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Non si è fatta attendere la replica dell’Assessore Regionale alla Sanità Paolo Calcinaro dopo l’attacco del consigliere regionale del Pd Fabrizio Cesetti (leggi qui) in merio alla situazione dei Pronti Soccorsi della regione e con riferimento specifico alla situazione di quello di Fermo, in riferimento ai primi giorni del nuovo anno.

«Lo sapevo, il buon Cesetti ha resistito ben due mesi poi è riuscito a darmi colpa di ciò che non va nel sistema sanitario – ha sottolineato in un post sul suo profilo personale – lo immaginavo perché casualmente sono due mesi in cui parla solo di sanità. Ma i cittadini sanno bene che chi ha chiuso i pronto soccorso di Sant’Elpidio, Montegiorgio e Porto San Giorgio è stato lui con l’amministrazione precedente. Ora si corre ai ripari e, con il tempo giusto e non due mesi ovviamente, qualche danno lo recupereremo». 

Palla rilanciata nell’altro campo dunque da parte di Calcinaro che ha colto anche l’occasione per dare il benvenuto al neo primario del Pronto Soccorso di Fermo. «Intanto ben arrivata alla nuova primaria Tamara Mariani del pronto soccorso di Fermo: ed erano anni che ne mancava uno di ruolo. Buon lavoro a lei, e anche a Cesetti per carità».

La Fp Cgil di Fermo guarda con interesse alle dichiarazioni dell’assessore alla sanità Paolo Calcinaro relative all’imminente definizione del nuovo piano del fabbisogno sanitario e all’annunciato confronto con le parti sociali proprio sul tema dei posti disponibili nelle Rsa e nei centri per le demenze. 

In merito a tale argomento, si ritiene necessario richiamare l’attenzione dell’assessore su una criticità che da tempo viene segnalata nel territorio fermano e non solo: l’inserimento di anziani non autosufficienti presso strutture autorizzate esclusivamente per l’accoglienza di persone autosufficienti, in particolare in Case di Riposo.

L’accesso ai servizi per la non autosufficienza avviene a seguito di valutazione multidimensionale da parte delle Uvi, che dovrebbero evitare l’assegnazione di determinati soggetti in strutture con standard assistenziali e organizzativi non adeguati, prevedendo altresì specifiche procedure di rivalutazione in caso di mutamento delle condizioni cliniche. Troppo spesso si registrano invece, all’interno delle strutture del territorio, situazioni emergenziali ben oltre i limiti previsti dalle normative.
Questi inserimenti impropri hanno conseguenze pesanti sia sulla qualità della vita e sulla sicurezza delle persone più fragili, sia sul piano delle condizioni di lavoro del personale, che si trova a gestire bisogni assistenziali complessi in assenza di adeguate dotazioni organiche, profili professionali e standard previsti per la non autosufficienza.
La Fp Cgil di Fermo invita pertanto l’assessore e la Regione Marche a considerare con particolare attenzione questo aspetto all’interno del nuovo piano del fabbisogno, affinché l’ampliamento dei posti disponibili si accompagni al rispetto delle regole, e soprattutto della dignità delle persone e del lavoro. La Fp Cgil di Fermo si riserva inoltre di segnalare tali gravi situazioni agli organi competenti, per le opportune verifiche.

Fabrizio Cesetti

Sulla sanità, nello specifico sui reparti di Pronto soccorso, interviene anche il consigliere regionale del Pd, Fabrizio Cesetti, con una nota stampa:

