La Fp Cgil di Fermo guarda con interesse alle dichiarazioni dell’assessore alla sanità Paolo Calcinaro relative all’imminente definizione del nuovo piano del fabbisogno sanitario e all’annunciato confronto con le parti sociali proprio sul tema dei posti disponibili nelle Rsa e nei centri per le demenze.
In merito a tale argomento, si ritiene necessario richiamare l’attenzione dell’assessore su una criticità che da tempo viene segnalata nel territorio fermano e non solo: l’inserimento di anziani non autosufficienti presso strutture autorizzate esclusivamente per l’accoglienza di persone autosufficienti, in particolare in Case di Riposo.
L’accesso ai servizi per la non autosufficienza avviene a seguito di valutazione multidimensionale da parte delle Uvi, che dovrebbero evitare l’assegnazione di determinati soggetti in strutture con standard assistenziali e organizzativi non adeguati, prevedendo altresì specifiche procedure di rivalutazione in caso di mutamento delle condizioni cliniche. Troppo spesso si registrano invece, all’interno delle strutture del territorio, situazioni emergenziali ben oltre i limiti previsti dalle normative.
Questi inserimenti impropri hanno conseguenze pesanti sia sulla qualità della vita e sulla sicurezza delle persone più fragili, sia sul piano delle condizioni di lavoro del personale, che si trova a gestire bisogni assistenziali complessi in assenza di adeguate dotazioni organiche, profili professionali e standard previsti per la non autosufficienza.
La Fp Cgil di Fermo invita pertanto l’assessore e la Regione Marche a considerare con particolare attenzione questo aspetto all’interno del nuovo piano del fabbisogno, affinché l’ampliamento dei posti disponibili si accompagni al rispetto delle regole, e soprattutto della dignità delle persone e del lavoro. La Fp Cgil di Fermo si riserva inoltre di segnalare tali gravi situazioni agli organi competenti, per le opportune verifiche.
Sulla sanità, nello specifico sui reparti di Pronto soccorso, interviene anche il consigliere regionale del Pd, Fabrizio Cesetti, con una nota stampa:
«La situazione dei pronto soccorso marchigiani, già drammaticamente degenerata negli ultimi cinque, è arrivata ormai a una situazione insostenibile. È sotto gli occhi di tutti come queste strutture, nonostante l’abnegazione e il senso di responsabilità del personale sanitario, non riescono più a garantire pienamente un servizio tempestivo, adeguato e di qualità, e quindi il diritto alla salute come sancito dalla nostra Costituzione. Non si tratta di supposizioni, ma di una tragica realtà fotografata ormai quasi quotidianamente dalle pagine di cronaca. Basti pensare all’ospedale di Fermo, dove nei primi giorni di gennaio è stata ripetutamente segnalata una situazione indecente, con il triage mai libero e un afflusso continuo di utenti costretti a tempi di attesa inaccettabili che mettono in pericolo la salute stessa delle persone. Tuttavia il collasso non riguarda solo un territorio, ma l’intera regione: a Macerata, per esempio, è stata la stessa Ast a evidenziare non solo la difficoltà di coprire tutti i turni richiesti, ma anche di poterlo fare con le professionalità necessarie. E ciò impone anche di accertare la regolarità della gara espletata per l’assegnazione del servizio. Inoltre, da molti comuni, sono pervenute continue segnalazioni riguardanti la mancanza della guardia medica durante le feste. Questo è il risultato fallimentare della politica sanitaria portata avanti per cinque anni dalla giunta regionale di centrodestra, che ha aggravato i problemi della sanità pubblica, a partire dal massiccio ricorso ai medici “gettonisti” per far fronte alla grave carenza di personale. Ciò che è più preoccupante, però, è che almeno per il momento non registriamo una volontà di rivedere i tanti errori compiuti; la parola d’ordine del presidente Acquaroli e dei nuovi assessori sembra essere continuità».
Fabrizio Cesetti, che a tal proposito ha presentato un’interrogazione a risposta immediata per sollecitare provvedimenti immediati volti ad assicurare il regolare funzionamento del sistema di emergenza-urgenza degli Enti del Servizio sanitario regionale.
