Un gesto di grandissimo amore e altruismo quello che vi è all’origine della decisione di donare gli organi. Ed è per questo motivo che oggi l‘Azienda sanitaria territoriale di Fermo, guidata dal direttore generale dr. Roberto Grinta, ringrazia un donna residente nel Fermano che ha donato fegato e cornee, con un consenso unanime espresso dai suoi figli. Anche a loro, ovviamente, il sentito ringraziamento dell’Ast fermana.
Lo scorso 8 gennaio, infatti, è arrivata la segnalazione al Centro regionale Trapianti della volontà donativa. E così si è subito attivata la macchina che ha portato ieri mattina al prelievo degli organi della donna. La procedura, in questo caso specifico, ha previsto il decesso controllato, nel Blocco operatorio, con criterio cardiologico ed alla presenza di tutti i professionisti sanitari coinvolti nella grande rete del prelievo organi. La donna poteva donare, secondo le linee guida in materia, fegato e cornee. E così è stato.
Le operazioni di prelievo degli organi si sono svolte e concluse nel migliore dei modi. E ciò è stato possibile anche e soprattutto grazie alla grande intesa di tutti i professionisti che, componendo una consolidata squadra di professionisti di altissimo livello che si muovono in assoluta sintonia, hanno preso parte al delicato processo di prelievo e che, conoscendo alla perfezione le procedure, hanno potuto operare in sincrono, dando doveroso seguito alle volontà dei familiari della donna.
Il fegato è stato poi inviato al Centro regionale Trapianti di Ancona mentre le cornee alla Banca Tessuti di Fabriano. E oggi più che mai, dopo la tragedia di Crans Montana, è opportuno ricordare quanto sia importante anche la donazione di tessuti.
«Non possiamo che ringraziare sentitamente la donna e i suoi figli per questo gesto di amore infinito e profondo altruismo – il commento della dr.ssa Daniela Fiore, coordinatrice ospedaliera della Uos Donazione di Organi e Tessuti dell’ospedale Murri- il confronto con i tanti, preziosi e qualificati colleghi, e la continua crescita di ognuno di noi in questo particolare ambito della chirurgia, favoriscono sensibilmente un virtuosa multidisciplinarietà fortemente voluta e sostenuta dalla direzione generale. Un ringraziamento al dr. Marini quale coordinatore dei Centro regionale trapianti. Questi ultimi obiettivi – aggiunge la dr.ssa Daniela Fiore – non sarebbero stati raggiunti senza la fattiva presenza e collaborazione del dr. Daniele Elisei, direttore della Uoc Anestesia-Rianimazione, e di tutta la squadra di eccellenti professionisti che hanno preso parte alle procedure di prelievo e contribuito, ognuno nel suo delicato ruolo, al successo dell’intervento».

 

Paolo Calcinaro

Continua il lavoro della Regione con l’obiettivo della riduzione delle liste d’attesa: saranno programmate in tutte le Ast prestazioni sanitarie anche di sabato e di domenica. Come già anticipato dall’assessore alla Sanità, Paolo Calcinaro, che ha promosso quest’iniziativa, la Giunta regionale ha approvato la delibera che consentirà alle Aziende sanitarie territoriali di fissare visite e esami diagnostici anche nei giorni prefestivi e festivi. L’obiettivo è quello di ridurre i tempi di attesa e garantire un accesso più rapido alle cure.

«Non è una misura risolutiva, è ovvio, ma è un passo dovuto della sanità pubblica che dimostra, avanti ad un problema cospicuo, di saper fare passi in avanti rispetto al proprio ordinario: ciò anche al fine di fare rilevare che una parte dell’imbuto è creato anche da qualche inappropriatezza di una quota della domanda. L’adesione del personale medico e sanitario è ovviamente su base volontaria e retribuita e ringrazio sin d’ora chi ci sarà con spirito di appartenenza e supporto comunitario come già accaduto nelle sperimentazioni di Ascoli Piceno, San Benedetto del Tronto, Jesi, Senigallia e Fabriano. L’erogazione di prestazioni sanitarie anche nei fine settimana da parte delle strutture sanitarie – dichiara Calcinaro – è una misura importante per ridurre le liste di attesa e assicurare ai cittadini cure maggiormente tempestive».

