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di Cristiano Ninonà

Gas nel locale caldaie, i Vigili del Fuoco del comando provinciale di Fermo evacuano la scuola elementare di Piane di Montegiorgio.

Gli uomini del 115 nel primo pomeriggio di oggi sono intervenuti in via Marcello Malpighi dopo aver ricevuto la segnalazione di un allarme entrato in funzione. Arrivati sul posto, i Vigili del Fuoco hanno effettuato i dovuti controlli riscontrando, con gli strumenti che hanno in dotazione, la presenza di gas metano nella centrale termica che si trova all’esterno della scuola.

A quel punto sono scattate subito le procedure di evacuazione con il 115 che ha fatto uscire sia i bambini che il personale scolastico, per un totale di oltre cento persone, allargando le verifiche anche all’interno della scuola che è in uno stabile diverso da quello che accoglie la centrale termica.

Allertati anche i tecnici per la manutenzione del caso. Sul posto anche il vicesindaco di Montegiorgio, Alan Petrini. Ora, infatti, spetterà all’amministrazione comunale, al sindaco Michele Ortenzi che però, subito affrontata la questione e chiarito il quadro tecnico, fa sapere che non sussiste alcun problema. Insomma nessun rischio e situazione sotto controllo: «Dobbiamo riparare una guarnizione dell’impianto termico che abbiamo disattivato. Domani la scuola sarà aperta regolarmente» puntualizza il primo cittadino.

La notizia ha inevitabilmente generato un tam tam tra genitori. E qui subentra la dirigente scolastica Alessandra Pernolino che tranquillizza tutti, gettando acqua sul fuoco delle preoccupazioni: «Non sussiste nessun rischio per alcuno. Se ce ne fosse anche solo il potenziale, adotteremmo tutte le cautele del caso. Per noi la sicurezza dei bambini è una priorità assoluta. Dopo che si è attivato il sistema di allarme della centrale termica, a titolo meramente precauzionale sono stati subito allertati i Vigili del Fuoco, i quali hanno effettuato un accurato sopralluogo tecnico per verificare le condizioni di sicurezza. E’ stata rilevata una presenza quasi impercettibile di gas all’interno della centrale termica. L’esito dei controlli ha confermato l’assenza di pericoli immediati per l’incolumità di alunni e personale. Tuttavia, a seguito delle verifiche tecniche, l’amministrazione comunale ha comunicato la necessità di un intervento di manutenzione straordinaria e urgente sull’impianto, che verrà eseguito nella giornata di domani, mercoledì 11 marzo 2026. Per tale ragione, si comunica che, domani, non sarà garantito il regolare funzionamento del riscaldamento nei locali del plesso in oggetto. L’amministrazione comunale non ha ritenuto necessario disporre la chiusura, pertanto, al fine di garantire il regolare svolgimento delle lezioni e la continuità del servizio didattico, la scuola resterà regolarmente aperta».

Fabrizio Luciani

di redazione CF

I consigli generali di Confindustria Ancona, Fermo e Macerata hanno deliberato (come riportato da Cronache Fermane nel caso degli aquilotti nostrani, ndr) l’avvio del percorso di aggregazione, con l’obiettivo di costruire un sistema associativo «più moderno, capace di offrire servizi avanzati alle imprese e una rappresentanza più forte a tutti i livelli. In un contesto economico e geopolitico internazionale sempre più complesso, le territoriali rispondono con una scelta di visione: fare squadra» rimarcano da Confindustria.

Gli aquilotti del Fermano, ieri sera, infatti, hanno votato sì all’aggregazione con le altre due territoriali. Ma il voto non è stato unanime: a esprimere la sua contrarietà il blocco dei calzaturieri di Montegranaro. Ma il loro “no” non ha comunque inciso sull’esito della votazione: 24 a 6 per il sì.

