FERMO – E’ il riscatto del Cobra, che torna nuovamente a fregiarsi del titolo di campione d’Italia.
Grande emozione in Valtellina, nel recente fine settimana, per i Cobra Fermo, la nota compagine di tiro alla fune ha infatti conquistato il titolo italiano nella categoria dei 600 kg. Dopo un anno a digiuno di successi, la squadra del presidente Cristiano Ferrara è dunque tornata sul gradino più alto del podio nazionale della disciplina.
Il percorso per giungere all’ambito tricolore non è stato privo di ostacoli: dopo un avvio incerto nelle qualificazioni (pareggio con i Black Bull e sconfitta contro i Bellatores), i fermani hanno ritrovato compattezza. Grazie al supporto morale del gruppo, ed alla guida tecnica in pedana, i Cobra hanno poi superato con forza la semifinale, per poi battere i Bellatores in una finale combattuta. «Volevamo il titolo con con tutte le nostre forze – ha commentato il coach Luigi Olivieri -. Questa vittoria ci darà la carica giusta per le prossime sfide, continuando il nostro lavoro con grande impegno».
Per il sodalizio sportivo fermano si tratta del titolo nazionale numero 51, primo dell’era Ferrara. Il successo è stato completato nel pomeriggio grazie alla doppietta conquistata nel torneo promozionale dei 510 kg, al termine di una finale tutta interna e dibattuta tra le due formazioni Cobra. Il prossimo appuntamento agonistico è in agenda per il 15 febbraio, nel contesto domestico di Fermo (palestra di via Leti) dovrà troverà luogo la finale della categoria 640 kg.
PORTO SAN GIORGIO – Una partita da montagne russe per la Yuasa Battery, che con Padova si gioca probabilmente ogni speranza residua di mantenere la categoria buttando al vento una vittoria cui mancavano soltanto i titoli di coda, riaprendola sul più bello con una incredibile sequenza di regali. Ne vien fuori un finale thrilling in cui Grottazzolina non riesce a capitalizzare cinque punti di vantaggio e paga a carissimo prezzo il black out perdendo anche il tie break.
Coach Cuttini in campo con una diagonale tutta serba composta da Todorovic in regia e Masulovic opposto, Orioli e Gardini in posto quattro, Polo e Truocchio ad agire dal centro e Diez libero. Risponde la Yuasa con Falaschi al palleggio in diagonale a Golzadeh, Magalini e Tatarov schiacciatori, Stankovic e Pellacani centrali con Marchisio a dirigere le operazioni di seconda linea.
IL TABELLINO
YUASA BATTERY GROTTAZZOLINA 2: Golzadeh 27, Magalini 16, Cubito, Vecchi, Falaschi 3, Stankovic 8, Pellacani 9, Petkov (L2) ne, Fedrizzi, Marchiani ne, Koprivica ne, Tatarov 15, Marchisio (L1) 31% (23% perf.). All. Ortenzi, vice Minnoni e Romiti
SONEPAR PADOVA 3: Gardini 15, Zoppellari, Diez (L1) 59% (29% perf.), Stefani, Polo 8, Nachev ne, Toscani (L2), Todorovic 2, Bergamasco ne, Orioli 3, Truocchio 9, Mc Raven ne, Masulovic 20, Held 13. All. Cuttini, vice Salmaso
ARBITRI: Simbari e Pozzato (Merli), videocheck Mochi, segnapunti Marini
PARZIALI: 22-25 (24’) 25-20 (25’) 25-20 (26’) 23-25 (30’) 11-15 (15’)
NOTE: Grottazzolina: 24 errori in battuta, 9 ace, 8 muri vincenti, 44% in ricezione (27% perf), 55% in attacco. Padova: 20 errori in battuta, 4 ace, 12 muri vincenti, 37% in ricezione (19% perf), 53% in attacco. Mvp Zoppellari, spettatori 1149
LA CRONACA
