Riavvolgiamo per un attimo e per un’ultima volta il nastro al 17 Luglio 2025: allo Zanhotel & Meeting Centergross di Bologna escono i calendari di una Superlega che fa tanto discutere, con una regular season concentrata in appena 5 mesi, si inizia ad ottobre, si termina a febbraio.

Tralasciando ogni considerazione in merito, ne esce un calendario pieno zeppo di turni infrasettimanali e alla Yuasa tocca Perugia di mercoledì, sia in andata che al ritorno. Aldilà della delusione di dover negare a tantissimi giovani del territorio la possibilità di godersi i Super-Campioni della Sir in un weekend dagli orari decisamente più accessibili, è evidente come la mente fantasticava già di poter festeggiare al PalaBarton, il 25 febbraio, una nuova strepitosa salvezza.

Tra il dire e il fare, però, c’è di mezzo un campionato, e quello 2025-26 per la Yuasa Battery non è andato secondo aspettative. Mille e più vicissitudini di ogni genere, che però ormai sono storia e acqua passata non macina più. Il campo ha emesso il proprio verdetto e non rimane altro da fare che accettarlo: è lo sport, è la vita. Prima di pensare al futuro, però, c’è un ultimo impegno da onorare e un’ultima serata da godersi in massima serie. E quale posto migliore per salutare, almeno per un po’, la Superlega, se non nel palazzetto di chi ha vinto tutto? Sir Susa Scai Perugia – Yuasa Battery Grottazzolina, testa-coda, Davide si congeda dall’Olimpo nella casa di Golia, sulla cui panchina siede uno dei maestri del volley mondiale, Angelo Lorenzetti.

L’avversario di turno
I Block Devils, nelle cui fila milita l’ex Cvanciger, vogliono prepararsi bene alla Semifinale di Del Monte® Supercoppa contro Trento. Organico stellare per la capolista sin qui incontrastata della Superlega, a partire dal regista Simone Giannelli, campione del mondo e MVP del Mondiale. E’ lui il direttore di un’orchestra in cui ogni strumento suona a livelli altissimi, a partire dal suo dirimpettaio di diagonale, ovvero l’opposto Ben Tara. In banda brilla la classe di Plotnytskyi e Semeniuk, mentre al centro l’altro campione del mondo Russo sarà affiancato da Solè o Crosato. Liberi ancora una volta di livello assoluto con l’eterno Colaci e lo scalpitante Gaggini. Le assenze forzate di Ishikawa e Loser costringeranno giocoforza Lorenzetti a ruotare qualche effettivo, ma con un roster così profondo guai al mondo a parlare di “riserve”.

Precedenti, ex di turno ed arbitri del match
Tutti in favore di Perugia i tre precedenti sinora disputati, mentre c’è un solo ex di turno, ovvero il già citato Cvanciger. Incontro affidato al giovane trentino Anthony Giglio, che curiosamente arbitrò da assistente anche la gara di andata; a coadiuvarlo ci sarà l’internazionale Alessandro Cerra.

Come seguire la gara
La gara verrà trasmessa in diretta streaming esclusiva su VBTV (canale tematico di Volleyball World), con aggiornamenti sui profili social ufficiali Yuasa Battery Grottazzolina e Sir Susa Scai Perugia.

Massimiliano Fanesi durante l’esperienza da direttore sportivo nella Fermana F. C., campionato di Serie D 2014/15. In copertina, abbracciato dopo un gol dal centrocampista e capitano Guido Di Fabio e dall’esterno sinistro Fabio Di Venanzio nell’anno della Serie B, stagione 1999/00.

di Redazione

FERMO – Centravanti nell’indimenticabile stagione della Serie B, direttore sportivo a più riprese nella crema del dilettantismo, tra Eccellenza e quarta serie.

Massimiliano Fanesi, attaccante classe 1972, merita senza dubbio un posto nella galleria elitaria degli ex canarini ad aver lasciato un’impronta positiva dalle parti del Girfalco. Indimenticabili, infatti, i 9 centri messi a segno durante il campionato di cadetteria dell’allora Fermana Calcio 1920, così come preziosa è stata l’opera di costruzione della rosa dietro la scrivania dirigenziale nei campionati a venire, nel segno dell’Unione Sportiva Fermana prima e della Fermana Football Club poi.

Nell’anno in cui la stessa Fermana F. C. è ritornata a lottare sul campo per una posizione di prestigio e di vertice, dopo due amarezze in serie coincise con la doppia retrocessione dalla Serie C all’Eccellenza, transitando naturalmente per la D, l’ex numero 16 canarino analizza il buon momento della compagine ora all’apice della classifica nel massimo torneo dilettantistico regionale.

Fanesi, dopo una prima parte di stagione caratterizzata dal naturale periodo di assemblamento ed amalgama, causa una rosa del tutto nuova, i canarini, risultati alla mano, hanno trovato il passo giusto. Come valuta, a maturazione, l’undici costruito dal direttore sportivo Sergio Filipponi e guidato da mister Augusto Gentilini?

