenti artisti del nostro territorio a cui abbiamo chiesto cosa vedono nel loro futuro: «Continueremo a coltivare questa nostra grande passione che è la musica e che ci permette di  esprimere ogni nostra emozione con autenticità,  e ovviamente invitiamo tutti a seguirci».

Intanto Candi Wave ha già scattato la sua prima ‘fotografia musicale’. E come ogni vera Polaroid, l’immagine è lì: visibile, viva, impossibile da cancellare.

Clicca qui per guardare il video musicale.

Il sistema scolastico delle Marche si appresta ad affrontare un triennio di marcata contrazione degli alunni. La fotografia arriva al termine della finestra temporale per le iscrizioni del 21 febbraio: secondo i dati elaborati dall’Usr, tra gli anni scolastici 2024-2025 e 2026-2027, il saldo complessivo degli iscritti alle classi prime registra un segno negativo in tutti gli ordini e gradi di istruzione, perdendo 2.265 studenti in tre anni.

La perdita più consistente si registra negli istituti superiori, con -723 allievi (-5,11%), e nella primaria con -688 (-6,75%), passando per l’infanzia con 280 studenti in meno (-2,89%) e -574 alla secondaria di I grado (-4,58%), segnale di un’onda d’urto che colpisce trasversalmente l’intero percorso formativo.

Scuola dell’infanzia: il segmento 3-6 anni mostra un andamento in lieve recupero nell’ultimo anno: dopo aver perso 311 unità nel passaggio al 2025-2026 (-3,23%), riprende 31 iscritti nel 2026-2027 (+0,33%), chiudendo comunque il triennio in negativo con -280 bambini. Un segnale di timidissima ripresa. Pesaro Urbino e Fermo registrano i cali più pesanti con -121 iscritti (-5,35%) e -70 (6,34%), seguite da Ascoli -49 (-3,92%), Macerata -29 (- 1,23%) e Ancona con -11 (0,35%) di piccoli allievi.

Scuola primaria: è il settore che subisce il calo percentuale più drastico e continuativo a livello regionale: -388 nel 2025-2026 (-3,74%), seguite da ulteriori -300 nel 2026-2027 (-3,01%), per un saldo triennale di -688 allievi (-6,75%). Nessuna delle cinque province riesce a invertire la tendenza nell’arco considerato: quello più pesante a Ascoli Piceno, -8,64% nel triennio, – 8,39% a Pesaro Urbino, – 6,34% a Fermo, Macerata e Ancona le meno peggio, rispettivamente con un meno – 6,77% e 4,34% e 147 e 137 iscritti in meno.

Scuole medie: alla secondaria di I grado a livello regionale il calo è di -574 unità nel triennio, (-4,58%) . Il dato 2026/27 mostra una contrazione di 271 iscritti rispetto all’anno precedente (-2,19%), con andamenti differenziati tra province: Fermo è l’unica a segnare un lieve recupero nell’ultimo anno con +32 ragazzi pari a +2,39%, ma nel bilancio del triennio resta comunque negativo con -2,71%, come tutte le altre. Qui Macerata si distingue per un’eccezionale stabilità: il calo è quasi inesistente, solo 9 studenti in meno nel triennio (-0,35%). Ascoli – 8,87%, Pesaro Urbino -7,92% Ancona -3,38%.

Il calo più accentuato nell’ultimo anno si registra negli istituti superiori: -691 iscritti tra il 2025/26 e il 2026/27 -4,88%, che portano il saldo triennale a -723 unità e -5,11%. Rispetto al 2024/25, quando le classi prime contavano 14.192 allievi, si scende a 13.469 nel 2026/27. Tutte le province contribuiscono al segno meno: la più colpita nell’ultimo anno è Pesaro Urbino con -232 ,(-6,87%,) seguita da Fermo -90 (-6,08%), Ascoli Piceno -86 (-4,30%), Macerata -132 (-4,56%) e Ancona -151 (-3,42%).

