
L’europarlamentare Pd Matteo Ricci (secondo da sin.) in visita agli scavi della basilica di Vitruvio a Fano
«Una scoperta straordinaria che porta ancora di più le Marche nel mondo», così Matteo Ricci, europarlamentare Pd e candidato governatore delle Marche alle ultime elezioni regionali, descrive la Basilica di Vitruvio, a seguito della visita istituzionale di questa mattina, a Fano, assieme al sindaco, Luca Serfilippi.
«Dall’Europa ci sarà il massimo sostegno, siamo uniti per un’occasione storica di rilancio per il territorio e per il turismo regionale. I resti della Basilica di Vitruvio rappresentano un patrimonio unico, tra cultura e identità – afferma Ricci – La sfida è valorizzare questi tesori per investire nello sviluppo e nella bellezza della regione Marche. Ottima quindi anche l’idea della consigliera regionale, Micaela Vitri, di una facoltà di architettura a Fano».

Da sin. Francesca Carli, Andrea Michelini, Matteo Paolillo, Andrea Agostini e Moreno Pieroni
Applauditissimo nelle sale del Multiplex Giometti di Ancona, il film “Io+Te” prodotto da Roberto Venuso e Federica Artiano per la Genesis S.r.l., distribuito da Artimagiche Film. il film, girato nelle Marche, è stato realizzato grazie al contributo e il supporto di Marche Film Commission – Fondazione Marche Cultura, con il patrocinio dei Comuni di Loreto e Porto Recanati e con il supporto del Gruppo Rainbow, ed è in uscita questa settimana nelle sale cinematografiche italiane.
«Ho scelto di produrre questo film perché racconta una storia semplice, ma profondamente attuale – ha spiegato la produttrice Federica Artiano – Parla di noi, dei giovani, delle nostre relazioni, degli amori che nascono e degli imprevisti che inevitabilmente mettono alla prova ogni rapporto. Un ringraziamento speciale va al territorio marchigiano, che si è rivelato un valore aggiunto alla sceneggiatura, alla Film Commission Marche e al presidente Andrea Agostini per il sostegno, così come ai Comuni e ai sindaci di Porto Recanati e Loreto. Un grazie particolare al dottor Iginio Straffi e al gruppo Rainbow che ci hanno supportato sul territorio».
«Girando questo film ho scoperto le Marche, una terra bellissima con paesaggi suggestivi di mare e collina e borghi incantevoli» le parole di Matteo Paolillo (Mare Fuori) alla presentazione speciale del nuovo film Io+Te, diretto da Valentina De Amicis.
«Il mio personaggio, Leo, è un ragazzo di 27 anni che vive con passione la sua vita e soprattutto si prende molta cura delle persone che ama, mi è piaciuto molto raccontarlo» ha proseguito Matteo Paollillo attore della serie tv di successo Rai Mare Fuori, durante il talk di apertura proiezione, condotto da Andrea Agostini, presidente di Fondazione Marche Cultura Marche Film Commission.

Da sin. Federica Artiano, Iginio Straffi, Matteo Paolillo, Andrea Agostini e Roberto Venuso
Tra i presenti in sala alcune tra le autorità e personaggi dei Comuni coinvolti nelle riprese, il sindaco Moreno Pieroni, l’assessore alla Cultura Francesca Carli del Comune di Loreto il sindaco di Porto Recanati, Andrea Michelini, l’assessore Manuela Caucci del Comune di Ancona e il presidente della Rainbow, Iginio Sraffi.
Io+Te racconta l’incontro tra due mondi lontani che si attraggono, si respingono e si trasformano, e annovera nel cast con i protagonisti Matteo Paolillo ed Ester Pantano, Camilla Semino Favro, Eva Cela, Jacqueline Luna, gli attori marchigiani Marco Imparato, Rebecca Liberati e, all’esordio sul grande schermo, la piccola Lavinia De Carlonis, classe 2016 di Porto San Giorgio, con la partecipazione amichevole di Antonio De Matteo e Pia Lanciotti.
«Una storia d’amore contemporanea che affronta senza filtri i grandi temi delle relazioni di oggi: desiderio, paura di legarsi, libertà, maternità, difficoltà genitoriali e il dolore delle scelte – ha evidenziato il presidente della Fondazione Marce Cultura – Marche Film Commission, Andrea Agostini – Un film girato interamente nelle Marche, con tante maestranze e comparse locali, in 25 giorni nei comuni di Osimo, Porto Recanati, Loreto, Sirolo, Ancona e Numana che offrono allo spettatore uno spaccato autentico e suggestivo del territorio, tra borghi storici, costa adriatica e scorci urbani. Un debutto che conferma le Marche come set ideale, tra cinema autentico e bellezza territoriale senza tempo».
Le immagini sono accompagnate dalle musiche originali composte da David Cerquetti e il brano inedito “Yours Forever” di Benedetta Caretta, edizioni musicali Sony Music Publishing (Italy).

Andrea Agostini e Matteo Paolillo
La storia
Lei è Mia, 36 anni, ginecologa affermata, indipendente, allergica alle relazioni stabili, abituata a vivere l’amore come un’esperienza da consumare e lasciarsi alle spalle. Ama sperimentare, cambiare, non legarsi. Il suo lavoro è ordinato, schematico, e proprio per questo nella vita privata cerca il contrario: emozioni nuove, incontri senza promesse, storie che non chiedano futuro. Lui è Leo, 26 anni, poeta per natura, allergico ai social, innamorato della musica e delle cose autentiche, con una visione dell’amore che sembra appartenere a un’altra epoca.
Il loro incontro nasce quasi per caso, in un bar, interrompendo un appuntamento qualunque. Da lì prende forma una relazione travolgente, fuori dagli schemi, fatta di passione, complicità e condivisione. Ma come spesso accade, l’innamoramento è solo l’inizio. Quando la realtà irrompe, con il suo carico di responsabilità, paure e domande, tutto cambia.

