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L'incontro a Roma di ArtiturismoVetrina nazionale per il primo progetto sull’Artiturismo in Italia promosso da Confartigianato Imprese Macerata-Ascoli Piceno-Fermo. L’esperienza del borgo di Ripe San Ginesio è stata presentata a Roma nel corso del convegno Artigianato e Turismo sostenibile: alleanze per la competitività dei piccoli comuni, organizzato da Confartigianato Imprese e svoltosi all’Auditorium Walter Corsi alla presenza del Ministro del Turismo Daniela Santanchè.

 

 

Nel corso dell’incontro, che ha riunito imprenditori, amministratori e stakeholder del settore turistico, il Segretario generale di Confartigianato Macerata-Ascoli Piceno-Fermo Giorgio Menichelli ha illustrato il progetto avviato nel borgo maceratese insieme al Comune di Ripe San Ginesio, rappresentato dal Sindaco Paolo Teodori.

 

Ripe San Ginesio rappresenta infatti una realtà particolarmente significativa: un piccolo centro che negli anni ha saputo investire nella rigenerazione del proprio borgo, sostenendo la nascita e il consolidamento di numerose botteghe artigiane. Un patrimonio di competenze, manualità e creatività che oggi diventa la base per una nuova forma di accoglienza turistica. L’Artiturismo propone infatti un modello innovativo di turismo esperienziale che mette al centro l’artigianato locale: gli artigiani possono offrire ospitalità, degustazioni di prodotti tipici, laboratori e attività culturali, consentendo ai visitatori di conoscere da vicino i mestieri e le tradizioni dei territori. Un modo per valorizzare le eccellenze produttive, sostenere i centri storici e creare nuove opportunità economiche per le microimprese. Al circuito di Ripe San Ginesio hanno già aderito circa dieci attività tra accoglienza, ristorazione, food e artigianato artistico, che collaboreranno per proporre percorsi turistici integrati: dall’ospitalità alle degustazioni enogastronomiche fino alla partecipazione a laboratori artigiani, offrendo ai visitatori un’esperienza autentica immersa nella cultura del territorio.

 

«Quello di Ripe San Ginesio – ha dichiarato il Segretario generale Giorgio Menichelli – è un progetto pilota che dimostra come l’incontro tra artigianato e turismo possa diventare una leva concreta di sviluppo per i piccoli borghi. L’Artiturismo valorizza il lavoro degli artigiani, rafforza l’identità dei territori e crea nuove opportunità per le imprese locali, offrendo ai visitatori la possibilità di vivere esperienze autentiche legate ai mestieri, alle tradizioni e alle produzioni tipiche. L’esperienza che stiamo portando avanti dimostra che quando istituzioni, associazioni e imprenditori lavorano insieme si possono costruire modelli innovativi capaci di generare economia, attrattività turistica e nuova vitalità per i centri storici».

 

«In questo percorso – ha aggiunto Menichelli – desideriamo anche esprimere un ringraziamento alla Regione Marche che ha saputo cogliere e valorizzare questa intuizione, sostenuta e promossa da Confartigianato, trasformandola in una legge regionale che riconosce e disciplina l’Artiturismo. Si tratta di un passaggio molto importante perché consente di istituzionalizzare questo modello e di aprire la strada ad una grande opportunità di sviluppo economico e strategico per i nostri territori. Mettere in relazione turismo, artigianato e identità locali significa infatti rafforzare la competitività dei borghi, sostenere le imprese e dare nuove prospettive di crescita e occupazione alle comunità locali».

Il presidente Gino Sabatini (secondo da dx) con, tra gli altri, il governatore delle Marche, Francesco Acquaroli (secondo da sin.)

La Camera di Commercio delle Marche, insieme alla sua Azienda Speciale “Linfa” e al Forum delle Camere di Commercio dell’Adriatico e dello Ionio (Forum Aic), in collaborazione con la rete Enterprise Europe Network (Een) e con le Camere di Commercio di Dubrovnik e di Spalato ha organizzato oggi giovedì 5 marzo la sessione di apertura istituzionale della missione Gain – Growth in Adriatic-Ionian Network 2026 | Croatia B2B Edition – HoReCa Focus, dedicata all’internazionalizzazione delle PMI marchigiane del settore agroalimentare.

L’iniziativa prevede l’arrivo nelle Marche di una delegazione qualificata di operatori croati, appartenenti al settore HoReCaprovenienti principalmente da Dubrovnik e Spalato interessati a instaurare relazioni commerciali e ad acquisire prodotti locali per le proprie strutture ricettive e ristorative.

