Ultimi posti disponibili per il corso di modellista calzaturiero che partirà a marzo a Porto Sant’Elpidio.
Il percorso, gratuito, è aperto a residenti e domiciliati nelle Marche, di età compresa tra i 18 e i 60 anni indipendentemente dalla condizione occupazionale. Avrà una durata di 540 ore (comprese 8 ore di esame finale). Il corso è gestito da Imprendere Srl, ente di formazione di Confartigianato.
Il modellista calzaturiero, figura richiesta nel mercato attuale, è il professionista che realizza i modelli di calzatura, sviluppando le diverse taglie per la produzione in serie degli articoli, sulla base delle indicazioni dello stilista, utilizzando metodi tradizionali e/o informatizzati. Svolge la propria attività in contesti organizzativi di piccole e medie dimensioni, cooperando con i colleghi, rapportandosi con i responsabili e con i soggetti terzi ed i clienti, fronteggiando eventuali imprevisti.
Al termine del corso verrà rilasciato l’attestato di Qualifica professionale (Eqf 4) corrispondente all’intero profilo numero 90 del Repertorio Regionale dei Profili Professionali con denominazione “Modellista Calzaturiero”.
Per info e iscrizioni: 0733 366926 – 0733 366258 – formazione@confartigianatoimprese.org
Venerdì prossimo doppio imperdibile appuntamento con Manuela Arcuri, protagonista del nuovo film Tradita che sarà presente in sala per salutare il pubblico alle due proiezioni previste in anteprima nazionale: al cinema Multiplex di Jesi alle ore 20 e al Multiplex di Ancona alle ore 21.
L’attrice, tornata sul grande schermo con il thriller romantico Tradita girato nelle Marche, incontrerà i fan nei cinema della regione insieme all’amato attore e modello spagnolo Fernando Lindez e altri membri del cast.
«Mi sono trovata molto bene nelle Marche – aveva detto Manuela Arcuri alla conferenza stampa di presentazione del film a Jesi, come ricordano dalla Fondazione Marche Cultura-Marche Film Commission nel loro comunicato stampa – Le conoscevo poco, ho scoperto una terra davvero bella che si presta benissimo ad una molteplicità di scenari cinematografici, perché ha mare, montagne, opere d’arte, ville meravigliose. La gente è davvero accogliente e ospitale. Tengo molto a questo film, una storia avvincente che segna il mio ritorno al cinema».
Tradita diretto da Gabriele Altobelli, prodotto da Mattia’s Film, è una co-produzione Italia Spagna ed è tratto dal romanzo “Tradita” di Maria Carboni.
Presentato nei giorni scorsi con grande successo in Spagna al Festival del Cinema di Malaga, il film vede nel cast con Manuela Arcuri: William Levy e Fernando Lindez stars del mercato latino-americano, con Angela Molina e la partecipazione di Monica Guerritore e Giancarlo Giannini
«Il film ha coinvolto venti maestranze della regione e numerose comparse locali ed è stato girato per tre settimane nei comuni di Jesi, Monsano, Ancona, Osimo, Filottrano e Monte Roberto – ha spiegato Andrea Agostini, presidente di Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission – Le ambientazioni, selezionate con cura dalla produzione con l’aiuto dei nostri location manager, valorizzano gli interni di alcune delle più belle ville e palazzi storici della regione e fanno da sfondo ad un thriller dove la trama, ricca di colpi di scena, si sviluppa tra amore e suspense».
Dopo le proiezioni marchigiane in anteprima nazionale,il film sarà presente in tutte le sale cinematografiche italiane dal 20 marzo in poi.
Il film segue la vita di Pazienza Mantovani, soprannominata Paz, una madre single e avvocatessa con poca fortuna. Ha un figlio undicenne che ha tirato su da sola e una madre anziana a carico. Le spese sono tante e, spesso, Paz è in bolletta.
Per migliorare la sua situazione economica, Paz accetta di far parte dello staff dello studio legale più importante di Roma.
