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Miki Rutili

Riceviamo da Miki Rutili e pubblichiamo:

«In occasione del passaggio della fiamma olimpica a Fermo, ampiamente documentato da Cronache Fermane con video e fotogallery, chiedo chiarezza sulle modalità con cui è stata costruita la rappresentazione simbolica dell’evento». E’ quanto si legge in una lettera inviata alla nostra redazione da Miki Rutili, fermano, fondatore di Team Commando «che – scrive Miki Rutili – è una piattaforma editoriale e sportiva che raggiunge oltre 35 milioni di utenti ogni mese sui social, seguita da atleti, professionisti dello sport, appassionati e addetti ai lavori in Italia e all’estero. Una realtà che da anni racconta lo sport dal punto di vista del merito, della performance e dei valori olimpici, dando visibilità ad atleti, storie e territori. Il passaggio della fiamma olimpica è stato senza dubbio un momento importante per la città, ben raccontato nonostante le difficili condizioni meteo. Proprio per questo, però, ritengo necessario interrogarsi sul messaggio istituzionale che è stato veicolato. Nel corso dell’evento è stata registrata la presenza di un tedoforo inserito in un contesto ufficiale con riferimenti evidenti al Comune di Fermo. Una scelta simbolica che – scrive Rutili – non risulta accompagnata da una spiegazione pubblica chiara sui criteri adottati e sulle finalità istituzionali. Il punto non è giudicare persone o iniziative folkloristiche. Il punto è comprendere perché, in un momento di così alto valore simbolico, non sia stata fornita una narrazione istituzionale trasparente sulle scelte compiute. Quando si parla di Olimpiadi, ogni simbolo diventa un messaggio politico e culturale. La richiesta di chiarimenti è rivolta al Mauro Torresi, sindaco di Fermo, e all’Alberto Maria Scarfini, assessore allo Sport, entrambi presenti e citati nel racconto dell’evento. La presenza delle massime istituzioni cittadine rende questa scelta pienamente politica. Non si può parlare di decisioni neutre o puramente operative. È legittimo chiedere chi abbia proposto quella rappresentazione, chi l’abbia condivisa e con quali obiettivi».

«In base alle informazioni disponibili, il sistema di individuazione dei tedofori prevedeva una combinazione di autocandidature, successivamente valutate dal Comitato nazionale organizzatore, e segnalazioni provenienti dalle istituzioni territoriali. Un meccanismo che spiega perché una parte significativa dei tedofori non provenga direttamente dal mondo sportivo. È proprio su questo passaggio che si concentra la mia riflessione. La procedura generale può essere anche formalmente corretta. Ciò che resta da chiarire è l’utilizzo della discrezionalità istituzionale nelle segnalazioni territoriali. In un evento olimpico, ogni scelta simbolica concorre a costruire un messaggio pubblico».

«Non è una questione locale, ma di metodo. Ed è proprio per questo che a livello comunale e regionale è necessario spiegare con chiarezza le scelte che incidono sull’immagine pubblica dello sport. La mia posizione non intende essere letta come un attacco personale o una polemica sterile.
Non si tratta di accusare qualcuno. Si tratta di esercitare un diritto di critica politica, fondato su fatti documentati e su una richiesta di trasparenza. Chi amministra ha il dovere di spiegare le proprie scelte, soprattutto quando riguardano simboli pubblici di portata internazionale. Team Commando chiede quindi un chiarimento pubblico e puntuale su tre aspetti: quali criteri siano stati adottati per la selezione e la proposta dei tedofori nella tappa di Fermo; quale sia stata la filiera decisionale istituzionale, dal livello comunale a quello regionale; quale visione dello sport e dei suoi valori si intenda rappresentare attraverso eventi olimpici sul territorio. Non è una richiesta contro qualcuno. È una richiesta per lo sport fermano. E quando si parla di Olimpiadi, la trasparenza non è un’opzione, è un dovere politico».

Luca Bartolini con Gerry Scotti

Le Marche si confermano protagoniste a “La Ruota della Fortuna”.
La fortuna, grazie alla bravura, ha baciato stasera il falconarese Luca Bartolini, che è riuscito a sbancare il popolare show condotto da Gerry Scotti su Canale 5.
Il 28enne, noto al pubblico sportivo per la sua carriera calcistica tra le fila di Ancona, Fano, Matelica, Vigor Senigallia e attualmente all’Aurora Treia, ha condotto una gara perfetta.