Gino Sabatini (primo da sin.) e Guido Castelli (terzo da sin.) alla Bit di Milano
Camera Marche e struttura commissariale alla Bit: «Rilancio dell’entroterra e nuova linfa per l’economia, dodici progetti per 33,61 milioni di euro. Il rilancio dell’entroterra vuole dire nuova occupazione, nuova attrattività, nuova linfa per l’economia» rimarcano proprio dalla Camera di Commercio marchigiana, guidata dal presidente Gino Sabatini.
Per le Marche, infatti, la Bit Borsa Italiana del Turismo non ha rappresentato, secondo la Camera Marche, solo un’occasione promozionale del territorio, delle sue eccellenze produttive e di un settore dell’accoglienza in rinnovamento ma anche un momento di riflessione e rendicontazione a partire dall’evento sisma in occasione del suo decennale; una frattura che per essere sanata ha avuto, e sta avendo bisogno di un lavoro congiunto e di una sinergia tra pubblico e privato per la realizzazione di interventi fisici a cui affiancare anche una reale ricostruzione socio-economica.
È questo il messaggio emerso dal talk ospitato nell’ambito dell’evento “Il rilancio delle Marche a 10 anni dal sisma”, alla Bit di Milano, con la partecipazione del commissario straordinario al sisma 2016, Guido Castelli, e del presidente della Camera di Commercio delle Marche in veste, nonché vicepresidente di Unioncamere, Gino Sabatini.
La misura dedicata ai partenariati speciali pubblico-privato, oggetto della riflessione all’incontro in Bit, ha supportato 12 progetti marchigiani per 33,61 milioni illustrati a Milano con i rappresentanti dei Comuni coinvolti: Belforte del Chienti (sindaco Alessio Vita) in rete con Caldarola (sindaco Giuseppe Fabbroni), Cessapalombo (sindaco Giuseppina Feliciotti), Serrapetrona (sindaco Silvia Pinzi), Camporotondo di Fiastrone (sindaco Massimiliano Micucci) – Fiastra (sindaco Giancarlo Ricottini)- Cossignano (sindaco Roberto Luciani) in rete con Castignano (sindaco Fabio Polini), Force (sindaco Amedeo Lupi), Montalto delle Marche (sindaco Daniel Matricardi), Montedinove (sindaco Antonio Del Duca), Offida (sindaco Luigi Massa), Rotella (sindaco Giovanni Borraccini); oltre al presidente Uncem, Giuseppe Amici, e all’assesssore di Acquasanta Terme, Elisa Ionni.
«Questa progettualità– ha ricordato Gino Sabatini – ci coinvolge come sistema camerale, attraverso Unioncamere soggetto gestore della misura, nella gestione delle risorse Pnc (Piano nazionale complementare ndr), in collaborazione con la Regione Marche e le autorità governative centrali, orientata alla semplificazione e all’operatività. Ricucire il tessuto imprenditoriale significa sostenere nuove attività e animare i territori, rendendoli attrattivi non solo per chi vi abita ma anche per visitatori e investitori. Turismo, cultura, sport e imprese creative rappresentano leve decisive per generare occupazione stabile e rafforzare l’identità dei borghi. Come sistema camerale operiamo per facilitare la realizzazione di progetti di rilancio economico e sociale, accompagnando amministrazioni e imprese nella costruzione di partenariati efficaci e promuovendo strumenti concreti come bandi a supporto dell’apertura di nuove attività nei comuni dell’entroterra. L’obiettivo è trasformare la ricostruzione in nuova impresa, nuova occupazione e nuova attrattività territoriale».
Il confronto alla Bit ha confermato come il “Laboratorio Appennino Centrale” stia evolvendo verso un modello integrato, in cui infrastrutture, imprese e comunità si collegano in maniera duratura, promuovendo uno sviluppo coerente che renda i borghi spazi vitali e vissuti tutto l’anno, rafforzando la sinergia tra istituzioni e privati quale motore di sviluppo stabile e sostenibile.

Angelo Serri, direttore di Tipicità
Con una spettacolare presentazione organizzata proprio di fronte al palazzo olimpico di Milano, è partito il conto alla rovescia della 34esima edizione di Tipicità Festival, evento che oggi è uno degli appuntamenti “cult” nel panorama nazionale. Alla presenza di giornalisti, amministratori e partner è stato svelato il leitmotiv che accompagnerà il racconto della manifestazione nel 2026: “traiettorie indigene”.
“Traiettorie indigene – spiega il direttore di Tipicità, Angelo Serri – sono quei sentieri che offrono al viaggiatore il “lusso” di perdersi. Strade che ci portano al cuore del villaggio globale, lontano dal “folklore da cartolina”, dentro esperienze vere: sapori, destinazioni, idee e manifattura che compongono un affresco in continuo movimento!”.
Organizzato dal Comune di Fermo in collaborazione con un nutrito pool di enti e partner privati, dal 6 all’8 marzo negli spazi del Fermo Forum, Tipicità Festival rilancia la sua missione storica: raccontare l’eccellenza locale nel contesto globale. Al centro restano l’esperienza, i prodotti, la manifattura, le destinazioni che parlano dell’Italia autentica o, più precisamente, di un mosaico di micro-Italie capaci di restituire il Bel Paese contemporaneo.
All’esperienza del Made in Marche si affiancano sempre più storie e realtà che raccontano la Tipicità del Made in Italy: dalla Sicilia al Trentino, accoglienza, resistenza e ingegno prenderanno forma lungo il percorso della Tipicità Experience, accanto al meglio della produzione marchigiana. A sublimare l’unicità della gastronomia italica anche un premio nazionale, destinato alle famiglie imprenditoriali che da generazioni producono le materie prime di quella cucina italiana che l’Unesco ha recentemente riconosciuto patrimonio immateriale dell’umanità.