Tutto nel segno di Gardini l’avvio di match, il 5-8 vede l’ex Milano sugli scudi in attacco. Time out per coach Ortenzi sul 9-13 quando Truocchio mura Pellacani, una bella pipe di Tatarov vale il 13-16 ma Grottazzolina non riesce ad incidere minimamente al servizio e oggi, senza questo fondamentale, recuperare svantaggio è impossibile. Masulovic (6 punti col 100% in attacco nel set) e compagni si limitano a fare bene la fase di cambiopalla, complice anche un muro evanescente sul campo Yuasa, e si portano sul 20-23 per poi chiudere 22-25 con l’errore diretto al servizio di Golzadeh. E’ proprio Golzadeh (8 punti con l’88% in attacco nel set) a portare in vantaggio la Yuasa in avvio di secondo set sul 6-4. Il mani out di Magalini vale il 12-7, Masulovic accusa un netto calo e Cuttini cambia la diagonale inserendo Zoppellari e Stefani, dentro anche Held per Orioli sul 15-8. Padova accorcia di due ma ci pensa Stankovic a riallungare sul 17-10 con un primo tempo ed un ace, Pellacani sale in cattedra per il 20-14. Gardini ed Held guidano la Sonepar sul -4, sul 22-18 rientrano Todorovic e Masulovic ma Stankovic è implacabile in attacco (100% per lui), finisce out il servizio di Polo che vale il 25-20 Yuasa.
Il monster block in solitaria di Golzadeh su Orioli vale il primo vero break sul 9-6 in avvio di terzo set, spettacolare il +4 di Tatarov con Cuttini che rimette dentro Held per un Orioli in difficoltà. Masulovic non trova il campo regalando il 12-6 a Grottazzolina, ma sul turno di Todorovic la Sonepar accorcia. Gardini viene preso di mira in ricezione da Stankovic e ciò vale il 16-11. Golzadeh firma due ace e trascina i suoi sul 19-12, Padova non ci sta e si riavvicina sfruttando anche qualche regalo grottese di troppo ma è ancora Golzadeh (altri 8 punti per lui) a chiudere sul 25-20, situazione ribaltata. Nel quarto set Cuttini riparte con Zoppellari ed Held, mentre la Yuasa riparte sul 3-0 con Tatarov abile a concretizzare l’ottimo turno al servizio di Magalini. Stankovic in primo tempo vale il 8-5, Held riavvicina la Sonepar sul -1 ma il muro a tre su Gardini vale il 13-10. Golzadeh al servizio alza i giri, Tatarov gli va dietro e la Yuasa si porta sul 16-12. Torna dentro Orioli per Gardini sul fronte patavino per provare ad alzare un pochino i numeri in ricezione. Il 18-13 è un muro perentorio di Stankovic su Truocchio, ma su un set che sembrava ormai chiuso si apre un finale da thrilling. Un lunghissimo momento di appannamento concede a Padova di rientrare addirittura sul 19-19 con una clamorosa sequenza di errori diretti. Un’invasione a muro su palla out di Masulovic regala il 21-22 a una Sonepar che forse nemmeno ci sperava più, ci vuole il videocheck per giudicare out un servizio di Tatarov e sul 23-25, incredibilmente, Padova si ritrova al tiebreak.
Il set di spareggio si apre sull’onda del finale del set precedente, con la Yuasa che accusa fortissimo il ribaltone patavino e pronti via si ritrova sotto 2-5. Masulovic è on fire, Orioli gli dà una mano e Held firma il cambio campo sul 5-8, Magalini in mani out sigla il 8-10 ma quando la Yuasa si ritrova in mano la palla del -1 questa finisce out in palleggio, emblema probabilmente di un intero campionato. Il 11-15 finale confeziona una sconfitta difficile da digerire, ma che tutto sommato rappresenta meglio di altre ciò che è la Superlega: non puoi mai sentirti arrivato, non puoi mai regalare nulla. Perché se lo fai perdi, anche quando l’avversario è ampiamente alla portata.
