Il cuore di Montegranaro, il prossimo 22 marzo, tornerà a riempirsi di colori, profumi e tradizioni con la Fiera di San Giuseppe, uno degli appuntamenti più attesi della primavera.
Promossa dal Comune di Montegranaro – Servizio Commercio, la manifestazione rappresenta un importante momento di incontro, di valorizzazione del territorio e di riscoperta delle radici locali, capace ogni anno di attrarre visitatori da tutta la regione.
«Per un’intera giornata, dalle 8 alle 19, le vie del centro – rimarcano dal Comune – si trasformeranno in un grande spazio di festa, ospitando bancarelle di ogni genere, stand di artigianato creativo, hobbistica, oggettistica e prodotti tipici. Non mancheranno i banchi gastronomici con golosità del territorio e il mercatino di Campagna Amica, dove scoprire e acquistare le eccellenze agricole locali, espressione autentica della qualità marchigiana. Ad arricchire l’edizione 2026, anche l’attesa esposizione di auto d’epoca, un’occasione per appassionati e curiosi di ammirare da vicino modelli che hanno fatto la storia dei motori. Grande attenzione sarà riservata alle famiglie e ai bambini: presso l’Anfiteatro largo Conti, dalle 15 alle 19, arriverà il Ludobus, con giochi, animazioni e attività ludiche pensate per regalare momenti di spensieratezza e divertimento ai più piccoli. Durante la giornata sarà possibile anche visitare la Torre Civica, simbolo della città, aperta al pubblico a cura dell’Associazione Città Vecchia, con orari 9,30–12,30 e 15–17,30 in Corso Matteotti. La Fiera di San Giuseppe si conferma dunque come un evento che unisce tradizione, commercio e comunità, offrendo a cittadini e visitatori un’esperienza viva, autentica e piena di energia, nel segno della convivialità».
In occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari, la Regione Marche ha promosso un momento di confronto e approfondimento dedicato alla sicurezza dei professionisti della sanità e alla prevenzione degli episodi di aggressione nei luoghi di cura.
L’iniziativa si è svolta ieri, 12 marzo 2026, coinvolgendo i referenti del rischio clinico degli enti del Servizio Sanitario Regionale, componenti del Centro Regionale per la Gestione del Rischio Clinico (CeRGeRS), riuniti in una sessione regionale coordinata dall’Agenzia Regionale Sanitaria attraverso una piattaforma virtuale condivisa.
«La violenza nei confronti degli operatori sanitari rappresenta un fenomeno complesso e in progressivo aumento – spiega l’assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro – con rilevanti ricadute sul benessere psico-fisico del personale, sull’organizzazione dei servizi e sulla qualità della relazione di cura. In questa prospettiva, la prevenzione degli episodi di aggressione richiede un approccio sistemico che integri la valutazione del rischio nei processi organizzativi, nella gestione delle risorse umane e nei programmi formativi rivolti agli operatori».
Nel corso della mattinata sono stati presentati i dati dell’Osservatorio regionale sulla violenza nei confronti degli operatori sanitari, insieme ai contributi di esperti provenienti dagli enti del Servizio Sanitario Regionale. Gli interventi hanno affrontato diversi aspetti del fenomeno, tra cui l’analisi del rischio, i profili medico-legali, le strategie organizzative e l’utilizzo delle tecniche di de-escalation nella gestione dei comportamenti aggressivi.
In linea con l’andamento nazionale, i dati dell’Osservatorio Regionale mostrano che nel 2025 sono stati coinvolti in episodi di violenza complessivamente 397 operatori sanitari. Le aggressioni interessano prevalentemente operatrici sanitarie di sesso femminile (69,5%) e colpiscono soprattutto il personale infermieristico, che rappresenta il 72% degli operatori coinvolti. Nella maggior parte dei casi si tratta di aggressioni verbali (71%), mentre nel 67% degli episodi l’autore dell’aggressione è il paziente.
I contributi presentati hanno offerto una lettura articolata del fenomeno, evidenziando la necessità di sviluppare strategie integrate di prevenzione che coinvolgano gli ambiti organizzativi, formativi, clinici e culturali. La prevenzione della violenza non può limitarsi alla gestione degli episodi quando si verificano, ma deve tradursi nella costruzione di contesti di lavoro più sicuri, nel rafforzamento delle competenze degli operatori e nella promozione di una cultura diffusa del rispetto e della sicurezza nei luoghi di cura.