 

Dal 16 al 23 gennaio il triennio del corso di Grafica e Comunicazione dell’Itet “Carducci Galilei” di Fermo si è immerso in un workshop sul tema dell’identità visiva. Il progetto è stato supervisionato dal professor Jacopo Evangelista con l’intervento sinergico dell’esperto in Graphic Design, Tarek Ben Slimane e ha coinvolto tutto il corpo docente.

Si è trattato di un percorso intensivo e pratico che nell’ambito delle attività di orientamento Fsl, ha ricostruito nel concreto le fasi di progettazione e di sviluppo dell’immagine coordinata di un brand.

Gli studenti hanno vestito i panni di un vero team creativo, sperimentando una didattica aperta e cooperativa. A partire dall’analisi di un brief, attraverso attività di ricerca visiva, moodboard e brainstorming, i ragazzi hanno inseguito soluzioni originali, provando a realizzare concept congruenti alle richieste.

La fase progettuale si è concentrata sulla creazione degli elementi fondamentali dell’identità visiva: logo, palette cromatica e applicazioni grafiche. Particolare attenzione è stata data alla coerenza visiva e alla capacità comunicativa delle scelte adottate.

Il workshop si è concluso con la presentazione condivisa dei lavori, con lo scopo di potenziare competenze tecniche e di collaborazione, nonché le capacità comunicative, indispensabili alla figura del graphic designer.
Tarek Ben Slimane, graphic designer e art director, lavora da anni nel campo della comunicazione visiva e del branding, con particolare attenzione ai processi di costruzione dell’identità e nella coerenza visiva; ha maturato esperienze professionali anche all’estero.

(spazio promo-redazionale)

Anche per questo anno scolastico l’Itet “G.B. Carducci- G. Galilei- Cpia” di Fermo si è aggiudicato uno dei sei percorsi di eccellenza di formazione Scuola Lavoro messi a disposizione da Banca d’Italia per gli istituti superiori delle Marche.

Il progetto si sviluppa nell’ambito della pluriennale collaborazione tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito e Banca d’Italia, in relazione all’educazione finanziaria nelle scuole.

Si parte oggi, lunedì 16 febbraio, per una settimana di esperienza immersiva presso la sede di Ancona, in cui le studentesse e gli studenti si misureranno con le tematiche della sostenibilità ambientale e il monitoraggio dell’impronta ecologica, focus di un originale project work.
Saranno analizzate le implicazioni e le resistenze per una transizione energetica ordinata verso energie rinnovabili, il ruolo della comunicazione e le strategie per sensibilizzare le coscienze individuali e collettive, il fenomeno del “green washing” e l’evoluzione normativa europea atta a contrastarlo.

Il percorso di eccellenza coinvolge dodici studenti delle classi quarte dei corsi Amministrazione Finanza e Marketing, Relazioni Internazionali per il Marketing, Sistemi Informativi Aziendali, selezionati in base al merito, che lavoreranno a diretto contatto con i tutor di Banca d’Italia, dott. Roberto Bellucci e dott. Lorenzo Leonori, curatori della Formazione.
I lavori si sono aperti con un excursus sulle principali funzioni della Banca d’Italia e sul concetto chiave di fiducia, alla base del sistema bancario, come sottolineato dal vice direttore dott.ssa Dina Garofoli.
La dirigente scolastica Francesca Iormetti e il tutor scolastico prof.ssa Carla Piermarocchi hanno ringraziato il vicedirettore, il referente di Educazione Finanziaria della sede di Ancona, dott.ssa Sabrina Ferretti, e i tutor di Bankitalia, per la calorosa accoglienza e la straordinaria opportunità formativa di elevata qualità a beneficio dei nostri studenti.

 

I lavori nel cortile della scuola dell’infanzia “Borgo Costa” di Porto San Giorgio

In via di ultimazione i lavori di sistemazione del cortile esterno della scuola dell’infanzia Borgo Costa di Porto San Giorgio, un intervento, come ricorda il sindaco Valerio Vesprini, «atteso da tempo dalla scuola e dalle famiglie».
«Si tratta di un investimento importante: il cortile sarà dotato di un nuovo manto in erba sintetica, pensato per garantire maggiore sicurezza e fruibilità durante tutto l’anno. Un ambiente più accogliente dove i bambini – aggiunge il primo cittadino – potranno giocare, svolgere attività all’aria aperta e vivere momenti preziosi insieme, in uno spazio finalmente adeguato alle loro esigenze».