La missione, che si svolge da oggi al 7 marzo, comprende incontri B2B, visite aziendali e momenti di networking istituzionale, con l’obiettivo di trasformare la cooperazione macroregionale Adriatico-Ionica in opportunità concrete per le imprese del territorio.

L’iniziativa si configura come azione pilota di cooperazione economica macroregionale nell’ambito della Strategia Adriatico-Ionica (Eusair), con l’obiettivo di sperimentare un format strutturato e replicabile di internazionalizzazione delle PMI marchigiane.

Ha aperto i lavori il presidente della Camera di Commercio delle Marche in veste anche di vicepresidente del Forum delle Camere di Commercio dell’Adriatico e dello Ionio Gino Sabatini che ha dichiarato: «Grazie agli imprenditori croati, alla Camera di Dubrovnik e alla sua presidente Nikolina Trojić; per aver facilitato l’incontro delle imprese marchigiane con il settore dell’HoReCa che in Croazia, ricordo, sviluppa un bacino economico di circa 6 miliardi di dollari, e con una prospettiva di crescita del 6% nei prossimi anni. Numeri che ci hanno portato, grazie alla  collaborazione con il Presidente del Forum AIC, Joze Tomas, a organizzare questa missione internazionale, per contribuire a far conoscere non solo le nostre eccellenze del comparto agroalimentare ma anche il territorio di cui queste produzioni sono ambasciatrici. Inizio un percorso che si sviluppa dal comparto della ristorazione e dell’accoglienza, recependo un’istanza delle imprese croate ma si articolerà in altri settori strategici implementando un nuovo, molto operativo, di cooperare con i Paesi che si affacciano nel bacino adriatico ionico. Le aziende marchigiane hanno interesse a rendersi appetibili nel mercato croato e nell’oltre Adriatico nel suo complesso, che oltretutto ha il vantaggio di essere a portata di volo, appena un’ora, dallo scalo del nostro Sanzio».

Gianluca Minnetti

«Una speculazione palese. Difficile definirla altrimenti». E’ la denuncia dell’autotrasporto fermano, sulla base di numeri che parlano chiaro. 

A fare il quadro della situazione è Gianluca Minnetti, presidente Cna Fita di Fermo, autotrasportatore: «Il conflitto in Iran ha scatenato fin da subito un’ondata di rincari dei carburanti. La situazione evolve velocemente e con il passare delle ore le conseguenze si fanno sempre più pesanti». Prendiamo a riferimento un mezzo pesante che percorre 100mila chilometri all’anno: stando ai calcoli di Cna Fita, nei primi 4 giorni di guerra l’aumento dei prezzi alla pompa si traduceva in un aggravio di oltre 2.400 euro l’anno, ma ora va anche peggio: «Il prezzo del gasolio alla pompa self è passato da 1,849 euro del 4 marzo a 1,889 euro di oggi, quando invece il 26 febbraio ci si poteva rifornire a 1.709 euro al litro. Il calcolo finale è impietoso: l’aumento arriva quindi a 6.000 euro». Cna Fita Fermo precisa, inoltre, che si tratta di «aumenti applicati su scorte in giacenza, acquistate al costo pre-conflitto».

Per le imprese con mezzi sopra i 75 quintali e con veicoli che rispettano le ultime classi ambientali, il rimborso delle accise diventa sempre più vitale: «Tuttavia – ricorda Minnettiil rimborso che si richiede trimestralmente, viene incassato solo dopo diversi mesi. L’impresa di fatto “presta” allo Stato circa 6 mila euro in più all’anno per ogni camion, in attesa della compensazione del credito. Per questo Cna Fita chiede da anni la compensazione automatica al momento della presentazione della richiesta di rimborso»

Emiliano Tomassini

Oltre al danno, la beffa: «Che si tratti di mera speculazione è sotto gli occhi di tutti – aggiunge il presidente di Cna Fermo Emiliano Tomassini, autotrasportatorese è vero, come è vero, che anche il famoso Hvo, che permette l’abbattimento fino al 90% delle emissioni di Co2 rispetto al gasolio, è aumentato dall’1,63 euro al litro del 25 febbraio all’1,878 euro del 4 marzo. E dire che non deriva dal petrolio ma da oli vegetali e scarti organici: quindi, almeno nei costi di produzione, non dovrebbe risentire direttamente delle tensioni sul mercato del greggio. La speculazione è ancora più alta rispetto al gasolio, e il recupero delle accise per le aziende che lo impiegano molto più basso. L’aumento dei costi annui per ogni mezzo in questo caso arriva anche a 7 mila euro, con buona pace – dice Tomassini – di chi ha fatto scelte in nome della sostenibilità ambientale e che si trova a rimetterci più di prima». 