«In questo quadro – afferma Calcinaro – il lavoro avviato dalla Regione Marche, attraverso le attività del CeRGeRS, insieme ai referenti del rischio clinico e alle Direzioni degli Enti del Servizio sanitario regionale, rappresenta un passo importante verso una visione condivisa e coordinata del fenomeno. Il rafforzamento della rete regionale e delle azioni di governance del rischio consentirà di trasformare le evidenze emerse e le esperienze maturate in interventi concreti di prevenzione e miglioramento organizzativo. A questo si aggiunge il recente intervento concreto riguardo le indennità economiche previste per gli operatori di Pronto Soccorso, i più esposti al rischio di aggressioni».
L’iniziativa ha rappresentato un importante momento di confronto tra istituzioni e professionisti, finalizzato a consolidare le strategie di prevenzione e a promuovere ambienti di lavoro più sicuri per il personale sanitario e socio-sanitario, nella consapevolezza che tutelare chi lavora nella sanità significa proteggere l’intero sistema di cura e garantire condizioni adeguate per un’assistenza di qualità ai cittadini.
Mettersi al servizio degli altri per scoprire il proprio potenziale: è questo il cuore della nuova chiamata per il Servizio Civile Universale lanciata dalla cooperativa sociale Nuova Ricerca Agenzia Res. Un’opportunità dedicata ai giovani tra i 18 e i 28 anni che desiderano trasformare il proprio tempo in un gesto concreto di solidarietà e in un’importante tappa di crescita professionale.
Partecipare ai progetti di Nuova Ricerca Agenzia Res significa dedicare un anno alle persone che abitano le diverse comunità del nostro territorio. Un’esperienza formativa sia sul piano lavorativo che personale, accompagnata e facilitata da operatori esperti che da anni sostengono i più fragili, educano i più piccoli e costruiscono percorsi di integrazione. È un viaggio umano profondo, capace di unire l’entusiasmo dei giovani all’esperienza di chi lavora nel sociale ogni giorno.
Sono tre i progetti a cui si può aderire per 13 posti in totale con sedi a Fermo, Capparuccia di Fermo, Porto San Giorgio e Servigliano.
i 13 giovani che entreranno a far parte del progetto, percepiranno un contributo mensile di 519,47 euro per l’impegno profuso. Inoltre avranno la possibilità di maturare un anno di apprendimento sul campo, con il riconoscimento di crediti formativi e competenze certificate, spendibili nel mondo del lavoro. La possibilità di tessere relazioni umane autentiche e di scoprire le proprie attitudini e per finire, la riserva del 15% dei posti nei concorsi pubblici per chi completa l’anno di servizio.
La Cooperativa crede fermamente nel potere dello scambio tra generazioni: «Il Servizio Civile non è solo un anno di attività, ma un’esperienza sociale e lavorativa che lascia il segno – dichiarano i referenti di Nuova Ricerca Agenzia Res – scegliere di dedicarsi agli altri in un momento così delicato della vita significa investire sulla propria identità. Per noi, accogliere i giovani significa ricevere nuova energia e, allo stesso tempo, offrire loro gli strumenti per diventare professionisti consapevoli e cittadini attivi, capaci di guardare al futuro con empatia e competenza».
Tutti i giovani interessati possono presentare la propria domanda esclusivamente online tramite la piattaforma Dol. La cooperativa è a disposizione per accompagnare i candidati nella scelta del progetto più vicino alle loro passioni e inclinazioni.
Per maggiori informazioni, visitare il sito web o scrivere a email: info@coopres.it – Telefono: 0734 633280
«A oggi la credibilità della Rete Oncologica Regionale delle Marche, una vera e propria eccellenza della nostra regione, risulta compromessa dalla decisione presa dalla giunta regionale con un vero e proprio blitz lo scorso 31 dicembre. Le figure e il metodo utilizzato per nominarne il Coordinamento, infatti, sollevano gravi preoccupazioni anche sull’efficacia di un organismo strategico per la cura dei pazienti oncologici».