I presidenti Diego Mingarelli (Ancona), Fabrizio Luciani (Fermo) e Marco Ragni (Macerata) sottolineano come il progetto nasca «da una volontà condivisa di superare la frammentazione provinciale e rafforzare la capacità di accompagnare le imprese nelle sfide dell’innovazione tecnologica e dei mercati globali».

«Il nostro impegno – ha dichiarato Fabrizio Luciani – è dare una risposta concreta alle richieste degli imprenditori che ogni giorno devono operare in un contesto economico con uno scenario che cambia continuamente: più servizi, più competenze e meno frammentazione. L’aggregazione permette di mettere insieme energie e professionalità che, per una territoriale virtuosa ma piccola come la nostra, sarebbero più difficili da sviluppare».

Il cronoprogramma prevede un percorso graduale con l’obiettivo di completare l’integrazione entro il 2028, costruendo un sistema associativo «più coeso ed efficiente» rimarcano da Confindustria.

« Il progetto resta aperto e inclusivo: nel pieno rispetto dell’autonomia dei territori, l’auspicio dei tre presidenti è che il percorso possa coinvolgere progressivamente l’intero sistema confindustriale regionale».

 

https://cronachefermane.jef.it/2026/03/10/confindustria-fermo-dice-si-alla-fusione-con-ancona-e-macerata-ma-manca-lunanimita-resta-la-contrarieta-dei-calzaturieri/747915/

Incendio nella notte in un appartamento a Sant’Elpidio a Mare. I Vigili del Fuoco del comando provinciale di Fermo domano le fiamme e portano in salvo una donna e il suo gatto.

Gli uomini del 115 sono intervenuti «poco dopo le ore 4,30 in via Veneto, a Sant’Elpidio a Mare, per l’incendio – specificano proprio dal comando fermano dei Vigili del Fuoco – di un appartamento. Sul posto è intervenuta la squadra di Fermo, con autobotte e autoscala, che ha provveduto allo spegnimento delle fiamme sviluppatesi nella cucina e alla successiva messa in sicurezza dei locali coinvolti.

Una donna è stata evacuata dall’appartamento. Durante le operazioni il personale dei Vigili del Fuoco ha inoltre tratto in salvo un gattino presente all’interno dei locali interessati dall’incendio». Presenti sul posto anche il personale del 118 e i Carabinieri.

Angelo Serri, direttore di Tipicità intervistato da Monica Caradonna

di Silvia Ilari

Fermani sì, ok, ma più marchigiani e da fuori regione: è questo il ritratto dei visitatori  di Tipicità da qualche anno a questa parte. Il direttore Serri: «Il pubblico viene da fuori, l’Umbria bussa alla porta. Il modello glocal è la nostra direzione».

 

Tre giorni (dal 6 all’8 marzo scorsi al Fermo Forum) di eventi, degustazioni, talk e incontri istituzionali e non, circa duecento espositori e delegazioni arrivate da Argentina, Giappone, Marocco, Polonia e Ucraina. Tipicità 2026 è andata: ora è il tempo dei bilanci, delle strette di mano che pongono le basi per il futuro. Abbiamo fatto il punto con Angelo Serri, direttore della manifestazione, giunta alla sua 34esima edizione.

Serri, ora che i padiglioni sono chiusi: questa edizione ha rispettato le sue aspettative o le ha superate?

«Posso dire che sono state superate perché la qualità degli eventi, la partecipazione delle varie realtà, sia imprenditoriali, produttive che delle rappresentanze dei territori, sono state di alto livello. Abbiamo avuto anche dei feedback dai visitatori unanimemente soddisfatti, quindi sotto questo profilo benissimo. Ma soprattutto attraverso gli oltre 130 eventi che hanno accolto tanti esperti, tanti protagonisti, che hanno dibattuto sui vari problemi che riguardano il nostro territorio, Tipicità continua a svolgere il suo ruolo di laboratorio del futuro».

Chi sono i visitatori di Tipicità?

