Logo Cronache Fermane - DEV JEF

 

Un compleanno importante quello festeggiato ieri sabato 14 marzo dalla ditta di G.L.E. di Giovanna Trisciani, azienda con sede in Amandola e specializzata nella produzione di cablaggi. 

L’attività, nata nel 1996, è cresciuta grazie all’impegno e alla dedizione profusi nel lavoro da Giovanna e suo marito Luciano che per 28 anni l’hanno strutturata, potenziata, resa stabile.

Da due anni a questa parte il testimone dell’impresa familiare è passato alla loro figlia Eleonora, Giovanna e Luciano si sono trasformati in soci collaboratori ma non hanno smesso di occuparsi dell’azienda.

«Affiancheremo nostra figlia Eleonora – le parole di Giovanna – finché potremo, ma lei ci sta già dando la conferma che la nostra scelta di passare tutto nelle sue mani, è stata più che giusta».

«In questi trenta anni – raccontano Giovanna e Luciano – la nostra azienda ha vissuto momenti di grandi soddisfazioni, ma anche di grande impegno dovuto alla forte intensità di lavoro. La sfida è stata continua, ma tutto questo ci ha resi più forti e preparati per puntare verso nuovi orizzonti che ci attendono. Questo anniversario di trenta anni di attività segna un traguardo prestigioso che ci spinge a guardare al futuro con ancora più slancio».

Festeggiamenti semplici, con i dipendenti e le loro famiglie, ai quali Giovanna, Luciano ed Eleonora rivolgono «il nostro più sentito grazie, anche a tutti coloro che in qualche modo ci sono stati vicini in tutti questi anni. Il loro impegno e la loro dedizione sono stati fondamentali per la nostra crescita. Un grazie speciale – concludono – va ai nostri clienti che con la loro fiducia ci hanno permesso di crescere e realizzare grandi cose insieme».

Ed è proprio Eleonora a guardare con grandi aspettative verso il domani della Gle: «Siamo pronti – dichiara – ad affrontare il futuro con passione e con la consapevolezza di ciò che i miei genitori hanno costruito in questi anni. Abbiamo voglia di metterci in gioco per raggiungere nuovi e importanti obiettivi. Trent’anni non sono un punto di arrivo ma una tappa fondamentale di un viaggio tutto da scrivere».

 

(spazio promo-redazionale)

 

L’esultanza dell’Afc Fermo

Nel girone C di Prima Categoria, soccombe il Montegiorgio, che riceve 4 sberle in casa dell’ Elite a Tolentino e non riesce ad accorciare sulle prime posizioni pur restando in zona playoff. Sconfitta pesante per la Pinturetta, che tra le mura amiche cede 1-2 contro il fanalino di coda Montecosaro.

Classifica: 46 Potenza Picena e Folgore Castelraimondo; 44 San Claudio; 43 Belfortese; 42 Montegiorgio; 39 Portorecanati; 38 Montemilone; 32 Santa Maria Apparente; 31 Cluentina; 29 Montecassiano; 28 Loreto; 24 Porto Potenza; 23 Pinturetta; 21 Appignanese; 19 Elite Tolentino; 14 Montecosaro

 

Nel girone D l’Afc Fermo si aggiudica lo scontro diretto in casa della Cuprense per 0-1 e prova l’ allungo decisivo verso la Promozione.

Vittoria tennistica per il Capodarco, che vince 6-1 contro il Centobuchi e consolida il quinto posto. Pareggio per 1-1 tra Salvano e Pedaso Campofilone. Punto di speranza per la salvezza anche quello conquistato dalla Sangiorgese a Comunanza al termine della gara chiusa 1-1. Il derby salvezza domenicale se lo aggiudica il Petritoli con un netto 3-0 sul Grottazzolina. Biancoverdi che restano ultimi, ma provano ad accorciare sulla zona playout.

