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“Conoscere la Borsa 2026”. I premiati della provincia di Fermo

di Silvia Ilari

Nell’ambito del concorso “Conoscere la Borsa”, la squadra dell’Iis “E. Mattei” di Amandola è arrivata prima in regione e quarta in Italia nella classifica “Performance”, e quindi sarà alla cerimonia di premiazione nazionale dal 24 al 26 marzo, che si terrà a Ravenna.

Il team “G.r.a.m.” di Porto Sant’Elpidio si piazza 49esimo in Italia nella graduatoria “Sostenibilità” e primo in provincia. Stamattina la premiazione provinciale, presieduta dai vertici della Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo, con in testa il presidente Giorgio Girotti Pucci e il direttore Ermanno Traini, nella sala “A.Grilli” presso la sede della Cassa di Risparmio di Fermo. Per il quarto anno consecutivo, infatti, la Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo ha aderito al concorso  coinvolgendo quattro istituti ad indirizzo economico del territorio: l’Ite “E. Medi” di Montegiorgio, il Liceo Economico Sociale “Caro-Preziotti Licini” di Fermo, l’Iiis “E. Mattei” di Amandola e l’Itet “Carducci-Galilei” di Fermo.

Cinquantamila euro virtuali, tre mesi di sfide sui mercati finanziari e sulla conoscenza delle strategie di investimento, 180mila studenti, 30.000 squadre a livello europeo: sono i numeri dell’ultima edizione del concorso.

Cos’è “Conoscere la Borsa”

Nata in Germania nel 1983 dall’Associazione delle Casse di Risparmio Tedesche, “Conoscere la Borsa” è un’iniziativa a carattere europeo volta a diffondere la cultura e la conoscenza dei meccanismi della finanza tra gli studenti delle scuole superiori. In Italia è stata ripresa dall’Acri (associazione di fondazioni e casse di risparmio) ed è proposta alle classi III e IV degli istituti tecnici commerciali e dei licei economici con l’obiettivo di diffondere l’educazione economico-finanziaria nei giovani.

Il cuore del progetto è un virtual-game: gli studenti partecipano divisi in squadre, a ciascuna delle quali viene assegnato un capitale virtuale di 50mila euro da investire in una selezione predefinita di titoli quotati nelle principali borse europee, attraverso un portale web dedicato. I ragazzi non sono lasciati soli: supportati da specifiche azioni online, vengono introdotti al mondo dell’economia attraverso incontri in classe con operatori del settore finanziario e una formazione online con rassegne stampa e video dedicati. Il gioco è soggetto a un preciso Regolamento e a principi di netiquette, e i docenti di riferimento hanno la possibilità di monitorare in tempo reale le attività delle squadre.

L’obiettivo del progetto non è solo il raggiungimento della miglior performance economica, ma la sensibilizzazione dei ragazzi verso tematiche finanziarie attraverso un’attività di gioco stimolante.

La provincia di Fermo in campo

Per il quarto anno consecutivo, si diceva, la Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo ha aderito al concorso  coinvolgendo quattro istituti ad indirizzo economico del territorio: l’Ite “E. Medi” di Montegiorgio, il Liceo Economico Sociale “Caro-Preziotti Licini” di Fermo, l’Iiis “E. Mattei” di Amandola e l’Itet “Carducci-Galilei” di Fermo. In tutto 149 studenti, suddivisi in 39 squadre, che per tre mesi si sono sfidati, attraverso la simulazione online, con studenti italiani ed europei.

A preparare i ragazzi ci hanno pensato gli incontri formativi con il dottor Emanuele Dianetti, responsabile dell’Ufficio Tesoreria e Finanza di Carifermo, e la newsletter settimanale della Fondazione “La Finanza per i giovani”, con approfondimenti e aggiornamenti su tematiche economiche, sociali e finanziarie di attualità,  usufruendo anche di podcast dedicati.

(clicca per ingrandire)

Una competizione in cui i team della provincia di Fermo si sono difesi benissimo, con risultati lusinghieri. Il 49° posto nella classifica nazionale “Sostenibilità” e primo in ambito provinciale va al team “G.R.A.M.” — composto da Riccardo Sabbatini, Marlene Gaudenzi, Antonio Caiazzo e Giorgio Lazzaretto — dell’IIS “Carlo Urbani” di Porto Sant’Elpidio, premiato stamattina con 200 euro a testa in buoni acquisto per libri, testi e materiale scolastico. Gli studenti sono stati coadiuvati dalla professoressa Filomena Varlotta.