Tutto va a gonfie vele finché un giorno Paz scopre di avere sostituto una collega morta suicida. Le ragioni che l’hanno spinta a quell’insano gesto, restano un mistero ma quando un giornalista che stava indagando sulle malefatte di un ricco cliente dello studio, viene brutalmente assassinato, Paz ci mette poco a capire che le due morti sono collegate. Comincia a guardarsi intorno con altri occhi e presto scopre la verità. Ma Paz è una donna sola e con pochi mezzi, l’organizzazione criminale che sta per smascherare è potente e arriva ovunque.
Costretta a dichiararsi colpevole di un omicidio che non ha commesso ma in cui è convolta, Paz finisce in prigione. Quando esce è una donna finita, senza un futuro. Nessuno studio legale l’assumerebbe neanche come donna delle pulizie. E così, dalle ceneri dell’avvocato Mantovani, nasce Madame X una mistress che odia il genere maschile e che si trasforma in una perfetta macchina da guerra il cui unico obiettivo vitale, è la vendetta.
Prosegue con successo l’ottava edizione di “Veregra Children Winter”, la stagione invernale di teatro per bambini e famiglie promossa dal Comune di Montegranaro insieme a Proscenio Teatro, nell’ambito del prestigioso circuito interprovinciale Tir – Teatri In Rete, che quest’anno celebra i suoi quarant’anni di attività.
Il prossimo appuntamento è in programma sabato 14 marzo, dalle ore 17:30, al Teatro La Perla dove andrà in scena lo spettacolo “La principessa sul pisello”, coproduzione delle compagnie Febo Teatro di Padova e Stivalaccio Teatro di Vicenza.
Consigliato per un pubblico a partire dai cinque anni, lo spettacolo lo scorso giugno ha ottenuto il Premio Nazionale Otello Sarzi 2025 nella categoria Giovani Compagnie, a conclusione della rassegna “Veregra Children” che anticipa il Festival internazionale dell’arte di strada.
In scena gli attori Claudia Bellemo e Massimiliano Mastroeni, autori del testo insieme a Giulio Canestrelli e Marco Mori, propongono una rilettura dinamica e coinvolgente della celebre fiaba di Hans Christian Andersen, utilizzando le tecniche del teatro d’attore e della maschera.
La regia è firmata dallo stesso Canestrelli, con scenografie di Roberto Maria Macchi, costumi di Antonia Munaretti e maschere realizzate da Roberta Bianchini. In circa 55 minuti di spettacolo, i piccoli spettatori saranno accompagnati in un mondo fiabesco e comico dove l’apparenza può ingannare e la vera nobiltà d’animo si nasconde nei dettagli più piccoli, proprio come un pisello sotto venti materassi.
Come da tradizione delle stagioni del circuito Tir, prima dell’inizio dello spettacolo si terrà anche un momento dedicato alla promozione della lettura: tra i bambini presenti in sala verranno estratti a sorte e regalati tre libri di letteratura per l’infanzia.
Per quanto riguarda i biglietti, l’ingresso è unico a € 6,50, acquistabili online e in prevendita sul circuito Ciaotickets e presso i punti vendita autorizzati (tra cui Tabaccheria La Dea Bendata a Monte San Giusto, Tabaccheria Star a Sant’Elpidio a Mare e Tabaccheria Lupi a Monte Urano).
È possibile prenotare il proprio posto chiamando il numero 331 4022876, attivo esclusivamente la mattina del venerdì e del sabato di spettacolo (dalle 9:00 alle 13:00). I biglietti prenotati dovranno essere ritirati in teatro entro le ore 17:45.
Sarà possibile acquistare i biglietti anche il giorno stesso dello spettacolo direttamente presso la biglietteria del Teatro La Perla, aperta a partire dalle ore 16:30.
Per informazioni: Proscenio Teatro Tel: 331 4022876 ragazzi@proscenioteatro.it www.proscenioteatro.it
Otto giorni di festa, da domenica 15 a domenica 22 marzo, organizzati dalla parrocchia San Giuseppe Operaio di Civitanova Marche in onore del Santo Patrono della Parrocchia.