FERMO – Nel recente fine settimana, presso il Palafipl di Lodi Vecchio (LO), la distensione su panca ha parlato di nuovo con accetto fermano e lo ha fatto con risultati di assoluto prestigio.
Nel corso della competizione nazionale, due atleti allenati dal coach Marco Piattoni hanno infatti conquistato il podio e superato i minimi di qualificazione per i Campionati Europei previsti il prossimo agosto in Lituania, firmando un weekend da incorniciare.
Nella categoria -93 kg attrezzata, Simone Alberico (nella foto interna) ha centrato una brillante medaglia di bronzo con una prova da 237,5 kg, dimostrando solidità tecnica e grande esperienza in pedana. A rendere la sua prestazione ancora più significativa è arrivato anche un riconoscimento individuale di grande valore: la coppa come miglior atleta master dell’intera competizione, assegnata in virtù delle prestazioni complessive espresse durante l’evento.
Medaglia d’argento invece per Alessandro Paniccià (nella foto di copertina durante la prova), sceso quest’anno nella categoria -59 kg Classic, capace di sollevare 135 kg e di imporsi tra i migliori della sua classe di peso. Un risultato di alto profilo, ottenuto in una delle categorie più competitive e nella formula Raw, che esalta la forza combinata alla precisione tecnica dell’atleta. Per lo sport fermano e per l’Asd Hybrid Powerlifting si tratta di un risultato di grande prestigio, che conferma come costanza, programmazione e competenza possano portare col tempo a traguardi di livello internazionale. Lo sguardo ora è rivolto ad agosto 2026, con la possibilità di poter essere protagonisti anche sul palcoscenico europeo.
PIACENZA – Se c’è un fondamentale che racconta più di altri l’andamento di un match a tratti anche ottimamente giocato dalla Yuasa, questo è certamente il servizio.
Il gap tra i battitori Gas Sales e quelli in maglia grottese è infatti molto ampio, e nel volley di oggi questo assume un peso specifico gigantesco. Ne vien fuori un match in cui Grottazzolina, come più volte accaduto in stagione, può avere anche più di qualche rammarico per il vantaggio sprecato nel secondo e terzo set, ma alla distanza Piacenza fa valere il maggior peso del proprio organico e per Vecchi e compagni rimane poco da fare.
Boninfante si affida alla diagonale tutta italiana composta da Porro e Bovolenta, l’ex Comparoni con Seddik ad agire dal centro, Mandiraci e Bergmann in posto quattro con l’iridato Pace ad agire come libero in alternanza con Loreti. Yuasa in campo con gli stessi di mercoledì scorso nel derby, ovvero Falaschi al palleggio opposto a Golzadeh, Pellacani e Cubito al centro, Magalini e Fedrizzi laterali con Marchisio libero. Ancora out Petkov e Stankovic sul fronte grottese, cui fa da contraltare nella Gas Sales il doppio forfait di Simon e Galassi.