La Regione Marche è impegnata da tempo a gestire i tempi di attesa. «Le liste – evidenzia Calcinaro – rappresentano un problema critico per i sistemi sanitari, poiché limitano l’accessibilità alle prestazioni specialistiche. La gestione dei tempi di attesa è pertanto un obiettivo prioritario del Servizio sanitario nazionale e regionale, dal momento che l’erogazione dei servizi entro tempi appropriati è una componente essenziale dei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea)».

Con questo atto la Regione Marche si allinea alla normativa nazionale, introducendo strumenti operativi per favorire l’equità di accesso, la continuità assistenziale e la sostenibilità del Sistema sanitario regionale.

Le prestazioni saranno erogate in 24 giornate di sabato e 24 giornate di domenica, nel periodo compreso tra il 17 gennaio e il 24 maggio e tra il 3 ottobre e il 29 novembre 2026 per un periodo una tantum. Le strutture sanitarie individueranno le prestazioni con il maggior volume di utenti in lista di attesa e organizzeranno le agende di prenotazione di conseguenza.

La prenotazione delle prestazioni avverrà secondo le modalità utilizzate per tutte le altre prestazioni erogate dal lunedì al venerdì, assicurando, per le giornate di sabato e domenica, un volume di prenotazioni idoneo a garantire un incremento minimo del 3% rispetto al totale mensile delle prestazioni con priorità.

La delibera prevede inoltre l’ottimizzazione delle agende di presa in carico per i pazienti cronico-degenerativi e oncologici (Pic). «Si tratta di un importante passo avanti nella gestione delle liste di attesa e nella razionalizzazione delle risorse sanitarie – continua l’assessore – Grazie a questa misura, potremo garantire un utilizzo più efficiente delle sedute ambulatoriali, riducendo i tempi di attesa e migliorando la continuità assistenziale per questi pazienti».

Lo scopo è quello di massimizzare l’utilizzo delle sedute ambulatoriali e favorire un più efficiente sistema di prenotazione, rimettendo al Cup i posti non utilizzati, rendendoli prenotabili da tutti i cittadini, migliorando così efficienza, accesso e continuità assistenziale. La gestione di tali agende può essere effettuata direttamente dallo specialista o dalla struttura appositamente dedicata dell’Ente di appartenenza.

Nicola Loira

di Sandro Renzi

Sono giorni caldi per il Pd fermano alle prese con il dopo Piermartiri. L’unica certezza è che non sarà lui a guidare nuovamente la segreteria provinciale dei dem. Scaduto il suo mandato a dicembre, infatti, non intende ricandidarsi. Ecco allora spuntare i primi nomi in vista dell’assemblea degli iscritti. Quello che appariva tra i più papabili, ovvero il nome di Nicola Loira, ex sindaco a Porto San Giorgio per due lustri consecutivi e candidato alle ultime elezioni regionali, sembra allontanarsi per una precisa scelta dello stesso. «Non nascondo di essere stato contattato da più persone sul territorio per ricoprire questo ruolo, ma allo stato attuale non ci sono le condizioni». Loira insomma, per usare un eufemismo, appare cauto sulla eventualità di poter prendere le redini della segreteria provinciale in un momento peraltro molto delicato, visto che tra pochi mesi si voterà a Fermo e il prossimo anno spazio alle politiche. Ma i nodi da sciogliere non sono solo questi, ce ne sono altrettanti ugualmente pesanti all’interno del partito. Un gruppo di iscritti  «trasversale sul territorio» come lo definisce l’ex sindaco rivierasco ed attuale capogruppo dem in Consiglio comunale, starebbe caldeggiando la sua candidatura «ma come uomo di partito dovrei avere valide motivazioni per declinare. Ribadisco che non ci sono le condizioni».