Tipicità Festival 2026 sarà soprattutto da vivere come protagonisti di un grande contenitore di eventi. Un programma ricchissimo, articolato in quattro aree tematiche principali: area Congress: spazio ai grandi temi e al futuro del territorio, Teatro delle Esperienze: open space dove la voce dei territori prende vita attraverso un susseguirsi di momenti di presentazione, degustazione e co-creazione, Accademia: area di live show cooking dove la scelta degli ingredienti e la manualità diventano racconto, mettendo a confronto culture vicine e lontane, e Sala LiFe (Lieviti & Fermenti): la nuovissima area che, attraverso due elementi essenziali dell’enogastronomia, apre ai rituali, alle esperienze e a tutto ciò che ci restituisce la misura del cibo come nutrimento vitale.
Accanto a queste, tante altre aree evento animate da Confartigianato, Cna, Coldiretti, Copagri, insieme ad Atenei, produttori e progetti territoriali capaci di lasciare il segno. E la dimensione di Tipicità, anticipata alla BIT con un filo che corre dalle Ande al Monte Fuji, non si ferma al contesto nazionale ma, al contrario, va alla ricerca di localismi unici, li mette in dialogo tra loro e li apre ad una partecipazione internazionale ricca di sorprese (che saranno svelate nel corso di questo mese), permettendo ai visitatori, mai come prima, di diventare protagonisti di un viaggio pionieristico nel segno della “decolonizzazione pop”.
Info www.tipicita.it

L’inaugurazione di Tipicità Festival edizione 2025
Anche la “Costa dei Borghi-Riviera fermana”, che riunisce sotto un’unica bandiera, quella della promozione territoriale, i sei Comuni della costa fermana, presente alla Bit, la Borsa Internazionale del Turismo, nel quartiere di Rho da martedì 10 a giovedì 12 febbraio. Tanti gli appuntamenti nel corso dei quali la città ed il territorio hanno avuto la loro vetrina con momenti di promozione importanti.
In particolare, oltre alla presenza nello stand “Let’s Marche” della Regione Marche con materiale di promozione turistica, cartacea e gadgets, la Città di Fermo ha partecipato, insieme a Porto San Giorgio, Porto S.Elpidio e Altidona, nella giornata di mercoledì 11 febbraio nell’area Talk allo slot dal titolo “Costa dei Borghi tra il Mare e la Sibilla: un territorio da vivere in movimento” con il fine di promuovere il brand turistico “Costa dei Borghi – Riviera Fermana”.

Il progetto, dopo la presentazione ufficiale della scorsa estate a Fermo e dopo il Ttg di Rimini dello scorso ottobre, è stato presentato per la prima volta alla Bit. L’opportunità data dalla Borsa Internazionale del Turismo è stata quella di illustrare il progetto che racconta un’identità condivisa, una visione organica, un nome che parla di un territorio: il nuovo brand “Costa dei Borghi – Riviera Fermana, guiderà infatti, in modo coordinato, lo sviluppo turistico dei sei Comuni costieri coinvolti: Altidona, Campofilone, Fermo (capofila del progetto), Pedaso, Porto San Giorgio e Porto Sant’Elpidio.
Presenti l’assessore al turismo del Comune di Fermo Annalisa Cerretani, il sindaco di Porto San Giorgio Valerio Vesprini, il sindaco di Porto S. Elpidio Massimiliano Ciarpella, il sindaco di Altidona Giuliana Porrà.
«Un progetto che è nato con grande volontà e passione – ha detto l’assessore Cerretani – che si caratterizza per il coraggio con cui sei comunità si sono messe a disposizione per condividere progettualità dal punto di vista turistico, un progetto dove non ci sono campanili ma dove insieme si vince». «Un progetto che sta muovendo bene i primi passi, la nostra città è il porto del Fermano che dal mare apre ai borghi» ha dichiarato il sindaco di Porto San Giorgio Vesprini.
«La Costa dei Borghi valorizza territorio e comunità ed è capace di includere forme di turismo che potevano essere precluse» per il sindaco elpidiense Ciarpella. «E’ un’emozione per i piccoli Comuni, un progetto ambizioso caratterizzato da un bel processo partecipativo» ha detto il sindaco Porrà portando i saluti anche dei Comuni di Pedaso e Campofilone.
Prossime azioni del brand, che ha già lanciato la prima mappa della costa dei borghi: l’attivazione del portale unico ed il tavolo tecnico con gli stakeholders per lo sviluppo di itinerari e prodotti turistici. Da parte dei partecipanti i ringraziamenti agli assessori dei 6 Comuni coinvolti, fra cui gli assessori al turismo presenti alla Bit ovvero Elisa Torresi e Giampiero Marcattili, rispettivamente di Porto S.Elpidio e Porto San Giorgio ed agli stakeholders che hanno dato il loro contributo di idee nei mesi scorsi al progetto.
All’interno dello stand della Regione Marche era presente anche una delegazione in costumi storici della “Cavalcata dell’Assunta”, evento ambasciatore della città, con l’obiettivo di promuovere l’evento del Palio, dedicato all’Assunta, patrona della Città, giunto quest’anno alla 45ª edizione che vedrà come ogni anno un ricco e partecipato programma di iniziative, che culminerà il 15 agosto con il corteo in costumi medievali e con l’avvincente corsa al Palio fra le dieci contrade cittadine.
Presente anche Tu.Ris.Marche, per l’incoming e la promozione turistica, la cui proposta si basa su un’esperienza consolidata, maturata anche attraverso la gestione diretta dei punti informativi IAT lungo la costa fermana e nell’entroterra che garantiscono un contatto quotidiano con migliaia di visitatori.