«Considerando i problemi di inizio anno, frutto delle vicende societarie ereditate dal recente passato, ed il fatto di aver iniziato la costruzione della squadra con ritardo rispetto agli standard estivi, ad oggi possiamo definire la composizione della rosa da parte del diesse Filipponi di assoluta qualità. Ha messo a disposizione di Gentilini una rosa di primo livello, assemblata e messa a punto settimana dopo settimana da un tecnico navigato, che rappresenta un lusso per queste categorie. I risultati lo provano».

Da ex attaccante: Guti, Cicarevic, Fofi e Carmona tra i principali protagonisti di un reparto offensivo davvero sopra le righe…

«La Fermana, nel suo complesso, è una squadra equilibrata. Nel reparto arretrato ci sono elementi importanti, nel mezzo c’è gente forte, di personalità e davanti spicca, come sottolineato, una batteria di attaccanti decisamente di prim’ordine. Una qualità complessiva, attacco su tutti, che va a ribadire l’ottimo lavoro svolto dal direttore che, insieme al mister, adesso sta camminando sulla strada per raggiungere l’obiettivo prefissato a monte, nonostante le tante difficoltà che purtroppo caratterizzano la società gialloblù degli ultimi tempi».

Dalla ricognizione sulla squadra al dettaglio sul prossimo turno di campionato che, come noto, mette sotto i riflettori la sfida tra la capolista canarina e la principale antagonista, il K Sport Montecchio, distante appena un punto dalla compagine gialloblù…

«La prossima giornata di campionato mette contrapposte, in maniera stimolante, le prime della classe, costruite per ambire al salto di categoria. I gialloblù, come noto, sono reduci da due retrocessioni, il Montecchio da uno spareggio che valeva la D perso ai rigori. C’è voglia di riscatto in ambo le piazze. Sarà quindi e di certo una bella partita, tra due squadre che hanno voglia di vincere. Ci sono tutti i presupposti per vedere un match con alti valori tecnici».

Restando sulla partita di vertice, che andrà in scena sul fondo di gioco pesarese, quali i temi tattici che secondo lei metteranno di fronte il miglior attacco della stagione al cospetto della miglior difesa del girone in una sorta di spareggio per la vetta dell’Eccellenza?

«Miglior attacco contro la miglior difesa è un dato che la dice lunga su ciò che le squadre stanno facendo vedere, fino a questo momento, nel torneo di Eccellenza. Quella di domenica è una partita da tripla, dove ogni pronostico secco potrebbe essere smentito. Parliamo di due compagini che annoverano giocatori importanti, di categoria superiore, allenati da tecnici preparati come Gentilini e Giuseppe Magi. Ogni tatticismo precostituito è relativo, in campo le squadre hanno elementi in grado di rompere l’equilibrio, e creare l’episodio favorevole, in qualsiasi momento della sfida».

PORTO SAN GIORGIO – L’ultima stagionale tra le mura amiche vede la Yuasa Battery ospitare al PalaSavelli una Valsa Group Modena quarta in classifica e in ottimo stato di forma. Gara interessante anche dal punto di vista simbolico, considerato che l’ultima interna di Superlega di Grottazzolina (almeno per un po’) è contro una delle formazioni storicamente più vincenti d’Italia.

Modena senza Federici bloccato da un affaticamento alla vigilia del match, Stankovic in distinta per onore di firma sul fronte Yuasa, microfrattura ad un dito della mano destra rimediata in allenamento per il campione serbo, tra i migliori sette giorni fa a Trento.  Modena in campo con Tizi-Oualou in regia e Buchegger opposto, Mati e Sanguinetti al centro, Daviskiba e Porro in banda con Perry libero. Coach Ortenzi schiera invece Falaschi in regia opposto a Tatarov, Pellacani e Petkov in posto tre, Magalini e Fedrizzi schiacciatori con Marchisio libero.

IL TABELLINO

YUASA BATTERY GROTTAZZOLINA 0: Magalini 9, Cubito ne, Vecchi ne, Falaschi, Stankovic ne, Pellacani 6, Petkov 4, Fedrizzi 7, Marchiani ne, Koprivica ne, Tatarov 15, Marchisio (L1) 46% (23% perf.). All. Ortenzi, vice Minnoni e Romiti

VALSA GROUP MODENA 3: Massari ne, Perry (L1) 42% (33% perf.), Mati 7, Sanguinetti 14, Tizi-Oualou 3, Davyskiba 13, Tauletta ne, Porro 11, Menchetti (L2) ne, Anzani ne, Buchegger 9, Bento 1, Ikhbayri ne, Giraudo ne. All. Giuliani, vice Ciamarra e Lionetti

PARZIALI: 26-28 (28’), 18-25 (23’), 20-25 (23’)

ARBITRI: Salvati e Armandola (Polenta), video check Gianferro, segnapunti Marini

NOTE: Grottazzolina: 13 errori in battuta, 1 ace, 4 muri vincenti, 38% in ricezione (25% perf), 56% in attacco. Modena: 22 errori in battuta, 8 ace, 9 muri vincenti, 50% in ricezione (38% perf), 68% in attacco. Spettatori 1196, mvp Sanguinetti