I toni a cui si appella non sono proprio morbidi. «Il Partito democratico sul territorio va ricostruito -dice Loira- dalle fondamenta. E’ un partito morto di inedia. Nonostante il Pd sia l’unico ad essere strutturato con organismi collegiali e democratici, si è riusciti nel Fermano a spegnere il dibattito, è mancato il confronto interno. I risultati? Sono sotto agli occhi di tutti, a partire dall’esito delle elezioni comunali fino ad arrivare a quelle regionali. E dire che qualcuno ha invece sapientemente approfittato di questa situazione. Resta il fatto che la democrazia interna continua a mancare». Loira però non intende mollare. «Prima dei nomi sarebbe il caso di discutere di programmi, prospettive, azioni politiche da mettere in campo. Invece si sta facendo il contrario, in maniera arditamente irrituale» prosegue ancora Loira per il quale la “madre” di tutte le questioni restano nell’immediato le elezioni nel capoluogo di provincia. Da Fermo, dunque, pare si debba ripartire. Da quella crisi amministrativa che nel 2015 decretò la fine della giunta Brambatti. L’elezione della segreteria provinciale viene quindi giudicata «una occasione da cogliere al volo per fare chiarezza e ripartire da zer0. Guai però andare alla conta» il monito di Loira «occorre invece recuperare capacità di dialogo e confronto, trovare gli anticorpi alla asfissia politica, individuare una figura di segretario che sia aggregante e non espressione di pochi nel Fermano. Restituire dignità al partito evitando che passi un segnale pericoloso, ovvero che regolamenti e strutture interne non servano o non bastino. Ciò è vero solo nella misura in cui non si traducono in azione politica».

L’alternativa a tutto questo, per l’esponente dem, non c’è. Il rischio concreto, invece, è per Loira «quello di diventare come gli altri» riferendosi al centrodestra «chi si alza alla mattina decide per tutti cosa fare». Forse anche per questo motivo si spinge per una figura che sia in grado di unire le diverse anime dem ed abbia un largo consenso, consapevoli che ciò comporta avere un mandato altrettanto ampio per incidere nella ricostruzione del Pd. Parole quelle di Lora che, alla fine, se non sembrano di per sé già un programma politico poco ci manca.

 

 

Da sin. Fabrizio Cesetti e Paolo Calcinaro

L’interrogazione numero 43 nel Consiglio Regionale di oggi, in merito alla «carenza personale medico dipendente presso il pronto Soccorso di Fermo e la scadenza dei medici gettonisti» è stata l’occasione per l’ennesimo botta e risposta tra l’Assessore regionale alla sanità Paolo Calcinaro e il consigliere Fabrizio Cesetti.

E’ andato nello specifico Calcinaro: «La storia del Pronto Soccorso di Fermo è travagliata. Sa benissimo Cesetti che ci sono state chiusure di punti fondamentali di un territorio, con un solo ospedale di riferimento come Fermo, quali Sant’Elpidio a Mare, Montegiorgio e Porto San Giorgio. Erano presidi che andavano valorizzati nei maggiori dei modi perché era chiaro che tutto si andava ad intensificare su Fermo. Il boarding, ovvero lo stazionamento delle barelle, che fa lavorare male è un fenomeno che si combatte solo con maggiori posti letti disponibili. Stiamo cercando proprio di aumentare i posti letto (di fatto criticando la prima pianificazione, ai tempi della giunta Ceriscioli in cui Cesetti era assessore al Bilancio), e lo faremo, per l’Ospedale di Fermo.Per supportare questa situazione». L’assessore alla Sanità in aula ha anche ricordato, replicando di fatto alle critiche di Cesetti sull’affollamento del reparto, che nel periodo delle ultime festività, il Pronto Soccorso di Fermo ha fatto registrare una media di accessi inferiore a quella sull’intero 2025.

Immediata arriva la replica all’interrogazione dello stesso Fabrizio Cesetti: «Calcinaro non sta facendo uno stage, ma è un componente della giunta regionale con delega alla Sanità, una delega a cui è destinato oltre il 75% delle risorse previste dal bilancio regionale. Non può, quindi, permettersi il lusso di essere superficiale, specialmente quando parliamo di un servizio delicatissimo e in grande difficoltà come quello dell’Emergenza Urgenza, né può dire bugie, come quando sostiene che io avrei chiuso i pronto soccorso di Sant’Elpidio a Mare, Montegiorgio e Porto San Giorgio. Non può e non deve permetterselo perché ruoli come il suo vanno svolti con disciplina, quindi studiando, e onore, cioè dicendo sempre la verità».