Classifica: 55 Fermo; 43 Cuprense; 38 Centobuchi e Real Montalto; 37 Capodarco; 35 Maltignano e Pedaso Campofilone; 34 Pagliare e Castignano; 33 Castoranese; 32 Acquasanta; 27 Comunanza; 23 Grottazzolina e Salvano; 22 Sangiorgese; 17 Petritoli

 

Nel girone E di Seconda Categoria, pari senza reti tra la capolista Casette d’Ete e la Stese. I calzaturieri restano in vetta, ma ora lo Cska Corridonia si è portata ad un solo punto di distanza dopo aver battuto 2-0 la Real Elpidiense. Sconfitto 3-2 l’ Atl. Monturano in casa della Real Porto. Punticino di speranza per la Vis Faleria al termine del 1-1 contro la Vis Civitanova.

Classifica: 50 Casette d’Ete; 49 Cska Corridonia; 46 Stese; 39 Vr Macerata; 38 Real Porto; 36 U. Civitanova; 33 Csi Recanati; 32 Helvia Recina; 30 Real Elpidiense; 28 Vis Civitanova e A. Macerata; 26 Real Telusiano; 24 Atl. Monturano; 23 Aries Trodica; 21 Academy Civitanova; 19 Vis Faleria

 

Nel girone G, il Piane di Montegiorgio batte 3-1 l’ Atl.Porchia ed approfitta del turno di riposo per la capolista Tirassegno, per portarsi a -5. Continua a salire il Magliano, che espugna 1-2 Montottone. Larga vittoria per l’Usa Fermo, che travolge 4-1 La Robbia, nuovo fanalino di coda insieme al Campiglione, che ha pareggiato 1-1 con il Monte San Pietrangeli. Colpaccio della Falerio, che nella trasferta domenicale batte l’Invictus 0-1 e si porta a +3 dai playout. Pareggio esterno per 1-1 da parte del Ponzano Giberto in casa del Valtesino. Successo fondamentale della Mandolesi, che batte 1-0 il Montefiore e balza fuori dai playout.

Classifica: 45 Tirassegno; 40 Piane di Montegiorgio; 39 Montefiore; 38 Magliano; 37 Ponzano Giberto; 32 Usa Fermo; 29 Invictus; 27 Valtesino; 26 Atl. Porchia e Monte San Pietrangeli; 25 Falerio; 24 Mandolesi e Montottone; 22 Campiglione e La Robbia

 

Due diverse iniziative, con un obiettivo comune: far conoscere e valorizzare i percorsi di turismo lento nei territori dell’Appennino centrale colpiti dal sisma del 2016. È questa la finalità della guida “I Cammini della Rinascita” e del podcast “Camminando nel Cratere”, presentati oggi nell’ambito della ventiduesima edizione di “Fa’ la cosa giusta!”, manifestazione in corso di svolgimento presso la Fiera Milano Rho, dedicata alle buone pratiche di consumo e agli stili di vita sostenibili. La Struttura commissariale sisma 2016 è presente alla tre giorni con uno stand dedicato proprio al turismo lento in quella vasta area compresa tra Abruzzo, Lazio, Marche, Umbria.

Un momento della presentazione

 

Alla presentazione hanno preso parte Guido Castelli, commissario straordinario al sisma 2016; Stefania Proietti (in collegamento), presidente della Regione Umbria; Roberto Santangelo, assessore della Regione Abruzzo, Silvia Luconi, una rappresentanza della Regione Lazio, sottosegretario alla presidenza della Giunta regionale Marche e Bruno Pellegrini, Ceo della piattaforma Loquis. L’incontro è stato moderato da Miriam Giovanzana.

 

L’iniziativa, promossa dal Commissario Castelli, si inserisce nel quadro delle attività istituzionali che affiancano alla ricostruzione fisica dei territori anche azioni mirate al rilancio economico e sociale delle quattro regioni colpite dal sisma. Il progetto mira a valorizzare l’intero territorio del cratere sismico – composto da 136 comuni, oltre ad altri centri oggetto in specifici interventi di ricostruzione – con l’obiettivo di far conoscere a un pubblico sempre più ampio il patrimonio diffuso di storia, cultura, religione, paesaggi e comunità dell’Appennino centrale.

