Stefano Galli con la sua famiglia

 

Le mele autoctone del Piceno e del Fermano rappresentano un patrimonio agricolo, culturale e identitario ancora poco conosciuto dal grande pubblico, ma capace di suscitare interesse crescente tra consumatori attenti alla qualità, alla stagionalità e alla sostenibilità. Varietà antiche, sapori fuori dagli standard e una lunga capacità di conservazione le rendono prodotti unici, che raccontano la storia delle aree interne marchigiane.

Ne abbiamo parlato con Stefano Galli, agronomo e produttore, che da anni studia e coltiva queste mele, evidenziandone peculiarità e criticità.

Quali sono le mele autoctone del Piceno e del Fermano?

«Le mele autoctone e tradizionali del Piceno e del Fermano sono diverse: fra le più note abbiamo la Mela Rosa, Mela Cerina, la Muso di Bue e molte altre che sono meno conosciute ma molto interessanti».

Quali caratteristiche presentano?

«La loro caratteristica comune è che esulano dalla classica distinzione conosciuta sul mercato, fra croccante/farinoso e acido/non acido. Sono mele che hanno sapori e consistenze diversi, eccentrici, spesso non riconducibili a qualcosa di conosciuto.

Sono mele che non degradano con il passare del tempo ma cambiano ed evolvono nel colore e nel sapore. Poco adatte a chi ama i sapori standard. Soprattutto sono delle mele che si conservano a lungo (fino ad aprile spesso) senza bisogno di frigo conservazione. Richiamo spesso l’attenzione su questo punto visto che oggi il cittadino è attento anche a questi aspetti».

Alcune delle mele autoctone del Piceno e del Fermano

Quali riscuotono più successo sul mercato?

«Mela Rosa e Gelata la fanno da padrone ma in realtà quando il consumatore assaggia anche le più improbabili o le meno conosciute tipo la Mela Ruzza o la Rosa in Pietra, poi non le molla più. Sono prodotti che incuriosiscono e sorprendono. Molto è legato anche alla loro capacità di evocare la nostalgia.

Mi piace ricordare quando gli emigrati italiani portavano con loro oggetti o ricordi della loro terra natale. I tanti che dalle zone interne del Piceno e del Fermano si sono spostati verso la costa o verso altre località, portavano con loro il ricordo fisso delle Mele Rosa, delle ceste con la paglia e le piante di acero sulle quali venivano conservate».

Quali sono le criticità nella coltivazione e produzione?

«Le criticità sono molte: la più importante è che in realtà la volontà politica di valorizzazione del prodotto non si traduce in un’azione sinergica fra i vari attori del processo.

Il risultato è che la volontà resta tale e non si traduce in una realizzazione di impianti che impattino effettivamente il mercato. Insomma: la Mela Rosa dei Sibillini resta nella dimensione onirica. Il che, dal punto di vista commerciale, ha una sua validità se poi il sogno diventa realtà. Se il sogno resta tale per troppo tempo, il cittadino si sente preso in giro».

Nella pratica: «Non abbiamo materiale vivaistico certificato. Non abbiamo infrastrutture irrigue dove queste mele danno il meglio. Non abbiamo campi sperimentali in cui si studi l’interazione fra terreno, localizzazione, portainnesto, biotipo e forma di allevamento. Non abbiamo protocolli di coltivazione comuni e accettati. E non abbiamo (cosa più importante) strumenti che possano incrociare la volontà delle imprese che posseggono competenze con la disponibilità di terra adatta alla coltivazione della Mela Rosa».

Se ne sono andati in giro per il rione senza preoccuparsi troppo delle case, delle luci accese, delle auto in transito. Una coppia di cinghiali, ieri sera, è stata protagonista di una serata insolita, ma nemmeno più di tanto a Pian della Noce, rione a nord ovest di Porto San Giorgio.