«Calcinaro dovrebbe sapere – continua Cesetti -: che io mi sono sempre occupato della sanità regionale e quindi non, come lui pensa, solo negli ultimi tre mesi, da quando è assessore. Non si dia troppa importanza! Io mi rivolgo sempre al presidente Acquaroli che sta lì da sei anni. Se Calcinaro negli ultimi dieci anni è rimasto distratto, si vada a rileggere la storia di questa regione e soprattutto della nostra provincia. Una storia che dice chiaramente che l’ospedale di Fermo è stato da me prima deciso e programmato come presidente della Provincia, e poi finanziato con 111 milioni di euro (gli unici spesi fino a oggi) quando ho ricoperto l’incarico di assessore regionale al Bilancio. Così come, subito dopo il sisma del 2016, nel medesimo ruolo, finanziai il nuovo ospedale di Amandola. Ma la storia dice anche che sempre nel quinquennio 2015-2020, il centrosinistra inaugurò la Casa di Comunità per le cure intermedie di Sant’Elpidio a Mare e stanziò 4,1 milioni di euro per la ristrutturazione dell’Ospedale di Comunità di Montegiorgio».

«Il problema – conclude Cesetti – è che oggi né Acquaroli né tanto meno Calcinaro sono stati in grado di rispondere in modo convincente alla mia interrogazione, che non faceva altro che raccogliere le decine di segnalazioni che ho ricevuto da tutte le Marche, non solo da Fermo, durante le festività natalizie a proposito di pronto soccorso al collasso, con ore e ore di attesa per gli utenti, guardie mediche assenti in tantissimi comuni, mancanza di personale qualificato, come denunciato a Macerata dalla stessa Ast. Ecco, invece di fare propaganda e alimentare polemiche, Calcinaro, se ne è in grado, si metta a studiare e impari a gestire le pressioni che arrivano dai territori, non certo da Cesetti. Oppure valuti di farsi affidare un incarico più alla sua portata».

Stella Alfieri – responsabile del gruppo Giovani Imprenditori di Cna Fermo

È stata prorogata al 31 gennaio la scadenza per partecipare alla nona edizione del Premio Cambiamenti di Cna, dedicata alle imprese nate da meno di 5 anni che si distinguono per capacità di innovazione, visione strategica e potenziale di sviluppo: «La proroga consentirà una più ampia partecipazione e una maggiore valorizzazione delle realtà imprenditoriali emergenti presenti sui territori – spiega Stella Alfieri, responsabile del gruppo Giovani Imprenditori di Cna Fermo – Cambiamenti mette a disposizione 20mila euro alla migliore nuova impresa e tante opportunità dedicate, servizi e benefit, oltre alla partecipazione a occasioni di confronto e incontri con potenziali investitori».

«Cambiamenti ha l’obiettivo di intercettare e accompagnare le nuove imprese che contribuiscono al rinnovamento del tessuto economico e produttivo – dichiara Leonardo Stortoni Presidente dei Giovani Imprenditori fermani – ma che proprio nei primi anni di vita affrontano le sfide più complesse. Sostenere queste realtà significa investire su innovazione, competitività e capacità di creare lavoro, elementi fondamentali per la tenuta e il futuro del nostro sistema produttivo».

Un’iniziativa che si inserisce in un contesto economico e sociale complesso, segnato anche dal tema dell’inattività giovanile: «In Italia circa un milione e mezzo di giovani tra i 25 e i 34 anni non studia e non lavora. Un dato – ricorda Alfieri – che evidenzia la necessità di rafforzare i processi di creazione d’impresa. In un contesto in cui molti giovani faticano a trovare un’occupazione coerente con le proprie competenze, sostenere la nascita di nuove imprese significa creare alternative credibili all’inattività, rafforzando al tempo stesso il tessuto economico locale».

Stortoni sottolinea il valore strategico del premio: «Si tratta di uno strumento di lettura e valorizzazione dei cambiamenti in atto nell’economia, perché racconta imprese giovani per età, ma spesso già mature per visione e modelli organizzativi. In un contesto segnato da difficoltà di accesso al lavoro, la nascita di nuove imprese rappresenta un fattore chiave di dinamismo economico e sociale».