I lavori nel cortile della scuola dell’infanzia “Borgo Costa” di Porto San Giorgio

La dirigente scolastica Anna Maria Isidori

di Silvia Ilari

Ieri nell’aula magna dell’istituto comprensivo “Betti” di Fermo,  proiezione del cortometraggio “Case”, lavoro realizzato dagli studenti della scuola secondaria dell’Ic Betti con il regista Marco Cruciani. Quattro i luoghi simbolo di Fermo raccontati dai ragazzi attraverso il linguaggio cinematografico.

Attrezzatura in mano e sguardo curioso sulla città. Gli studenti della scuola secondaria dell’istituto comprensivo Betti hanno accolto ieri pomeriggio a scuola docenti, famiglie e cittadini intervenuti alla proiezione di “Case”, realizzato dai ragazzi, grazie a finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo, nell’ambito del bando Scuola Innova, e dai Fondi Coesione Italia 21-27 Scuola e competenze.

Gli studenti hanno sperimentato tutte le fasi della produzione cinematografica, dalla scrittura del soggetto alle riprese, fino al montaggio. A guidarli, si diceva, il regista e antropologo Marco Cruciani, che li ha accompagnati in un percorso di 30 ore.

Il regista Marco Cruciani

Il risultato è stato una narrazione corale che intreccia le storie di quattro luoghi simbolo: la casa del fotoreporter Mario Dondero, la Casa di reclusione, la Fattoria sociale Montepacini e la Casa dei Bambini, sede dell’infanzia montessoriana. Tutti luoghi situati nel territorio di Fermo.  Nel cortometraggio sono emerse storie raccontate attraverso le voci di chi le vive e le anima, con i ragazzi impegnati in interviste, presentazioni e scelte narrative.

Molto soddisfatta la dirigente scolastica Anna Maria Isidori, che ha fatto gli onori di casa: «L’educazione al linguaggio multimediale è realtà, in questo istituto, dal 2017. Siamo convinti che sia necessario passare dall’essere semplici fruitori passivi di ciò che passa sullo schermi, all’uso consapevole degli strumenti della dimensione visuale, essenziale in ogni forma di apprendimento e dominante nel mondo della comunicazione. Al centro del progetto Case ci sono quattro realtà del territorio che si distinguono per il loro valore culturale, sociale ed educativo. Il corso è stato realizzato in orario extrascolastico dagli studenti del laboratorio di cinematografia. Questa attività si è svolta con risorse professionali  interne e sotto la guida del regista Cruciani. Il gruppo composto da docenti e tecnici ha condotto gli studenti verso un risultato di cui siamo orgogliosi. Ciò che ci interessa sono le tracce lasciate da questa esperienza nei nostri ragazzi, che si rivedano sempre migliori di come li immaginiamo». La parola, poi, a Giorgio Girotti Pucci della Fondazione Carifermo «che ogni anno – ha ricordato la dirigente Isidori – offre alle scuole la possibilità di integrare in modo ottimo la propria offerta formativa».

Il presidente Fondazione Carifermo, Giorgio Girotti Pucci

Pucci è intervento spiegando la genesi del bando Scuola Innova: «Circa tre anni fa, abbiamo deciso di istituire questo bando, per sostenere iniziative nelle scuole del territorio fermano e ampliare l’offerta formativa in varie aree d’intervento. Nell’anno scolastico 2024-2025 sono stati assegnati circa 115.000 euro di contribuiti a 14 istituti scolastici per altrettanti progetti, compreso quello che vediamo oggi. Questo progetto rappresenta perfettamente quella che è la missione della nostra fondazione: favorire la crescita culturale e sociale delle nuove generazione, rafforzando il legame tra scuola e territorio. Una scuola capace di educare non solo attraverso i libri, ma anche attraverso la creatività e l’esperienza».

