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Il teatro La Perla di Montegranaro

Montegranaro si prepara ad accogliere l’ottava edizione di “Veregra Children Winter”, la rassegna teatrale dedicata a bambini, ragazzi e famiglie che animerà i prossimi, ospitata al Teatro La Perla.

Promossa con il sostegno della Regione Marche e inserita nel circuito Teatri in Rete, la stagione propone tre appuntamenti di qualità, pensati per avvicinare i più piccoli al linguaggio teatrale attraverso storie, attori, maschere e teatro di figura sotto la direzione artistica di Lorenzo Marziali.

 

Si parte il prossimo 7 febbraio con “Pierino e il lupo” della Fondazione Aida di Verona, spettacolo consigliato per i bambini a partire dai quattro anni, che rilegge il celebre racconto musicale in chiave scenica.

Il secondo appuntamento è fissato per il 14 marzo con “La principessa sul pisello” di Febo Teatro di Padova capace di unire il teatro d’attore e le maschere, pensato per bambini dai 5 anni in avanti.

A chiudere la rassegna il 4 aprile, “La gabbianella e il gatto” della compagnia Tieffeu di Perugia, una delicata messa in scena di teatro d’attore e di figura, adatta anche ai più piccoli. Tutti gli spettacoli sono previsti con inizio alle ore 18 e con biglietto singolo a 6,50 euro, mentre l’abbonamento ai tre spettacoli è disponibile a 16,50 euro.

Presentazione della candidatura della Civitas Appeninica a Capitale Europea della Cultura 2033

Un inestimabile patrimonio storico, artistico, culturale e religioso custodito in un vasto territorio, di cui il cratere sisma 2016 è il cuore pulsante, che comprende 546 Comuni situati all’interno di quattro regioni (Umbria, Abruzzo, Marche, Lazio) e 11 province.

 

 

È la Civitas Appenninica, candidata a Capitale Europea della Cultura 2033, le cui caratteristiche sono state presentate a Roma. Nella conferenza stampa presso la sede Adnkronos è stato illustrato il Rapporto Censis “Il Cammino in Divenire della Civitas Appenninica” per un evento che visto la partecipazione di Guido Castelli, commissario straordinario per il sisma 2016; Andrea Toma, responsabile Area Economia, Lavoro e Territorio del Censis; Giuliano Boccanera, sindaco di Norcia; Luca Diotallevi, professore dell’Università Roma Tre; Gian Mario Spacca, coordinatore Hamu; Stefano Papetti, presidente Fondazione Salimbeni; Fabio Renzi, segretario generale Symbola, e Pierciro Galeone, direttore Ifel. A presentare il rapporto è stato Emanuele Bossi, ricercatore Censis.

 

 

Quella della Civitas Appenninica è la candidatura ‘diffusa’ di un’area abitata da comunità unite da rapporti e legami millenari, che travalicano i confini tracciati dalla mano dell’uomo, e che vede in Norcia (la città di San Benedetto, il Patrono d’Europa) il Comune capofila. Territori che hanno il loro ‘motore’ nel cratere sisma 2016, la vasta area di 8 mila chilometri quadrati colpita da una sequenza sismica distruttiva che, dopo anni di forti difficoltà, sta rinascendo grazie al cambio di passo impresso alla ricostruzione e alla strategia di riparazione economica e sociale.

 

 

«Quella della Civitas Appenninica – le dichiarazioni del senatore Guido Castelli, Commissario Straordinario al sisma 2016 – non è una formula o un’area tracciata sulla mappa. Bensì, esprime le profonde radici e l’essenza culturale dell’Appennino centrale e, in particolare, dei nostri borghi feriti dal sisma dal sisma 2016. Queste tenaci comunità, pur tra numerose difficoltà, hanno saputo rialzarsi e oggi la candidatura a Capitale Europea della Cultura diventa la sfida di un “popolo” che vede in questo progetto un’occasione di riscatto e l’opportunità di darsi un nuovo futuro. Perché la rinascita di questi territori non è soltanto frutto della ricostruzione materiale, ma si realizza anche attraverso la valorizzazione delle sue ricchezze, stratificate nei secoli, che possono generare nuove forme di sviluppo e a contribuire a contrastare il fenomeno dello spopolamento. Norcia 2033 diventa così un faro, un punto di riferimento: un’area interna, unita, si mette in marcia verso la sua rinascita investendo sul capitale umano, storico e culturale, e su un approccio fondato sulla sostenibilità e sull’utilizzo delle nuove tecnologie. L’Appennino centrale, attraverso un ‘cammino sinodale’, vuole scrivere una nuova pagina: quella di una Civitas viva, coesa, pronta a ispirare l’Europa».