Niki Millevolte, gestore di un rifornimento a Monte Urano, testimonia come l’ondata di aumenti in atto colpisca comunque anche le attività di questo tipo: «L’esposizione finanziaria dell’impresa è maggiore, dovendo acquistare il carburante ad un prezzo più alto del 20%, ma il margine di utile al litro resta sempre lo stesso»

Niki Millevolte

In un quadro del genere, Cna Fita Fermo avanza due proposte: un credito d’imposta straordinario, a prescindere dalla classe ambientale e dalla massa dei veicoli, esteso a gasolio, AdBlue e gas per autotrazione, con risorse che possono arrivare dall’extragettito Iva. La seconda proposta è relativa al carburante come voce di costo non controllabile: «A tutela dell’impresa – spiega Tomassiniproponiamo che allegato ai contratti di trasporto, e non, venga obbligatoriamente inserito un meccanismo di full change, regolato dal Ministero dei Trasporti, sulla base dei costi medi settimanali del carburante, a prescindere dalla trattativa della tariffa tra le parti. Crediamo che si tratti dell’unica soluzione che possa far sopravvivere le nostre aziende di autotrasporto in questi ultimi anni così duri, tra pandemia, guerre e rincari energetici che hanno messo a dura prova la tenuta del settore»

Sono stati consegnati sabato 28 febbraio, a Roma, gli attestati di partecipazione al corso di formazione “Campus on Air”, il percorso online di formazione tecnica di Federcasse rivolto ai giovani soci e socie delle Bcc.

Otto tappe, una al mese, in collaborazione con la Scuola Cooperativa di Federcasse, per conoscere le principali caratteristiche e peculiarità della cooperazione di credito e diventare giovani soci consapevoli e competenti, approfondendo in particolare tematiche legate alle specificità giuridico-normative delle Banche di Credito Cooperativo, alla loro peculiare identità di banche di comunità, alla Vigilanza Cooperativa, all’analisi delle ricerche ed evidenze scientifiche sulla cooperazione di credito, agli elementi sul contesto internazionale del modello della Cooperazione di Credito e alle principali sfide che affronta la mutualità nello scenario attuale.

«Credo sia di fondamentale importanza – ha dichiarato il presidente della Banca del Piceno Sandro Donatiinvestire sui giovani, prendendo spunto dalle loro idee e valorizzandone lo spirito cooperativo. Crediamo infatti che il futuro del Credito Cooperativo debba necessariamente passare attraverso il coinvolgimento attivo delle nuove generazioni, capaci di portare entusiasmo, visione e legami autentici con le comunità locali. Esperienze come questa ne rafforzano il senso di appartenenza alla nostra Banca e ci ricordano che siamo parte della stessa famiglia».

«Partecipare all’evento organizzato da Federcasse a Roma e ricevere l’attestato del percorso Campus on Air è stato per noi Giovani Soci un momento di grande soddisfazione e condivisione. Questo percorso formativo ci ha dato l’opportunità di confrontarci con giovani provenienti da tutta Italia, acquisire nuove competenze e approfondire il ruolo che le nuove generazioni possono avere nel futuro del Credito Cooperativo – ha detto il Coordinatore del Gruppo Giovani soci della Banca del Piceno Francesco Tonelli che ha aggiuntoTorniamo da Roma con nuove energie e maggiore consapevolezza, pronti a proseguire questo percorso già a partire dai prossimi appuntamenti sul territorio».

Di fatto il percorso proseguirà assieme ai Giovani Soci della regione venerdì 13 e sabato 14 marzo a Senigallia e Ostra per il Mini Forum Marche “Pop Up! BCC” incentrato sul tema della sicurezza informatica al tempo dell’Ia.

Un pomeriggio dedicato alle opportunità di finanziamento e agli strumenti concreti a sostegno delle imprese del territorio. È in programma giovedì 5 marzo 2026, alle ore 15.30, presso la Sala Consiliare del Municipio di Amandola, l’iniziativa “Bandi e Opportunità”, promossa da Cna Fermo, in collaborazione con la Camera di Commercio delle Marche e il confidi Unico, con il patrocinio del Comune di Amandola.

«L’incontro – spiegano i vertici Cna Fermo – nasce con l’obiettivo di offrire alle imprese locali un quadro aggiornato delle misure attive e delle nuove possibilità di sostegno economico, con un focus particolare sul rilancio commerciale e turistico della città. Un momento di informazione e confronto, pensato per accompagnare imprenditori, aspiranti imprenditori e operatori economici nella comprensione delle opportunità disponibili e nelle modalità di accesso ai contributi”.