Il risultato più brillante porta la firma della “Smerillo Gang” dell’Iis “E. Mattei” di Amandola: Gianni Giannini, Natan Vitali, Paolo Ridolfi ed Emanuele Tassi si sono classificati quarti nella graduatoria nazionale “Performance” e primi a livello regionale e provinciale, conquistando così il diritto a partecipare alla cerimonia nazionale di premiazione del concorso, in programma a Ravenna dal 24 al 26 marzo, ospiti della Cassa di Risparmio di Ravenna SpA e della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna. I ragazzi sono stati coadiuvati dalla professoressa Erica Cubelli.

Stamattina, presso la sede della Cassa di Risparmio di Fermo, questi due team locali, sono stati premiati ufficialmente a livello provinciale. I ragazzi dell’Istituto di Amandola, oltre che essere alla cerimonia «potranno visitare siti culturali, presenziare a una lezione di economia finanziaria e a un incontro con la polizia postale sul tema delle truffe digitali» come spiegato da Giorgio Girotti Pucci, presidente della Fondazione Carifermo. Alle insegnanti sono state consegnate pubblicazioni su Amandola e su Porto Sant’Elpidio, per le rispettive scuole.

Il direttore generale di Carifermo SPA Ermanno Traini si è detto «felice» per l’invito della Fondazione a partecipare alla formazione dei giovani con loro professionalità interne, al fine di far crescere i ragazzi nella conoscenza del mondo finanziario e della borsa. «Riteniamo questi argomenti di estrema importanza, perché consentono loro nel futuro di fare scelte consapevoli conoscendo rischi e opportunità. Come istituto abbiamo un progetto: “La banca per i giovani”, attraverso cui Carifermo incontra i ragazzi nelle scuole superiori, trattando cinque diverse tematiche inerenti la Finanza. Una delle nostre missioni è sicuramente la crescita culturale e sociale del territorio e un territorio cresce solo se lo fanno i suoi giovani» ha aggiunto.

 

Giorgio Girotti Pucci, presidente Fondazione Carifermo, alla presentazione del premio Conoscere la Borsa

Giorgio Girotti Pucci – presidente Fondazione Carifermo

Ermanno Traini – direttore generale Carifermo

Massimo Concetti – vicepresidente Fondazione Carifermo

“Conoscere la Borsa 2026”. I premiati della provincia di Fermo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il presidente Gino Sabatini

La giunta della Camera di Commercio delle Marche ha deliberato la riduzione di 200 mila euro del fondo destinato alla retribuzione di posizione e di risultato della dirigenza, disponendo contestualmente che l’utilizzo di tali risorse sia per il personale dipendente, il tutto senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dell’ente. Le economie conseguite saranno interamente utilizzate per misure di valorizzazione di tutto il personale dipendente e in particolare, per il rafforzamento del welfare.

 

La decisione mette a terra la volontà, più volte espressa in questi mesi, dall’organo politico e dall’organo amministrativo, di avviare un percorso di sviluppo e consolidamento delle professionalità che il personale della Cciaa Marche ha maturato negli anni di servizio.

 

«Le economie derivanti dalla riduzione delle risorse che erano destinate al trattamento accessorio dei dirigenti – sottolinea il presidente della Camera di Commercio delle Marche, Gino Sabatini – saranno destinate alla realizzazione di condizioni di lavoro sempre più favorevoli e  funzionali a un’organizzazione solida e strutturata. Investire sulle persone che lavorano nell’ente significa anche rafforzare la capacità della Camera di Commercio di offrire servizi efficaci al sistema economico regionale».

 

Una quota significativa delle risorse destinate al personale sarà finalizzata allo sviluppo delle misure di welfare integrativo, con interventi orientati al miglioramento della qualità dell’ambiente lavorativo e al benessere dei dipendenti. «Tra gli ambiti su cui intendiamo intervenire – aggiunge Sabatini – vi è anche l’incentivazione di politiche di mobilità sostenibile per i dipendenti, all’interno di un più ampio percorso di attenzione alla qualità non solo dell’ambiente di lavoro ma anche del territorio in cui Camera Marche opera». Il provvedimento si inserisce in un programma più ampio di riorganizzazione interna della Camera di Commercio delle Marche, con l’obiettivo di sostenere lo sviluppo delle competenze e di conseguenza rendere sempre più efficiente e di pronta utilità l’attività di supporto alle imprese del territorio.

