Mauro Torresi

Elezioni provinciali, il vicesindaco reggente di Fermo, Mauro Torresi, entra in tackle sul centrosinistra che non ha presentato un suo candidato presidente. Lo fa senza risparmiarsi una dose di sarcasmo, e il clima elettorale in vista anche del voto per le Comunali di Fermo è già rovente: «C’è qualcosa di veramente innovativo – si legge in una nota del vicesindaco – nella scelta del centrosinistra fermano di non presentare un candidato alle provinciali. In un’epoca in cui tutti parlano di partecipazione, competizione, alternativa, loro hanno deciso di alzare l’asticella della strategia politica: “tanto non ci avrebbe votato nessuno”. È un approccio disarmante per sincerità. Niente slogan, niente conferenze stampa infuocate, niente appelli all’ultimo voto utile. Solo una presa d’atto preventiva della sconfitta. Sembrerebbe quasi una  nuova corrente di pensiero: il realismo rinunciatario» le considerazioni del vicesindaco reggente di Fermo che, insieme all’ex sindaco oggi assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro, si è da subito schierato in appoggio del candidato sindaco, e collega di giunta, Alberto Maria Scarfini. Ieri, invece, il centrosinistra ha presentato la sua candidata, Angelica Malvatani.

Ma torniamo alle stilettate di Torresi: «Certo, le provinciali non sono le elezioni più amate dal grande pubblico. Sai che esistono, ma non ricordi bene perché. Eppure hanno un peso, un significato politico, un valore simbolico. Rinunciare a presentare un candidato non è solo evitare una probabile sconfitta: è anche rinunciare a misurarsi, a contarsi, a mandare un segnale. La giustificazione del “tanto non ci avrebbe votato nessuno” ha un fascino quasi matematico. Se la sconfitta è probabile, perché correre? Se il risultato è incerto, meglio non rischiare. È una logica impeccabile, almeno fino a quando – incalza Torresi – non si applica anche alle prossime comunali, che distano appena pochi mesi. Perché, a ben pensarci, ogni elezione comporta un rischio. Ogni competizione può finire male. È la natura stessa della democrazia: si partecipa per vincere, ma si accetta la possibilità di perdere. Il punto è proprio questo perché in politica non si scende in campo solo quando si è sicuri del risultato. La politica è testimonianza, costruzione, presenza. È dire “ci siamo” anche quando il vento soffia contro. Soprattutto quando soffia contro. A pochi mesi dalle comunali, la scelta assume un significato che va oltre la tattica. Che messaggio arriva agli elettori? Che si combatte solo quando le probabilità sono favorevoli? Che la rappresentanza è un investimento da fare solo a rendimento garantito? Naturalmente si può leggere la decisione anche come un atto di praticità: concentriamo le energie dove conta di più. Ma la politica è fatta anche di simboli, di segnali, di fiducia. E la fiducia si costruisce partecipando, non sottraendosi. Paradossalmente, candidarsi e perdere- conclude il vicesindaco – avrebbe potuto essere un atto di forza. Un modo per dire: non ci tiriamo indietro. Perché a volte una sconfitta combattuta rafforza più di una vittoria annunciata altrove. In fondo, il rischio più grande non è perdere un’elezione. È abituarsi all’idea che non valga la pena provarci. E questo sì, sarebbe un concetto deleterio anche alle prossime comunali».

 

 

La coalizione Fermo Città Comune con Angelica Malvatani

L’investitura ufficiale di Angelica Malvatani, candidata sindaca per la coalizione di centrosinistra Fermo Città Comune, è avvenuta oggi pomeriggio. Soddisfatte le forze di coalizione.

 

Prima uscita pubblica, dunque, per Angelica Malvatani, il nome su cui sinistra e centrosinistra hanno deciso di confluire in vista delle prossime elezioni comunali. La candidata è appoggiata infatti da Pd, Avs, Rifondazione Comunista, Italia Viva e la civica La Città che Vogliamo.

Una candidata che ha, dunque, aver messo d’accordo le diverse anime di una coalizione, meno che mai scontata visto il momento di passione vissuto in particolare dal Pd provinciale.

Le forze progressiste di Fermo, quindi, sfilano compatte fino alle urne, salvo colpi di scena in corsa.