IL TABELLINO
GAS SALES BLUENERGY PIACENZA 3: Porro 3, Leon, Pace (L1) 50% (30% perf.), Mandiraci 15, Comparoni 3, Simon ne, Travica ne, Andringa, Bergmann 15, Iyegbekedo 3, Gutierrez ne, Bovolenta 14, Loreti (L2), Seddik 3. All. Boninfante, vice Papi
YUASA BATTERY GROTTAZZOLINA 0: Golzadeh 11, Magalini 12, Cubito 5, Vecchi, Falaschi 1, Stankovic ne, Pellacani 4, Fedrizzi, Marchiani ne, Koprivica ne, Tatarov 8, Marchisio (L1) 42% (21% perf.). All. Ortenzi, vice Minnoni e Romiti
ARBITRI: Armandola e Goitre (Di Lorenzo), video check Fumagalli, segnapunti Violini
PARZIALI 25-13 (18’), 25-23 (28’), 25–22 (29’)
NOTE: Piacenza: 16 errori in battuta, 8 ace, 3 muri vincenti, 43% in ricezione (18% perf), 63% in attacco. Grottazzolina: 15 errori in battuta, 2 ace, 4 muri vincenti, 38% in ricezione (19% perf), 47% in attacco. Mvp Mandiraci, spettatori 2.134
LA CRONACA
Subito nel segno di Bergmann l’avvio, l’allenatore lo schiera titolare e viene dalle sue mani il primo doppio vantaggio piacentino. Ricezione in tilt per Grottazzolina e sempre da un lob del brasiliano nasce il 10-5. La Gas Sales spinge quel tanto che serve, soprattutto dai nove metri, e fugge via indisturbata mettendo in mostra tutte le fragilità Yuasa, praticamente impossibile palleggiare per Falaschi e 17-9. Dentro Tatarov per un Fedrizzi in netta difficoltà, c’è tempo per i primi punti in Italia per il classe 2007 Iyegbekedo e il parziale si chiude con un eloquente 25-13, ed un ancor più eloquente 22% in ricezione sul fronte marchigiano.
Maggior equilibrio in avvio di secondo set, con Grottazzolina che beneficia dell’ingresso di Tatarov e si porta anche in vantaggio sul 9-10 con un muro di Magalini in assistenza dal centro, 10-13 proprio grazie agli attacchi di Tatarov. Sale di giri Golzadeh, che trascina la Yuasa sul 14-17, Piacenza si riavvicina con Mandiraci e Bovolenta ma Cubito la ricaccia dietro sul 18-21 con tre primi tempi chirurgici. Non bastano però nemmeno tre punti di vantaggio a Grottazzolina per portare a casa il set, il servizio grottese non è per niente efficace e la Gas Sales ricuce e sorpassa fino a chiudere 25-23 con un super Mandiraci, che harakiri da parte dei marchigiani.
L’avvio di terzo set è caratterizzato da un ace di Magalini per il vantaggio grottese 6-7, cui risponde Porro a riportare sopra Piacenza 9-8. Golzadeh e due muri di Tatarov avanzano la Yuasa sul 13-10, ma quando Mandiraci si porta al servizio succede sempre qualcosa: Falaschi è costretto a correre lontano da rete, la palla diventa prevedibile, l’attacco grottese perde efficacia e in un amen la Gas Sales ritorna sopra. Impressionante la qualità dai nove metri del turco classe 2002, il cambiopalla marchigiano arriva infatti sul 16-14, addirittura 6-0 il parziale propiziato dal talento in maglia emiliana. La partita, di fatto, finisce qui, troppo difficile per i ragazzi di Ortenzi riprendersi (soprattutto psicologicamente) dall’ennesima rimonta subita. Falaschi quando può si affida ai centrali con costrutto, ma fino a fine match alla Yuasa non entra più un servizio ed è un ottimo Bovolenta a chiudere col massimo scarto sul 22-25.
Una notte magica per Elisabetta Cocciaretto, che nella lontana Tasmania alza al cielo il suo secondo trofeo Wta in carriera, dopo quello di Losanna nel 2023, battendo nella finale di Hobart la giovane statunitense Iva Jovic, numero 30 del mondo.
La Cocciaretto si è imposta 6-4; 6-4, diventando così la seconda italiana di sempre, dopo Rita Grande, a scrivere il suo nome nell’albo d’oro dell’Hobart International.
La vittoria consente così alla nostra tennista di scalare la classifica e portarsi dal n.80 al n.56 del mondo. Un bel balzo in avanti per la Cocciaretto, che dopo la vittoria con la nazionale in Billie Jean King Cup, si sta dimostrando in continua crescita e con margini ancora ampi di miglioramento, che fanno ben sperare per il resto della stagione.