Non è certo una novità, infatti, che i cinghiali si aggirino da quelle parti, vuoi per la vicinanza con la zona collinare vuoi per il rio a pochi passi. E si sa che gli ungulati, così come a volte anche i lupi, siano spinti a scendere verso la costa in cerca di cibo. Tornando a quella coppia, si sono aggirati per le strade del quartiere senza creare troppi problemi. Ma mai dimenticare che possono rappresentarlo se incrociano i loro occhi con qualcosa o qualcuno che li possa far sentire minacciati, come ad esempio dei cani. E allora, a quel punto, potrebbero anche caricare.

Qualche automobilista di passaggio è riuscito anche a scattare delle foto e a filmarli. E i video sono rapidamente rimbalzati sulle chat, a partire da quelle dei residenti.

 

L’incidente a Petritoli

di redazione CF

Ben sei richieste di soccorso al 112 per incidente sulle strade del Fermano, dalla tarda mattinata di oggi fino alle 18,30.

Partiamo da questa mattina: tre incidenti stradali dalle 11 alle 13 a Sant’Elpidio a Mare: rispettivamente lungo la strada Elpidiense e in strada Vecchia Porto con due vetture che, a seguito di incidenti autonomi, si sono ribaltate. Non risultano fortunatamente feriti gravi. Alle 13, invece, impatto tra due auto in via Celeste. E anche in questo caso nessun ferito grave.

Nel pomeriggio, invece, altra chiamata al 115 per un furgone rimasto impantanato sulla Castiglionese mentre, quasi in contemporanea (intorno alle 18) la Croce azzurra di Porto San Giorgio e una Volante della Polizia di Stato sono intervenute sulla statale Adriatica, tratto nord di Porto San Giorgio per un uomo urtato da un’auto. Il pedone è stato accompagnato in codice giallo al Pronto soccorso.

Intorno alle 18,30, invece, la centrale 118 ha ricevuto una segnalazione per un incidente a Petritoli, più precisamente in contrada Agelli. Sul posto la Croce arcobaleno di Petritoli. Soccorse due persone: un uomo è andato in codice giallo al pronto soccorso di Fermo, accompagnato dalla Croce verde Valdaso mentre una donna è stata trasportata in codice rosso a Torrette dalla Croce Arcobaleno. Tra i primi a soccorrere la donna, di circa 70 anni, un medico anestesista. Sul posto, oltre ai sanitari, i vigili del fuoco e i carabinieri di Montegiorgio.

L’incidente a Petritoli

L’incidente a Petritoli

L’ultimo attacco vincente di Giulio Magalini ha regalato un autentico urlo di gioia e liberazione da parte di un intero PalaSavelli per la prima vittoria stagionale della Yuasa Battery Grottazzolina che ha avuto la meglio, dopo una battaglia sportiva di due ore venti minuti, di Cisterna guadagnando anche un punto sui laziali in classifica. Liberazione e prima gioia stagionale suggellata dallo splendido abbraccio finale in campo da parte dell’intero gruppo e dall’abbraccio spontaneo e ricco di passione di coach Massimiliano Ortenzi proprio a Magalini che aveva appena messo a terra il pallone finale. Un successo che sa di liberazione come ha avuto modo di sottolineare lo stesso coach Ortenzi:

«Una vittoria che ci voleva assolutamente e che finalmente ci alleggerisce anche di questo peso enorme della vittoria che non arrivava. Un successo che abbiamo ottenuto con pieno merito perché Cisterna ha combattuto alla grande, rispondendo colpo su colpo, e non ci ha assolutamente regalato nulla. Una vittoria che abbiamo ottenuto anche vivendo fasi alterne all’interno della gara perché i nostri limiti non sono spariti di colpo, li abbiamo ancora e dobbiamo lavorarci. L’aspetto veramente importante è che abbiamo dimostrato di essere l’uno a disposizione dell’altro in ogni momento e con l’atteggiamento giusto. I ragazzi lo hanno sempre dimostrato, anche nei momenti difficili che abbiamo vissuto e anche all’interno della gara. Eravamo riusciti anche a recuperare il quarto set, dove è stata veramente questione di millimetri non riuscire a portarlo ai vantaggi. Ma siamo felici perché ce la siamo conquistata azione su azione e con grande voglia fino in fondo».