«La situazione dei pronto soccorso marchigiani, già drammaticamente degenerata negli ultimi cinque, è arrivata ormai a una situazione insostenibile. È sotto gli occhi di tutti come queste strutture, nonostante l’abnegazione e il senso di responsabilità del personale sanitario, non riescono più a garantire pienamente un servizio tempestivo, adeguato e di qualità, e quindi il diritto alla salute come sancito dalla nostra Costituzione. Non si tratta di supposizioni, ma di una tragica realtà fotografata ormai quasi quotidianamente dalle pagine di cronaca. Basti pensare all’ospedale di Fermo, dove nei primi giorni di gennaio è stata ripetutamente segnalata una situazione indecente, con il triage mai libero e un afflusso continuo di utenti costretti a tempi di attesa inaccettabili che mettono in pericolo la salute stessa delle persone. Tuttavia il collasso non riguarda solo un territorio, ma l’intera regione: a Macerata, per esempio, è stata la stessa Ast a evidenziare non solo la difficoltà di coprire tutti i turni richiesti, ma anche di poterlo fare con le professionalità necessarie. E ciò impone anche di accertare la regolarità della gara espletata per l’assegnazione del servizio. Inoltre, da molti comuni, sono pervenute continue segnalazioni riguardanti la mancanza della guardia medica durante le feste. Questo è il risultato fallimentare della politica sanitaria portata avanti per cinque anni dalla giunta regionale di centrodestra, che ha aggravato i problemi della sanità pubblica, a partire dal massiccio ricorso ai medici “gettonisti” per far fronte alla grave carenza di personale. Ciò che è più preoccupante, però, è che almeno per il momento non registriamo una volontà di rivedere i tanti errori compiuti; la parola d’ordine del presidente Acquaroli e dei nuovi assessori sembra essere continuità».

Fabrizio Cesetti, che a tal proposito ha presentato un’interrogazione a risposta immediata per sollecitare provvedimenti immediati volti ad assicurare il regolare funzionamento del sistema di emergenza-urgenza degli Enti del Servizio sanitario regionale.

«Anzi – continua Cesetti – a distanza di tre mesi dall’insediamento della nuova giunta regionale il quadro generale è persino peggiorato. Se, infatti, con l’ex assessore Saltamartini, nella pur molto insufficiente gestione della sanità pubblica, si poteva scorgere qualche sforzo per dare risposte ai cittadini, oggi vediamo che a farla da padrone è solo la mera propaganda fine a sé stessa. Di fatto, anziché produrre provvedimenti effettivi, la giunta regionale si sta abbandonando a una politica fatta di annunci a cui non seguono mai atti concreti. Ma attenzione: se non si adottano immediati provvedimenti correttivi, si espone il Servizio sanitario regionale a responsabilità civili, erariali ed anche di ordine penale. E ciò vale sia per quanti hanno la responsabilità di indirizzo e controllo, sia per coloro che hanno la responsabilità della gestione e del conseguimento degli obiettivi»

Sulla A14 Bologna-Taranto è prevista una chiusura notturna del tratto compreso tra Pedaso e Grottammare, in entrambe le direzioni di marcia, Pescara/Bari e Ancona/Bologna. Il provvedimento scatterà dalle ore 22 di lunedì 12 gennaio fino alle 6 di martedì 13 gennaio.

La chiusura si rende necessaria per consentire attività di ispezione, finiture e collaudi nell’ambito dei lavori previsti dal piano di interventi ai sensi del D.lgs 264/06, finalizzati al potenziamento degli impianti di sicurezza delle gallerie.

Durante l’interruzione del traffico non saranno raggiungibili le aree di servizio “Piceno ovest”, in direzione Pescara/Bari, e “Piceno est”, verso Ancona/Bologna. Inoltre, dalle 18 di lunedì 12 fino alle 6 di martedì 13 gennaio, all’interno delle stesse aree di servizio sarà istituito il divieto di sosta.

Autostrade per l’Italia consiglia i seguenti percorsi alternativi:

Sempre da Autostrade: «Si raccomanda agli automobilisti di prestare attenzione alla segnaletica e di pianificare per tempo gli spostamenti».

Continua da parte dei Carabinieri la lotta al contrasto di spaccio ed uso di stupefacenti su tutto il territorio provinciale.

Nei giorni scorsi i militari della Stazione Carabinieri di Porto Sant’Elpidio, durante un servizio notturno mirato al contrasto delle attività illecite in materia di stupefacenti hanno fermato un italiano di circa 5o anni, domiciliato in provincia. L’uomo è stato trovato in possesso di una dose di cocaina, detenuta per uso personale.Immediato il ritiro della sua patente di guida.

A Montegranaro invece i militari della locale Stazione Carabinieri hanno segnalato un ventenne, domiciliato in provincia. L’uomo è stato trovato in possesso di pochi grammi di hashish, detenuti per uso personale.

