Dopo otto o dieci ore di guida, scendere dal camion senza sentire la schiena rigida non è più la norma per molti autisti di mezzi pesanti. 

Chi lavora nell’autotrasporto passa gran parte della giornata seduto, esposto a vibrazioni continue, con poche reali possibilità di cambiare postura, con carico e scarico della merce che spesso arrivano quando il corpo è già affaticato. 

È una condizione di lavoro che mette la schiena sotto stress costante e che colloca i camionisti tra le categorie più colpite dal mal di schiena legato all’attività lavorativa. 

All’inizio il dolore è sopportabile: una tensione lombare che compare a fine tratta, una rigidità quando ci si alza dal sedile, la sensazione di dover “sciogliere la schiena” prima di riuscire a camminare normalmente. 

Con il tempo, però, questi segnali smettono di essere occasionali. 

Le vibrazioni del mezzo, la seduta prolungata sempre nella stessa posizione e la scarsa variabilità di movimento portano il corpo ad adattarsi male: alcune zone si irrigidiscono per protezione, altre vengono sovraccaricate, e il dolore diventa più frequente, più profondo, più difficile da recuperare anche con il riposo. 

È in questa fase che scendere dalla cabina richiede qualche secondo in più, il sonno non è davvero ristoratore e la schiena inizia a dare fastidio già dalle prime ore della giornata lavorativa. 

Continuare a lavorare sopra a questi segnali significa aumentare il rischio di blocchi improvvisi, assenze forzate dal lavoro e calo di concentrazione alla guida o addirittura soste forzate durante l’orario di lavoro, con conseguenze che possono diventare serie anche sul piano professionale. 

Le ricerche lo confermano: studi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e dell’Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro indicano che gli autotrasportatori presentano un’alta incidenza di disturbi muscoloscheletrici, in particolare lombalgia, a causa dell’esposizione prolungata a vibrazioni corpo intero e posture mantenute nel tempo. 

In questi casi la soluzione non è fermarsi del tutto né affidarsi a rimedi temporanei, ma introdurre un’attività fisica mirata che aiuti il corpo a tollerare meglio le ore di guida, recuperare mobilità, rinforzarsi in modo intelligente e distribuire correttamente i carichi, riducendo lo stress continuo sulla colonna. 

Non serve strafare ma allenarsi il giusto, bastano 2 ore di attività a settimana con il corretto movimento. Muoversi bene non serve solo a ridurre il dolore, ma a prevenire quei blocchi che rischiano di fermare il lavoro da un giorno all’altro. 

Nel metodo Atraining si parte sempre da una valutazione iniziale per capire come ti muovi, dove il corpo sta pagando il prezzo più alto del tuo stile di vita e intervenire prima che il dolore diventi uno stop forzato. Ti offro la possibilità di fare il tuo primo passo con una valutazione gratuita: per ottenerla, clicca il bottone qui e compila il form.

Palestra Atraining

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«A tutto il Personale del Servizio di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale Murri di Fermo, esprimiamo un ringraziamento sincero e profondo per la professionalità, la competenza e soprattutto l’umanità dimostrate durante la degenza della nostra cara mamma». Inizia così la nota recapitata alla Direzione dell’Ast Fermo da parte dei familiari della donna che ha donato fegato e cornee. Occasione, quella rappresentata dalla nota, per ribadire, da parte della Direzione dell’Azienda sanitaria territoriale di Fermo, il ringraziamento alla donatrice e ai suoi familiari per il gesto di inestimabile generosità e profondo amore dimostrato, e al contempo per rimarcare l’importanza della donazione di organi e tessuti.