 

«Attraverso la guida e il podcast – dichiara il commissario straordinario Guido Castelli – vogliamo raccontare cosa sia oggi l’Appennino centrale: un territorio composto da comunità fiere delle proprie radici, che vogliono guardare al futuro. Accanto alla ricostruzione materiale è in atto la strategia di riparazione economica e sociale attraverso la quale stiamo dando vita a nuove opportunità di sviluppo, nel segno della sostenibilità. I cammini rappresentano uno straordinario strumento per valorizzare i nostri borghi, la natura, la spiritualità e le tradizioni delle comunità locali. Camminare in questi territori significa scoprire luoghi di grande bellezza ma anche sostenere concretamente la rinascita delle aree colpite dal sisma. È questa l’idea di fondo dei Cammini della Rinascita: trasformare il turismo lento in un motore di sviluppo, capace di restituire vitalità e prospettive all’Italia interna».

 

La guida “I Cammini della Rinascita” mette al centro i principali percorsi di turismo lento inseriti nel Programma di sviluppo promosso dalla Struttura commissariale in collaborazione con le quattro Regioni. Attraverso nove itinerari – tra cui il Cammino Francescano della Marca, la Via Lauretana, il Cammino dei Cappuccini, il Cammino nelle Terre Mutate e il Cammino Naturale dei Parchi – il volume accompagna il lettore alla scoperta di città, luoghi della spiritualità, percorsi naturalistici, vie dell’acqua, patrimoni artistici e tesori meno conosciuti dell’Appennino. Un focus specifico è dedicato anche ai luoghi della ricostruzione, con i principali cantieri in corso e le opere già restituite alle comunità.

 

Accanto alla guida nasce anche il podcast “Camminando nel Cratere”, realizzato in collaborazione con la piattaforma Loquis, che racconta i territori del sisma attraverso un viaggio sonoro tra cammini, borghi e paesaggi delle quattro regioni coinvolte.

 

Il progetto è il risultato di un ampio lavoro di squadra che ha coinvolto istituzioni, enti locali, parchi nazionali, diocesi, associazioni e cittadini, contribuendo a valorizzare identità, tradizioni e prospettive di sviluppo dei territori. Nell’ambito di questa strategia il turismo rappresenta un volano fondamentale per la crescita culturale ed economica dell’Appennino centrale, sostenuto da un programma di interventi da 47 milioni di euro destinato al potenziamento dei cammini, alla sicurezza dei percorsi, allo sviluppo dei servizi per pellegrini e camminatori e al miglioramento dell’accessibilità.

 

Nel corso della giornata odierna, oltre alla presentazione della guida e dei podcast, sono stati dedicati specifici panel ad alcuni tra i principali cammini che attraversano l’Appennino centrale. In particolare:

 

Il Cammino di San Giuseppe da Leonessa è un itinerario religioso e naturalistico ad anello, compreso tra Lazio, Abruzzo e Marche, inaugurato nel 2023 dalle proposte della comunità locale. Attraversa i luoghi simbolo della vita del santo (Leonessa, Posta, Borbona, Capitignano, Montereale, Campotosto, Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto e Cittareale) tra la Valle Santa reatina e i Monti della Laga.

 

Il Cammino di San Romualdo, denominato “Viae Sancti Romualdi, si snoda per 500 km in 30 tappe, da Sant’Apollinare in Classe (Ravenna, la città in cui nacque) a Fabriano (dove sono custodite le sue spoglie) coinvolgendo 4 regioni italiane: Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Marche.