 

 

Il Rapporto mappa il capitale culturale in tre dimensioni: patrimonio materiale (eredità storica visibile), capitale produttivo (valorizzazione contemporanea), patrimonio immateriale (sintesi dinamica). Il territorio preso in esame si estende su 546 comuni – 138 nel cratere sismico – in Umbria, Abruzzo, Marche e Lazio ed è abitato da oltre tre milioni di persone (537.252 nel cratere). Il collante della Civitas, che vede nella città di Norcia il baricentro geografico e simbolico, è costituito in prima istanza dai suoi poli attrattori e dai cammini. Nel primo caso si tratta di 14 centri storici: otto nel cratere sisma 2016 (Amatrice, Borbona, Camerino, Campotosto, Fabriano, Norcia, Rieti, Spoleto) a cui si aggiungono Assisi, Foligno, Gubbio, L’Aquila, Loreto, Spello. A unire questi poli sono otto cammini che, attraverso il loro reticolo, simboleggiano il legame e le connessioni tra borghi e comunità: dalla Via Lauretana alla Via di San Francesco, fino ai cammini delle Terre Mutate, Francescano della Marca, dei Cappuccini, dei Monti e dei Santi, di San Benedetto e dei Parchi.

 

 

All’interno di questo perimetro il patrimonio culturale materiale è estremamente rilevante: 479 musei (102 nel Cratere), 437 biblioteche (73 nel Cratere), 372 librerie (64 nel Cratere), 149 cinema (36 nel Cratere) e 11 sedi universitarie (7 nel Cratere). A ciò si aggiungono numeri importanti sotto il profilo dell’economia culturale e turistica legata al territorio. Si contano, infatti, 3.491 imprese culturali (666 nel Cratere), 3,5 milioni di visitatori nei musei (nel 2022), 245 mila utenti delle biblioteche, 679 Pro Loco (162 nel Cratere) e 31 cooperative di comunità.

L’intervento del Commissario Guido Castelli

La conferenza stampa di presentazione della candidatura

Conferenza stampa presso la sede di Adnkronos

da sin. Simona Izzo, Ricky Tognazzi, Anna Safroncik e Andrea Agostini

La nuova serie tv “Colpa dei sensi” girata nelle Marche, e diretta da Simona e Ricky Tognazzi con Gabriel Garko e Anna Safroncik, sarà in onda dal 30 gennaio su Canale 5

Il 2026 si apre, dunque, all’insegna della grande fiction girata nelle Marche, con la messa in onda da venerdì prossimo 30 gennaio in tre prime serate su Canale 5 della nuova miniserie “Colpa dei sensi” diretta da Simona e Ricky Tognazzi che vede protagonisti Gabriel Garko e Anna Safroncik, di nuovo insieme dopo “Se potessi dirti addio”.

La nuova fiction vanta nel cast anche Tommaso Basili, Giorgia Würth, Francesco Venditti, Lina Sastri, Romano Reggiani, Nicole Delfino, Lorenzo Lavia, Marco Cocci, Nicola Pistoia, Rebecca Liberati e Rosanna Banfi. E’ stata scritta da Simona Izzo, Ricky Tognazzi, Graziano Diana e Matteo Bondioli, una coproduzione RTI – Compagnia Leone Cinematografica, prodotta da Compagnia Leone Cinematografica S.r.l. e realizzata con il supporto di Marche Film Commission.

«Un triangolo amoroso esplosivo che si sviluppa in sei puntate da 50 minuti ognuna su tre prime serate, tra segreti sepolti e un omicidio irrisolto, ambientato tra le suggestive  scenografie naturali, artistiche ed urbane di Fermo, Porto San Giorgio, Ancona, Genga, Fabriano e Fossombrone, dove hanno lavorato  30 maestranze locali e oltre 250 marchigiani, tra attori, figurazioni speciali e comparse – ha dichiarato Andrea Agostini, presidente di Fondazione Marche Cultura Marche Film Commission –Dopo il successo di Balene su Rai 1, con il debutto di “Colpa dei sensi” non potevamo aprire meglio il 2026, una nuova importante vetrina in prima serata su Canale 5 che accende i riflettori nazionali  sulla bellezza e sulla varietà del nostro territorio».

Gabriel Garko e Anna Safroncik (foto da Fondazione Marche Cultura-Marche Film Commission)

Oltre che su Canale 5 sarà possibile vedere “Colpa dei sensi” anche in streaming, gratuitamente, sulla piattaforma di Mediaset Infinity.

