
Il sindaco Armando Altini
La Faleriense, principale arteria di collegamento della provincia di Fermo, continua a far registrare incidenti con una frequenza quasi quotidiana. Nei giorni scorsi lungo il tratto ricadente nel comune di Falerone, una ragazzina è stata investita, fortunatamente senza gravi conseguenze. Un episodio che ha indotto il sindaco di Falerone, Armando Altini ad esprimere la propria preoccupazione sulla manutenzione delle strade e le perplessità sulla gestione degli interventi di messa in sicurezza delle stesse da parte degli organi competenti.
«Grazie a contributi provenienti dalla partecipazione ad alcuni bandi, e non all’adesione a project financing che avrebbero comportato un elevato indebitamento, abbiamo trasformato l’illuminazione pubblica da sodio a led ottenendo un netto miglioramento della visibilità ed anche un soddisfacente risparmio della spesa pubblica – anticipa il sindaco – considerato, però, che in caso di pioggia la visibilità è normalmente destinata a peggiorare, cercheremo di ottenere altri contributi per ampliare il numero dei pali esistenti e migliorare quindi ulteriormente l’illuminazione specialmente nel centro abitato della frazione Piane».
Il primo cittadino poi passa all’attacco: «In merito agli attraversamenti pedonali comunico che Anas, dopo insistenti e continui solleciti per iscritto e verbali avvenuti per oltre 3 anni, nel 2024 ha provveduto alla sistemazione del manto stradale della Ss 210, ma ha eliminato nel contempo gli attraversamenti pedonali rialzati esistenti che non sono stati ripristinati. Detti attraversamenti, però, non debbono essere intesi come dei rallentatori di velocità ma come una maggiore sicurezza per chi li attraversa. Al riguardo preciso che la Provincia di Fermo autorizza nelle proprie strade questi attraversamenti in zone densamente popolate e più pericolose per i pedoni».

Altini tocca poi il tasto dolente riguardante le rotatorie, più volte invocate negli ultimi decenni dai vari sindaci del territorio, ma mai realizzate.
«Nel lontano 2017 avevamo elaborato un progetto per la realizzazione della rotatoria tra la Ss 210 e l’innesto di via Spineto, che avrebbe sicuramente disciplinato e rallentato la velocità dei veicoli lungo il rettilineo che attraversa il centro abitato di Piane. Da uno studio effettuato pochi anni fa, è stato rilevato che quotidianamente il tratto di strada è attraversato da oltre 40mila auto, ad una velocità superiore ai 70km orari – afferma il sindaco – all’epoca la strada statale era gestita dalla Provincia di Fermo che aveva provveduto ad autorizzare la rotatoria e a convocare una conferenza dei servizi raccogliendo tutti i pareri favorevoli per la realizzazione dell’opera. Dopo pochi mesi la gestione della S.S 210 è stata affidata all’Anas, la quale ha invece bloccato il progetto. Nel corso degli anni mi sono recato più volte presso Anas Ancona per rappresentare ai diversi direttori, avvicendatisi nel tempo, la vitale necessità di una rotatoria all’intersezione. Ogni tentativo purtroppo ha avuto sempre un esito negativo. Recentemente ho avuto un nuovo incontro con l’attuale direttore di Anas e successivamente con l’assessore alle infrastrutture della Regione Marche, per ribadire la vitale importanza che riveste l’intersezione stradale soprattutto per la sicurezza stante il fatto che nella zona è in corso di realizzazione il completamento del polo scolastico che prevede la presenza di oltre 300 alunni (costruzione delle nuove scuole dell’infanzia ed elementare oltre alla nuova scuola media), un supermercato, numerose attività commerciali ed un insediamento abitativo molto elevato. Al riguardo occorre mettere in giusta evidenza che Anas, come generalmente avviene, non deve finanziare l’opera in quanto abbiamo ottenuto un adeguato contributo sia per la nuova progettazione che per la realizzazione dell’intera infrastruttura. In merito agli incidenti avvenuti e ai numerosi investimenti dei pedoni, occorre però sottilineare che gli automobilisti non osservano affatto il codice della strada, il limite massimo di velocità all’interno del centro abitato e, soprattutto, non rispettano i pedoni nell’attraversamento delle strisce pedonali».
«Recentemente – conclude il primo cittadino – è stata inviata dal sottoscritto e dai sindaci di Monte Vidon Corrado, Montappone e Massa Fermana una richiesta di finanziamento alla Regione Marche per la realizzazione di una rotatoria, all’intersezione della S.S. 210 con la strada Provinciale Vallemarina, e per la sistemazione della strada provinciale Valle Marina la quale è fortemente dissestata e molto pericolosa, speriamo venga accolta».
Un convegno a Porto San Giorgio per tornare a discutere della A14 e dei sui problemi.
“L’Italia si ferma nelle Marche Sud. Approfondimenti sulla mobilità autostradale“. È, infatti, il titolo dell’evento promosso dalla Fondazione San Giacomo della Marca e dal Comitato Arretramento A14 e FS Marche Sud. Si terrà a Porto San Giorgio, giovedì 5 marzo alle ore 17,45, al teatro comunale.
Sono stati invitati a discuterne quattro personaggi di ambiti significativi: Roberta Crialesi e Silvia Bruzzone, dirigenti di Ricerca dell’Istat, Gilberto Pambianchi, docente di Geomorfologia presso l’Università di Camerino, e Giorgio Passerini, docente di Fisica Tecnica Ambientale all’Università Politecnica delle Marche.
L’apertura dei lavori è affidata a Massimo Valentini, presidente della Fondazione san Giacomo della Marca.
«Da diversi anni il Comitato solleva il caso della A14 sottolineando l’urgenza di una presa di coscienza da parte delle istituzioni per un intervento che sani i pericoli e i disagi sempre più accentuati sul tratto autostradale che da Porto Sant’Elpidio porta a San Benedetto del Tronto. Il Comitato ha inoltre ribadito, dando la parola ad esperti e docenti universitari, anche – fanno sapere gli organizzatori del convegno – il pericolo di dissesto delle colline prospicienti qualora si scelga di procedere con la realizzazione della terza corsia».
Il Comitato fa notare che «l’attuale tracciato dell’A14 lungo la costa sud delle Marche è l’emblema di interessi particolari che hanno prevalso sul bene comune. Oggi, il progetto di potenziamento proposto da ASPI (costo stimato: 5 miliardi di euro) e fatto proprio al momento dalla Regione e quindi dal Governo, rischia di essere un rimedio peggiore del male. Inoltre, le criticità insostenibili sono sulla sicurezza stradale: dieci anni di lavori per la terza corsia tra Porto Sant’Elpidio e Pedaso, in un tratto molto pericoloso e già martoriato da 8 anni di cantieri, significherebbero un innalzamento inaccettabile del rischio di incidenti e vittime. Ma anche sul dissesto Idrogeologico: il Pai (Piano di Assetto Idrogeologico) certifica un grave rischio frane proprio lungo il tracciato previsto. Vogliamo davvero ignorare i dati come fatto a Niscemi?». Il Comitato segnala anche criticità «sull’inquinamento e ambiente: concentrare ulteriormente il traffico sulla costa aggrava i livelli di inquinamento già critici, ignorando la necessità di decongestionare il litorale» e infine quelle su un «isolamento dell’Entroterra: la Pedemontana, pur necessaria, non risolve il drammatico spopolamento delle aree interne, che restano prive di collegamenti rapidi con le arterie primarie».