LA CRONACA

Il primo break del match (2-4) arriva per Modena con Tizi-Oualou, che capitalizza al meglio una gran difesa di Porro, il gap rimane invariato fino al doppio muro subito da Magalini che vale il 10-13 modenese. Battuta e muro sono il vero spartiacque tra le due formazioni, le mani di Sanguinetti a bloccare l’attacco Yuasa per il 13-17. Grottazzolina si riavvicina sfruttando la vena offensiva di Tatarov, ma Modena si porta sul 20-23 pregustando un finale in scioltezza. L’ottimo turno al servizio di Magalini mette però in crisi le certezze dei “gialli”, e con le bordate di Tatarov (8 punti con un eccezionale 88% in attacco) la Yuasa si regala addirittura il ribaltone 24-23. Sanguinetti (8 punti anche per lui nel set, bottino eccezionale per un centrale) rimette tutto a posto col servizio, doppio ace e 26-28 Modena.

Subito avanti gli emiliani anche in avvio di secondo set, ancora il muro a fare la differenza, di Buchegger quello del 5-9. Molto molto dubbio l’episodio che vale il 8-11 modenese, con un tocco parso piuttosto eclatante in ricezione. L’unico a non avvedersene è l’arbitro (e ci può stare, con il video check che non può intervenire in questo caso) ma il giovane campione del Mondo nega, non il migliore esempio per i tanti giovani presenti al palas, in un contesto in cui quel pallone e un gesto di fair play non avrebbero sicuramente influenzato il risultato finale. Lo stesso Porro in pipe ad allungare 11-16, Buchegger ad allargare ulteriormente il solco sul 12-18. Coach Giuliani concede campo a Bento per Davyskiba, Sanguinetti continua il suo show personale e dai nove metri trova il 14-21; piccolo sussulto Yuasa con Magalini ma un’indecisione banale vale il 18-25 finale.

Parte avanti Grottazzolina in avvio di terzo set, ma quando il primo tempo di Petkov (visibilmente non al meglio) si ferma sulla rete ed il miglior battitore della Superlega (Buchegger) trova il suo 60° ace stagionale la Valsa torna sopra 8-11. Mati a muro fa 11-15, Magalini riavvicina la Yuasa Battery sul -2 ma poi in ricezione viene bersagliato e Modena riallunga 14-19. Petkov a muro ferma Sanguinetti (che chiuderà il match da mvp con 14 segnature personali) per il 17-19, ma è l’ultimo grido: la Valsa spinge forte e con Mati chiude sul 20-25 un match che, fatta eccezione per il finale frizzante di primo set, è stato sostanzialmente senza storia.

Un vero è proprio show in negativo quello messo in scena da un calciatore del Capodarco U.23 nel corso dell’ ultima giornata di Terza Categoria.

Il tutto è avvenuto durante il match di domenica scorsa contro il Servigliano.

Secondo il referto arbitrale, riportato nel comunicato ufficiale n. 76 del comitato provinciale di Fermo: “Dopo una decisione del sottoscritto, il calciatore riportato nel provvedimento utilizza un linguaggio blasfemo, viene dal sottoscritto e lo afferra per il colletto della divisa, urlandogli frasi ingiuriose. Alla notifica del provvedimento si abbassa i pantaloncini, e tenendosi le parti intime esprime ulteriori frasi ingiuriose. Successivamente si sdraia per terra rifiutandosi di uscire, ritardando la
ripresa di gioco, non appena il vice capitano gli dice di dover abbandonare il terreno di gioco, esce continuando
con le solite frasi, alcune tra cui minacciose, tirando pugni alla panchina locale. Durante il tragitto verso l’uscita dal campo tira violentemente un calcio alla bandierina spezzandola a metà e continua ad urlare frasi ingiuriose, prendendo un pezzo di bandierina e lanciandolo in tribuna, poi inizia a insultare gli spettatori in tribuna facendogli il dito medio, a termine della gara, viene verso il sottoscritto in modo minaccioso, fermato però dai compagni, e urla frasi minacciose”.

Per tale motivi il giudice sportivo ha comminato al calciatore una squalifica di 8 giornate. 

Gianluca Urbinati, capitano ed attuale tecnico del Montegranaro

di Redazione

MONTEGRANARO – Quando passato e presente si fondono ed all’epilogo è possibile affermare “buona la prima”.

Il Montegranaro Calcio risorge dopo tre sconfitte consecutive, rimette i metaforici piedi in terra salda, oltre cioè la palude playout della graduatoria, piazzando il blitz in casa della capolista Fermana. Un film praticamente perfetto, regia di capitan-mediano-centrale-mister Gianluca Urbinati.