A dirlo, con una nota stampa, è il consigliere regionale Fabrizio Cesetti, che, dopo aver partecipato ieri alla Commissione consiliare “Sanità e Politiche sociali” dove è stata posta la questione, ha presentato un’interrogazione sottoscritta da tutti i gruppi di opposizione per evidenziare «i rischi che potrebbero compromettere la governance clinica di una rete fondamentale per chi affronta patologie tumorali».
«Alla guida del Coordinamento – spiega Cesetti – è stato collocato un dirigente privo di specifica competenza specialistica in oncologia, mentre tale funzione richiederebbe qualifiche altamente specialistiche e comprovata esperienza. Non sono inoltre stati esplicitati i criteri tecnico-scientifici adottati per le nomine, né i requisiti minimi richiesti. La composizione dello stesso Coordinamento evidenzia poi una prevalenza di profili amministrativi rispetto a figure cliniche specialistiche, in contrasto con il Piano Oncologico Nazionale 2023-2027 che pone al centro la governance clinica qualificata. Ancora più allarmante è la previsione di supplenti con profili eterogenei, senza garanzie di continuità tecnico-scientifica».
L’esponente dem sottolinea come nella giunta affiorino «serie crepe sugli indirizzi di politica sanitaria. Quando l’assessore sostiene con dichiarazioni alla stampa che tempo addietro egli avrebbe agito in maniera diversa non critica il suo predecessore Saltamartini, ma il presidente Acquaroli, che resta il titolare della politica sanitaria della Regione Marche. In ogni caso, se l’assessore è consapevole dell’inadeguatezza di questa pilatesca soluzione, ammettendo che è una scelta temporanea e lasciando intendere che in futuro si potrebbe affidare la guida a un oncologo, perché non si è assunto subito la responsabilità di una scelta del genere?».
«I pazienti oncologici marchigiani – conclude Cesetti – meritano di meglio. Dietro ogni decisione ci sono persone in cura che meritano certezze. Chiediamo alla giunta regionale di rivedere quanto prima la governance della Rete Oncologica Regionale, assicurando professionisti con specializzazione oncologica e criteri di nomina pubblici e coerenti con gli standard nazionali. Solo così la Rete potrà esercitare il suo ruolo strategico per la salute dei cittadini».
Ma la replica dell’assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro, arriva in un batter d’occhi: «Con la costituzione della rete oncologica avvenuta dopo tanti anni, la regione Marche ha avuto accesso ad oltre un milione di euro per finanziare progetti di sostegno e ricerca alla oncologia: questo è il dato che interessa la, purtroppo ampia, platea di pazienti interessati dalla malattia oncologica. E la rete sta già funzionando in questi primi tre mesi dell’anno con incontri e scadenze incentrate sulla presentazione di progetti concreti da finanziare portati avanti dagli dagli oncologi della nostra regione. A fronte di questo purtroppo c’è un Cesetti che non si smentisce mai: una crociata contro l’assessore del suo stesso territorio e non per la sanità. Criticando la costituzione della rete oncologica lui critica un atto che è mancato per quindici anni in questa Regione, compreso il quinquennio in cui lui spadroneggiava in giunta. Ma critica anche il contributo e lo spirito di reciproca collaborazione delle migliori eccellenze di questa regione che sono presenti nella rete, come titolari o supplenti, e che con la loro presenza hanno permesso di sbloccare fondi per oltre un milione sull’oncologia in questo nuovo anno. La sua guerra personale, di cui si sono accorte anche le pietre, ormai travolge tutto e tutti ma purtroppo avendo governato anche lui questa Regione in cinque anni presto dimenticati dai marchigiani, travolge anche se stesso e gli insuccessi come quello di non aver voluto mettere mano sulla rete oncologica».
Alcuni giorni fa, i militari della Stazione Carabinieri di Montegranaro hanno concluso un’attività investigativa avviata a seguito della querela presentata dal direttore di una struttura ricettiva locale.
Tre cittadini italiani, due uomini e una donna, di età compresa tra i 30 e i 45 anni, tutti già noti alle Forze dell’Ordine, sono stati denunciati in stato di libertà alla competente Autorità giudiziaria.