«Cercavamo un territorio autentico, ricco di ambientazioni belle e diverse che abbiamo trovato nelle Marche, una regione a cui mi sono sentita subito di appartenere, dove abbiamo scoperto anche tanti bravi attori locali da affiancare al cast principale» queste le parole di Simona Izzo alla conferenza stampa di presentazione del film che si è tenuta nel giugno scorso a Torre di Palme, a cui si sono aggiunte le voci di Ricky Tognazzi e degli attori protagonisti Gabriel Garko e Anna Safroncik.

«Ho conosciuto le Marche in vacanza, le ho scoperte come una grande scenografia a cielo aperto dove puoi lavorare in location vicine e diversissime, dal mare alla montagna attraversando paesaggi, storia, arte e tradizioni di notevole spessore culturale e di grande bellezza – ha detto Ricky Tognazzi – Qui, oltre ad una calorosa accoglienza, abbiamo trovato anche una grande professionalità delle maestranze locali, un valore fondamentale per una produzione».

Lina Sastri (foto da Fondazione Marche Cultura-Marche Film Commission)

La fiction è stata girata nelle Marche tra la primavera e l’estate dello scorso anno, per circa otto settimane.

«Nella serie interpreto la parte di Davide, un militare, un colonnello che ritorna nel suo paese natio per vendere la casa di famiglia e che per una serie di motivi cambia completamente i suoi piani. – Ha raccontato in conferenza stampa l’attore Gabriel Garko – In questa regione ho parecchi amici e vengo spesso, è un territorio ancora tutto da scoprire che offre un bel mare, una cucina ottima e la compagnia di persone molto piacevoli».

L’attrice ucraina Anna Safroncik, figlia d’arte, madre ballerina e padre tenore, ha conosciuto le Marche da bambina, quando accompagnava i suoi genitori nelle loro esibizioni allo Sferisterio di Macerata: «Attraverso Laura, il mio personaggio, scopriamo il senso di colpa, una donna che vive con grande passione e contraddizione un’intensa storia di amore. Colpa dei sensi è una serie complessa che ha bisogno del supporto del territorio intorno e questa è una regione ricca di energia, c’è una magia che si percepisce nell’aria e si sentirà anche nella fiction».

La trama di Colpa dei sensi

Il ritorno di Davide (Gabriel Garko) nella sua città natale per assistere il padre morente (Ricky Tognazzi) accusato di uxoricidio, lo mette di fronte al suo passato sentimentale: Laura (Anna Safroncik), il suo grande amore giovanile, ora è sposata con il suo – vecchio – migliore amico, Enrico (Tommaso Basili) erede di una delle famiglie più ricche della città. Un ritorno che sconvolge la vita e il matrimonio dei due coniugi, scoperchiando un vaso di pandora di segreti e verità mai rivelate. Il dubbio che il genitore non fosse il reale colpevole, porta Davide a cercare nuove risposte sia nel passato, complicato da decifrare, sia nel presente in cui ormai tante cose sono cambiate. Tra Davide e Laura, però, scoppia di nuovo una passione travolgente, capace di superare il tempo, dando vita a una relazione che romperà ogni equilibrio. Laura cerca di resistere all’amore di un uomo che l’ha abbandonata, e tenta di difendere il suo rapporto con il marito… ma l’ineluttabile sentimento alla fine esplode con forza. Sarà proprio Laura a correre in aiuto di Davide nel tentativo di dipanare i misteri del passato. I due chiederanno aiuto e supporto a Tommaso (Francesco Venditti), un abile e brillante vice questore di Ancona nonché marito della migliore amica di Laura, Viola, (Giorgia Würth). “Nessuno è riuscito ad amare chi amava”, dirà Viola a Laura, perché anche lei ha un inconfessabile segreto…Intanto la suocera di Laura (Lina Sastri) sente il ritorno di Davide come una minaccia, non solo per il matrimonio del figlio, ma anche per una sconvolgente verità che custodisce da anni.   In un gioco di erotismo e parole non dette, tradimenti e verità nascoste verranno alla luce. L’architettura sospesa tra storia e modernità della sontuosa provincia marchigiana è spettatrice silenziosa delle passioni amorose, della bramosia di potere e di ricchezza e dei colpi di scena che interessano gli attori in gioco. Questi vedranno cadere tutte le loro certezze, fino a quando un misterioso omicidio metterà in pericolo la sorte dei personaggi. Riusciranno Laura e Davide a vivere pienamente la loro passione e ad arrivare alla verità?  Riusciranno ad essere finalmente felici?

