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La coalizione Fermo Città Comune con Angelica Malvatani

L’investitura ufficiale di Angelica Malvatani, candidata sindaca per la coalizione di centrosinistra Fermo Città Comune, è avvenuta oggi pomeriggio. Soddisfatte le forze di coalizione.

 

Prima uscita pubblica, dunque, per Angelica Malvatani, il nome su cui sinistra e centrosinistra hanno deciso di confluire in vista delle prossime elezioni comunali. La candidata è appoggiata infatti da Pd, Avs, Rifondazione Comunista, Italia Viva e la civica La Città che Vogliamo.

Una candidata che ha, dunque, aver messo d’accordo le diverse anime di una coalizione, meno che mai scontata visto il momento di passione vissuto in particolare dal Pd provinciale.

Le forze progressiste di Fermo, quindi, sfilano compatte fino alle urne, salvo colpi di scena in corsa.

«Abbiamo partecipato a tavoli programmatici e abbiamo visto che c’era convergenza su temi per noi fondamentali, come salario minimo comunale, l’attenzione alle fasce deboli, piano per i trasporti, sanità territoriale, con una politica al servizio dei cittadini e non degli interessi di pochi. Non abbiamo aderito subito alla coalizione, non per snobismo ma perché secondo noi c’erano alcuni nodi che andavano sciolti» ha affermato Cosimo Del Faro (Rifondazione Comunista), durante la conferenza stampa indetta presso la sala dei gruppi consiliari di Fermo questa sera.

Del Faro ci ha tenuto anche a fare alcune precisazioni riguardanti notizie trapelate sulla stampa: «Non abbiamo mai detto che per noi sarebbe stato un problema che entrasse in coalizione “La città che Vogliamo” . Abbiamo detto che il centrosinistra ha delle responsabilità diffuse che ci hanno portato alla situazione in cui si è oggi, penso ai casi di Santa Lucia e via Respighi. C’era necessità di ripartire da zero, per noi la candidatura di Malvatani è lontana dalle dinamiche di partito e ciò ci fa pensare che sia la giusta direzione».

«Ringrazio Del Faro per le sue parole e precisazione – ha affermato Nicola Pascucci, coordinatore de “La città che vogliamo” – Noi stiamo lavorando da tanto a questo progetto, lo dico con emozione, perché questa unione non è scontata nelle Marche, abbiamo fatto dei mea culpa e ognuno ha fatto un passo indietro. Siamo orgogliosi e contentissimi di essere a questo tavolo. Ci teniamo a dire che attendere il Movimento Cinque Stelle e Rifondazione Comunista era solo perché si sono tenute riunioni interne, nulla è stato calato dall’alto».

Incertezza iniziale del Movimento Cinque Stelle fermano solo «per capire se avevamo le forze per presentare una nostra lista, sui programmi saremmo stati d’accordo senza problemi. Un gruppo progressista ci rappresenta a pieno» precisa il segretario Stefano Fortuna.

«Il Pd è stato testardamente unitario, intraprendendo un percorso con tutta la coalizione. Per noi –  ha sottolineato Dorotea Vitali, segretaria del Pd di Fermo – è iniziata la fase di ascolto quell’8 febbraio quando abbiamo lanciato le linee programmatiche e abbiamo raccolto davvero tante idee, che stiamo ancora elaborando. Tutto si basa sui cinque punti su cui poteremo avanti la nostra campagna elettorale: sanità pubblica, salario minimo comunale – mozione rigettata dall’attuale amministrazione – trasporto pubblico gratuito per gli over 65 e per gli studenti residenti nell’area comunale, sedi di confronto permanenti e ufficio comunale per il diritto alla casa. In merito al quarto punto, vogliamo riaprire i comitati di quartiere. Questa città ha bisogno che l’amministrazione comunale sia nei territori, per pianificare la vita della città con cittadini e associazioni».

Per Gaetano  Massucci, di Italia Viva, «in questo momento Fermo ha bisogno di un cambiamento, di una novità  e la prima è già l’unità del centrosinistra. Italia Viva non poteva sottrarsi a questa bellissima novità. Siamo favorevoli ai punti di convergenza e a evitare ciò che ci potrà dividere, soprattutto quando in una città  come Fermo occorre essere concreti, parlare di cose da fare, ma soprattutto che non sono state fatte. Italia Viva è presente convintamente, siamo a disposizione con le nostre energie di forza moderata, per raggiungere un cambiamento attraverso la vittoria. Angelica Malvatani ci rappresenta ampiamente».

