FERMO – La prima giornata dei Campionati del Mondo, a Taiwan, in quota al sodalizio fermano si è conclusa con un mix di grande orgoglio e un pizzico di rammarico per i ragazzi di provincia. Nella categoria 680 kg, la conduzione di gara è stata quasi impeccabile: ad eccezione del pareggio contro il club lettone Ozoli, il percorso nel girone è stato netto.
In semifinale, il “derby” tutto azzurro contro il Club Figest ha visto prevalere i Cobra, proiettandoli verso una finale ad altissima intensità contro gli olandesi del Denium Britsum. Dopo una prima tirata lunghissima ed estenuante, conclusasi con un no pull, gli olandesi sono riusciti ad avere la meglio nelle tre frazioni successive, non senza faticare enormemente. «C’è rammarico: nonostante fossero sotto peso, i ragazzi hanno condotto una gara monumentale gestendo al meglio i momenti critici – il commento a caldo di coach Luigi Olivieri -. Resta l’orgoglio di aver dimostrato che i Cobra Fermo non sono più una ‘Cenerentola’ a livello internazionale». Anche il presidente Cristiano Ferrara, protagonista in pedana, ha espresso il suo plauso: «Abbiamo buttato il cuore oltre l’ostacolo. La società è fiera di sostenere veri uomini che danno anima e corpo per la causa». Ma nello sport, la delusione del podio sfiorato dura solo una notte. Con il peso dell’argento ancora al collo e la consapevolezza di essere tra i grandi della Terra, i Cobra Fermo si sono presentati all’alba della seconda giornata con un unico obiettivo: trasformare quel rammarico nella spinta necessaria per riscrivere la storia.
La seconda giornata dei Mondiali per club è stata un’esplosione di emozioni. Al mattino, i ragazzi si sono cimentati nella categoria 560 kg. Dopo un girone perfetto, concluso a punteggio pieno, i Cobra hanno superato in semifinale i baschi del Txantrea. L’atto conclusivo li ha visti opposti a un altro club storico dei massimi livelli mondiali: l’Abadino. Questa volta, la strategia di coach Olivieri è stata impeccabile. La squadra ha affrontato i blasonati rivali con personalità, trionfando dopo un finale sofferto: i ragazzi del Cobra Fermo sono Campioni del Mondo. «Sembra un sogno – dichiara un commosso Olivieri -. Ringrazio la società che ha investito in nuovi e giovani atleti e in innesti fondamentali nello staff come Eduart Hoxha, Francesco Belà e soprattutto Vito Gentile, che ha curato la parte aerobica. Senza questo sforzo collettivo, oggi non saremmo neanche riusciti a prendere parte a questo mondiale».
Il presidente Ferrara ha poi voluto sottolineare quanto il successo sia figlio della solidarietà tra società: «I ragazzi sono stati eccezionali. Un sentito ringraziamento va alla società Black Bull di Camaiore: a causa del forfait improvviso di alcuni nostri atleti che non sono potuti partire per la spedizione, la Black Bull si è resa immediatamente disponibile al prestito di due loro atleti, Devis Palmieri e Gabriele Bartalucci. Tale supporto ci ha permesso di competere in questa categoria. Forse capiremo la portata di questa impresa solo al rientro in Italia». Nel pomeriggio, nonostante la stanchezza e le lacrime di gioia, i ragazzi sono tornati in pedana per la categoria 640 kg. Anche qui il girone è stato dominato, con una semifinale vinta perentoriamente contro il club Figest. In finale si è ripetuto lo scontro con gli olandesi del Denium Britsum e, come il giorno precedente, l’esito è stato un altro prestigioso argento.
Al termine della spedizione, il presidente Cristiano Ferrara traccia la rotta per il futuro: «Il rinnovo del consiglio direttivo ha portato nuova energia. Gli storici risultati ottenuti ci caricheranno di responsabilità, dato che siamo il primo club italiano a raggiungere il titolo di campioni del mondo nella storia del tiro alla fune. Continueremo sulla strada tracciata un anno fa: voglia di migliorare per essere sempre all’altezza dei nostri sogni».Ora l’Italia attende i suoi campioni, ma a trepidare sono soprattutto gli atleti rimasti a casa. È a loro che va il pensiero più grande dei tesserati del Cobra Fermo: la vittoria del titolo mondiale è il frutto dell’impegno collettivo di tutto il gruppo. Perché per arrivare a risultati del genere, oltre agli otto in pedana ed ai coach, è fondamentale il sudore e la costanza di ogni singolo componente dei Cobra Fermo che, giorno dopo giorno in palestra, ha spinto i compagni verso il tetto del mondo.