Una guida e un podcast per accompagnare i “camminatori” lungo i percorsi di arte, natura e spiritualità che costituiscono una delle reti su cui poggiare la rinascita del Centro Italia, dieci anni dopo il sisma del 2016-2017 che ha devastato un territorio vastissimo (8000 chilometri quadrati di superficie), coinvolgendo quattro Regioni (Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria) e 138 Comuni con un concentrato unico di storia, di cultura e di bellezze naturali e artistiche. Un’occasione particolarmente di attualità, visto che proprio in questi giorni la nuova legge sui Cammini – che prevede tra l’altro un finanziamento di oltre 5 milioni di euro, per il periodo 2026-2028, più un milione annuo a partire dal 2029 – è in approvazione definitiva al Senato. Oggi alla Borsa Internazionale del Turismo (Bit) di Milano protagonista il turismo dei Cammini – turismo “lento”, turismo sostenibile, turismo destagionalizzato – che è in grande crescita in Italia (+29% nel 2024). E che può diventare un volano di rinascita per i territori e le comunità ferite dal sisma di dieci anni fa.
Una giornata dedicata alla presentazione della guida “I Cammini della Rinascita”, è il titolo della guida, realizzata da Giunti editore, con la collaborazione della Struttura del commissario straordinario per la Ricostruzione e Riparazione sisma 2016; e alla presentazione di “Camminando nel Cratere”, il podcast promosso dalla Struttura Commissariale in collaborazione Loquis, la prima piattaforma al mondo di travel podcastgeolocalizzati.
La Guida illustra il reticolo di nove cammini che attraversano i territori delle quattro regioni (Abruzzo, Lazio, Marche, Umbria) colpite dai sismi del 2016-2017 ai quali sono stati destinate complessivamente risorse per 47 milioni di euro. Risorse messe in campo dalla Struttura Commissariale guidata dal senatore Castelli, con l’obiettivo di trasformare il turismo lento in un modello stabile di sviluppo attraverso investimenti destinati a valorizzare sentieri, borghi e cammini storici attraverso interventi per la sicurezza, l’intermodalità bici-trasporto pubblico, l’accessibilità universale e l’ospitalità diffusa.
L’incontro ha visto la presenza del Ministro del Turismo Daniela Santanchè, del senatore Guido Castelli, commissario straordinario al Sisma 2016, e di Francesco Acquaroli, presidente della Regione Marche.
«Il progetto dei Cammini della Rinascita – le dichiarazioni del ministro Daniela Santanchè – dimostra come il turismo possa essere uno strumento concreto di sviluppo e coesione territoriale. Voglio complimentarmi con il Commissario Castelli per il lavoro svolto e con le Regioni coinvolte per la forte sinergia istituzionale costruita in questi anni: solo facendo squadra si possono ottenere risultati concreti e duraturi. Valorizzare borghi, cultura, natura e spiritualità significa creare nuove opportunità economiche e occupazionali, promuovendo un turismo sostenibile e destagionalizzato capace di attrarre sempre più visitatori, italiani e stranieri».
«I Cammini sono uno dei veicoli attraverso cui questo territorio può tornare a vivere – ha commentato il commissario Guido Castelli – seguendo una vocazione storica: un turismo di qualità, fatto di esperienze a largo spettro: dalla bellezza della natura, a quella dell’arte, fino al piacere dell’enogastronomia e dell’ospitalità. I Cammini “di rinascita” rappresentano quindi uno strumento essenziale per rigenerare le nostre comunità”: dalla Via di San Benedetto al Cammino francescano della Marca o il Cammino di San Francesco nel Lazio, la via Lauretana e il Cammino dei Cappuccini o la ciclovia del fiume Nera. Si tratta nel complesso di un articolato sistema di interventi per percorsi fruibili in un’ottica di intermodalità, per la messa in sicurezza e la manutenzione, ma anche per investimenti per i servizi di alloggio e ristoro destinati ai camminatori e ai pellegrini. Particolare attenzione – ha aggiunto Castelli – è stata rivolta anche all’accessibilità per le persone con mobilità limitata per far vivere a tutti l’esperienza del Cammino e del pellegrinaggio. L’impegno per i Cammini “di rinascita” coincide anche con importanti appuntamenti per la spiritualità dei pellegrini, così come per gli appassionati di trekking e di natura in luoghi di secolari tradizioni cristiane: l’attuale ricorrenza per l’anno in corso dell’ottavo centenario della morte di San Francesco; ed il prossimo 2028 che vede il cinquecentesimo compleanno dell’ordine dei frati minori Cappuccini. Due ricorrenze (tre se si considera l’anno Santo appena concluso) ricorrenze intrecciate ai luoghi nei quali si articolano molti dei Cammini promossi nel territorio del Centro Italia, di cui si parla in questa Guida e nel podcast».
«Le Marche sono una terra che – le dichiarazioni del presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli – ha sofferto profondamente a causa del sisma, ma che non si è mai arresa e non ha smesso di credere nel proprio futuro. I cammini rappresentano molto più di un prodotto turistico: sono un modo autentico di vivere i territori interni, di riscoprirne l’identità, le tradizioni e la dimensione comunitaria. Attraverso questi percorsi mettiamo in rete borghi, natura, cultura e spiritualità, offrendo nuove opportunità economiche alle comunità locali, anche al fine di contrastare lo spopolamento delle aree interne. Il turismo lento è una scelta strategica perché valorizza ciò che siamo e consente una crescita sostenibile. La rinascita dei nostri territori passa anche da qui: dal camminare insieme, passo dopo passo, verso uno sviluppo che unisce memoria, qualità della vita e nuove prospettive per i giovani».

