di Tiziano Vesprini
Passaggio flash della Tirreno-Adriatico, nella tarda mattinata di oggi, sulle strade della riviera fermana. Assaggio di grande ciclismo professionistico in attesa dell’arrivo del Giro d’Italia del prossimo 16 maggio.
L’edizione numero 71 della “corsa dei due mari” che intorno all’ora di pranzo ha fatto capolino sulla Ss16 con la sua lunga carovana di mezzi al seguito ed a precedere, e naturalmente anche i circa 150 ciclisti rimasti in gara.
Tappa numero 7 partita da Civitanova Marche intorno alle 12,30 per poi immettersi subito dopo sulla SS 16 ed attraversare tutto il litorale del Fermano, prima Porto Sant’Elpidio, quindi Lido di Fermo e Porto San Giorgio ed infine Pedaso e Campofilone prima dell’uscita dai confini provinciali. A seguire tutta la “truppa” ha compiuto un giro collinare prevedendo il solito passaggio sul Gpm di Ripatransone. Quindi gran picchiata verso l’Adriatico per portarsi a San Benedetto del Tronto per il conclusivo circuito finale pianeggiante di 10,5 chilometri da percorrere per 5 volte. Gran finale dunque per la conquista del successo di tappa dopo 142 km e ottocento metri di gara.
Nessuna grossa sorpresa, già praticamente tutto deciso per le classifiche generali con la Tirreno-Adriatico 2026 già decisamente in mano al messicano Isaac Del Toro a precedere l’attuale pupillo marchigiano, il camerte Giulio Pellizzari che ieri ha fatto di tutto e di più per vincere la frazione che si concludeva nella sua città, giungendo infine quarto ma conquistando una fantastica posizione nella “Generale”. Ieri protagonisti i passisti-scalatori oggi invece in primo piano i velocisti a regalare spettacolo.
Al passaggio di Porto San Giorgio già un terzetto a provare la fuga della prima ora con oltre 3 minuti di vantaggio sul gruppo che viaggia tranquillo, disinteressandosi al momento dei fuggitivi.
E’ stata nuovamente la sala consiliare del comune di Grottazzolina il palcoscenico scelto e voluto dalla M&G Scuola Pallavolo per una conferenza stampa che è un po’ un’ideale chiusura della stagione 2025-26, ma anche ouverture alla stagione 2026-27.
Le prime parole sono del sindaco Alberto Antognozzi: «Con piacere vedo una nutrita presenza di giornalisti, ma anche tanti tifosi e consiglieri. Il campionato non è andato come speravamo, ma parliamo di sport competitivo, e dunque si vivono momenti belli ma anche meno belli, che possono anche essere figli di un avversario più forte o con capacità maggiori. Questo non deve però cancellare ciò che è avvenuto prima, negli ultimi anni Grottazzolina è arrivata ai vertici del volley nazionale, e di conseguenza mondiale, e questo è e rimane un motivo di grande orgoglio. Di questo dobbiamo ringraziare gli artefici, ovvero la società che ci ha investito tempo e risorse, gli sponsor che hanno sostenuto il movimento, e i tifosi che hanno seguito sempre il tutto con una grandissima passione, figlia di tre generazioni che ormai giocano, vivono e guardano la pallavolo. Sono veramente orgoglioso, è stato un meraviglioso capitolo di storia, storia che va avanti e da una discesa può sicuramente esserci una risalita. Una retrocessione non cancella il buono fatto, scendiamo di un gradino ma il mio è un sentimento di orgoglio e gratitudine». Importante e significativo l’annuncio del fatto che Yuasa Battery (presente in sala nella figura del CEO Stefano Sopranzi) conferma il proprio importante impegno al fianco della squadra in qualità di main sponsor.
