In occasione del transito sul tratto fermano della Statale Adriatica di domenica 15 marzo 2026 della settima ed ultima tappa (Civitanova Marche-San Benedetto di 142 km) della gara ciclistica “Tirreno-Adriatico”, secondo le indicazioni della Prefettura e dell’organizzazione, ed in collaborazione con la Polizia Locale, sulla Statale Adriatica verrà sospesa temporaneamente la circolazione veicolare a partire dalle ore 11,45. Il passaggio della carovana è previsto tra le 12.15 e le 12.40 circa da nord verso sud.
Riceviamo dal fermano Miki Rutili e pubblichiamo:
«Gentile redazione di Cronache Fermane, ieri ho fatto un pieno di gasolio. Quarantacinque litri. Novantuno euro e cinquantanove centesimi. Quasi due euro al litro (che nel corso delle ore) sono due euro e ventinove centesimi. Non è uno scontrino qualsiasi e non è nemmeno una lamentela da bar. È un segnale economico chiarissimo che chi ha studiato economia, mercati energetici e dinamiche fiscali riconosce immediatamente. Il prezzo del carburante non è mai solo il prezzo del carburante. È uno dei primi indicatori di tensione nel sistema economico. Quando il gasolio sfiora e supera i due euro al litro significa che stanno aumentando i costi di tutto: trasporti, logistica, produzione, distribuzione, servizi. Significa che ogni impresa paga di più per muoversi, ogni lavoratore paga di più per andare a lavorare, ogni famiglia paga di più per vivere.
E questo avviene mentre una parte del dibattito pubblico continua a muoversi su polemiche mediatiche e discussioni che non incidono minimamente sulla realtà economica del territorio. Si discute per giorni di casi come la cosiddetta “famiglia nel bosco”, si alimentano polemiche ideologiche, si creano tempeste mediatiche, ma nel frattempo il sistema economico manda segnali molto più seri. Il prezzo dell’energia sta salendo e questo non è mai un fenomeno neutrale. Chi conosce la storia economica lo sa: quando l’energia aumenta, arriva una pressione economica che si propaga ovunque. Prima colpisce le imprese, poi i consumi, poi i servizi, poi inevitabilmente anche la tenuta sociale.
Nel Fermano questo problema pesa ancora di più perché la nostra economia è fatta di imprese vere, artigiani, manifattura, logistica, trasporto, lavoro concreto. Quando il carburante aumenta non è una statistica, è un costo diretto che entra nei conti delle aziende e nelle tasche dei lavoratori. Aumentano i costi dei furgoni, aumentano i costi delle consegne, aumentano i costi dei trasporti e alla fine aumentano i prezzi per tutti. Questo avviene in un territorio che già convive da anni con una situazione infrastrutturale complessa, con il tratto dell’A14 che rappresenta uno dei nodi più problematici del Paese per traffico, cantieri e rallentamenti. Logistica più difficile, costi energetici più alti, pressione economica crescente. Questa è la realtà con cui il territorio deve confrontarsi.
Eppure osservando il dibattito politico locale sembra che tutto questo non esista. Si parla di movimenti, di equilibri politici, di liste civiche, di posizionamenti, di strategie elettorali. Si parla di tutto tranne che dell’economia reale. Tra poco arriveranno le elezioni comunali e la sensazione è che la discussione rischi di rimanere confinata a slogan e promesse, mentre il contesto economico sta diventando sempre più complesso.
È troppo facile dire che il prezzo del carburante dipende dal Governo e che i Comuni non possono farci nulla. È vero che accise e fiscalità sono nazionali, ma un Comune non è un soggetto muto. Un’amministrazione locale può fare pressione politica, può portare il tema nei consigli comunali, può promuovere mozioni istituzionali, può agire attraverso l’Anci, può chiedere interventi concreti quando l’economia reale del territorio viene colpita. Può alzare la voce e rappresentare le esigenze di imprese e cittadini. Questo significa fare politica nel senso più serio del termine.