Francesco Acquaroli, presidente della Regione, e Gianmarco Tamberi alla Bit di Milano
Un nuovo anno da record per il turismo nelle Marche. Presentati oggi alla Bit di Milano dal presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, i dati delle presenze e arrivi 2025. Le Marche consolidano il loro percorso di crescita e rafforzano il posizionamento come destinazione sempre più attrattiva a livello nazionale e internazionale. Nel 2025 si registrano infatti 2,9 milioni di arrivi (mezzo milione in più nel giro di sei anni) e 11,9 milioni di presenze (un milione e mezzo in più), i valori più alti di sempre per il turismo marchigiano.

La tavola rotonda durante la quale sono stati presentati i dati
Un risultato che migliora ulteriormente le performance già positive del 2024, con un incremento del +6,9% negli arrivi e del +4,4 % nelle presenze su base annua. «Questi numeri – ha rimarcato il presidente Francesco Acquaroli – certificano il grande lavoro svolto per rendere le Marche una destinazione sempre più competitiva, riconoscibile e attrattiva. Non si tratta di una crescita casuale, ma del risultato di una strategia che punta sulla qualità dell’offerta, sulla promozione integrata del territorio e sulla valorizzazione delle nostre eccellenze paesaggistiche, culturali ed enogastronomiche. Le Marche sono oggi una regione che piace, che accoglie e che sa farsi scegliere. Questo ci rende anche consapevoli rispetto al fatto che c’è tantissimo margine di crescita, sia degli arrivi che delle presenze, ma anche della qualificazione su uno standard più elevato del turismo che può conoscere la nostra regione».

Nevralgico, secondo Acquaroli, il lavoro sull’aeroporto Sanzio di Falconara, che dai recenti dati sui passeggeri del 2025 cresce nei numeri (+1,1%, 607mila passeggeri) ma molto meno rispetto ai “vicini di casa” di Perugia (+16,1%, 620mila) e soprattutto Pescara (+31,5%, 1,1 milioni). «Stiamo cercando di implementare le rotte, soprattutto per il Nord Europa, perché riteniamo che le destinazioni turistiche e anche la destagionalizzazione che la nostra regione può offrire siano molto interessanti per questi Paesi e anche per il mercato americano – ha proseguito il governatore – tanti di quegli stranieri in arrivo nel 2025 coincidono esattamente con i voli che sono cresciuti all’aeroporto delle Marche, quindi è fondamentale per noi continuare a spingere sulla crescita dell’aeroporto. Dobbiamo continuare anche sulla riqualificazione delle strutture ricettive per migliorare la qualità dell’offerta, e cercare poi di crescere anche non solo dal punto di vista della qualità delle strutture ricettive, ma dell’organizzazione delle destinazioni. Anche qui stiamo lavorando con il Dipartimento Turismo e Atim, perché credo che lavorare sulla destinazione possa accrescere il valore che la nostra regione può offrire al turista che vuole scoprirci e venire a vivere un’esperienza unica in una terra dalle infinte attrazioni. Un ringraziamento va al nostro testimonial Gianmarco Tamberi che ci ha dato una grande spinta e che continua a farlo rivendicando la sua origine marchigiana mentre gira tutto il mondo: per noi questo è sempre un grande orgoglio e un grande onore».

Gianmarco Tamberi
I dati, illustrati nei particolari dalla dirigente del settore turismo Paola Marchegiani, assumono un rilievo ancora maggiore se confrontati con il periodo pre-pandemico: rispetto al 2019, le Marche segnano un +22,5% negli arrivi e un +14,7% nelle presenze, a conferma di una crescita strutturale e non episodica. Particolarmente significativo il contributo del turismo internazionale. La regione si conferma sempre più aperta al mondo, con un aumento dei turisti stranieri del +12,5% rispetto al 2024 e addirittura del +45,6% rispetto al 2019. Nel dettaglio, gli arrivi esteri raggiungono quota 577mila, mentre le presenze straniere toccano i 2,3 milioni, anche in questo caso ai massimi storici. «Ho girato cinque continenti – ha sottolineato Tamberi – ma ogni volta sono tornato a casa. E questa è la cosa più importante. Nonostante abbia visto tanto, ciò che mi trasmettono la nostra terra, la nostra gente, la nostra cultura e il nostro modo di vivere è quello che mi piace di più. Ne vado fiero, sono felice di esserne un rappresentante nel mondo e spero di riuscire a trasmettere il più possibile questi valori e questo modo di essere. C’è ancora tanto da lavorare per farci conoscere, questo è vero. Ma bisogna anche guardare a quanto fatto finora: secondo me si sta facendo un ottimo lavoro. La volontà è quella di continuare a crescere, i risultati non mancano e questo è un segnale importante. La Regione punta molto sui giovani e sulle nuove generazioni. Il messaggio che voglio lasciare è lo stesso che porto sempre con me, al di là del mio ruolo di testimonial. Ai giovani marchigiani voglio dire che, avendo visto tanto, so quanto siamo fortunati ad avere quello che abbiamo qui. Siamo nati in un territorio che è un vero paradiso, ricco di cose che ci vengono invidiate. Qui si vive bene e le opportunità non mancano. Siamo orgogliosi di ciò che abbiamo e impegniamoci per avere ancora di più».