Luca Bartolini

Bartolini ha accumulato 30mila euro durante la puntata e ha poi centrato il colpo grosso nel gioco finale, portando a casa il premio da 100mila euro.
Una vincita complessiva di 130mila euro che premia il coraggio e l’intuizione del giovane, che utilizzerà parte del denaro anche per l’azienda di famiglia, festeggiato in studio da un emozionato Gerry Scotti.

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La scritta comparsa a Porto Recanati

di Laura Boccanera

Scritta choc a Porto Recanati contro “Giorgia”, in corso le indagini della Digos di Macerata e dei carabinieri. La frase «Spara a Giorgia», accompagnata dalla sigla «Br» come firma, è stata tracciata con vernice spray rossa su un muro nel parcheggio dell’ex Coco Bar, in zona Scossicci. Un messaggio, comparso oggi, che richiama un periodo drammatico della storia italiana, con il richiamo alle Brigate Rosse (c’è anche una stella, ma a sei punte invece che a cinque), rivolto, sembra chiaro, alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

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La senatrice Elena Leonardi

Sulla vicenda la Digos, diretta dal commissario capo Jacopo Di Francesco, e i carabinieri della Compagnia di Civitanova, diretta dal capitano Angelo Chiantese, hanno avviato indagini per risalire all’autore della scritta e chiarire la natura del gesto: se si tratti di una minaccia da parte di una qualche organizzazione politica extraparlamentare o dell’azione irresponsabile di qualcuno che non ha valutato la gravità delle parole utilizzate e del riferimento evocato.

In ogni caso, il messaggio ha fatto scattare immediatamente l’allerta degli organi investigativi.

«La politica condanni questo gesto –  le parole della senatrice di Fratelli d’Italia Elena Leonardi, che ha espresso solidarietà alla premier – Voglio esprimere la mia più totale solidarietà al presidente del Consiglio perché la scritta “Spara a Giorgia”, accompagnata dal simbolo delle Brigate Rosse, apparsa oggi a Porto Recanati, non solo rappresenta un atto di odio, ma minaccia la nostra democrazia e il principio fondamentale di rispetto delle istituzioni. Spero che tutta la politica condanni questo gesto e che si possa tornare a parlare con toni più consoni a una democrazia come la nostra, perché la violenza, anche se solo verbale, non può diventare una forma di linguaggio come un’altra».

«Piena e convinta solidarietà alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni – dice Forza Italia di Porto Recanati -, per la frase offensiva e inaccettabile rivolta alla sua persona. Il confronto politico non può mai degenerare nell’insulto, nell’odio o nella delegittimazione personale. Attacchi di questo tipo non colpiscono solo una leader istituzionale, ma impoveriscono il dibattito pubblico e minano il rispetto delle istituzioni democratiche. Forza Italia ribadisce la necessità di un clima politico fondato sul rispetto reciproco, sulla responsabilità delle parole e sulla difesa della dignità delle persone, a maggior ragione quando ricoprono ruoli di massima rappresentanza dello Stato. Alla presidente Meloni va il nostro sostegno, con l’auspicio che la politica torni a essere luogo di confronto civile e costruttivo, nell’interesse della città».

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Irene Manzi, deputata del Pd

«Esprimo solidarietà alla presidente del Consiglio per la frase grave e inaccettabile comparsa a Porto Recanati. Le minacce e l’odio non hanno alcuna giustificazione e non possono trovare spazio nel confronto politico – dice Irene Manzi, deputata del Pd -. La violenza, anche quando si manifesta attraverso le parole o i simboli, va condannata con fermezza da tutte le forze democratiche. Difendere la qualità della nostra democrazia significa contrastare ogni forma di intimidazione e ribadire che il confronto politico deve rimanere civile, responsabile e non violento».