L’accusa che pende sul loro conto è quella di insolvenza fraudolenta in concorso. Le indagini, supportate da escussioni testimoniali e dal positivo riconoscimento fotografico, hanno permesso di identificare con certezza i soggetti che, nell’estate scorsa, hanno soggiornato presso una locale struttura ricettiva usufruendo di tutti i servizi e delle consumazioni offerte, per un ammontare complessivo di circa 650,00 euro. La loro permanenza, tuttavia, si è conclusa con un’azione di elusione del pagamento: i tre si sono allontanati dalla struttura senza saldare il corrispettivo dovuto. Il reato di insolvenza fraudolenta, per cui sono stati denunciati, punisce chi contrae un’obbligazione con il proposito di non adempierla, dissimulando il proprio stato di insolvenza.
La norma prevede come sanzione la reclusione fino a due anni. L’intervento dei Carabinieri di Montegranaro dimostra l’impegno costante dell’Arma nella tutela delle attività produttive e nella prevenzione di episodi di illegalità a danno della comunità.
Delegazioni dai quattro continenti, oltre 180 espositori, più di 100 giornalisti accreditati e circa 10.000 presenze tra visitatori e operatori. Si chiude con numeri significativi la 34^ edizione di Tipicità Festival, che nelle tre intense giornate al Fermo Forum ha confermato la propria evoluzione e il crescente ruolo nel panorama nazionale e internazionale. Oltre 130 eventi hanno animato il programma della manifestazione, delineando quello che gli organizzatori definiscono “il futuro buono”, frutto di un anno di lavoro condiviso dal comitato organizzatore e da una rete ampia di soggetti pubblici e privati.
Una vera e propria squadra territoriale composta da Regione Marche, Camera di Commercio, Comuni co–organizzatori, Università, associazioni e partner privati che, insieme, contribuiscono a dare vita a un ecosistema unico nel panorama italiano.
«Anche per questa edizione 2026, il Festival si è presentato come un evento che, da Fermo, ha fatto e fa conoscere e promuove i sapori, le produzioni e le eccellenze di tanti settori, fra cui quello enogastronomico, capace di rappresentare l’armonia di capacità ed eccellenze della nostra regione. Un Festival – ha detto il vice Sindaco reggente di Fermo Mauro Torresi nel tracciare un bilancio – che ha raccontato la cultura, le tradizioni, le comunità che sanno guardare avanti, che instaurano rapporti internazionali con altri Paesi italiani ed esteri. Una vetrina di bellezza, un punto di incontro, un palcoscenico di prestigio che sa sempre partire dal passato, vivere il presente e proiettarsi al futuro. Un grazie alla Regione Marche, al Direttore Angelo Serri ed Alberto Monachesi Project Manager di Tipicità per il coordinamento, a tutti i partner scientifici, tecnici, al project partner, a tutti gli enti che hanno patrocinato l’evento ed a tutti i partecipanti».
Tre gli elementi che emergono con particolare evidenza da questa edizione. Il primo riguarda il consolidamento del profilo nazionale e internazionale della manifestazione. Tipicità si conferma sempre più uno strumento di internazionalizzazione capace di generare opportunità concrete per il Fermano e per l’intera regione Marche. Solo nei giorni del Festival sono arrivati tre inviti ufficiali per partecipare come ospiti a manifestazioni in altri Paesi europei e extraeuropei.
Il secondo aspetto riguarda il ruolo di piattaforma di dialogo tra territori e comunità. Tipicità si afferma sempre più come luogo di incontro e confronto tra comunità locali marchigiane e italiane, dove amministratori e decisori pubblici condividono strategie, avviano collaborazioni e sviluppano progetti comuni. Un valore che contribuisce a posizionare Fermo al centro delle più innovative dinamiche dello sviluppo “glocal”.
Il terzo elemento guarda già avanti. Le relazioni internazionali attivate, i nuovi progetti avviati e le collaborazioni tra territori nate durante il Festival rappresentano il punto di partenza per costruire Tipicità 2027. Un percorso che nei prossimi mesi continuerà a svilupparsi attraverso iniziative, missioni e nuove connessioni tra comunità, imprese e istituzioni, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente il ruolo delle Marche come laboratorio di futuro e di buone pratiche per uno sviluppo sostenibile e identitario.