 

In questo senso un segnale importante anche in un momento non semplice, nella settimana che ha segnato l’addio di Dusan Petkovic e, in corso della gara, anche l’infortunio di Golzadeh che ha accusato qualche problema che lo ha tenuto fuori per gli ultimi due set. A quel punto Tatarov, rientrato da pochissimo dopo un infortunio, è stato schierato da opposto fino al termine della gara. «Veramente un peccato il guaio capitato a Golzadeh ma Tatarov quando è entrato ha fatto subito bene, si è fatto trovare pronto e non era semplice, considerando che arrivava da un infortunio. In generale devo dire che i laterali hanno attaccato tutti molto bene, anche palloni difficili, con pochi errori e tanta pazienza. Bravi tutti in questa gara».
Pochissimo riposo ora perché sabato c’è un altro scontro diretto e la trasferta più lunga della stagione in casa di Cuneo (ore 18,30, diretta Rai Sport), un’altra sfida fondamentale per la Yuasa Battery che non intende mollare di un centimetro.

Mattinata complicata oggi, 5 gennaio, sul tratto piceno e fermano dell’autostrada A14. Complice il rientro dalle festività natalizie, il traffico prefestivo e la circolazione di numerosi mezzi pesanti nonostante la giornata feriale, si sono verificati tre incidenti che hanno causato rallentamenti e lunghe code. Fortunatamente, non si registrano feriti.

Il primo sinistro è avvenuto in carreggiata sud, tra Pedaso e Grottammare, dove si è verificato un tamponamento che ha coinvolto più veicoli.

Poco dopo, in carreggiata nord, un secondo incidente autonomo ha interessato un mezzo il cui conducente ha perso il controllo del veicolo nel tratto compreso tra Pedaso e Porto San Giorgio.

Il terzo episodio si è verificato intorno alle 13.30: una giovane di 25 anni, probabilmente a causa di un colpo di sonno, ha inforcato il guard rail che separa l’ingresso dei mezzi pesanti e delle auto nell’area di servizio Piceno Est.

L’auto è rimasta semidistrutta, ma la conducente è uscita illesa e ha rifiutato il trasporto in ospedale dopo l’intervento dell’ambulanza della Potes 118 di San Benedetto del Tronto.

Sul posto sono intervenuti, oltre al personale sanitario del 118 e alla Polizia Autostradale di Porto San Giorgio, anche i Vigili del fuoco del distaccamento di San Benedetto, per la messa in sicurezza dell’area.

In considerazione dell’ondata di freddo e maltempo prevista nei prossimi giorni, Ciip S.p.A. richiama l’attenzione dei cittadini sull’importanza di adottare semplici accorgimenti per proteggere i contatori idrici e le tubazioni esposte alle basse temperature. Il gelo può provocare rotture, dispersioni e conseguenti disservizi: una prevenzione tempestiva riduce in modo significativo il rischio di danni agli impianti.
E così Ciip indica cinque consigli utili per mettere in sicurezza i contatori e limitare i problemi legati alle gelate.

 

1) Coibentare la porta delle nicchie (contatori)
Se il contatore è installato in nicchie esterne, in locali non riscaldati o non abitati, verificare che la porta del vano contatore sia sempre ben chiusa e priva di aperture o fessure che favoriscano l’ingresso di aria fredda. È consigliabile rivestire internamente la porta con materiale isolante/protettivo, ad esempio polistirolo o poliuretano espanso, facilmente reperibili presso rivenditori di materiale edile. Spessore consigliato dei pannelli: almeno 2,5 cm.

2) Coibentare il vano contatore
Nei casi in cui il contatore sia ubicato all’esterno o in ambienti freddi (cantine, garage, locali tecnici non riscaldati), è opportuno isolare anche le pareti del vano contatore con gli stessi materiali (polistirolo o poliuretano espanso), riducendo la dispersione termica e il rischio di gelo.