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Doppia trasferta per le squadre fermane quando mancano appena cinque turni al termine della stagione di Eccellenza con i canarini in piena lotta per la D e che non intendono mollare la presa mentre il Montegranaro vuole fortemente la permanenza in categoria.
Qui Fermo – Saranno tanti i tifosi canarini presenti al Giovanni Paolo II, uno stadio che ha spesso visto protagonista la Fermana ai tempi della Serie D, anche di sfide che mettevano in palio il salto di categoria. Come quel duello serrato, stagione 2016-2017, chiuso a favore della Fermana che presse il volo diretto per la C. Sono passati quasi dieci anni, la categoria è differente e anche il Matelica che è ripartito con un’altra matricola (quella del Fabiani Matelica) ma in pratica la stessa proprietà e in organico anche due ex canarini: Paolo Ginestra che all’andata non riuscì ad evitare la sconfitta dei suoi ma disse di no dal dischetto sia a Guti che a Fofi e l’altro è D’Errico, fantasista che alla Fermana ha passato una sola stagione in D. Squadra che con il ritorno di Santoni in panchina ha trovato continuità con un solo ko nelle ultime sette gare e in casa anche lo scalpo importante dell’Osimana e poi tanti pareggi. Cliente scomodo che non concede moltissimo ma la Fermana deve pensare a se stessa perché ha un solo obiettivo: vincere, o meglio, vincere tutte le prossime cinque gare aspettando un passo falso del Montecchio Gallo, magari già domani a Tolentino. Gentilini ha ritrovato la vittoria contro la Sangiustese e proprio rispetto alla gara di domenica scorsa non ci dovrebbero essere grandi differenze, anzi si va verso la conferma dello stesso undici, con il 4-3-1-2 classico. Dentro Barrasso e Lischi ai lati di Marin in mediana mentre davanti Carmona ha fatto molto bene domenica e potrebbe ripartire al fianco di Fofi con Guti ad innescarlo. Possibile panchina iniziale per Nunzi e per Cicarevic, rientrati dalla squalifica mentre dietro Kieling ha smaltito il problema alla caviglia e ci sarà, vicino a Rodriguez. Da Fermo si muoveranno in tanti, come praticamente in tutte le trasferte: i tifosi ci credono e serve spingere al massimo, non ci sono alternative. Arbitra Leonardo Crincoli di Ascoli Piceno
Qui Montegranaro – Gara assolutamente da non sbagliare per la squadra di Gianluca Urbinati che domenica scorsa non è riuscito a fermare la corsa del Montecchio Gallo. Ma ora serve tornare da Montefano con un risultato con un risultato positivo. Non sarà affatto semplice perché i viola sono in corsa per i playoff, anzi ci sono praticamente già dentro e a questo punto se la giocheranno fino alla fine. Soprattutto in casa il rendimento i Ferretti e compagni è di altissimo livello, con la classifica costruita proprio qui, frutto anche di un lavoro importante e costante portato via da tempo. I calzaturieri vogliono tornare a fare punti anche in trasferta, mancano dal colpo grosso messo a segno a Fermo ormai diverse settimane fa. Segno evidente che si può fare ma ritrovando la compattezza vista in altre gare. Possibile che si riparta ancora dal 4-4-2 che in diverse circostanze ha dato grande sostanza alla squadra con Perri e Tonuzi davanti chiamati a far male alla difesa di casa. La zona salvezza è distante appena un punto ma attenzione perché l’ultimo posto, attualmente occupato da Fabriano Cerreto e Civitanovese, è solo tre scalini più in basso. Arbitra Enrico Cittadini di Macerata.
(Foto pagina Facebook Fc Fermana e Mcc Montegranaro)
L’Italia è bronzo ai mondiali di Taipei. E la medaglia parla anche fermano. Nella selezione azzurra infatti figurano diversi atleti di Fermo e del Fermano: la squadra maschile è infatti composta da Rossano Biondi, Andrea Pasquini, Devis Pennesi, Alex Petrini, Francesco Spaccapaniccia (Bellatores), Eugenio Gargiulo, Luigi Terminiello (Asd Lubrensis), Gabriele Bartalucci (Black Bull Camaiore), Manuel De Piazzi (Cavalcata dell’Assunta), Stefano Cintio, Cristiano Ferrara, Paolo Giacomozzi, Stefano Marcaccio, Andrea Mignami (A.S.D. Cobra Fermo), Mattia Martinalli, Cristian Fiorini (Tiro alla fune Valtellina).
Della squadra femminile fanno parte: Giulia Benedetti (Cerberus), Silvana Benedetti (Black Bull), Alessia Cannavale (Asd Lubrensis), Chiara Corsi (Asd Cobra), Angela D’Angelo (Asd Bellatores), Claudia Perino (Asd Lupi Neri).