 

La Via Lauretana è un antico percorso di pellegrinaggio che unisce Roma al Santuario della Santa Casa di Loreto. Il cammino collega le due importanti mete spirituali attraversando il Lazio, l’Umbria e le Marche. La Via Lauretana, che negli ultimi anni è stata oggetto di un importante progetto di recupero e valorizzazione, attraversa città d’arte, borghi storici e paesaggi appenninici di grande suggestione. Il progetto dei Cammini Lauretani mira a costruire una rete di itinerari culturali e spirituali. Al panel hanno preso parte, tra gli altri, il Sindaco di Tolentino, Mauro Sclavi, e l’assessore al Comune di Macerata Paolo Renna.

 

La Via di Francesco è un cammino che raggiunge Assisi partendo da Nord (Santuario della Verna, in Toscana) o da Sud (Roma). L’itinerario collega tra loro alcuni dei luoghi nei quali visse e predicò il Santo di Assisi: un cammino di pellegrinaggio, che vuole riproporre l’esperienza francescana di spiritualità, accoglienza e rispetto per la natura. L’importanza di questo percorso è accresciuta dal fatto che quest’anno si celebra l’ottavo centenario della morte di san Francesco.

 

Il Cammino dei Cappuccini attraversa la dorsale interna delle Marche per 400 chilometri, unendo Fossombrone ad Ascoli Piceno attraverso un percorso di oltre 370 chilometri che prevede 17 tappe. Il Cammino si snoda lungo l’entroterra collinare e montuoso e tocca antichi eremi e conventi, tra cui il luogo di nascita dell’ordine a Camerino. Luoghi dove la storia e la spiritualità si intrecciano con la bellezza della natura.

 

Il Cammino Francescano della Marca si snoda luoghi ricchi di tradizione francescana, unendo Assisi e Ascoli Piceno attraverso un percorso di 176 chilometri. Compreso tra due regioni, il Cammino offre l’occasione per vivere quella parte d’Italia compresa tra l’Appenino Umbro-Marchigiano e il Parco Nazionale dei Sibillini e per ripercorrere una delle vie che San Francesco utilizzò per le sue predicazioni nelle Marche meridionali.

 

Il Cammino dei Forti invece racconta la storia militare e difensiva delle aree montane dell’Appennino marchigiano. Si tratta di un percorso ad anello lungo 120 Km, che parte e finisce a San Severino Marche (MC), passando per località quali Serrapetrona, Castelraimondo, Gagliole e Matelica.

 

Nella giornata di ieri, invece, lo stand della Struttura Commissariale aveva ospitato i panel dedicati al Cammino di San Benedetto, il Cammino Naturale dei Parchi, il Cammino delle Terre Mutate e il percorso dell’ex ferrovia Spoleto-Norcia.

E’ iniziato il count-down per le elezioni provinciali che si terranno domani, domenica 15 marzo. Gli uffici elettorali hanno ufficializzato le candidature e la tornata elettorale interesserà quattro dei cinque enti delle Marche: Ancona, Macerata, Fermo e Ascoli Piceno. Resta invece esclusa la Provincia di Pesaro e Urbino, dove il presidente Giuseppe Paolini rimane regolarmente in carica.
Per la Provincia di Fermo corsa a candidato unico per Michele Ortenzi (presidente uscente e sindaco di Montegiorgio).

Per la provincia di Fermo  470 elettori (38 Comuni, esclusi Campofilone e Pedaso perché commissariati dopo la caduta delle amministrazioni).

La sfida per la guida degli Enti vedrà protagonisti anche i seguenti sindaci del territorio: Provincia di Ancona: il confronto è tra Daniele Carnevali (presidente uscente e sindaco di Polverigi) e Luca Paolorossi (sindaco di Filottrano). Provincia di Macerata: si contendono la carica Alessandro Gentilucci (sindaco di Pievetorina) e Robertino Paoloni (sindaco di Loro Piceno). Provincia di Ascoli Piceno: sfida tra il presidente uscente Sergio Loggi (sindaco di Monteprandone) e Fabio Salvi (sindaco di Venarotta).
Trattandosi di consultazioni di secondo livello, il diritto di voto non spetta ai cittadini ma è riservato esclusivamente ai sindaci e ai consiglieri comunali in carica nei comuni interessati. Le operazioni di voto si svolgeranno domani, domenica 15 marzo, dalle ore 8 alle ore 20, presso i seggi allestiti nelle rispettive sedi provinciali.