3) Coibentare contatore e tubazioni
In presenza di contatori e tubazioni di raccordo esposti a temperature rigide, è consigliabile coibentare anche il contatore e le tubazioni con materiali isolanti idonei (polistirolo, poliuretano espanso o equivalenti).
Ciip S.p.A. raccomanda di non utilizzare lana di vetro, stracci o tessuti, perché assorbendo umidità possono peggiorare il rischio di rottura dovuta al gelo.

4) Rendere accessibile il quadrante
La protezione adottata deve comunque lasciare sempre visibile e accessibile il quadrante delle cifre, così da consentire la lettura del contatore.

5) Case non abitate: chiudere il rubinetto e svuotare l’impianto interno
Per contatori installati all’esterno di fabbricati o in case non abitate durante l’inverno, è consigliabile chiudere il rubinetto a valle del contatore e provvedere allo svuotamento dell’impianto interno.

Ciip S.p.A. invita inoltre i cittadini a prestare particolare attenzione alle situazioni più esposte (aree collinari e montane, immobili non riscaldati, seconde case) e a intervenire preventivamente, soprattutto in presenza di temperature prossime o inferiori allo zero, e resta a disposizione per informazioni attraverso i consueti canali di contatto aziendali: numero verde 800 216172 o info@ciip.it.

L’area dove sorgerà un bosco urbano nel rione Santa Vittoria

Il rione Santa Vittoria di Porto San Giorgio avrà un bosco urbano: approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica dell’ingegner Fabio Alessandrini. La Giunta Vesprini ha dato il suo parere favorevole ad un intervento che è destinato a cambiare il volto di un’area di circa 23 mila metri quadrati.

Secondo il piano d’intervento “l’area presenta attualmente profili irregolari derivanti da riporti di terreno ed è caratterizzata da pendenze accentuate in alcuni punti. Lo stato di incuria che la riguarda è reso peggiore anche dalla presenza di vari materiali abbandonati sul terreno”.

Il Comune prevede di intervenire inizialmente con la sistemazione del verde pubblico e la rimozione della recinzione esistente (su via Edison, lato parcheggio Poste) e il successivo trasporto in discarica dei metalli attualmente presenti.

Nella seconda e più articolata fase è prevista la potatura e la sistemazione della vegetazione esistente, lo scorticamento generale della superficie, scavi di sbancamento (ove necessari) con un parziale rimodellamento dei profili e conseguenti operazioni di rinterro per avere un terreno più lineare e pendenze ridotte.

Le attività descritte consentiranno poi di definire camminamenti e aree relax, oltre a rendere l’area accessibile ai mezzi meccanici necessari alla manutenzione ordinaria del verde.

Ciò permetterà la successiva piantumazione dell’intera area per arrivare alla creazione del bosco urbano.

Nel suo complesso l’intervento non va a modificare le caratteristiche essenziali della zona: l’importo investito è di 170 mila euro.

Il bosco urbano ha caratteristiche differenti dal parco cittadino: oltre ad agevolare le politiche di rigenerazione urbana, migliora la qualità della vita nelle zone limitrofe, riduce l’inquinamento e mitiga gli effetti del cambiamento climatico.

«Al termine dei lavori vedremo la realizzazione di un bel progetto, in aderenza con gli obiettivi che l’Amministrazione si è data ad inizio mandato per la riqualificazione del territorio comunale – ribadisce il sindaco Valerio Vesprini – . La trasformazione dello spazio verde sarà emblematica, un bel passo in avanti per una zona che negli anni ha dovuto affrontare varie problematiche: verranno rimosse quelle barriere che originariamente lo delimitavano per renderlo fruibile ai cittadini».

Sempre a Santa Vittoria, inizieranno nei prossimi giorni altri lavori pubblici. Saranno effettuati in un tratto di via Medi che maggiormente necessità di uno specifico intervento di messa a regime delle acque meteoriche e dell’asfaltatura.