I portacolori della Federazione Italiana Giochi e Sport Tradizionali hanno sconfitto i colossi dei Paesi Bassi con una prestazione magistrale e un netto 3 a 0
Inizio straordinario, dunque, per la delegazione azzurra della FIGeST Federazione Italiana Giochi e Sport Tradizionali ai Campionati del Mondo di tiro alla fune indoor 2026, in corso di svolgimento presso la prestigiosa Taipei Arena.
Nella categoria 680kg Senior Maschile, una delle più dure e prestigiose del panorama internazionale, l’Italia ha conquistato una medaglia di bronzo che sancisce ufficialmente l’ingresso degli Azzurri nell’élite mondiale della disciplina.
Il cammino verso il podio è stato una prova di forza, tecnica e coesione. Dopo una semifinale combattuta contro la Lettonia, gli Azzurri hanno affrontato nella finale per il terzo e quarto posto i colossi dei Paesi Bassi. Con una prestazione magistrale, il team italiano si è imposto con un netto 3 a 0, lasciando il quarto posto agli avversari olandesi e salendo sul podio subito dietro ai padroni di casa di Chinese Taipei (Oro) e alla Lettonia (Argento).
Il presidente nazionale FIGeST, Enzo Casadidio, ha espresso con commozione, tramite un comunicato stampa della Figest, la propria soddisfazione: «Vedere il tricolore sventolare sul podio mondiale qui a Taipei, in una categoria così dura come la 680kg, è il coronamento di un lavoro incessante fatto di sacrifici, dedizione e pura passione sportiva. Questi ragazzi hanno dimostrato che l’Italia non solo appartiene all’élite mondiale del tiro alla fune ma è capace di lottare e vincere contro le scuole più storiche e blasonate del mondo. Questo bronzo vale oro per il morale e per il futuro del nostro movimento. Un ringraziamento va a tutto lo staff tecnico e agli atleti che stanno portando in alto il nome dei nostri sport tradizionali con onore e determinazione».
A guidare la spedizione tecnica in Taiwan sono il responsabile Alfredo Dalle Luche e il commissario tecnico Sandro Antonino Gargiulo. Il successo della Nazionale segue l’onda positiva dei giorni scorsi dedicata ai club, dove il Team FIGeST Morbegno e l’A.S.D. Cobra Fermo hanno già ottenuto titoli e podi mondiali.
Questa spedizione non è solo una sfida agonistica, ma un passaggio strategico fondamentale: il prestigio internazionale consolidato oggi a Taipei prepara il terreno per l’appuntamento più atteso: i Campionati Mondiali di Tiro alla Fune Indoor 2027, che si terranno in Italia, proprio nella città di Morbegno.
Le gare continueranno fino a domani, domenica 15 marzo, con l’Italia impegnata nelle categorie 640kg Uomini, 640kg Mix e 560kg Uomini.
«La Fermana rappresenta un valore non solo sportivo, ma anche sociale e culturale. Un valore condiviso con tutte le parti sociali del territorio». Questo uno dei temi emersi all’incontro pubblico organizzato dalla Fermana in collaborazione con Sardex al Caffè Letterario di Fermo, dal titolo “Fermana, valore condiviso – dal campo al territorio: il gioco di squadra vincente”, andato in scena giovedì pomeriggio. L’evento, moderato da Franco Contu, cofondatore di Sardex e rappresentante delle Comunità Economiche Locali, ha rappresentato un concreto momento di connessione tra il club gialloblù e il tessuto sociale della città, riunendo istituzioni, mondo economico, associazioni e tifosi in un clima di partecipazione e condivisione.
All’appuntamento hanno preso parte, tra gli altri, il presidente della Fermana Umberto Simoni, insieme al figlio Gianfilippo Simoni, il questore di Fermo Eugenio Ferraro, l’assessore allo Sport e alle politiche giovanili del Comune di Fermo Alberto Scarfini. Presenti anche i membri della società, lo staff tecnico e una delegazione della squadra composta dal capitano Nicolas Marin, insieme ai giocatori Guti e Flavio Fofi, oltre a numerosi rappresentanti delle associazioni del territorio, delle realtà sportive, delle aziende e degli sponsor che accompagnano il percorso del club.
Il presidente Umberto Simoni ha sottolineato il valore umano e identitario della società. «La Fermana ha una grande storia e oggi più che mai stiamo portando avanti questi valori. Siamo una famiglia, ognuno con ruoli diversi, dentro e fuori dal campo. I giocatori stanno dando tanto e hanno creato un gruppo molto affiatato. E anche i tifosi ci stanno seguendo sempre più numerosi e voglio ringraziarli per il sostegno».