«In un momento così drammatico e – continuano i familiari della donatrice – delicato come quello che ci ha coinvolti e l’inevitabilità dell’exitus, ogni parola, ogni sguardo, ogni atteggiamento conta. Può fare la differenza tra chiusura e fiducia, tra smarrimento e accompagnamento consapevole. In questo, come équipe, siete stati impeccabili. Avete saputo coniugare rigore clinico, chiarezza comunicativa e rispetto profondo per la sofferenza dei familiari, accompagnandoci passo dopo passo nel percorso di accettazione di ciò che stava accadendo e nella decisione della donazione degli organi e dei tessuti che, grazie all’aiuto della dottoressa Daniela Fiore e del dottor Elisei, è stata da noi maturata e voluta. Una decisione difficile, ma resa possibile anche grazie al clima di fiducia che avete saputo costruire. Immaginiamo e sappiamo quanto sia complesso lavorare in Rianimazione, soprattutto in situazioni così cariche di implicazioni emotive, etiche e umane. Proprio per questo il vostro modo di essere presenti, disponibili e rispettosi ha avuto un valore enorme. Vi siamo sinceramente grati non solo per quello che avete fatto dal punto di vista clinico, ma per come lo avete fatto: con misura, umanità e autentica attenzione alle persone. Con stima e riconoscenza".

 

https://cronachefermane.jef.it/2026/01/14/dona-fegato-e-cornee-il-grazie-dell-ast-di-fermo-per-il-grande-gesto-di-generosita/739597/

Un gesto di grandissimo amore e altruismo quello che vi è all’origine della decisione di donare gli organi. Ed è per questo motivo che oggi l‘Azienda sanitaria territoriale di Fermo, guidata dal direttore generale dr. Roberto Grinta, ringrazia un donna residente nel Fermano che ha donato fegato e cornee, con un consenso unanime espresso dai suoi figli. Anche a loro, ovviamente, il sentito ringraziamento dell’Ast fermana.
Lo scorso 8 gennaio, infatti, è arrivata la segnalazione al Centro regionale Trapianti della volontà donativa. E così si è subito attivata la macchina che ha portato ieri mattina al prelievo degli organi della donna. La procedura, in questo caso specifico, ha previsto il decesso controllato, nel Blocco operatorio, con criterio cardiologico ed alla presenza di tutti i professionisti sanitari coinvolti nella grande rete del prelievo organi. La donna poteva donare, secondo le linee guida in materia, fegato e cornee. E così è stato.
Le operazioni di prelievo degli organi si sono svolte e concluse nel migliore dei modi. E ciò è stato possibile anche e soprattutto grazie alla grande intesa di tutti i professionisti che, componendo una consolidata squadra di professionisti di altissimo livello che si muovono in assoluta sintonia, hanno preso parte al delicato processo di prelievo e che, conoscendo alla perfezione le procedure, hanno potuto operare in sincrono, dando doveroso seguito alle volontà dei familiari della donna.
Il fegato è stato poi inviato al Centro regionale Trapianti di Ancona mentre le cornee alla Banca Tessuti di Fabriano. E oggi più che mai, dopo la tragedia di Crans Montana, è opportuno ricordare quanto sia importante anche la donazione di tessuti.
«Non possiamo che ringraziare sentitamente la donna e i suoi figli per questo gesto di amore infinito e profondo altruismo – il commento della dr.ssa Daniela Fiore, coordinatrice ospedaliera della Uos Donazione di Organi e Tessuti dell’ospedale Murri- il confronto con i tanti, preziosi e qualificati colleghi, e la continua crescita di ognuno di noi in questo particolare ambito della chirurgia, favoriscono sensibilmente un virtuosa multidisciplinarietà fortemente voluta e sostenuta dalla direzione generale. Un ringraziamento al dr. Marini quale coordinatore dei Centro regionale trapianti. Questi ultimi obiettivi – aggiunge la dr.ssa Daniela Fiore – non sarebbero stati raggiunti senza la fattiva presenza e collaborazione del dr. Daniele Elisei, direttore della Uoc Anestesia-Rianimazione, e di tutta la squadra di eccellenti professionisti che hanno preso parte alle procedure di prelievo e contribuito, ognuno nel suo delicato ruolo, al successo dell’intervento».

