La nuova serie tv “Colpa dei sensi” girata nelle Marche, e diretta da Simona e Ricky Tognazzi con Gabriel Garko e Anna Safroncik, sarà in onda dal 30 gennaio su Canale 5
Il 2026 si apre, dunque, all’insegna della grande fiction girata nelle Marche, con la messa in onda da venerdì prossimo 30 gennaio in tre prime serate su Canale 5 della nuova miniserie “Colpa dei sensi” diretta da Simona e Ricky Tognazzi che vede protagonisti Gabriel Garko e Anna Safroncik, di nuovo insieme dopo “Se potessi dirti addio”.
La nuova fiction vanta nel cast anche Tommaso Basili, Giorgia Würth, Francesco Venditti, Lina Sastri, Romano Reggiani, Nicole Delfino, Lorenzo Lavia, Marco Cocci, Nicola Pistoia, Rebecca Liberati e Rosanna Banfi. E’ stata scritta da Simona Izzo, Ricky Tognazzi, Graziano Diana e Matteo Bondioli, una coproduzione RTI – Compagnia Leone Cinematografica, prodotta da Compagnia Leone Cinematografica S.r.l. e realizzata con il supporto di Marche Film Commission.
«Un triangolo amoroso esplosivo che si sviluppa in sei puntate da 50 minuti ognuna su tre prime serate, tra segreti sepolti e un omicidio irrisolto, ambientato tra le suggestive scenografie naturali, artistiche ed urbane di Fermo, Porto San Giorgio, Ancona, Genga, Fabriano e Fossombrone, dove hanno lavorato 30 maestranze locali e oltre 250 marchigiani, tra attori, figurazioni speciali e comparse – ha dichiarato Andrea Agostini, presidente di Fondazione Marche Cultura Marche Film Commission –Dopo il successo di Balene su Rai 1, con il debutto di “Colpa dei sensi” non potevamo aprire meglio il 2026, una nuova importante vetrina in prima serata su Canale 5 che accende i riflettori nazionali sulla bellezza e sulla varietà del nostro territorio».
Oltre che su Canale 5 sarà possibile vedere “Colpa dei sensi” anche in streaming, gratuitamente, sulla piattaforma di Mediaset Infinity.
«Cercavamo un territorio autentico, ricco di ambientazioni belle e diverse che abbiamo trovato nelle Marche, una regione a cui mi sono sentita subito di appartenere, dove abbiamo scoperto anche tanti bravi attori locali da affiancare al cast principale» queste le parole di Simona Izzo alla conferenza stampa di presentazione del film che si è tenuta nel giugno scorso a Torre di Palme, a cui si sono aggiunte le voci di Ricky Tognazzi e degli attori protagonisti Gabriel Garko e Anna Safroncik.
«Ho conosciuto le Marche in vacanza, le ho scoperte come una grande scenografia a cielo aperto dove puoi lavorare in location vicine e diversissime, dal mare alla montagna attraversando paesaggi, storia, arte e tradizioni di notevole spessore culturale e di grande bellezza – ha detto Ricky Tognazzi – Qui, oltre ad una calorosa accoglienza, abbiamo trovato anche una grande professionalità delle maestranze locali, un valore fondamentale per una produzione».
La fiction è stata girata nelle Marche tra la primavera e l’estate dello scorso anno, per circa otto settimane.
«Nella serie interpreto la parte di Davide, un militare, un colonnello che ritorna nel suo paese natio per vendere la casa di famiglia e che per una serie di motivi cambia completamente i suoi piani. – Ha raccontato in conferenza stampa l’attore Gabriel Garko – In questa regione ho parecchi amici e vengo spesso, è un territorio ancora tutto da scoprire che offre un bel mare, una cucina ottima e la compagnia di persone molto piacevoli».
L’attrice ucraina Anna Safroncik, figlia d’arte, madre ballerina e padre tenore, ha conosciuto le Marche da bambina, quando accompagnava i suoi genitori nelle loro esibizioni allo Sferisterio di Macerata: «Attraverso Laura, il mio personaggio, scopriamo il senso di colpa, una donna che vive con grande passione e contraddizione un’intensa storia di amore. Colpa dei sensi è una serie complessa che ha bisogno del supporto del territorio intorno e questa è una regione ricca di energia, c’è una magia che si percepisce nell’aria e si sentirà anche nella fiction».