Il Ministero dell’Interno ha ufficialmente sbloccato investimenti straordinari per oltre 1 miliardo e 300 milioni di euro destinati alla messa in sicurezza del territorio, alla mitigazione del rischio idrogeologico e al miglioramento sismico degli edifici pubblici. All’interno di questo importante piano nazionale arrivano oltre 5,2 milioni di euro nella provincia di Fermo, destinati a sei interventi di primaria importanza.

A sottolinearlo è Andrea Putzu, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale: «Sono risorse fondamentali per la sicurezza delle comunità e per la tutela del territorio, soprattutto in un’area fragile come la nostra, dove la prevenzione del rischio idrogeologico e il miglioramento sismico delle strutture pubbliche rappresentano priorità assolute».

Nel dettaglio, i finanziamenti riguardano:

– 1.286.250 euro per la Scuola primaria San Giovanni Bosco di Cascinare nel Comune di Sant’Elpidio a Mare

– 710.000 euro per il versante della ex centrale elettrica a Sant’Elpidio a Mare

– 490.000 euro per interventi di mitigazione del rischio idrogeologico nelle frazioni di Sant’Elpidio a Mare

– 1.000.000 euro per il Comune di Monte Rinaldo

– 1.000.000 euro per il territorio comunale di Rapagnano

– 700.000 euro per il Comune di Montelparo

«Si tratta di interventi concreti che dimostrano ancora una volta l’attenzione del Governo guidato da Giorgia Meloni – prosegue Putzu – verso i territori e verso le realtà locali, anche quelle più piccole, che spesso hanno bisogno di maggior supporto per realizzare opere strategiche per la sicurezza dei cittadini”. Il capogruppo di Fratelli d’Italia ha inoltre voluto esprimere un ringraziamento istituzionale: “Un sentito ringraziamento al Governo e in particolare al sottosegretario al Ministero dell’Interno Wanda Ferro per il lavoro svolto e per aver destinato risorse così importanti, consentendo anche ai comuni della nostra provincia di rientrare in questo significativo piano di investimenti».

«Quando la filiera istituzionale funziona – conclude Putzu – dal Governo nazionale fino agli enti locali, i risultati arrivano e si trasformano in opere concrete per i cittadini. Continueremo a lavorare affinché il Fermano possa intercettare sempre più risorse utili allo sviluppo e alla sicurezza del territorio»

Si è concluso il II° Corso Base di Fotografia, organizzato da Cna Fermo in collaborazione con il fotografo Rodolfo Marziali, la Camera di Commercio delle Marche, il confidi Uni.Co e con il patrocinio del Comune di Servigliano. 
Ad ospitare le sei lezioni del corso è stata la splendida struttura del Teatro Ideale di Servigliano. Hanno consegnato gli attestati di partecipazione ai frequentanti il Sindaco Marco Rotoni, il Presidente Cna Fermo Emiliano Tomassini e la responsabile Comunicazione e Terziario Avanzato Cna Fermo Stella Alfieri.
I partecipanti al corso sono stati: Dino Santinelli, Beatrice Monti, Michela Achilli, Luciana Minnetti, Maria Laura Raffaelli, Sofia Bugiardini, Roberta Senzacqua e Chiara Miconi. 