Fabrizio Luciani

di redazione CF

I consigli generali di Confindustria Ancona, Fermo e Macerata hanno deliberato (come riportato da Cronache Fermane nel caso degli aquilotti nostrani, ndr) l’avvio del percorso di aggregazione, con l’obiettivo di costruire un sistema associativo «più moderno, capace di offrire servizi avanzati alle imprese e una rappresentanza più forte a tutti i livelli. In un contesto economico e geopolitico internazionale sempre più complesso, le territoriali rispondono con una scelta di visione: fare squadra» rimarcano da Confindustria.

Gli aquilotti del Fermano, ieri sera, infatti, hanno votato sì all’aggregazione con le altre due territoriali. Ma il voto non è stato unanime: a esprimere la sua contrarietà il blocco dei calzaturieri di Montegranaro. Ma il loro “no” non ha comunque inciso sull’esito della votazione: 24 a 6 per il sì.

I presidenti Diego Mingarelli (Ancona), Fabrizio Luciani (Fermo) e Marco Ragni (Macerata) sottolineano come il progetto nasca «da una volontà condivisa di superare la frammentazione provinciale e rafforzare la capacità di accompagnare le imprese nelle sfide dell’innovazione tecnologica e dei mercati globali».

«Il nostro impegno – ha dichiarato Fabrizio Luciani – è dare una risposta concreta alle richieste degli imprenditori che ogni giorno devono operare in un contesto economico con uno scenario che cambia continuamente: più servizi, più competenze e meno frammentazione. L’aggregazione permette di mettere insieme energie e professionalità che, per una territoriale virtuosa ma piccola come la nostra, sarebbero più difficili da sviluppare».

Il cronoprogramma prevede un percorso graduale con l’obiettivo di completare l’integrazione entro il 2028, costruendo un sistema associativo «più coeso ed efficiente» rimarcano da Confindustria.

« Il progetto resta aperto e inclusivo: nel pieno rispetto dell’autonomia dei territori, l’auspicio dei tre presidenti è che il percorso possa coinvolgere progressivamente l’intero sistema confindustriale regionale».

 

https://cronachefermane.jef.it/2026/03/10/confindustria-fermo-dice-si-alla-fusione-con-ancona-e-macerata-ma-manca-lunanimita-resta-la-contrarieta-dei-calzaturieri/747915/

Il presidente Fabrizio Luciani

di redazione CF

Via libera, da parte di Confindustria Fermo, al percorso di aggregazione con le territoriali di Ancona e Macerata, ma senza unanimità. Il consiglio generale di Confindustria Fermo ha approvato, ieri sera, il progetto di unione, su cui gli imprenditori delle tre territoriali hanno iniziato a ragionare da tempo, con 24 voti favorevoli e 6 contrari confermando quindi l’intenzione di procedere verso la creazione di una realtà associativa più ampia. Un risultato in linea con le previsioni della vigilia, ma che evidenzia anche alcune resistenze, soprattutto da parte del comparto calzaturiero.

Prima della votazione è intervenuto il presidente di Fabrizio Luciani, che ha ribadito le ragioni strategiche dell’aggregazione, sottolineando come l’obiettivo sia rafforzare il peso del territorio all’interno di un sistema economico più competitivo. Di parere diverso il presidente della sezione calzature, Valentino Fenni, che ha espresso le preoccupazioni del settore: tra i timori principali quello di una rappresentanza meno incisiva dei calzaturieri in una struttura più grande e con territori economicamente più forti come Ancona e Macerata.

Alla riunione erano presenti 30 dei 32 membri del consiglio generale dell’associazione fermana. Il voto contrario è arrivato in gran parte proprio dagli imprenditori del distretto della calzatura: su otto rappresentanti presenti, sei si sono espressi contro l’operazione (il “blocco del no” di Montegranaro) e due a favore, confermando così la posizione critica di una parte del grosso della filiera rappresentata in consiglio.

Valentino Fenni

Nonostante il dissenso, l’approvazione consente ora di proseguire con il percorso istituzionale. Il prossimo passaggio sarà infatti il voto dell’assemblea dei soci, chiamata a esprimersi definitivamente sul progetto di aggregazione.

Nel frattempo Confindustria Fermo dovrà affrontare anche un’altra fase importante: il rinnovo della presidenza. Il mandato di Luciani (così come quello di Fenni) è ormai in scadenza e il calendario delle procedure interne prevede la convocazione dei saggi, che avranno il compito di raccogliere le candidature e avviare il percorso che porterà all’assemblea elettiva.