La trama di Colpa dei sensi
Il ritorno di Davide (Gabriel Garko) nella sua città natale per assistere il padre morente (Ricky Tognazzi) accusato di uxoricidio, lo mette di fronte al suo passato sentimentale: Laura (Anna Safroncik), il suo grande amore giovanile, ora è sposata con il suo – vecchio – migliore amico, Enrico (Tommaso Basili) erede di una delle famiglie più ricche della città. Un ritorno che sconvolge la vita e il matrimonio dei due coniugi, scoperchiando un vaso di pandora di segreti e verità mai rivelate. Il dubbio che il genitore non fosse il reale colpevole, porta Davide a cercare nuove risposte sia nel passato, complicato da decifrare, sia nel presente in cui ormai tante cose sono cambiate. Tra Davide e Laura, però, scoppia di nuovo una passione travolgente, capace di superare il tempo, dando vita a una relazione che romperà ogni equilibrio. Laura cerca di resistere all’amore di un uomo che l’ha abbandonata, e tenta di difendere il suo rapporto con il marito… ma l’ineluttabile sentimento alla fine esplode con forza. Sarà proprio Laura a correre in aiuto di Davide nel tentativo di dipanare i misteri del passato. I due chiederanno aiuto e supporto a Tommaso (Francesco Venditti), un abile e brillante vice questore di Ancona nonché marito della migliore amica di Laura, Viola, (Giorgia Würth). “Nessuno è riuscito ad amare chi amava”, dirà Viola a Laura, perché anche lei ha un inconfessabile segreto…Intanto la suocera di Laura (Lina Sastri) sente il ritorno di Davide come una minaccia, non solo per il matrimonio del figlio, ma anche per una sconvolgente verità che custodisce da anni. In un gioco di erotismo e parole non dette, tradimenti e verità nascoste verranno alla luce. L’architettura sospesa tra storia e modernità della sontuosa provincia marchigiana è spettatrice silenziosa delle passioni amorose, della bramosia di potere e di ricchezza e dei colpi di scena che interessano gli attori in gioco. Questi vedranno cadere tutte le loro certezze, fino a quando un misterioso omicidio metterà in pericolo la sorte dei personaggi. Riusciranno Laura e Davide a vivere pienamente la loro passione e ad arrivare alla verità? Riusciranno ad essere finalmente felici?
«La tragica e dolorosa notizia del decesso di una persona anziana a causa di un malore accusato dopo aver scoperto di essere stata vittima di un raggiro, impone alla politica regionale una seria riflessione e, ancora di più, l’adozione di provvedimenti concreti di propria competenza per far sì che i nostri anziani vengano tutelati da questi spregevoli comportamenti criminali. Anche perché non stiamo parlando di un singolo caso isolato, ma di un fenomeno drammaticamente in crescita, favorito anche dal rapido e sempre più diffuso utilizzo delle nuove tecnologie: dalla moneta elettronica ai social network, fino all’impiego dell’intelligenza artificiale. Il risultato? Decine e decine di frodi e truffe ai danni di queste persone fragili, che tra l’altro restano per lo più impunite. E le conseguenze, purtroppo, sono sempre devastanti. Il torto subito, infatti, provoca nelle vittime un senso di prostrazione psicologica e smarrimento permanetene, che può avere persino conseguenze irreparabili, come avvenuto ieri, ma fa del male anche ai familiari, che vengono proiettati in una condizione di estrema apprensione per i propri cari. Per tale motivo, ho depositato questa mattina una proposta di legge per l’istituzione del Garante regionale per i Diritti delle persone anziane», ad annunciarlo è il consigliere regionale del Partito Democratico Fabrizio Cesetti.