Saranno conclusi entro pochi mesi i lavori post sisma per migliorare il percorso della Casa della Memoria all’interno dell’ex campo di prigionia CPG-59 di Servigliano. Con il decreto commissariale n.4 del 12 gennaio 2026 è stato disposto il trasferimento del secondo acconto, pari a 92.163,23 euro, che porta al 50% il contributo complessivamente concesso per l’intervento della parte destinata a laboratorio, a seguito dell’avvenuto affidamento dei lavori, nell’ambito dell’Ordinanza n.137 del 2023.

L’intervento riguarda il monumento nazionale Ex campo di prigionia CPG-59, nel cratere fermano, e rientra in un quadro più ampio di progetti per complessivi 600.000 euro. Le risorse sono destinate al recupero di due edifici del complesso, oggi Parco della Pace, danneggiati dagli eventi sismici del 2016-2017. Uno degli immobili sarà destinato a biglietteria, book shop e punto informativo con servizi; l’altro diventerà spazio laboratoriale, in stretta connessione con le attività della Casa della Memoria. Tutti gli interventi prevedono miglioramento sismico ed eliminazione delle vulnerabilità preesistenti e stanno seguendo il cronoprogramma, con la conclusione dei lavori attesa per la prossima estate. Da sottolineare che l’attività del sito, densa soprattutto in questi giorni, alla vigilia della Giornata della Memoria, prosegue in concomitanza dei lavori stessi. «Il decreto che dispone il secondo acconto per lo spazio laboratoriale del Cpg-59 – dichiara il Commissario straordinario alla ricostruzione post-sisma Guido Castelli – dimostra che la ricostruzione non è solo messa in sicurezza degli edifici, ma anche responsabilità verso la memoria storica. Recuperare questo luogo significa restituirgli una funzione viva, capace di produrre conoscenza, consapevolezza e trasmissione del sapere, soprattutto alle nuove generazioni, per educare ai valori della pace, della democrazia e della solidarietà».

Soddisfazione anche dall’amministrazione comunale. «Grazie all’intervento strutturale finanziato con i fondi sisma, attraverso la Struttura commissariale guidata da Guido Castelli, e al Piano nazionale complementare-misura B2.2, con cui stiamo rifunzionalizzando gli spazi interni e dotando il sito di nuove strumentazioni, stiamo valorizzando ulteriormente il Parco della Pace e dando nuovi strumenti all’associazione Casa della Memoria, che gestisce questo importante monumento, presidio di storia – afferma il sindaco di Servigliano Marco Rotoni – l’obiettivo è una visione complessiva di accelerazione dal punto di vista documentale, educativo, formativo e turistico».

L’investimento assume un significato particolare in prossimità del 27 gennaio, Giornata della Memoria, in un sito che conserva una storia complessa e drammatica. Il Cpg-59 fu campo di prigionia per soldati Alleati ed ebrei. Tra le due guerre venne chiuso e poi utilizzato come deposito militare; nel 1935 una parte dell’area fu ceduta al Dopolavoro Comunale e trasformata in campo sportivo, tuttora attivo. Con l’entrata in guerra dell’Italia, nel 1940, il campo riaprì accogliendo prima prigionieri greci e poi soldati Alleati, fino a sfiorare la capienza massima. Dopo l’8 settembre 1943 i prigionieri riuscirono a fuggire attraverso una breccia nel muro di cinta, trovando spesso accoglienza nella Valle del Tenna e nei Monti Sibillini. Dall’ottobre 1943 il campo passò sotto controllo nazista: gli ebrei arrestati nella zona furono detenuti fino al maggio 1944, quindi trasferiti a Fossoli e deportati ad Auschwitz con il convoglio del 16 maggio 1944.

Si è tenuta domenica presso la Sala Consiliare del Comune di Monterubbiano, la presentazione del libro “Quanto lontano dovrai correre” di Letizia Venturini, viaggiatrice, storyteller e autrice Mondadori. L’evento è stato un grande successo di partecipazione con l’autrice sinceramente colpita dell’accoglienza e della riuscita dell’evento: «Monterubbiano è un luogo bellissimo e speciale. Mi sento onorata di aver potuto presentare il mio libro in questo borgo marchigiano, reso ancora più unico dalle persone che lo abitano e che mi hanno fatto sentire a casa, accolta con grande calore. Un grazie particolare al Comune, Giuseppe dell’associazione Gtc e alla dottoressa Giorgia Cesetti per la cura e l’attenzione dedicate all’evento. Non vedo l’ora di tornare, soprattutto per gustare di nuovo le buonissime tagliatelle fritte», ha concluso l’autrice, divertita.