«Anzi – continua Cesetti – a distanza di tre mesi dall’insediamento della nuova giunta regionale il quadro generale è persino peggiorato. Se, infatti, con l’ex assessore Saltamartini, nella pur molto insufficiente gestione della sanità pubblica, si poteva scorgere qualche sforzo per dare risposte ai cittadini, oggi vediamo che a farla da padrone è solo la mera propaganda fine a sé stessa. Di fatto, anziché produrre provvedimenti effettivi, la giunta regionale si sta abbandonando a una politica fatta di annunci a cui non seguono mai atti concreti. Ma attenzione: se non si adottano immediati provvedimenti correttivi, si espone il Servizio sanitario regionale a responsabilità civili, erariali ed anche di ordine penale. E ciò vale sia per quanti hanno la responsabilità di indirizzo e controllo, sia per coloro che hanno la responsabilità della gestione e del conseguimento degli obiettivi»
Sulla A14 Bologna-Taranto è prevista una chiusura notturna del tratto compreso tra Pedaso e Grottammare, in entrambe le direzioni di marcia, Pescara/Bari e Ancona/Bologna. Il provvedimento scatterà dalle ore 22 di lunedì 12 gennaio fino alle 6 di martedì 13 gennaio.
La chiusura si rende necessaria per consentire attività di ispezione, finiture e collaudi nell’ambito dei lavori previsti dal piano di interventi ai sensi del D.lgs 264/06, finalizzati al potenziamento degli impianti di sicurezza delle gallerie.
Durante l’interruzione del traffico non saranno raggiungibili le aree di servizio “Piceno ovest”, in direzione Pescara/Bari, e “Piceno est”, verso Ancona/Bologna. Inoltre, dalle 18 di lunedì 12 fino alle 6 di martedì 13 gennaio, all’interno delle stesse aree di servizio sarà istituito il divieto di sosta.
Autostrade per l’Italia consiglia i seguenti percorsi alternativi:
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Verso Pescara/Bari: uscita obbligatoria alla stazione di Pedaso, proseguire in direzione SS16 Pescara-Ancona, immettersi sulla SS16 verso Pescara e rientrare in A14 alla stazione di Grottammare.
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Verso Ancona/Bologna: uscita obbligatoria alla stazione di Grottammare, seguire la direzione SS16 Pescara-Ancona, immettersi sulla SS16 verso Ancona e rientrare in A14 alla stazione di Pedaso.
Sempre da Autostrade: «Si raccomanda agli automobilisti di prestare attenzione alla segnaletica e di pianificare per tempo gli spostamenti».
Rispetto a quanto approvato dall’Unione Europea pochi giorni fa in tema di agricoltura, la Cia Marche esprime soddisfazione per la modifica del bilancio europeo a favore dell’agricoltura e del territorio, annunciata dal Commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli (clicca qui), che riconosce il valore strategico del settore agricolo per l’Appennino centrale.
Un risultato che va nella direzione auspicata da tempo dalla Confederazione e che rafforza l’attenzione verso quei territori interni che, soprattutto dopo il sisma, hanno bisogno di politiche concrete e continuative per sostenere le imprese e le comunità locali.
«Accogliamo con favore quanto annunciato dal Commissario Castelli – sottolinea il presidente di Cia Marche, Alessandro Taddei – perché rappresenta un segnale importante per le aree interne, nelle quali la nostra organizzazione è da sempre impegnata. L’agricoltura non è solo un settore economico, ma un presidio fondamentale per il territorio, la coesione sociale e la tutela del paesaggio».
Cia Marche ricorda come, negli anni, abbia costantemente lavorato al fianco delle aziende agricole delle zone montane e collinari, sostenendo il diritto a un reddito equo per chi vive e opera in contesti complessi, spesso penalizzati da carenze infrastrutturali e da eccessi burocratici.
«Il riconoscimento del ruolo degli agricoltori dell’Appennino – prosegue Taddei – va nella direzione che abbiamo sempre indicato: senza chi presidia e cura il territorio non può esserci ricostruzione né sviluppo. Per questo è fondamentale che alle risorse annunciate seguano azioni coordinate con le Regioni, capaci di tradursi in opportunità reali per le imprese e per le comunità locali».
Cia Marche ribadisce infine il proprio impegno a continuare il lavoro di rappresentanza e proposta, affinché le aree interne non restino ai margini delle politiche di sviluppo, ma diventino uno dei pilastri su cui costruire il futuro economico e sociale della regione.
Si è svolto a fine dicembre l’Incontro degli Auguri, appuntamento annuale dedicato alle persone della Cassa di Risparmio di Fermo, che ha riunito gli Amministratori della Banca e della Fondazione, il personale e i pensionati dell’Istituto.
Il Presidente di Carifermo S.p.A. Alberto Palma e il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo Giorgio Girotti Pucci hanno rivolto il loro saluto ai numerosi partecipanti, sottolineando il valore dell’incontro come momento di condivisione e riconoscimento del percorso comune.