L’ex centrocampista centrale della Fermana, in campo da protagonista dal 2015 al 2022, solcando cioè il traguardo del salto dalla Serie D alla Lega Pro e griffando a seguire un più che onorevole ciclo nel terzo gradino professionistico italiano, è il nuovo tecnico del Montegranaro, subentrando al termine di una settimana, quella scorsa, a dir poco turbolenta al dimissionario Gabriele Baldassari (e del vice Andrea Del Gatto, oltre all’addio avvenuto poche ore dopo del direttore sportivo Beppe Sfredda). Ambiente sfiduciato ed una classifica, dicevamo, figlia di tre sconfitte consecutive, con assetto tecnico e dirigenziale azzerato. Tra l’altro, ad acuire un quadro di stagione altalenate, il tutto a giungere dopo un primordiale addio del mister di inizio torneo, Eddy Mengo (confermato dallo scorso anno), avvenuto a cavallo della sosta natalizia a precedere nientemeno che lo strappo con il diesse giunto in terra veregrense in estate, Luca Cremona, altro ex attaccante canarino e già compagno di squadra di Urbinati. Dunque, una panoramica complessiva grigia e spigolosa, evoluta con crescente inasprimento ma al momento risolta con efficacia dall’intuizione della società di patron Andrea Tosoni: affidare il delicato compito della repentina ripartenza a punti a chi l’ambiente (leggi caratteristiche tecniche dei giocatori a disposizione, oltre al cuore ed alla mente degli stessi effettivi nella rosa gialloblù) lo conosce dalla parentesi di mercato del dicembre 2024, momento in cui “Urbi” è approdato nel mezzo della difesa calzaturiera.

Dotato di patentino tecnico federale, ad Urbinati subito la sfida in casa della capolista Fermana, compagine a macinare punti con passo di vetta grazie alle bocche di fuoco avanzate come Fofi, Cicarevic e Carmona innescati dal geniale mancino di Cabrera. Risultato, un 0-2 all’inglese passante per un undici articolato nella canonica zona, con dinamica pressione e quantità, impreziosita dalle gemme di qualità incarnate dai centri di Gomis e Tonuzi.

Urbinati, un esordio migliore nelle vesti di tecnico non poteva esserci, ma quali emozioni ha vissuto domenica scorsa nel momento in cui ha varcato i cancelli dello stadio “Bruno Recchioni”?

«Emozioni fortissime, e nell’insieme sono ritornati alla mente ricordi indelebili. In pochi secondi mi sono in pratica ripassati davanti tutti i sette anni vissuti in quel contesto ed in quell’ambiente. Quello di Fermo è uno stadio che, evidentemente, è nel mio destino. Esordire da tecnico, proprio in quella che è stata casa mia per tanti anni, credo abbia un’unicità e un romanticismo con pochi eguali».

Con il blitz del Montegranaro ha complicato i piani nobili della capolista Fermana, ora distante un solo punto dalla prima inseguitrice K Sport Montecchio, vittoriosa a Fermignano. Pensa (e si augura) che, ad ogni modo, la somma gloria stagionale di Eccellenza possa transitare, alla resa dei conti, all’ombra del Girfalco?

«Se prendiamo in premessa il momento che stavamo attraversando si è trattata, per noi, di una vittoria tanto insperata quanto fondamentale. Spero ci dia quell’entusiasmo ed autostima che ci mancava. Nelle economie della Fermana, invece, la sconfitta di domenica non cambia la sostanza del percorso che sta facendo, chiaramente il Montecchio si è avvicinato, e credo che sarà una lotta a due fino alla fine. Ci sono però da considerare anche altri fattori: il ritorno sugli spalti del tifo e “l’effetto Recchioni”, so bene che sono elementi che potrebbero incarnare un ruolo decisivo nel rush finale».

Urbinati, nel marzo del 2022, a dirigere le operazioni in mediana nell’allora Fermana di Serie C

Andando alla sua squadra, ammirata in un tradizionale ed efficace 4-4-2, ecco la puntuale copertura degli spazi e l’aggressione alta al portatore avversario, tutto condito da grinta, lucidità e generosità grazie a ruoli ricoperti da ottimi interpreti, alla quale domenica sono tra l’altro mancati elementi di livello come Jallow ed Albanesi…

«Insieme allo staff, vedendo le partite di chi ha affrontato la Fermana, abbiamo capito che rimanendo bassi prima o poi il gol sarebbe stato incassato e, rotti gli argini, i canarini avrebbero poi dilagato. Quindi, considerate anche le nostre caratteristiche, abbiamo deciso di mandare in scena una partita aggressiva, andandoli a prendere uomo a uomo con due punte e due linee da quattro strette e compatte. Il tutto per essere sempre equilibrati in fase di possesso e non possesso. Ma la vera differenza l’hanno fatta i ragazzi, parlo di chi ha giocato e di chi stava fuori, mettendoci cuore, anima, sacrificio e spirito di gruppo. Sono stati eroici. Sulle defezioni ormai siamo abituati ad averne da inizio stagione, quindi abbiamo capito che il top player della squadra deve essere senza dubbio il gruppo».

