di Antonietta Vitali
Ragazza investita a Pedaso, arrivano 118 e Radiomobile dei carabinieri.
Paura ieri pomeriggio a Pedaso dove una ragazza è stata investita da una vettura all’altezza dell’incrocio tra via Leopardi e via della Repubblica. Scattato l’sos intorno alle 17,30, sul posto sono subito arrivati i sanitari del 118 e i carabinieri del Radiomobile della compagnia di Fermo. E mentre i primi soccorrevano la ragazza, i militari dell’Arma si sono subito messi al lavoro per ricostruire la dinamica del sinistro arrivando a identificare poco dopo l’automobilista.
L’esatta dinamica del sinistro è ovviamente al vaglio dei carabinieri. Resta da capire se le telecamere di videosorveglianza presenti in zona saranno utili al lavoro dei militari. La ragazza, dopo le prime cure prestate sul posto, è stata accompagnata all’ospedale Murri per ulteriori accertamenti medico sanitari.
Primi cenni di primavera a Porto San Giorgio, tanta gente a passeggio ma anche qualche negligenza alla guida. E così questa mattina due patenti sono state ritirate per uso di smartphone alla guida. In un caso, anche il mancato uso delle cinture di sicurezza.
Due patenti ritirate dunque, 15 punti della patente decurtati e oltre 700 euro di sanzioni comminate. Dal comando della Polizia locale sangiorgese raccomandano la massima attenzione alla guida con l’invito, rivolto agli utenti della strada, a non usare i telefoni mentre si è al volante. L’azione di controllo degli uomini della polizia locale continuerà nei prossimi giorni.
«L’uso del cellulare alla guida è un comportamento estremamente pericoloso e irresponsabile – dichiarano dalla Polizia Locale di Porto San Giorgio – distogliere l’attenzione dalla strada anche solo per pochi secondi, aumenta significativamente il rischio di incidenti, anche gravi. I controlli proseguiranno con la massima attenzione, perché la sicurezza stradale è una priorità per la nostra città. Invitiamo tutti i cittadini alla massima prudenza e al rispetto delle regole».
di redazione CF
Le attività di prevenzione e repressione del grave fenomeno della guida sotto l’effetto di sostanze alcoliche e stupefacenti rappresentano una priorità assoluta per l’Arma dei Carabinieri. Attraverso servizi mirati e capillari, i militari operano quotidianamente per garantire la sicurezza sulle strade, per tutelare l’incolumità degli utenti e contrastare comportamenti che mettono a repentaglio la vita propria e altrui. Nel corso di tali attività i militari della Stazione Carabinieri di Monte Urano hanno denunciato un giovane di circa 20 anni per il reato di guida sotto l’influenza di sostanze psicotrope.
I fatti si sono svolti in seguito a un sinistro stradale autonomo in cui il ragazzo è rimasto coinvolto durante la notte a Porto Sant’Elpidio. Trasportato per le cure del caso all’ospedale di Fermo, il giovane è stato sottoposto agli esami ematici: al termine degli accertamenti, i Carabinieri hanno ricevuto la conferma, il giovane, che era alla guida della sua auto, è risultato positivo ai cannabinoidi. E così è stato denunciato, e le pene previste comprendono l’ammenda da 3.000 a euro 12.000 euro e l’arresto da uno a due anni. Come sanzioni amministrative accessorie, la legge prevede inoltre la confisca del veicolo (salvo che appartenga a persona estranea al reato) e, data la circostanza, la revoca della patente di guida.
Durante un altro servizio di controllo su strada, i militari della Sezione Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Fermo hanno denunciato un egiziano anche lui di circa 20 anni, responsabile del reato di falsità materiale. Nel corso di un controllo stradale infatti il giovane straniero è stato fermato mentre era alla guida di un’auto e, su richiesta dei Carabinieri, ha esibito un documento di guida. A seguito di accurati accertamenti, la patente è risultata però essere contraffatta. Oltre all’aspetto penale, a carico del ragazzo è stata elevata anche la prevista sanzione amministrativa per la guida senza patente ed il documento contraffatto è stato sequestrato.
In un ulteriore servizio, nella notte, i militari della Sezione Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Fermo hanno identificato un giovane di circa 30 anni che sottoposto al controllo con l’etilometro mentre si trovava alla guida della propria vettura, è risultato con un tasso alcolico elevato, 1,56 g/l. A seguito di ciò, i Carabinieri hanno denunciato il giovane per il reato di guida in stato di ebbrezza alcolica (che prevede un’ammenda fino a 6.000 euro e l’arresto da sei mesi ad un anno). Per l’automobilista, oltre al ritiro immediato del documento di guida, si è proceduto all’affidamento del veicolo a persona idonea.