Lo dico con la responsabilità di chi da anni lavora nel mondo dell’impresa, ha gestito dinamiche economiche complesse in contesti multinazionali e ha una formazione giuridica ed economica che permette di leggere questi fenomeni per quello che sono. Il carburante vicino ai due euro al litro non è il punto di arrivo, è un segnale di partenza. Se le tensioni internazionali continueranno e se la struttura fiscale energetica rimarrà invariata, il prezzo può salire ancora. E quando l’energia sale, la conseguenza è sempre la stessa: pressione sulle imprese, riduzione dei margini, aumento dei prezzi, difficoltà per le famiglie, impatto sui servizi pubblici e sui sistemi locali, sanità compresa.
Per questo le prossime elezioni comunali non possono essere trattate come una normale competizione politica fatta di slogan. Il territorio ha bisogno di amministratori che comprendano davvero gli scenari economici che si stanno formando. Servono competenze, visione, capacità di leggere i fenomeni prima che diventino emergenze. Perché quando arrivano momenti difficili la differenza tra amministrare e improvvisare diventa enorme.
Se la politica locale continua a muoversi come se nulla stesse cambiando, il rischio è molto semplice: il territorio potrebbe trovarsi ad affrontare una fase economica difficile senza una guida realmente preparata. E quando il contesto diventa complesso non bastano movimenti, slogan o equilibri politici. Servono persone competenti, professionisti qualificati, amministratori capaci di gestire scenari economici complessi e di difendere gli interessi reali del territorio.
Questa è la vera sfida che abbiamo davanti. E votare con criterio, questa volta, potrebbe fare la differenza tra governare il cambiamento o subirlo».
di Antonietta Vitali
Sabato 21 e domenica 22 marzo 2026 tornano anche nel territorio fermano le Giornate Fai di Primavera, il più importante evento nazionale dedicato alla scoperta e alla valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico italiano.
Durante il weekend sarà possibile visitare quattro luoghi significativi del territorio. A Fermo saranno aperti Villa Vitali, importante villa nobiliare ottocentesca immersa in uno dei giardini storici più suggestivi della città, e Palazzo Paccaroni, lungo corso Cavour, oggi sede del Museo Polare Silvio Zavatti e del Museo di Scienze Naturali Tommaso Salvadori. Le Giornate Fai porteranno poi i visitatori nel borgo storico di Ortezzano, nella media Valle dell’Aso, caratterizzato da una suggestiva struttura urbana medievale.

A dx la sindaca Carla Piermarini, a sin. l’assessora Micol Lanzidei. Al centro il presidente della delegazione Fai di Fermo, Maurizio Petrocchi
Sarà inoltre possibile visitare, a Sant’Elpidio a Mare, la Basilica Imperiale di Santa Croce al Chienti, uno dei monumenti religiosi più importanti delle Marche, fondata nel IX secolo e legata alla presenza imperiale carolingia nella valle del Chienti.
Nel Fermano la delegazione Fai propone un itinerario culturale dedicato al tema “Le forme della storia: architetture, borghi e paesaggi del Fermano”, un percorso che invita a leggere il territorio attraverso i segni lasciati dalla storia nelle architetture, nei paesaggi e nelle comunità.
Le visite saranno arricchite da momenti musicali grazie alla collaborazione con il Conservatorio di Musica “Giovan Battista Pergolesi” di Fermo: gli studenti del Conservatorio eseguiranno musiche dell’epoca negli spazi di Villa Vitali.
«Siamo a presentare un importante appuntamento – le parole del presidente della delegazione Fai di Fermo, Maurizio Petrocchi – che accoglie tantissimi visitatori ogni anno, dando loro la possibilità di vedere luoghi non comunemente fruibili o residenze private, ma che custodiscono la storia di questi territori».
«Una possibilità – la dichiarazione di Micol Lanzidei, assessore alla Cultura del Comune di Fermo – indicativa ed essenziale, al fine di rendere il nostro patrimonio culturale vivo e vissuto dalla comunità. Sono giornate che ci danno una cassa di risonanza più vasta, ed è per noi della Città di Fermo, un grande onore partecipare a questa mobilitazione culturale nazionale».