«Qui ho trovato un ambiente estremamente collaborativo» ha sottolineato Marco Cruciani, il regista ringraziando il personale interno alla scuola, in particolare Lucia Felicetti e Valentina Bucci, parti attive nel progetto insieme a Giacomo Ricci per la parte tecnica. Cruciani ha inoltre invitato i genitori a «far seguire le proprie inclinazioni ai ragazzi», specificando che «non solo i soldi a dare soddisfazione nel lavoro».

Presente in sala anche Micol Lanzidei, assessore alla Cultura del Comune Fermo che, nel suo saluto, ha ricordato «il ruolo imprescindibile della settima arte».

A intervenire in aula magna, sono stati anche gli intervistati: Laura Strappa per la casa di Mario Dondero, Marco Marchetti per Montepacini, Marcello Fedozzi insegnante nella Casa di reclusione, Giovanna Seghetta e Federica Malaspina per la Casa dei Bambini. Felici gli studenti che hanno trovato nell’esperienza un’opportunità di crescita e un’occasione per «stringere nuove amicizie».

Di seguito l’elenco degli studenti partecipanti al progetto:

La sala

L’intervento dell’assessore Micol Lanzidei

Lucia Felicetti

Federica Malaspina

Valentina Bucci

Giovanna Seghetta

Laura Strappa

Marcello Fedozzi

Marco Marchetti

Da sin: Giovanna Seghetta e Federica Malaspina

Giacomo Ricci

Da sin: Giovanna Seghetta, Federica Malaspina

La presentazione del cortometraggio da parte della dirigente Isidori

Il regista Marco Cruciani

Da sin. Valentina Bucci, Lucia Felicetti e Giacomo Ricci

 

 

 

 

 

In occasione dell’incontro informativo “Aiutami a fare… Il Metodo Montessori”, in programma mercoledì 11 febbraio presso la Scuola Primaria Montessori di Fermo alle 18, l’IC Betti apre una finestra su uno dei percorsi proposti nel proprio progetto educativo, fondato sul Metodo Montessori e su una visione della scuola come ambiente di vita, di esperienza e di crescita.

La scuola montessoriana si caratterizza per una didattica centrata sul bambino, che valorizza l’apprendimento attraverso il fare, l’autonomia e la scoperta. In classe, l’utilizzo dei materiali montessoriani e l’organizzazione laboratoriale del lavoro permettono agli alunni di costruire conoscenze in modo attivo e significativo, rispettando i tempi e gli stili di ciascuno.

Cuore della proposta è l’educazione cosmica, che guida i bambini a comprendere le relazioni tra i saperi e a sviluppare una visione unitaria della realtà: le discipline dialogano tra loro e l’apprendimento acquista senso all’interno di un percorso coerente e motivante.

Il tempo pieno, con orario 8.00–16.00, servizio mensa e pre-scuola, consente una reale personalizzazione dei percorsi, sostenendo le eccellenze e garantendo attenzione all’inclusione. Il progetto è arricchito da laboratori, uscite didattiche e attività sul territorio, in una sede di grande valore educativo e ambientale come Villa Vitali, immersa nel verde.

Elemento distintivo dell’IC Betti è la continuità del percorso montessoriano: dalla Casa dei Bambini alla scuola primaria, fino alla scuola secondaria di primo grado “Betti”, dove è attiva una sezione ad ispirazione montessoriana. Un progetto unitario che accompagna bambine e bambini dall’infanzia alla preadolescenza, nel rispetto dei loro tempi di sviluppo e di apprendimento.

Le scuole montessoriane dell’IC Betti di Fermo rappresentano una realtà educativa di riferimento per chi cerca un percorso capace di coniugare qualità didattica, attenzione alla persona e innovazione pedagogica: chi fosse interessato a conoscere nel dettaglio la realtà della scuola primaria può partecipare all’incontro in calendario. E’ possibile inoltre consultare il sito di approfondimento dedicato (CLICCA QUI).