Infine, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Montegiorgio hanno denunciato un uomo di circa 60 anni, ritenuto responsabile del reato di guida in stato di ebbrezza. L’accertamento è scaturito a seguito di un sinistro stradale verificatosi nel territorio di Smerillo, in cui l’automobilista è rimasto coinvolto mentre era alla guida del proprio veicolo. Sottoposto ai dovuti controlli alcolemici presso l’ospedale di Ancona, il conducente è risultato positivo. In aggiunta all’accertamento, il mezzo è stato sottoposto a sequestro amministrativo poiché risultato sprovvisto della copertura assicurativa obbligatoria. L’operato dei Carabinieri sottolinea l’importanza di una risposta tempestiva e rigorosa a tutti i comportamenti che minacciano la sicurezza stradale.
di Maikol Di Stefano
Paura, ma fortunatamente nulla di grave, questa sera a Porto Sant’Elpidio a seguito di un incidente stradale. Erano da poco passate le 20 quando da via Trieste, all’altezza della pineta, è scattato un sos al 118 per un incidente stradale.
Così, raccolta la segnalazione, la centrale operativa del 118 ha subito attivato la macchina dei soccorsi. Sul posto sono arrivati gli agenti della Polizia locale, i volontari della Croce verde Porto Sant’Elpidio e i Vigili del Fuoco.
Al loro arrivo, i sanitari hanno soccorso due persone ma fortunatamente, si diceva, nulla di grave per loro.
Due auto, una Mercedes e una Punto, sono rimaste coinvolte nel sinistro stradale. Ma ora spetta agli agenti della Polizia locale ricostruire con esattezza la dinamica dell’accaduto. I Vigili del Fuoco, nel frattempo, hanno subito messo in sicurezza i veicoli mentre gli agenti della Polizia locale si mettevano al lavoro per iniziare i rilievi. Una volta ultimati, i veicoli sono stati rimossi dal soccorso stradale EuroSos che si è occupata anche della pulizia della carreggiata. La strada è rimasta temporaneamente chiusa al traffico.
Momenti di apprensione nel tardo pomeriggio di oggi, 7 marzo, sul Monte Sibilla, nel territorio di Montemonaco, dove un escursionista di circa 70 anni, di Roma, si è trovato in difficoltà lungo uno dei sentieri di montagna ancora coperti da neve e ghiaccio.

Il Soccorso Alpino in aiuto all’escursionista
L’uomo nella mattinata aveva lasciato la propria auto nei pressi del rifugio Sibilla e si era avventurato a piedi lungo uno dei percorsi della zona, diretto prima al Monte Zampa e poi al Monte Sibilla.
Durante l’escursione, però, è scivolato, per fortuna senza conseguenze, per le condizioni meteo che sono rapidamente cambiate: è sopraggiunta una fitta nebbia che gli ha fatto perdere l’orientamento proprio mentre stava iniziando a calare il buio.
L’uomo è riuscito a raggiungere il rifugio della Banditella, dove ha trovato riparo e ha allertato i soccorsi, intorno alle 17,30.
Immediatamente è scattata la macchina dei soccorsi. Sul posto sono intervenute una squadra dei Vigili del fuoco di Ascoli Piceno e una del Soccorso alpino, che hanno raggiunto la zona indicata dall’uomo.
Pompieri e tecnici del Cnsas sono riusciti a mantenere il contatto telefonico con l’escursionista durante tutte le operazioni, fino a individuarlo e raggiungerlo a piedi lungo il sentiero. Una volta trovato, lo hanno accompagnato in sicurezza durante la discesa, sempre a piedi, fino al punto in cui aveva parcheggiato l’auto.
Nonostante lo spavento e il freddo, l’uomo è stato trovato in buone condizioni di salute e non ha avuto bisogno di cure mediche. L’intervento si è quindi concluso con un sospiro di sollievo per tutti.
Alcune sere fa, a Porto Sant’Elpidio, i militari della locale Stazione Carabinieri hanno denunciato in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria due uomini di origini marocchine, entrambi di circa 40 anni, per una serie di gravi reati in concorso.
L’intervento è scattato a seguito di una segnalazione della locale Centrale Operativa dei carabinieri di Fermo, che ha permesso di intercettare i due stranieri a bordo di un’autovettura Fiat Punto. Da immediati accertamenti è emerso che il veicolo era stato rubato poco prima a un residente di Fermo. A seguito della perquisizione veicolare, all’interno dell’abitacolo è stato rinvenuto un martello della lunghezza di 22 cm, poi sequestrato in quanto strumento atto a offendere.
Nella circostanza, la situazione dei due uomini si è aggravata per via di ulteriori inottemperanze: il 38enne è risultato sottoposto alla misura della Sorveglianza Speciale con obbligo di dimora nel comune di Fermo, violando pertanto le prescrizioni imposte. Il connazionale 48enne, invece, è risultato inottemperante all’Ordine di lasciare il Territorio Nazionale emesso dal Questore di Potenza e privo di patente di guida poiché mai conseguita; per quest’ultima violazione è stato sanzionato anche amministrativamente ai sensi del Codice della Strada.
Al termine delle verifiche, i due marocchini sono stati deferiti per ricettazione (rischiano una pena fino a otto anni di reclusione e multa), porto abusivo di strumenti atti ad offendere, violazione delle prescrizioni della Sorveglianza Speciale con obbligo di dimora (pena prevista fino a cinque anni di reclusione – a carico di uno dei due), inottemperanza all’ordine di lasciare il territorio nazionale (pena prevista fino a quattro anni di reclusione – a carico dell’altro).