«Abbiamo partecipato a tavoli programmatici e abbiamo visto che c’era convergenza su temi per noi fondamentali, come salario minimo comunale, l’attenzione alle fasce deboli, piano per i trasporti, sanità territoriale, con una politica al servizio dei cittadini e non degli interessi di pochi. Non abbiamo aderito subito alla coalizione, non per snobismo ma perché secondo noi c’erano alcuni nodi che andavano sciolti» ha affermato Cosimo Del Faro (Rifondazione Comunista), durante la conferenza stampa indetta presso la sala dei gruppi consiliari di Fermo questa sera.

Del Faro ci ha tenuto anche a fare alcune precisazioni riguardanti notizie trapelate sulla stampa: «Non abbiamo mai detto che per noi sarebbe stato un problema che entrasse in coalizione “La città che Vogliamo” . Abbiamo detto che il centrosinistra ha delle responsabilità diffuse che ci hanno portato alla situazione in cui si è oggi, penso ai casi di Santa Lucia e via Respighi. C’era necessità di ripartire da zero, per noi la candidatura di Malvatani è lontana dalle dinamiche di partito e ciò ci fa pensare che sia la giusta direzione».

«Ringrazio Del Faro per le sue parole e precisazione – ha affermato Nicola Pascucci, coordinatore de “La città che vogliamo” – Noi stiamo lavorando da tanto a questo progetto, lo dico con emozione, perché questa unione non è scontata nelle Marche, abbiamo fatto dei mea culpa e ognuno ha fatto un passo indietro. Siamo orgogliosi e contentissimi di essere a questo tavolo. Ci teniamo a dire che attendere il Movimento Cinque Stelle e Rifondazione Comunista era solo perché si sono tenute riunioni interne, nulla è stato calato dall’alto».

Incertezza iniziale del Movimento Cinque Stelle fermano solo «per capire se avevamo le forze per presentare una nostra lista, sui programmi saremmo stati d’accordo senza problemi. Un gruppo progressista ci rappresenta a pieno» precisa il segretario Stefano Fortuna.

«Il Pd è stato testardamente unitario, intraprendendo un percorso con tutta la coalizione. Per noi –  ha sottolineato Dorotea Vitali, segretaria del Pd di Fermo – è iniziata la fase di ascolto quell’8 febbraio quando abbiamo lanciato le linee programmatiche e abbiamo raccolto davvero tante idee, che stiamo ancora elaborando. Tutto si basa sui cinque punti su cui poteremo avanti la nostra campagna elettorale: sanità pubblica, salario minimo comunale – mozione rigettata dall’attuale amministrazione – trasporto pubblico gratuito per gli over 65 e per gli studenti residenti nell’area comunale, sedi di confronto permanenti e ufficio comunale per il diritto alla casa. In merito al quarto punto, vogliamo riaprire i comitati di quartiere. Questa città ha bisogno che l’amministrazione comunale sia nei territori, per pianificare la vita della città con cittadini e associazioni».

Per Gaetano  Massucci, di Italia Viva, «in questo momento Fermo ha bisogno di un cambiamento, di una novità  e la prima è già l’unità del centrosinistra. Italia Viva non poteva sottrarsi a questa bellissima novità. Siamo favorevoli ai punti di convergenza e a evitare ciò che ci potrà dividere, soprattutto quando in una città  come Fermo occorre essere concreti, parlare di cose da fare, ma soprattutto che non sono state fatte. Italia Viva è presente convintamente, siamo a disposizione con le nostre energie di forza moderata, per raggiungere un cambiamento attraverso la vittoria. Angelica Malvatani ci rappresenta ampiamente».

Dal canto suo, Giovanna Fanci di AVS ha aggiunto: «A nome di tutto il partito dico che siamo contenti di partecipare a questo progetto, anche per i modi utilizzati come il primo incontro con la cittadinanza tenutosi a Villa Vitali, in cui sono emerse criticità e proposte. Ringrazio sia Angelica Malvatani per esserci messa a disposizione, sia Andrea Petracci (altro nome in ballo per la candidatura, ndr). Mettiamo in campo tutto il nostro bagaglio, con loro, per un futuro che segua una linea politica  chiara e di rottura con quanto emerso negli ultimi anni, perché crediamo di potercela fare. Abbiamo le carte per mandare a casa l’attuale amministrazione».