La scelta del nuovo presidente potrebbe avere un peso anche sul futuro dell’aggregazione. Se alla guida dell’associazione dovesse arrivare un esponente del settore calzaturiero, la coalizione potrebbe sostenere con maggiore convinzione il progetto di fusione; in caso contrario non è escluso che venga indicato un candidato alternativo.

Le prossime due o tre settimane saranno quindi decisive per capire non solo chi guiderà Confindustria Fermo, ma anche se il progetto di unione con Ancona e Macerata riuscirà a trovare un consenso più ampio all’interno del mondo imprenditoriale del territorio.

Enzo Mengoni, presidente territoriale Confartigianato

Il nuovo aumento dei prezzi dei carburanti, in un contesto internazionale segnato dalla guerra in Iran e dalle tensioni sui mercati energetici, sta generando forte preoccupazione tra cittadini e imprenditori. Confartigianato Imprese Macerata-Ascoli Piceno-Fermo guarda con attenzione all’andamento dei listini alla pompa e alle ricadute che questi rincari stanno producendo sul sistema produttivo locale. Particolarmente esposto è il comparto dell’autotrasporto, settore fondamentale per il funzionamento dell’economia e per la distribuzione delle merci lungo tutta la filiera produttiva e commerciale. Gli aumenti registrati negli ultimi giorni stanno alimentando il dibattito pubblico e hanno riacceso le accuse di possibili fenomeni speculativi lungo la filiera dei carburanti.

 

In questo quadro Confartigianato invita le istituzioni a monitorare con attenzione l’andamento dei prezzi e ad attivare tutte le verifiche necessarie, perché gli effetti dei rincari rischiano di ricadere direttamente su imprese e famiglie.

 

«La situazione che si sta delineando sul fronte dei carburanti desta forte preoccupazione – dice Enzo Mengoni, presidente territoriale Confartigianato Mc, Ap, Fm – Le tensioni geopolitiche internazionali incidono sulle quotazioni del petrolio, ma è necessario vigilare affinché non si creino fenomeni speculativi che finiscono per gravare su cittadini e imprese. Le prime a pagare il prezzo di questi rincari sono le imprese dell’autotrasporto e tutte le attività che dipendono dal trasporto su gomma. Il gasolio rappresenta una voce centrale nei costi di gestione delle flotte e può arrivare a pesare tra il 25% e il 35% dei costi operativi. Anche aumenti di pochi centesimi al litro, se protratti nel tempo, incidono in modo significativo sui conti delle imprese».

 

Entra nel merito Paolo Zengarini, responsabile interprovinciale Confartigianato Trasporti, che riflette: «Per i mezzi oltre le 7,5 tonnellate il rimborso delle accise attenua solo in parte l’impatto degli aumenti, mentre per i veicoli più leggeri il rincaro del carburante si traduce direttamente in maggiori costi per le imprese e, di conseguenza, per l’utenza finale. Per le aziende dell’autotrasporto l’introduzione della clausola Fuel Surcharge nei contratti scritti, che consente di adeguare le tariffe in relazione all’andamento del prezzo del gasolio, rappresenta uno strumento che può mitigare parzialmente gli effetti dei rincari. Per le altre imprese resta invece il riferimento alle tabelle di aggiornamento dei costi predisposte periodicamente dal Ministero. Riteniamo comunque necessario mantenere alta l’attenzione lungo tutta la filiera di approvvigionamento, anche alla luce del fatto che i carburanti attualmente in distribuzione sono stati acquistati e stoccati in precedenza. Per questo auspichiamo controlli puntuali da parte degli organi competenti».

Paolo Zengarini, Responsabile Interprovinciale Confartigianato Trasporti

Relatori e promotori dell’incontro

L’iperammortamento è una misura fiscale prevista dalla Legge di Bilancio 2026 che favorisce l’innovazione e la trasformazione tecnologica attraverso la maggiorazione del costo di acquisto dei beni strumentali nuovi.

Proprio l’iperammortamento è stato il fulcro dell’incontro organizzato dalla Banca di Ripatransone e del Fermano al “Papillon” di San Benedetto del Tronto.

 

Relatore dell’appuntamento è stato Gianluca De Candia, CEO Prime Advisor e dottore commercialista, che ha illustrato strumenti, criteri di accesso e casi pratici legati all’iperammortamento e ad altre agevolazioni fiscali utili a imprese e professionisti.