Calendario alla mano, dopo l’esordio in casa dei gialloblù di vetta all’orizzonte settimanale c’è il derby interno della calzatura contro la Sangiustese, a seguire la trasferta di Tolentino per chiudere poi il suo poker iniziale da tecnico con l’ulteriore gara domestica, ricevendo il K Sport Montecchio…

«Al momento transitiamo per una fase di un torneo proibitiva, quindi meglio concentrarci su una partita alla volta, e domenica sarà il turno del derby con la Sangiustese. So e sappiamo bene cosa rappresenta per tutta la comunità di Montegranaro e, soprattutto, per il nostro presidente. L’importante è sfruttare bene fiducia ed entusiasmo, non facendoli diventare superficialità e presunzione, continuando a lavorare con umiltà e sacrificio anche perché la nostra classifica non ammette altro tipo di atteggiamento. Quindi già da oggi siamo concentrati solo sulla sfida contro i rossoblù di Monte San Giusto».

La giovane promessa Alidori, l’affidabilità di Capodaglio ed il prezioso contributo di Zaffagnini: oltre alla disponibilità di questi centrali, mister Urbinati in futuro potrebbe schierare nel ruolo se stesso o, da qui in avanti, siederà solo in panchina per concentrarsi unicamente nel nuovo compito di allenatore?

«Non c’è dubbio: per rispetto dei miei compagni, fin quando ricoprirò questo ruolo mi concentrerò, insieme allo staff, solo nel preparare al meglio i ragazzi per la domenica. In questo calcio così intenso, così dinamico, così veloce non c’è più spazio per un player manager. Ci sono troppi dettagli e sfaccettature da analizzare e preparare prima, durante e dopo la partita che giocando non riusciresti altrimenti a focalizzare».

Il neo tecnico calzaturiero, domenica scorsa, davanti alla propria panchina. Fonte, canali web ufficiali dell’MCC Montegranaro Calcio 2023

 

 

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TRENTO – Centoventi minuti esatti, tanto impiega l’Itas per battere una Yuasa sfrontata, la migliore stagionale in trasferta.

Senza Michieletto e Flavio Trento soffre l’ottimo ritmo di Grottazzolina, che si porta addirittura in vantaggio nel conto dei set salvo poi vedere arrivare la retrocessione matematica a gara in corso, complice il 3-0 rifilato da Cisterna a Cuneo e la rimonta trentina subita nel quarto set. Curioso scherzo del destino, è proprio un punto di Daniele Lavia, patrimonio tecnico del volley nazionale al rientro a pieno regime proprio stasera dopo un’assenza lunghissima (e premiato come mvp), a regalare a Trento il quarto set e con esso a condannare definitivamente Grottazzolina al ritorno in serie cadetta.

Coach Marcelo Mendez, aldilà delle assenze, concede un po’ di riposo a Faure schierando il campione del mondo Sbertoli in regia con Gabi Garcia opposto, Flavio ad agire dal centro con Torwie, Bristot con Ramon in posto quattro e Laurenzano ad agire come libero. Formazione pressoché obbligata per coach Ortenzi, che schiera Falaschi al palleggio con Tatarov opposto, Pellacani e Stankovic ad agire al centro, Magalini e Fedrizzi laterali con Marchisio libero. Tutti in campo dunque gli ex di turno.

IL TABELLINO

ITAS TRENTINO 3: Bristot 1, Pesaresi ne, Sbertoli 3, Ramon 19, Gabi Garcia 10, Faure 13, Laurenzano (L1) 67% (14% perf.), Boschini ne, Lavia 16, Graziani (L2) ne, Sandu ne, Bartha 10, Acquarone ne, Torwie 8. All. Mendez, vice Di Pinto

YUASA BATTERY GROTTAZZOLINA 2: Magalini 19, Cubito ne, Vecchi, Falaschi, Stankovic 12, Pellacani 7, Petkov ne, Fedrizzi 5, Marchiani ne, Koprivica ne, Tatarov 23, Marchisio (L1) 47% (17% perf.). All. Ortenzi, vice Minnoni e Romiti

ARBITRI: Serafin e Grossi (Testa), video check Cristoforetti, segnapunti Bittolo

PARZIALI: 22-25 (25’), 25–15 (22’), 23-25 (29’), 25-22 (28’), 15-13 (16’)

NOTE: Trento: 20 errori in battuta, 9 ace, 17 muri vincenti, 42% in ricezione (16% perf), 47% in attacco. Grottazzolina: 21 errori in battuta, 3 ace, 7 muri vincenti, 41% in ricezione (17% perf), 42% in attacco. Mvp Lavia, spettatori 3233

LA CRONACA

Yuasa molto ordinata e attenta nella prima frazione con i tre ex in casacca grottese che fanno vedere le giocate migliori: Fedrizzi esordisce con un ace, Pellacani finalizza senza indugi sopra la rete e Magalini scava il primo solco importante (3-7). Falaschi cerca molto i centrali e Stankovic fa la voce grossa anche a muro. La bordata out di Garcia (4-9) fa storcere la bocca a Mendez, che ferma il gioco e chiede ai suoi maggiore intensità. Due aces di Sbertoli e Garcia riportano sotto l’Itas (13-14), che adesso ai affida al recuperato Lavia per aumentare le percentuali offensive. Tatarov e un muro di Stankovic ridanno ossigeno alla Yuasa (16-20) che però paga la potenza di Bartha in battuta e così arriva la prima parità dell’incontro (21-21). La truppa di Ortenzi rivede gli spettri di una stagione caratterizzata da tanti (troppi) set buttati via nei finali. Ma stavolta è diverso perché con due muri di Fedrizzi e Tatarov la Yuasa porta a casa il primo set anche con autorità (22-25).