Significative anche le parole del presidente Rossano Romiti: «Ringrazio il sindaco, scegliamo sempre questa location quando vogliamo fare delle comunicazioni istituzionali per dare un segnale chiaro di legame a questa cittadina. Lo facciamo a maggior ragione in un momento di ‘basso umore’, perché la sconfitta non cambia questo aspetto. La Superlega è stata bellissima, abbiamo messo tanto entusiasmo nell’affrontare questo percorso, ma anche tantissimo impegno perché se è vero che è bello stare nel gotha, altrettanto vero è che è faticoso e difficile e mette a dura prova. Siamo stati bravi a starci piú di un anno, a livello di struttura ci ha fatto crescere. Crescita che la retrocessione non ci farà perdere, ce la porteremo dietro con l’auspicio di continuare a crescere. Questo è il momento delle analisi: il campionato è finito, ora è tempo di sedersi attorno ad un tavolo, abbiamo già iniziato e continueremo nelle prossime settimane. Si parte sempre dagli errori. Li analizzeremo e proveremo a correggerci e fare meglio. E’ vero però anche che malgrado il risultato sportivo sia stato negativo, ci sono state anche cose buone. Ripartiremo con slancio, passione ed entusiasmo da parte nostra non mancheranno, anche se non sarà Superlega sarà comunque Serie A. La società è solida, lo sono anche le persone che ci sono dentro. Il momento di congiuntura economica non è certamente positivo, ma i nostri partner sono tanti e questa platea così ampia nonostante le difficoltà è con noi e ci supporta. Lo dico con senso di gratitudine: è stato riconosciuto il senso di ciò che facciamo. Il periodo è stato però una sorta di “pressure test”, stiamo affrontando delle difficoltà legate anche ad una fortissima contrazione degli incassi al botteghino rispetto alla scorsa stagione, ma risponderemo agli impegni da persone serie, anche se ci vorrà qualche mese. L’auspicio è che le stagioni a seguire siano più felici di questa, e lavoreremo in tal senso».
La parola passa a Massimiliano Ortenzi (coach e direttore tecnico): «Sono contento che ogni volta che ci troviamo c’è sempre partecipazione, perché la partecipazione significa vicinanza e questo è un valore. La retrocessione lascia delusione e l’amaro in bocca, nella società, nello staff, nei giocatori, nei tifosi e negli sponsor. Credo sia giusto affrontare quello che c’è davanti quando le cose non vanno come dovrebbero, inutile anche elencare le cose che non sono andate e usarle come alibi. E’ bene analizzare le cose e guardarle in faccia. Al netto di questo i due anni di Superlega lasciano tanto a me come Massimiliano allenatore, un privilegio che pochi hanno la fortuna di vivere. Prendere dei ragazzi del posto dalla Serie C e anno dopo anno, sacrificio dopo sacrificio, raggiungere la Superlega è qualcosa di incredibile, fino a qualche anno fa nemmeno la pensavamo. Aver avuto la fortuna di viverla con gli stessi principi e allo stesso modo da come abbiamo vissuto tutto questo percorso dovremo portarcelo dietro sempre. Questa società, di cui ho l’onore di far parte da oltre 18 anni, ha avuto il coraggio di affrontare la Superlega senza rinunciare a tutto il resto. Quello che resta invisibile è che la Superlega ci ha prosciugato le energie, fisiche mentali ed economiche. Nonostante questo abbiamo continuato ad investire in tutto il resto, e la nostra realtà grazie a questo si è costruita una base imponente: 300 tesserati, una seconda squadra maschile in Serie B, una C femminile e tutto il resto. Questa società ha puntato sul costruire, giorno dopo giorno, rinunciando alla perfezione e andando sempre avanti. La delusione di un finale non cancella il resto, il valore vero è costruire, che è l’opposto di quello che si tende a fare quando le cose vanno male, ossia distruggere. Noi sicuramente abbiamo commesso errori, tutti, io per primo come allenatore, ma nemmeno per un secondo c’è stato il sentimento del distruggere, e questo è il valore che ci piacerebbe passasse al territorio. Se passa questo valore allora abbiamo raggiunto un obiettivo importante. La nostra presenza stasera serve a dire a tutti che non solo stiamo lavorando per riacquisire entusiasmo, ma continueremo a costruire e investire sul territorio. Il bilancio di queste ultime due stagioni rimane straordinario, ma nel senso autentico del termine perché in tutto questo di ordinario non c’è nulla. Il dispiacere è quello di commentare insieme a tutti la nostra prima vera retrocessione, ma nel bene o nel male il valore di ciò che abbiamo fatto è notevole e tale deve restare».