«Nella scorsa legislatura – afferma Cesetti – avevo presentato una proposta di legge che prevedeva, tra le altre iniziative, pure l’apertura su tutto il territorio marchigiano di Sportelli Antitruffa per gli anziani vittime di reati contro il patrimonio mediante frode. Sportelli che, nella mia intenzione, avevano il compito di erogare servizi informativi, di prevenzione, ascolto, assistenza, sostegno psicologico e denuncia all’autorità giudiziaria. Nonostante l’approvazione all’unanimità, la giunta regionale e la maggioranza di centrodestra non hanno mai voluto applicarla, negandone il finanziamento. Auspico che quella legge possa nei prossimi mesi ricevere le risorse necessarie a dispiegare i suoi effetti, ma nel frattempo è necessario che la Regione Marche si doti di un Garante con funzioni specifiche al fine di promuovere, vigilare e garantire sulla piena attuazione dei diritti e degli interessi individuali e collettivi delle persone anziane. Del resto, se il nostro ente ha già Garante dei diritti della persona che si occupa giustamente di minori, detenuti e minori, perché non dovremmo prevedere una figura analoga che vigili e tuteli i diritti dei nostri nonni e dei nostri zii?».
Tra le funzioni assegnate al Garante, la proposta di legge presentata da Cesetti prevede la promozione e il monitoraggio della diffusione e dell’effettiva applicazione dei diritti delle persone anziane relativamente alla parità di accesso ai servizi di assistenza e a forme di sostegno, alla libertà di scelta e autonomia decisionale, all’assenza di abusi e maltrattamenti, alla salvaguardia dei diritti costituzionali e delle libertà fondamentali, con particolare riferimento al diritto alla vita, al diritto alla salute, al diritto alla riservatezza e al diritto allo svolgimento della propria personalità nel contesto sociale e nella vita familiare.
Ha espresso pubblicamente il proprio punto di vista sulla possibile presenza della Immigration and Customs Enforcement in Italia, in occasione delle imminenti Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, l’europarlamentare del Partito Democratico Matteo Ricci.
«Le parole del presidente della Regione Lombardia, Fontana, sono gravissime, ancor più dopo la smentita inviata perché non è possibile che nessuno abbia certezza o meno della presenza di Ice alle Olimpiadi. Anche il solo pensiero che l’Immigration and Customs Enforcement possa mettere piede in Italia per i Giochi è qualcosa di assurdo, a maggior ragione dopo i recenti e vergognosi fatti di cronaca che li riguardano. La scusa che siano una ‘scorta’ di Vance e Rubio è inaccettabile: Fontana non si presti a questi giochetti pur di compiacere Trump».
«Ice non è una forza diplomatica ma un corpo federale degli Usa – continua l’europarlamentare – che opera in maniera squadrista, violenta e antidemocratica. La sicurezza dei Giochi spetta all’Italia, non a loro. Quindi, caro Fontana, che ci sia Ice o altri fa la differenza eccome. Il Governo italiano la smetta di trattare il nostro Paese come il parco giochi di Trump».

“A se stesso”: Andrea Agostini e Natasha Stefanenko con produzione, cast, sindaci e rappresentanti delle città marchigiane
Presentato ieri ad Ancona, in anteprima al cinema Goldoni, A se stesso, film di esordio della regista, sceneggiatrice e autrice Ekaterina Khudenkikh con Natasha Stefanenko, il celebre attore internazionale Francois-Eric Gendron ed Enrico Oetiker, girato nelle Marche.
Il film è prodotto da Angelo Antonucci per Elite Group International, con il contributo di Regione Marche Pr-Fesrr 2021/27 Fondazione Marche Cultura e Marche Film Commission è stato girato nei Comuni di Senigallia, Fabriano, Gradara e Fermo. Le colonne sonore del film, cariche di atmosfere evocative e suggestioni, sono state composte dalla storica band marchigiana Agorà e fanno parte del nuovo album in uscita per celebrare i 50 anni di carriera del celebre gruppo rock-progressive.
La serata di ieri si è aperta con un talk, moderato dal presidente della Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission, Andrea Agostini, a cui hanno partecipato Natasha Stefanenko, la regista Ekaterina Khudenkikh, il produttore Angelo Antonucci e gli attori marchigiani presenti nel cast: Isabella Carloni, Aldo Emanuele Castellani, Luca Vagnoni, Rebecca Liberati, Monia Silvestri, Serena Severini, Rossano Bartolucci e la band Agorà .
Presenti anche i rappresentanti istituzionali delle città coinvolti nelle riprese: Massimo Olivetti sindaco di Senigallia, Filippo Gasperi sindaco di Gradara, Gabriele Comodi vicesindaco di Fabriano, Giulio Cesare Pascali Presidente del Consiglio Comunale di Fermo e l’Europarlamentare Carlo Ciccioli che ha sottolineato l’importanza per la Regione Marche di continuare ad investire nel cinema per promuovere il territorio e creare opportunità di lavoro sempre più qualificato nel settore.