 

«L’iperammortamento nella Legge di Bilancio 2026 rappresenta il ritorno di uno strumento molto utilizzato dal 2016 fino al 2020 – ha detto Gianluca De Candia – Oggi, però, la scelta del legislatore è stata chiara: passare da un credito d’imposta a una deduzione extracontabile. Di certo, un elemento positivo dell’iperammortamento è la possibilità di essere cumulato con altre agevolazioni: nelle Marche ci sono altre opportunità ed è dunque importante pianificare in tempo l’investimento. Lo si potrà abbinare, ad esempio, a un credito Zes oppure a un finanziamento con i contributi della Bei.

L’impegno delle banche di credito cooperativo sotto il profilo informativo è encomiabile: questi incontri organizzati dalla Banca di Ripatransone e del Fermano fanno parte di un filone Iccrea che lo scorso anno ha organizzato più di quaranta eventi. È un segnale di attenzione al territorio e il Credito Cooperativo è particolarmente vicino attraverso iniziative di questo tipo, che aiutano a programmare e pianificare gli investimenti».

 

Nutrita partecipazione all’incontro organizzato dalla Banca di Ripatransone e del Fermano

«In un mercato sempre più competitivo – dichiara la presidente della Banca di Ripatransone e del Fermano, Donatella Simonetti offrire informazioni aggiornate e strumenti concreti alle nostre imprese non è solo un dovere istituzionale, ma una scelta strategica per rafforzare la capacità di innovare sul territorio. L’incontro ha rappresentato un’occasione di dialogo diretto con esperti per comprendere come sfruttare al meglio gli incentivi 2026, in particolare l’iperammortamento, che può diventare uno strumento decisivo per sostenere investimenti in tecnologia, digitalizzazione e sostenibilità. Ringraziamo per la collaborazione l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili nella persona del suo presidente provinciale, Daniele Gibellieri».

 

«La nostra banca – aggiunge il direttore generale Vito Verdecchiasi impegna a fondo sul tema della formazione, in linea con quanto previsto dallo spirito e dallo statuto del Credito Cooperativo. L’incontro di questa sera è stato a tutti gli effetti un momento di formazione, non dedicato agli studenti come con Finanza Epica ma a cittadini, imprenditori e imprese. Sono molto soddisfatto della partecipazione e della vivacità del dibattito, segnale di quanto fosse importante parlare di iperammortamento e Legge di Bilancio».

Nella provincia di Fermo ma anche in quelle di Macerata, Ascoli Piceno il ruolo delle donne nel mercato del lavoro e nel sistema imprenditoriale continua a rafforzarsi. È quanto emerge dall’analisi dell’Ufficio Studi Confartigianato sui dati più recenti relativi all’occupazione femminile e alla presenza di imprese guidate da donne

Nella provincia di Fermo il tasso di occupazione femminile si attesta al 58,6%, un valore inferiore alla media regionale ma comunque leggermente superiore alla media italiana. Rispetto al 2021, quando il tasso era pari al 57,0%, si registra un incremento più contenuto rispetto alle altre province del territorio. Sul piano imprenditoriale però il territorio mostra una presenza rilevante di imprese guidate da donne: sono 4.455, pari al 24,0% del totale delle imprese provinciali. Le imprese artigiane femminili sono 1.202 e rappresentano il 22,3% delle imprese artigiane, una quota tra le più elevate e superiore sia alla media regionale sia a quella nazionale.

Ad Ascoli Piceno nel 2024 il tasso di occupazione femminile tra i 20 e i 64 anni raggiunge il 69,3%, un valore nettamente superiore sia alla media regionale delle Marche, pari al 66,2%, sia a quella nazionale che si ferma al 57,4%. Il dato evidenzia una dinamica particolarmente positiva negli ultimi anni: rispetto al 2021, quando il tasso era al 52,4%, la crescita è stata molto significativa. Sul fronte imprenditoriale (dati fine 2025) nel territorio provinciale si contano 5.036 imprese femminili, pari al 23,5% del totale delle imprese. Di queste, 1.102 operano nel comparto artigiano e rappresentano il 22,4% delle imprese artigiane della provincia, una quota superiore sia alla media regionale (20,5%) sia a quella nazionale (17,7%).

 

Nella provincia di Macerata il tasso di occupazione femminile nel 2024 si attesta al 63,8%. Il valore risulta inferiore alla media regionale ma comunque superiore al dato nazionale. Anche in questo caso si registra una crescita rispetto al 2021, quando il tasso era pari al 57,4%. Il tessuto imprenditoriale locale evidenzia una presenza significativa di imprese guidate da donne: sono 8.061, pari al 23,9% del totale delle imprese provinciali. Le imprese artigiane femminili sono 1.817 e rappresentano il 20,4% delle imprese artigiane del territorio, una quota superiore alla media nazionale.