 

Il dermatologo Andrea Maurizi



Il dottor Andrea Maurizi, specialista in Dermatologia, da questo mese riceverà al Centro Medico San Paolo a Piane di Montegiorgio, aggiungendo questa nuova esperienza personale al suo importante bagaglio professionale. Il dr. Maurizio è un medico chirurgo specialista in Dermatologia e Venereologia, attualmente dirigente medico presso l’Unità Operativa di Dermatologia Inrca di Fermo e precedentemente contrattista presso la Clinica di Dermatologia Aou degli Ospedali Riuniti di Ancona per l’esecuzione di visite dermatologiche.

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 2021 presso l’Università Politecnica delle Marche, ha completato nel medesimo ateneo la Specializzazione in Dermatologia e Venereologia e, durante gli anni di specializzazione, ha partecipato attivamente alla ricerca scientifica in trial multicentrici internazionali. È anche coautore di diverse pubblicazioni scientifiche in ambito dermatologico.

È ora pronto a questa nuova esperienza presso uno dei centri medici più importanti del Fermano con grandi motivazioni: «Dopo la laurea in Medicina nel 2021 ad Ancona mi sono subito specializzato in Dermatologia a Torrette per quattro anni, svolgendo attività clinica e chirurgica con esperienza anche all’Inrca di Ancona e all’ospedale pediatrico Salesi nel corso della specializzazione. Attualmente collaboro con l’Inrca di Fermo e con altri centri privati. Dal 16 di gennaio inizierò questa nuova collaborazione con il Centro Medico San Paolo».

Sul piatto un’ampia gamma di servizi e attività cliniche che può mettere a disposizione dei pazienti. «In linea generale – spiega il dr. Maurizi – tutta la dermatologia di base, la valutazione dei nei con dermoscopia, tutta la parte oncologica con diagnosi di tumori cutanei e relativi follow up del paziente oncologico. Poi la tricologia e la visita dei capelli, patologie del cuoio capelluto e annessi cutanei. Ovviamente tutta la sfera chirurgica, con nei e asportazioni di tumori della pelle, e biopsie chirurgiche oltre alla dermochirurgia, chiusura lembi e innesti».

Prima dell’intervento dello specialista sono però molto importanti la corretta valutazione e una profilassi da parte del paziente. «La prevenzione è assolutamente fondamentale – aggiunge il dr. Maurizi – il paziente deve imparare a riconoscere i segni di deformazione cutanea potenzialmente sospetti. È importante che ci sia un primo autocontrollo. Facendo un esempio di prevenzione primitiva partiamo da quella verso i raggi solari: utilizzare indumenti adatti, limitare l’esposizione solare, proteggersi con creme solari e ricorrere a un adeguato fattore di protezione. Sono norme di buon senso che sono sempre valide e permettono una gestione iniziale ed ottimale della situazione. In generale per me è fondamentale avere un approccio chiaro e diretto, fornendo informazioni comprensibili sulle condizioni della pelle e sulle opzioni di trattamento, favorendo un dialogo semplice e orientato alla migliore gestione del problema dermatologico. Il fine ultimo è quello di offrire un’assistenza accurata e affidabile, basata su competenze aggiornate e su una comunicazione trasparente».

Centro medico San Paolo si trova in via Faleriense Est, 50, a Piane di Montegiorgio. Tel: 0734-967056. Visita il sito del Centro Medico San Paolo cliccando qui.

ll Laboratorio Analisi Emotest si trova in via Faleriense Est 50, a Piane di Montegiorgio. Tel: 0734-968263. Clicca qui per visitare il sito di Emotest.

(spazio promo-redazionale)

(foto da profilo Fb Ast Fermo)

Alta professionalità e sinergia. Sono due parole chiave nella sanità pubblica e due cardini che guidano ed indirizzano l’operato dell’Azienda sanitaria territoriale di Fermo. E tornano alla ribalta grazie alle parole del dottor Roberto Festa con un encomio rivolto al collega Alessandro Bordoni.

Ad entrambi va il sentito ringraziamento dell’Ast Fermo, guidata dal direttore generale Roberto Grinta: «Il nostro sistema sanitario vanta eccellenti professionisti, sia ospedalieri che nella medicina territoriale, professionisti che, con le loro indiscusse qualità professionali ed umane, ogni giorno si spendono per la salute pubblica. E che, in casi come quello in questione, riescono a salvare vite. Cosa vi è di più importante e gratificante?” le parole del direttore generale dr. Grinta.