«È con grande soddisfazione che concludo questa mia avventura editoriale dedicata alle “Pinturette Elpidiensi”, devolvendo il ricavato delle offerte alla Croce Azzurra!». E’ quanto fa sapere l’autore, Fabiano Alessandrini, che ha deciso di devolvere il ricavato della vendita della sua pubblicazione, appunto “Pinturette Elpidiensi”, alla pubblica assistenza di Sant’Elpidio a Mare.
«La scelta della Croce Azzurra ha un duplice significato, il primo quello relativo al grande servizio di volontariato che svolgono per la comunità, il secondo è invece quello più attinente all’iniziativa. La Croce Azzurra – spiega Alessandrini – è infatti una “Misericordia”, e la Madonna è la grande protagonista di questa mia pubblicazione. Spero che intervenga per “raddrizzare” questo 2026 che è partito sinceramente molto male! Ringrazio la Croce Azzurra ed il suo presidente Gianluca Scalella, e quanti mi hanno aiutato, a vario titolo, a realizzare questo mio lavoro»

Un grave lutto ha colpito questa mattina Massa Fermana, ma più in generale tutto il distretto del Cappello.
All’età di 88 anni si è spento infatti Serafino Tirabasso, imprenditore tra i pionieri del distretto con la sua azienda, che nel corso degli anni si è affermata tra le principali del settore. 

La Tirabasso Group, conta ad oggi decine di dipendenti ed un indotto importante. 

Tirabasso, lascia la moglie Rita, i figli Claudio e Massimo, oggi alla guida dell’azienda, oltre ai vari nipoti. 

Tanti i messaggi di cordoglio e gli attestati di stima nei confronti di un imprenditore visionario, che ha saputo trasformare la sua azienda nel corso del tempo, affermandosi sempre di più nel mercato nazionale ed internazionale. Serafino Tirabasso ha anche ricevuto in passato l’onorificenze dell’Ordine “Al merito della Repubblica italiana” in quanto: “Fondatore e anima dell’omonima azienda, ha contribuito alla crescita del distretto del cappello in ambito internazionale, fondando il Consorzio Imprenditori lavorazione paglia e affini oltre al Consorzio Cappeldoc Marche, coadiuvando in oltre cinquant’anni innovazione e tradizione”. 

La camera ardente è stata allestita nei locali adiacenti all’azienda principale di Massa Fermana, mentre le esequie si terranno domani, martedì 6 gennaio alle ore 15,00 presso la chiesa dei Ss Lorenzo, Silvestro e Ruffino a Massa Fermana.

 

di Matteo Achilli

In considerazione dell’ondata di freddo e maltempo prevista nei prossimi giorni, Ciip S.p.A. richiama l’attenzione dei cittadini sull’importanza di adottare semplici accorgimenti per proteggere i contatori idrici e le tubazioni esposte alle basse temperature. Il gelo può provocare rotture, dispersioni e conseguenti disservizi: una prevenzione tempestiva riduce in modo significativo il rischio di danni agli impianti.
E così Ciip indica cinque consigli utili per mettere in sicurezza i contatori e limitare i problemi legati alle gelate.

 

1) Coibentare la porta delle nicchie (contatori)
Se il contatore è installato in nicchie esterne, in locali non riscaldati o non abitati, verificare che la porta del vano contatore sia sempre ben chiusa e priva di aperture o fessure che favoriscano l’ingresso di aria fredda. È consigliabile rivestire internamente la porta con materiale isolante/protettivo, ad esempio polistirolo o poliuretano espanso, facilmente reperibili presso rivenditori di materiale edile. Spessore consigliato dei pannelli: almeno 2,5 cm.

2) Coibentare il vano contatore
Nei casi in cui il contatore sia ubicato all’esterno o in ambienti freddi (cantine, garage, locali tecnici non riscaldati), è opportuno isolare anche le pareti del vano contatore con gli stessi materiali (polistirolo o poliuretano espanso), riducendo la dispersione termica e il rischio di gelo.

3) Coibentare contatore e tubazioni
In presenza di contatori e tubazioni di raccordo esposti a temperature rigide, è consigliabile coibentare anche il contatore e le tubazioni con materiali isolanti idonei (polistirolo, poliuretano espanso o equivalenti).
Ciip S.p.A. raccomanda di non utilizzare lana di vetro, stracci o tessuti, perché assorbendo umidità possono peggiorare il rischio di rottura dovuta al gelo.

4) Rendere accessibile il quadrante
La protezione adottata deve comunque lasciare sempre visibile e accessibile il quadrante delle cifre, così da consentire la lettura del contatore.