Le parole della candidata Malvatani

Angelica Malvatani

«Io racconto questa città da 26 anni come giornalista, credo di averla conosciuta in quasi tutti i suoi angoli, ho conosciuto e raccontato tante persone. Soprattutto la sofferenza, il volontariato, le disabilità, ho  raccontato chi aveva bisogno di avere una voce, quindi, quando mi hanno chiesto di rappresentare questa coalizione ho pensato di mettere a disposizione questo: la mia capacità di ascoltare e fare tesoro  di quello che mi veniva detto. Inoltre, questa volta ho pensato di avere la possibilità di fare qualcosa sul serio e cambiare la loro storia insieme e quella della città. Non a caso lo slogan che abbiamo scelto tutti insieme è: “Una nuova storia” , come se scrivessi il momento più importante della mia vita e lo faccio con un senso di responsabilità enorme. Ci metto l’amore per questa città e la speranza che nutro per i suoi ragazzi, che hanno bisogno di punti di riferimento e di persone che parlino in maniera pacata, che non portino la violenza nei discorsi. Di una città che sia vicina a loro, agli anziani, a tutte le solitudini. Vogliamo costruire un progetto credibile, incontrando e ascoltando tutti. Non si cala nulla d’alto, né per ripicca, né per dispetto. Andrea Petracci mi seguirà in questa campagna, lui metterà la sua esperienza e solidità. Saremo insieme, incontremo le persone».

Malvatani ci ha tenuto a distanziarsi dai veleni della campagna regionale: «Noi non parleremo mai male degli avversari, racconteremo ciò che vogliamo fare. Siamo stanchi dei discorsi di odio. Io conosco solo un modo di parlare: con rispetto e con attenzione. La scorsa campagna regionale è stata violenta nel linguaggio, non possiamo dare questo esempio ai ragazzi».

E a chi fa notare che non ha esperienza, ha risposto: «Quando ci sono persone intelligenti e preparate come quelle che ho intorno a me, non credo sia un problema. Dove mancherà la mia esperienza ci sarà la competenza di coloro che mi accompagnano».

Silvia Ilari

 

Fumata bianca per Angelica Malvatani sulla candidatura a sindaca di Fermo per la coalizione di centrosinistra “Fermo Città Comune”.

La coalizione composta da Partito Democratico, La Città che Vogliamo, Alleanza Verdi Sinistra, Movimento 5 Stelle, Italia Viva e Rifondazione Comunista quest’oggi ha infatti sottoscritto la candidatura della giornalista a sindaca della città di Fermo.

 

«Con la firma congiunta di Dorotea Vitali per il Partito Democratico, Nicola Pascucci per la Città che Vogliamo, Sabrina Isidori per Alleanza Verdi Sinistra, Stefano Fortuna per il Movimento 5 Stelle, Gaetano Massucci per Italia Viva e Alessandro Fortuna per Rifondazione Comunista, la coalizione “Fermo Città Comune” – si legge in una nota congiunta – dopo ampio confronto di tutte le forze politiche con i rispettivi gruppi assembleari ha ufficialmente formalizzato la scelta della suddetta candidata all’unanimità».

Angelica Malvatani

«Nel progetto della coalizione – spiegano da Fermo Città Comune – saranno coinvolte e valorizzate anche le persone che hanno generosamente dato la loro disponibilità alla costruzione e alla definizione della proposta politica innovativa per il rilancio della città di Fermo».

Montelparo (foto dal sito www.comune.montelparo.fm.it)

La piccola comunità di Montelparo è alla ricerca del nuovo sindaco. A tre mesi dalle prossime elezioni amministrative infatti, il primo cittadino Marino Screpanti, alla guida del borgo da ormai quindici anni, ha deciso di dire basta e farsi da parte. Un impegno diventato ormai troppo esoso per Screpanti, che nonostante abbia ricevuto più di una richiesta per candidarsi ancora e possa farlo, visto che il vincolo dei tre mandati consecutivi è stato cancellato per i Comuni con meno di 5000 abitanti, ha tutta l’intenzione di abbandonare. «Continuerò comunque a far parte della vita attiva di Montelparo, magari impegnandomi in qualche associazione cittadina – ha confessato recentemente Screpanti – il ruolo di sindaco però richiede un impegno ed energie diverse, che dopo tre lustri non mi sento più di garantire». In molti sperano comunque in un ripensamento last minute da parte di Screpanti, soprattutto qualora non si riuscisse a trovare la quadra su un nome diverso.