L’autovettura rubata è stata immediatamente restituita al legittimo proprietario. L’efficacia di questa operazione conferma l’attenzione costante dei Carabinieri nel monitoraggio del territorio e l’importanza di intercettare soggetti che, violando la legge e le misure di prevenzione, rappresentano un potenziale rischio per la sicurezza e l’ordine pubblico.

di redazione CF
Via Brunforte, a Fermo, torna ad essere scenario di risse e litigi, come quello segnalato ieri sera al 112. Erano circa le 20 quando alcuni residenti hanno chiamato il 112 per una lite scoppiata tra alcuni cittadini di origini nordafricane.
E così da lì a breve, in via Brunforte sono arrivati i carabinieri. Ma al loro arrivo, i militari dell’Arma non hanno trovato nessuno sul posto. Nessuno da dividere o da placare. Evidentemente alla vista dei lampeggianti le persone coinvolte nella lite sono scappate o comunque si sono dileguate.
Ma la situazione nella via fermana che collega via di Crollalanza a via Roma resta comunque attenzionata dalle forze dell’ordine. Negli ultimi mesi, infatti, sono state diverse le segnalazioni di parapiglia e litigi lungo la via, e altrettanti gli interventi delle divise. Alcuni residenti si dicono «esasperati per una situazione al limite, ormai insostenibile» raccontano.
In merito a recenti segnalazioni relativi a tentativi di truffa agli utenti, da falsi operatori, Tennacola Spa ha deciso di mettere in guardia i cittadini, per difendersi dai tentativi di malintenzionati.
«Segnaliamo agli utenti del servizio idrico che sui social media sono state pubblicate segnalazioni riguardanti falsi operatori i quali si presentano a nome di Tennacola SpA chiedendo di entrare in casa per controllare la qualità dell’acqua potabile. Precisiamo che il personale di Tennacola SpA non è in alcun modo autorizzato ad accedere all’interno delle abitazioni per controllo sugli impianti idraulici o fognari. Parimenti, il personale di Tennacola SpA non in alcun modo autorizzato a richiedere agli utenti somme di denaro per alcun motivo».
E proprio per cercare di prevenire situazioni particolarmente sconvenienti, ecco i consigli che dà la stessa azienda: «Invitiamo i cittadini a prevenire tentativi di truffa ai loro danni non consentendo l’accesso alla propria abitazione a persone sconosciute, a richiedere sempre l’esibizione del tesserino identificativo a chi si presenta a nome di una società di pubblici servizi e ad avvertire immediatamente le forze dell’ordine in caso di comportamenti sospetti».
Allarme rientrato per il dott. Giorgio Zaraca ed i suoi pazienti, il direttore della Uoc Otorinolaringoiatria dell’Ast di Fermo infatti è riuscito a tornare in Italia da Dubai dove si trovava in questi giorni.«Al fine di tranquillizzare gli utenti e i pazienti, sono a comunicare che non si è registrato alcuno stop alle sedute operatorie e all’attività clinica e ambulatoriale del nostro reparto» è quanto comunica il dr. Giorgio Zaraca.
Il direttore, infatti, causa crisi mediorientale, è stato trattenuto più del dovuto a Dubai, ma nonostante ciò ha subito organizzato il lavoro con la sua équipe ed è già rientrato in Italia. Questa mattina è tornato regolarmente al lavoro in reparto.
Nei giorni scorsi, a Fermo, i militari della Stazione Carabinieri di Porto San Giorgio hanno rintracciato ed hanno arrestato un uomo di circa 70 anni, e già noto alle Forze dell’Ordine.
L’arresto è avvenuto in esecuzione di un provvedimento di pene concorrenti emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cremona. L’uomo deve espiare la pena residua di 4 anni, 11 mesi e 8 giorni di reclusione per i reati di truffa aggravata e sostituzione di persona aggravata, commessi in provincia di Cremona tra marzo e luglio 2019. L’arrestato è stato ristretto presso la Casa Circondariale di Fermo.
Parallelamente, a Petritoli, i militari della locale Stazione Carabinieri, al termine di accertamenti avviati a seguito di querela sporta da un residente, hanno deferito in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria un altro uomo di circa 70 anni, per il reato di truffa. Dalle analisi della documentazione bancaria è emerso che l’uomo, attraverso contatti telefonici e con artifizi e raggiri, ha indotto la vittima ad accreditargli la somma di € 822,00 per la sottoscrizione di una polizza assicurativa Rca di fatto mai attivata.
L’efficace e puntuale attività investigativa svolta dai Carabinieri ha permesso, nel primo caso, di dare esecuzione a un provvedimento restrittivo della libertà personale, assicurando alla Giustizia un individuo condannato. Nel secondo caso, l’approfondita analisi della documentazione e la capacità investigativa dei militari hanno portato all’identificazione e alla denuncia del responsabile di truffa telematica.