Nel secondo set Trento si affida a Lavia dall’inizio (per Bristot). Yuasa brava nella prima parte della frazione (5-5, 9-8), con i tre ex terribili sempre protagonisti. Poi i centrali di casa prendono pala e cemento e tirano su muri invalicabili (ben 9 nel set, contro lo zero dei grottesi). Fedrizzi e Magalini vedono i sorci verdi per dieci minuti, dove passare al di là diventa assai complicato. Itas mette il muso avanti con un ace di Bartha (14-9) e poi con Ramon (19-11). Falaschi cerca di variare le traiettorie, ma qui Trento chiude in scioltezza (25-15). La Yuasa non molla, mostra carattere e nel terzo ricomincia a mettere giù palloni vincenti con Tatarov che nella frazione non sbaglia quasi niente. Proprio il bulgaro firma il primo allungo (8-12), adesso la squadra di Ortenzi tiene bene anche a muro. Trento fa alzare dalla panchina Faure, non ci sta ad andare sotto, e ottiene benefici. Bartha tiene i suoi a galla dai nove metri (20-21), ecco un altro arrivo in volata. Parità a quota 23, il pubblico ammutolisce. Magalini sale in cattedra e con due giocate vincenti (duro sul muro del 23-25) rimanda avanti la Yuasa che chiude il set anche in modo spavaldo.

Partenza boom di Trento nel quarto parziale, errore da penna rossa per Fedrizzi che mette a rete una palla semplice che chiedeva solo di essere mandata di là; quando Ramon cede il suo turno di servizio il risultato è già sul 6-1. Da Cisterna arriva la notizia del 3-0 dei pontini contro Cuneo, dunque le risicate residue speranze di salvezza per Grottazzolina sono legate a questo set. Tatarov, tra i più positivi in attacco, prova ad accorciare il gap, ma la sua parallela finisce fuori e sull’ace di Faure Trento vola sul 16-10. Tre di errori consecutivi dell’Itas valgono il 19-17, ma Grottazzolina rende pan per focaccia e con Magalini e Tatarov concede il 22-17. Trento è ancora in vena di regali e riavvicina gli ospiti sul 23-21, ma Faure e Lavia chiudono 25-23. E’ il paradosso dello sport, la retrocessione matematica della Yuasa in A2 arriva nel contesto di una delle migliori gare della stagione.

Il tie break vede un sostanziale equilibrio fatto di continui strappi e nessuna delle due squadre che prende il largo. Al cambio campo è Grottazzolina avanti 7-8 con Tatarov e Ramon sugli scudi in attacco. Bartha chiude però la strada a Pellacani e ribalta il punteggio, Lavia mura Tatarov per il 10-8. Ancora Bartha per l’ace che vale il 12-9, Magalini strappa il 14-13 ma a chiudere un quinto set ed un match equilibratissimo è un primo tempo di Torwie. La retrocessione matematica di Grottazzolina in A2 arriva dunque al termine di un match che, in qualsiasi altro contesto, sarebbe sicuramente valso un sorriso pieno. La Yuasa si concede il bis rispetto al punto strappato ai Campioni d’Italia in carica nella passata stagione, ma stavolta è un sorriso amaro.

 

Paolo Romitelli nelle vesti di vicepresidente della Sutor Academy, il settore giovanile della società cestistica gialloblù. Fonte, profili social della Sutor Basket

Un malore patito la scorsa estate e la successiva, implacabile, diagnosi a sentenziare una terribile malattia al cervello.

Si è spento nella mattinata odierna Paolo Romitelli, 66 anni, conosciuto in città anche con l’appellativo di Picchipi’, vertice delle realtà provinciali Admo (Associazione Donatori di Midollo Osseo) riunite sotto la sigla di Colline Fermane, nonché fondatore del settore giovanile della Sutor, l’Academy, di cui era vicepresidente. Un triste destino che l’ha accomunato alla malevole sorte patita dalla moglie Cinzia, scomparsa negli anni scorsi, amarezze del destino, a causa della stessa inesorabile patologia.

«Abbiamo condiviso tante iniziative, sino all’ultimo – ricorda Emanuele Santarelli, presidente comunale dell’Aido (Associazione Italiana Donatori Organi, tessuti e cellule), realtà da sempre al fianco dell’Admo -. Dopo aver maturato il diritto alla pensione, lasciato il lavoro, Paolo si era speso nel volontariato a tempo pieno, coinvolgendo tutte le realtà locali come Croce Gialla ed Avis, ma anche Caritas, nelle attività organizzate congiuntamente. Ha fatto e dato tanto per la città, la gente lo ricorderà per sempre. Non faceva del semplice volontariato, per Paolo lo spendersi a favore del prossimo era una vera e propria mission».