«Il successo di eventi come questo, ci danno un’iniezione di fiducia rispetto alla proposta culturale che cerchiamo di proporre sempre più a Monterubbiano. Siamo stati quindi felicissimi di aver ospitato la presentazione di questo libro che racconta un’esperienza umana profonda e appassionante, affrontando tematiche che ci stanno molto a cuore e per le quali, come Amministrazione Comunale, ci impegniamo costantemente. Grazie di cuore a tutti coloro che hanno reso possibile la riuscita di questo importante pomeriggio culturale per il nostro territorio”, ha sottolineato la Vicesindaca di Monterubbiano, Beatrice Mancini.

Un progetto reso possibile con il finanziaqmento del Centro per il Libro e la Lettura ed organizzato dall’associazione Giovani, Territorio e Cultura con il Ptrocinio del Comune di Monterubbiano e Fermo.

Ci sono luoghi che restano vivi solo se qualcuno li racconta, li difende, li mette in relazione con il mondo. E poi ci sono persone che diventano esse stesse territorio. Alberto Federico Marini è una di queste. Amandolese doc, insignito del titolo di Ambasciatore dei Sibillini, Marini ha fatto della valorizzazione della propria terra una missione che va ben oltre la promozione: è un atto d’amore quotidiano, concreto, instancabile. Storia, paesaggio, identità, tipicità enogastronomiche: nei Sibillini nulla è separato, tutto dialoga. Ed è proprio su questa visione a tutto tondo che Marini costruisce il suo impegno, muovendosi su più fronti con uno stile deciso e autentico. Se c’è un’iniziativa che può dare voce al territorio, lui c’è. Se c’è un’occasione per creare relazioni, lui costruisce ponti.

I riconoscimenti ricevuti nel tempo raccontano solo in parte il valore del suo operato. Tra questi, ultimo in ordine di tempo, quello conferito dal Comune di Monte San Martino per aver favorito lo storico incontro a Ravenna tra gli amministratori monsammartinesi e Re Carlo d’Inghilterra con la Regina Camilla: una stretta di mano simbolica, immortalata in una fotografia che oggi rappresenta molto più di un semplice protocollo istituzionale. È la dimostrazione che anche le aree interne possono parlare al mondo, se qualcuno sa farle ascoltare.

Marini è mosso da una passione profonda e da una conoscenza vasta del territorio, che non perde occasione di raccontare e valorizzare. Lo ha fatto in momenti che hanno lasciato il segno nella memoria collettiva, come il passaggio dell’elicottero papale sopra Amandola, divenuto evento storico al pari dei voli Nato, o la visita del Comandante Alfa ad Amandola e Montefalcone Appennino, dove il pluridecorato ospite ha incontrato anche gli studenti dell’area montana, portando testimonianze di vita, coraggio e senso dello Stato.

Il suo raggio d’azione supera i confini locali e arriva nelle grandi città. A Roma, in occasione del Galà delle Margherite all’Hotel Excelsior, Marini ha portato i prodotti tipici dei Sibillini sotto i riflettori di un evento di alto profilo, con una finalità che univa promozione e solidarietà: il ricavato, infatti, era destinato a un progetto per i bambini ricoverati negli ospedali Gemelli e Bambin Gesù. Un esempio concreto di come l’identità territoriale possa farsi anche strumento di beneficenza, restituendo valore e speranza.

Tra i tanti momenti da ricordare – e sarebbero davvero decine – spicca l’incontro degli studenti di Amandola con Giuseppe Lai, 125° comandante dell’Amerigo Vespucci, lo storico veliero considerato l’Ambasciata galleggiante d’Italia. In quei giorni la nave era attraccata al porto di Ancona e, grazie a Marini, i giovani amandolesi non hanno vissuto una semplice visita, ma un’esperienza formativa unica, resa speciale dall’incontro diretto con il comandante. Un’occasione capace di accendere sogni e consapevolezze.

E poi lo sport, altro potente veicolo di identità e visibilità: il Giro d’Italia, con la storica sosta della Carovana ad Amandola durante la tappa Giulianova-Castelraimondo del Giro 2025, ha rappresentato un momento di orgoglio collettivo e di esposizione mediatica per il territorio. Senza dimenticare le collaborazioni con aziende legate al cablaggio della Formula Uno e della MotoGP, che testimoniano una capacità di dialogare anche con mondi altamente tecnologici e internazionali.