«Girare nelle mie Marche, che amo profondamente, è stata un’esperienza meravigliosa, è il secondo film che faccio nella regione — ha detto Natasha Stefanenko— Abbiamo lavorato in luoghi bellissimi come le suggestive cisterne romane e la biblioteca di Fermo con il suo antico mappamondo. Grazie al lavoro delle produzioni cinematografiche, sono certa che le Marche conquisteranno sempre più attenzione e ammirazione nel mondo».
“A se stesso” è un film che esplora come la percezione della morte modifichi radicalmente il nostro modo di guardare alla vita. Non una storia sulla malattia, ma sullo smarrimento: un uomo convinto di avere i giorni contati si ritrova costretto a fare pace con il passato, con gli altri e soprattutto con sé stesso.

Il presidente Andrea Agostini (primo da sin.), l’europarlamentare Carlo Ciccioli (quinto da sin.) e i sindaci delle città dove è stato girato il film
«Il film è un viaggio umano più che narrativo- ha spiegato la regista Ekaterina Khudenkikh- Mi interessa raccontare la fragilità senza sentimentalismi, l’umorismo che nasce nelle crepe della vita, la poesia che si nasconde negli incontri casuali. Voglio mostrare come la consapevolezza (o l’illusione) della fine diventi un’occasione per guardare con occhi nuovi ciò che abbiamo sempre dato per scontato».
“A se stesso” è una poesia di Giacomo Leopardi scritta a Firenze nel 1833. «Il film si ispira ad una poesia di Leopardi poco studiata a scuola – ha raccontato il produttore Angelo Antonucci – abbiamo creato una storia che unisce la figura di Leopardi e la sua profondità poetica al mondo moderno, affrontando temi universali di introspezione e ricerca di significato. Le Marche si sono rivelate perfette per ambientare il nostro progetto. Un grande ringraziamento va alla Marche Film Commission che ha creduto fin dall’inizio a questo progetto e da cui abbiamo avuto una grande supporto».
“A se stesso” si è già aggiudicato tre award: il Los Angeles Independent Woman Film Awards 2025, il Dmoff Film Festival Awards 2025 e ha vinto la sezione lungometraggi al 79esimo Festival Internazionale del Cinema di Salerno, al quale si aggiunge il Premio alla Carriera assegnato al celebre attore internazionale Francois-Eric Gendron.
«Questo film porta sul grande schermo alcuni dei luoghi iconici delle Marche e rappresenta un esempio di come il nostro territorio sappia raccontare storie autentiche e fare cultura — ha dichiarato Andrea Agostini Presidente della Fondazione Marche Cultura, Marche Film Commission. — La produzione ha girato nelle varie provincie per un mese intero, generando indotto economico e dando lavoro concreto a tante persone nelle Marche: ben 18 tra le maestranze del film, 11 attori e circa 100 comparse locali. È una storia che mette in luce la sottile linea tra reale e immaginato e ci invita a riflettere, con sincerità, sulle domande essenziali della vita».
Dopo il debutto nelle sale cinematografiche, il film sarà disponibile su Prime Video e a seguire sarà possibile vederlo anche su altre piattaforme internazionali.
Arrivano altri due milioni di euro per proseguire l’opera di difesa della costa a Porto Sant’Elpidio. Nei giorni scorsi, la Regione Marche ha comunicato l’approvazione di un finanziamento, da parte del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica, nell’ambito degli interventi prioritari per la mitigazione del rischio idrogeologico. Nel dettaglio, si tratta di somme per 2.046.000 euro, di cui 1,2 milioni di finanziamento ministeriale ed oltre 800mila euro da parte della Regione. Fino ad oggi, la realizzazione delle scogliere emerse, partita dall’estremo sud del litorale cittadino, ha visto lo stanziamento di 1,5 milioni di euro del Comune, 4.585.000 euro della Regione, 2.950.0000 euro tramite piattaforma Rendis, altri 500.000 euro della Regione e ulteriori 600.000, assegnati inizialmente per il ripascimento ma convertiti per la realizzazione di due scogliere, anche grazie ad un investimento di 250.000 euro del comune di Porto Sant’Elpidio.