Ricordando le parole di Papa Leone XIV «La pace sia con tutti voi!», pronunciate dalla loggia delle benedizioni il giorno della sua elezione, il Parroco don Andrea Verdecchia, scrive ai parrocchiani: «Cari amici, nel prepararci a festeggiare San Giuseppe, nostro Patrono, anche noi vogliamo raccogliere e accogliere tali parole (del Papa) e portare pace lì dove viviamo: in famiglia, al lavoro, nelle relazioni quotidiane. San Giuseppe – continua don Andrea – è uomo di pace in quanto accoglie la presenza di Gesù, Principe della Pace, nella quotidianità della propria esistenza, e a motivo di questo Giuseppe è ‘uomo giusto’: non perché senza difetti o esente da errori, ma in quanto ‘uomo di Dio’».
Fare festa per il Santo Patrono, spiega don Andrea, è un’esperienza di pace: nei momenti celebrativi e liturgici, nelle iniziative ludiche e culturali, nello stare insieme in amicizia e fraternità. Staccare dagli impegni, ritagliarsi spazi e momenti di riposo e preghiera, rallegrarsi con animo rasserenato e pacificato: tutto ciò ha il sapore del Vangelo e reca il profumo della pace.
Dentro al ricco e variegato programma dei festeggiamenti, due in particolare gli appuntamenti sulla figura di San Giuseppe: la narrazione teatrale, il giorno della vigilia mercoledì 18 marzo, a cura di Adolfo Leoni e Mauro Stizza dal titolo “Yosef, che ascoltava la voce del silenzio”, e la Santa Messa, nel giorno della Solennità di San Giuseppe sposo di Maria il 19 marzo, trasmessa sulle frequenze di Radio Maria e presieduta dal nostro arcivescovo S. E. Mons. Rocco Pennacchio, a cui seguirà la tradizionale processione per le vie del quartiere.
«Nel ringraziare il comitato dei festeggiamenti e le tante persone di buona volontà che ogni anno si adoperano per organizzare la ‘nostra’ festa – conclude il parroco – auguro di cuore a ognuno di potersi sentire accolto e partecipe nel varcare la soglia della nostra chiesa e delle nostre case».
Nella mattinata odierna la Prefettura di Fermo, in collaborazione con la Polizia di Stato e la Compagnia delle Ceneri d’Arte, ha promosso, all’Auditorium Virgili di Amandola, un incontro di sensibilizzazione dedicato alle emozioni e al tema della violenza di genere attraverso la rappresentazione dello spettacolo dal titolo “Oltre lo sguardo: come trasformare le emozioni”.
L’iniziativa, fortemente voluta dal prefetto Edoardo D’Alascio, con il patrocinio del Comune di Amandola, si è svolta nell’ambito delle attività coordinate dalla “Rete Antiviolenza” inerenti al progetto “Educazione alla legalità – Iniziative di contrasto della violenza sulle donne e della violenza domestica”, ha coinvolto gli studenti delle classi terze delle scuole medie di Amandola e Comunanza con l’obiettivo di sensibilizzare le giovani generazioni sui diritti fondamentali della persona riconosciuti dalla Costituzione e di promuovere una cultura improntata al rispetto, all’uguaglianza e alla legalità.
Nel corso dell’evento sono stati rappresentati alcuni brani tratti dallo spettacolo “Medusa – L’inganno degli Dei”, portato in scena in forma di musical dalla Compagnia Ceneri d’Arte. L’opera propone una rilettura in chiave contemporanea del mito di Medusa e, attraverso una narrazione originale, affronta le tematiche della violenza di genere e degli stereotipi culturali che ancora oggi ostacolano il pieno raggiungimento della parità tra uomini e donne. L’iniziativa ha offerto importanti stimoli e spunti di riflessione tra i giovani conducendoli, attraverso il linguaggio artistico e teatrale, ad una riflessione consapevole sui valori di riferimento e sulle scelte che orientano i comportamenti quotidiani.
Moderato da Maja Matic della Compagnia Ceneri d’Arte, il successivo momento di confronto con gli studenti si è rivelato particolarmente significativo e stimolante. A partire dalle sollecitazioni emerse dalla rappresentazione, i ragazzi hanno avuto l’opportunità di dialogare direttamente con i professionisti e i rappresentanti delle istituzioni presenti, approfondendo esperienze, tematiche e percorsi legati alla cittadinanza attiva. Gli interventi tecnici sono stati affidati alla psicologa Eleonora Orizi, all’avvocato Martina Meconi ed alla dott.ssa Maria Raffaella Abbate, vicequestore della Polizia di Stato di Fermo.