«Dopo la Pandemia c’è stato un cambiamento: prima i visitatori erano principalmente della provincia di Fermo, successivamente qualcosa è cambiato. È una tendenza che si è confermata anche quest’anno: la maggior parte del pubblico non è a prevalenza strettamente locale, ma proviene da altri luoghi delle Marche e, in misura minore, da fuori regione. Dunque, Tipicità è diventata un polo d’attrazione per chi viene da fuori e un po’ lo scopo è questo. Non si tratta di essere autoreferenziali, ma questo va in linea con ciò che facciamo tutto l’anno quando ci muoviamo in altri territori e Tipicità, così come il Fermano che la ospita, ne beneficia».

Angelo Serri

Monica Caradonna, madrina dell’edizione 2026, ha detto che si è innamorata delle Marche grazie a Tipicità.

«I nostri conduttori sono ormai degli ambasciatori di lungo corso. Lei, come Gioacchino Bonsignore, Marco Ardemagni, Bruno Gambacorta ma anche tutti gli altri presenti quest’anno si innamorano delle Marche, regione che a Tipicità presentiamo nei suoi aspetti migliori. Questo ci fa molto piacere perché personaggi autorevoli che girano il mondo e che qui trovano spunti interessanti, dimostrano che i nostri sforzi non sono vani».

Abbiamo visto un maggiore spazio dato al cinema negli ultimi anni, con appuntamenti dedicati.

«Sì perché la Regione ci ha investito molto, rendendo le nostre località location per ambientare i film, o le fiction, e questo è  importante da veicolare. Tipicità è partita dal cibo, oggi si occupa di marketing territoriale. Oggi cerchiamo di vendere tutte le nostre eccellenze e far dialogare le diverse filiere, perché ognuna accresce il valore dell’altra. 
Di conseguenza, se noi ci presentiamo all’esterno con un buon cibo, un buon vino, o paesaggi d’eccellenza, possibilità di fare shopping aziendale, con la nostra manifattura, sicuramente risultiamo ancora più vincenti perché ci sono più motivi per arrivare qui».

Cosa porta a casa Tipicità 2026 — un contatto, un’idea, una direzione nuova — e che diventerà il punto di partenza per la trentacinquesima edizione?

«Tipicità esce dai confini ancora di più. Ci sono stati un grande interesse e avvicinamento dell’Umbria. Comuni dell’Umbria come Sellano e Massa Martana sono venuti a investire nel padiglione espositivo. Stiamo riscontrando anche un interesse da parte di città più grandi come Gubbio. Era presente l’assessore alle attività produttive Micaela Parlagreco che si è mostrata molto interessata al modello Tipicità. Questo significa che la macroregione Marche-Umbria, grazie anche alle nuove vie di comunicazione, sta per concretizzarsi e possiamo dire di esserne stati artefici, di aver creduto. Molti umbri visitano la manifestazione e molti, pubblici e privati, investono in essa.  Oltre a questo, intensificheremo il discorso delle connessioni non solo italiane, ma anche estere, tant’ è vero che quest’anno c’erano cinque delegazioni straniere. Insisteremo su questo binario “glocal”, dove per local intendiamo il mercato italiano; quindi è un messaggio che parte dal locale per arrivare al globale, perché Tipicità e identità sono due concetti sempre più importanti a livello mondiale».

 

Il presidente Fabrizio Luciani

di redazione CF

Via libera, da parte di Confindustria Fermo, al percorso di aggregazione con le territoriali di Ancona e Macerata, ma senza unanimità. Il consiglio generale di Confindustria Fermo ha approvato, ieri sera, il progetto di unione, su cui gli imprenditori delle tre territoriali hanno iniziato a ragionare da tempo, con 24 voti favorevoli e 6 contrari confermando quindi l’intenzione di procedere verso la creazione di una realtà associativa più ampia. Un risultato in linea con le previsioni della vigilia, ma che evidenzia anche alcune resistenze, soprattutto da parte del comparto calzaturiero.