Una somma di 9.250.000 euro è stata stanziata tramite fondi Pnrr ed ora arrivano gli ulteriori 2 milioni, divisi tra Ministero dell’ambiente e Regione Marche. Ad oggi mancano le ultime due scogliere per terminare gli interventi previsti con i fondi Pnrr. Nel frattempo è stata affidata un’indagine batimetrica sui lavori svolti fino a questo momento, per verificare le condizioni dei materiali posizionati sul fondale e al pennello a sud del litorale.
«In questi giorni, gli eventi calamitosi che hanno colpito alcune regioni del Mezzogiorno ci fanno rendere conto in modo ancor più evidente della centralità di quest’opera – commenta l’assessore ai lavori pubblici Andrea Balestrieri – La difesa della costa è stato sin dal principio del nostro mandato una priorità assoluta, in piena sintonia con tutta l’amministrazione Ciarpella e stiamo portando avanti questo lavoro senza soluzione di continuità. Ringrazio la Regione per aver dimostrato ancora una volta attenzione alla nostra città e il Governo per le ingenti risorse stanziate nella salvaguardia del territorio. Fratelli d’Italia ha agito in prima linea sulla salvaguardia della costa e in sinergia con tutti gli interlocutori sta raggiungendo risultati sotto gli occhi di tutti. Andiamo avanti con determinazione, di concerto con gli organi superiori, fino a dare protezione all’intera costa di Porto Sant’Elpidio».
Esprime soddisfazione anche il capogruppo di Fdi in Regione Marche Andrea Putzu: «Questo ulteriore stanziamento è il primo approvato per Porto Sant’Elpidio nel nuovo mandato della giunta Acquaroli e dimostra la continuità nell’attenzione ai territori che necessitano di mettere in sicurezza il litorale. Da cittadino di Porto Sant’Elpidio non posso che essere orgoglioso di un finanziamento fondamentale, in molti non credevano che un’opera così grande e impegnativa potesse essere portata a termine, stiamo dimostrando, un passo alla volta, concretezza e impegno».

In occasione della Giornata della Memoria, che ricorre il 27 gennaio, gli Istituti archivistici del Ministero della Cultura delle Marche hanno realizzato una mostra virtuale dedicata alla pubblicazione delle leggi razziali e alle loro drammatiche conseguenze sul territorio regionale e sui cittadini di religione ebraica.
La mostra, disponibile online a partire dal 27 gennaio, propone una selezione di immagini di documenti originali conservati negli Archivi di Stato marchigiani e negli archivi degli enti locali, offrendo uno sguardo diretto e documentato su una delle pagine più buie della storia italiana.
Il percorso espositivo è articolato in sei sezioni tematiche.
Le prime illustrano l’emanazione delle leggi “a difesa della razza” e gli effetti immediati della discriminazione nei confronti dei cittadini ebrei, con particolare attenzione all’espulsione dalle scuole di ogni ordine e grado.
Seguono sezioni dedicate ai fascicoli personali dei cittadini schedati e alla documentazione relativa ai campi di internamento allestiti nel territorio marchigiano durante il periodo fascista.
La mostra si conclude con uno spazio riservato all’archivio storico della Comunità ebraica di Ancona, trasferito in Israele nel secondo dopoguerra e oggi non più direttamente accessibile alla consultazione pubblica.
A fare da filo conduttore all’intero progetto sono le parole di Primo Levi, scelte non a caso come sottotitolo della mostra: «Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario». Attraverso documenti scritti, concreti e inoppugnabili, l’iniziativa intende restituire la realtà dei fatti accaduti nelle Marche e in Italia, ribadendo il dovere civile della conoscenza come antidoto all’oblio.
Il lavoro degli Istituti archivistici statali è rivolto in modo particolare alle nuove generazioni, invitate alla visione e alla discussione dei contenuti. L’auspicio è che, oltre a conoscere, i più giovani possano un giorno anche comprendere questa parte della nostra storia recente, superarla e contribuire a costruire un futuro libero da discriminazioni, leggi razziali e campi di internamento.
Un 2026 tutto da vivere per la Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission presieduta da Andrea Agostini, che questa mattina, nel corso della puntata di “Belli di Mattina”, ha ricordato i prossimi appuntamenti in cantiere.