Sui progetti futuri Ortenzi svela tantissime novità: «Nei prossimi mesi porteremo un nostro format in diversi Comuni trasformandoli in veri e propri villaggi del volley, giornate dedicate anche alle famiglie, con temi sociali importanti, e ospiti di rilievo. A Grottazzolina sarà il 24 maggio, saremo poi a Montegiorgio, Porto San Giorgio, Fermo, Pedaso.” Straordinaria ed unica l’iniziativa legata allo sportello di supporto agli atleti del settore giovanile: “Attiveremo nelle prossime settimane all’interno del nostro sito uno sportello attraverso il quale tutti i nostri atleti ed allenatori potranno accedere a consulenze gratuite con nutrizionisti e psicoterapeuti, tema importante per i giovani, un unicum a livello nazionale per dare alle famiglie e ai nostri atleti un “help”, un pulsante di SOS per dimostrare di essere presenti e di supporto vero.” Non poteva poi mancare un cenno alla parte estiva dell’attività M&G, con una straordinaria novità internazionale: “Nell’ultima settimana di giugno si allenerà qui a Grottazzolina la nazionale italiana under 18, che parteciperà ai Campionati europei maschili di categoria in programma a Porto San Giorgio. Avremo dunque il piacere di collaborare con la federazione e lo staff della nazionale per la riuscita di un evento mondiale».
La parola passa a Claudio Laconi, vicepresidente del club: «La stagione non è andata come speravamo, ma aldilà del dispiacere e del rammarico eravamo già pronti al futuro, abbiamo fatto quadrato e la passione viene sempre fuori anche quando il dispiacere rischia di prevalere. L’ascesa dalla Serie C con pochissimi mezzi, fino a vincere tutti i campionati sul campo, è un valore importante da cui ripartiamo. Siamo abituati da sempre a rimboccarci le maniche, a lavorare sodo, spesso in silenzio, guardiamo già oltre e al passato non ci pensiamo più».
Sulla scelta del futuro campo da gioco, se sarà Porto San Giorgio o Grottazzolina? «Su questo tema ci sarà una valutazione importante da fare, non ci abbiamo pensato né lavorato ancora. Ora dobbiamo concentrarci sul chiudere la stagione corrente, che dal punto di vista gestionale ci dà ancora tanto da fare. In questo momento non è una priorità». Ortenzi e il futuro: «Stiamo lavorando per costruire una squadra che possa andare a prendersi qualcosa di importante e stare ai vertici, e visto che ora abbiamo capito come funziona la Superlega, magari anche di riprovarci».

Da sinistra: il vice presidente Claudio Laconi, il presidente Rossano Romiti, il sindaco Alberto Antognozzi e coach Massimiliano Ortenzi
A Perugia è andato in scena l’ultimo atto di questa Superlega per la Yuasa Battery che ha salutato il massimo campionato nazionale con una sconfitta sul campo ma anche con un prestazione all’altezza soprattutto nei primi due set. Bello l’atteggiamento del pubblico di casa che ha applaudito la Yuasa a fine gara, un gesto che fa capire la dimensione che, una realtà piccola seppur dalla tradizione ultra cinquantennale, ha raggiunto nei massimi livelli del volley nazionale. A fine gara l’analisi di coach Massimiliano Ortenzi è partita proprio dalla gara con i Campioni d’Europa in carica: «Così come domenica scorsa – sottolinea il coach – non era assolutamente facile giocare una buona pallavolo, considerando che gli altri hanno grandi qualità e noi dal punto di vista emotivo subivamo il fatto di scendere in campo con l’esito del campionato già acquisito».