L’interno della Bombonera veregrense, sede delle gare casalinghe della Sutor Basket Montegranaro
Sono entrati forzando la porta d’ingresso, e racimolando poi quanto hanno potuto trovare all’interno della palestra in via Martiri d’Ungheria, meglio nota come “Bombonera”, casa madre della Sutor Basket Montegranaro, compagine cestistica che al momento sta ben figurando (quale seconda squadra in classifica) nel Campionato Nazionale di Serie C unica.
Nella notte scorsa dei malviventi sono penetrati all’interno della struttura sportiva di Montegranaro mettendo a segno la terza effrazione in un mese. Il bottino, al termine della prima amara incursione, ammontò in scarpe agonistiche dei giocatori e nel tablet utilizzato a bordo campo, durante le gare, per la compilazione di referti e delle statistiche della partita. A distanza di qualche giorno ecco poi un nuovo colpo, dove i dirigenti sutorini hanno lamentato poco più che la sottrazione di parte del cibo domenicale dagli armadietti degli atleti prima della nuova razzia messa a segno durante la scorsa notte, culminata con l’asportazione di un ulteriore pc portatile insieme a del vestiario sportivo.
A dare l’allarme, stamane, i custodi della struttura al momento dell’apertura per l’allenamento giornaliero della Sutor. Avvertiti i dirigenti, gli stessi hanno subito avvisato a loro volta i Carabinieri, giunti sul posto mettendosi al lavoro al fine di rintracciare i responsabili del gesto. A tal proposito saranno utili le immagini che verranno estrapolate dal sistema di video sorveglianza collocato nella zona. Oltre al bottino, il bilancio della nuova incursione ha portato con sé il danneggiamento delle porte degli uffici, della sala pesi, del locale adibito alle riunioni e della segreteria.
PORTO SAN GIORGIO – Una splendida cornice di pubblico (quasi 2.500 spettatori) fa da contorno al secondo derby stagionale contro i campioni della Cucine Lube Civitanova, ma l’attesa di un match combattuto deve purtroppo essere rispedita al mittente, complice la gran serata dei cucinieri e, di contro, una Yuasa Battery su cui urge una qualche forma di benedizione a fronte di una sequela di infortuni onestamente difficile da eguagliare a livello interplanetario.
Coach Medei schiera l’ormai consueto modulo a tre schiacciatori con Loeppky in diagonale a Boninfante e Nikolov ad agire da posto quattro con Bottolo, Gargiulo e D’Heer al centro con Balaso ad agire come libero. Risponde coach Ortenzi in formazione pressoché obbligata, con Falaschi al palleggio e Golzadeh opposto, Pellacani e Cubito (esordio da titolare per lui) ad agire al centro, Magalini e Fedrizzi laterali con Marchisio libero. Sei italiani su sette in campo, se non è record poco ci manca. Nemmeno a referto Petkov, infortunato, cui si aggiunge all’ultimo minuto anche Stankovic, Yuasa letteralmente falcidiata da problemi fisici.
IL TABELLINO
YUASA BATTERY GROTTAZZOLINA 0: Golzadeh 11, Magalini 7, Cubito 1, Vecchi (L2) ne, Falaschi, Stankovic ne, Pellacani 9, Fedrizzi 3, Marchiani, Koprivica ne, Tatarov 5, Marchisio (L1) 35% (24% perf.). All. Ortenzi, vice Minnoni e Romiti
CUCINE LUBE CIVITANOVA MARCHE 3: D’Heer 7, Gargiulo 7, Loeppky 7, Orduna, Bisotto (L2) ne, Balaso (L1) 44% (28% perf.), Boninfante 3, Nikolov 18, Kukartsev 1, Podrascanin 2, Bottolo 10, Duflos Rossi 2, Tenorio 2. All. Medei, vice Oleni
PARZIALI: 20-25 (22’), 18-25 (22’), 17–25 (24’)
ARBITRI: Santoro e Cerra (Polenta), video check Annese, segnapunti Romani
NOTE: Grottazzolina: 9 errori in battuta, 4 ace, 3 muri vincenti, 27% in ricezione (15% perf), 43% in attacco. Civitanova: 15 errori in battuta, 9 ace, 6 muri vincenti, 51% in ricezione (34% perf), 66% in attacco. Mvp Nikolov, spettatori 2.454
LA CRONACA
Subito Nikolov a creare il break Lube dai nove metri, tre ace consecutivi per il 3-6 che diventa 7-12 col muro di Gargiulo; un buon turno al servizio di Golzadeh frutta il -2 alla Yuasa, ma Nikolov si dimostra forse il più forte giocatore al momento in circolazione (9 segnature personali per lui, Mvp del match come fu all’andata) e ogni volta che viene chiamato in causa crea scompiglio, 13-17. Time out per Ortenzi sull’ennesimo muro di Gargiulo, ma le combinazioni di Boninfante sono immarcabili per Grottazzolina e Civitanova chiude sul 20-25, problemi conclamati in ricezione per la Yuasa.