Un altro episodio ha visto protagonisti i Carabinieri della Stazione di Monte Urano. I militari hanno infatti segnalato un italiano di circa 40 anni, residente in provincia che, fermato per un controllo, è stato trovato in possesso di pochi grammi di hashish, detenuti per uso personale. Ancora i militari della Stazione Carabinieri di Monte Urano, stavolta intervenuti a Campiglione di Fermo, nel parcheggio antistante un centro commerciale, hanno segnalato un marocchino poco più che ventenne, residente in provincia. Lo stesso è stato trovato in possesso di due grammi di eroina, detenuta per uso personale.

Infine a Torre San Patrizio, i militari della Sezione Radiomobile della Compagnia di Montegiorgio, transitando nelle vie limitrofe a una discoteca, hanno notato un gruppo di ragazzi appartati i quali alla loro vista si sono allontanati di corsa, dileguandosi nella vegetazione attigua retrostante la suddetta struttura. I Carabinieri, dopo un accurato controllo della zona, hanno rinvenuto a terra due involucri contenenti dieci grammi di marijuana.

La segnalazione prevista dal testo unico sulle sostanze stupefacenti e psicotrope riguarda tutti i soggetti che vengono trovati in possesso di stupefacenti in quantità tali da far presumere un utilizzo personale.

Alessandro Taddei – Presidente Cia Marche

Rispetto a quanto approvato dall’Unione Europea pochi giorni fa in tema di agricoltura, la Cia Marche esprime soddisfazione per la modifica del bilancio europeo a favore dell’agricoltura e del territorio, annunciata dal Commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli (clicca qui), che riconosce il valore strategico del settore agricolo per l’Appennino centrale.

Un risultato che va nella direzione auspicata da tempo dalla Confederazione e che rafforza l’attenzione verso quei territori interni che, soprattutto dopo il sisma, hanno bisogno di politiche concrete e continuative per sostenere le imprese e le comunità locali.

«Accogliamo con favore quanto annunciato dal Commissario Castelli – sottolinea il presidente di Cia Marche, Alessandro Taddei – perché rappresenta un segnale importante per le aree interne, nelle quali la nostra organizzazione è da sempre impegnata. L’agricoltura non è solo un settore economico, ma un presidio fondamentale per il territorio, la coesione sociale e la tutela del paesaggio».

Cia Marche ricorda come, negli anni, abbia costantemente lavorato al fianco delle aziende agricole delle zone montane e collinari, sostenendo il diritto a un reddito equo per chi vive e opera in contesti complessi, spesso penalizzati da carenze infrastrutturali e da eccessi burocratici.

«Il riconoscimento del ruolo degli agricoltori dell’Appennino – prosegue Taddei – va nella direzione che abbiamo sempre indicato: senza chi presidia e cura il territorio non può esserci ricostruzione né sviluppo. Per questo è fondamentale che alle risorse annunciate seguano azioni coordinate con le Regioni, capaci di tradursi in opportunità reali per le imprese e per le comunità locali».

Cia Marche ribadisce infine il proprio impegno a continuare il lavoro di rappresentanza e proposta, affinché le aree interne non restino ai margini delle politiche di sviluppo, ma diventino uno dei pilastri su cui costruire il futuro economico e sociale della regione.

di redazione CF

«L’associazione “Giorgio La Pira”, il centro studi “Carducci” e la fondazione “San Giacomo della Marca” sono profondamente convinti che la strada dell’integrazione dei servizi tra Comuni sia imprescindibile per garantire l’efficienza dei servizi comunali. L’integrazione dei servizi rende praticabile la collaborazione delle comunità locali e quindi il raggiungimento degli standard di efficienza dei servizi comunali. Non esistono altre strade se non l’impoverimento progressivo della qualità dei servizi».