Inevitabilmente l’analisi passa all’intera annata: «E’ stata una stagione particolare con tante cose che sono successe fin dall’inizio. Prima di stasera ci siamo detti che anche questo percorso ci deve lasciare qualcosa, possibilmente di buono. Portiamoci via da questa esperienza di due anni, il fatto che in Superlega ci possiamo stare e lo abbiamo dimostrato. Ma è fondamentale non dare mai nulla per scontato e, per stare qui, non possiamo permetterci troppi errori, da ogni punto di vista. Credo che la differenza la fanno sempre le persone e in questo percorso non siamo stati fortunati».
Il dubbio che rimane a molti è cosa poteva essere fatto in maniera differente: «Sicuramente potevamo fare qualcosa di meglio, con il senno di poi si possono fare tante considerazioni. Ora però è il momento delle analisi e di guardare al futuro. Questa è una società che non ha mai rinunciato a fare altro oltre a guardare la sua punta di diamante. Ci concentriamo su tutti quelli che sono gli impegni di campo ma programmiamo il futuro con grande lucidità e ritrovando necessariamente entusiasmo e sorriso perché una realtà come la nostra vive di questo. Auspicando che questo messaggio venga capito: fare attività in un poto come il nostro, a livelli altissimi non è semplice».
Ma un passaggio è ben chiaro a tutti, con quell’applauso del pubblico di Perugia che ne è assolutamente una conferma: «Il fatto che Grottazzolina abbia una credibilità a livello nazionale anche con squadre che hanno campioni assoluti e budget di ben altre dimensioni significa aver costruito qualcosa di solido che rimane, anche a prescindere dal risultato sportivo».
Il grande tiro alla fune indoor ha celebrato un altro atto tricolore firmato Figest, Federazione Italiana Giochi e Sport Tradizionali, confermando ancora una volta l’altissimo livello tecnico e agonistico del movimento italiano della disciplina. Sul gradino più alto del podio ai Campionati italiani categoria 640 kg, svoltisi a Fermo, salgono i tiratori di casa dell’Asd Cobra Tug of War che, al termine di una sfida intensa e vibrante, si sono laureati campioni bissando i successi già ottenuti in questa stagione come l‘oro nella categoria 600 kg a Morbegno.
La finale ha visto un confronto serratissimo tra le migliori formazioni del panorama nazionale. Alle spalle dei Cobra si è classificata la Polisportiva Bellatores di Monte Urano, protagonista di un’ottima prova che conferma la storica rivalità e l’eccellenza del distretto fermano in questa disciplina. Il terzo gradino del podio è andato alla Lubrensis, compagine campana di Massa Lubrense, che si conferma realtà solida e competitiva ai massimi livelli, mentre la quarta piazza è stata conquistata dai tenaci atleti del Tiro alla fune Valtellina.
Il podio della 640Kg: 1. Asd Cobra (Fermo) – Campioni d’Italia; 2. Bellatores (Monte Urano); 3. Lubrensis (Massa Lubrense); 4. Tiro alla fune Valtellina.
«Questi risultati sono la dimostrazione di quanto il tiro alla fune italiano stia crescendo, non solo nei numeri ma soprattutto nella qualità – spiega Enzo Casadidio, presidente nazionale Figest, che sottolinea – Vedere una finale così combattuta ci rende orgogliosi, specialmente in vista degli imminenti impegni internazionali e del Mondiale 2027 che ospiteremo proprio in Italia. I Cobra hanno dimostrato una forza e una coordinazione straordinarie ma il plauso va a tutte le società che con sacrificio portano avanti i nostri sport tradizionali».