da sx: Ubaldo Renzi, Maria Angelici, Alfredo Ebolito, Barbara Toce

Una targa per celebrare il suo fondatore. Così il Centro studi e ricerca Giovan Battista Carducci ha voluto testimoniare la gratitudine e la stima per Ubaldo Renzi che nel 1993 ha dato vita a Fermo ad una realtà ancor oggi viva ed attiva, una associazione che raccoglie volontari di ogni professione economica ed intellettuale, che negli anni hanno dato un contributo fattivo alla crescita economica del territorio. Fu Renzi a scegliere il nome dell’architetto Carducci da associare al Centro, figura di riferimento del Fermano soprattutto per aver operato a favore della cultura delle nuove generazioni. La cerimonia si è svolta a Porto San Giorgio. Per anni assessore allo sviluppo economico al Comune di Fermo e creatore, tra le altre cose, della manifestazione Tipicità, Ubaldo Renzi è rimasto sempre legato ai temi economici. «Ubaldo ha coltivato e realizzato il progetto di divulgazione e ricerca con dedizione e tenacia, sapendo guardare oltre l’orizzonte. Questa Associazione, grazie alle sue intuizioni e incitazioni, è diventata il pilastro della nostra identità culturale. Nel corso di questi anni il proliferare delle sue idee hanno generato manifestazioni, convegni destinati a diventare vetrine di indiscusso valore per operatori di settori politico-socio-economici, pubblicazioni dei suoi Spunti e Appunti, tendenti a migliorare le condizioni della comunità» queste le motivazioni che hanno spinto i soci a donare una targa al suo fondatore, per mano dell’imprenditrice Maria Angelici e Barbara Toce, che guida anche l’Associazione, su cui è stata incisa la seguente dedica. «A Ubaldo Renzi, il “Professore” e il “Politico” con lo sguardo oltre l’orizzonte, ideatore sostenitore divulgatore del Centro Studi Giovan Battista Carducci».

Una conviviale per fare anche il punto sui lavori del Centro e per premiare un altro socio, pilastro di questa realtà: Alfredo Ebolito. Anche lui destinatario di una targa per essere stato “tecnico e memoria” dell’Associazione grazie proprio alla sua telecamera ed alla sapiente capacità di elaborare le immagini. «E’ diventato il testimone più prezioso della nostra storia. Il suo costante impegno, unito alla sua perizia tecnica, ha saputo catturare il passato per consegnarlo intatto al futuro. Il suo prezioso lavoro, frutto di ore silenziose, di riprese e montaggi, costituisce oggi l’anima visiva e culturale di questa Associazione. La sua dedizione instancabile, riservata e costante al fianco di Ubaldo Renzi, è per noi un luminoso esempio di lealtà e amore per l’amicizia indissolubile volta a realizzare obiettivi costruttivi del Centro».

 

Giulio Saccuti

«Credo si arrivato veramente il momento di dire basta a questo isolamento della montagna Picena (non Fermana, perché non è stata mai riconosciuta tale) da una provincia che ha perso definitivamente il suo mandato e che in questi anni non ha mai rappresentato completamente tutto il suo territorio. Da sempre sono stato contrario alla separazione della provincia di Ascoli con la nascita della provincia di Fermo». Inizia così la riflessione, a tratti spigolosa, del consigliere comunale di Amandola, Giulio Saccuti.

«Da consigliere provinciale fui forse uno dei pochi, a votare contro questa separazione che da sempre è nata ‘fermocentrica’ escludendo di fatto molti territori marginali tra i quali sicuramente quello montano. Domani con la rielezione, silenziosa e non condivisa, del presidente si appalesa in maniera evidente ed insensato questo abbandono del territorio, in particolare quello marginale e montano, e si evidenzia quanto da me, anche in solitaria, sostenuto in questi ultimi anni.
Una provincia ed un presidente che in questi ultimi anni ha completamente abbandonato il ruolo di ente di coordinamento e di raccordo facendo così perdere, di fatto il suo senso “di esistere”».