Aggiunge Adolfo Marinangeli, il sindaco di Amandola: «Un altro incontro importante insieme alla Cna per portare informazioni alla popolazione e soprattutto alle imprese del luogo che sono riuscite, con forza e capacità, a superare le fasi problematiche del post sisma e del covid. Si rafforza sempre di più la collaborazione con Cna, che ringraziamo per il suo impegno e la presenza sul territorio montano, e con la quale da sempre abbiamo instaurato un rapporto di forte collaborazione e di sostegno all’economia locale».

Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali di Marinangeli e di Andrea Ricci, Responsabile Cna Zona Montana. Al centro dell’appuntamento l’approfondimento dedicato all’Avviso pubblico “Contributi a fondo perduto per la riqualificazione commerciale e turistica della Città di Amandola”, illustrato dall’Assessore al Commercio Maria Rita Grazioli, che prevede una dotazione complessiva di 150.000 euro. Le domande potranno essere presentate entro il 19 marzo 2026, secondo le modalità indicate nell’avviso disponibile sul sito istituzionale del Comune. Nel corso dell’incontro interverrà anche il consulente Stefano Pompozzi, che presenterà “Il Piano Cammini” e le opportunità di finanziamento dedicate all’accoglienza e allo sviluppo dei servizi turistici, con particolare riferimento alle aree interne e ai territori a
vocazione naturalistica.

«Si tratta di temi strategici per Amandola – concludono gli organizzatori – porta d’accesso ai Monti Sibillini, che punta a rafforzare il proprio posizionamento come destinazione per un turismo familiare, sostenibile e legato all’outdoor». L’invito è rivolto a tutte le imprese del territorio interessate a investire nel futuro commerciale e turistico della città.

Il sindaco di Amandola, Adolfo Marinangeli

«Inoltre verrà presentato un importante bando del Comune di Amandola – specifica il sindaco Adolfo Marinangeli – parliamo di un intervento fino a 10.000 euro a fondo perduto per nuove attività, di un intervento fino a 5.000 euro a fondo perduto per quelle esistenti per riqualificazione e innovazione; di un contributo una tantum di 200 per “accendi la notte-illumina la città”, si un contributo una tantum da 1.000, euro per “il gusto non ha orario” e di un contributo una tantum da  200 euro per “le tue idee la nostra forza”».

 

Il conferimento dell’attestato

 

L’ASviS, Alleanza per lo Sviluppo Sostenibile, ha conferito alla Banca di Ripatransone e del Fermano l’attestato di Buona Pratica Territoriale 2025/2026.

 

L’istituto si conferma protagonista nel panorama nazionale dello sviluppo sostenibile grazie all’inserimento nel Rapporto “Le buone pratiche dei territori 2025/2026”, che raccoglie 216 esperienze virtuose selezionate in tutta Italia. Delle otto iniziative marchigiane presenti, ben tre portano la firma della Banca.

 

Tra i progetti riconosciuti figura la mostra itinerante “Non per frivolo diletto”, dedicata alle cartoline illustrate d’epoca, con l’obiettivo di valorizzare la memoria storica e la cultura visiva del territorio marchigiano. L’iniziativa ha coinvolto comunità locali, scuole e istituzioni culturali, rafforzando il legame tra identità, educazione e partecipazione civica.

 

Premiata anche la “Convenzione per il funzionamento dei Musei Sistini del Piceno”, rete museale dedicata alla valorizzazione del patrimonio artistico legato alla figura di Papa Sisto V. Il progetto, realizzato in collaborazione con diocesi, amministrazioni comunali ed enti territoriali, rappresenta un modello di cooperazione istituzionale al servizio della cultura e del turismo sostenibile.

 

Completa il quadro “Finanza Epica”, programma di educazione finanziaria rivolto a studenti, adulti e anziani, che promuove consapevolezza economica, responsabilità individuale e inclusione sociale attraverso percorsi formativi innovativi.

 

«Questo riconoscimento, che segue i precedenti già ottenuti da ASviS – sottolinea la presidente della Banca, Donatella Simonetticonferma il nostro impegno quotidiano come banca di comunità, attenta non solo allo sviluppo economico, ma anche alla crescita culturale, sociale e ambientale dei territori in cui operiamo. Essere protagonisti in tre delle otto buone pratiche marchigiane selezionate dall’ASviS è motivo di orgoglio e responsabilità e ci sprona a proseguire sulla strada di una crescita sostenibile».