Francesco Acquaroli
La Regione si presenta alla Bit con uno stand rinnovato. «Siamo qui con 48 operatori e la partecipazione di enti locali, Comuni e associazioni – ha proseguito la direttrice dell’Atim Marina Santucci – l’obiettivo per il 2026 è aumentare i flussi turistici, soprattutto dall’estero, e destagionalizzare l’offerta. La promozione avviene attraverso fiere, come quelle di Londra e Berlino, e campagne pubblicitarie, come lo spot con Tamberi a Times Square a New York, che ha raggiunto 1,6 milioni di impressions. La Regione sarà presente nelle principali stazioni italiane e collaborerà con l’aeroporto delle Marche e Lufthansa per aumentare la visibilità e misurare i risultati. La campagna promozionale iniziata in primavera sarà seguita da azioni mirate per attirare turisti da aree di interesse. La Regione si impegna così a essere visibile e a raggiungere i propri obiettivi turistici».

«Tecnologie dell’informazione e della comunicazione (Itc) nelle imprese: Marche connesse come il Paese, ma il digitale avanzato resta la vera sfida». E’, in estrema sintesi, il sunto dell’analisi della Camera di Commercio delle Marche.
Innovazione, digitalizzazione e sostenibilità sono infatti al centro della collaborazione tra Camera di Commercio delle Marche e Università Politecnica delle Marche (UnivPM).
Si è svolta oggi martedì 10 febbraio, ore 11,45, nella sede dorica della Camera di Commercio delle Marche, la conferenza stampa di presentazione proprio delle attività congiunte a favore della doppia transizione delle imprese marchigiane (digitalizzazione + tecnologie 5.0) a partire dalla convenzione stipulata tra Camera e Università.
I saluti ed interventi sono stati affidati a Gino Sabatini, presidente Camera di Commercio delle Marche, Antonio Romeo, responsabile Innovazione e Digitale di Unioncamere, Donato Iacobucci, direttore del Centro Interdipartimentale sull’Innovazione e l’Imprenditorialità dell’UnivPM.
Alla conferenza stampa hanno preso parte anche Franco Chiaraluce, direttore Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione (UnivPM) e Michele Germani, direttore del Dipartimento di Ingegneria Industriale e Scienze Matematiche (UnivPM)
In conferenza stampa sono stati presentati dati e strategie sullo stato di innovazione delle piccole e medie imprese marchigiane e il piano di attività che saranno realizzate per rafforzare l’innovazione e la sostenibilità delle micro, piccole e medie imprese marchigiane attraverso un aggiornamento dell’Osservatorio 5.0, la formazione e laboratori pratici (Pid-Lab), l’orientamento digitale e green, la promozione dell’incontro tra domanda e offerta di innovazione, e la rilevazione delle competenze 4.0 presenti e mancanti nelle imprese.
Il presidente Gino Sabatini ha sottolineato «la necessità di puntare sulle competenze e sulle nuove generazioni per irrobustire la capacità innovativa delle imprese piccolissime e piccole che per una parte importante costituiscono il tessuto economico marchigiano. La digitalizzazione implica consapevolezza e sguardo nuovi acquisibili con le attività formative e di sensibilizzazione, che anche Camera e Università portano avanti, oltre a investimenti che possono scoraggiare: anche per questo esistono misure pubbliche, ad esempio alimentate da fondi europei, oltre ai voucher stanziati da Camera Marche».
Per il professor Donato Iacobucci «Si è soliti pensare all’intelligenza artificiale come a una minaccia al lavoro quando occorre valutare piuttosto che la capacità di usarla dipende dalla quantità di intelligenza umana chiamata a gestirla. Per questo è centrale la partita delle competenze, della formazione di capitale umano che sappia governare al meglio l’AI. Importanti gli ITS, importante l’Università. E poi devono esserci imprese capaci di assorbire queste risorse. Per questo è strategico che mondo accademico e sistema camerale siamo insieme su queste sfide».
«Nel prossimo futuro i Pid delle Camere di Commercio – le parole di Antonio Romeo, responsabile Innovazione di Unioncamere, in collegamento da Roma – saranno sempre più una leva strategica per accompagnare le imprese, in particolare le PMI, nei percorsi di innovazione e trasformazione digitale. Attraverso un ruolo di prossimità e orientamento, i PID rafforzano la cinghia di trasmissione tra il sistema produttivo e il mondo della ricerca, facilitando l’accesso a competenze, tecnologie e soluzioni avanzate. In questo quadro, l’intelligenza artificiale rappresenta un ambito chiave: i PID possono supportare le imprese non solo nella comprensione delle opportunità offerte dall’IA, ma anche nella sua adozione concreta, responsabile e coerente con i reali fabbisogni organizzativi e di business».
COS’E’ IL PID
Il Punto Impresa Digitale, o Pid, come spiegato da Giovanni Manzotti, responsabile Area Promozione e Transizione Digitale ed Ecologica di Camera Marche, è la struttura dell’ente camerale dedicata a sostenere le piccole e medie imprese marchigiane nella loro trasformazione digitale. Nato nel 2017 con il Piano Impresa 4.0, il Pid mette a disposizione strumenti, informazioni e supporto pratico per aiutare le aziende a innovare e crescere in un contesto sempre più tecnologico e competitivo.
I servizi offerti sono molteplici: dal fornire informazioni e orientamento, a svolgere veri e propri assessment sulle competenze digitali e sui processi aziendali, fino all’erogazione di voucher per incentivare investimenti in tecnologia e sostenibilità. Negli ultimi anni, il PID ha ampliato il suo raggio d’azione anche alla transizione ecologica e alla sostenibilità, seguendo il principio della cosiddetta “Doppia Transizione” digitale e green.
Dal 2023 al 2025, il budget del Pid Marche è di circa 3,2 milioni di euro l’anno, di cui la maggior parte destinata ai voucher. Complessivamente, tra voucher digitali e per la transizione ecologica, sono stati concessi oltre 3,5 milioni di euro a oltre 900 imprese PMI marchigiane, accompagnati da circa 1.000 attività tra assessment, orientamento, formazione e laboratori, con la partecipazione di oltre 7.500 imprese. Con i voucher le imprese hanno acquisito competenze digitali, realizzato trasferimenti tecnologici, innovato processi e modelli di business. Gli investimenti in innovazione crescono con le dimensioni di impresa: le realtà più strutturate e con più personale sono più propense a investire su questo fronte.