«Sarà un anno di attività intensa, sul solco di quelli appena trascorsi, nel quale siamo cresciuti anche a livello internazionale – ha dichiarato Agostini ai microfoni di Radio Fm1 – ora ci aspettano alcune presentazioni di film e serie. Domani ad Ancona ci sarà la presentazione del film della Stefanenko, la settimana prossima sempre nel capoluogo di regione ci sarà la presentazione della prima puntata della serie tv “Colpa dei Sensi” con Gabriel Garko, che uscirà il 30 in tv. Successivamente avremo Matteo Paolillo con un’altra produzione. Film e serie girate in diverse zone delle Marche, tra queste anche Fermo».
«Cerchiamo di portare da noi grandi produzioni, non dimenticandoci di promuovere il nostro territorio e creando anche un’attività economica connessa ad essa, oltre al turismo – ha aggiunto Agostini – Proviamo a dare, in questo modo, la possibilità ai nostri artisti di esprimersi qui, senza dover andare chissà dove. Per fare tutto ciò è importante il ruolo delle rassegne e dei festival che in questi anni da 14 sono diventate ben 28».
Insieme ad Agostini, erano ospiti di Radio Fm1 anche Michele Fofi e Beppe Barbera, che hanno parlato e presentato il progetto Civitanova Film Festival, arrivato ormai alla 12esima edizione: «Per questa nuova edizione, stiamo provando a portare una novità importante, che è quella del Civitanova Film Festival Summer, quindi avremo un mese di luglio scoppiettante, poi a fine ottobre ci sarà la classica edizione invernale».
Tra le nuove idee di Fofi e Barbera, c’è anche quella di creare una biblioteca del cinema a Civitanova Marche, partendo dalla collezione privata di Claudio Gaetani, esperto di cinema e professore all’Università degli Studi di Macerata, scomparso poco tempo fa.
«Dopo la prematura scomparsa del nostro amico Claudio Gaetani, abbiamo pensato di tutelare in qualche modo tutto il suo materiale riguardante il cinema, dai libri ai dvd (circa 7000). Ci siamo mossi con l’intenzione di mettere tutto ciò a disposizione del pubblico e, per farlo, abbiamo pensato ad un crowdfunding, che sarà aperto fino al 13 febbraio sulla piattaforma Ginger, con il quale dare il via a questo progetto. La comunità sembra rispondere in maniera molto positiva, speriamo di arrivare alla quota dei 7.500 euro che ci siamo prefissati e che proveremo a raggiungere anche con la raccolta fondi che si terrà il 25 gennaio a Corridonia, dove ci sarà un appuntamento con il gruppo La Soms, che proietta il film “L’ombra lunga del Nano”, oltre ad altri due eventi più avanti, sempre in collaborazione con La Soms – raccontano Fofi e Barbera – la nostra idea è anche quella di dare ai giovani un luogo nel quale provare a trovare il loro futuro, attraverso il confronto ed il dialogo culturale con noi adulti. La biblioteca che immaginiamo non deve essere un luogo, ma un’esperienza».
(foto dell’Università Politecnica delle Marche)
È davvero la Basilica descritta da Vitruvio nel De Architectura, come annunciato ieri dal governatore delle Marche, Francesco Acquaroli, quella emersa dagli scavi di piazza Andrea Costa a Fano: l’unico edificio attribuibile con certezza all’architetto romano. Oggi arriva la conferma anche dal mondo accademico, con l’Università Politecnica delle Marche.
Una scoperta di eccezionale rilievo che rappresenta non solo un evento archeologico atteso da secoli, ma anche il punto di arrivo di un lungo e rigoroso percorso di ricerca scientifica.
«Le strutture monumentali rinvenute, colonne e murature di eccezionale imponenza – si legge in una nota dell’Università Politecnica delle Marche – restituiscono l’immagine di un complesso pubblico di primaria importanza e confermano ipotesi elaborate nel tempo grazie a studi interdisciplinari, modelli interpretativi e strumenti di analisi avanzati. Il risultato è frutto di un percorso lungo e condiviso che ha visto il lavoro congiunto del Centro Studi Vitruviani, della Soprintendenza ABAP di Ancona–Pesaro Urbino, del Comune di Fano, della Regione Marche e del Ministero della Cultura, ufficializzato nella conferenza stampa in cui il Ministro Alessandro Giuli ha sottolineato come la storia dell’archeologia e della ricerca venga oggi divisa in un prima e un dopo la scoperta della Basilica di Vitruvio».