«La famiglia Sutor piange la scomparsa di Paolo Romitelli – si legge invece sui canali ufficiali del sodalizio cestistico veregrense -. Salutiamo un amico, uno di quelli che c’erano sempre con un sorriso o una parola, uno di quelli su cui poter contare. Paolo ha amato i nostri colori con sincerità e li ha vissuti con il cuore, da tifoso appassionato prima e poi nel suo impegno quotidiano in società. È stato uno dei fautori del nostro settore giovanile, la Sutor Academy, di cui era vicepresidente, portando avanti con determinazione e passione un progetto che oggi è parte viva della nostra realtà. Ci mancherà la sua presenza, il suo modo di esserci senza mai tirarsi indietro e la forza che metteva in ogni cosa. Alla famiglia ed ai suoi cari va l’abbraccio sincero di tutta la Sutor».

«Ci ha lasciati un caro amico – ricorda commosso il sindaco Endrio Ubaldi -, il mondo del volontariato e quello dello sport, in particolare la Sutor, perdono un vero e proprio pilastro. Oggi dirigente, ieri tifoso facente parte del gruppo Sutor Rangers, attivo sugli spalti della Bombonera per sostenere il quintetto cestistico cittadino. Ha lavorato costantemente affinché il mondo del volontariato venisse sempre più valorizzato. E’ una grande perdita per Montegranaro, Paolo è venuto a mancare troppo presto». La salma è visitabile presso l’obitorio dell’ospedale di Montegranaro, i funerali avranno luogo lunedì 16 febbraio, alle ore 15.30, presso la chiesa di Santa Maria.

Foto interna prelevata dal sito ufficiale della Sutor Basket. Per l’immagine di copertina, fonte PseBasket

PORTO SANT’ELPIDIO – Il derby della palla a spicchi dalla radicata tradizione sportiva e territoriale va alla Sutor, lesta domenica scorsa ad espugnare il parquet rivierasco con una prestazione valsa il blitz quotato 47-70.

Grazie al successo in terra elpidiense, la compagine calzaturiera guarda tutti dalla vetta della classifica del Campionato di Serie C Unica, a pari merito con la Giovane Robur Osimo, a quota 22. I padroni di casa restano invece a 10, attualmente sinonimo di nono posto in graduatoria.

IL TABELLINO

BIOTRE SERVIZI PORTO SANT’ELPIDIO BASKET 47:  Balilli 5, Torresi 6, Lupetti 3, Fabi 9, Acuna 13, Calzetti n.e., Salvucci, Bruni 9, Trillini, Vallasciani, Cimini 2, Fuglini. All. Roberto Ramini

SUTOR BASKET MONTEGRANARO 70: Apolloni, Foresi, Cortese 11, Passarini 8, Bazani 14, Torresi, Felicioni 5, Abbate 2, Marulli 22, Edraoui 5, Turin, Spernanzoni 3. All. Luca Di Chiara

PARZIALI: 7-19, 18-15, 9-16, 13-20

PROGRESSIVI: 7-19, 25-34, 34-50, 47-70

NOTE: Uscito per 5 falli Vallasciani (BioTre)

LA CRONACA

Sutorini in controllo del match dalle prime battute di gioco, con ritmo ed intensità di marca gialloblù ad abbattersi sui padroni di casa con un super Marulli, ed un parziale a chiudersi con il tonico punteggio di 7-19.  Una sorta di repentina ipoteca sulla serata, apparentemente incanalata sui binari gialloblù, rispedita però al mittente dalla pronta reazione ammirata nel secondo quarto da parte di Acuna e soci, con Bruni e Cimini ad accorciare il parziale portando la sfida, al riposo lungo, sul 25-34.

Il ritorno in campo è però figlio dell’avvio di contesa, con la Sutor ad alzare il muro difensivo per replicare affilata in avanti. Bazani si impone in proiezione offensiva, e la retroguardia biancoazzurra non riesce a trovare le contromisure necessarie, restando così inefficace nel respingere gli assalti ospiti. Il terzo quarto finisce quindi negli annali sul 34-50. Nell’ultimo parziale i gialloblù affondano definitivamente il colpo, prendendo il largo fino al 47-70 della sirena.

 

 

JESI (AN) – Sconfitta pesante per il Montegranaro in casa della Jesina in una sfida che metteva in palio punti salvezza. Montegranaro che manca in avvio di ripresa il vantaggio e poi subisce la doppietta di Massei che vale il successo per i leoncelli. Ora la classifica inizia a farsi veramente preoccupante.