Il Pid non opera da solo: collabora con l’Università Politecnica delle Marche, i Competence Center e i Digital Innovation Hub regionali e nazionali, la Regione Marche, Smau e altre realtà del territorio, creando un vero e proprio ecosistema per l’innovazione digitale e sostenibile.
Per il futuro, l’obiettivo è rafforzare ulteriormente questi servizi, promuovendo l’adozione consapevole dell’intelligenza artificiale, il trasferimento tecnologico, lo sviluppo di start-up innovative e la sostenibilità delle filiere produttive locali, mantenendo un occhio di riguardo all’efficienza energetica, all’economia circolare e alla reportistica ESG.
In breve, il Pid è un punto di riferimento concreto per le imprese marchigiane che vogliono affrontare con successo le sfide della digitalizzazione e della sostenibilità, trasformando opportunità tecnologiche e green in crescita reale per il territorio.
Quadro dell’innovazione nelle Marche secondo gli indicatori forniti dal professor Donato Iacobucci
- Indice di innovazione (Regional Innovation Scoreboard 2025):
Marche: sotto la media italiana (dove l’Italia è 100 le Marche sono 95,7) e europea (dove l’Europa è 100 le Marche sono 89,0), ma in crescita dal 77,4 del 2014.
- Criticità principali:
- Bassa spesa in ricerca e sviluppo.
- Limitato impiego di specialisti ICT nelle imprese.
- Digitalizzazione più bassa nelle micro e piccole imprese rispetto alle medie.
Intelligenza artificiale e nuove tecnologie
- Interesse crescente verso IA, ma gap nell’adozione soprattutto tra le imprese più piccole.
- Progetti IA 2015–2024 in Italia: 11.772
- Marche: 328 progetti finanziati (9 milioni €), 67 progetti diretti (3,2 milioni €).
- Potenziale di crescita nell’integrazione dell’IA nei processi produttivi e organizzativi.
Quadro dell’innovazione nelle Marche secondo ulteriori indicatori forniti da Istat
«Le imprese marchigiane – rimarcano dalla Camera di Commercio delle Marche – hanno completato la transizione verso la connettività digitale, ma il confronto con il resto del Paese evidenzia come la vera sfida oggi non sia più l’accesso alle tecnologie, bensì il loro utilizzo avanzato e strategico. È quanto emerge dai dati 2025 sull’uso delle tecnologie ICT nelle imprese con almeno 10 addetti. La regione si colloca in linea, e in alcuni casi sopra, la media nazionale sul fronte infrastrutturale: il 100% delle imprese marchigiane ha accesso a Internet, contro una media italiana del 99%, e il 98% dispone di banda larga fissa. Più dell’86% delle imprese ha una connessione di almeno 30 Mb/s, mentre il 59% raggiunge i 100 Mb/s, un valore sostanzialmente allineato al dato medio nazionale. Anche la presenza online è diffusa, ma leggermente inferiore alla media: il 74% delle imprese marchigiane dispone di un sito web o di una pagina Internet, contro il 69% nazionale, segnale di una buona base digitale, soprattutto nelle realtà di piccola e media dimensione. Il confronto diventa però più critico quando si passa dall’infrastruttura all’organizzazione digitale dei processi. Nelle Marche il 44% delle imprese utilizza sistemi Erp, a fronte di una media italiana del 40%, ma restano distanze significative rispetto alle regioni più avanzate del Nord. Ancora più evidente il ritardo sull’e-commerce: solo il 17% delle imprese marchigiane vende online, in linea con il dato nazionale, ma appena il 7% supera l’1% del fatturato tramite vendite digitali, contro una media italiana del 14%. Un ulteriore elemento di criticità riguarda l’uso quotidiano delle tecnologie da parte dei lavoratori: solo il 49% degli addetti marchigiani utilizza regolarmente computer connessi a Internet, un valore inferiore sia alla media nazionale sia a quello delle principali regioni manifatturiere, indicando un livello di digitalizzazione operativa ancora limitato. Sul fronte delle tecnologie più diffuse, il 54% delle imprese utilizza almeno un social media, mentre il 68% acquista servizi di cloud computing, dato leggermente inferiore alla media italiana del 79%. Più contenuta è l’adozione di soluzioni cloud evolute: solo il 60% utilizza servizi di livello intermedio o sofisticato, contro il 72% nazionale. Complessivamente, il 67% delle imprese marchigiane presenta un livello base di digitalizzazione, a fronte dell’81% della media italiana. Il divario più marcato emerge infine sulle tecnologie di frontiera. Nelle Marche solo il 10% delle imprese utilizza almeno una tecnologia di intelligenza artificiale, rispetto al 16% nazionale, mentre il 42% analizza dati, contro il 39% della media italiana, segnale di un interesse crescente ma ancora non pienamente strutturato. I dati 2025 delineano dunque una regione che ha colmato il gap infrastrutturale, ma che ora deve affrontare la seconda e più complessa fase della trasformazione digitale: integrare il digitale nei processi produttivi, organizzativi e decisionali. Per il sistema produttivo marchigiano, caratterizzato da PMI e manifattura diffusa, la competitività futura dipenderà sempre più dalla capacità di passare dall’uso di base delle tecnologie all’adozione di strumenti avanzati, a partire da cloud evoluto, analisi dei dati e intelligenza artificiale».
La regione Marche ha stanziato 1.300.000 euro per il 2026 a sostegno delle famiglie che assistono persone affette da Sclerosi Laterale Amiotrofica (Sla). La misura, approvata dalla Giunta regionale, è rivolta ai caregiver familiari, figure centrali dell’assistenza domiciliare alle persone con gravi disabilità.