Dopo aver maturato molta esperienza in questi anni, prima come consigliere e poi come assessore, l’erede naturale di Screpanti sembrava poter essere il suo vicesindaco Gianluca Del Gobbo, anche per dare continuità a quanto fatto dall’amministrazione in questo mandato. Il condizionale però è d’obbligo, perché nonostante le avance fatte da più parti e la “benedizione” di Screpanti, al momento Del Gobbo non sembra intenzionato a candidarsi. In politica però mai dire mai, chissà quindi che giorni di riflessione non passano far cambiare idea al vicesindaco, che domenica dovrebbe indossare la fascia tricolore per accogliere in paese il nuovo parroco.

Nel frattempo sembrerebbe che alcuni esponenti di centrodestra si stiano muovendosi per allestire una lista più identificativa, allontanando il civismo che ha segnato le ultime stagioni politiche montelparesi. L’ex sindaco di Monsampietro Morico, Romina Gualtieri, sembra aver declinato “l’invito” a candidarsi già al primo tentativo di approccio.

«Mi dispiacerebbe che si abbandonasse la strada intrapresa in passato del civismo, che abbiamo percorso sia io che i miei avversari – ha decretato Screpanti – in una piccola comunità come la nostra c’è bisogno di dialogo ed unità politica, non di schieramenti ideologici che sono spesso causa di divisioni».

di redazione CF

Elezioni comunali a Fermo, se sul fronte del centrosinistra i nomi in pole position per la candidatura a sindaco, ossia quelli dell’avvocato Andrea Petracci e della giornalista Angelica Malvatani, sono emersi già da tempo, in casa del centrodestra tutto tace. Ma il silenzio non significa inattività, al massimo stagnazione.

Il centrosinistra, dicevamo, ha già iniziato a schierare la sua formazione: in campo Fermo Città Comune che vede, tra le sue fila, il Pd, Avs, La Città che Vogliamo e Italia Viva. Attendisti il Movimento 5 Stelle e il Partito di Rifondazione Comunista che devono ancora sciogliere la riserva sulla loro adesione alla compagine. Intanto il Pd, nominata Dorotea Vitali alla guida della segreteria del circolo fermano, scalda i muscoli in vista del congresso provinciale che si terrà entro aprile. Sì, vero, al momento la federazione provinciale è commissariata e le chiavi le ha l’onorevole Andrea Gnassi. Ma i dem sono al lavoro per eleggere, entro aprile appunto, un segretario provinciale in modo da arrivare alle elezioni del 24 e 25 maggio con una figura apicale e soprattutto senza l’onta di un Partito che si presenta commissariato alle urne della città capoluogo di provincia.

A destra, o meglio dall’altra parte, invece, per il momento tutto tace. Unica certezza? La candidatura dell’attuale assessore fermano Alberto Scarfini a sindaco (con il gruppo civico targato Calcinaro, e con il sostegno del vicesindaco reggente Mauro Torresi) che ha già affisso i manifesti elettorali. E i partiti di centrodestra? Beh per il momento siamo ancora all’anno zero, ossia a quella dichiarazione congiunta in cui FdI, Fi e Lega hanno espresso congiuntamente l’intenzione di correre uniti e con i simboli. Una dichiarazione che ha spiazzato i civici. Continuare a sostenere il discorso civico “puri e duri” (ancora valido e credibile?) o dichiarare apertamente che quel progetto è tramontato con Calcinaro (oggi assessore regionale alla Sanità) e iniziare un nuovo percorso fatto sì di civismo (lecito) ma dichiaratamente insieme ai partiti, in coalizione? Con la prima ipotesi il rischio più grosso che si correrebbe è che una delle due formazioni potrebbe non arrivare all’eventuale ballottaggio perdendo peso specifico in successive trattative. La seconda opzione, invece, sembra proprio indigesta a chi è aggrappato con le unghie e con i denti al civismo che non accetta partiti e relativi compromessi. Inutile negarlo, vale anche un’altra verità: meno si è in squadra e più possibilità ci sono di giocare titolare, vedasi nomine e incarichi. Ma occorre anche fare i conti col fatto che meno si è, più (almeno teoricamente) si riducono le chances di giocarla quella partita (che fa rima con, ad esempio, la formazione della prossima giunta, in caso di vittoria). E allora che si fa? Dura da dirsi, figuriamoci a farsi.