E’ quanto si legge in una nota stampa, a firma congiunta, proprio dell’associazione “Giorgio La Pira”, il centro studi “Carducci” e la fondazione “San Giacomo della Marca” che spiegano, nel dettaglio, la loro posizione: «Non crediamo alle scorciatoie, ai processi che partono dall’alto per imporre modelli di unione che non accettano quella costruzione dal basso che invece è fondamentale per raggiungere i risultati desiderati. Da due anni abbiamo messo in atto tutta una serie di iniziative per la creazione di un corpo intercomunale di Polizia Locale che al momento non ha trovato ancora nessun riscontro operativo nonostante i formali apprezzamenti ricevuti dai rappresentanti politici dei Comuni interessati. Il 16 febbraio 2024 è stato effettuato il primo l’incontro nell’auditorium San Rocco a Fermo sul seguente argomento: “Corpo Intercomunale della Polizia Locale: opportunità e vantaggi per il territorio”, relatore il dott. Achille Zechini, dirigente superiore della Polizia di Stato in quiescenza, già comandante del Corpo Intercomunale di Polizia Locale di Riccione, Misano Adriatico, Coriano e Bellaria. Dopo questo incontro bozze del regolamento e di delibere comunali sono state inviate ai sindaci di Fermo, Porto San Giorgio e Porto Sant’Elpidio. Il regolamento è stato trasmesso anche ad alcuni assessori e comandanti dei vigili urbani. Il 15 ottobre 2024 la proposta, sottoscritta dai presidenti delle tre associazioni, ossia Maurizio Temperini Maurizio, Barbara Toce e Massimo Valentini, è stata protocollata e formalmente consegnata ai tre sindaci invitandoli a dare comunque una risposta in tempi ragionevoli».

Ma non era finita lì. «Il 21 febbraio scorso a Porto Sant’Elpidio nella sala Gigli è stato ripreso l’argomento. Il tema dell’incontro è stato: “Corpo intercomunale di Polizia locale di Fermo, Porto Sant’Elpidio e Porto San Giorgio, dai patti per la sicurezza, promossi dal Prefetto e sottoscritti dai tre Sindaci, alla condivisione dei servizi”. Relatore ancora il dott. Achille Zechini. In tale occasione – rimarcano le associazioni – è stata distribuita ai numerosi cittadini presenti copia della proposta elaborata dal Gruppo di lavoro nominato dalle tre associazioni. Il 12 marzo 2025 nella riunione della terza Commissione consiliare di Fermo il consigliere Roberto Simoni ha presentato la proposta che, come da verbale della seduta, è stata condivisa da tutti. L’assessore Mauro Torresi ha fatto presente che “a livello locale c’è molta resistenza (…). Il Prefetto è favorevole, infatti sprona e chiede di far incontrare su un tavolo i Comuni per arrivare ad un obiettivo comune di gestione collegiale, il “Patto per la sicurezza urbana” ne è un esempio”. Il presidente dell’associazione “Giorgio La Pira”, anche a nome delle altre associazioni, ha sollecitato il sindaco di Fermo a promuovere un incontro con gli altri due sindaci che hanno dichiarato nei ripetuti incontri non solo la disponibilità, ma soprattutto l’opportunità di dar vita al Corpo Intercomunale di Polizia locale».

Constatato che non ci sono stati sviluppi operativi, il 23 maggio 2025 alle ore 15,30 nella sala di Giunta, dietro appuntamento, i presidenti delle tre associazioni lo hanno incontrato «per conoscere i motivi dell’immobilismo. Il sindaco di Fermo – aggiungono le associazioni – si è dichiarato ancora una volta disposto a portare avanti di persona la proposta coinvolgendo le altre due amministrazioni che nei vari incontri da noi effettuati hanno sempre espresso, a parole, la loro disponibilità. Nel mese di ottobre si è constatato che, nonostante quanto promesso e dichiarato, non è stato compiuto alcun atto operativo per iniziare il processo della creazione di un Corpo Intercomunale di Polizia Municipale».

E così si arriva a una richiesta di chiarimenti: «Dal momento che le reali intenzioni si conoscono non da quello che si dice, ma da quello che si fa, prendiamo atto che al momento non c’è la volontà politica di portare avanti il progetto e ne vorremmo conoscere le ragioni. Per quanto ci riguarda riteniamo imprescindibile che il processo di integrazione dei servizi comunali venga portato avanti per la qualità del servizio che deve essere dato ai cittadini, è una strada pertanto inderogabile e non sarebbe credibile qualsiasi altra soluzione al riguardo».