Il questore Eugenio Ferraro ha evidenziato il rapporto positivo tra la squadra e il territorio. «Abbiamo una bella collaborazione con la società sotto tutti i punti di vista. Sono qui da pochi mesi ma mi sono subito reso conto che la squadra è percepita come un elemento importante per il territorio. Io sono romano e so cosa significa il rapporto tra tifosi e calcio. Ai giocatori voglio dire: siate consapevoli della responsabilità che avete, perché i modelli per i nostri giovani non sono tanti e voi rappresentate esempi di lealtà, sportività e senso di appartenenza, anche in campo».
L’assessore Alberto Scarfini ha ribadito il valore della Fermana come luogo di aggregazione per la comunità. «La Fermana è uno dei contenitori più importanti del territorio, un grande spazio aggregativo che mette insieme sport, cultura, condivisione e storia. Un tratto distintivo della nostra società che dobbiamo continuare a portare avanti insieme».
Franco Contu ha inoltre richiamato l’importanza delle reti territoriali. «Fare rete con il territorio è fondamentale. La Fermana rappresenta non soltanto una squadra di calcio, ma un modello virtuoso di come si possa costruire una rete concreta tra istituzioni, aziende private e associazioni».
L’incontro si è concluso con un momento di networking tra i partecipanti, occasione per rafforzare ulteriormente i rapporti tra il club e le realtà del territorio. Un segnale chiaro di come la Fermana continui a essere non solo una squadra di calcio, ma un patrimonio condiviso della città e della sua comunità.
Anche la Cavalcata dell’Assunta sarà rappresentata a Taipei, dove si svolgeranno dal 12 al 15 marzo i campionati del mondo Indoor di tiro alla fune. La competizione mondiale, per la prima volta organizzata in Taiwan, vedrà sfidarsi molte squadre provenienti da 15 Stati diversi, con più di 1.000 partecipanti tra atleti, addetti e staff tecnici. Nella spedizione della nazionale italiana c’è anche l’atleta della Asd Polisportiva Cavalcata dell’Assunta, Emanuel De Piazzi. Emanuel, che fa parte del gruppo della nazionale già da qualche anno, ha mosso i primi passi in pedana con la contrada Fiorenza ed è un componente della squadra della Cavalcata dell’Assunta, che partecipa a competizioni Figest a livello nazionale.
«La presenza di Emanuel nella compagine azzurra è una conferma della bontà del percorso che ha intrapreso la squadra della Cavalcata per valorizzare i propri atleti – sottolinea il vice presidente Roberto Montelpare – la competizione di “Tiro al Canapo” tra le 10 Contrade che si svolge a Fermo in agosto offre un vivaio di giovani che vanno a rafforzare le squadre locali di tiro alla fune, eccellenti sia a livello nazionale che internazionale».
«Questa nuova convocazione rappresenta un riconoscimento al lavoro che lo staff tecnico e la squadra della Polisportiva Cavalcata stanno portando avanti – dichiara il vicepresidente Stefano Lignite – un ringraziamento va ai tecnici Luciano Paradiso e Lorenzo Paniccià, al dirigente Massimo Tramannoni e a tutti i ragazzi che costantemente si impegnano per portare il nome della nostra manifestazione in giro per l’Italia. E non possono mancare i complimenti ad Emanuel per aver raggiunto ancora una volta il prestigioso traguardo di vestire la maglia della nazionale».
Incroci fermani per questa giornata di Eccellenza che è al centro dell’interesse regionale complice anche lo stop del campionato di Serie D. Proprio il Recchioni e il La Croce saranno gli scenari incrociati del duello tra prima e seconda della classe che si sono sfidate appena sette giorni fa, scambiandosi il ruolo di lepre e inseguitrice ma le distanze restano minime, appena due punti.
Qui Fermo. Giusto il tempo di riprendersi dalla delusione della sconfitta di domenica scorsa che la Fermana si è tuffata nuovamente a testa bassa nella settimana di lavoro, con la voglia di dimenticare in fretta Montecchio. Anche perché la Sangiustese non è avversario morbido, assolutamente. Innanzitutto arriva anch’esso da una sconfitta, forse anche sorprendente, in casa contro l’Urbino dopo una serie di nove risultati utili consecutivi. Una squadra in salute che con l’ex canarino Marco Sansovini (29 presenze e 5 reti, nel 2017-2018 in Serie C) in panchina ha trovato equilibrio e solidità: 29 gol fatti, 26 gol subiti e anche all’andata ha mostrato la capacità di non mollare mai ottenendo il pari dopo il novantesimo con un altro ex come Lorenzo Grassi. Per lui prima l’esperienza in Primavera e poi la C con quel gol indimenticabile a Pescara in C, per l’1-1 finale con la maglia canarina. Saranno due ritorni speciali ma lo spazio per gli amarcord saranno solo prima del fischio iniziale. In campo la Fermana fa i conti con squalifiche e guai fisici: Cicarevic e Nunzi “dietro la lavagna”, Bruno non è ancora utilizzabile in mezzo al campo e Barrasso ha passato una settimana quasi intera a lavorare a parte, remota l’ipotesi di vederlo in campo. Coperta corta in mezzo dove sono rimasti Lischi e Marin. Quindi il dubbio è se si riproporrà il 4-3-1-2 ormai standard oppure si passerà al 4-2-3-1 su cui si è lavorato spesso, anche in settimana a dire il vero. Carmona è pronto a prendere il posto di Cicarevic mentre tra le rotazioni possibili per Nunzi ci sono anche Frinconi e ad esempio Saviano anche in caso di cambio modulo. Non dovrebbe variare invece Sansovini con il suo 4-3-3 da vedere solo gli interpreti offensivi con Grassi e Perpaj che danno esperienza mentre in mezzo al campo Raparo è il riferimento con Crescenzi e Ruggeri chiamati a dare sostanza. Gara affidata a Tarli della sezione di Ascoli Piceno.