Dal canto suo, Giovanna Fanci di AVS ha aggiunto: «A nome di tutto il partito dico che siamo contenti di partecipare a questo progetto, anche per i modi utilizzati come il primo incontro con la cittadinanza tenutosi a Villa Vitali, in cui sono emerse criticità e proposte. Ringrazio sia Angelica Malvatani per esserci messa a disposizione, sia Andrea Petracci (altro nome in ballo per la candidatura, ndr). Mettiamo in campo tutto il nostro bagaglio, con loro, per un futuro che segua una linea politica  chiara e di rottura con quanto emerso negli ultimi anni, perché crediamo di potercela fare. Abbiamo le carte per mandare a casa l’attuale amministrazione».

Le parole della candidata Malvatani

Angelica Malvatani

«Io racconto questa città da 26 anni come giornalista, credo di averla conosciuta in quasi tutti i suoi angoli, ho conosciuto e raccontato tante persone. Soprattutto la sofferenza, il volontariato, le disabilità, ho  raccontato chi aveva bisogno di avere una voce, quindi, quando mi hanno chiesto di rappresentare questa coalizione ho pensato di mettere a disposizione questo: la mia capacità di ascoltare e fare tesoro  di quello che mi veniva detto. Inoltre, questa volta ho pensato di avere la possibilità di fare qualcosa sul serio e cambiare la loro storia insieme e quella della città. Non a caso lo slogan che abbiamo scelto tutti insieme è: “Una nuova storia” , come se scrivessi il momento più importante della mia vita e lo faccio con un senso di responsabilità enorme. Ci metto l’amore per questa città e la speranza che nutro per i suoi ragazzi, che hanno bisogno di punti di riferimento e di persone che parlino in maniera pacata, che non portino la violenza nei discorsi. Di una città che sia vicina a loro, agli anziani, a tutte le solitudini. Vogliamo costruire un progetto credibile, incontrando e ascoltando tutti. Non si cala nulla d’alto, né per ripicca, né per dispetto. Andrea Petracci mi seguirà in questa campagna, lui metterà la sua esperienza e solidità. Saremo insieme, incontremo le persone».

Malvatani ci ha tenuto a distanziarsi dai veleni della campagna regionale: «Noi non parleremo mai male degli avversari, racconteremo ciò che vogliamo fare. Siamo stanchi dei discorsi di odio. Io conosco solo un modo di parlare: con rispetto e con attenzione. La scorsa campagna regionale è stata violenta nel linguaggio, non possiamo dare questo esempio ai ragazzi».

E a chi fa notare che non ha esperienza, ha risposto: «Quando ci sono persone intelligenti e preparate come quelle che ho intorno a me, non credo sia un problema. Dove mancherà la mia esperienza ci sarà la competenza di coloro che mi accompagnano».

Silvia Ilari

 

Manolo Bagalini e Riccardo Strappa

Mercoledì 25 febbraio si è riunito il consiglio provinciale e, tra i punti all’ordine del giorno, è stata discussa una variazione di bilancio apparentemente tecnica ma, per i consiglieri di opposizione Riccardo Strappa e Manolo Bagalini, contenente un passaggio di grande rilevanza politica e amministrativa.

«La Provincia ha infatti rinunciato a un finanziamento di 3,2 milioni di euro destinato alla sede di viale Trento dell’Itet “Carducci-Galilei”, interessata da un intervento di miglioramento sismico. L’opera era stata inizialmente finanziata con fondi Sisma, successivamente integrati con risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). Dopo l’avvio dei lavori, tuttavia, sono emerse difformità strutturali legate alla vetustà dell’edificio, rendendo necessaria una variante complessiva del progetto che, ad oggi, non è ancora nella piena disponibilità dell’Ente. Questo ha comportato lo slittamento dei lavori oltre la scadenza del 31 marzo prevista dal Pnrr e, di conseguenza, la rinuncia al finanziamento. Il cantiere sarebbe fermo da mesi – si legge nella nota dei due consiglieri – e a pagarne le conseguenze sono soprattutto gli studenti, i docenti e tutto il personale scolastico. Attualmente l’istituto è distribuito su due plessi e, nella sede principale, si convive quotidianamente con un cantiere aperto, con numerose aule indisponibili e una forte limitazione della didattica laboratoriale. Un’intera ala dell’edificio è inutilizzabile e, per il prossimo anno scolastico, si prospetta il trasferimento di ben 12 classi al Fermo Forum».