(spazio promo-redazionale)

Un debutto che si è trasformato in un successo straordinario. Sabato 31 gennaio, gli alunni dell’Isc Fracassetti-Capodarco hanno partecipato per la prima volta alla tappa marchigiana della First Lego League Challenge – Unearthed 2025-2026, la prestigiosa competizione internazionale di robotica educativa e discipline Steam che coinvolge ogni anno migliaia di studenti in tutto il mondo.

A rappresentare l’istituto è stata la squadra “Capo D’Arc”, un team “verticale” composto da bambini della classe quinta della Scuola Primaria di Capodarco e da ragazzi della Scuola Secondaria di I grado di Capodarco. Un’esperienza innovativa e coraggiosa che ha unito età diverse, competenze complementari e una forte motivazione comune.
Con tenacia, concentrazione e spirito di squadra, “Capo D’Arc” ha saputo distinguersi tra oltre 30 squadre provenienti da tutta la regione Marche, conquistando il primo posto assoluto nella finale del Robot Game, la prova più tecnica e competitiva della manifestazione.

L’evento si è svolto presso l’Ipsia “O. Ricci” di Fermo, che ha ospitato la competizione in un clima di grande entusiasmo, festa e partecipazione. I ragazzi hanno vissuto un’esperienza intensa di sana competizione, collaborazione, condivisione e rispetto reciproco, mettendo in luce non solo competenze tecnologiche, ma anche capacità di problem solving, comunicazione e lavoro di gruppo.
La First Lego League Challenge, come già raccontato anche da alcune cronache educative e scolastiche a livello nazionale, rappresenta oggi uno dei più importanti percorsi formativi per avvicinare bambini e ragazzi alle discipline scientifiche attraverso la robotica educativa, il gioco e la progettazione collaborativa. In questo contesto, il risultato ottenuto dalla squadra “Capo D’Arc” assume un valore ancora più significativo, perché raggiunto al primo anno di partecipazione.

Grande soddisfazione è stata espressa dalla dirigente scolastica Simona Flammini, che ha creduto fin dall’inizio nel progetto: «Questo risultato ci riempie di orgoglio – afferma la dirigente – perché dimostra quanto i nostri studenti, se messi nelle condizioni giuste, sappiano affrontare con maturità e competenza anche sfide complesse e innovative. Il progetto verticale tra primaria e secondaria è una scelta educativa precisa: unisce il coraggio e l’entusiasmo dei più piccoli con la consapevolezza e la responsabilità dei più grandi. È scuola che cresce insieme». Un ringraziamento sentito va all’Ipsia “O. Ricci” per l’accoglienza e l’organizzazione impeccabile dell’evento, al professor Roberto Spaccapaniccia, referente del progetto, che ha saputo trasmettere fiducia e passione, accompagnando il gruppo in un’avventura che fino a pochi mesi fa appariva del tutto inesplorata.

Un grazie speciale va alle docenti coach, la maestra Elisa Pettinari, la prof.ssa Valentina Natale e la prof.ssa Crisostomi, che con competenza, passione e dedizione hanno accompagnato passo dopo passo i ragazzi nel percorso di preparazione, sostenendoli nei momenti di difficoltà e valorizzandone i talenti individuali all’interno del lavoro di squadra. Fondamentale anche il contributo delle famiglie, che hanno sostenuto con costanza i ragazzi, accompagnandoli ai numerosi pomeriggi di formazione, e naturalmente agli studenti stessi, veri protagonisti di questo successo: «Hanno partecipato sempre con entusiasmo, curiosità e spirito di sacrificio – conclude la dirigente Flammini – dimostrando che la scuola può essere un luogo di scoperta, di sfida e di crescita autentica».
Un risultato che va oltre il podio e che lascia intravedere nuove prospettive educative per l’Isc Fracassetti-Capodarco, sempre più orientato verso l’innovazione didattica e la valorizzazione dei talenti. Complimenti “Capo D’Arc”!