Prima della votazione è intervenuto il presidente di Fabrizio Luciani, che ha ribadito le ragioni strategiche dell’aggregazione, sottolineando come l’obiettivo sia rafforzare il peso del territorio all’interno di un sistema economico più competitivo. Di parere diverso il presidente della sezione calzature, Valentino Fenni, che ha espresso le preoccupazioni del settore: tra i timori principali quello di una rappresentanza meno incisiva dei calzaturieri in una struttura più grande e con territori economicamente più forti come Ancona e Macerata.

Alla riunione erano presenti 30 dei 32 membri del consiglio generale dell’associazione fermana. Il voto contrario è arrivato in gran parte proprio dagli imprenditori del distretto della calzatura: su otto rappresentanti presenti, sei si sono espressi contro l’operazione (il “blocco del no” di Montegranaro) e due a favore, confermando così la posizione critica di una parte del grosso della filiera rappresentata in consiglio.

Valentino Fenni

Nonostante il dissenso, l’approvazione consente ora di proseguire con il percorso istituzionale. Il prossimo passaggio sarà infatti il voto dell’assemblea dei soci, chiamata a esprimersi definitivamente sul progetto di aggregazione.

Nel frattempo Confindustria Fermo dovrà affrontare anche un’altra fase importante: il rinnovo della presidenza. Il mandato di Luciani (così come quello di Fenni) è ormai in scadenza e il calendario delle procedure interne prevede la convocazione dei saggi, che avranno il compito di raccogliere le candidature e avviare il percorso che porterà all’assemblea elettiva.

La scelta del nuovo presidente potrebbe avere un peso anche sul futuro dell’aggregazione. Se alla guida dell’associazione dovesse arrivare un esponente del settore calzaturiero, la coalizione potrebbe sostenere con maggiore convinzione il progetto di fusione; in caso contrario non è escluso che venga indicato un candidato alternativo.

Le prossime due o tre settimane saranno quindi decisive per capire non solo chi guiderà Confindustria Fermo, ma anche se il progetto di unione con Ancona e Macerata riuscirà a trovare un consenso più ampio all’interno del mondo imprenditoriale del territorio.

(da sin. il Prof. Giampiero Macarri, il sig. Giuseppe Gasparretti e il dr. Samuele De Minicis)

di redazione CF

Intervento all’avanguardia per la Gastroenterologia dell’ospedale Murri di Fermo: paziente curato con una tecnica endoscopica innovativa che, tramite una protesi metallica (Lams), ha unito colon e retto. «Sono riusciti a risolvere il mio problema» racconta il paziente, Giuseppe Gasparretti, stando a quanto riportato in una nota dell’Ast di Fermo.

«Questo è un reparto di assoluta eccellenza, mi hanno preso subito a cuore e – la testimonianza del signor Gasparretti, riportata nel comunicato dell’azienda sanitaria fermana – vantano una professionalità fuori dal comune. Dopo i consulti si è deciso per un impianto sperimentale di protesi, per evitare un intervento chirurgico che sicuramente sarebbe stato più complesso. Dopo i controlli, con perseveranza e preparazione, con questa tecnica innovativa sono riusciti a risolvere il mio problema. Sono a dir poco felice e soddisfatto. Alla Gastroenterologia di Fermo assoluta competenza e impagabile cordialità».

«Circa due anni fa Giuseppe Gasparretti (originario di altra provincia delle Marche) è stato sottoposto, presso una struttura fuori dalla provincia fermana – raccontano il professor Giampiero Macarri, direttore della Gastroenterologia, e il dottor Samuele De Minicis – a un delicato intervento chirurgico di resezione del colon a causa di un tumore del colon-retto. L’operazione, particolarmente complessa, aveva inizialmente risolto il problema oncologico, ma nei mesi successivi sono emerse alcune complicazioni. Nel punto in cui i chirurghi avevano ricollegato le due parti dell’intestino (la cosiddetta anastomosi) si è infatti sviluppato un restringimento progressivo (sub-stenosi) che ha portato nel tempo a una quasi completa chiusura del passaggio intestinale. Il paziente è stato quindi sottoposto a diverse sedute di dilatazione endoscopica. Durante una di queste, effettuata con un palloncino, si è però verificata una piccola perforazione nella zona dell’anastomosi. La complicazione ha reso necessario un nuovo intervento chirurgico d’urgenza, durante il quale è stata realizzata una stomia ileale temporanea (apertura chirurgica sull’addome che permette alle feci di uscire in una sacca esterna) per proteggere l’intestino. A quel punto si prospettavano due possibilità: convivere con la stomia in modo permanente oppure affrontare un altro intervento chirurgico molto complesso per tentare di ricostruire il collegamento tra colon e retto, operazione resa particolarmente difficile dai precedenti interventi nella stessa area».