 

«In Italia – le parole di Sara Servili, presidente Movimento Donne Impresa di Confartigianato Macerata, Ascoli Piceno, Fermo – contiamo oltre 1,3 milioni di imprese femminili, ma il dato che deve far riflettere il mercato è il potenziale ancora inespresso: nonostante le donne rappresentino oggi il 40% dei laureati nelle discipline STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica), superando la media europea del 34%, solo il 14,7% dei brevetti porta una firma femminile. Questo “leaky pipelin”, ovvero la dispersione di talento tecnico nel passaggio dall’università all’impresa, è un costo che l’Italia non può più permettersi. Il gender gap è una barriera allo sviluppo: le oltre 786.000 imprese del terziario a guida donna chiedono di trasformare le competenze scientifiche in valore economico. É necessario un ecosistema finanziario che riconosca il merito e supporti le 12.300 aziende che hanno già adottato la Certificazione della Parità di Genere come standard di efficienza».

 

«L’imprenditoria femminile è una risorsa sempre più importante per lo sviluppo economico e sociale dei nostri territori – sottolinea Eleonora D’Angelantonio, Responsabile Movimento Donne Impresa di Confartigianato Macerata, Ascoli Piceno, Fermo – Le donne che fanno impresa dimostrano ogni giorno capacità, determinazione e visione, contribuendo alla crescita del sistema produttivo e offrendo anche un esempio positivo alle nuove generazioni, dimostrando che è possibile costruire percorsi professionali e imprenditoriali superando ancora troppi stereotipi presenti nel mondo del lavoro. Nonostante i progressi registrati negli ultimi anni, restano però numerosi ostacoli che continuano a rendere più complesso il percorso delle donne nell’impresa e nel lavoro. Per questo è necessario rafforzare politiche concrete a sostegno dell’imprenditoria femminile, a partire da strumenti di welfare e servizi che aiutino davvero a conciliare lavoro, famiglia e responsabilità di cura. Allo stesso tempo occorre affrontare con decisione le criticità che riguardano tutte le piccole imprese, come il peso della burocrazia, la pressione fiscale, l’accesso al credito e il miglioramento delle infrastrutture. Creare condizioni più favorevoli per chi fa impresa significa permettere anche alle imprenditrici di crescere e contribuire in modo ancora più forte allo sviluppo del Paese».

 

All’interno della nuova Legge di Bilancio 2026, varata lo scorso 30 dicembre, è prevista per gli enti locali la possibilità di offrire, ai propri cittadini, una forma di “pace fiscale” locale finalizzata ad alleggerire la posizione di coloro che hanno debiti tributari in sospeso con il Comune. L’ambito di intervento è ampio visto che rientrano in tale misura i principali tributi locali (Imu, Tari e Tasi pregressa) nonché le entrate patrimoniali, incluse le sanzioni amministrative e le multe stradali. La definizione agevolata può riguardare debiti già oggetto di accertamento, crediti in fase di riscossione coattiva, rateizzazioni decadute e posizioni non ancora accertate, come omessi o parziali versamenti.

«Come amministrazione comunale stiamo studiando se e come avvalersi di questa possibilità analizzandone, ovviamente, l’impatto sulle casse del Comune. Se i numeri lo consentiranno, verrà predisposto un regolamento da portare all’approvazione in uno dei prossimi Consigli Comunali. – sottolinea il Vice Sindaco ed Assessore al Bilancio di Monte Urano, Marco Marziali – Il regolamento avrà lo scopo di agevolare e semplificare il rapporto con tutti i contribuenti con particolare attenzione a coloro che si trovano in difficoltà a sanare la loro posizione contributiva».

Federica Capriotti e Gino Sabatini

Sono 33.746 le imprese femminili registrate nelle Marche al 31 dicembre 2025. Il dato, sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente (-0,2%, pari a 55 imprese in meno), conferma la resilienza dell’imprenditoria femminile marchigiana in un contesto nazionale che mostra una tendenza simile (-0,3%).

Nel complesso, le imprese guidate da donne continuano a rappresentare una componente significativa del sistema economico regionale, con un tasso di femminilizzazione del 23,2%, superiore alla media italiana del 22,3%. Ciò significa che quasi un’impresa su quattro nelle Marche è guidata da donne, confermando il ruolo importante dell’imprenditoria femminile nello sviluppo economico e sociale del territorio.