Ma andiamo alla lettera di encomio del dr. Festa: «Desidero segnalare il collega dr. Alessandro Bordoni, che non conosco, essendo il sottoscritto medico di famiglia a Porto Recanati. Il giorno di Natale, il dott. Bordoni, essendo in servizio di continuità assistenziale presso Porto Sant’Elpidio, ha visitato e soccorso tempestivamente a domicilio un mio assistito, colpito, mentre era a pranzo da parenti, da un malore a cui ha fatto seguito l’arresto cardiaco, contribuendo significativamente a tenerlo in vita. Grazie».

Roberto Grinta e Tamara Mariani

«Voglio far innamorare i giovani medici, come è successo a me, della medicina di emergenza-urgenza e migliorare ulteriormente tutto ciò che è migliorabile». Ha esordito così, con queste parole, la dottoressa Tamara Mariani, nuovo primario del Pronto Soccorso dell’ospedale Murri di Fermo, nella conferenza stampa con cui si è presentata ufficialmente ai giornalisti questa mattina nella sede della Direzione Ast Fermo. Presenti il direttore generale Ast Fermo Roberto Grinta, il direttore sanitario Elisa Draghi, il direttore socio-sanitario Alberto Franca, quello del Governo clinico-Rischio clinico, Andrea Vesprini, quelli dei Dipartimenti, dei Reparti, quello delle Professioni sanitarie insieme alla direzione medico-ospedaliera e al nuovo dirigente dell’Area tecnico-diagnostica.

«Diamo il benvenuto alla dottoressa Mariani e sono davvero orgoglioso di presentarla ma prima mi corre l’obbligo di ringraziare chi l’ha preceduta, ossia i dottori Antonio Ciucani ed Emidio Di Flaviano per il grande lavoro svolto e che, insieme all’encomiabile operato dei sanitari anche in periodi delicati come, ad esempio, quello delle recenti festività e quello più in generale legato ai picchi influenzali, hanno saputo tenere sotto controllo la situazione gestendo al meglio il reparto», ha sottolineato il direttore generale Roberto Grinta.

 

 

«Mi associo ai ringraziamenti del dottor Grinta estendendoli allo stesso direttore generale, a quello sanitario, la dottoressa Draghi e a quanti hanno riposto in me stima e fiducia – ha sottolineato Tamara Mariani – ho già avuto modo di percepire che sul Pronto soccorso ci sono massima attenzione e collaborazione da parte della Direzione. Sono stata accolta benissimo e la collaborazione che sto toccando con mano è un ulteriore stimolo a dare tutto. I reparti di Pronto soccorso hanno criticità su scala nazionale a cui tutti noi dobbiamo dare risposte. A Fermo il personale, a cui va il mio sentito ringraziamento, svolge un lavoro egregio. Certo, il mio impegno sarà vocato a migliorare ulteriormente tutto ciò che è migliorabile. E con un lavoro di squadra possiamo ottenere bei risultati. A livello nazionale viviamo un periodo segnato dalla scarsità di medici dell’emergenza-urgenza ma un mio obiettivo è quello di implementare il pool di medici del Pronto soccorso anche perché con i “gettonisti” non si può portare avanti un discorso di continuità assistenziale».

«Stiamo già lavorando a dei progetti con delle eventuali possibilità di reclutamento per centrare l’obiettivo. Comunque molto importante sarà far innamorare dell’emergenza urgenza i medici giovani, come è successo a me. Voglio puntare molto anche sulla formazione, forte della collaborazione dei colleghi e della direzione. Abbiamo tutte le carte in regola per essere sempre più attrattivi». Proprio su questo aspetto il direttore Grinta ha aggiunto che «inciderà in positivo il nuovo ospedale che disporrà anche di un doppio percorso dell’emergenza-urgenza in caso di epidemia. Di questo non posso non ringraziare la Regione Marche».