 

Il rapporto ASviS evidenzia come le oltre duecento buone pratiche selezionate contribuiscano concretamente al raggiungimento degli Obiettivi dell’Agenda 2030, valorizzando partenariati, innovazione sociale e radicamento territoriale. In questo contesto, la presenza di tre progetti della Banca di Ripatransone e del Fermano rappresenta un risultato di assoluto rilievo per l’intera regione Marche.

L’intervento del presidente della Camera di Commercio delle Marche, Gino Sabatini

La quotazione in Borsa rappresenta oggi per le Piccole e Medie Imprese un’opportunità concreta per crescere e affrontare mercati sempre più complessi e competitivi.

A questo tema è stato dedicato il convegno “La quotazione delle Pmi come fattore competitivo”, promosso da Camera di Commercio delle Marche e Università Politecnica delle Marche, svoltosi questa mattina alla Loggia dei Mercanti di Ancona. L’iniziativa ha inaugurato il Roadshow 2026 con cui i due enti intendono portare nei territori momenti di approfondimento tecnico su temi strategici per lo sviluppo del sistema produttivo marchigiano: dal turismo, alle strategie per attrarre e mantenere la presenza dei giovani nella nostra regione.

La quotazione non è soltanto un’operazione finanziaria: è un percorso evolutivo che consente alle imprese di rafforzare governance e assetti organizzativi, migliorare i processi decisionali, accrescere la trasparenza e consolidare la propria credibilità verso investitori, clienti e stakeholder.

Il convegno è stato rivolto in particolare alle PMI marchigiane che vogliono comprendere se e come il mercato dei capitali possa diventare una leva di sviluppo, offrendo strumenti concreti, testimonianze aziendali e un confronto diretto con esperti, istituzioni, mondo accademico, advisor e operatori finanziari.

«La regione Marche, com’è noto, è caratterizzata dalla presenza di un numero consistente di imprese che hanno una limitata dimensione in termini di addetti – ha sottolineato Gian Luca Gregori, presidente della Fondazione Universitaria per lo Sviluppo Imprenditoriale e coordinatore dell’incontro – si tratta di aziende particolarmente eccellenti dal punto di vista tecnico-produttivo, spesso deboli per quanto concerne la funzione commerciale ed anche piuttosto fragili in termini organizzativi e di governance. Altro aspetto critico riguarda la capitalizzazione e la necessità di risorse finanziarie, per attuare strategie di sviluppo»

«Un ulteriore elemento oggetto di riflessione – ha proseguito il prof. Gregori – si riscontra nel numero elevato di laureate e laureati marchigiani che lavorano all’estero; potrebbero rientrare nelle Marche, ma in imprese più strutturate, a fronte di prospettive di carriera e di un determinato ruolo.
Nel Convegno è stata affrontata la tematica della quotazione delle piccole imprese nel segmento ex-Aim, ora Euronext Growth Milan, per acquisire risorse finanziarie, ma soprattutto per l’utilità di realizzare una due diligence, strutturarsi maggiormente, mediante l’adozione della L. 231, per la costituzione di un Cda caratterizzato da un componente esterno. Va peraltro osservato che tale scelta non può riguardare molte imprese, ma soltanto quelle in grado di “sopportare” il ricorso alla quotazione, ottenendo comunque numerosi vantaggi e non solo in termini finanziari. È questa la riflessione che l’attuale Convegno vuole innescare, anche mediante l’analisi di due casi reali».

«Camera Marche è impegnata a creare occasioni di informazione qualificata e di accompagnamento per le imprese – ha ricordato il presidente della Camera di Commercio delle Marche, Gino Sabatini – Il nostro obiettivo è fornire strumenti concreti affinché gli imprenditori possano valutare con consapevolezza tutte le opportunità disponibili, inclusa la quotazione, che può rappresentare un importante acceleratore di sviluppo, innovazione e competitività per il territorio. L’Ente camerale in questa sfida può svolgere un ruolo di abilitatore culturale, facilitatore finanziario, ponte tra imprese e mercato dei capitali».

«La quotazione rappresenta per le Pmi un passaggio di crescita che va ben oltre la raccolta di capitali – ha aggiunto il Presidente – Significa adottare modelli organizzativi più strutturati, rafforzare la cultura manageriale e posizionarsi con maggiore solidità nei mercati nazionali e internazionali. In un sistema economico sempre più complesso, dotarsi di strumenti evoluti diventa un fattore competitivo decisivo. Il tessuto produttivo marchigiano, fortemente orientato all’export e caratterizzato da imprese dinamiche e specializzate, può trovare nel mercato dei capitali un alleato per sostenere progetti di innovazione, crescita dimensionale e apertura a nuovi mercati. Con Giorgio Fuà il modello marchigiano è diventato un riferimento. Dobbiamo tonare a portare la nostra regione a quella stagione storica».