Ecco dunque che, nel marasma più assoluto, si susseguono incontri, scontri verbali, riunioni. E sono venuti fuori due nomi come possibili candidati per il centrodestra. Anche stavolta si va ad attingere alla giunta: si parla infatti di Annalisa Cerretani e di Alessandro Ciarrocchi. Se quest’ultimo, però, sembra più libero di manovra, sulla Cerretani si fa sentire l’appartenenza alla lista Fm si Muove. Come intende muoversi la civica? E soprattutto l’assessora è ancora nei ranghi o vuole giocare da battitore libero? C’è infatti chi rumoreggia su un suo possibile avvicinamento a Scarfini, anche se va superato lo scoglio Torresi (e si sa che tra i due, Cerretani e Torresi, da anni ormai non corre buon sangue). E in questi ultimi giorni un’altra indiscrezione, al momento solo tale, parlerebbe di una formazione, work in progress, dal nome “Fermo Azzurra” che potrebbe, a sua volta, aderire alla compagine che sostiene Scarfini nella sua candidatura a primo cittadino. E fin qui nulla di strano se non fosse che quell’aggettivo “azzurra” ha fatto drizzare le antenne tra i partiti di centrodestra. C’è chi borbotta perché quell'”Azzurra” è un richiamo troppo esplicito a Forza Italia e perché inizia a serpeggiare la voce che qualche simpatizzante di Fi potrebbe aderirvi. E quel blocco di centrodestra di cui sopra? Che fine farebbe? Insomma movimenti sussultori che rendono tutto ancora a dir poco instabile nel confronto tra civici e partiti che sembrano lontani da un appianamento. Il tutto mentre l’orologio e il calendario scorrono. E il 24 e 25 maggio si avvicinano. Tic tac tic tac…

Stefano Fortuna

«In questi giorni, a partire dalla presentazione della coalizione del centrosinistra, siamo stati più volte sollecitati rispetto alle nostre reali intenzioni. Entrambi abbiamo partecipato ai primi incontri del tavolo del centrosinistra e riteniamo soddisfacente la convergenza sui principi programmatici essenziali: salario minimo comunale, sostegno alle fasce deboli della popolazione, urbanistica al servizio dei cittadini e non degli interessi di pochi, sanità territoriale, piano dei trasporti ed altro ancora. Giudichiamo positivamente anche la scelta di convocare delle assemblee aperte alla cittadinanza, che potrebbero essere un momento importante per la costruzione di una proposta alternativa a quanto la città di Fermo ha visto e vissuto fino ad oggi. Restano, tuttavia, alcuni dubbi da dissipare, legati soprattutto alla effettiva capacità di far seguire la pratica alla teoria. All’interno delle nostre organizzazioni, che in questa fase si stanno muovendo congiuntamente, la discussione è tuttora aperta». A parlare sono Stefano Fortuna, consigliere comunale di Fermo per il Movimento 5 Stelle,  e Cosimo Del Faro, responsabile PRC Fermo.
«E’ innegabile che alcuni dei nodi politici più critici degli ultimi 10-12 anni vedono responsabilità diffuse anche tra pezzi dell’attuale centrosinistra e, alla necessità di toccare con mano un chiaro indirizzo progressista e un cambio di metodo, si sommano anche le incertezze legate alla figura del candidato sindaco. Sull’argomento, ci limitiamo a ribadire che la figura del candidato sindaco dovrà essere immune da condizionamenti, garante del programma elettorale e percepita come novità assoluta. Se la prudenza è legata agli aspetti di cui sopra, d’altra parte riteniamo prioritario chiudere col finto civismo espresso da Calcinaro, che ha imperversato per anni al servizio di clientele e centri di potere, così come siamo coscienti che va posto un argine all’avanzata di una destra a tratti eversiva.
Queste elezioni allora, potrebbero rappresentare un “anno zero” per il centrosinistra fermano, vista la ricomposizione che potrebbe determinarsi e che noi auspichiamo con forza. Proseguirà quindi la nostra interlocuzione con il centrosinistra, perché questo è quello che ci stanno chiedendo da più parti, con l’obiettivo di essere parte attiva di una coalizione che sappia innovare, assumere scelte coraggiose e mantenere una posizione ferma sui temi fondamentali».