5) Case non abitate: chiudere il rubinetto e svuotare l’impianto interno
Per contatori installati all’esterno di fabbricati o in case non abitate durante l’inverno, è consigliabile chiudere il rubinetto a valle del contatore e provvedere allo svuotamento dell’impianto interno.

Ciip S.p.A. invita inoltre i cittadini a prestare particolare attenzione alle situazioni più esposte (aree collinari e montane, immobili non riscaldati, seconde case) e a intervenire preventivamente, soprattutto in presenza di temperature prossime o inferiori allo zero, e resta a disposizione per informazioni attraverso i consueti canali di contatto aziendali: numero verde 800 216172 o info@ciip.it.

L’area dove sorgerà un bosco urbano nel rione Santa Vittoria

Il rione Santa Vittoria di Porto San Giorgio avrà un bosco urbano: approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica dell’ingegner Fabio Alessandrini. La Giunta Vesprini ha dato il suo parere favorevole ad un intervento che è destinato a cambiare il volto di un’area di circa 23 mila metri quadrati.

Secondo il piano d’intervento “l’area presenta attualmente profili irregolari derivanti da riporti di terreno ed è caratterizzata da pendenze accentuate in alcuni punti. Lo stato di incuria che la riguarda è reso peggiore anche dalla presenza di vari materiali abbandonati sul terreno”.

Il Comune prevede di intervenire inizialmente con la sistemazione del verde pubblico e la rimozione della recinzione esistente (su via Edison, lato parcheggio Poste) e il successivo trasporto in discarica dei metalli attualmente presenti.

Nella seconda e più articolata fase è prevista la potatura e la sistemazione della vegetazione esistente, lo scorticamento generale della superficie, scavi di sbancamento (ove necessari) con un parziale rimodellamento dei profili e conseguenti operazioni di rinterro per avere un terreno più lineare e pendenze ridotte.

Le attività descritte consentiranno poi di definire camminamenti e aree relax, oltre a rendere l’area accessibile ai mezzi meccanici necessari alla manutenzione ordinaria del verde.

Ciò permetterà la successiva piantumazione dell’intera area per arrivare alla creazione del bosco urbano.

Nel suo complesso l’intervento non va a modificare le caratteristiche essenziali della zona: l’importo investito è di 170 mila euro.

Il bosco urbano ha caratteristiche differenti dal parco cittadino: oltre ad agevolare le politiche di rigenerazione urbana, migliora la qualità della vita nelle zone limitrofe, riduce l’inquinamento e mitiga gli effetti del cambiamento climatico.

«Al termine dei lavori vedremo la realizzazione di un bel progetto, in aderenza con gli obiettivi che l’Amministrazione si è data ad inizio mandato per la riqualificazione del territorio comunale – ribadisce il sindaco Valerio Vesprini – . La trasformazione dello spazio verde sarà emblematica, un bel passo in avanti per una zona che negli anni ha dovuto affrontare varie problematiche: verranno rimosse quelle barriere che originariamente lo delimitavano per renderlo fruibile ai cittadini».

Sempre a Santa Vittoria, inizieranno nei prossimi giorni altri lavori pubblici. Saranno effettuati in un tratto di via Medi che maggiormente necessità di uno specifico intervento di messa a regime delle acque meteoriche e dell’asfaltatura.

di Silvia Remoli (video e foto Simone Corazza)

La fiaccola dei Giochi Olimpici e Paralimpici invernali di Milano-Cortina 2026 sfida il maltempo e, da buona sportiva, vince la competizione. Anche a Fermo.