Il Direttore Generale Ermanno Traini è intervenuto con un focus sul contesto economico, offrendo una lettura sul piano nazionale e regionale, evidenziando il ruolo del credito locale nel sostenere famiglie e imprese in una fase di trasformazione complessa ma ricca di opportunità.
Il Direttore Generale ha quindi ripercorso i momenti più significativi dell’anno, richiamando «l’impegno della Banca sui temi più sfidanti, a partire dall’innovazione, dalla sicurezza informatica e dalla sostenibilità, ribadendo al contempo la centralità della relazione umana come elemento distintivo dell’azione di Carifermo». Ha inoltre ricordato «i riconoscimenti ottenuti nel 2025 e le scelte strategiche che hanno accompagnato i risultati conseguiti, confermando la solidità del percorso intrapreso. Nel presentare i principali progetti in programma per il 2026, ha ribadito con determinazione il ruolo di Carifermo quale Banca del territorio da 169 anni, profondamente radicata nella comunità di riferimento».
È stata anche l’occasione per valorizzare il lavoro svolto dalle Agenzie e dalla Direzione nel corso dell’anno, contribuendo in maniera determinante ai risultati raggiunti dall’Istituto. Come tradizione, durante la serata, particolarmente sentita e partecipata, sono stati anche salutati i colleghi che hanno raggiunto il traguardo della pensione nell’ultimo anno.
«Dopo tre mesi dalla sonora bocciatura da parte dei marchigiani, il candidato sconfitto Matteo Ricci interrompe il silenzio e torna nelle Marche proponendo il solito copione a base di mera demagogia. Se questo è il tenore del contributo che intende dare alle Marche, è meglio che resti dove lo hanno rispedito i marchigiani, a Bruxelles». Queste le dichiarazioni del capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale Andrea Putzu, in replica alle recenti affermazioni di Matteo Ricci e dei consiglieri di opposizione.
«Ricci accusa la Regione di immobilismo e propaganda, ma intanto nelle Marche si investe davvero – sottolinea Putzu – Dopo aver raccontato in campagna elettorale che la Zes non esisteva ora finalmente la riconosce arrivando addirittura a raccontare favole su “discriminazioni” e assenza di risorse, ignorando volutamente che le imprese stanno già presentando centinaia di domande e muovendo milioni di euro: in soli 15 giorni presentate domande per che hanno attivato investimenti complessivi pari a 69,8 milioni di euro. Quando i numeri non piacciono, si fa finta che non esistano. Sulla sanità il copione è lo stesso con toni apocalittici e zero onestà intellettuale. Parlare di sistema “devastato” dopo anni di gestione fallimentare della sinistra è quantomeno surreale».
«La Giunta Acquaroli sta mettendo ordine dove altri hanno lasciato macerie, con investimenti, assunzioni e cantieri veri, non facciate elettorali buone solo per le foto. Il nuovo ospedale di Fermo e l’Inrca procedono, nonostante qualcuno continui a tifare per il fallimento pur di avere un titolo sui giornali. Ma governare non è fare sceneggiate, bensì è lavorare, giorno dopo giorno, anche lontano dai riflettori. Ricci dice che la Giunta «si accontenta». Per inciso, la Regione Marche è impegnata su più fronti per rafforzare i servizi sanitari, assistere le fasce più deboli e sostenere i giovani con incentivi e opportunità formative e lavorative. Parlare di «insufficienza» senza riconoscere i progressi è più un esercizio di stile che di politica responsabile. Le Marche non sono un terreno di protesta permanente – conclude il capogruppo – e le idee si giudicano dai fatti, non dagli slogan. E i marchigiani sanno distinguere chi lavora da chi parla».
https://cronachefermane.jef.it/2026/01/07/ricci-nessuno-slancio-dallacquaroli-bis-noi-unopposizione-costruttiva-e-per-lalternativa/738754/
La Commissione Europea, su spinta del governo italiano, modifica il bilancio a favore dell’agricoltura e del territorio.
Un risultato positivo secondo il commissario alla ricostruzione Guido Castelli: «Importante risultato per gli interessi dell’Italia e dell’Appennino centrale che da fiducia all’impegno per la ricostruzione».
«L’approccio pragmatico e non ideologico del nostro Governo porta a risultati concreti per l’economia dell’Appennino centrale; – dichiara Guido Castelli Commissario alla ricostruzione sisma 2016 – il gioco di squadra della maggioranza con il Presidente Meloni, il Commissario Fitto e il Ministro Lollobrigida ha ottenuto una significativa modifica al bilancio europeo restituendo dignità ai nostri agricoltori scongiurando i tagli previsti, anzi, ottenendo ulteriori 10 miliardi in più all’agricoltura italiana».