«Si chiude la trentaquattresima edizione – dichiara il direttore Angelo Serri – che si è svolta in un momento particolarmente complesso sul piano internazionale, tra guerre, tensioni commerciali e forti perturbazioni economiche che incidono sulla vita delle persone e delle imprese. In questo scenario a tinte fosche, Tipicità Festival ha voluto indicare una via luminosa: quella della condivisione e del confronto che si sostituisce allo scontro. Nella tre giorni appena conclusa Fermo è stata un faro capace di ispirare imprese, università, amministrazioni e cittadini verso un futuro possibile: quello delle traiettorie indigene, lo slogan che ha guidato questa edizione». Con la chiusura del Festival non si conclude dunque un percorso, ma si apre una nuova fase di lavoro e di relazioni che accompagnerà il cammino verso la prossima edizione.
Un evento dedicato alla musica quello che andrà in scena questa sera, mercoledì 11 marzo, alle ore 21,30 presso il teatro La Perla di Montegranaro.
L’ appuntamento è con l’ anteprima nazionale della Sanremo Forever Band, che suonerà le più belle canzoni del festival dagli anni ’50 ad oggi.
Il biglietto ha il costo di 5 euro e può essere acquistato sul circuito Vivaticket
«L’emergenza legata alla diffusione delle sostanze stupefacenti e all’abuso di alcol tra i giovani marchigiani non può essere affrontata con il silenzio o con interventi sporadici. I dati dell’ultima Relazione al Parlamento ci restituiscono una realtà estremamente preoccupante che richiede una risposta istituzionale ferma, corale e, soprattutto, coerente». Lo afferma il consigliere regionale del Partito Democratico, Fabrizio Cesetti, il quale ha depositato una proposta di legge, sottoscritta da tutti i gruppi di opposizione, per l’istituzione della Giornata regionale per la lotta alla droga e alla dipendenza dall’alcol. Il consigliere dem aveva presentato un analogo testo nel 2023, ma il centrodestra ne aveva sempre impedito la discussione.
«I numeri riferiti allo scorso anno – afferma Cesetti – descrivono uno scenario che impone un cambio di passo nelle Marche, dove l’incidenza dei decessi legati all’uso di sostanze e l’abbassamento drastico dell’età del primo contatto con le droghe hanno raggiunto livelli d’allarme. Il fatto che il 37% della popolazione studentesca dichiari di aver consumato sostanze psicoattive è un segnale che non possiamo ignorare. Per questo ho voluto depositare un testo che metta al centro la prevenzione nelle scuole e il supporto alle famiglie, perché la battaglia contro le dipendenze si vince sul campo dell’informazione e della consapevolezza, non solo con la repressione. Credo sia doveroso destinare più fondi alla tutela della salute pubblica e alla prevenzione. Dobbiamo attivare iniziative capillari con il servizio sanitario regionale e il terzo settore per dare risposte certe ai sindaci e alle comunità locali che ogni giorno si trovano a gestire questo dramma sociale».
Il passaggio più innovativo della proposta riguarda il ruolo dei rappresentanti delle istituzioni: «Ricordo bene che, nel 2021, l’allora assessore alla sanità Filippo Saltamartini si rese protagonista di una clamorosa esternazione pubblica, sostenendo che molti politici facessero uso di stupefacenti. Peccato che la maggioranza non abbia accolto la nostra richiesta di fugare ogni dubbio sull’integrità della classe politica della regione Marche, promuovendo da subito e per tutto il resto della legislatura un costante screening antidroga sui componenti della giunta e del consiglio regionale. Per questo motivo ho deciso di riprendere quell’idea nella nuova proposta di legge, prevedendo che amministratori di Regione, Province e Comuni marchigiani si sottopongano, ovviamente su base volontaria, a test antidroga e alcolici. L’articolo 54 della Costituzione ci ricorda che le funzioni pubbliche vanno adempiute con disciplina e onore, quindi sottoporsi a questi test è un atto di trasparenza dovuto ai cittadini e un segnale di vicinanza alle famiglie che lottano contro le dipendenze».
All’Avis di Montegranaro eletto il nuovo direttivo e, contestualmente, sono state rinnovate le cariche per il quadriennio 2026-2030.