Il contributo mensile varia in base al livello di assistenza richiesto e può arrivare fino a 1.000 euro, in relazione alla complessità delle cure necessarie. Un intervento che risponde a un bisogno in costante crescita: nel 2025 le domande presentate sono passate da 144 a 184.
«Con queste risorse assicuriamo un impegno concreto e continuativo a favore delle famiglie che assistono persone affette da Sla – dichiara l’assessore regionale alle Politiche sociali, Paolo Calcinaro – i caregiver familiari svolgono un ruolo fondamentale nel garantire assistenza, qualità della vita e dignità alle persone più fragili, spesso affrontando carichi molto pesanti. L’obiettivo della Regione è non lasciarli soli, garantendo un sostegno economico certo, procedure più semplici e continuità negli interventi, anche nella fase di transizione legata alla riforma nazionale della disabilità. Investire sulla domiciliarità e sul supporto alle famiglie significa rafforzare l’intero sistema di welfare e di assistenza territoriale».
Le risorse, provenienti dal Fondo sanitario regionale, saranno trasferite alle Aziende Sanitarie Territoriali, che provvederanno all’erogazione dei contributi attraverso iter semplificati. Si tratta di un intervento attivo da oltre dieci anni, pensato per favorire la permanenza delle persone nel proprio domicilio e rafforzare l’assistenza territoriale.
La misura si inserisce anche nella fase di transizione verso il nuovo sistema nazionale di valutazione della disabilità, previsto dal Decreto legislativo 62 del 2024. La riforma, che entrerà pienamente in vigore nel 2027, introdurrà criteri uniformi su tutto il territorio nazionale, superando le attuali frammentazioni e puntando su maggiore equità, semplificazione e centralità della persona. In questo quadro, il sostegno ai caregiver familiari resta un elemento chiave per garantire qualità della vita e dignità alle persone più fragili.
Dal 10 al 12 febbraio si terrà la Bit di Milano, organizzata da Fiera Milano, uno degli appuntamenti di riferimento per il settore turistico. Presenti all’evento insieme alla Struttura commissariale anche la regione Marche, Lazio, Umbria e Abruzzo che presenteranno le loro eccellenze legate alla rinascita dell’Appennino Centrale dopo il sisma del 2016.
Domani alle ore 15 presso lo stand della Regione Lazio (padiglione 11, stand K45 L54) si terrà la presentazione della guida “I Cammini della Rinascita” e del progetto podcast “Camminando del cratere” che raccontano le meraviglie del territorio dell’Appennino centrale, insieme ai rappresentanti delle 4 regioni coinvolte dal sisma del 2016. Si tratta di due progetti specifici di promozione e valorizzazione di tutto il percorso di rigenerazione che questi territori stanno compiendo. L’incontro, moderato da Giancarlo Laurenzi, direttore del Corriere Adriatico, vedrà la presenza del Ministro del turismo Daniela Santanchè, da sempre molto attenta al progetto di rilancio del Centro Italia. Interverranno Guido Castelli, commissario alla ricostruzione, Manuela Rinaldi, assessore alla ricostruzione della Regione Lazio, Francesco Acquaroli, presidente della Regione Marche, Stefania Proietti, presidente regione Umbria, Daniele D’Amario, sottosegretario Presidenza della giunta regionale Abruzzo e Bruno Pellegrini, Ceo & Founder di Loquis.
Si prosegue con gli appuntamenti, l’11 febbraio, alle ore 13, presso lo stand regione Marche, con lo spazio dedicato alla Dmo Sibillini Italy Experience, un progetto di place branding culturale che intreccia arte, mito e paesaggio come strumenti di narrazione territoriale e di sviluppo di un modello di turismo lento, autentico e sostenibile.
Al centro dell’iniziativa c’è il lavoro dell’artista Guasco, chiamato a reinterpretare uno dei simboli più potenti e identitari dell’Appennino marchigiano: la Sibilla. Figura arcaica e mitica, la Sibilla diventa, attraverso l’arte, un vero e proprio dispositivo narrativo, capace di raccontare l’anima profonda dei Monti Sibillini, il loro rapporto con il tempo, la natura e le comunità che li abitano. Oltre all’artista, saranno presenti il Commissario Straordinario alla Ricostruzione Guido Castelli e il Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, nel 2022 avevano individuato nella DMO della Montagna un landmark strategico per lo sviluppo dell’area del cratere. Un progetto che vede Comune capofila Montefortino in rete con altri otto comuni dell’alta montagna – Arquata del Tronto, Bolognola, Castelsantangelo sul Nera, Fiastra, Montegallo, Montemonaco, Sarnano e Ussita – uniti in un percorso condiviso di sistematizzazione e valorizzazione del territorio.
A seguire, sempre presso lo stesso stand si terrà un talk alla presenza del Commissario con il presidente della Camera di Commercio Marche Gino Sabatini e i rappresentanti dei comuni con le progettualità B2.2 del piano Next Appennino come l’Unione Montana del Tronto e Valfluvione che presenteranno il progetto “La trama e l’ordito”. Un altro progetto vede come capofila il Comune di Belforte del Chienti in rete con Caldarola, Cessapalombo con “Ritessere le connessioni per uno sviluppo sostenibile dei territori”. I comuni di Serrapetrona, Camporotondo di Fiastrone illustreranno “Hub Obiettivo Borghi”, il Comune di Fiastra con “I Lake – progetto di valorizzazione del sistema turistico del lago di Fiastra” e infine “Tessuinim la valle sacra” con Cossignano comune capofila in rete con Castignano, Force, Montalto delle Marche, Montedinove, Offida, Rotella.