Qui Montegranaro. Punti pesantissimi in palio al La Croce di Montegranaro dove arriva la neo capolista Montecchio. Gli uomini di Magi chiudono una settimana super impegnativa: dopo il successo casalingo con la Fermana che è valso il primo posto attuale, mercoledì andata dei quarti di finale contro il Nibbiano chiusa con un 2-2 che rimanda ogni discorso al match di ritorno in programma mercoledì prossimo. Insomma periodo intenso per un Montecchio però che può sopperire con una rosa decisamente importante e lunga ma anche con l’entusiasmo dei risultati ottenuti. Di contro il Montegranaro reduce dal primo ko della gestione Urbinati in casa del Tolentino ma che vuole puntellare la propria classifica e allontanarsi da una zona calda affollatissima. Da vedere cosa sceglierà Urbinati dal punto di vista tattico, se riproporre le tre punte viste a Tolentino oppure il 4-4-2 vincente a Fermo, con Tonuzi e Perri terminali offensivi. Di certo in tanti a Fermo scrolleranno i propri cellulari per sapere cosa accadrà a Montegranaro e tutti ovviamente faranno il tifo per la squadra del T-Rex Urbinati. Incroci importanti dunque per i ragazzi di mister Urbinati che puntano al secondo scalpo eccellente, dopo quello di due settimane fa in casa della Fermana. Gara affidata a Caporaletti di Macerata.
(Foto da pagine Facebook Fc Fermana e Mcc Montegranaro)
Domenica per cuori forti in Eccellenza, soprattutto a Montecchio dove va in scena la sfida tra le prime due del campionato con la Fermana che ci arriva da leader. Il Montegranaro, reduce da quattro punti in due gare, va a Tolentino per allungare la striscia positiva. Si gioca alle ore 15.
Qui Fermo. Se a Fermignano erano tanti tifosi gialloblù, ne saranno tantissimi a Montecchio per il big match di questo campionato. Seconda contro prima, divise solo da un punto. Quello che la Fermana ha gelosamente difeso domenica scorsa a Fermignano, dall’assalto della squadra di Magi andata a vincere a Jesi. Unma sfida fondamentale ma guai a chiamarla decisiva: dopo domenica, ancora sei tappe al traguardo della D. Un’infinità per definire decisiva la sfida dello Spadoni. Ma importantissima si anche per un sottile gioco mentale tra le squadre. Rimanere avanti sarebbe determinante anche per avere l’inerzia. La Fermana ci arriva con qualche certezza in più rispetto a sette giorni fa. La vittoria di Fermignano ha galvanizzato l’ambiente, ridato fiducia ma non solo. Torna Nunzi dalla squalifica, Rodriguez ha fatto un tempo domenica ed è pronto a riprendersi la titolarità in difesa così come Lischi che è abile e arruolato. Sarà 4-3-1-2, l’assetto che più ha dato certezze a mister Gentilini in questo campionato, puntando molto su quei tre la davanti (Guti, Cicarevic e Fofi con Carmona e Petronelli pronti a spaccare a gara in corso) per decidere la sfida. Il Montecchio in salute: si è preso la seconda piazza solitaria e mercoledì si giocherà anche i quarti di finale contro il Nibbiano (andata a Montecchio, ritorno l’11 marzo a Piacenza). Rosa completa in ogni reparto, l’ex Rivi davanti e come alternative Bardeggia e Broso, oltre agli esterni Sollaku, Peroni e Bonavoglia ma attenzione anche all’ex pro Fabbri sull’esterno e ai piazzati di Carta. Una sfida bella ed avvincente. Da Fermo in centinaia pronti a partire: 400 i tagliandi a disposizione, solo prevendita e non sarà possibile acquistarli in loco. Chi resta a casa avrò la diretta su Tvrs. Gara affidata al fischietto Michele Aprile di Caserta.