«I dati confermano la solidità e la capacità di tenuta dell’imprenditoria femminile marchigiana, che continua a rappresentare una risorsa fondamentale per il nostro sistema economico. Le donne imprenditrici dimostrano dinamismo e capacità di innovazione anche in una fase di trasformazione del tessuto produttivo. Come Camera di Commercio delle Marche vogliamo continuare a sostenere questo patrimonio di competenze e di iniziativa, valorizzandolo con strumenti concreti e politiche mirate», sottolinea il presidente della Camera di Commercio delle Marche Gino Sabatini.

 

Il bando “Impronta d’Impresa Marche”

La Camera di Commercio delle Marche esprime il proprio impegno a favore dell’imprenditoria femminile anche attraverso il bando “Impronta d’Impresa Marche” 2025, promosso dal Comitato per l’Imprenditoria Femminile. Giunto alla terza edizione regionale, il bando premia imprese guidate da donne che hanno introdotto innovazioni capaci di generare valore per il territorio, con particolare attenzione a turismo, Made in Italy, sostenibilità e digitalizzazione. Il budget complessivo è di 40.000 euro. Le domande presentate in quest’ultima edizione sono state 106, di cui 59 ammesse, distribuite tra le quattro categorie previste:

Turismo e cultura (16 domande). Made in Italy e internazionalizzazione (12). Sostenibilità e conciliazione (18). Digitalizzazione (13).

Dal punto di vista territoriale, le candidature provengono soprattutto dalle province di Ancona (16) e Pesaro-Urbino (14), seguite da Macerata (13), Ascoli Piceno (12) e Fermo (4).

 

«Il bando ‘Impronta d’Impresa’ vuole valorizzare quelle imprenditrici che stanno innovando il modo di fare impresa nelle Marche, creando valore per il territorio e per la comunità. Le candidature ricevute dimostrano quanta creatività, competenza e visione strategica siano presenti nelle imprese femminili marchigiane, soprattutto nei campi della sostenibilità, della digitalizzazione e della valorizzazione del Made in Italy» evidenzia Federica Capriotti, presidente del Comitato per l’Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio delle Marche.

 

Nelle tre edizioni del bando (2023-2025) saranno complessivamente 54 le imprese premiate, per un totale di 126.000 euro destinati a sostenere progetti imprenditoriali innovativi guidati da donne. Un impegno che conferma la volontà della Camera di Commercio delle Marche di rafforzare il ruolo dell’imprenditoria femminile come motore di innovazione, crescita e coesione sociale nel territorio regionale.

di Silvia Ilari (video e foto Simone Corazza) – 

Si è alzato questa mattina il sipario sulla trentaquattresima edizione di Tipicità Festival, la grande kermesse dedicata al food che per tre giorni trasformerà il Fermo Forum in un palcoscenico di sapori, culture, in un mix che dà spazio sia alla tradizione che all’innovazione culinaria. I padiglioni  hanno aperto i battenti questa mattina alle 9,30 e si potranno visitare fino alle 20, mentre sabato e domenica la chiusura sarà posticipata alle 21.

«Tipicità è un fenomeno unico in Italia – ha detto il direttore Angelo Serri durante i saluti di benvenuto – In 34 anni abbiamo creduto nella rete e la presenza di tanti Paesi, quello che viviamo oggi ne è la dimostrazione. Abbiamo allacciato rapporti in tutto il mondo e con tante altre comunità italiane. Da questo lavoro scaturisce la Tipicità che da Fermo si proietta nel mondo».

La cerimonia inaugurale si è svolta alle 12, alla presenza delle autorità locali e nazionali, con la partecipazione delle delegazioni estere ospiti di questa edizione: Bahia Blanca per l’Argentina, Kyoto per il Giappone, El Jadida per il Marocco, Czemrencha per la Polonia e Lozova per l’Ucraina, come anticipato da Cronache Fermane. Un abbraccio internazionale che vuole conferire alla manifestazione fermana un respiro  globale.

«Tipicità nasce nel territorio per valorizzare il locale, ma ha sempre guardato oltre. Attraverso i decenni abbiamo allacciato tante relazioni come ho affermato prima e quindi, attraverso un interscambio di culture e a livello economico, è stato possibile uscire dall’anonimato» ha ribadito con convinzione Serri ai nostri microfoni.