Gaetano Massucci

Nel frattempo, però, la coalizione Fermo Città Comune annuncia «l’ingresso di diverse associazioni cittadine e di componenti riformiste tra cui Italia Viva all’interno del progetto politico che si propone di guidare la città in una nuova stagione amministrativa. L’allargamento – si legge in una nota della coalizione di centrosinistra – rappresenta un segnale chiaro e significativo: il percorso alternativo costruito in questi mesi sta raccogliendo consenso, fiducia e nuove energie. È la dimostrazione concreta che quando si dà vita a un progetto credibile e radicato nei bisogni reali della città, le forze politiche e civiche scelgono di mettersi in cammino insieme. La coalizione cresce non per una semplice somma di sigle, ma per la condivisione di obiettivi comuni: giustizia sociale, sviluppo sostenibile, attenzione ai quartieri e trasparenza amministrativa. L’ambizione è costruire una Fermo più accogliente per ognuno e capace di guardare al futuro senza lasciare indietro nessuno. L’ingresso di Italia Viva rafforza il confronto programmatico, arricchendolo di competenze e sensibilità diverse, accomunate dalla volontà di offrire alla città un’alternativa concreta. Il lavoro di ascolto prosegue con determinazione e, a breve, sarà fissata un secondo incontro pubblico. Fermo merita una nuova stagione politica: la coalizione è pronta a raccogliere questa sfida insieme ai cittadini».

di redazione CF

Saranno 470 gli elettori, ovvero sindaci e consiglieri comunali in carica al 35esimo giorno antecedente quello della votazione (l’8 febbraio), che domenica 15 marzo saranno chiamati a votare per il rinnovo del presidente della Provincia di Fermo.

Dei 40 comuni della provincia di Fermo si scende a quota 38 comuni in quando Campofilone e Pedaso, essendo stati commissariati, non rientrano nelle operazioni di voto.

Sono, invece, 37 i sindaci che possono essere eletti come nuovo presidente della Provincia, perché oltre a Campofilone  e Pedaso c’è il caso di Fermo con il vice sindaco reggente Mauro Torresi che è escluso da questa opzione. Il voto si svolgerà domenica 15 marzo, dalle 8 alle 20 nel seggio allestito mentre lo scrutinio e la proclamazione del nuovo presidente, invece, si terranno lunedì 16 marzo.

Ogni elettore è chiamato ad esprimere un solo voto ponderato, calcolato cioè sulla base della fascia demografica del proprio Comune di appartenenza. In fascia A azzurra ci sono i 27 comuni fino a 3mila abitanti con 292 elettori, in fascia B arancione i 4 comuni con popolazione compresa tra 3mila e 5mila abitanti con 52 elettori, in fascia C grigia i 2 comuni compresi tra 5mila e 10mila abitanti, con 26 elettori, in fascia D rossa i 4 comuni compresi tra 10mila e 30mila abitanti, con 68 e in fascia E verde l’unico comune con popolazione compresa tra 30mila e 100mila (Fermo), con 32 elettori.

Il totale della popolazione di ogni fascia viene diviso per il totale della popolazione della provincia e il valore percentuale ottenuto viene poi diviso per il numero di elettori della fascia, arrotondato alla terza cifra decimale e moltiplicato per 1.000, per ottenere l’indice di ponderazione, cioè il “peso” di ogni voto espresso.

Liste e candidati
Ancora poco tempo a disposizione (i termini scadono lunedì) per presentare i nomi dei candidati alla presidenza con i confronti che sono già in atto da tempo. Per quello che riguarda la maggioranza è molto probabile che si vada verso la ricandidatura del presidente uscente e sindaco di Montegiorgio, Michele Ortenzi sostenuto ovviamente dal centrodestra ma anche con molti civici a sostenerlo, basta ricordare che ha avuto come vicepresidente, nel mandato che sta per scadere, Paolo Calcinaro. Ortenzi ha confermato nella conferenza stampa di fine mandato di essere a disposizione per candidarsi ad un bis e dunque tutto va in quella direzione. Tra i corridoi circola anche il nome, come possibile alternativa, di Marco Rotoni, sindaco di Servigliano e presidente Amap, sostenuto da Forza Italia con cui si è presentato alle scorse elezioni regionali.