Non cambia il trend nel secondo parziale, con Nikolov che dai nove metri fa costantemente ciò che vuole allungando da subito sul 4-11; Boninfante si diverte a smistare, mentre sul fronte opposto non bastano Golzadeh e un ottimo Pellacani a tenere in piedi la baracca. Un buon turno al servizio di Fedrizzi frutta il 12-15, ma è ancora Nikolov a ricacciarla sotto 14-19; sul 17-22 dentro il baby Duflos Rossi al servizio per la Lube che chiude sul 18-25, non c’è tocco del muro cuciniero sull’attacco di Magalini.
Tatarov in campo per Fedrizzi nel terzo parziale, e subito la prima azione è caratterizzata da difese impressionanti di Balaso che arpiona tutto; D’Heer a muro su Golzadeh per il 3-5, di Boninfante l’ace del 5-9. L’unico che passa con grande continuità sul fronte Yuasa è Pellacani, ben imbeccato da Falaschi, mentre è di Golzadeh l’unico turno al servizio minimamente redditizio e ovviamente tutto ciò è insufficiente a mettere pressione alla Lube. Sul 9-12 dentro Tenorio per D’Heer, clamoroso punto in difesa per i cucinieri che prima recuperano fuori dai led un pallone impossibile e poi con Bottolo pescano la linea di posto cinque con una difesa d’istinto che vale il 10-15. Poco altro da raccontare sul match, se non la passerella di Duflos Rossi che subentra a Bottolo e di Orduna per un ottimo Boninfante; dentro anche Koukartsev autore del punto finale, attimi di paura sul finale per Gargiulo che in ricaduta da muro vede franargli addosso Duflos Rossi.
Si chiude con un perentorio 17-25 un match complessivamente senza storia, un gran peccato per i tantissimi tifosi presenti non aver potuto assistere ad una partita un minimo più combattuta tra le due formazioni, ma se al differente tasso tecnico teorico ci si aggiunge anche un organico ridotto letteralmente all’osso sul fronte Yuasa, è onestamente difficile immaginare qualcosa di diverso.
SANT’ELPIDIO A MARE – Il 2026 è un anno che verrà ricordato in casa degli Arcieri di Ventura Sancto Elpidio, poiché ricorre il decennale della fondazione della realtà sportiva che, fin dagli esordi, pratica e promuove il tiro con l’arco storico e tradizionale nel territorio elpidiense e non solo.