«Siamo un piccolo borgo fermano – l’intervento di Carla Piermarini, sindaca di Ortezzano che sarà anche una delle guide del suo paese – inserito nel cratere sismico. La resilienza di cui tanto si parla, ad Ortezzano c’è, qualche ferita è ancora visibile ma stiamo ripartendo. Faremo conoscere tutto il nostro centro storico, le chiese ad esempio, quella del Carmine che in origine era della famiglia Papetti, quella di Santa Maria (si potrà salire sulla torre ghibellina), saranno visibili alcuni manoscritti originali del nostro insigne latinista Giuseppe Carboni. Inoltre abbiamo recuperato un meccanismo da orologio dell’800, che verrà esposto in un museo che inaugureremo sabato. Grazie al Fai – la conclusione di Carla Piermarini – perché prevede che ci siamo degli “Apprendisti Ciceroni”, cioè dei ragazzi che faranno da guide turistiche. Credo fermamente, anche come insegnante, che sia una meravigliosa occasione per far avvicinare i ragazzi dei nostri paesi ai nostri tesori e far apprendere loro il nostro patrimonio culturale».
«La Basilica Imperiale di Santa Croce al Chienti a Sant’Elpidio a Mare – ha spiegato Manfredo Longi, storico dell’associazione Santa Croce al Chienti – è una delle più antiche delle Marche, è del nono secolo, ed è stata costruita su una basilica cristiana del quinto secolo. È stata un luogo cruciale dal nono al tredicesimo secolo, e poi per secoli è stato abbandonato fino al 2003, quando con l’editto Magnabò è stato possibile il restauro».
Un tassello in più è stato aggiunto ai luoghi visitabili a Fermo e si tratta della musica, grazie ad una convenzione del Comune con il conservatorio Pergolesi di Fermo, alcuni studenti dell’istituto musicale accompagneranno con le loro esecuzioni i visitatori di Villa Vitali e Palazzo Paccaroni.
«Siamo molto felici – riferisce Francesco Trasatti, presidente del Conservatorio Pergolesi di Fermo – di questa occasione che ci permette di unire la musica ai luoghi della cultura Fai. Ci piace pensarla come uno sguardo verso il futuro soprattutto pensando ai ragazzi giovani affinché possano trovare nell’arte la propria espressione nel mondo del lavoro».
«Il nostro obiettivo – ha precisato Alessandra Giunti, titolare della cattedra di pianoforte del Conservatorio Pergolesi di Fermo – è di continuare questa collaborazione anche negli anni futuri portando la musica in tutti i paesi che parteciperanno alle Giornate del Fai».
Gli orari di visita previsti delle Giornate Fai di primavera sono, dalle 15 alle 18 il sabato 21 marzo e, dalle 10 alle 13, dalle 15 alle 18 domenica 22 marzo.
Come da tradizione delle Giornate Fai, si diceva, un ruolo centrale sarà svolto dagli “apprendisti Ciceroni”, studenti che racconteranno ai visitatori la storia dei luoghi aperti. Partecipano, infatti, al progetto il Liceo Scientifico Temistocle Calzecchi Onesti di Fermo, il Liceo Classico Annibal Caro di Fermo, e il Polo scolastico Carlo Urbani di Porto Sant’Elpidio
La manifestazione, promossa dal Fai – Fondo per l’Ambiente Italiano, giunta alla 34esima edizione, aprirà quest’anno 780 luoghi in oltre 400 città italiane, grazie all’impegno di migliaia di volontari e di 17.000 Apprendisti Ciceroni, studenti che accompagneranno il pubblico alla scoperta di luoghi spesso poco conosciuti o normalmente non accessibili.
La delegazione Fai di Fermo ringrazia per la collaborazione il Comune di Fermo, il Comune di Ortezzano, l’Associazione Santa Croce, il Conservatorio Pergolesi e tutti i volontari che rendono possibile l’iniziativa.
Le visite si svolgeranno a contributo libero, a sostegno delle attività del FAI per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale italiano.