«In Consiglio, il presidente Ortenzi ha spiegato che la rinuncia ai fondi Pnrr è stata necessaria per richiedere la copertura finanziaria attraverso i fondi Sisma. Come gruppo di minoranza, però, ci chiediamo perché la parte politica abbia atteso così a lungo la redazione della variante, lasciando trascorrere mesi preziosi senza una soluzione concreta. Secondo quanto dichiarato dal presidente, la ripartenza dei lavori dovrebbe avvenire tra maggio e giugno. Resta però l’incertezza legata alla decisione dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione, che dovrà stabilire se concedere o meno il finanziamento necessario a coprire la quota precedentemente garantita dal Pnrr, e se questo finanziamento non venisse erogato, che ne sarà dell’istituto e di tutti i suoi utenti? La provincia ha un piano B? Si poteva fare meglio? Secondo noi sì. L’Itet, purtroppo non ha oggi prospettive chiare: continuerà a perdere spazi fondamentali, con inevitabili ripercussioni sulla qualità della didattica e sull’organizzazione scolastica. In questo contesto, torna di stretta attualità la necessità di realizzare un nuovo polo per il liceo Classico nell’area di largo don Gaspare Morello. Le risorse sono disponibili da anni, l’adeguamento del prezzario è stato previsto, ma del progetto definitivo non vi è ancora traccia e la realizzazione continua a slittare. Quella sarebbe stata, ed è tuttora, l’unica soluzione strutturale per evitare il trasferimento annuale di 12 classi al Fermo Forum, con tutte le criticità che questo comporta per studenti, famiglie e personale scolastico».

Claudia Bracalente

«Bilancio e verità. La politica si fa in Consiglio, non sui social». Inizia così l’analisi della consigliera comunale di maggioranza, ex assessore al Bilancio, Claudia Bracalente. Una riflessione che parte anche come replica al vetriolo al consigliere di opposizione Roberto Greci.

«Leggo i continui attacchi social del consigliere Roberto Greci. Mi vedo costretta a intervenire non per alimentare una polemica sterile, ma per ristabilire la realtà dei fatti e il rispetto verso i cittadini di Sant’Elpidio a Mare. Quando nel 2022 mi sono insediata come Assessore al Bilancio, la fotografia dei conti era impietosa. Il rendiconto presentava indici estremamente negativi. In Consiglio Comunale lo dissi chiaramente: quello era il bilancio della vecchia amministrazione. Dal mio insediamento, il mio lavoro non è stato “politico” nel senso delle inaugurazioni, ma di pura sopravvivenza finanziaria. Mi sono limitata a variazioni d’urgenza per rimpinguare i capitoli e permettere al Comune di pagare le utenze. Ho sempre lavorato sodo, fin dal primo giorno per sanare quella gestione finanziaria critica ereditata».

Poi c’è la questione Italgas, e Bracalente parla di un «allarme ignorato».

«C’è un episodio che spiega bene la differenza tra chi ha a cuore il bene del paese e chi insegue altro. Nei primi giorni del mese di giugno 2024, con la sentenza definitiva Italgas alle porte, sollevai un problema enorme: avevamo appena 18 mila euro nel fondo contenzioso, una cifra irrisoria rispetto al rischio reale. Chiesi con insistenza un incontro urgente tra sindaco, giunta, responsabile finanziario e Revisori dei Conti. La risposta che ricevetti da un collega…fu che le priorità erano altre e che “il Comune non è mai fallito,  figuriamoci se fallirà ora”. Mi trattarono quasi come se fossi “pazza” a preoccuparmi e lo stesso Greci, con delega al contenzioso sin dall’inizio non si è mai preoccupato della questione, e il suo essere superficiale ha fatto sì che questo sia diventato un problema di bilancio. Lo stesso nel consiglio comunale scorso ha dichiarato che non ha mai incontrato Italgas ma ha preferito inviare un’email. Oggi i nodi vengono al pettine e i cittadini devono sapere chi cercava di prevenire il baratro e chi, invece, faceva spallucce per sciatteria o calcolo politico».