Qui Montegranaro. Vittoria a Fermo e pari in casa con la Sangiustese. Niente male come avvio in panchina per Gianluca Urbinati che cerca continuità con il suo Montegranaro anche in una trasferta complicata come quella di Tolentino. I cremisi sono tornati a correre, il successo di Fabriano nell’extra time ha riaperto la corsa ai playoff. Gli uomini di Passarini sono lì ad un solo punto e vogliono raggiungerli ad ogni costo. Arrivano da una serie utile di cinque gare, con due vittorie e tre pareggi e non si vogliono fermare. Montegranaro che vuole invece allontanare i playout in una classifica tanto corta quanto insidiosa. Al momento con 27 punti sono li, nel mezzo del guado. Ma in appena tre punti ci sono almeno altre quattro squadre. Si riparte dall’assetto che in queste due gare ha dato certezze, quel 4-4-2 che vede Perri e Tonuzi terminali offensivi, Albanesi (rientrato domenica scorsa) più a sinistra, dove nella gara di Fermo aveva agito molto bene Vessella. Una sfida anche a scacchi con il 4-3-3 che spesso Passarini usa e ormai la squadra ha mandato a memori. Gara affidata a Pappalardo di Crema.
(Foto da Pagina Facebook Fc Fermana e Mcc Montegranaro)
PERUGIA– La Yuasa Battery si concede un ultimo tango in Superlega nel palasport dei Campioni del Mondo della Sir Susa Scai, salutando la massima serie dopo un biennio da sogno e l’auspicio, ovvio, che possa trattarsi di un arrivederci. La squadra di coach Ortenzi arriva all’ultimo match in roster ultra risicato, ma chiudere contro la capolista di regular season è comunque il modo simbolicamente più significativo di congedarsi dall’Olimpo del volley.
Coach Lorenzetti, senza Loser e con Ishikawa a referto da libero, schiera il campione del mondo e Mvp del mondiale Giannelli in regia con Ben Tara opposto, Russo ad agire dal centro con Crosato, Semeniuk e Plotnytskyi in posto quattro con Gaggini ad agire come libero (maglia da schiacciatore per l’espertissimo Colaci). Yuasa Battery in formazione quasi obbligata, con Falaschi al palleggio e modulo a tre schiacciatori, ovvero Magalini, Fedrizzi e Koprivica, per la prima volta coi galloni di titolare; Petkov e Pellacani ad agire al centro e Marchisio a dirigere le operazioni di seconda linea.
IL TABELLINO
SIR SUSA SCAI PERUGIA 3: Argilagos 1, Ishikawa (L2) ne, Dzavoronok ne, Cvanciger 4, Giannelli, Ben Tara 2, Solè 5, Colaci ne, Semeniuk 11, Plotnytskyi 18, Russo 8, Gaggini (L1) 17% (8% perf.), Crosato 4. All. Lorenzetti, vice Giaccardi
YUASA BATTERY GROTTAZZOLINA 0: Magalini 11, Cubito 1, Vecchi, Falaschi, Stankovic ne, Pellacani 4, Petkov 4, Fedrizzi 7, Marchiani, Koprivica 7, Marchisio (L) 65% (35% perf.). All. Ortenzi, vice Minnoni e Romiti
ARBITRI: Giglio e Cerra (Marotta), video check Nampli, segnapunti Ambrosi
PARZIALI: 25-22 (22’), 25–20 (24’), 25-14 (22’)
NOTE: Perugia: 15 errori in battuta, 5 ace, 9 muri vincenti, 48% in ricezione (30% perf), 58% in attacco. Grottazzolina: 12 errori in battuta, 2 ace, 1 muri vincenti, 50% in ricezione (22% perf), 42% in attacco. Mvp Semeniuk, spettatori 2851
LA CRONACA
Perugia subito avanti 5-2 grazie ai servizi vincenti di Plotnytskyi e Crosato, Giannelli quando può gioca al centro con costrutto e gli umbri volano sul 13-8. Grottazzolina fatica a organizzare una manovra efficace col nuovo assetto, anche alla luce di un servizio inefficace e molto falloso. Un monster block di Magalini (tra i più reattivi) su Ben Tara vale il 16-13, Koprivica per il -2. Plotnytskyi in pipe sigla il 21-18, ma poi regala il 23-21. A chiudere il set (25-22) ci pensa Crosato (100% in attacco per lui nel parziale), inchiodando un primo tempo perentorio.