Un contributo fondamentale è stato riconosciuto agli studi scientifici condotti dall’Università Politecnica delle Marche e dall’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo. Tra gli studiosi coinvolti, il professor Paolo Clini, docente dell’Università Politecnica delle Marche, con il gruppo di ricerca Distori Heritage, ha contribuito in modo determinante alla costruzione e al consolidamento delle ipotesi interpretative, sviluppando per anni strumenti di analisi e modelli che già nel 2013 individuavano in quest’area la possibile collocazione della Basilica vitruviana. Un lavoro portato avanti con continuità e rigore, spesso in controtendenza rispetto a letture consolidate.
«Siamo orgogliosi di aver contribuito a un risultato che segna una svolta nella conoscenza dell’architettura antica – afferma il rettore dell’Università Politecnica delle Marche, Enrico Quagliarini –. Questa scoperta dimostra quanto la ricerca richieda tempo, tenacia e la capacità di sostenere visioni scientifiche anche quando non sono immediatamente condivise. I risultati più significativi maturano spesso nel lungo periodo: credere nella ricerca e sostenerla con continuità è la condizione essenziale per raggiungere traguardi di questa portata».
«Questo risultato – afferma il professor Paolo Clini – dà valore a una vita di ricerca. È il frutto di oltre trent’anni di lavoro condotto con un gruppo straordinario, fatto di competenze, passione e tecnologia. Abbiamo rilevato, disegnato, digitalizzato, costruendo nel tempo una base scientifica solida. La ricerca non segue i tempi del consenso immediato: richiede convinzione, pazienza e la forza di credere profondamente in una visione. Oggi quella visione trova conferma negli scavi archeologici».
È la Basilica descritta da Vitruvio nel De Architectura quella emersa dagli scavi di piazza Andrea Costa a Fano: l’unico edificio attribuibile con certezza all’architetto romano. L’annuncio ufficiale è arrivato nel corso di una conferenza stampa alla Mediateca Montanari, alla presenza del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, del sindaco di Fano Luca Serfilippi, del soprintendente Andrea Pessina. Il Ministro della Cultura Alessandro Giuli è intervenuto in collegamento.
«A Fano oggi è stata ritrovata una tessera fondamentale del mosaico che custodisce l’identità più profonda del nostro Paese. La storia dell’archeologia e della ricerca, con gli attuali strumenti a disposizione, viene divisa in un prima e un dopo: prima della scoperta e dopo la scoperta della Basilica di Vitruvio. I libri di storia, e non solo le cronache giornalistiche, storicizzeranno questa giornata e tutto ciò che nei prossimi anni verrà studiato e scritto attorno a questa scoperta eccezionale. Il valore scientifico è di caratura assoluta, gli elementi rinvenuti dimostrano in modo plastico che Fano è stata ed è il cuore della più antica sapienza architettonica della civiltà occidentale, dall’antichità fino a oggi» ha dichiarato il Ministro Alessandro Giuli.
«La straordinaria scoperta che oggi presentiamo rappresenta qualcosa di davvero unico – ha affermato il presidente Acquaroli -. Cambia la percezione della città di Fano, della nostra regione e, più in generale, del patrimonio culturale e architettonico italiano. Non è solo un ritrovamento importante, ma un evento destinato a segnare un prima e un dopo. È il risultato di decenni di lavoro, di studi e ricerche approfondite e di scelte che hanno permesso di arrivare fino a qui. Arricchisce enormemente il patrimonio che già conoscevamo e, da oggi, vive sotto una luce diversa. In un certo senso, riscrive anche parte della storia di Fano. Dovremo essere bravi, tutti insieme, a trasformare questa scoperta in un motore di sviluppo per la città e per l’intera Regione Marche. Noi ci siamo, e c’è piena consapevolezza del valore che questo patrimonio può portare, non solo dal punto di vista economico, ma soprattutto turistico e culturale. Il coinvolgimento del Ministero e del Governo sarà fondamentale per accompagnare questo percorso e ringrazio il Ministro Alessandro Giuli per aver condiviso questa straordinaria soddisfazione. Questa non è soltanto una grande scoperta archeologica, racconta lo straordinario passato della nostra terra e guarda al futuro solidificando il ruolo delle Marche nelle dinamiche culturali internazionali».