Ecco i tedofori che si sono passati la fiamma ogni 200 metri, nella tappa fermana, a partire da Viale Trento (all’altezza dell’Itet Carducci-Galilei) sino a via Beni (Caserma dei Carabinieri): fatta eccezione per Denise De Iulio  che arriva addirittura da Foggia, ecco gli altri tedofori marchigiani che quest’oggi si vanno ad aggiungere ai più illustri Gianmarco Tamberi (il fuoriclasse del salto in alto), Elisa Di Francisca (schermitrice, campionessa nel fioretto) e Achille Polonara (il cestista che sta affrontando la sua lotta contro la leucemia): Marco Fambrini e Silvia Biagini di Ancona, Maria Vittoria Mari di Piobbico, Francesco Ciattaglia di Jesi, Paolo Formiconidi Senigallia, Daniela Mancone di Ascoli Piceno (lei ha chiuso la staffetta fermana all’altezza della Caserma dei Carabinieri di via Beni e la fiaccola ha ripreso il suo corso alla volta di Civitanova Marche) , Paolo Torresi di Montappone, Stefano Baldassarri (lui è stato il primo ad accendere la fiaccola a Viale Trento) e Antonio Muccichini (atleta e camminatore di 72 anni) di Tolentino, Raffaela Fratalocchi di Sant’Elpidio a Mare, Diego Brutti di Monte Urano, Matteo Giusti di Montegranaro. E ancora, di Porto San Giorgio, Gabriele Sbattella, alias “Uomo gatto”, super campione del noto gioco-tv musicale ‘Sarabanda’ , che, da via San Tommaso, ha passato la fiaccola a sua moglie, Elena Ciubotariu, Simona Sandroni (podista della Porto San Giorgio Runners); di Fermo sono Vittorio Franca, Manuele Pazzi, Maria Chiara Lattanzi  e Maria Bertola (nota campionessa di sumo, protagonista di gare nazionali ed internazionali, attiva contradaiola della Cavalcata dell’Assunta legata ai colori di Castello e con un’emozionante storia di lotta al bullismo alle spalle).

Grande la soddisfazione del vicesindaco facente funzioni Mauro Torresi e dell’assessore allo sport Alberto Maria Scarfini: «Ci inorgoglisce vedere questo simbolo così potente, la Fiamma olimpica, attraversare la nostra città, portando con sé i valori universali dello sport, dell’inclusione e della pace. Il passaggio della Fiamma rappresenta un momento di grande emozione collettiva, capace di unire territori e comunità in un unico racconto che conduce verso l’appuntamento olimpico e paralimpico più atteso. Grazie al pubblico presente e alle tante società sportive che hanno manifestato il loro calore e incoraggiamento ai tedofori lungo tutto il percorso nonostante il maltempo». Le istituzioni si sono riunite in piazza del Popolo per attendere il passaggio della fiaccola. “Schierati” i vertici delle istituzioni, con diversi sindaci del Fermano, e delle forze dell’ordine. Tutti capeggiati dal prefetto di Fermo, Edoardo D’Alascio. 

Un viaggio che unisce l’Italia

Il viaggio della Fiamma Olimpica per Milano Cortina 2026 sarà uno dei più estesi e inclusivi di sempre. Dal 6 dicembre 2025 al 6 febbraio 2026, la torcia percorrerà 12.000 chilometri in 63 giorni, attraversando oltre 300 comuni, tutte le 110 province italiane e toccando 60 città di tappa principali, portando il messaggio dei Giochi in ogni angolo del Paese. La città di Fermo si inserisce così nel tour regionale delle Marche, che vedrà complessivamente la partecipazione di circa 150 tedofori, testimoni dei valori olimpici e paralimpici, prima dell’ultima tappa marchigiana di domani, a Senigallia.

 

La tedofora fermana Maria Bertola

I tedofori Gabriele Sbattella (alias “Uomo Gatto”) e la moglie Elena

 

Giovanni De Rosa

«Continue aggregazioni presso altre Questure nonostante i problemi di carenza di personale. Il Siulp torna a segnalare, con forte e rinnovata preoccupazione, il perdurare del ricorso alle aggregazioni di personale verso altre sedi, nonostante i ripetuti comunicati già diramati e le numerose segnalazioni inviate nel tempo. In tale contesto si inserisce la recente comunicazione con cui è stato notificato che la Questura di Fermo concorrerà alle aggregazioni per le Olimpiadi invernali, oltre a un’ulteriore aggregazione verso la sede di Trieste, alla quale già partecipa da tempo, mediante l’invio di personale verso altre realtà». E’ quanto denuncia il Siulp, sindacato italiano dei dipendenti della Polizia di Stato con la sua segreteria provinciale guidata da Giovanni De Rosa.