Sulla stessa linea l’assessore allo Sviluppo Economico della Regione Marche, Giacomo Bugaro che ha sottolineato l’importanza di «vincere la diffidenza degli imprenditori verso “nuovi” strumenti come la quotazione in borsa» spiegando che «la Regione Marche sta già affrontando la questione lavorando a forme di supporto e incentivi per chi vuole approcciare la quotazione consapevoli che si tratta di un passo dispendioso per le PMI e non ci può limitare alla previsione di un cadeaux, servono aiuti significativi».

All’incontro ha preso parte il sottosegretario del Ministero dell’Economia e delle Finanze, Lucia Albano che nel suo intervento di saluto ha sottolineato «la quotazione delle Pmi rappresenta una scelta strategica per rafforzare competitività delle imprese marchigiane. Il Governo, con l’approvazione della Legge Capitali 2024 e i successivi decreti attuativi, sta rendendo il mercato più proporzionato e accessibile alle PMI. L’obiettivo è facilitare l’accesso alla quotazione senza ridurre tutele e trasparenza per avere un sistema meno dipendente dal credito bancario e più aperto al capitale di rischio».

Hanno portato il loro contributo Andrea Perna (Direttore Dipartimento di Management, Università Politecnica delle Marche), Federico Cornelli (Commissario Consob) , Fabio Musso (Pro-Rettore Università di Urbino),Caterina Lucarelli (Professore ordinario di Economia degli Intermediari Finanziari, Università Politecnica delle Marche), Alessandro Lucchetti (Studio Avv. A. Lucchetti & Associati) ,Alberto Alfiero (Vice Direttore Generale Banca Finnat) .

Le conclusioni sono state affidate al Governatore della Regione Marche,Francesco Acquaroli: «Nostro compito istituzionale è quello di affiancare le imprese, non solo aiutandole a consolidarsi ma anche spingendole ad rafforzarsi ed evolversi. Negli scorsi cinque anni abbiamo affrontato il tema del sostegno al credito, destinando oltre 100 milioni, oggi, in vista della prossima programmazione si impone una riflessione su scelte nuove. Gli aspetti e i temi da considerare sono moltissimi: il passaggio generazionale, la capacità di essere attrattivi per i giovani e trattenerli, l’innovazione d’impresa. Lavorando insieme ai corpi intermedi, facendo crescere le università, dare più opportunità ai giovani, consentire al tessuto economico di guadagnare fette di mercato, per tornare una regione tra le più trainanti. Non tutte le sfide saranno affrontabili subito, incidono la complessità dei mercati, gli scenari geopolitici mutevoli, i tempi procedurali, ma iniziative come quella odierna vanno in questa direzione».

Il convegno ha offerto anche il punto di vista diretto di imprese, coordinate da Gian Luca Gregori, che hanno già intrapreso il percorso verso il mercato dei capitali, condividendo scelte strategiche, risultati raggiunti e prospettive future. Tra queste Ubaldi Costruzioni S.p.A: «un operatore diversificato nel settore dell’edilizia. Dal 30 dicembre 2024, è stata ammessa da Borsa Italiana alle negoziazioni delle proprie azioni ordinarie sul mercato Euronext Growth Milan, sistema multilaterale di negoziazione organizzato e gestito da Borsa Italiana. Si è aperta così una nuova pagina nella storia dell’azienda marchigiana impegnata sin dal 1946 nella realizzazione di importanti opere in tutta Italia» spiegano dalla Camera di Commercio.

«La quotazione in Borsa – ha spiegato Massimo Ubaldi, amministratore delegato di Ubaldi Costruzioni – ha rappresentato per Ubaldi Costruzioni un passaggio strategico che ha rafforzato ulteriormente la nostra credibilità, visibilità e solidità finanziaria. Operare come Società quotata significa adottare standard elevati di trasparenza e governance, elementi che accrescono la fiducia di stakeholders, istituzioni e partners. Le risorse raccolte con l’IPO ci hanno consentito di sostenere la crescita, investire in competenze e innovazione e consolidare la nostra struttura patrimoniale, rafforzando il posizionamento nelle gare pubbliche e nelle attività infrastrutturali ad alta specializzazione. La Borsa è per noi uno strumento di sviluppo e responsabilità: un acceleratore di crescita che ci permette di guardare al futuro con maggiore solidità, continuando a contribuire allo sviluppo del territorio marchigiano e del Paese».