Cna Fermo invita quindi le imprese costituite da meno di 5 anni a cogliere l’opportunità offerta dal Premio Cambiamenti e a presentare la propria candidatura entro il 31 gennaio, entrando in un percorso nazionale di valorizzazione dell’innovazione e dell’imprenditorialità.

Per informazioni sulle modalità di partecipazione è possibile contattare Cna Fermo (0734600288 – info@cnafermo.it) o consultare www.premiocambiamenti.it

Leonardo Stortoni – Presidente dei Giovani Imprenditori fermani

In merito alla recente firma sull’accordo di libero scambio tra Unione Europea e Mercosur ad intervenire e fare il punto della situazione è Enzo Mengoni, Presidente territoriale Confartigianato Imprese Macerata-Ascoli Piceno-Fermo. «L’accordo di libero scambio tra Unione Europea e Mercosur rappresenta senza dubbio uno dei passaggi più rilevanti della politica commerciale europea degli ultimi anni. In materia registriamo un cauto ottimismo, ma riteniamo necessario avvicinarsi a questo accordo con la doverosa prudenza. Siamo in una fase economica delicata e, come sistema delle micro, piccole e medie imprese, dobbiamo saper cogliere le opportunità senza sottovalutare le possibili criticità. Parliamo di settori produttivi che, soprattutto per l’agroalimentare, operano secondo standard ambientali, sanitari e di sicurezza diversi rispetto a quelli presenti in diversi Paesi del Mercosur. La vera sfida sarà capire se e come l’accordo saprà tutelare le nostre filiere, la qualità e il valore aggiunto delle produzioni locali, evitando distorsioni competitive».

 

C’è soprattutto grande attenzione in merito ai vantaggi che si possono, potenzialmente, avere in termini di esportazioni. «Sul fronte dell’export, i potenziali vantaggi esistono, ma sono ancora tutti da quantificare. In un momento in cui molte imprese stanno cercando nuovi sbocchi commerciali, anche a seguito della chiusura o del rallentamento di mercati tradizionali, questi Paesi potrebbero rappresentare un’alternativa. Ma ci chiediamo se la capacità di assorbimento sarà significativa o la spinta sarà più moderata. I mercati del Mercosur – continua il presidente – hanno indubbiamente grandi potenzialità: il Made in Italy, soprattutto di alta gamma, è apprezzato e riconosciuto come sinonimo di qualità, stile e unicità, difficilmente replicabile. Allo stesso tempo, i dazi finora esistenti hanno spesso frenato l’ingresso di molte imprese, soprattutto artigiane, che ora potrebbero guardare a queste aree con interesse. Tuttavia, la riduzione delle barriere tariffarie da sola non basta: servono accompagnamento, informazioni chiare e strumenti adeguati a consentire alle piccole imprese di competere davvero».

 

Insomma vantaggi potenzialmente importanti ci sono ma servono anche regole precise ed uguali per tutti. «Puntare su questi mercati è giusto, ma l’internazionalizzazione non può poggiare su un’unica direttrice: servono strategie plurime – conclude – diversificazione e politiche di supporto concrete, perché l’apertura commerciale sia un’opportunità diffusa e non un rischio concentrato. L’accordo può essere un segnale positivo quindi, anche alla luce dei correttivi introdotti dal Governo italiano, ma dovrà dimostrare nei fatti di saper coniugare apertura dei mercati, reciprocità delle regole e tutela del nostro sistema produttivo».

Pedaso Campofilone

In Prima Categoria, il girone C ha visto il Montegiorgio travolgere con un poker di reti il Montecosaro. I tre punti avvicinano i rossoblù alla vetta, al momento distante una sola lunghezza. Inizio di 2026 amaro invece per la Pinturetta, sconfitta di misura in casa dal Portorecanati e sempre più invischiata in zona playout.

Classifica: 32 Castelraimondo; 31 Montegiorgio e Potenza Picena; 29 San Claudio; 23 Montecassiano; 22 Montemilone e Portorecanati; 21 Belfortese; 20 Cluentina e Santa Maria Apparente; 16 Loreto; 15 Pinturetta; 12 Porto Potenza; 11 Appignanese; 9 Montecosaro; 6 Elite Tolentino

Nel girone D, vittoria al cardiopalma dell’ Afc Fermo, che si aggiudica 3-2 il derby con la Sangiorgese e si prende la vetta solitaria della classifica. Pareggio senza reti invece tra Usg Grottazzolina e Capodarco, con i fermani che scivolano fuori dai playoff. Buon pareggio invece per il Pedaso Campofilone nel derby della Valdaso contro Comunanza, che si chiude sul 2-2. Per i marittimi protagonista Giuseppe Amadio con una doppietta. Petritoli e Salvano si dividono la posta in palio con un divertente 1-1.