C’è poi, per la consigliera, una differenza di metodo e di dignità politica. «Invito formalmente il consigliere Greci a rispondere alle questioni politiche nelle sedi opportune: il Consiglio comunale. La politica seria si fa guardandosi negli occhi tra i banchi dell’assise cittadina, dove le affermazioni restano ai verbali. Inoltre, trovo bizzarre le attuali perplessità del consigliere. Ricordo a me stessa e ai cittadini che sono stata nominata da tutti i consiglieri come Presidente della Commissione Bilancio, e lo stesso Greci si dichiarò d’accordo. Mi sembra strano che oggi abbia dubbi sul mio operato, quando lui stesso era d’accordo alla mia nomina soltanto pochi mesi fa, poteva avanzare i suoi dubbi a tempo debito. La differenza è tutta qui: io ho segnato una linea netta, estraniandomi da una gestione discutibile e da chi aveva ridotto i conti in questo stato. Greci, invece, ha scelto di stare dalla parte di quel sistema. Io non mi sono mai prestata a questo sistema e non inizierò certo ora. Mentre alcuni pensavano a rincorrere qualche “like”, alle poltrone ed agli incarichi di partito, la mia priorità, quella della maggioranza e della giunta resta il bene di Sant’Elpidio a Mare e stiamo lavorando per risolvere i problemi»

Fumata bianca per Angelica Malvatani sulla candidatura a sindaca di Fermo per la coalizione di centrosinistra “Fermo Città Comune”.

La coalizione composta da Partito Democratico, La Città che Vogliamo, Alleanza Verdi Sinistra, Movimento 5 Stelle, Italia Viva e Rifondazione Comunista quest’oggi ha infatti sottoscritto la candidatura della giornalista a sindaca della città di Fermo.

 

«Con la firma congiunta di Dorotea Vitali per il Partito Democratico, Nicola Pascucci per la Città che Vogliamo, Sabrina Isidori per Alleanza Verdi Sinistra, Stefano Fortuna per il Movimento 5 Stelle, Gaetano Massucci per Italia Viva e Alessandro Fortuna per Rifondazione Comunista, la coalizione “Fermo Città Comune” – si legge in una nota congiunta – dopo ampio confronto di tutte le forze politiche con i rispettivi gruppi assembleari ha ufficialmente formalizzato la scelta della suddetta candidata all’unanimità».

Angelica Malvatani

«Nel progetto della coalizione – spiegano da Fermo Città Comune – saranno coinvolte e valorizzate anche le persone che hanno generosamente dato la loro disponibilità alla costruzione e alla definizione della proposta politica innovativa per il rilancio della città di Fermo».

Approvato giovedì 26 Febbraio il bilancio di previsione 2026-2028 del Comune di Grottazzolina.

«In primo luogo ringraziamo gli Uffici Comunali, a partire dalla Ragioneria, che hanno lavorato con la solita professionalità per la stesura del più importante atto programmatorio dell’ente – ha dichiarato il sindaco Antognozzi – andando nel dettaglio del bilancio, sul fronte delle entrate l’Amministrazione Comunale ha scelto di lasciare invariate sia tutte le imposte che danno il gettito maggiore (Imu, Addizione Irpef e Tari) sia le tariffe dei vari servizi comprese quelle per la mensa scolastica e per il trasporto scolastico. Una scelta volta a non gravare ulteriormente sulla spesa delle famiglie grottesi».