A seguire, Websolute S.p.A., gruppo attivo nella trasformazione digitale delle imprese e quotato dal 2019 su Euronext Growth Milan di Borsa Italiana.

«Oggi Websolute – aggiungono dalla Camera Marche – è a capo di un gruppo composto da otto società industrialmente complementari, con oltre 213 professionisti e 11 sedi sul territorio nazionale, operando su strategia, branding, demand generation, e-commerce, tecnologia e Generative Artificial Intelligence, affiancando PMI italiane nei percorsi di trasformazione digitale. Il percorso evolutivo del gruppo ha previsto una profonda riorganizzazione societaria, la trasformazione in S.p.A., l’ingresso di un fondo specializzato nel settore tecnologico e, nel settembre 2019, la quotazione. Dal 2013 al 2024 l’azienda ha registrato una crescita media annua significativa del valore della produzione, dell’Ebitda e dell’occupazione, accompagnata da un rafforzamento della struttura organizzativa e del posizionamento competitivo».

«La crescita degli ultimi undici anni dimostra che la quotazione è stata una leva di accelerazione industriale: nel digitale il valore nasce dalla capacità di investire prima degli altri e trasformare rapidamente la visione in execution – ha sottolineato Maurizio Lanciaprima, amministratore delegato CfO e Investor Relations Manager di Websolute – La quotazione ha rappresentato per il gruppo uno strumento funzionale a sostenere investimenti in innovazione, operazioni di M&A e sviluppo di nuove business unit – tra cui quella dedicata alla Generative AI – rafforzando governance e capacità decisionale in un mercato caratterizzato da forte dinamismo e rapidità evolutiva».

Emiliano Tomassini

Secondo l’elaborazione dei dati Istat da parte dell’Area Studi e ricerche della Cna, l’export italiano verso gli Stati Uniti nel 2025 segna un aumento complessivo del 7,2%, ma il dato è fortemente condizionato dall’exploit del settore farmaceutico.

«Al netto del farmaceutico, però, il quadro cambia – spiega il Presidente Cna Fermo Emiliano Tomassini – le vendite sul mercato americano segnano una contrazione dell’1,7%, pari a 863 milioni di euro e i settori tradizionali del Made in Italy registrano un calo del 3,7%, cioè 1,3 miliardi in meno, in controtendenza rispetto al +1,7% dell’export complessivo italiano nel mondo».

I comparti più penalizzati negli Stati Uniti sono alimentare (-4,5%), auto (-18,5%), mobili (-8,2%), prodotti in metallo (-7,9%) e meccanica (-3,4%). Tiene invece la filiera della moda, intesa come tessile, abbigliamento e pelletteria, che raggiunge 5,7 miliardi di euro con una crescita del 2,4%, sostenuta dal buon andamento dell’ultimo trimestre.

«Il Made in Italy ha dimostrato capacità di adattamento, chiudendo il 2025 con una crescita complessiva del 7,2% verso gli Stati Uniti – evidenzia Tomassini – ma l’ultima parte dell’anno ha evidenziato il peso delle barriere tariffarie con un rallentamento delle esportazioni. È essenziale evitare che si apra una nuova stagione di utilizzo politico del commercio internazionale».

E ancora: «I dazi hanno avuto un impatto negativo sui settori tradizionali del Made in Italy e quindi sulle piccole imprese. Anche il nostro sistema produttivo, fortemente orientato alla manifattura e alla subfornitura, risente di queste dinamiche. Il mercato statunitense resta strategico, ma i dati confermano la necessità di rafforzare le politiche di internazionalizzazione e accompagnare le imprese in un percorso di diversificazione stabile. È necessario dare stabilità e certezza al commercio internazionale, riducendo le barriere e accelerando al tempo stesso lo sviluppo su nuovi mercati».

«Le piccole imprese sono le più esposte alle turbolenze del commercio internazionale, per questo – chiosa Emiliano Tomassini – servono strumenti concreti: accesso al credito per l’export, supporto consulenziale e rafforzamento delle reti d’impresa, dentro un quadro di politiche nazionali ed europee che garantisca condizioni competitive eque».

Confartigianato Imprese Macerata-Ascoli Piceno-Fermo organizza, in collaborazione con la società di consulenza Opera, il workshop Business Design Lab: la sfida pratica per far crescere la tua impresa. Un incontro formativo pensato per imprenditori che intendono consolidare, innovare e rendere più competitivo il proprio modello di business attraverso un approccio strutturato e operativo.