Classifica: 31 Afc Fermo; 30 Real Montalto; 29 Cuprense; 25 Castoranese; 22 Centobuchi e Capodarco; 21 Pagliare; 19 Pedaso Campofilone, Comunanza, Acquasanta e Maltignano; 17 Castignano; 15 Salvano; 13 Petritoli; 12 Grottazzolina; 9 Sangiorgese

In Seconda Categoria il 2026 vede un risultato clamoroso nel girone E, dove la capolista Casette d’Ete viene battuta in casa dalla Vis Faleria (1-2). La squadra portoelpidiense si aggiudica il derby e tre punti che le permettono di lasciare l’ ultima posizione. Nell’anticipo del venerdì sera, la Real Elpidiense è tornata a vincere in trasferta, imponendosi di misura in casa della Vis Civitanova con un gol di Scriboni su rigore. Nel posticipo di oggi pomeriggio alle 18,00 invece, l’ Atl. Monturano ha pareggiato 2-2 con la Vr Macerata.

Classifica: 32 Casette d’Ete; 28 Cska Corridonia; 26 Csi Recanati e Stese; 23 United Civitanova e Vr Macerata; 21 Real Porto; 20 Vis Civitanova; 19 A. Monturano; 18 Helvia Recina, Real Elpidiense e Real Telusiano; 15 A. Macerata; 14 Academy Civitanovese e Vis Faleria; 12 Aries Trodica.

Nel girone G invece la capolista Tirassegno espugna il campo della Invictus e resta da sola in vetta alla classifica. Bel successo dell’ Usa Fermo, che batte 3-1 il Magliano. Torna a vincere il Ponzano Giberto, che batte 2-1 il Monte San Pietrangeli. Pareggio a reti bianche tra Mandolesi e Piane MgFalerio e Montottone si dividono la posta in palio al termine del match chiuso sul 1-1. Vittoria fondamentale per La Robbia che si impone 2-3 in casa dell’ Atl. Porchia e lascia l’ ultimo posto in classifica.

Classifica: 30 Tirassegno; 27 Montefiore; 24 Magliano; 21 Ponzano Giberto; 20 Usa Fermo e Piane Mg; 19 Invictus e Atl. Porchia; 17 Montottone; 16 Falerio; 15 M. San Pietrangeli e La Robbia; 14 Campiglione e Mandolesi; 13 Vallesino

Fabrizio Cesetti

Non si è fatta attendere la controreplica del consigliere Fabrizio Cesetti nei confronti dell’assessore regionale alla Sanità Paolo Calcinaro, nella polemica a distanza (leggi qui) che ha contraddistinto queste ultime ore.
«Calcinaro è stato per ben dieci anni presidente della Conferenza dei sindaci della provincia di Fermo e nessuno lo ha mai sentito proferire verbo sui temi della nostra sanità territoriale – afferma Cesetti – ha sempre accuratamente evitato di prendere una qualsiasi posizione, visto mai che poi qualcuno gli offrisse l’opportunità di non tornare a esercitare la professione di avvocato. Poi l’opportunità è arrivata lo scorso anno con le elezioni regionali e dopo aver abbracciato la destra (lui che aveva iniziato la sua carriera politica con la sinistra e poi si era presentato come paladino del civismo), ha iniziato ad attaccare a testa bassa l’Amministrazione Ceriscioli. E lo ha fatto, come continua a fare oggi, mistificando totalmente l’operato di quella giunta. Ma la storia non si cancella e Calcinaro farebbe bene a riconoscerla. Una storia che dice chiaramente che l’ospedale di Fermo è stato da me prima deciso e programmato come presidente della Provincia, e poi finanziato con 111 milioni di euro (gli unici spesi fino a oggi) quando ho ricoperto l’incarico di assessore regionale al Bilancio. Così come, subito dopo il sisma del 2016, nel medesimo ruolo, finanziai il nuovo ospedale di Amandola. Ma la storia dice anche che sempre nel quinquennio 2015-2020, il centrosinistra inaugurò la Casa di Comunità per le cure intermedie di Sant’Elpidio a Mare e stanziò 4,1 milioni di euro per la ristrutturazione dell’Ospedale di Comunità di Montegiorgio. La cronaca, invece, ci dice che Calcinaro non sa neanche quando sarà inaugurato il nuovo Ospedale di Fermo, visto che la data del 5 dicembre annunciata dal suo predecessore Saltamartini è passata da un pezzo e lui non si è neppure degnato di spiegare i motivi per cui il cantiere non si è ancora concluso». 