Alberto Federico Marini vive ad Amandola, ma è, a tutti gli effetti, un cittadino del mondo. Il suo impegno dimostra che le Marche, e in particolare l’area dei Sibillini, possiedono enormi potenzialità: visione, relazione, cuore. Lui tutto questo lo mette in campo ogni giorno, trasformando il territorio in un racconto vivo, capace di emozionare, unire e guardare lontano. E ringrazia con affetto «coloro che credono in me e mi danno tanta fiducia per poter far sì che il nostro territorio possa risplendere di luce propria». Un ambasciatore a tutto tondo, insomma, che non rappresenta solo un luogo, ma l’idea stessa di comunità.

In occasione del 75esimo anniversario dalla nascita al cielo di don Ernesto Ricci, sacerdote fermano, il Centro di Formazione Professionale “Artigianelli” di Fermo ricorda la figura del sacerdote, suo fondatore, con una mostra. Sette pannelli, realizzati dagli studenti, che raccontano la vita, le opere, la spiritualità, il centro di formazione.

Una storia iniziata 80 anni fa proprio grazie all’impegno di don Ernesto. Chiamato il “don Bosco di Fermo” per la sua attenzione ai giovani, ebbe l’intuizione di creare un centro che potesse formare i giovani della città, dando vita ad una scuola che ancora oggi prepara giovani al mondo del lavoro.

In occasione del Settenario della Madonna del Pianto, il cui titolo è “Maria Regina dei Santi”, la mostra è stata allestita all’interno della Cattedrale, sia per ricordare anche la profonda devozione che don Ernesto aveva nei confronti della Madonna del Pianto e sia per ricordare don Ernesto come esempio di vita santa della nostra Arcidiocesi. La mostra sarà visitabile fino a venerdì 23 gennaio 2026.

Si terrò sabato 17 gennaio alle ore 16, presso il Teatro dell’Iride a Petritoli, la presentazione del libro “Ritratto di una terra. Da memoria privata a memoria collettiva”, evento organizzato dalla Carifermo Spa, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo e dall’associazione Altidona Belvedere, in collaborazione con il Comune di Petritoli.

Dopo i saluti del Sindaco di Petritoli Luca Pezzani e dei Presidenti di Fondazione Giorgio Girotti Pucci e Carifermo Spa Alberto Palma, Pacifico D’Ercoli, Presidente di Altidona Belvedere, coordinerà gli interventi di Marco Andreani, storico della fotografia, Luigi Rossi e Olimpia Gobbi, storici del territorio.

Il volume racconta, per temi, il territorio della Valle dell’Aso, attraverso preziose testimonianze fotografiche, raccolte nel tempo da Altidona Belvedere e dalla Fototeca provinciale di Fermo. La ricerca, la valorizzazione e la conservazione delle immagini sono state frutto di un lungo e certosino lavoro di digitalizzazione coinvolgendo le comunità e gli archivi delle famiglie, che hanno messo a disposizione e condiviso le loro memorie private. Il libro narra visivamente aspetti della vita sociale ed economica, divisi per temi: il lavoro, l’acqua, i prodotti della terra, l’istruzione, la politica e la religione.

Nell’arco di quattro anni è stato creato un fondo di 10.000 fotografie d’epoca riguardanti i 19 comuni della Valle dell’Aso da cui sono state selezionate le immagini pubblicate nel presente volume. Dai fondi familiari, costituiti a volte da poche e logore fotografie, escono tasselli di storia che riportano alla memoria degli anziani i ricordi del passato e ai giovani la scoperta di una realtà sociale ed economica ormai irrimediabilmente scomparsa. L’iniziativa, di forte valenza culturale e sociale anche grazie al coinvolgimento delle amministrazioni comunali, è in linea con gli obiettivi della Cassa di Risparmio di Fermo di documentare e valorizzare il territorio di riferimento, in questo caso la Valdaso, fortemente attenzionata dalla Banca negli ultimi anni.

«Riscrivere la storia di una Valle attraverso la fotografia è senza dubbio un’operazione complessa, in particolare se realizzata attingendo dagli archivi delle famiglie. Un importante stimolo all’avvio del progetto fu fornito dall’allora Presidente della Fondazione Amedeo Grilli che ha creduto nella sua riuscita ben conoscendo le capacità organizzative e professionali dell’Associazione Altidona Belvedere, curatrice della raccolta documentale. Un riconoscimento all’Associazione per l’impegno profuso nella realizzazione di questo progetto che potrà costituire uno strumento per ulteriori occasioni di studio ed approfondimento della storia locale», affermano i Presidenti Girotti Pucci e Palma.