 

L’appuntamento si terrà lunedì 2 marzo 2026 alle ore 15.30 presso il Navitas Coworking di Civitanova Marche (zona industriale, Via E. Ferrari 9) ed è rivolto in particolare a giovani imprenditori e a quanti avvertono l’esigenza di rinnovare la propria attività adottando strumenti concreti per affrontare con maggiore consapevolezza le sfide del mercato.

 

Il laboratorio, caratterizzato da un’impostazione fortemente pratica e interattiva, permetterà ai partecipanti di confrontarsi con un caso reale, lavorando in team per analizzare criticità, individuare opportunità di sviluppo e definire soluzioni sostenibili. L’obiettivo è sviluppare uno sguardo più critico e strategico sulla propria impresa, acquisire un metodo replicabile nella gestione quotidiana e rafforzare le competenze di co-progettazione e collaborazione.

 

Nel corso dell’incontro saranno applicati i principali strumenti del Business Design, tra cui il Value Proposition Canvas, utile a mettere in relazione in modo puntuale i bisogni dei clienti con l’offerta aziendale, e il Business Model Canvas, che consente di rappresentare in maniera chiara e sintetica il modello di creazione e distribuzione del valore. Particolare attenzione sarà inoltre dedicata alla verifica della sostenibilità delle soluzioni individuate, attraverso momenti di analisi e “stress-test” finalizzati a validare il modello prima di impegnare risorse e investimenti.

 

L’iniziativa si propone non soltanto di affrontare un caso specifico, ma di fornire agli imprenditori una bussola metodologica immediatamente applicabile alla propria realtà aziendale, favorendo una crescita più consapevole e strutturata.

 

Il workshop è gratuito e a numero chiuso. Gli interessati possono iscriversi all’incontro sul sito www.confartigianatoimprese.org.

Si è conclusa l’edizione 2026 del Micam, un appuntamento che ha confermato le criticità che il comparto calzaturiero sta attraversando ma che, al tempo stesso, ha ribadito quanto la presenza in fiera resti una scelta strategica e irrinunciabile per le imprese.

 

Confartigianato Imprese Macerata-Ascoli Piceno-Fermo ha accompagnato le aziende del territorio in questa importante vetrina internazionale, nella consapevolezza che, in una fase di mercato complessa e segnata da margini ridotti e domanda prudente, non esserci significherebbe lasciare spazio alla concorrenza estera, sempre più organizzata e presente sui mercati.

«Si è chiuso un Micam che fotografa le difficoltà che tutti conosciamo – dichiara Lorenzo Totò, Presidente interprovinciale Confartigianato Calzature e Vicepresidente territoriale – ma abbandonare il circuito fieristico non è un’opzione. Essere presenti significa presidiare i mercati, difendere le posizioni costruite negli anni e dare continuità ai rapporti con buyer e operatori internazionali».

Totò ha voluto ringraziare le imprese associate che, nonostante le difficoltà, hanno scelto di partecipare: «La concomitanza con le Olimpiadi invernali a Milano ha reso più complessa la logistica e ha inciso sui costi. Non era scontato esserci: le nostre aziende hanno dimostrato responsabilità, determinazione e attaccamento al mercato».

Dal punto di vista commerciale non si è registrato un significativo incremento di nuovi contatti, ma la fiera ha consentito di consolidare relazioni già avviate e confermare ordinativi, elemento tutt’altro che secondario nell’attuale contesto economico.

«La caparbietà delle imprese è encomiabile – sottolinea Paolo Capponi, Responsabile interprovinciale Export –. Sono stati confermati ordini, in particolare dal Nord Europa e dal Sud Africa. Permane la difficoltà del mercato tedesco, mentre resta vivo l’interesse di mercati attenti al valore e all’autenticità del Made in Italy, come quello coreano. Rinnoviamo il ringraziamento alla Camera di Commercio delle Marche e alla Regione Marche per il sostegno garantito, ribadendo la necessità che anche gli enti fieristici continuino a favorire concretamente la partecipazione delle imprese. Indispensabile è anche l’apporto dell’Agenzia Ice, confidando in una positiva interlocuzione con questa per riattivare interventi straordinari di sostegno come durante il post-pandemia. Rinunciare alle fiere significherebbe lasciare spazi immediatamente occupati da produttori di altri Paesi, pronti a intercettare contatti e opportunità».

La sfida resta mantenere salda la presenza internazionale, valorizzando qualità, identità produttiva e capacità artigiana che distinguono il nostro territorio.