«Sul fronte delle uscite ci sono 2,743 milioni di spese correnti di cui oltre un quarto è rappresentato dalla spesa per il personale con circa 700 mila euro. Al secondo posto tra le voci in uscita c’è il sociale con 368 mila euro complessivi, in aumento considerevole rispetto al 2025, sia perché il comune di Grottazzolina si sta facendo carico, come da normativa, della protezione di alcune famiglie con minori sia per gli incrementi nei costi delle educative scolastiche e dell’assistenza domiciliare. Nonostante ciò siamo riusciti a mantenere le altre misure di sostegno alle famiglie e alle situazioni di disagio già in essere: tirocini di inclusione sociale, doposcuola, contributi per libri scolastici gratuiti, riduzioni isee per trasporto scolastico e mensa, colonie e centri estivi. Ma non c’è solo questo per le famiglie, in particolare quelle più giovani. Il bilancio infatti prevede l’apertura a settembre del nuovo asilo nido in fase di ultimazione e la spesa per consentire alla scuola primaria l’avvio del tempo prolungato, venendo incontro alle richieste di tante famiglie – ha aggiunto il primo cittadino – scuola e sociale insieme rappresentano, con poco meno di 650 mila euro, tolto il personale, la parte più consistente del bilancio a conferma dell’attenzione della nostra Amministrazione per le fasce più delicate della popolazione, per le famiglie più giovani, per il futuro delle giovani generazioni. Mezzo milione di euro è invece destinato complessivamente alla raccolta differenziata dei rifiuti, alla manutenzione ordinaria della viabilità, alla cura di tutto il verde pubblico, del civico cimitero e di tutto il patrimonio comunale. La parte più consistente e importante del bilancio riguarda tuttavia, come sempre negli ultimi anni, la spesa in conto capitale che presenta investimenti per 13,5 milioni di euro. Oltre il 40% di questi sono destinati alle scuole del territorio (tra cui la costruzione della nuova scuola primaria); altri 2,8 milioni vengono investiti sulla viabilità con interventi su 13 strade comunali per migliorarne la sicurezza e prevenire fenomeni franosi, oltre ad altri interventi per facilitare la circolazione pedonale sul territorio».

«Per il patrimonio storico-culturale ci sono 2,650 milioni di investimenti tra i quali troviamo le somme per completare il recupero del Teatro Novelli (riapertura entro fine anno) e della Vecchia Stazione Ferroviaria (anche qui termine entro fine anno), per un intervento di manutenzione straordinaria delle mura storiche (lavori partiranno a fine estate), per il miglioramento sismico della Torre dell’Orologio e del Palazzo Comunale (in fase di progettazione) che tra l’altro quest’anno compie 100 anni. Da segnalare inoltre 1,6 milioni per interventi su vari beni comunali, tra cui 387 mila euro per il recupero funzionale della sala John Lennon, devastata da un incendio a fine 2024, che contiamo di terminare entro l’autunno del 2026. Infine 650 mila euro sono previsti per l’ampliamento del Civico Cimitero con la costruzione di nuove tombe e 258 mila euro per gli impianti sportivi – ha concluso Antognozzi – questa mole di investimenti è tra l’altro destinata ad aumentare in corso d’anno considerati i vari importanti progetti per i quali richieste di finanziamento sono in corso o saranno presentate a breve (Chiesa di S.Monica, Palazzo Pupilli, Parco della Rimembranza, Palasport, ecc). Proseguiamo con questo bilancio il lavoro avviato da oltre 6 anni per ammodernare Grottazzolina e ridisegnare il suo futuro, con risultati già ben visibili. Un lavoro intenso, possibile grazie ai tanti finanziamenti Statali, dalla Regione Marche, dalla Commissario Straordinario Sisma, grazie al lavoro degli uffici e alla collaborazione con questi enti e i loro rappresentanti sul territorio. Tanto è stato fatto, ma tantissimo è ancora da fare».

 

Attraverso una lettera aperta inviata ai cittadini di Pedaso, l’ex sindaco Vincenzo Berdini spiega le ragioni che hanno portato alla caduta anticipata dell’Amministrazione comunale, chiarisce i passaggi della vicenda politica e amministrativa, ringrazia chi gli è rimasto al fianco e annuncia la propria ricandidatura alle elezioni di maggio.

Il mandato si è concluso con un anno di anticipo rispetto alla naturale scadenza del 2027 a seguito delle dimissioni di sei consiglieri, che hanno determinato lo scioglimento del Consiglio e il commissariamento dell’Ente.

«Una decisione che – sottolinea Berdini – priva la comunità di stabilità amministrativa in un momento cruciale, con il bilancio non ancora approvato e opere strategiche in corso, tra cui il nuovo Polo Scolastico, la cui apertura a settembre potrebbe essere a rischio».

Al centro della crisi, la lottizzazione ‘Siri’, area edificabile individuata dal Prg nel 2001, adottata nel 2017 e approvata nel 2018 con voto unanime del Consiglio comunale (anche di chi oggi la contesta). Nel 2025 il proponente ha ripresentato un progetto identico per superfici e volumetrie, introducendo però opere pubbliche aggiuntive per circa 180mila euro (tra cui recinzione, strada e marciapiedi a servizio del Polo Scolastico) a proprie spese e con cessione al Comune. Berdini ricostruisce, quindi, lo stallo in Giunta nato dalla sua astensione al voto per trasparenza amministrativa nel rispetto della legge (suo figlio è titolare di una società edile e potrebbe avere interesse all’acquisto di un lotto, proposto in vendita dal lottizzante ai principali costruttori della zona) e conseguente rinuncia al voto del suo ex vicesindaco Galasso. «Dopo essermi astenuto dalla votazione per evitare ogni possibile strumentalizzazione – spiega Berdini – la delibera non è stata approvata per mancanza del numero legale».