(da sin. il Prof. Giampiero Macarri, il sig. Giuseppe Gasparretti e il dr. Samuele De Minicis)

«A quel punto, tramite il suggerimento di un medico – spiegano dall’Ast di Fermo – il signor Gasparretti si è rivolto alla Gastroenterologia del Murri».

«Dopo una valutazione multidisciplinare- continuano il professor Macarri e il dottor De Minicis – si è deciso di proporre una terza strada, meno invasiva. Si tratta di una tecnica endoscopica avanzata che utilizza una speciale protesi metallica, chiamata Lams, capace di mettere in comunicazione due organi cavi. Nel caso di Gasparretti, la procedura (eseguita, sotto guida endoscopica, dal dr. De Minicis) ha consentito di collegare direttamente il retto con il tratto di colon, creando di fatto una nuova anastomosi retto-colica senza ricorrere alla chirurgia tradizionale. Si tratta di un approccio estremamente innovativo, per il quale al momento non risultano casi analoghi descritti nella letteratura scientifica».

«Oggi il paziente – concludono dall’azienda sanitaria fermana – ha ripreso una normale funzionalità intestinale: evacua regolarmente attraverso la nuova protesi creata con la procedura endoscopica e non presenta dolore né altri sintomi rilevanti. Un risultato che apre nuove prospettive nel trattamento di complicanze intestinali particolarmente difficili da gestire».

Controlli a tutto campo da parte della Polizia locale di Porto Sant’Elpidio per garantire la sicurezza sulle strade cittadine. E solo nella giornata di ieri tre automobilisti sono stati fermati, controllati e le loro patenti sono state ritirate. Due ieri mattina e un terzo ieri sera.

Partiamo dalla mattinata, nel corso della quale è stata ritirata la patente a un uomo sorpreso dagli agenti del comandante Luigi Gattafoni al telefono mentre era alla guida della sua vettura. Sempre in mattinata è stato controllato anche un secondo automobilista, un extracomunitario: all’esito dei controlli è risultato che la patente dell’uomo era irregolare: l’uomo, infatti, di origini extracomunitarie, aveva la patente rilasciata dal suo paese di origine ma mai convertita in un documento valido in Italia. Per entrambi è scattato il ritiro della patente

Nella serata di ieri, invece, una donna, dopo aver effettuato una manovra azzardata, è stata fermata dagli agenti della Polizia locale elpidiense ed è risultata positiva all’alcoltest. L’automobilista è stata denunciata per guida in stato di ebrezza. E anche per lei è scattato il ritiro della patente.

 

Nei giorni scorsi, a Montegiorgio i Carabinieri hanno denunciato un uomo di circa 60 anni, sorpreso dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile mentre conduceva un’autovettura nonostante la patente gli fosse stata revocata dalla Prefettura di Fermo. L’uomo, già destinatario del provvedimento, ha commesso una reiterazione del reato previsto dall’art. 116 commi 15 e 17 del Codice della Strada, per il quale rischia l’arresto fino a un anno e un’ammenda fino a 9.000 euro. Nel corso del controllo i Carabinieri hanno identificato anche il passeggero, uno straniero di 52 anni, risultato non aver rispettato le prescrizioni impostegli dall’Ufficio di Sorveglianza, essendosi allontanato dal Comune di Montegiorgio senza autorizzazione. Per tale violazione, prevista dalla normativa di settore, rischia la reclusione fino a tre anni.