«Calcinaro deve sapere – continua il consigliere dem – che, come ho appena ricordato, io mi sono sempre occupato di sanità, tanto in maggioranza quanto all’opposizione, e può stare certo che continuerò a farlo. Ma soprattutto deve capire che non sono io a esercitare pressione su di lui, bensì i cittadini che mi segnalano quotidianamente disagi e disservizi, i sindacati dei lavoratori della sanità ormai stufi delle promesse non mantenute e della squallida propaganda che la giunta regionale continua a fare sulla pelle del personale sanitario, e la stampa, che giustamente descrive la drammatica situazione in cui versano le nostre strutture sanitarie. Se Calcinaro non è in grado di reggere questa pressione, forse farebbe bene a rivedere l’impegno che si è preso per i prossimi cinque anni, dedicandosi a compiti più semplici e a sua misura”.

 

«In ogni caso – conclude Cesetti – mi aspetto che già da martedì, in aula, egli sappia rispondere in maniera esaustiva all’interrogazione che ho depositato a proposito della tragica situazione dei pronto soccorso nella nostra regione, presentando gli interventi che la giunta regionale intende mettere in atto per iniziare a dare soluzioni a problemi che stanno mettendo in discussione il diritto costituzionale alla salute». 

Non si è fatta attendere la replica dell’Assessore Regionale alla Sanità Paolo Calcinaro dopo l’attacco del consigliere regionale del Pd Fabrizio Cesetti (leggi qui) in merio alla situazione dei Pronti Soccorsi della regione e con riferimento specifico alla situazione di quello di Fermo, in riferimento ai primi giorni del nuovo anno.

«Lo sapevo, il buon Cesetti ha resistito ben due mesi poi è riuscito a darmi colpa di ciò che non va nel sistema sanitario – ha sottolineato in un post sul suo profilo personale – lo immaginavo perché casualmente sono due mesi in cui parla solo di sanità. Ma i cittadini sanno bene che chi ha chiuso i pronto soccorso di Sant’Elpidio, Montegiorgio e Porto San Giorgio è stato lui con l’amministrazione precedente. Ora si corre ai ripari e, con il tempo giusto e non due mesi ovviamente, qualche danno lo recupereremo». 

Palla rilanciata nell’altro campo dunque da parte di Calcinaro che ha colto anche l’occasione per dare il benvenuto al neo primario del Pronto Soccorso di Fermo. «Intanto ben arrivata alla nuova primaria Tamara Mariani del pronto soccorso di Fermo: ed erano anni che ne mancava uno di ruolo. Buon lavoro a lei, e anche a Cesetti per carità».

La Fp Cgil di Fermo guarda con interesse alle dichiarazioni dell’assessore alla sanità Paolo Calcinaro relative all’imminente definizione del nuovo piano del fabbisogno sanitario e all’annunciato confronto con le parti sociali proprio sul tema dei posti disponibili nelle Rsa e nei centri per le demenze. 

In merito a tale argomento, si ritiene necessario richiamare l’attenzione dell’assessore su una criticità che da tempo viene segnalata nel territorio fermano e non solo: l’inserimento di anziani non autosufficienti presso strutture autorizzate esclusivamente per l’accoglienza di persone autosufficienti, in particolare in Case di Riposo.