Gli iscritti al FAI, e chi si iscriverà durante le giornate, potranno beneficiare di accesso prioritario. Gli orari delle aperture delle giornate FAI saranno i seguenti: sabato 21 marzo dalle 15-18; domenica 22 marzo dalle 10-13 e 15-18.

Da sinistra i sindaci Antonio Del Duca (Montedinove), Adolfo Marinangeli (Amandola) e Giovanni Borraccini (Rotella)
Si è svolta presso la Sala consiliare del Comune di Amandola la cerimonia di consegna degli attestati del corso di formazione per operatori turistici e agroalimentari promosso nell’ambito del progetto “Sibillini Romantici”, alla presenza dei tre sindaci dei comuni partner Adolfo Marinangeli per Amandola, Antonio Del Duca per Montedinove e Giovanni Borraccini per Rotella.
Il corso, svoltosi nei mesi di gennaio e febbraio, è stato organizzato da Sibillini Romantici con il supporto di Cna Servizi. Le 30 ore di formazione hanno affrontato tre ambiti strategici per lo sviluppo dell’offerta territoriale: marketing e comunicazione per la promozione turistica, inglese base per il turismo e accoglienza dell’ospite in azienda. L’iniziativa ha registrato 42 iscritti complessivi e 27 attestati conseguiti, a testimonianza di una partecipazione concreta e continuativa lungo tutto il percorso formativo.
Particolarmente significativi risultano i dati relativi alla partecipazione delle nuove generazioni e delle donne, in linea con gli obiettivi del Pnrr che promuovono il coinvolgimento di giovani e componente femminile nei processi di sviluppo territoriale. Tra gli iscritti si registravano 21 partecipanti under 40, mentre tra coloro che hanno completato il percorso sono stati conseguiti 27 attestati totali (18 donne – 66,7%, 9 uomini – 33,3%), di cui 14 attestati under 40 (51,9%): 8 donne under 40 e 6 uomini under 40. Questi dati evidenziano una partecipazione rilevante delle nuove generazioni e del protagonismo femminile nei percorsi di crescita professionale legati al turismo locale.
Il corso ha inoltre registrato la partecipazione di operatori provenienti anche da altri Comuni del territorio, tra cui Arquata del Tronto, Montefortino, Montegallo, Comunanza, Montefiore dell’Aso, Smerillo segno di un interesse crescente verso strumenti e competenze utili alla valorizzazione turistica dell’area dei Sibillini. La formazione rappresenta uno degli strumenti attraverso cui il progetto Sibillini Romantici mira a rafforzare l’offerta turistica locale, affiancando alle attività di promozione e valorizzazione del territorio anche percorsi di crescita professionale rivolti agli operatori e a chi desidera intraprendere nuove attività nel settore.
Dalla prossima settimana prenderà inoltre avvio un nuovo corso di formazione per operatori turistici e agroalimentari, dedicato a web marketing per il turismo e l’agroalimentare, fundraising, progettazione grafica e inglese per l’accoglienza di livello B1. Sarà possibile collegarsi online anche per le lezioni che si terranno in presenza e, una volta iscritti, rivedere le lezioni registrate.
Adolfo Marinangeli, Sindaco di Amandola: «Questo corso dimostra che il progetto Sibillini Romantici non riguarda solo la promozione del territorio, ma anche la crescita delle competenze e la qualità dei servizi turistici. Investire sul capitale umano significa costruire basi più solide per un’accoglienza più preparata e competitiva».
Emiliano Tomassini, Presidente Cna Fermo: «Con questo percorso abbiamo fornito strumenti utili a migliorare la competitività e la qualità dei servizi turistici locali. Ringraziamo i Comuni di Amandola, Montedinove e Rotella per la collaborazione e la fiducia accordata.»
La struttura commissariale sisma 2016 sarà presente alla ventiduesima edizione di “Fa’ la cosa giusta!”, la più grande fiera italiana dedicata alle buone pratiche di consumo, agli stili di vita sostenibili e alla valorizzazione delle eccellenze dei territori. A partire da oggi e fino a domenica 15 marzo, presso la Fiera Milano Rho (stand F68 – Padiglione 16) sarà proposto un ricco programma di incontri e presentazioni dedicati ai Cammini dell’Appennino centrale e al turismo lento come leva di sviluppo sostenibile per i territori di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria colpiti dal terremoto del 2016.