I Carabinieri di Fermo hanno poi denunciato un ragazzo di circa 30 anni, sottoposto alla Sorveglianza Speciale, per non essersi presentato alla Stazione Carabinieri nel giorno e nella fascia oraria stabiliti dal provvedimento, integrando così una violazione che prevede la reclusione fino a tre anni. Lo stesso è stato successivamente denunciato anche dai militari della Stazione di Pedaso, i quali durante un controllo serale non lo hanno trovato nella propria abitazione, violando così nuovamente l’obbligo di permanenza domiciliare notturna imposto dalla Sorveglianza Speciale. In questo caso la contestazione prevede pene fino a cinque anni di reclusione.

A Porto Sant’Elpidio, invece, i Carabinieri hanno denunciato una donna straniera di circa 40 anni, che si era presentata in caserma per dichiarare lo smarrimento di un documento, nonostante fosse destinataria di un Foglio di Via Obbligatorio con divieto di ritorno nel Comune per quattro anni, emesso dal Questore. La costante e capillare presenza delle pattuglie nelle aree urbane e nei centri storici funge da deterrente contro la criminalità e assicura un pronto intervento in caso di necessità. Nel corso di tali servizi viene anche garantita l’efficacia e il rispetto dei provvedimenti emessi dall’Autorità di pubblica sicurezza e giudiziaria. In uno dei citati pattugliamenti i militari della Stazione Carabinieri di Porto San Giorgio, al termine degli accertamenti del caso, hanno deferito in stato di libertà la già citata 40enne straniera, denunciata pochi giorni prima dalla Stazione di Porto Sant’Elpidio. La donna, infatti, è stata controllata nel centro della cittadina costiera mentre era in chiara violazione del Foglio di Via Obbligatorio con divieto di ritorno nel Comune di Porto San Giorgio, provvedimento disposto dal Questore di Fermo nel dicembre 2024 e che le impediva di fare ritorno nel territorio comunale per un periodo di quattro anni.

Sempre i militari della Stazione Carabinieri di Porto San Giorgio hanno denunciato in stato di libertà un uomo di circa 50 anni, già noto alle forze dell’ordine e sottoposto alla misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza con obbligo di dimora nel Comune. L’uomo è stato denunciato per i reati di ricettazione, indebito utilizzo di carte di pagamento e violazione delle prescrizioni della Sorveglianza Speciale. Attraverso l’analisi dei filmati delle telecamere di sorveglianza, i Carabinieri hanno identificato il 50enne come la persona che ha eseguito diversi acquisti presso esercizi commerciali della zona, per un importo complessivo di circa 270,00 Euro, utilizzando carte di pagamento provento di un furto su veicolo avvenuto ai danni di un residente nell’ottobre 2025. Il soggetto ha pertanto violato le prescrizioni imposte dalla misura di prevenzione ed è stato deferito anche per l’utilizzo delle carte di credito rubate. L’attività rientra nel costante monitoraggio dei soggetti sottoposti a misure restrittive e nel contrasto ai reati predatori.

di redazione CF

Le attività di prevenzione e repressione del grave fenomeno della guida sotto l’effetto di sostanze alcoliche e  stupefacenti rappresentano una priorità assoluta per l’Arma dei Carabinieri. Attraverso servizi mirati e  capillari, i militari operano quotidianamente per garantire la sicurezza sulle strade, per tutelare l’incolumità  degli utenti e contrastare comportamenti che mettono a repentaglio la vita propria e altrui. Nel  corso di tali attività i militari della Stazione Carabinieri di Monte Urano hanno denunciato un giovane di circa 20 anni per il reato di guida sotto l’influenza di  sostanze psicotrope. 