L’Avis veregrense avrà come presidente Dino Pesci, eletto nella prima riunione del nuovo consiglio direttivo tenutasi venerdì 6 marzo. La vicepresidente è Patrizia Braghini.
Per Dino Pesci è un ritorno alla presidenza dell’Avis Montegranaro dopo gli otto anni di Ermanno Vitali, che non potendo più essere rieletto, rimarrà comunque all’interno del direttivo.
«Il presidente, oltre ad avere un ruolo istituzionale e delle responsabilità personali, è colui che coordina e stimola il lavoro di squadra all’interno del direttivo – il primo commento di Pesci – spero di riuscire a creare gruppi di lavoro che sappiano interpretare le esigenze di una realtà sempre più complessa. Il nostro interesse precipuo è quello di allargare la platea di donatori, coinvolgendo la cittadinanza e in particolare i giovani, anche per il tramite della componente giovanile presente nel direttivo»
L’Avis montegranarese ha chiuso il 2025 con numeri d’eccezione, avendo oltre 470 donatrici e donatori iscritti e conseguendo il numero record di 970 donazioni con una crescita del 33% rispetto all’anno precedente e soprattutto con 42 nuovi donatori, prevalentemente giovani under 25. «Ciò ha consentito – fanno sapere sempre dall’Avis montegranarese – di avere, dopo tanti anni, un saldo positivo rispetto ai donatori uscenti».
Il nuovo direttivo, forte di 14 consiglieri, molto ben assemblati fra giovani e consiglieri d’esperienza si compone di Dino Pesci (presidente), Patrizia Braghini (vice presidente), Francesco Temperini (tesoriere), Maurilio Pompei (segretario), Elisa Barbante, Gianluca Ciucci, Mauro Guerrini, Nunzia Pelletta, Eddi Torresi, Ermanno Vitali e Eleonora Zoppo e i consiglieri aggiunti Iginio Catini, Mariano Marzetti e Emanuele Santarelli. La carica di addetto contabile verrà ricoperta da Giovanni Vitali, un giovane dottore commercialista, scelto dall’assemblea degli associati.
L’Avis di Montegranaro ospiterà il 21 marzo prossimo, alla sala Francescani, l’Assemblea della Provinciale di Fermo alla quale parteciperanno tutte le Avis comunali del territorio; domenica 22 marzo, sarà presente con un banchetto informativo, situato in viale Cavallotti, alla tradizionale fiera di San Giuseppe, dove verrà allestito un simpatico e coinvolgente gioco per i più piccoli. L’Avis cittadina è «forte ed è più ambiziosa che mai».
il prossimo martedì 17 marzo 2026, alle 21.15, il Teatro La Perla di Montegranaro ospita uno degli appuntamenti più attesi della stagione teatrale 2025/2026 “La coppia più sexy d’America”, la frizzante commedia firmata dal celebre autore statunitense Ken Levine, nome di primo piano della scena teatrale e televisiva americana.
Sul palco due fuoriclasse del teatro e della televisione italiana: Francesca Reggiani e Antonio Catania, affiancati da Francesca Maddalena. La regia è affidata a Marco Carniti, con traduzione italiana di Enrico Luttmann, che restituisce integralmente il ritmo e l’ironia tagliente del testo originale.
“La coppia più sexy d’America” è una commedia brillante che indaga, con intelligenza e leggerezza, i meccanismi della notorietà e le dinamiche di coppia nell’epoca dei media e dell’immagine pubblica.
Tra battute fulminanti e situazioni paradossali, la pièce mette a nudo l’umanità dei personaggi, rivelando le fragilità dietro la facciata perfetta del successo. Il risultato è uno spettacolo vivace, contemporaneo e acuto, capace di divertire e di far pensare. “La coppia più sexy d’America” promette una serata di grande intrattenimento, tra ritmo, ironia e raffinatezza, guidata dalla maestria di un cast che unisce esperienza e verve comica.
Con questa produzione, la direzione del Teatro La Perla conferma la linea di una stagione all’insegna del teatro d’autore, popolata da interpreti di prestigio e testi che sanno parlare al pubblico di oggi.