 

Si è svolto a fine dicembre l’Incontro degli Auguri, appuntamento annuale dedicato alle persone della Cassa di Risparmio di Fermo, che ha riunito gli Amministratori della Banca e della Fondazione, il personale e i pensionati dell’Istituto.

Il Presidente di Carifermo S.p.A. Alberto Palma e il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo Giorgio Girotti Pucci hanno rivolto il loro saluto ai numerosi partecipanti, sottolineando il valore dell’incontro come momento di condivisione e riconoscimento del percorso comune.

Il Direttore Generale Ermanno Traini è intervenuto con un focus sul contesto economico, offrendo una lettura sul piano nazionale e regionale, evidenziando il ruolo del credito locale nel sostenere famiglie e imprese in una fase di trasformazione complessa ma ricca di opportunità.

Il Direttore Generale ha quindi ripercorso i momenti più significativi dell’anno, richiamando «l’impegno della Banca sui temi più sfidanti, a partire dall’innovazione, dalla sicurezza informatica e dalla sostenibilità, ribadendo al contempo la centralità della relazione umana come elemento distintivo dell’azione di Carifermo». Ha inoltre ricordato «i riconoscimenti ottenuti nel 2025 e le scelte strategiche che hanno accompagnato i risultati conseguiti, confermando la solidità del percorso intrapreso. Nel presentare i principali progetti in programma per il 2026, ha ribadito con determinazione il ruolo di Carifermo quale Banca del territorio da 169 anni, profondamente radicata nella comunità di riferimento».

È stata anche l’occasione per valorizzare il lavoro svolto dalle Agenzie e dalla Direzione nel corso dell’anno, contribuendo in maniera determinante ai risultati raggiunti dall’Istituto. Come tradizione, durante la serata, particolarmente sentita e partecipata, sono stati anche salutati i colleghi che hanno raggiunto il traguardo della pensione nell’ultimo anno.

 

Andrea Putzu

«Dopo tre mesi dalla sonora bocciatura da parte dei marchigiani, il candidato sconfitto Matteo Ricci interrompe il silenzio e torna nelle Marche proponendo il solito copione a base di mera demagogia. Se questo è il tenore del contributo che intende dare alle Marche, è meglio che resti dove lo hanno rispedito i marchigiani, a Bruxelles». Queste le dichiarazioni del capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale Andrea Putzu, in replica alle recenti affermazioni di Matteo Ricci e dei consiglieri di opposizione.

«Ricci accusa la Regione di immobilismo e propaganda, ma intanto nelle Marche si investe davvero – sottolinea Putzu – Dopo aver raccontato in campagna elettorale che la Zes non esisteva ora finalmente la riconosce arrivando addirittura a raccontare favole su “discriminazioni” e assenza di risorse, ignorando volutamente che le imprese stanno già presentando centinaia di domande e muovendo milioni di euro: in soli 15 giorni presentate domande per che hanno attivato investimenti complessivi pari a 69,8 milioni di euro. Quando i numeri non piacciono, si fa finta che non esistano. Sulla sanità il copione è lo stesso con toni apocalittici e zero onestà intellettuale. Parlare di sistema “devastato” dopo anni di gestione fallimentare della sinistra è quantomeno surreale».

«La Giunta Acquaroli sta mettendo ordine dove altri hanno lasciato macerie, con investimenti, assunzioni e cantieri veri, non facciate elettorali buone solo per le foto. Il nuovo ospedale di Fermo e l’Inrca procedono, nonostante qualcuno continui a tifare per il fallimento pur di avere un titolo sui giornali. Ma governare non è fare sceneggiate, bensì è lavorare, giorno dopo giorno, anche lontano dai riflettori. Ricci dice che la Giunta «si accontenta». Per inciso, la Regione Marche è impegnata su più fronti per rafforzare i servizi sanitari, assistere le fasce più deboli e sostenere i giovani con incentivi e opportunità formative e lavorative. Parlare di «insufficienza» senza riconoscere i progressi è più un esercizio di stile che di politica responsabile. Le Marche non sono un terreno di protesta permanente – conclude il capogruppo – e le idee si giudicano dai fatti, non dagli slogan. E i marchigiani sanno distinguere chi lavora da chi parla».