L’accesso ai servizi per la non autosufficienza avviene a seguito di valutazione multidimensionale da parte delle Uvi, che dovrebbero evitare l’assegnazione di determinati soggetti in strutture con standard assistenziali e organizzativi non adeguati, prevedendo altresì specifiche procedure di rivalutazione in caso di mutamento delle condizioni cliniche. Troppo spesso si registrano invece, all’interno delle strutture del territorio, situazioni emergenziali ben oltre i limiti previsti dalle normative.
Questi inserimenti impropri hanno conseguenze pesanti sia sulla qualità della vita e sulla sicurezza delle persone più fragili, sia sul piano delle condizioni di lavoro del personale, che si trova a gestire bisogni assistenziali complessi in assenza di adeguate dotazioni organiche, profili professionali e standard previsti per la non autosufficienza.
La Fp Cgil di Fermo invita pertanto l’assessore e la Regione Marche a considerare con particolare attenzione questo aspetto all’interno del nuovo piano del fabbisogno, affinché l’ampliamento dei posti disponibili si accompagni al rispetto delle regole, e soprattutto della dignità delle persone e del lavoro. La Fp Cgil di Fermo si riserva inoltre di segnalare tali gravi situazioni agli organi competenti, per le opportune verifiche.

Fabrizio Cesetti

Sulla sanità, nello specifico sui reparti di Pronto soccorso, interviene anche il consigliere regionale del Pd, Fabrizio Cesetti, con una nota stampa:

«La situazione dei pronto soccorso marchigiani, già drammaticamente degenerata negli ultimi cinque, è arrivata ormai a una situazione insostenibile. È sotto gli occhi di tutti come queste strutture, nonostante l’abnegazione e il senso di responsabilità del personale sanitario, non riescono più a garantire pienamente un servizio tempestivo, adeguato e di qualità, e quindi il diritto alla salute come sancito dalla nostra Costituzione. Non si tratta di supposizioni, ma di una tragica realtà fotografata ormai quasi quotidianamente dalle pagine di cronaca. Basti pensare all’ospedale di Fermo, dove nei primi giorni di gennaio è stata ripetutamente segnalata una situazione indecente, con il triage mai libero e un afflusso continuo di utenti costretti a tempi di attesa inaccettabili che mettono in pericolo la salute stessa delle persone. Tuttavia il collasso non riguarda solo un territorio, ma l’intera regione: a Macerata, per esempio, è stata la stessa Ast a evidenziare non solo la difficoltà di coprire tutti i turni richiesti, ma anche di poterlo fare con le professionalità necessarie. E ciò impone anche di accertare la regolarità della gara espletata per l’assegnazione del servizio. Inoltre, da molti comuni, sono pervenute continue segnalazioni riguardanti la mancanza della guardia medica durante le feste. Questo è il risultato fallimentare della politica sanitaria portata avanti per cinque anni dalla giunta regionale di centrodestra, che ha aggravato i problemi della sanità pubblica, a partire dal massiccio ricorso ai medici “gettonisti” per far fronte alla grave carenza di personale. Ciò che è più preoccupante, però, è che almeno per il momento non registriamo una volontà di rivedere i tanti errori compiuti; la parola d’ordine del presidente Acquaroli e dei nuovi assessori sembra essere continuità».

Fabrizio Cesetti, che a tal proposito ha presentato un’interrogazione a risposta immediata per sollecitare provvedimenti immediati volti ad assicurare il regolare funzionamento del sistema di emergenza-urgenza degli Enti del Servizio sanitario regionale.

«Anzi – continua Cesetti – a distanza di tre mesi dall’insediamento della nuova giunta regionale il quadro generale è persino peggiorato. Se, infatti, con l’ex assessore Saltamartini, nella pur molto insufficiente gestione della sanità pubblica, si poteva scorgere qualche sforzo per dare risposte ai cittadini, oggi vediamo che a farla da padrone è solo la mera propaganda fine a sé stessa. Di fatto, anziché produrre provvedimenti effettivi, la giunta regionale si sta abbandonando a una politica fatta di annunci a cui non seguono mai atti concreti. Ma attenzione: se non si adottano immediati provvedimenti correttivi, si espone il Servizio sanitario regionale a responsabilità civili, erariali ed anche di ordine penale. E ciò vale sia per quanti hanno la responsabilità di indirizzo e controllo, sia per coloro che hanno la responsabilità della gestione e del conseguimento degli obiettivi»