La dottoressa Tamara Mariani ha una specializzazione in Geriatria e non è dettaglio da poco considerando che spesso il grosso degli accessi al Pronto soccorso è rappresentato da anziani: «Incontrerò i medici di medicina generale – aggiunge il nuovo primario – per una sempre più stretta collaborazione. La medicina territoriale, con le Aft (Aggregazioni funzionali territoriali), le Case di Comunità e gli Ospedali di Comunità, sarà sicuramente d’aiuto al nostro reparto».


ALCUNI DATI
Nel periodo delle ultime festività (dal 25 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026) si sono registrati 1.295 accessi con una media giornaliera di 99,61 (inferiore rispetto alla media giornaliera annuale, pari a 107,16%). Di questi, il 4,48% codici rossi (58), 16,68% codici arancioni (216), 36,52% codici azzurri (473), 40,31% codici verdi (522) e 2.01% codici bianchi (26). Nessun codice nero. Del totale, 174 pazienti hanno avuto necessità di essere ricoverati.

Nel 2025 gli accessi al Pronto Soccorso sono stati, in totale, 39.114 con una media giornaliera di 107,16. Il 3,34% codici rossi (1.308), il 12,43% codici arancioni (4.861), il 35,94% codici azzurri (14.059), il 45,80% codici verdi (17.913), il 2,48% codici bianchi (970) e lo 0,01% di codici neri (3). Dei 39.114, 4.947 pazienti hanno avuto necessità di essere ricoverati (12,64%).

Nel 2024 la media degli accessi giornalieri è stata di 107,65 con una media di ricoveri del 12,48% sugli accessi totali (13,44 ricoveri al giorno).

Presentazione della neo primaria di Pronto Soccorso Tamara Mariani

Tamara Mariani

La direzione generale dell’Ast di Fermo, guidata dal dr. Roberto Grinta, ha calendarizzato per la prossima settimana una riunione tecnico-operativa con l’Ufficio Tecnico dell’Azienda sanitaria territoriale di Fermo per pianificare il cronoprogramma di allestimento dei padiglioni del nuovo ospedale di Campiglione di Fermo. «Il cronoprogramma, così come tutti i prossimi passaggi tecnici e amministrativi, sarà concertato e condiviso – si legge nella nota dell’Ast – con la Regione Marche, l’Assessorato alla Sanità e i Dipartimenti Salute e Infrastrutture.  Ad imprimere l’accelerazione sul nuovo ospedale di Campiglione di Fermo senza dubbio è stato lo stanziamento, annunciato il primo gennaio scorso dall’Assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro, di 34 milioni di euro che serviranno proprio per il completamento tecnologico e l’arredamento del nuovo nosocomio».

«La programmazione si rende necessaria anche per dare il via alle procedure amministrative legate delle gare per l’acquisizione dei macchinari e degli arredi per l’allestimento del nuovo nosocomio, a partire dalle sale operatorie e dalla centrale di sterilizzazione. A livello infrastrutturale, infatti – proseguono dall’Ast Fermo – una volta ottenute tutte le certificazioni, si procederà al collaudo progressivo e alla certificazione stessa dei vari padiglioni. A quel punto si potrà passare alla fase di allestimento dei vari padiglioni con la pianificazione delle consegne di arredi e tecnologie. Nei prossimi giorni è previsto l’arrivo di una nuova Risonanza magnetica mentre la consegna di una Tac di ultima generazione è calendarizzata per i mesi di maggio/giugno. L’installazione delle apparecchiature e dei macchinari avverrà successivamente al loro collaudo. Nel frattempo è imminente l’avvio dei lavori per l’attivazione dell’Endoscopia (Colonscopia e Gastroscopia), entro la prossima primavera, all’ospedale dei Sibillini “Beato Antonio di Amandola“».

«Tennacola S.p.A., su iniziativa del Presidente Antonio Albunia e d’intesa con il Consiglio di Amministrazione, ha promosso un’importante azione di sensibilizzazione rivolta alle aziende del territorio, finalizzata alla raccolta di risorse economiche per l’acquisto di nuove apparecchiature destinate al reparto pediatrico dell’Ospedale “A. Murri” di Fermo». E’ quanto si legge in una nota del Tennacola.