https://cronachefermane.jef.it/2026/01/07/ricci-nessuno-slancio-dallacquaroli-bis-noi-unopposizione-costruttiva-e-per-lalternativa/738754/

L’assessore Marco Traini

Il centro sociale di Villa Murri si trasferisce in coabitazione con il centro sociale La Montagnola, nei locali di quest’ultimo. La scelta dell’amministrazione comunale di Porto Sant’Elpidio è arrivata su richiesta del direttivo del centro sociale stesso, come rimarcato dall’assessore Marco Traini: «Abbiamo semplicemente accolto una richiesta fattaci pervenire dal direttivo del centro sociale di Villa Murri, regolarmente votata in assemblea e certificata dal verbale da loro redatto» spiega l’assessore alle politiche sociali e al bilancio, Marco Traini.

«Il consiglio direttivo ha richiesto altri spazi in altri luoghi, questo perché vorrebbero ampliare la loro attività non solo al semplice ritrovo nelle ore diurne e serali, ma anche con la creazione di piccoli eventi ricreativi. Io stesso ho chiesto loro di fare tale richiesta dopo un’assemblea, questa è stata convocata e hanno votato di trasferirsi altrove. Noi come amministratori abbiamo preso atto della regolare convocazione dell’assemblea ed insieme abbiamo discusso di tale trasferimento, trovando di comune accordo l’area. Alla Montagnola andranno a convivere due centri sociali».

Una scelta che però ha scatenato la polemica con tanto di affissione, proprio nell’area di Villa Murri, di un cartello che reputa l’amministrazione responsabile dello “sfratto” dei membri del centro sociale. «A seguito di questa decisione che è tutta interna alla loro realtà associativa, si è creata una divisione con una minoranza di soci pari a sette/otto persone che non sono d’accordo con tale decisione – prosegue Traini – Ora loro vorrebbero che l’amministrazione intervenisse, bloccando tale spostamento, ma è una procedura che non è compito nostro fare. Siamo dinanzi ad un centro sociale con regolare direttivo, il quale ha convocato un’assemblea, votato un punto all’ordine del giorno, il tutto in maniera democratica». Nel frattempo quegli spazi, completato lo spostamento del centro sociale, saranno subito rimessi a disposizione della comunità. «Il luogo dove c’era il centro sociale, quindi il piano terra di Villa Murri, verrà destinato al centro famiglia con la creazione di sale polifunzionali per i giovani, famiglie e anziani. Non lasceremo questo vuoto, anzi andremo ad operare per aiutare tutte le fasce d’età cercando di creare attività multiple».

Maikol Di Stefano

La Commissione Europea, su spinta del governo italiano, modifica il bilancio a favore dell’agricoltura e del territorio.

Un risultato positivo secondo il commissario alla ricostruzione Guido Castelli: «Importante risultato per gli interessi dell’Italia e dell’Appennino centrale che da fiducia all’impegno per la ricostruzione».

«L’approccio pragmatico e non ideologico del nostro Governo porta a risultati concreti per l’economia dell’Appennino centrale; – dichiara Guido Castelli Commissario alla ricostruzione sisma 2016 – il gioco di squadra della maggioranza con il Presidente Meloni, il Commissario Fitto e il Ministro Lollobrigida ha ottenuto una significativa modifica al bilancio europeo restituendo dignità ai nostri agricoltori scongiurando i tagli previsti, anzi, ottenendo ulteriori 10 miliardi in più all’agricoltura italiana».

 

«Per l’area sisma dell’Appennino centrale assicurare un reddito giusto a chi presiede e cura il territorio rappresenta una condizione imprescindibile per ricostruire il futuro del cratere – continua Castelli – dopo essere riusciti a superare i vincoli burocratici per le nostre imprese, il nostro Governo riesce a evitare i tagli a un settore strategico per il nostro
territorio come l’agricoltura».

 

«Insieme alle Regioni dobbiamo dare seguito a questo straordinario risultato che vede finalmente il riconoscimento degli interessi dell’Italia in Europa – conclude Castelli – ora è necessaria un’azione coordinata per cogliere al meglio questa opportunità per creare le
migliori condizioni di vita e lavoro sui nostri territori».