Soddisfazione anche da Catia Luciani, presidente regionale Figest Marche: «È un orgoglio immenso vedere due società marchigiane ai vertici della classifica nazionale. Il successo dei Cobra e il secondo posto dei Bellatores testimoniano come le Marche siano la vera ‘culla’ di questa disciplina. Questo risultato non è frutto del caso, ma di una passione che si tramanda e di un lavoro costante sul territorio che, come Federazione regionale, continueremo a sostenere con ogni risorsa possibile».
All’evento sportivo nazionale, ospitato nel centro sportivo di via Leli a Fermo, hanno preso parte Paolo Calcinaro, già sindaco di Fermo e assessore alla Salute e alle Politiche Sociali della Regione Marche, Alberto Maria Scarfini, assessore allo Sport del Comune di Fermo, Enzo Casadidio, presidente Nazionale Figest, Valeriano Vitellozzi, vice presidente vicario Figest, Catia Luciani, presidente regionale Figest Marche, ed Alfredo Dalle Luche, responsabile tecnico Nazionale Figest Tiro alla fune Indoor.
FERMO – E’ il riscatto del Cobra, che torna nuovamente a fregiarsi del titolo di campione d’Italia.
Grande emozione in Valtellina, nel recente fine settimana, per i Cobra Fermo, la nota compagine di tiro alla fune ha infatti conquistato il titolo italiano nella categoria dei 600 kg. Dopo un anno a digiuno di successi, la squadra del presidente Cristiano Ferrara è dunque tornata sul gradino più alto del podio nazionale della disciplina.
Il percorso per giungere all’ambito tricolore non è stato privo di ostacoli: dopo un avvio incerto nelle qualificazioni (pareggio con i Black Bull e sconfitta contro i Bellatores), i fermani hanno ritrovato compattezza. Grazie al supporto morale del gruppo, ed alla guida tecnica in pedana, i Cobra hanno poi superato con forza la semifinale, per poi battere i Bellatores in una finale combattuta. «Volevamo il titolo con con tutte le nostre forze – ha commentato il coach Luigi Olivieri -. Questa vittoria ci darà la carica giusta per le prossime sfide, continuando il nostro lavoro con grande impegno».
Per il sodalizio sportivo fermano si tratta del titolo nazionale numero 51, primo dell’era Ferrara. Il successo è stato completato nel pomeriggio grazie alla doppietta conquistata nel torneo promozionale dei 510 kg, al termine di una finale tutta interna e dibattuta tra le due formazioni Cobra. Il prossimo appuntamento agonistico è in agenda per il 15 febbraio, nel contesto domestico di Fermo (palestra di via Leti) dovrà troverà luogo la finale della categoria 640 kg.
E’ stata presentata quest’oggi, presso il Parlamentino di Palazzo Li Madou di Ancona, sede della Regione Marche, la 61esima edizione della Tirreno Adriatico Crédit Agricole, in programma dal 9 al 15 marzo.
La Corsa dei Due Mari attraverserà cinque regioni con un percorso variegato che offrirà occasioni ad ogni tipologia di corridore: dalla cronometro individuale di Lido di Camaiore, che aprirà come da recente tradizione la caccia alla Maglia Azzurra, fino alla frazione conclusiva di San Benedetto del Tronto, dove verrà alzato al cielo il Tridente di Nettuno.
Accantonato l’arrivo in salita, che aveva caratterizzato le ultime edizioni, il percorso rimane ricco di insidie, come lo sterrato che chiude la frazione di San Gimignano e i numerosi muri presenti nelle frazioni marchigiane che daranno verosimilmente una conformazione definitiva alla classifica generale. Cresce il dislivello totale: saranno 15.550 i metri complessivi, contro i 14.400 dell’edizione 2025.