Saccuti parla anche di un «abbandono colposo del territorio da parte della città di Fermo, che mai è stata città capoluogo e che si è rinchiusa nel suo centro storico abbandonando i piccoli comuni marginali e montani. Una sanità che vede nell’ospedale di Fermo il solo centro sanitario della provincia meritevole di sviluppo e completamento e che di fatto vede nelle altre strutture sanitarie dei piccoli Comuni ed in particolare nel nuovo ospedale di Amandola, non una risorsa ma una difficoltà se non un fastidio. Un totale abbandono della viabilità provinciale dei piccoli Comuni completamente distrutta e quasi impraticabile quando ci si allontana dai paesi della costa.
Per tutti questi motivi ho assunto definitivamente la decisione impegnativa, ma che ritengo giusta e necessaria, di non partecipare alla votazione del nuovo presidente della Provincia e di presentare, già da domani, in qualità di consigliere comunale di Amandola la proposta di referendum per fare uscire Amandola dalla provincia di Fermo. Con questa mia proposta voglio quindi impegnare il Consiglio comunale della più grande città della montagna, mai diventata fermana, a trainare tutta l’area interna verso il rientro nel suo originario territorio piceno con la speranza che altri Comuni possano, in futuro , seguire poi questa mia decisione».

La struttura commissariale sisma 2016 sarà presente alla ventiduesima edizione di “Fa’  la cosa giusta!”, la più grande fiera italiana dedicata alle buone pratiche di consumo, agli stili di vita  sostenibili e alla valorizzazione delle eccellenze dei territori. A partire da oggi e fino a domenica 15  marzo, presso la Fiera Milano Rho (stand F68 – Padiglione 16) sarà proposto un ricco programma di  incontri e presentazioni dedicati ai Cammini dell’Appennino centrale e al turismo lento come leva di  sviluppo sostenibile per i territori di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria colpiti dal terremoto del 2016. 

Nel corso delle tre giornate della manifestazione saranno approfonditi i principali itinerari  escursionistici e spirituali che attraversano il cratere sismico, con momenti di confronto dedicati al  Cammino Naturale dei Parchi, alla Via Lauretana, al Cammino nelle Terre Mutate, al Cammino di San  Giuseppe da Leonessa, alla Via di Francesco, al Cammino dei Cappuccini e al Cammino Francescano  della Marca. Gli incontri vedranno la partecipazione di rappresentanti istituzionali, esperti di turismo  sostenibile, associazioni, guide e operatori del territorio, con l’obiettivo di raccontare come i cammini  possano contribuire alla rinascita economica, culturale e sociale delle aree dell’Appennino centrale. 

Il momento centrale del programma è previsto per sabato alle ore 14, presso la Piazza Grandi  Cammini, con la presentazione della Guida “I Cammini della Rinascita” e del progetto podcast  “Camminando nel Cratere”, iniziative dedicate alla promozione dei percorsi di turismo lento nei  territori del sisma. All’incontro interverranno Guido Castelli, Commissario Straordinario al sisma 2016,  Manuela Rinaldi, assessore della Regione Lazio, Stefania Proietti, Presidente della Regione Umbria,  Roberto Santangelo, assessore della Regione Abruzzo, Silvia Luconi, sottosegretario alla presidenza  della Giunta Regionale Marche, e Bruno Pellegrini, CEO della piattaforma Loquis. A moderare l’incontro  sarà Miriam Giovanzana

Guido Castelli

«La partecipazione alla fiera rappresenta un’importante, preziosa, occasione per far conoscere al  grande pubblico il patrimonio naturale, culturale e spirituale dell’Appennino centrale e per far  valorizzare una rete di cammini che unisce comunità, paesaggi e tradizioni, contribuendo a rafforzare  un modello di turismo sostenibile e responsabile – afferma il commissario straordinario al sisma 2016  Guido Castelli Accanto alla ricostruzione materiale post-sisma, stiamo adottando la strategia di riparazione economica  e sociale di queste comunità, che hanno dovuto attraversare anni estremamente difficili. I cammini sono  uno straordinario strumento di valorizzazione dei nostri territori, che uniscono natura, cultura,  spiritualità e tradizioni, offrendo ai visitatori un’esperienza autentica e sostenibile. Con iniziative come  la guida ‘I Cammini della Rinascita’ e il podcast ‘Camminando nel Cratere’, e attraverso la stretta collaborazione con gli attori istituzionali e non che operano sul territorio, vogliamo far conoscere a un  pubblico sempre più ampio la bellezza e l’identità di questi luoghi. Camminare nei territori del sisma  significa scoprire luoghi straordinari, ma anche sostenere concretamente la ripartenza delle comunità  che vi abitano».