Monica Caradonna

A fare gli onori di casa e a condurre la giornata inaugurale è stata Monica Caradonna, conduttrice di Linea Verde Italia su Rai 1, che ha saputo raccontare con la sua consueta verve  l’anima più autentica di questa manifestazione.

Presente per il quarto anno e per la prima volta come madrina, Caradonna ha affermato di aver trovato «una manifestazione cresciuta che parla tante lingue e che mi ha fatto innamorare delle Marche. Questo fa capire quanto amore parte da questa manifestazione, tanto da coinvolgere una “straniera” come me. Qui ho la certezza che viene intrapreso un percorso di valorizzazione del territorio attraverso gli asset della cultura e dell’identità che per me sono fondamentali nella narrazione del cibo».

Accanto a lei e ad Angelo Serri, il vicepresidente della Regione Marche, Enrico Rossi, l’assessore regionale alla Sanità Paolo Calcinato, e Mauro Torresi per il Comune di Fermo. Per quest’ultimo «Tipicità è sinonimo di cultura, turismo e soprattutto di socializzazione tra le imprese e i nostri produttori. È una scommessa vinta da 34 anni».

In rappresentanza del Governo, hanno preso parte alla manifestazione il consigliere Andrea Putzu delegato per il Ministero del Turismo, che ha fatto le veci della ministra Santanché, e la senatrice di FdI Elena Leonardi.

Sul posto una platea di volti noti: il caporedattore del Tg5 Gioacchino Bonsignore, ormai presenza fissa negli anni; Bruno Gambacorta, giornalista enogastronomico, reporter ed inviato speciale, ideatore di Eat Parade su Rai 2; Marco Ardemagni, conduttore Rai; Alberto Lupini, direttore di Italia a Tavola e Katia Buchicchio, Miss Italia 2025, incoronata proprio nel Fermano, a Porto San Giorgio.

Quasi duecento le realtà presenti negli stand e negli spazi eventi del Fermo Forum, a rappresentare il meglio della produzione enogastronomica, artigianale, industriale e turistico-esperienziale del territorio marchigiano e non solo.

La mattinata è stata animata anche dagli oltre cinquecento studenti arrivati per “Tipicità4Kids”, il programma dedicato ai più giovani con laboratori e attività di educazione divertente.

Su questo tema è intervenuto l’assessore alla Sanità della regione Marche, Paolo Calcinaro, parlando di educazione all’alimentazione di cui Tipicità è un simbolo: «Un contributo viene anche dal Comune di Fermo che da anni ha portato il kilometro zero nelle proprie mense. Sappiamo che quella pasta viene dal nostro territorio. L’educazione a una corretta alimentazione è costituita da tanti dettagli dunque Tipicità è sicuramente un tassello importante».

Sempre in mattinata si è tenuto un dialogo tra i rettori delle Università di Camerino, Macerata e della Politecnica delle Marche, a testimonianza del legame sempre più stretto tra la manifestazione e il mondo accademico.

Alle14 Monica Caradonna ha intervistato Francesca Durighel, vicepresidente di Coop Alleanza 3.0, mentre alle 15 i presenti hanno potuto immergersi nelle atmosfere del Sol Levante grazie a una masterclass dedicata alla pregiata carne di wagyu, guidata dallo chef della Nippon Food Academy Takashi Kido.

Tra gli appuntamenti del pomeriggio anche “Le giuste traiettorie”, il forum delle 17,30 promosso da Banco Marchigiano, con interviste condotte dalla giornalista-avvocata Ester Viola a protagonisti che si sono distinti per soluzioni vincenti nelle loro attività d’impresa.

Domani e domenica il festival proseguirà con un programma altrettanto ricco. Tipicità si conferma un vero e proprio ecosistema capace di raccontare, connettere ed evolvere, in un viaggio immersivo nell’Italia più autentica.

 

Monica Caradonna

Il prefetto Edoardo D’Alascio

Enrico Rossi

Paolo Calcinaro

Angelo Serri

Monica Caradonna

Angelo Serri

Paolo Calcinaro

Katia Buchicchio – miss Italia 2025

Edoardo D’Alascio

Missi Italia 2025, Katia Buchiccio, e Miss Marche 2025, Asia Campanelli

Asia Campanelli

Monica Caradonna, alla sia sin. Alberto Monachesi

 

Gino Sabatini

Elena Leonardi. Dietro, Andrea Putzu

Andrea Putzu

Mauro Torresi e Katia Buchicchio