Nel corso delle tre giornate della manifestazione saranno approfonditi i principali itinerari escursionistici e spirituali che attraversano il cratere sismico, con momenti di confronto dedicati al Cammino Naturale dei Parchi, alla Via Lauretana, al Cammino nelle Terre Mutate, al Cammino di San Giuseppe da Leonessa, alla Via di Francesco, al Cammino dei Cappuccini e al Cammino Francescano della Marca. Gli incontri vedranno la partecipazione di rappresentanti istituzionali, esperti di turismo sostenibile, associazioni, guide e operatori del territorio, con l’obiettivo di raccontare come i cammini possano contribuire alla rinascita economica, culturale e sociale delle aree dell’Appennino centrale.
Il momento centrale del programma è previsto per sabato alle ore 14, presso la Piazza Grandi Cammini, con la presentazione della Guida “I Cammini della Rinascita” e del progetto podcast “Camminando nel Cratere”, iniziative dedicate alla promozione dei percorsi di turismo lento nei territori del sisma. All’incontro interverranno Guido Castelli, Commissario Straordinario al sisma 2016, Manuela Rinaldi, assessore della Regione Lazio, Stefania Proietti, Presidente della Regione Umbria, Roberto Santangelo, assessore della Regione Abruzzo, Silvia Luconi, sottosegretario alla presidenza della Giunta Regionale Marche, e Bruno Pellegrini, CEO della piattaforma Loquis. A moderare l’incontro sarà Miriam Giovanzana.
«La partecipazione alla fiera rappresenta un’importante, preziosa, occasione per far conoscere al grande pubblico il patrimonio naturale, culturale e spirituale dell’Appennino centrale e per far valorizzare una rete di cammini che unisce comunità, paesaggi e tradizioni, contribuendo a rafforzare un modello di turismo sostenibile e responsabile – afferma il commissario straordinario al sisma 2016 Guido Castelli – Accanto alla ricostruzione materiale post-sisma, stiamo adottando la strategia di riparazione economica e sociale di queste comunità, che hanno dovuto attraversare anni estremamente difficili. I cammini sono uno straordinario strumento di valorizzazione dei nostri territori, che uniscono natura, cultura, spiritualità e tradizioni, offrendo ai visitatori un’esperienza autentica e sostenibile. Con iniziative come la guida ‘I Cammini della Rinascita’ e il podcast ‘Camminando nel Cratere’, e attraverso la stretta collaborazione con gli attori istituzionali e non che operano sul territorio, vogliamo far conoscere a un pubblico sempre più ampio la bellezza e l’identità di questi luoghi. Camminare nei territori del sisma significa scoprire luoghi straordinari, ma anche sostenere concretamente la ripartenza delle comunità che vi abitano».
Il 2025 si è chiuso con un segno negativo per l’export marchigiano. Secondo l’analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato Marche su dati Istat, le esportazioni regionali registrano una diminuzione del 7,6% rispetto al 2024, in controtendenza paragonata alla media nazionale che cresce del 3,3%.
Nel territorio di Confartigianato Imprese Macerata-Ascoli Piceno-Fermo emergono dinamiche differenti, che riflettono comunque il dato regionale.
In provincia di Fermo l’export complessivo vede una diminuzione del 5,3% (settori micro, piccole e medie imprese (Mpi) al -5,9% e manifatturiero a -6,1%). A pesare è soprattutto il rallentamento del sistema moda: gli articoli in pelle e calzature, primo prodotto esportato e principale pilastro dell’economia locale, segnano un -5,7%, mentre l’abbigliamento registra un calo del 13,6%. Cresce l’export per mobili (+66,7%) e prodotti in legno (+45,6%).