La scoperta archeologica
Durante gli scavi legati alla riqualificazione di piazza Andrea Costa, è stata identificata con certezza la basilica romana descritta da Vitruvio, con pianta rettangolare e colonnato perimetrale: otto colonne sui lati lunghi e quattro sui lati brevi. La conferma definitiva è arrivata con un ultimo sondaggio, che ha restituito la quinta colonna d’angolo, confermando la posizione e l’orientamento dell’edificio tra le due piazze. Le colonne, di circa cinque piedi romani di diametro (147–150 cm) e alte circa 15 metri, erano addossate a pilastri e paraste portanti a sostegno di un piano superiore. La ricostruzione planimetrica, basata sulla descrizione vitruviana, ha trovato una corrispondenza al centimetro.
Il riconoscimento si inserisce in un percorso di ricerca avviato da anni: già nel 2022, in via Vitruvio, il rinvenimento di imponenti strutture murarie e pavimentazioni in marmi pregiati aveva evidenziato la presenza di edifici pubblici di alto livello. Le verifiche proseguiranno nel cantiere finanziato con fondi PNRR.
Determinante il ruolo della Soprintendenza, del Ministero della Cultura, del Comune di Fano, della Regione Marche, del Centro Studi Vitruviani e delle Università Politecnica e di Urbino. Alla conferenza stampa hanno partecipato amministratori regionali e locali, a conferma dell’importanza della scoperta.
L’ assessore alla sanità Paolo Calcinaro si difende dagli attacchi ricevuti negli ultimi giorni dal centrosinistra sul proprio operato e lo fa elencando le azioni apportate in questi primi mesi di mandato e le novità previste nel futuro prossimo, con le quali potenziare il sistema sanitario marchigiano. Per quanto riguarda il Fermano, l’ex sindaco del capoluogo annuncia 80 posti letto in più oltre a quelli del nuovo ospedale di Campiglione.
«In nemmeno tre mesi da quando sono stato eletto Assessore alla Sanità: abbiamo autorizzato il finanziamento di quattro piani straordinari assunzioni per le province di Pesaro, Macerata, Fermo e Ascoli che porteranno entro giugno 300 tra medici, infermieri e Oss su questi territori a tempo indeterminato – dichiara Calcinaro – ad inizio di questa settimana approveremo anche il piano straordinario assunzioni per l’anconetano con numeri importanti. Ampliato e non tagliato, il budget di spesa per tutte le aziende sanitarie per il 2026. Entro fine estate avremo oltre 500 posti letto in più in tutte le Marche con relativo personale per aumentare le possibilità di ricovero e, ci tengo a dirlo perché è la provincia più carente numeri alla mano, il fermano da qui ad un anno ne avrà altri ottanta in più rispetto ai 500 e rispetto anche a quelli previsti nel nuovo ospedale di Campiglione»
«Entro fine mese daremo la possibilità a tutte le aziende sanitarie di superare il tetto di spesa per le assunzioni, che viene imposto dallo Stato, quindi altri posti per ogni azienda che in pianta stabile si aggiungeranno a quelli dichiarati sopra e aggiuntivi alle sostituzioni dei pensionamenti – aggiunge l’ assessore – questi sono tutte azioni reali, prospettive certe e non sperate, con soldi spendibili. E le abbiamo studiate in nemmeno tre mesi. Per vederle sul territorio, sugli ospedali, nei pronto soccorso ovviamente serviranno alcuni mesi e per qualche azione anche un anno: chi pensa che si fa con la bacchetta magica… evidentemente sbaglia. Per carità, tra un anno i problemi non spariranno, li avremo sempre ma avremo anche molte soluzioni in più. Poi certo, che negli scorsi decenni chi ha chiuso ospedali e pronto soccorso nella nostra regione, facendo finta di nulla, potrà continuare comunque a gridare perché di cose che non vanno ne resteranno fisiologicamente. Personalmente in meno di tre mesi di più non potevo».



