(clicca per ingrandire)

 

In occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari, la Regione Marche ha promosso un momento di confronto e approfondimento dedicato alla sicurezza dei professionisti della sanità e alla prevenzione degli episodi di aggressione nei luoghi di cura.

L’iniziativa si è svolta ieri, 12 marzo 2026, coinvolgendo i referenti del rischio clinico degli enti del Servizio Sanitario Regionale, componenti del Centro Regionale per la Gestione del Rischio Clinico (CeRGeRS), riuniti in una sessione regionale coordinata dall’Agenzia Regionale Sanitaria attraverso una piattaforma virtuale condivisa.

«La violenza nei confronti degli operatori sanitari rappresenta un fenomeno complesso e in progressivo aumento – spiega l’assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro – con rilevanti ricadute sul benessere psico-fisico del personale, sull’organizzazione dei servizi e sulla qualità della relazione di cura. In questa prospettiva, la prevenzione degli episodi di aggressione richiede un approccio sistemico che integri la valutazione del rischio nei processi organizzativi, nella gestione delle risorse umane e nei programmi formativi rivolti agli operatori».

Nel corso della mattinata sono stati presentati i dati dell’Osservatorio regionale sulla violenza nei confronti degli operatori sanitari, insieme ai contributi di esperti provenienti dagli enti del Servizio Sanitario Regionale. Gli interventi hanno affrontato diversi aspetti del fenomeno, tra cui l’analisi del rischio, i profili medico-legali, le strategie organizzative e l’utilizzo delle tecniche di de-escalation nella gestione dei comportamenti aggressivi.

In linea con l’andamento nazionale, i dati dell’Osservatorio Regionale mostrano che nel 2025 sono stati coinvolti in episodi di violenza complessivamente 397 operatori sanitari. Le aggressioni interessano prevalentemente operatrici sanitarie di sesso femminile (69,5%) e colpiscono soprattutto il personale infermieristico, che rappresenta il 72% degli operatori coinvolti. Nella maggior parte dei casi si tratta di aggressioni verbali (71%), mentre nel 67% degli episodi l’autore dell’aggressione è il paziente.

I contributi presentati hanno offerto una lettura articolata del fenomeno, evidenziando la necessità di sviluppare strategie integrate di prevenzione che coinvolgano gli ambiti organizzativi, formativi, clinici e culturali. La prevenzione della violenza non può limitarsi alla gestione degli episodi quando si verificano, ma deve tradursi nella costruzione di contesti di lavoro più sicuri, nel rafforzamento delle competenze degli operatori e nella promozione di una cultura diffusa del rispetto e della sicurezza nei luoghi di cura.

«In questo quadro – afferma Calcinaro – il lavoro avviato dalla Regione Marche, attraverso le attività del CeRGeRS, insieme ai referenti del rischio clinico e alle Direzioni degli Enti del Servizio sanitario regionale, rappresenta un passo importante verso una visione condivisa e coordinata del fenomeno. Il rafforzamento della rete regionale e delle azioni di governance del rischio consentirà di trasformare le evidenze emerse e le esperienze maturate in interventi concreti di prevenzione e miglioramento organizzativo. A questo si aggiunge il recente intervento concreto riguardo le indennità economiche previste per gli operatori di Pronto Soccorso, i più esposti al rischio di aggressioni».

L’iniziativa ha rappresentato un importante momento di confronto tra istituzioni e professionisti, finalizzato a consolidare le strategie di prevenzione e a promuovere ambienti di lavoro più sicuri per il personale sanitario e socio-sanitario, nella consapevolezza che tutelare chi lavora nella sanità significa proteggere l’intero sistema di cura e garantire condizioni adeguate per un’assistenza di qualità ai cittadini.