I fatti si sono svolti in seguito a un sinistro stradale autonomo in cui il ragazzo è rimasto coinvolto durante la notte a Porto Sant’Elpidio. Trasportato per le cure del caso all’ospedale di Fermo, il giovane è stato  sottoposto agli esami ematici: al termine degli accertamenti, i Carabinieri hanno ricevuto la conferma,  il giovane, che era alla guida della sua auto, è risultato positivo ai cannabinoidi. E così è stato denunciato,  e le pene previste comprendono l’ammenda da 3.000 a euro 12.000 euro e l’arresto da uno a due anni. Come  sanzioni amministrative accessorie, la legge prevede inoltre la confisca del veicolo (salvo che appartenga a  persona estranea al reato) e, data la circostanza, la revoca della patente di guida.

Durante un altro servizio di  controllo su strada, i militari della Sezione Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Fermo hanno  denunciato un egiziano anche lui di circa 20 anni, responsabile del reato di  falsità materiale. Nel corso di un controllo stradale infatti il giovane straniero è stato fermato mentre era alla guida di un’auto e, su richiesta dei Carabinieri, ha esibito un documento di guida. A seguito di accurati  accertamenti, la patente è risultata però essere contraffatta. Oltre all’aspetto penale, a carico del ragazzo è  stata elevata anche la prevista sanzione amministrativa per la guida senza patente ed il documento contraffatto  è stato sequestrato.

In un ulteriore servizio, nella notte, i militari della Sezione Radiomobile della  Compagnia Carabinieri di Fermo hanno identificato un giovane di circa 30 anni che sottoposto al controllo con l’etilometro  mentre si trovava alla guida della propria vettura, è risultato con un tasso alcolico elevato, 1,56 g/l. A  seguito di ciò, i Carabinieri hanno denunciato il giovane per il reato di guida in stato di ebbrezza alcolica (che  prevede un’ammenda fino a 6.000 euro e l’arresto da sei mesi ad un anno). Per l’automobilista, oltre al ritiro  immediato del documento di guida, si è proceduto all’affidamento del veicolo a persona idonea.

Infine, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Montegiorgio  hanno denunciato un uomo di circa 60 anni, ritenuto responsabile del reato di guida in stato di  ebbrezza. L’accertamento è scaturito a seguito di un sinistro stradale verificatosi nel territorio di Smerillo, in cui l’automobilista è rimasto coinvolto mentre era alla guida del proprio veicolo. Sottoposto ai dovuti  controlli alcolemici presso l’ospedale di Ancona, il conducente è risultato positivo. In aggiunta  all’accertamento, il mezzo è stato sottoposto a sequestro amministrativo poiché risultato sprovvisto della  copertura assicurativa obbligatoria. L’operato dei Carabinieri sottolinea l’importanza di una risposta  tempestiva e rigorosa a tutti i comportamenti che minacciano la sicurezza stradale.

di Maikol Di Stefano

Paura, ma fortunatamente nulla di grave, questa sera a Porto Sant’Elpidio a seguito di un incidente stradale. Erano da poco passate le 20 quando da via Trieste, all’altezza della pineta, è scattato un sos al 118 per un incidente stradale.

Così, raccolta la segnalazione, la centrale operativa del 118 ha subito attivato la macchina dei soccorsi. Sul posto sono arrivati gli agenti della Polizia locale, i volontari della Croce verde Porto Sant’Elpidio e i Vigili del Fuoco.

Al loro arrivo, i sanitari hanno soccorso due persone ma fortunatamente, si diceva, nulla di grave per loro.

Due auto, una Mercedes e una Punto, sono rimaste coinvolte nel sinistro stradale. Ma ora spetta agli agenti della Polizia locale ricostruire con esattezza la dinamica dell’accaduto. I Vigili del Fuoco, nel frattempo, hanno subito messo in sicurezza i veicoli mentre gli agenti della Polizia locale si mettevano al lavoro per iniziare i rilievi. Una volta ultimati, i veicoli sono stati rimossi dal soccorso stradale EuroSos che si è occupata anche della pulizia della carreggiata. La strada è rimasta temporaneamente chiusa al traffico.