«Grazie alla collaborazione e alla generosità delle imprese coinvolte – spiegano da Tennacola – è stato possibile procedere all’acquisto di un Digitrapper, una strumentazione diagnostica avanzata, destinata a migliorare la capacità di monitoraggio e diagnosi di specifiche patologie in età pediatrica.

In particolare, lo strumento consente il monitoraggio ambulatoriale del reflusso gastroesofageo. Attualmente è considerato il metodo più completo per valutare l’esposizione acida esofagea, la frequenza degli episodi di reflusso e la loro correlazione con i sintomi clinici. L’apparecchiatura acquistata permette inoltre di effettuare un’analisi combinata di pH e impedenza, migliorando la caratterizzazione del reflusso gastroesofageo (Gerd) attraverso la valutazione della frequenza, della durata, della clearance e dell’estensione degli episodi di reflusso, sia acido sia non acido. Questo approccio diagnostico risulta particolarmente efficace anche nei pazienti sottoposti a terapia di soppressione acida, consentendo una valutazione più accurata dei sintomi persistenti, e un sistema di monitoraggio pH-impedenza di ultima generazione in grado di fornire una visione completa e dettagliata del fenomeno del reflusso, migliorando il supporto diagnostico e clinico offerto ai piccoli pazienti del reparto pediatrico. L’iniziativa rappresenta un esempio concreto di collaborazione virtuosa tra un’azienda pubblica, il sistema sanitario e il tessuto imprenditoriale locale, e testimonia l’attenzione di Tennacola S.p.A. verso la comunità e i servizi essenziali del territorio, confermando l’impegno dell’azienda nel sostenere progetti ad alto valore sociale e sanitario. La direzione Ast Fermo ha ringraziato la Tennacola S.p.A. per la gradita donazione rimarcando la doppia valenza del gesto, ossia l’aver contribuito ad incrementare la dotazione tecnologica a disposizione del reparto di Pediatria e, soprattutto, l’aver manifestato una concreta attenzione nei confronti dei piccoli pazienti e del personale del reparto favorendo e rafforzando, oltretutto, la vicinanza tra il mondo imprenditoriale e la sanità pubblica» concludono da Tennacola.

Benvenuta Anita, è lei la prima nata del 2026 all’ospedale Murri di Fermo.
Dunque, come per la chiusura del 2025, con la nascita della piccola Bianca Maria per la gioia infinita dei genitori Marika Ciucani Governatori e Giacomo Rossetti (residenti a Fermo) anche il 2026 dell’ospedale di Fermo si apre con un fiocco rosa.
La piccola Anita è nata alle 00,34 di oggi, primo gennaio 2026, ed è stata subito avvolta dal calore e dall’amore della mamma Meri Conte e del papà Luca Pacioni (residenti a Monte Urano).
«Sicuramente è tra i primi nati di questo nuovo anno» rimarcano dal reparto. Ad assistere mamma Meri e la venuta al mondo di Anita (3.500 gr), il personale sanitario del reparto di Ostetricia e Ginecologia guidato dal direttore Alberto Maria Scartozzi, nello specifico dall’ostetrica dr.ssa Ilaria Biondi e dalla ginecologa dr.ssa Helga Frizzo.
Da lì a poche ore, alle 11 per la precisione, è venuta al mondo un’altra neonata: si tratta di Deva, anche lei avvolta dall’amore della mamma Rinelda Lamaj e del padre Gentjan Bulva, residenti a Massa Fermana. Ad assistere Deva e la mamma i dr. ginecologi Francesco Ciattaglia e Luisa Tibaldi e l’ostetrica dr.ssa Laura Mancini. 
«Gioie infinite che si susseguono – riferiscono dal reparto guidato dal direttore Scartozzi – che ci riempiono il cuore di emozione e che ci ricordano quanto è bello quello che abbiamo l’onore di fare ogni giorno per le “nostre” bambine e i “nostri” bambini che vengono al mondo circondati da amore e premure, e per i loro genitori».