E’ “Maria Regina dei Santi” il titolo scelto per il Settenario del 2026 che, dal 10 al 18 gennaio. Si rinnova in Cattedrale un appuntamento molto sentito dai fedeli della città di Fermo, sempre devota alla Madonna del Pianto: la presenza in Duomo del simulacro della Madonna dalle 7 spade che dal Santuario dove è custodita e venerata tutto l’anno, si trasferisce in Duomo per nove giorni.

Come da tradizione, saranno giorni di celebrazioni eucaristiche, confessioni, momenti di preghiera ed eventi, con la solenne processione finale a chiusura del Settenario. Ad organizzare il Settenario è la Commissione della Madonna del Pianto istituita dall’Arcivescovo nel 2018, composta dal Priore e da un rappresentante della Confraternita della Madonna del Pianto, dal Rettore del Santuario del Pianto, dal Rettore della Cattedrale di Fermo e da tre parroci della vicaria di Fermo in rappresentanza delle Parrocchie della Città.

Quest’anno, per esigenze organizzative legate agli eventi che si svolgeranno in città sabato pomeriggio, rimandati causa maltempo, la processione di trasferimento del simulacro si terrà venerdì 9 gennaio alle ore 18. Alle ore 17 si celebrerà la messa feriale al santuario presieduta dal Rettore, don Francesco Capriotti. Alla fine della messa, avrà inizio la processione che accompagnerà la Madonna in Cattedrale, dove si terranno i vespri. Sabato 10 gennaio l’Arcivescovo Pennacchio darà ufficialmente inizio al Settenario presiedendo la celebrazione eucaristica alle ore 18,30.

Domenica 11 gennaio le Messe saranno alle ore 8,30, alle ore 10, alle ore 11,30 presieduta dall’Arcivescovo Pennacchio ed alle ore 18.30, presieduta dall’Arcivescovo Prelato della Prelatura della Santa Casa di Loreto, Sua Eminenza Monsignor Fabio Dal Cin. Dal 12 al 17 gennaio, ogni giorno ci sarà la Santa Messa alle ore 9,30, il Santo Rosario alle ore 18 e la Santa Messa con i pellegrinaggi parrocchiali alle ore 18,30. Sarà inoltre possibile confessarsi dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 18,30.

Due momenti extra arricchiranno il programma del Settenario. Giovedì 14 gennaio, alle ore 21,15, ci sarà la preghiera dell’Akathistos, Canto dell’Inno alla Vergine Maria, alla quale sono invitate in modo speciale tutte le realtà mariane della diocesi. Venerdì 16 gennaio alle ore 21,15, ci sarà un incontro sulla figura di San Pier Giorgio Frassati, dal titolo “Non vivacchiare ma vivere”: il giovane Pier Giorgio Frassati attraverso le parole di Roberto Falciola, vicepostulatore della causa di beatificazione e canonizzazione e presidente dell’ACI di Torino. Un importante momento principalmente rivolto ai giovani dell’Arcidiocesi, ma aperto a tutti coloro che vorranno conoscere meglio l’ultimo santo proclamato da Papa Leone XIV lo scorso 7 settembre 2025 insieme a Carlo Acutis. Sabato 17 gennaio, dalle ore 15,30, Rosario Meditato e Santa Messa con il gruppo diocesano dei “Figli in Cielo” guidato da Monsignor Armando Trasarti. Domenica 18 gennaio le Sante Messe saranno alle ore 08,30, alle ore 10,00, alle ore 11,30. Alle ore 11.15 ci sarà la tradizionale benedizione dei bambini. Alle ore 16 è invece prevista la tradizionale messa di chiusura del Settenario, presieduta dall’Arcivescovo Rocco Pennacchio e a seguire la solenne processione che accompagnerà il Simulacro della Madonna del Pianto al Santuario omonimo, dove l’Arcivescovo terrà l’omelia di chiusura e darà la benedizione.

Il Settenario, realizzato anche grazie al contributo dell’8xmille alla Chiesa Cattolica, si conferma anche quest’anno come importante momento di preghiera e devozione alla Madonna del Pianto offerta a tutti i fedeli dell’Arcidiocesi.