Più marcata la flessione ad Ascoli Piceno, dove le esportazioni scendono con una riduzione del 24,6%. Il dato è fortemente condizionato dal crollo del comparto farmaceutico, primo prodotto esportato della provincia, che registra una diminuzione del 39%. Anche i settori delle micro e piccole imprese risultano in calo del 9,3%.
In provincia di Macerata l’export segna una flessione contenuta dell’1,7% (il manifatturiero del -1,9%). Il principale prodotto esportato resta quello degli articoli in pelle e calzature con il calo del 5,8%. Segnali positivi arrivano invece dai macchinari (+4,5%) e da alcune altre manifatture come gioielleria e occhialeria (+16,7%). Nel complesso, i settori delle micro e piccole imprese registrano una diminuzione limitata allo 0,6%.
A livello regionale, i settori Mpi segnano un -4% e ad incidere maggiormente sull’export generale sono il calo dei prodotti farmaceutici (-32,5%), dei macchinari (-10,2%) e del comparto moda (-8,6%), uno dei pilastri dell’economia manifatturiera marchigiana.
«Il 2025 è stato un anno difficile per il nostro export – commenta il presidente territoriale di Confartigianato Imprese Macerata, Ascoli Piceno, Fermo, Enzo Mengoni – Le tensioni commerciali internazionali e i dazi che hanno colpito il mercato americano hanno ridotto le opportunità per molte imprese del nostro territorio. Gli Stati Uniti restano uno sbocco fondamentale per il Made in Italy e il loro rallentamento ha avuto ripercussioni sulle nostre filiere produttive. Accanto a questo dobbiamo fare i conti con la crisi di alcuni comparti chiave. Il sistema moda, che rappresenta il cuore produttivo tra Macerata e Fermo, sta vivendo una fase complessa, mentre nel Piceno pesa il calo del farmaceutico. Guardando al 2026 il quadro rischia di essere ancora più incerto: le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e la guerra in Iran aumentano l’instabilità in un’area che negli ultimi anni era diventata un mercato importante per il Made in Italy. A questo si aggiunge il rischio di nuovi aumenti dei costi energetici che potrebbero frenare ulteriormente la produzione. Per questo serve una strategia chiara per sostenere le nostre imprese sui mercati internazionali. È necessario rafforzare le politiche di internazionalizzazione, aiutando soprattutto le piccole e micro imprese ad aprirsi a nuovi mercati emergenti e a consolidare la presenza in quelli già esistenti. Servono strumenti concreti per accompagnare le aziende nella promozione del Made in Italy, negli investimenti in innovazione e digitalizzazione e nei percorsi di transizione energetica. Allo stesso tempo è fondamentale intervenire sul costo dell’energia e semplificare l’accesso agli incentivi per le imprese. Solo così possiamo difendere la competitività delle nostre produzioni e permettere al sistema manifatturiero marchigiano di continuare a essere protagonista sui mercati internazionali».
Una partecipazione numerosa e attenta ha caratterizzato l’incontro “Bandi e opportunità”, dello scorso 5 marzo ad Amandola, promosso da Cna Fermo in collaborazione con il Comune. Il seminario, ospitato nella sala consiliare del municipio, ha rappresentato, spiegano da Cna, «un’importante occasione di informazione e confronto per imprenditori, operatori commerciali e professionisti interessati a conoscere le opportunità di finanziamento attualmente disponibili per il territorio. Ad aprire i lavori il sindaco di Amandola, Adolfo Marinangeli, e il presidente Cna Fermo Emiliano Tomassini, che hanno evidenziato il valore di momenti di approfondimento come questo per accompagnare le imprese nella conoscenza degli strumenti di sostegno e favorire nuove iniziative economiche nelle aree interne».