In ambito agonistico gli arcieri elpidiensi nell’anno appena trascorso si sono invece ben distinti, come da prassi, partecipando a tanti tornei storici, promossi e organizzati dalle federazioni Lega Arcieri Medievali (meglio nota con l’acronimo di Lam) e Formazione Italiana Tiro con l’Arco Storico (Fitast\Fitarco), non solo in territorio marchigiano, ma anche oltre regione. Gli elpidiensi hanno infatti gareggiato in numerosi tornei avuti luogo tra Vallefoglia, Castrocaro, Certaldo, Ferrara, Figline Valdarno, Volterra, Anghiari, Vairano Patenora, Cortona, Rio nell’Elba, Ripatransone, Grottazzolina, Camerino e Todi. Come da prassi, per la realtà di Sant’Elpidio a Mare non sono mancati i positivi risultati al termine delle competizioni, in particolare, nel circuito Lam 2025 gli Arcieri di Ventura hanno portato a casa un primo posto con Gabriele Perticarà, un terzo con Cecilia Ceschini ed ancora un ulteriore terzo posto con il presidente Giovanni Renzi, podi conquistati nella categoria Arco Foggia Storica Senior. Altri buoni piazzamenti, ma fuori dal podio, sono stati ottenuti nel parallelo campionato Fitast.
«Ringrazio tutti gli arcieri e componenti del gruppo perché con il loro lavoro, l’impegno emotivo, pratico e nondimeno con il contributo economico personale erogato in alcune occasioni, è stato permesso alla nostra realtà di festeggiare i suoi primi dieci anni di attività – le sentite parole del presidente Renzi -. Non è sempre stato facile, ma con impegno e dedizione siamo cresciuti nel tempo. Ringrazio anche la parrocchia di Santa Caterina, in particolare la persona di don Robert, per averci dato l’opportunità di avere una nuova sede».

Guido Di Fabio al centro del prato del “Bruno Recchioni”. Sullo sfondo i gradoni della Curva Duomo, in un’immagine prelevata dal centenario della società
di Redazione
FERMO – Un’indelebile bandiera gialloblù, un capitano senza tempo.
Guido Di Fabio, tecnico del Mosciano, compagine al momento protagonista della griglia playoff dell’Eccellenza abruzzese, è una figura incastonata negli annali dei ricordi calcistici gialloblù quale granitico centrocampista con la fascia al braccio, e non solo, della scalata che portò l’allora Fermana Calcio 1920 dapprima dalla Serie C2 alla C1, con l’impresa di Ferrara culminata con la vittoria sul Livorno all’epilogo della finale playoff nel 1996 e non da meno successivamente, nella primavera del 1999, piazzandosi sul tetto della Serie C1 per l’incancellabile approdo in cadetteria.
Le recenti pagine di storia canarina non sono, purtroppo, condite da medesima gloria e gratificazione dato atto le recenti e ravvicinate retrocessioni, a portare i gialloblù di oggi nella discesa dal primo gradino dei professionisti alla Serie D, ed in rapida sequenza dalla quarta serie calcistica nazionale al principale circuito regionale, l’Eccellenza. Dopo tanta amarezza figlia del campo, ecco però che la Fermana edizione 2025/26, griffata Sergio Filipponi nel ruolo di direttore sportivo e con l’esperto Augusto Gentilini in panchina, sta con merito invertendo la rotta, guardando tutti dall’alto verso il basso considerato il momentaneo primato di torneo. All’indomani del successo esterno maturato in quel di Civitanova Marche, e nella settimana che sfocia con il big match interno di alta quota contro il Trodica vicecapolista, il capitano degli anni d’oro gialloblù si esprime per come segue in avvio del girone di ritorno.
Di Fabio, dopo un biennio sportivo caratterizzato da amarezze, culminato con una doppia retrocessione, ecco finalmente una Fermana protagonista in positivo, con il momentaneo primato nell’Eccellenza regionale. Come vede il torneo dei canarini?
«Dopo tante vicissitudini societarie, e due cadute sportive verso il basso, non era di certo facile affrontare la stagione corrente da protagonisti ed avere risposte di questo tipo sul campo. Conoscendo però chi sta dando una mano alla proprietà, come Marino Marini, non mi stupisco. Vedo infatti attorno allo zoccolo duro gialloblù persone serie, che faranno di tutto per riportare la Fermana dove merita. Sono ovviamente dispiaciutissimo per le recenti annate amare. Faccio sempre un tifo sfrenato, seppur a distanza, per i colori gialloblù che mi sono rimasti nel cuore, ed ora sono davvero felice per il momento positivo della squadra e della piazza».