Suggestione, fascino ed incanto per il successo della nuova edizione del Presepe Vivente andato in scena alle Cisterne Romane il 3 e 4 gennaio, curato e coordinato dalla Cavalcata dell’Assunta e dalle contrade, che ha visto in due giorni complessivamente 1.200 ingressi. Un lavoro di squadra, che ha visto partecipare ovviamente le dieci Contrade con i Priori, il cerimoniere ed i contradaioli, la Cernita con cerimoniere e figuranti, gli Sbandieratori e Musici della Cavalcata, le Compagnie teatrali. Tra queste Geografie teatrali, Il cielo di carta, Lupo Innocente, Amici del Teatro Fermano, Il TiAaFfe e Musical Insieme, le Corali: Corale della Cavalcata dell’Assunta, Coro parrocchiale di Grottazzolina, Coro parrocchiale Sant’Alessandro di Fermo, Corale Cesare Celsi di Falerone, Coro La Priora – CAI di Fermo, Corale Santa Lucia di Fermo, Corale Fra Marcellino da Capradosso dei Frati Cappuccini di Fermo.

 

Parole di soddisfazione per questo grande successo sono state pronunciate dal vice Sindaco reggente con delega alla Cavalcata Mauro Torresi. «Un ringraziamento alle Contrade, al regista Gabriele Claretti, ai gruppi teatrali, alle corali e alle associazioni per il loro grande impegno di puro volontariato, per un grande evento cittadino ormai consolidato. Uno spettacolo incantevole e particolarmente apprezzato dal pubblico: ad attestarlo il numero degli ingressi. Fatica, impegno e tempo ripagati dalla soddisfazione di regalare alla città un evento di tale portata, originale e suggestivo proprio perché ambientato in uno dei luoghi più rappresentativi della città”.

 

«Un successo che è la dimostrazione di come il Presepe Vivente rappresenti un evento che a Fermo deve e può avere una cornice di bellezza come le Cisterne Romane: un’opportunità di promozione per uno dei luoghi più iconici e suggestivi della città, il cui incanto viene ulteriormente valorizzato con questo evento, reso assolutamente imperdibile dalla Cavalcata dell’Assunta e dalla preziosa collaborazione di compagnie teatrali e delle corali. Un sentito grazie a tutti, al regista Gabriele Claretti, agli uffici Comunali, a Maggioli Cultura ed ai Musei. Anche i numeri di questa edizione dimostrano la qualità di un evento che di anno in anno cresce sempre più», ha detto l’assessore alla cultura Micol Lanzidei.

Come ha ricordato il regista della Cavalcata Gabriele Claretti in riferimento al Presepe vivente «si è trattato di uno spettacolo itinerante che ha seguito una sceneggiatura originale scritta dal drammaturgo Valentino Eugeni. Gli spettatori sono stati accompagnati da una guida d’eccezione, l’arcangelo Gabriele, attraverso gli episodi ispirati ai testi del Vangelo. A turni i partecipanti hanno seguito un percorso che iniziava dallo spazio espositivo del museo per poi scendere nelle 15 sale delle cisterne e in alcuni spazi esterni allestiti, fino all’uscita».

 

«Anche quest’anno è stato confermato un successo sancito dai visitatori con il loro apprezzamento, gratificando il lavoro di contradaioli, volontari, corali, compagnie teatrali e spronando sempre la Cavalcata dell’Assunta in questo percorso sul Presepe Vivente intrapreso da 5 edizioni. La riuscita di questo evento attesta come il lavoro di valorizzazione delle tradizioni che ci proietta verso il futuro è nel dna della Cavalcata, che lavora tutto l’anno per promuovere la città di Fermo», hanno detto i vice Presidenti della Cavalcata Roberto Montelpare e Stefano Lignite.

Inoltre, a causa delle avverse condizioni meteo, la 29° edizione del Congresso delle Befane, ovvero la discesa delle befane dal Palazzo Comunale, è rinviata a sabato 10 gennaio sempre alle 15,30. Rinviata invece a data da destinarsi l’iniziativa prevista al mattino in Piazza del Popolo “Befane e Be-fate in auto d’epoca”, curata dall’associazione Armonica-Mente in collaborazione con Scuderia Firmum e Campe.

Rimangono confermati, sempre il 6 gennaio altri due appuntamenti: la possibilità di visitare la Casa della Befana nella sede dell’associazione Salette (orari 10.00-12.30/16.30-19.30) e l’arrivo della Befana alle ore 15.00 al Centro Sociale di Lido di Fermo. Sempre per le previste condizioni meteo, sono state rinviate invece due manifestazioni: Deejay On Ice in Piazza del Popolo a Fermo si svolgerà venerdì 9 gennaio alle ore 22 mentre i Giochi Popolari del Medioevo (Il Natale del Cavaliere), organizzati dalla Cavalcata dell’Assunta sono rinviati a domenica 11 gennaio 2026 alle ore 16.00 sempre in Piazza del Popolo.