«L’ex vicesindaco riconosceva che la lottizzazione era tecnicamente corretta, ma decideva comunque di abbandonare l’aula e dichiarare solo per conferenza stampa le sue dimissioni, mai formalizzate. Sono seguite, quindi, la revoca del vicesindaco e le dimissioni contestuali di sei consiglieri, formalizzate in tempo utile per il voto di maggio».

«La sequenza dei fatti parla da sola» afferma Berdini, che definisce la lottizzazione il “pretesto perfetto” per una scelta politica che ha interrotto l’esperienza amministrativa. Nel ribadire di aver sempre operato nell’interesse esclusivo della comunità (ricordando di non aver mai percepito lo stipendio da sindaco dal 2017) Berdini ringrazia i consiglieri rimasti fino alla fine per lealtà e senso di responsabilità. Infine, l’annuncio della sua ricandidatura a maggio chiedendo ai cittadini di Pedaso di scegliere quale modello di amministrazione desiderano per il futuro del paese. «Io – conclude – Continuerò a metterci la faccia».

Montelparo (foto dal sito www.comune.montelparo.fm.it)

La piccola comunità di Montelparo è alla ricerca del nuovo sindaco. A tre mesi dalle prossime elezioni amministrative infatti, il primo cittadino Marino Screpanti, alla guida del borgo da ormai quindici anni, ha deciso di dire basta e farsi da parte. Un impegno diventato ormai troppo esoso per Screpanti, che nonostante abbia ricevuto più di una richiesta per candidarsi ancora e possa farlo, visto che il vincolo dei tre mandati consecutivi è stato cancellato per i Comuni con meno di 5000 abitanti, ha tutta l’intenzione di abbandonare. «Continuerò comunque a far parte della vita attiva di Montelparo, magari impegnandomi in qualche associazione cittadina – ha confessato recentemente Screpanti – il ruolo di sindaco però richiede un impegno ed energie diverse, che dopo tre lustri non mi sento più di garantire». In molti sperano comunque in un ripensamento last minute da parte di Screpanti, soprattutto qualora non si riuscisse a trovare la quadra su un nome diverso.

Dopo aver maturato molta esperienza in questi anni, prima come consigliere e poi come assessore, l’erede naturale di Screpanti sembrava poter essere il suo vicesindaco Gianluca Del Gobbo, anche per dare continuità a quanto fatto dall’amministrazione in questo mandato. Il condizionale però è d’obbligo, perché nonostante le avance fatte da più parti e la “benedizione” di Screpanti, al momento Del Gobbo non sembra intenzionato a candidarsi. In politica però mai dire mai, chissà quindi che giorni di riflessione non passano far cambiare idea al vicesindaco, che domenica dovrebbe indossare la fascia tricolore per accogliere in paese il nuovo parroco.

Nel frattempo sembrerebbe che alcuni esponenti di centrodestra si stiano muovendosi per allestire una lista più identificativa, allontanando il civismo che ha segnato le ultime stagioni politiche montelparesi. L’ex sindaco di Monsampietro Morico, Romina Gualtieri, sembra aver declinato “l’invito” a candidarsi già al primo tentativo di approccio.

«Mi dispiacerebbe che si abbandonasse la strada intrapresa in passato del civismo, che abbiamo percorso sia io che i miei avversari – ha decretato Screpanti – in una piccola comunità come la nostra c’è bisogno di dialogo ed unità politica, non di schieramenti ideologici che sono spesso causa di divisioni».

Novità importanti al tavolo del consiglio provinciale di Fermo, che nelle scorse ore ha dato il benvenuto a due nuovi consiglieri, eletti tramite surroga.

L’approdo dell’ex sindaco di Fermo, Paolo Calcinaro nei banchi del consiglio regionale e la caduta del consiglio comunale di Pedaso, di cui faceva parte Maria Grazia D’Angelo, avevano lasciato vacanti due poltrone al fianco del presidente Michele Ortenzi. 