Con questo evento, dunque, la Prefettura di Fermo intende rafforzare i percorsi formativi in materia di educazione civica, mediante iniziative svolte in collaborazione tra istituti scolastici ed il Tavolo della Rete provinciale di prevenzione e contrasto alla violenza di genere, istituito presso l’Ufficio Territoriale del Governo e da sempre attivo alle tematiche volte al contrasto alla violenza domestica e di genere rivolte ai più giovani.
Quaresima di Carità 2026: l’Arcidiocesi di Fermo si apre al mondo. La Caritas Diocesana e l’Ufficio Missionario Diocesano, in linea con il percorso quaresimale, hanno individuato per quest’anno quattro progetti di condivisione che abbracciano sia le fragilità del nostro territorio, sia le sfide dei Paesi in via di sviluppo.
Un progetto specifico, quest’anno, ha l’obiettivo di sostenere e rafforzare il progetto di gemellaggio con la Caritas Kenya, un’iniziativa che vede la collaborazione sinergica di tutte le Diocesi delle Marche. Avviato due anni fa, il progetto entra ora in una fase cruciale di rafforzamento degli interventi sul campo, le attività formative e gli scambi pastorali.
In una nazione dove i cattolici rappresentano circa il 23,5% della popolazione, l’obiettivo è accompagnare le comunità locali affinché diventino protagoniste attive nella cura delle persone più fragili. Gli interventi si concentrano in quattro diocesi keniote specifiche: Eldoret, Nyahururu e Ngong (nell’entroterra); Malindi (sulla costa dell’Oceano Indiano).
Il legame tra i due territori si farà concreto nel prossimo mese di aprile, quando il direttore di Caritas Kenya, insieme ai quattro direttori delle quattro Caritas diocesane ed una equipe verrà in Italia e visiterà le diocesi marchigiane. Sarà un’occasione preziosa per uno scambio di buone prassi e per approfondire tematiche legate all’operato della Caritas, offrendo nuovi spunti di ispirazione per l’impegno quotidiano nella nostra diocesi.
In un tempo segnato da incertezze economiche e dai recenti conflitti internazionali, tra cui la crisi in Iran e Medio Oriente, la Quaresima è proposta come un “tempo di grazia”. L’Arcivescovo Rocco Pennacchio, nella sua lettera per la Quaresima, ha ricordato come questo periodo educhi a una carità che «non nasce dal dovere, ma dalla gratitudine per l’amore ricevuto», invitando i fedeli a non dimenticare, accanto alle necessità locali, l’importanza della solidarietà missionaria.
L’invito della Caritas Diocesana per il cammino quaresimale è quello di «lasciarsi rinnovare da questa forza generatrice, per giungere alla Pasqua con un cuore aperto alla condivisione ed alla solidarietà».
Nelle parrocchie dell’Arcidiocesi di Fermo sono disponibili le buste per le offerte e si potrà donare anche tramite bollettino postale o bonifico bancario (IBAN: IT50 K061 5069 450C C001 1007 099, intestato a Arcidiocesi di Fermo Caritas Diocesana) mettendo la causale “Quaresima di carità 2026”.

Angelo Serri, direttore di Tipicità intervistato da Monica Caradonna
di Silvia Ilari
Fermani sì, ok, ma più marchigiani e da fuori regione: è questo il ritratto dei visitatori di Tipicità da qualche anno a questa parte. Il direttore Serri: «Il pubblico viene da fuori, l’Umbria bussa alla porta. Il modello glocal è la nostra direzione».
Tre giorni (dal 6 all’8 marzo scorsi al Fermo Forum) di eventi, degustazioni, talk e incontri istituzionali e non, circa duecento espositori e delegazioni arrivate da Argentina, Giappone, Marocco, Polonia e Ucraina. Tipicità 2026 è andata: ora è il tempo dei bilanci, delle strette di mano che pongono le basi per il futuro. Abbiamo fatto il punto con Angelo Serri, direttore della manifestazione, giunta alla sua 34esima edizione.