Causa maltempo, il programma di “Arriva la befana” è rinviato a domenica 11 gennaio

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La discesa delle befane “volanti” chiuderà domani, martedì 6 gennaio, il programma degli appuntamenti per le festività a Porto San Giorgio.

Il pomeriggio si aprirà alle ore 16 con l’arrivo in piazza Matteotti di una decina di befane a bordo del “trenino” grazie alla collaborazione della Pro loco.

Le “vecchine” distribuiranno caramelle e dolci alle famiglie e ai piccoli presenti poi si sposteranno a piedi nelle vie e nelle piazze del centro.

Alle ore 17 è previsto lo spettacolo delle befane acrobatiche a cura del Soccorso alpino (stazione di Macerata): in due si caleranno dal palazzo del Caffè 900 con tanto sacchi e di scopa.

Dopo l’arrivo a terra avrà inizio il concerto del gruppo “Folkappanka”, con brani rock e della tradizione folk.

La giornata include altre novità anche all’Arena Europa: dopo le 17 una befana indosserà i pattini per un’esibizione sulla pista di ghiaccio. I piccoli presenti avranno la possibilità, oltre che di posare per le foto, anche di pescare dalla calza dei buoni sconto.

In palio ci saranno decine di omaggi per giri sulla giostra, in  pista, zucchero filato, pop corn, sconti ed altre sorprese offerte dall’organizzazione.

Nel corso della giornata saranno attive anche le altre attrazioni, dall’ascensore volante alle mostre dei presepi.

La programmazione potrebbe subire modifiche legate alle condizioni meteo.

 

(immagine di repertorio)

Ancora una volta il servizio di teleassistenza Serenity si è dimostrato un prezioso strumento salvavita. Nel tardo pomeriggio i ieri, una donna anziana, che si trovava sola nella sua abitazione a Porto San Giorgio, è rimasta vittima di una caduta domestica.

Impossibilitata a raggiungere il telefono per chiedere aiuto, l’anziana, che fortunatamente aveva aderito al progetto di assistenza gestito da Azzurra Servizi, ha attivato il braccialetto di emergenza indossato al polso. L’allarme è stato immediatamente intercettato dalla centrale operativa del servizio di telesoccorso, che ha fatto scattare la macchina dei soccorsi.

Grazie al sistema di geolocalizzazione, un equipaggio della Croce Azzurra è arrivato rapidamente all’indirizzo dell’abitazione. I volontari hanno prestato le prime cure alla donna e ne hanno poi disposto il trasferimento in ospedale per gli accertamenti del caso.

L’episodio conferma l’importanza dei sistemi di teleassistenza per le persone anziane che vivono sole, capaci di garantire interventi tempestivi anche in situazioni di emergenza improvvisa.

terremoto-santanegolo-in-potano

Una scossa di terremoto di magnitudo 3.8 è stata registrata alle 3,31, con epicentro localizzato tra Sant’Angelo in Pontano e Penna San Giovanni, a 24 chilometri di profondità.

L’evento, rilevato dagli strumenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), è stato distintamente percepito nel Fermano e in tutto l’entroterra e si è propagato fino alla zona costiera, come testimoniano le tante segnalazioni sui social.

Sette minuti più tardi, nella stessa zona, si é verificata un’altra scossa, di magnitudo 3.1. Entrambi i terremoti si sono registrati all’interno di uno sciame sismico nell’area che é iniziato alle 2,52 con una scossa di magnitudo 1.5 ed é poi proseguito nella notte.

Al momento non si registrano danni a edifici. «A seguito della scossa sismica di magnitudo 3.8 registrata alle ore 3.31 dall’Istituto Nazionale di Fisica e Vulcanologia, con epicentro nel comune di Sant’Angelo in Pontano, al momento -confermano i vigili del fuoco – non sono pervenute segnalazioni di danni alla sala operativa del 115».