Bel momento di sport quando i tifosi di Grottazzolina espongono lo striscione “Un saluto speciale a chi ha rispettato Grotta una come degna rivale”, cui fa seguito l’applauso dell’intero PalaBarton ed un coro da parte della curva perugina. Avanti per la prima volta la Yuasa in avvio di secondo set, 1-4 sul mani out di Koprivica; sul 5-7 dentro Argilagos per Giannelli, dentro anche l’ex Cvanciger sul 8-10 ospite, cambio di diagonale dunque per coach Lorenzetti. Plotnytskyi in attacco e al servizio accorcia le distanze, mentre il sorpasso arriva sul 15-14 grazie al muro di Russo, complici però un paio di regali da parte di Falaschi e compagni. La Sir accelera e arriva l’allungo sul 21-16. Koprivica per due volte trova il varco giusto ma Plotnytskyi passa altissimo e mette giù il 23-19, ci pensa Solè a chiudere sul 25-20 rimanendo sospeso e murando il lob di Magalini.
Perugia riparte con Argilagos, Cvanciger e Solè in campo, ma è Plotnytskyi a monopolizzare l’avvio di set con i primi tre punti, mentre il 5-1 è il primo sigillo di Cvanciger. Il giovane Argilagos comincia a prendere le misure coi compagni e smista bene, ma Fedrizzi e Magalini accorciano sul 10-7. Plotnytskyi è però infermabile e dal suo braccio caldo nasce il 13-8 umbro. Le batterie della Yuasa cominciano ad esaurire, coach Ortenzi chiama time out sul 17-10 per far rifiatare i suoi. Dentro anche Cubito per Petkov e sul 19-12 spazio anche per Marchiani. Sono gli ultimi giri di un sogno durato due stagioni, che ha visto Grottazzolina banchettare tra le migliori formazioni d’Italia dimostrando che, se ci credi sul serio, nulla è davvero impossibile. Anche se costruisci dal basso, anche se sai di non poter competere con certi giganti. Alle 21:45 del 25 febbraio si chiude dunque ufficialmente il cammino della Yuasa Battery in Superlega, la tifoseria Sir che inneggia “Grotta, Grotta” è il miglior epilogo possibile per un’esperienza meravigliosa, ancorché conclusa con una stagione negativa. Perché un epilogo negativo non può e non deve cancellare una storia comunque bellissima, una storia da raccontare.
Riavvolgiamo per un attimo e per un’ultima volta il nastro al 17 Luglio 2025: allo Zanhotel & Meeting Centergross di Bologna escono i calendari di una Superlega che fa tanto discutere, con una regular season concentrata in appena 5 mesi, si inizia ad ottobre, si termina a febbraio.
Tralasciando ogni considerazione in merito, ne esce un calendario pieno zeppo di turni infrasettimanali e alla Yuasa tocca Perugia di mercoledì, sia in andata che al ritorno. Aldilà della delusione di dover negare a tantissimi giovani del territorio la possibilità di godersi i Super-Campioni della Sir in un weekend dagli orari decisamente più accessibili, è evidente come la mente fantasticava già di poter festeggiare al PalaBarton, il 25 febbraio, una nuova strepitosa salvezza.
Tra il dire e il fare, però, c’è di mezzo un campionato, e quello 2025-26 per la Yuasa Battery non è andato secondo aspettative. Mille e più vicissitudini di ogni genere, che però ormai sono storia e acqua passata non macina più. Il campo ha emesso il proprio verdetto e non rimane altro da fare che accettarlo: è lo sport, è la vita. Prima di pensare al futuro, però, c’è un ultimo impegno da onorare e un’ultima serata da godersi in massima serie. E quale posto migliore per salutare, almeno per un po’, la Superlega, se non nel palazzetto di chi ha vinto tutto? Sir Susa Scai Perugia – Yuasa Battery Grottazzolina, testa-coda, Davide si congeda dall’Olimpo nella casa di Golia, sulla cui panchina siede uno dei maestri del volley mondiale, Angelo Lorenzetti.
L’avversario di turno
I Block Devils, nelle cui fila milita l’ex Cvanciger, vogliono prepararsi bene alla Semifinale di Del Monte® Supercoppa contro Trento. Organico stellare per la capolista sin qui incontrastata della Superlega, a partire dal regista Simone Giannelli, campione del mondo e MVP del Mondiale. E’ lui il direttore di un’orchestra in cui ogni strumento suona a livelli altissimi, a partire dal suo dirimpettaio di diagonale, ovvero l’opposto Ben Tara. In banda brilla la classe di Plotnytskyi e Semeniuk, mentre al centro l’altro campione del mondo Russo sarà affiancato da Solè o Crosato. Liberi ancora una volta di livello assoluto con l’eterno Colaci e lo scalpitante Gaggini. Le assenze forzate di Ishikawa e Loser costringeranno giocoforza Lorenzetti a ruotare qualche effettivo, ma con un roster così profondo guai al mondo a parlare di “riserve”.