TAPPA 6, SAN SEVERINO MARCHE-CAMERINO, 189 KM (che toccherà anche la costa fermana il 15 marzo)
Tappa poco mossa nella prima parte e assolutamente piatta negli ultimi 80 km. Partenza lungo l’Adriatico per entrare lungo la Valle dell’Aso da Pedaso e salire a Montefiore d’Aso. Dopo una breve discesa si raggiunge con l’ultima facile salita Ripatransone. Lunga discesa fino a Grottammare prima di entrare nel circuito di circa 15 km da ripetere 5 volte. Percorso del circuito prevalentemente su strade rettilinee e larghe.
«La Tirreno Adriatico – le dichiarazioni di Francesco Acquaroli, presidente della Regione Marche – è uno degli eventi sportivi più importanti e conosciuti non solo in Italia, ma nel mondo. La Corsa dei Due Mari rappresenta da tanti anni un appuntamento capace di coinvolgere territori, amministrazioni locali e appassionati, diventando uno straordinario strumento di promozione e di valorizzazione della nostra Regione. Per noi lo sport è un veicolo fondamentale a molti livelli, dall’aggregazione alla formazione, fino al contributo che offre alle nuove generazioni. Inoltre, l’agonismo di alto livello ci consente di far conoscere le nostre bellezze a milioni di appassionati in tutto il mondo. Il ciclismo è una delle discipline più seguite a livello globale e la Tirreno Adriatico è una di quelle gare che riesce a connettere persone e territori su scala internazionale. Per noi è un motivo di orgoglio e di onore vedere le nostre strade, i borghi e i paesaggi attraversati da una competizione di così grande prestigio: i sindaci e le comunità locali vivono questo evento con grande partecipazione. Ringraziamo Rcs e tutti coloro che contribuiscono alla sua realizzazione. Il turismo sportivo è una risorsa sempre più rilevante e la Regione continua a investire in questa direzione, come dimostra anche la scelta di Pesaro per ospitare la prima Coppa dei Campioni di calcio a 5 disputata in Italia».
«Con orgoglio – le parole di Tiziano Consoli, assessore allo Sport della Regione Marche – diamo il via al cammino verso la 61esima edizione della Tirreno Adriatico. Per le Marche non è solo una gara di livello mondiale, ma un rito che dal 1966 unisce sport, territorio e bellezza. Anche nel 2026 la Corsa dei Due Mari sarà uno dei cinque pilastri del World Tour in Italia organizzato da Rcs Sport, insieme alle grandi classiche e al Giro d’Italia, confermando le Marche come scenario centrale del grande ciclismo internazionale. Ringrazio Rcs Sport per la fiducia costante nella nostra Regione, testimoniata anche nel 2025, anno straordinario che ha visto le Marche protagoniste con la Tirreno Adriatico, il Giro d’Italia maschile, il Giro d’Italia Women e il Giro-E. Nel 2026 rilanciamo con forza: oltre alla Corsa dei Due Mari, il 16 maggio ospiteremo l’arrivo della tappa Chieti–Fermo del Giro d’Italia. Ma la forza della Tirreno Adriatico risiede soprattutto nella sua capacità di raccontare le Marche al mondo, grazie a una copertura mediatica capace di raggiungere milioni di spettatori. Il territorio marchigiano, con una sinergia tra enti, ha investito 74 milioni di euro nelle ciclovie e nei servizi come quello di noleggio di e-bike per valorizzare il territorio attraverso il ciclismo, un settore che in Italia vale 10 miliardi di euro e genera 89 milioni di presenze. È essenziale unire sport, accoglienza e turismo, anche attraverso l’ospitalità di grandi eventi internazionali».