Serri, ora che i padiglioni sono chiusi: questa edizione ha rispettato le sue aspettative o le ha superate?
«Posso dire che sono state superate perché la qualità degli eventi, la partecipazione delle varie realtà, sia imprenditoriali, produttive che delle rappresentanze dei territori, sono state di alto livello. Abbiamo avuto anche dei feedback dai visitatori unanimemente soddisfatti, quindi sotto questo profilo benissimo. Ma soprattutto attraverso gli oltre 130 eventi che hanno accolto tanti esperti, tanti protagonisti, che hanno dibattuto sui vari problemi che riguardano il nostro territorio, Tipicità continua a svolgere il suo ruolo di laboratorio del futuro».
Chi sono i visitatori di Tipicità?
«Dopo la Pandemia c’è stato un cambiamento: prima i visitatori erano principalmente della provincia di Fermo, successivamente qualcosa è cambiato. È una tendenza che si è confermata anche quest’anno: la maggior parte del pubblico non è a prevalenza strettamente locale, ma proviene da altri luoghi delle Marche e, in misura minore, da fuori regione. Dunque, Tipicità è diventata un polo d’attrazione per chi viene da fuori e un po’ lo scopo è questo. Non si tratta di essere autoreferenziali, ma questo va in linea con ciò che facciamo tutto l’anno quando ci muoviamo in altri territori e Tipicità, così come il Fermano che la ospita, ne beneficia».

Angelo Serri
Monica Caradonna, madrina dell’edizione 2026, ha detto che si è innamorata delle Marche grazie a Tipicità.
«I nostri conduttori sono ormai degli ambasciatori di lungo corso. Lei, come Gioacchino Bonsignore, Marco Ardemagni, Bruno Gambacorta ma anche tutti gli altri presenti quest’anno si innamorano delle Marche, regione che a Tipicità presentiamo nei suoi aspetti migliori. Questo ci fa molto piacere perché personaggi autorevoli che girano il mondo e che qui trovano spunti interessanti, dimostrano che i nostri sforzi non sono vani».
Abbiamo visto un maggiore spazio dato al cinema negli ultimi anni, con appuntamenti dedicati.
Cosa porta a casa Tipicità 2026 — un contatto, un’idea, una direzione nuova — e che diventerà il punto di partenza per la trentacinquesima edizione?
«Tipicità esce dai confini ancora di più. Ci sono stati un grande interesse e avvicinamento dell’Umbria. Comuni dell’Umbria come Sellano e Massa Martana sono venuti a investire nel padiglione espositivo. Stiamo riscontrando anche un interesse da parte di città più grandi come Gubbio. Era presente l’assessore alle attività produttive Micaela Parlagreco che si è mostrata molto interessata al modello Tipicità. Questo significa che la macroregione Marche-Umbria, grazie anche alle nuove vie di comunicazione, sta per concretizzarsi e possiamo dire di esserne stati artefici, di aver creduto. Molti umbri visitano la manifestazione e molti, pubblici e privati, investono in essa. Oltre a questo, intensificheremo il discorso delle connessioni non solo italiane, ma anche estere, tant’ è vero che quest’anno c’erano cinque delegazioni straniere. Insisteremo su questo binario “glocal”, dove per local intendiamo il mercato italiano; quindi è un messaggio che parte dal locale per arrivare al globale, perché Tipicità e identità sono due concetti sempre più importanti a livello mondiale».
Rafforzare i territori partendo dalle competenze fa rima con il percorso formativo di Sibillini Romantici grazie al Pnrr.
Il progetto Sibillini Romantici, promosso dai Comuni di Amandola, Montedinove e Rotella, rappresenta «un esempio concreto di come le risorse del Pnrr possano tradursi in azioni strutturali capaci di incidere in modo duraturo sui territori, rafforzandone la coesione sociale, la capacità organizzativa e l’attrattività culturale e turistica» rimarcano dal comune di Amandola.
Grazie al finanziamento dell’Unione Europea – NextGenerationEU, nell’ambito del PNRR M1C3 – Investimento 2.1 “Attrattività dei borghi”, il progetto ha scelto di agire non solo sulla promozione esterna dei borghi, ma soprattutto su un lavoro profondo e spesso invisibile: la crescita delle competenze, il rafforzamento delle filiere locali e la costruzione di una destinazione turistica consapevole e auto-sostenibile.