Precedenti, ex di turno ed arbitri del match
Tutti in favore di Perugia i tre precedenti sinora disputati, mentre c’è un solo ex di turno, ovvero il già citato Cvanciger. Incontro affidato al giovane trentino Anthony Giglio, che curiosamente arbitrò da assistente anche la gara di andata; a coadiuvarlo ci sarà l’internazionale Alessandro Cerra.
Come seguire la gara
La gara verrà trasmessa in diretta streaming esclusiva su VBTV (canale tematico di Volleyball World), con aggiornamenti sui profili social ufficiali Yuasa Battery Grottazzolina e Sir Susa Scai Perugia.
Sarà una domenica fondamentale nel campionato di Eccellenza per le formazioni fermane che hanno obiettivi differenti in classifica. La leader Fermana vuole arrivare nel miglio modo possibile allo scontro diretto di domenica a Montecchio che può valere una stagione mentre il Montegranaro ha l’obiettivo di confermarsi, dopo il pieno di Recchioni, anche nel derby interno con la Sangiustese.
Qui Fermo. Un esodo gialloblù verso Fermignano e una squadra con un grande senso di rivalsa. Sono queste le prerogative di una Fermana che sarà impegnata in terra pesarese con l’obiettivo di un pronto riscatto. Una settimana servita per dimenticare in fretta la scivolone contro la il Montegranaro che ovviamente va derubricato al netto di una giornata storta. E per confermarlo serve in campo il pronto riscatto della formazione canarina che si presenterà comunque in campo con qualche assenza importante. Partiamo da quella di Valente tra i pali dopo il colpo all’occhio rimediato domenica scorsa sulla conclusione violenta di Tonuzi che fa spazio all’esordio dal primo minuto di Blasizza, domenica scorsa in campo nella ripresa. Molto improbabile che alla fine venga scelto Raccichini come over, considerando anche l’emergenza sul fronte under: mancherà Malafronte alle prese con uno stiramento sull’out di sinistra. In questo caso dopo Siculi la settimana scorsa, potrebbe toccare a Saviano in quota 2007 ma più avanzato sulla linea mediana, con dentro anche Frinconi, considerando l’assenza di Nunzi. Lo schieramento? Molto probabile il 4-3-1-2 che da maggiori coperture con qualche adattamento fisiologico in mediana considerando anche le assenze di Lischi e Bruno. Davanti il solito tridente con Guti alle spalle di Fofi e Cicarevic ma quest’ultimo dovrà fare molta attenzione: è in diffida e un giallo gli farebbe saltare Montecchio. Di contro ci sarà il 4-3-3 con il quale Pazzaglia ha impostato l’intera stagione, togliendosi anche soddisfazioni come il colpo 2-1 nel match di andata. Ma quella era un’altra Fermana: questa ha molte più certezze ed è un animale ferito con voglia di rivalsa. Gara affidata al fischietto Mattia Gasparoni della sezione di Jesi.
Qui Montegranaro. Neanche il tempo di godersi il colpo grosso a Fermo valso l’uscita dalla zona calda, che il Montegranaro di Gianluca Urbinati ha di fronte lo scoglio derby con la Sangiustese, senza dubbio la gara più sentita dell’intera stagione. Per il tecnico di Marotta sarà l’esordio casalingo da quando ha preso in mano le redini della squadra ma l’obiettivo resta il medesimo di Fermo, cercare i tre punti. Dal punto di vista tecnico probabilmente cambierà poco, d’altra parte al Recchioni si è visto un Montegranaro solido e compatto, capace di recuperare palla con pressione alta, coraggio e velocità davanti. Dovranno essere queste le armi per continuare a spingere e conquistare magari tre punti che avrebbero un peso specifico enorme. Salvo ulteriori problemi di formazione potrebbe essere dunque di nuovo 4-4-2 con Evangelisti e Vessella esterni, Gomis e Capponi in mezzo al campo. Dall’altra parte la Sangiustese che vive un buon momento di forma ma soprattutto in fiducia, con una striscia di risultati utili arrivata ad otto gare che vale per ora un posto nei playoff. Non era scontato quando in panchina è arrivato un altro ex Fermana come Marco Sansovini, tra l’altro compagno di squadra di Urbinati al Recchioni stagione 2017-2018, la prima in C della Fermana dopo la D vinta l’anno prima. A dettare i tempi in mezzo al campo un veregrense doc ed ex di turno Marco Raparo, davanti occhio all’ex Perpepaj e al bomber Grassi. Gara affidata ad Eletto di Macerata.
(Foto da Pagina Facebook Fc Fermana)

