«Per l’area sisma dell’Appennino centrale assicurare un reddito giusto a chi presiede e cura il territorio rappresenta una condizione imprescindibile per ricostruire il futuro del cratere – continua Castelli – dopo essere riusciti a superare i vincoli burocratici per le nostre imprese, il nostro Governo riesce a evitare i tagli a un settore strategico per il nostro
territorio come l’agricoltura».
«Insieme alle Regioni dobbiamo dare seguito a questo straordinario risultato che vede finalmente il riconoscimento degli interessi dell’Italia in Europa – conclude Castelli – ora è necessaria un’azione coordinata per cogliere al meglio questa opportunità per creare le
migliori condizioni di vita e lavoro sui nostri territori».
Prosegue il lavoro delle squadre dei Vigili del fuoco per l’ondata di maltempo che sta interessando le Marche, e dunque anche il Fermano. Dalle ore 18 di ieri alle 6 di questa mattina sono stati effettuati circa 140 interventi.
La provincia di Pesaro Urbino è quella con il maggior numero di interventi da espletare; dalle altre province marchigiane arriverà in mattinata personale in rinforzo per far fronte a tutte le richieste pervenute. Dalle 18 di ieri all'alba di oggi nel Fermano i vigili del fuoco sono stati chiamati a dare risposta a 11 interventi.
https://cronachefermane.jef.it/2026/01/06/epifania-con-la-neve-nel-fermano-spazzaneve-in-azione-in-vari-comuni-le-foto/738500/
di Roberto Cruciani
*** aggiornamento delle 18 ***
La notizia delle ultime ore è la chiusura delle scuole per la giornata di domani in diversi Comuni del Fermano: a Fermo, Montegiorgio, Smerillo, Amandola, Monte Vidon Corrado, Montefortino, Montelparo, Monte Vidon Combatte, Monsampietro Morico, Monte Urano, Montottone, Grottazzolina, Torre San Patrizio, Ponzano di Fermo, Ortezzano, Petritoli, Monterubbiano, Servigliano e Montappone (a Santa Vittoria in Matenano già disposta la chiusura per verifiche post-sisma).
Comunicazioni arrivate nel corso del pomeriggio, da parte delle varie amministrazioni comunali. Si attendono ora eventuali novità in merito agli altri Comuni.
Sul fronte sicurezza, tanti disagi al traffico ma nessuna situazione al limite. A Montelparo è precipitata una pianta, alle porte del paese, che ha bloccato la strada provinciale di accesso al centro abitato arrivando da Monteleone: difficoltà in alcune strade comunali. Problemi anche lungo la strada Mezzina con alcune auto bloccate in mezzo alla carreggiata.
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Pomeriggio dell’Epifania in “bianco” per la provincia di Fermo con la coltre di neve, come da previsioni, ampiamente rispettate, che ha iniziata a scendere in tarda mattinata su gran parte del territorio fermano. Subito imbiancate le zone dell’entroterra, da Smerillo ad Amandola fino a Montefortino, con la neve che ha raggiunto ben presto la zona collinare. Al momento non si segnalano problemi alla circolazione stradale nelle zone interne anche se si raccomanda la massima prudenza per chi si mette alla guida. Fino alla zona collinare tetti e strade imbiancati con le previsioni che parlano di fenomeni nevosi fino al tardo pomeriggio, prima serata di oggi e che non dovrebbe compromettere il ritorno alla normale attività a partire dalla giornata di domani.
Neve che inizia a scendere in maniera importante anche a Montegranaro e Fermo, con strade imbiancate nei paesi: lungo la strada provinciale 239 invece al momento circolazione che scorre abbastanza tranquillamente. In azione anche in collina gli spazzaneve: il rischio è l’abbassamento della temperatura anche sotto lo zero previsto in serata e nella notte.
(articolo in aggiornamento)
Le mele autoctone del Piceno e del Fermano rappresentano un patrimonio agricolo, culturale e identitario ancora poco conosciuto dal grande pubblico, ma capace di suscitare interesse crescente tra consumatori attenti alla qualità, alla stagionalità e alla sostenibilità. Varietà antiche, sapori fuori dagli standard e una lunga capacità di conservazione le rendono prodotti unici, che raccontano la storia delle aree interne marchigiane.