 

Molto intricata e tutta da definire la situazione nel centrosinistra, con il Pd alle prese anche con il commissariamento provinciale del partito e dunque con altre problematiche. Non sono neanche tantissimi i sindaci “di area” che potrebbero essere candidati e con una situazione legata al peso dei voti che rende il tutto complicato anche se un candidato, espressione di parte, dovrà necessariamente essere trovato. E verrà fuori anche questo negli incontri in corso ad esempio nel centrosinistra per le elezioni comunali di Fermo, in programma a primavera.

di redazione CF

Il ministro dell’interno Matteo Piantedosi ha informato il Consiglio dei Ministri in relazione all’individuazione, nei prossimi 24 e 25 maggio, delle date per lo svolgimento delle elezioni per il rinnovo del sindaco e del consiglio comunale di 626 Comuni delle regioni a statuto ordinario, tra i quali 15 capoluoghi (Venezia, Reggio Calabria, Lecco, Mantova, Arezzo, Pistoia, Prato, Fermo, Macerata, Chieti, Avellino, Andria, Trani, Crotone, Salerno).

Il successivo eventuale turno di ballottaggio avrà luogo il 7 e l’8 giugno.

Nel Fermano sono sette i Comuni chiamati a eleggere il loro nuovo consiglio comunale e a scegliere il nuovo sindaco. Oltre al capoluogo di provincia (unico dove vale l’eventuale ballottaggio) il 24 e 25 maggio sono chiamati alle urne i residenti a Monterubbiano, Montelparo, Santa Vittoria in Matenano, Montottone, Monteleone di Fermo, Campofilone e Montefortino. Tutti Comuni al di sotto dei 5000 abitanti, per cui non esiste l’ipotesi del doppio turno e nemmeno un vincolo di mandato per i sindaci uscenti. 

Dorotea Vitali

Il Partito Democratico di Fermo annuncia «con entusiasmo» la composizione della nuova segreteria che lavorerà al fianco della segretaria comunale Dorotea Vitali.

«Una squadra pronta a supportare il progetto politico del centrosinistra cittadino in vista delle prossime sfide amministrative. La segretaria Vitali sarà coadiuvata dai vicesegretari Sandro Vallasciani e Luigi Montanini. La struttura operativa – fanno sapere dal Pd di Fermo – vede Carlo
D’Alessio come coordinatore di Segreteria, Luigi Sacchi all’Organizzazione, Carlo Cochetti come tesoriere, Pierluigi Balestrini responsabile territori,
Nina Ninonà responsabile della comunicazione, Francesco Nigrisoli coordinatore dei livelli amministrativi e Mattia Santarelli come segretario
dei Giovani Democratici di Fermo».

Insieme alla coalizione di centrosinistra, il Pd ha presentato domenica 8 febbraio il “Documento delle Cinque
Linee Programmatiche” considerato la base strategica per il rilancio di Fermo. I cinque punti fondamentali prevedono l’istituzione di un ufficio
comunale per il sostegno abitativo, il trasporto pubblico gratuito per studenti e residenti over 65, la conversione del Murri in una cittadella
sanitaria, l’introduzione del salario minimo comunale e l’istituzione di sedi di confronto permanenti tra amministrazione e cittadini nei quartieri.
«Vogliamo che Fermo torni a essere una città che ascolta e che progetta partendo dai bisogni reali» sottolinea la nuova segreteria.

Alcuni esponenti della lista “Fermo Città Comune” in una recente assemblea pubblica

«Stiamo raccogliendo le numerose proposte arrivate nei giorni scorsi. Le forze politiche di coalizione sono al lavoro per la stesura del programma elettorale tenendo conto del percorso di ascolto avviato con l’incontro di domenica 8 febbraio. Ci ha fatto molto piacere essere contattati da tanti cittadini per chiedere, informarsi e proporre». E’ quanto si legge in una nota di Fermo Città Comune, coalizione di centrosinistra che, al momento, conta su Pd, La Città che Vogliamo e Avs.

«Vogliamo continuare a intercettare bisogni, criticità e idee, ampliando la partecipazione al progetto alle fermane e fermani che desiderano una città diversa: più solidale, aperta e capace di contrastare le disuguaglianze sociali. Il nostro obiettivo è chiaro: costruire insieme una proposta politica credibile e radicata nella comunità, che nasca tra e dalle persone e continui a crescere con loro. Perché Fermo merita di più. Insieme crediamo di poter migliorare la condizione di tutte e tutti senza lasciare indietro nessuno. Ci ritroveremo, presto, in un’altra assemblea pubblica».

Una recente assemblea pubblica di “Fermo Città Comune”