Per il Siulp, infatti, tale scelta evidenzia «ancora una volta una scarsa attenzione nei confronti delle realtà medio-piccole, troppo spesso trattate come se fossero grandi strutture, senza una reale e approfondita valutazione delle conseguenze operative che simili decisioni producono sul territorio. La Questura di Fermo, infatti, opera con organici già ridotti e particolarmente fragili, costantemente sotto pressione a causa di carenze croniche mai affrontate in maniera efficace. In questo contesto, sottrarre ulteriore personale non può essere considerato un semplice aggiustamento organizzativo, ma rischia di compromettere seriamente l’efficienza degli uffici e la capacità di garantire adeguati standard di sicurezza. Continuare a sottrarre risorse a Questure già in sofferenza significa aggravare ulteriormente situazioni critiche, anziché gestirle in modo razionale, equilibrato e sostenibile. Si evidenzia, inoltre, come le aggregazioni – continua il Siulp nella sua nota – possono avere ricadute pesanti sulla vita privata, sull’organizzazione familiare e sulla serenità del personale. È evidente che il continuo ricorso alle aggregazioni in assenza di soluzioni strutturali e programmate, rischia di peggiorare ulteriormente la situazione degli uffici già in difficoltà, generando disservizi, sovraccarico di lavoro, stress operativo e una crescente demotivazione del personale».

Il Siulp chiede pertanto «un deciso cambio di passo attraverso una revisione dei criteri di individuazione delle aggregazioni, il riconoscimento della specificità e della fragilità delle piccole e medie Questure e una pianificazione più equilibrata e responsabile delle risorse umane. La sicurezza dei cittadini non può essere garantita sacrificando sistematicamente la dignità e la vita personale degli operatori che ogni giorno assicurano il massimo impegno per offrire il miglior servizio possibile con le risorse disponibili. La Questura di Fermo, come già ribadito più volte, è tuttora in attesa di adeguati rinforzi e continua a registrare significative carenze di personale in ruoli fondamentali per il corretto funzionamento degli uffici. È doveroso ricordare che gli operatori della Polizia di Stato non sono numeri, ma persone, con famiglie, difficoltà concrete e responsabilità quotidiane, che meritano attenzione, rispetto e scelte organizzative coerenti con la reale situazione dei territori».


          La Segreteria Provinciale

(foto di repertorio)

di redazione CF

E’ passato poco meno di un mese dagli ultimi disordini in piazza del Popolo che il salotto di Fermo torna nuovamente ad essere scenario di caos e violenza. Ieri notte, infatti, alcuni ragazzi hanno dato vita a un parapiglia con tanto di lancio di tavoli nel panico generale. Intorno all’una, infatti, gli animi si sono accesi e quel gruppo di ragazzi, sulle cui identità stanno ora lavorando le forze dell’ordine, nello specifico i carabinieri che stanno conducendo le indagini, per cause ancora in corso di accertamento, hanno iniziato a scaraventare i tavoli presenti in piazza del Popolo. Stando alle prime informazioni trapelate, un ragazzo sarebbe stato colpito al volto, poi soccorso dai sanitari della Croce verde di Fermo che era già presente in centro, a poca distanza proprio dalla piazza.

L’ultimo episodio di violenza nel cuore della città capoluogo di provincia si è registrato lo scorso 6 dicembre. Anche in quell’occasione, infatti, alcuni ragazzi hanno scatenato una rissa e a seguito dei controlli e degli accertamenti delle forze dell’ordine sono stati sequestrati un coltello a serramanico e un machete. Fatti inquietanti avvenuti, quel 6 dicembre, a distanza di solo una settimana da un precedente, anche quella volta con lancio di sedie e caos generale.

Le criticità dei fine settimana in piazza del Popolo sono da settimane sul tavolo delle forze dell'ordine ma, a quanto pare, ancora non si riesce a trovare una soluzione concreta, o meglio un deterrente efficace, a quella violenza alimentata da alcuni facinorosi che ancora una volta macchiano le notti di centinaia di ragazzi che si ritrovano in piazza per trascorrere un sabato all'insegna del divertimento, e certo anche degli esercenti che attendono i week end per le punte lavorative che rappresentano, e che ormai sono comprensibilmente esausti per una situazione che definire borderline è un eufemismo.

https://cronachefermane.jef.it/2025/12/08/rissa-in-piazza-del-popolo-ferito-un-ragazzo-sequestrati-machete-e-coltello/734527/

https://cronachefermane.jef.it/2025/11/30/parapiglia-in-piazza-fuggi-fuggi-allarrivo-delle-forze-dellordine/733267/