Ne abbiamo parlato con Stefano Galli, agronomo e produttore, che da anni studia e coltiva queste mele, evidenziandone peculiarità e criticità.
Quali sono le mele autoctone del Piceno e del Fermano?
«Le mele autoctone e tradizionali del Piceno e del Fermano sono diverse: fra le più note abbiamo la Mela Rosa, Mela Cerina, la Muso di Bue e molte altre che sono meno conosciute ma molto interessanti».
Quali caratteristiche presentano?
«La loro caratteristica comune è che esulano dalla classica distinzione conosciuta sul mercato, fra croccante/farinoso e acido/non acido. Sono mele che hanno sapori e consistenze diversi, eccentrici, spesso non riconducibili a qualcosa di conosciuto.
Sono mele che non degradano con il passare del tempo ma cambiano ed evolvono nel colore e nel sapore. Poco adatte a chi ama i sapori standard. Soprattutto sono delle mele che si conservano a lungo (fino ad aprile spesso) senza bisogno di frigo conservazione. Richiamo spesso l’attenzione su questo punto visto che oggi il cittadino è attento anche a questi aspetti».

Alcune delle mele autoctone del Piceno e del Fermano
Quali riscuotono più successo sul mercato?
«Mela Rosa e Gelata la fanno da padrone ma in realtà quando il consumatore assaggia anche le più improbabili o le meno conosciute tipo la Mela Ruzza o la Rosa in Pietra, poi non le molla più. Sono prodotti che incuriosiscono e sorprendono. Molto è legato anche alla loro capacità di evocare la nostalgia.
Mi piace ricordare quando gli emigrati italiani portavano con loro oggetti o ricordi della loro terra natale. I tanti che dalle zone interne del Piceno e del Fermano si sono spostati verso la costa o verso altre località, portavano con loro il ricordo fisso delle Mele Rosa, delle ceste con la paglia e le piante di acero sulle quali venivano conservate».
Quali sono le criticità nella coltivazione e produzione?
«Le criticità sono molte: la più importante è che in realtà la volontà politica di valorizzazione del prodotto non si traduce in un’azione sinergica fra i vari attori del processo.
Il risultato è che la volontà resta tale e non si traduce in una realizzazione di impianti che impattino effettivamente il mercato. Insomma: la Mela Rosa dei Sibillini resta nella dimensione onirica. Il che, dal punto di vista commerciale, ha una sua validità se poi il sogno diventa realtà. Se il sogno resta tale per troppo tempo, il cittadino si sente preso in giro».
Nella pratica: «Non abbiamo materiale vivaistico certificato. Non abbiamo infrastrutture irrigue dove queste mele danno il meglio. Non abbiamo campi sperimentali in cui si studi l’interazione fra terreno, localizzazione, portainnesto, biotipo e forma di allevamento. Non abbiamo protocolli di coltivazione comuni e accettati. E non abbiamo (cosa più importante) strumenti che possano incrociare la volontà delle imprese che posseggono competenze con la disponibilità di terra adatta alla coltivazione della Mela Rosa».
Mattinata complicata oggi, 5 gennaio, sul tratto piceno e fermano dell’autostrada A14. Complice il rientro dalle festività natalizie, il traffico prefestivo e la circolazione di numerosi mezzi pesanti nonostante la giornata feriale, si sono verificati tre incidenti che hanno causato rallentamenti e lunghe code. Fortunatamente, non si registrano feriti.
Il primo sinistro è avvenuto in carreggiata sud, tra Pedaso e Grottammare, dove si è verificato un tamponamento che ha coinvolto più veicoli.
Poco dopo, in carreggiata nord, un secondo incidente autonomo ha interessato un mezzo il cui conducente ha perso il controllo del veicolo nel tratto compreso tra Pedaso e Porto San Giorgio.
Il terzo episodio si è verificato intorno alle 13.30: una giovane di 25 anni, probabilmente a causa di un colpo di sonno, ha inforcato il guard rail che separa l’ingresso dei mezzi pesanti e delle auto nell’area di servizio Piceno Est.
L’auto è rimasta semidistrutta, ma la conducente è uscita illesa e ha rifiutato il trasporto in ospedale dopo l’intervento dell’ambulanza della Potes 118 di San Benedetto del Tronto.
Sul posto sono intervenuti, oltre al personale sanitario del 118 e alla Polizia Autostradale di Porto San Giorgio, anche i Vigili del fuoco del distaccamento di San Benedetto, per la messa in sicurezza dell’area.




