Fermana di stagione caratterizzata da un gioco spumeggiante, votato all’attacco. Quali sono, a suo avviso, i punti di forza del collettivo gialloblù?
«Non ho visto dal vivo la squadra quest’anno, ma se il Mosciano una volta giocherà di sabato, ed i canarini di domenica, non mancherò di tornare allo stadio “Recchioni” per seguirla da vicino. La garanzia a mio avviso è rappresentata da mister Gentilini, un tecnico che conosco benissimo. L’ultima volta che ha allenato, Augusto ha raggiunto una salvezza in C che ha del miracoloso, sedendo sulla panchina della Triestina. Ha un curriculum di spessore, che ha poco a che fare con queste categorie, ma del resto è anche vero che quando arriva la chiamata da Fermo non si può dire “no” alla Fermana. Gli auguro di vincere il campionato. Se i ragazzi seguiranno il tecnico sino alla fine, proprio come stanno facendo ora, staccare il pass diretto per la Serie D credo sia davvero una cosa plausibile».

Lo storico capitano della Fermana Calcio 1920 in panchina nelle vesti di tecnico
Chi, secondo lei, tra Trodica, K Sport Montecchio, Osimana o altre compagini di vertice del girone sarà la principale antagonista dell’undici fermano per la conquista del torneo di Eccellenza?
«E’ un campionato durissimo ed equilibrato. Ci sono tante squadre agguerrite, oltre quelle ad ora più quotate in classifica e citate nella domanda. Chiaramente il Trodica ha una formazione di un certo spessore, con elementi importanti che giungono da categorie superiori. Non paga, la relativa società sta ancora facendo qualcosa dal punto di vista del mercato per rinforzarsi e riprendere la Fermana lassù in vetta. Credo quindi che, per i motivi esternati poco fa, l’avversaria diretta dei canarini per la somma gloria di stagione sia proprio la matricola maceratese».
Restando nel cromatismo gialloblù della provincia, sponda veregrense, con il passaggio da mister Eddy Mengo sotto la rinnovata gestione di Gabriele Baldassarri, il Montegranaro (alla luce anche del recente successo esterno di Urbino) riuscirà a risalire la china verso lidi più solidi di classifica?
«La classifica è corta e c’è tutto il tempo per passare addirittura da una situazione di playout a quella opposta di playoff. Mi dispiace per Eddy e per il fatto che non sia riuscito a fare il campionato che si era prefissato ad inizio stagione. Mengo è stato un mio compagno di squadra e l’ho affrontato in Serie D da allenatore, quando sedeva sulla panchina del Montegiorgio. E’ un tecnico preparato, che sa fare bene il suo lavoro, è solo incappato in una stagione sfortunata. Auguro ora a mister Baldassarri di risollevare presto la squadra calzaturiera e di poter lottare per posizioni importanti di classifica».
Non c’è pace per l’Elpidiense Cascinare, la compagine impegnata nel campionato di Promozione, ha infatti annunciato la separazione da mister Gentin Agushj, arrivato poche settimane fa a sostituire Lorenzo Cerolini.
Sulla panchina dei calzaturieri si è seduto ora Andrea Silenzi, toccherà a lui risollevare le sorti della squadra, che occupa l’ultimo posto in classifica dopo la sconfitta interna di sabato scorso nello scontro diretto con la Vigor Montecosaro.
Silenzi vanta ormai una consolidata esperienza in panchina, dove ha avuto modo di guidare Monsampietro Morico, San Marco Servigliano e soprattutto Rapagnano con la quale ha conquistato ben due campionati, portando la società ad una storica apparizione in Promozione. Lo scorso anno il tecnico ha allenato il Montegiorgio ed ora è pronto per questa nuova avventura.