Un posto è stato occupato da Pisana Liberati, vice sindaco di Falerone in quota Fratelli d’Italia e grande esclusa alle ultime elezioni. Liberati che torna dunque in Provincia, dove in passato si era occupata di Scuole ed Istruzione.

L’altro è stato invece occupato da Giampiero Tarulli, ex sindaco ed attuale consigliere di minoranza a Massa Fermana. L’avvocato, in quota Udc, è stato nominato ieri nel corso dell’ultimo consiglio provinciale.

Notizia accolta positivamente nel distretto del Cappello ed in generale nella media valle del Tenna, che torna ad avere un peso specifico importante sul tavolo provinciale, con ben tre rappresentanti, considerando che Michele Ortenzi è sindaco di Montegiorgio ed unico candidato alle elezioni in programma a marzo per la nomina del prossimo presidente della Provincia di Fermo.

di Matteo Achilli

Giorgia Latini

In merito alla nota della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata sull’uso temporaneo di spazi pubblici all’aperto nei centri e nuclei storici, l’on. Giorgia Latini, segretario della Lega Marche e vicepresidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione, interviene per chiarire l’attuale stato della questione: «Sono stata oggi al Ministero per la questione sollevata da diversi sindaci e istituzioni del territorio e segnalata dal vicesegretario Lega Marche e commissario provinciale della Lega di Fermo e Macerata, Mauro Lucentini – afferma Latini  – Ho parlato anche con il Soprintendente Giovanni Issini, che ringrazio per la disponibilità e la comprensione dimostrate. A seguito dell’interlocuzione avviata, la procedura così come prospettata non avrà seguito».

«La comunicazione della Soprintendenza – spiega ancora l’esponente del Carroccio – richiama l’applicazione degli articoli 21 e 106 del D.Lgs. 42/2004 in materia di autorizzazione preventiva per eventi, anche a carattere temporaneo, che interessano aree e beni pubblici di interesse culturale, comprese vie e piazze realizzate da oltre settant’anni. Le disposizioni prevedono la presentazione di istanze formali via pec con termini procedimentali fino a 120 giorni e l’obbligo di trasmissione almeno 45 giorni prima dell’avvio degli allestimenti».

«Continuerò a seguire il dossier affinché si possa giungere a una soluzione condivisa, anche attraverso gli strumenti di semplificazione previsti dalla normativa vigente, come la possibilità di accordi tra Soprintendenza e Comuni per snellire il regime autorizzatorio – aggiunge Latini – Il dialogo istituzionale è avviato e l’obiettivo resta quello di tutelare i nostri centri storici senza penalizzare la vitalità delle comunità locali».

Il ministro Alessandro Giuli e il consigliere regionale Andrea Putzu

Un passo avanti verso una gestione più semplice e condivisa dell’utilizzo degli spazi pubblici nei centri storici delle Marche. Andrea Putzu, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, interviene dopo il confronto istituzionale avviato con il Ministero della Cultura sulla circolare della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata.

«Ringrazio il Ministro della Cultura e la segreteria del Ministro per l’attenzione dimostrata alle sollecitazioni che, insieme ai sindaci del territorio, ho rappresentato in queste settimane – afferma Putzu –. L’ascolto delle esigenze dei Comuni era fondamentale per evitare che procedure troppo rigide penalizzassero la programmazione di eventi e iniziative nei centri storici».

Putzu evidenzia inoltre il lavoro svolto a livello regionale: «Un ringraziamento al Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli per aver sostenuto l’iniziativa dei sindaci e accompagnato questo percorso istituzionale con attenzione e sensibilità verso i territori».

Il capogruppo di Fratelli d’Italia sottolinea poi il ruolo della Soprintendenza: «Desidero ringraziare l’architetto Giovanni Issini che, con senso di responsabilità e disponibilità al dialogo, ha provveduto al ritiro della circolare, consentendo di riaprire un percorso condiviso orientato alla semplificazione».

«L’obiettivo – conclude Putzu – resta quello di garantire la tutela del patrimonio storico e culturale senza ostacolare la vita delle nostre città e dei nostri borghi. Continueremo a lavorare con Comuni, Regione e Ministero per definire strumenti chiari e sostenibili che permettano di programmare eventi e iniziative in tempi certi, valorizzando al tempo stesso i centri storici delle Marche».