«Il percorso della 61esima Tirreno Adriatico – il commento di Stefano Allocchio, direttore di Corsa Rcs Sport – nasce dalla volontà di tornare alla tradizione di questa corsa, che negli anni è sempre stata estremamente selettiva anche senza ricorrere all’arrivo in salita. Abbiamo costruito un percorso duro, con tappe che superano 3.500–4.000 metri di dislivello e che richiederanno grande completezza. In questo senso, le Marche rappresentano ancora una volta un elemento centrale della Corsa dei Due Mari, offrendo un contesto ideale per le tappe decisive della gara. Ci aspettiamo una partecipazione di livello mondiale, in linea con la storia di una corsa che ormai è terreno di caccia per corridori che sono protagonisti sui palcoscenici più prestigiosi di tutta la stagione, sia nelle Classiche che nei Grandi Giri».
Roberto Pella, presidente della Lega del Ciclismo Professionistico ha aggiunto: «La Tirreno Adriatico è da sempre un banco di prova fondamentale che mette in evidenza i corridori che puntano alle grandi corse a tappe. Allo stesso tempo rappresenta un passaggio chiave anche per gli uomini da classiche, in vista della Milano-Sanremo, e per chi prepara il Giro d’Italia. Parliamo di una gara di livello Uci WorldTour, capace di richiamare i migliori corridori e le più importanti squadre al mondo: un pregio per l’Italia, che vanta 18 corse tra le prime 100 al mondo. La Regione Marche sarà al centro di un percorso affascinante che prende il via dalla Toscana, confermando come il ciclismo sia uno sport capace di valorizzare i territori e di unire i cittadini in un tifo sano e condiviso. Un ringraziamento e complimenti a Rcs Sport e al presidente Urbano Cairo, che continuano a dare vita a eventi tra i più belli e apprezzati del panorama sportivo mondiale».
Se il 2025 si chiude con un bilancio più che positivo, il 2026 si apre con un doppio riconoscimento e tante emozioni per l’associazione di volontariato Infinitæ, organizzazione fermana di donne per le donne che affrontano una diagnosi di carcinoma mammario, anche grazie all’attività sportiva di dragon boat e altre iniziative di sostegno e condivisione.
Proprio in questi ultimi giorni dell’anno è arrivata la convocazione della Federazione Nazionale Dragon Boat per Silvia Giannini, coach del dragon boat team Infinitæ, e per Eleonora Ciaralli, vicepresidente dell’Odv e atleta della squadra. Entrambe avevano partecipato in novembre a Milano alle selezioni per la formazione della nuova squadra nazionale italiana Bcp, ottenendo tempi e prestazioni tali da guadagnare la maglia azzurra. Grande la commozione delle atlete convocate e di tutta la squadra, che si è stretta intorno alle proprie compagne pronte per questa nuova avventura, che proietta la realtà fermana oltre i confini regionali fino a Monaco.
Inoltre, la capitana del dragon boat team Infinitae Barbara Ferroni è stata scelta come tedofora delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 e sarà tra i protagonisti del passaggio della torcia olimpica nelle Marche.
La capitana del dragon boat team Infinitae correrà i suoi 300 metri il 4 gennaio alle ore 17 a Macerata. Una presenza importante, sia a livello personale che di squadra, perché onora quei valori di solidarietà, amicizia, rispetto, inclusione e condivisione che sono alla base del progetto sportivo (e non solo) dell’Odv Infinitæ fin dalla nascita e che perfettamente sposano la mission del “Movimento delle donne in rosa”.
Sono circa 50 le dragonesse che ad oggi compongono la squadra fermana, una crescita costante dalla sua fondazione che testimonia l’importanza di spazi di confronto e supporto per le donne operate al seno ma anche la forza e la determinazione di quante, dovendo affrontare un profondo cambiamento della propria vita, hanno trovato nello sport uno strumento di condivisione e cura.
Tra gli impegni in calendario per questo 2026 c’è anche la Vogalonga di Venezia che quest’anno a maggio segna la 50esima edizione. Una grande sfida per le atlete di dragon boat che pagaieranno per circa trenta chilometri assieme a decine di altre imbarcazioni tra i canali e nel mare aperto della splendida laguna


