IL TABELLINO

JESINA 2: Santarelli, Manna, Paglialunga, Amedeo Massei, Grillo, Nacciarriti, Filippo Massei (34’st Gioacchini), Ceccarelli (28’st Romizi), Angeletti, Minnozzi (34’st Borocci), Giovannini (40’st Maffione, 45’st De Maio). All. Puddu

MONTEGRANARO 0: Taborda, Chimezie, Stortini, Bertania, Capodaglio, Santoro (19’st Juvalè), Msikne (1’st Ciarrocchi), Capponi, Perri (19’t Tonuzzi), Proesmans, Jallow (24’st Albanesi). All. Baldassarri

ARBITRO: Crincoli di Ascoli Piceno

RETI:
 12’ e 30’st Filippo Massei

NOTE:
spettatori 200 circa. Aammoniti Giovannini, Jallow, Chimezie,  Ceccarelli. Recupero 1+6

LA CRONACA

Tanta tensione in campo perchè la posta in palio è molto alta e in campo si vede in avvio di gara. Amedeo Massei in avvio chiama all’intervento Taborda che si ripete a metà tempo su Minnozzi. In chiusura di tempo l’occasione per stappare la gara ce l’ha il Montegranaro: Jallow imprendibile sulla sinistra e palla al bacio al centro area per Perri che conclude sul fondo da posizione favorevolissima.

La ripresa inizia ancora con Jallow in versione assist-man ma stavolta è Santoro a sprecare. Due errori pesanti perchè la Jesina al 12′ passa: azione di Giovanni che centra per Filippo Massei, controllo e tiro che non lascia scampo a Taborda. Montegranaro che dalla panchina prova a pescare l’arma giusta e alza il baricentro ma a chiuderla dall’altra parte è ancora Filippo Massei con una prodezza personale. Nel finaqle si rende pericoloso Albanesi che non sfrutta l’occasione da posizione defilata.

(Foto da pagina Facebook Mcc Montegranaro)

I tesserati del Drago del Tao premiati in tutte le categorie di gara al termine delle gare svolte in provincia di Bergamo

FERMO – L’Asd Kung Drago del Tao domenica scorsa, 1 febbraio, ha preso parte alle gare di qualificazioni del Campionato Italiano di Kung Fu Pwka svolte al palazzetto dello sport di Suisio, in provincia di Bergamo.

Il gruppo sportivo guidato dal maestro Sergio Ciccoli, e dall’istruttore Emanuele Mezzadonna, ha ottenuto dieci medaglie di cui tre ori, cinque argenti e due bronzi nonché la coppa per la terza società nel combattimento. Le gare si sono svolte sin dal mattino in un palazzetto gremito di atleti provenienti dalle società sportive del centro-nord Italia, per un totale di 25 scuole partecipanti al torneo. Durante la cerimonia iniziale il presidente della federazione, Walter Lorini, ha consegnato il diploma di cintura nera 5° grado al maestro Ciccoli, nei giorni precedenti a superare l’importante esame svolto durante il raduno federale di Milano.

Il primo a scendere sul tappeto di gara è stato Leandro Jbarra, categoria combattimento tradizionale 8-10 anni, che dopo aver vinto due incontri consecutivi, cedeva la finalissima per pochi punti conquistando comunque un prezioso argento. A seguire Erika Mureni, con un eccellente prestazione conquistava un oro nella categoria 10-12. Qualche minuto più tardi Sayaka Maria Muras vinceva l’argento nel combattimento 12-14 anni, ed un oro nelle forme mano nuda stili del sud. Due bronzi sono succeduti poi per gli atleti Daniel Balla e Riccardo Gricinella, che nonostante un buon incontro, per un solo punto non hanno trovato accesso alla finalissima di categoria, 12-14 anni il primo e 14-16 il secondo.

La consegna del diploma di Cintura Nera 5nto grado al maestro Sergio Ciccoli

Altro oro, invece, per Andrea Kazo, che portava a casa una bellissima finale con un buon margine distacco nella 14-16 anni + 1,75 cm. Argento, sempre nel combattimento, per Elisabetta Bacan, categoria + 18 anni, che poco dopo faceva suo un altro prezioso argento nelle forme mano nuda. Il clou di giornata ha visto protagonista Andrea Porfido, nella categoria light sanda +16 anni, che sfidava in finalissima il più volte campione italiano di specialità, per un incontro che il portacolori fermano ha affrontato dimostrando grande crescita tecnica, mettendo più volte in difficolta il campione, che doveva tirar fuori tutta la sua esperienza per vincere un incontro molto combattuto. A fine torneo, la scuola fermana si piazzava al terzo posto nel combattimento tra tutte le società partecipanti.

«Abbiamo debuttato nel nuovo anno sportivo in maniera più che positiva, dimostrando ulteriore crescita in tutti gli atleti che hanno gareggiato, ognuno di loro ha infatti dimostrato sul campo di gara di aver maturato importanti progressi e questa per noi è la vittoria più importante – le parole al termine della trasferta bergamasca del maestro Ciccoli -. Nel kung fu non è importante solo vincere sugli altri, ma prima di tutto vincere su se stessi.  Un ringraziamento speciale va all’istruttore Emanuele Mezzadonna, che ha saputo sostenere gli atleti nel combattimento. Voglio dedicare inoltre la conquista del titolo di cintura nera 5° grado a tutti gli allievi ed istruttori della scuola, perché è importante dimostrare che anche un maestro non smette mai di studiare e di impegnarsi per migliorare».

Le premiazioni per il terzo posto conquistato nel combattimento