Centrale è stata la presentazione, da parte dell’assessore al Commercio Maria Rita Grazioli, dell’avviso pubblico del Comune di Amandola per la concessione di contributi a fondo perduto finalizzati alla riqualificazione commerciale e turistica della città. Il bando mette a disposizione complessivamente 150 mila euro, con l’obiettivo di sostenere la vitalità del tessuto economico locale, migliorare la qualità dell’offerta commerciale e rafforzare l’attrattività turistica del territorio. Nel dettaglio, 70 mila euro sono destinati all’avvio di nuove attività o all’apertura di unità produttive locali con una chiara vocazione turistica, con contributi che possono coprire fino al 70% delle spese sostenute e arrivare a un massimo di 10 mila euro per beneficiario. Altri 50 mila euro sono invece dedicati alla riqualificazione e innovazione delle attività commerciali già esistenti, sempre con una copertura fino al 70% delle spese e un contributo massimo pari a 5 mila euro. Una terza linea di intervento, finanziata con 30 mila euro, prevede contributi una tantum destinati agli operatori economici che scelgono di collaborare alla vitalità della città attraverso azioni come il prolungamento degli orari di apertura, l’illuminazione delle vetrine nelle ore serali o l’organizzazione di eventi culturali, enogastronomici e sociali capaci di animare il centro urbano.
Il focus sulle opportunità legate al Piano Cammini è stato curato dallo sportello Bandi di Cna Fermo. «Si tratta di uno degli strumenti più interessanti per lo sviluppo del turismo lento e – rimarcano dall’associazione di categoria – sostenibile e mette a disposizione bandi e incentivi per il potenziamento dei servizi di accoglienza lungo i principali percorsi escursionistici e culturali. Le opportunità riguardano in particolare il rafforzamento delle strutture ricettive leggere, lo sviluppo di servizi dedicati ai camminatori e la creazione di nuove attività legate al turismo outdoor e alla valorizzazione delle eccellenze locali. Un tema particolarmente strategico per Amandola, che può rafforzare il proprio ruolo come destinazione per un turismo naturalistico, esperienziale e familiare. La forte partecipazione registrata conferma l’interesse degli operatori economici verso strumenti capaci di sostenere investimenti, innovazione e sviluppo, contribuendo al tempo stesso a rafforzare l’attrattività commerciale e turistica della città».
È stato approvato nell’ultima Cabina di coordinamento l’aggiornamento delle Ordinanze 109/2020 e 137/2023, che hanno previsto una rimodulazione e il rafforzamento delle risorse destinate a diversi Comuni marchigiani colpiti dal sisma.
In particolare, l’ordinanza 109/2020 aggiorna e rifinanzia gli interventi per il Museo Archeologico di Urbisaglia: 681.618,67 euro (incremento di 241.618,67 euro); Contrada Aso 14 a Monte Rinaldo: 652.910,98 euro (incremento di 350.308,63 euro); Cimitero di Pieve Torina: 3.344.369,60 euro (incremento di 834.834,74 euro).
«Con l’aggiornamento di queste due ordinanze – il punto del commissario straordinario al sisma 2016, Guido Castelli – rafforziamo gli interventi nei comuni marchigiani colpiti dal sisma, dando continuità al cambio di passo che abbiamo impresso alla ricostruzione. A Urbisaglia, Monte Rinaldo e Pieve Torina incrementiamo risorse per musei, edifici storici e cimiteri, mentre a Valfornace rimoduliamo cinque opere pubbliche per rispondere alle esigenze operative emerse nei cantieri, garantendo continuità e accelerazione dei lavori. La ricostruzione pubblica non è solo il ripristino di edifici e infrastrutture, ma rappresenta il cuore della rinascita sociale ed economica dei territori colpiti. Ogni intervento che riusciamo a portare a termina rappresenta un segnale concreto: significa ridare servizi, sicurezza e fiducia alle comunità, sostenendo la ripresa e rafforzando il tessuto locale».
A entrare nello specifico dei lavori è il sindaco di Monte Rinaldo, Gianmario Borroni: «L’ulteriore stanziamento ci permette di effettuare in maniera unitaria un intervento importante sull’edificio, che avrà destinazione residenziale. Anch’esso collegato alle proprietà della famiglia Giustiniani, in quanto lascito della famiglia, risalente al 1800, destinato a favore della comunità di Monte Rinaldo. Ci tengo dunque a ringraziare il commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli, per la vicinanza dimostrata e l’ulteriore finanziamento concesso al nostro comune».



