In questo quadro si inserisce l’ultimo ciclo di formazione e aggiornamento per operatori turistici e agroalimentari, in programma tra marzo e aprile, «che rappresenta l’ultimo tassello formativo prima dell’avvio della stagione turistica. Il percorso – spiega il sindaco di Amandola, Adolfo Marinangeli – è rivolto sia a operatori già attivi sia ad aspiranti operatori, con particolare attenzione al coinvolgimento di giovani e donne, in coerenza con gli obiettivi trasversali del Pnrr».
La formazione, articolata tra incontri online e in presenza, affronta temi strategici per la competitività dei borghi: accoglienza e ricettività, lingua inglese, comunicazione digitale, e-commerce, project management e strumenti per la valorizzazione delle produzioni locali. Un investimento sul capitale umano che mira a rendere più solida l’organizzazione dell’offerta turistica e culturale, rafforzando il dialogo tra imprese, istituzioni e comunità.
«Il progetto Sibillini Romantici – conclude Marinangeli – si configura così come un percorso di rigenerazione culturale e sociale che mette al centro le persone e le competenze, creando le condizioni affinché la promozione turistica sia sostenuta da un territorio preparato, capace di accogliere e di aprirsi in modo qualificato anche ai mercati nazionali e internazionali».
“Sibillini Romantici” è un progetto dei Comuni di Amandola, Montedinove e Rotella, finanziato dall’Unione Europea – NextGenerationEU e gestito dal Ministero della Cultura, nell’ambito del PNRR M1C3 – Investimento 2.1 “Attrattività dei borghi” – Linea B.
Nel pomeriggio di domenica 15 marzo tutti i gruppi del Rinnovamento nello Spirito Santo dell’Arcidiocesi di Fermo si incontreranno nella chiesa dei Cappuccini di Fermo per la festa del Ringraziamento. Si tratta di una festa celebrata ogni anno per ricordare l’approvazione definitiva dello Statuto del Movimento, avvenuta il 14 marzo 2002 da parte del Consiglio Permanente della Cei. Sarà occasione per fare memoria di un cammino di fede, ringraziare dei doni elargiti dallo Spirito, rinnovare l’impegno al servizio nella Chiesa e per la Chiesa. Tutto nello stile fraterno e nella dimensione comunitaria che caratterizzano il Movimento.
Si inizierà alle 15.00 con l’accoglienza, seguirà la preghiera comunitaria carismatica, poi ci sarà una catechesi tenuta da don Olivio Medori, consigliere spirituale del movimento a livello diocesano, sul tema della Missione: “Riedificherò la tenda di David perché cerchino il tuo nome tutte le genti” (cf At 15, 16-17). Sarà proiettato anche un video per raccontare i momenti più significativi della storia del Rinnovamento a livello nazionale, e la coordinatrice diocesana, Chiara Casturani, ripercorrerà le esperienze vissute dai gruppi negli ultimi 12 mesi in diocesi. Ci saranno alcune toccanti testimonianze e infine, alle 18.30, la Santa Messa presieduta da S.E. il Vescovo Rocco Pennacchio.
Per tutta la durata del pomeriggio, fino all’inizio della S. Messa, in un altro locale del Convento si svolgerà un meeting aperto a tutti i bambini presenti dai 5 ai 13 anni, organizzato e curato da fratelli del Rinnovamento esperti in questo servizio.
In occasione della Giornata Nazionale in memoria delle vittime della pandemia Covid-19 e per gli operatori sanitari che hanno prestato servizio con dedizione e professionalità, l’ufficio diocesano della Pastorale della Salute, Vita e Bioetica organizza un momento di preghiera insieme all’Arcivescovo Pennacchio. Mercoledì 18 marzo, presso la Chiesa parrocchiale di San Tommaso di Canterbury, alle ore 18.00 ci sarà la preghiera del Santo Rosario ed alle 18.30 l’Arcivescovo di Fermo, Mons. Rocco Pennacchio presiederà l’eucaristia. La comunità diocesana è inviata a partecipare.















