Un inizio di 2026 positivo per la Palmense, che batte di misura il Monticelli con un gol in apertura di Haxhiu. Gli arancioverdi sfiorano più volte il raddoppio, pur senza trovarlo. Alla fine però la squadra di Nocera vince lo stesso e si porta a -4 dai playoff.
Inizia nel peggiore dei modi l’avventura di mister Fusco sulla panchina del Monturano. I calzaturieri infatti perdono in casa 1-2 contro il Camerino e scivolano per la prima volta fuori dalla zona playoff. Servirà resettare tutto in casa gialloblù per riprendere a marciare in avanti.
Schianto esterno anche per il Porto Sant’Elpidio, che a Corridonia cade 3-0. Una brutta frenata per i ragazzi di mister Mengoni, che speravano di partire decisamente meglio in questa prima gara del 2026.
Sconfitta amara per l’Elpidiense Cascinare, che tra le mura amiche cede l’intera posta in palio al fanalino di coda Vigor Montecosaro. Gli ospiti si impongono nello scontro salvezza per 0-2 trascinando con sé al ultimo posto proprio i calzaturieri.
Non si è fatta attendere la controreplica del consigliere Fabrizio Cesetti nei confronti dell’assessore regionale alla Sanità Paolo Calcinaro, nella polemica a distanza (leggi qui) che ha contraddistinto queste ultime ore.
«Calcinaro è stato per ben dieci anni presidente della Conferenza dei sindaci della provincia di Fermo e nessuno lo ha mai sentito proferire verbo sui temi della nostra sanità territoriale – afferma Cesetti – ha sempre accuratamente evitato di prendere una qualsiasi posizione, visto mai che poi qualcuno gli offrisse l’opportunità di non tornare a esercitare la professione di avvocato. Poi l’opportunità è arrivata lo scorso anno con le elezioni regionali e dopo aver abbracciato la destra (lui che aveva iniziato la sua carriera politica con la sinistra e poi si era presentato come paladino del civismo), ha iniziato ad attaccare a testa bassa l’Amministrazione Ceriscioli. E lo ha fatto, come continua a fare oggi, mistificando totalmente l’operato di quella giunta. Ma la storia non si cancella e Calcinaro farebbe bene a riconoscerla. Una storia che dice chiaramente che l’ospedale di Fermo è stato da me prima deciso e programmato come presidente della Provincia, e poi finanziato con 111 milioni di euro (gli unici spesi fino a oggi) quando ho ricoperto l’incarico di assessore regionale al Bilancio. Così come, subito dopo il sisma del 2016, nel medesimo ruolo, finanziai il nuovo ospedale di Amandola. Ma la storia dice anche che sempre nel quinquennio 2015-2020, il centrosinistra inaugurò la Casa di Comunità per le cure intermedie di Sant’Elpidio a Mare e stanziò 4,1 milioni di euro per la ristrutturazione dell’Ospedale di Comunità di Montegiorgio. La cronaca, invece, ci dice che Calcinaro non sa neanche quando sarà inaugurato il nuovo Ospedale di Fermo, visto che la data del 5 dicembre annunciata dal suo predecessore Saltamartini è passata da un pezzo e lui non si è neppure degnato di spiegare i motivi per cui il cantiere non si è ancora concluso».
«Calcinaro deve sapere – continua il consigliere dem – che, come ho appena ricordato, io mi sono sempre occupato di sanità, tanto in maggioranza quanto all’opposizione, e può stare certo che continuerò a farlo. Ma soprattutto deve capire che non sono io a esercitare pressione su di lui, bensì i cittadini che mi segnalano quotidianamente disagi e disservizi, i sindacati dei lavoratori della sanità ormai stufi delle promesse non mantenute e della squallida propaganda che la giunta regionale continua a fare sulla pelle del personale sanitario, e la stampa, che giustamente descrive la drammatica situazione in cui versano le nostre strutture sanitarie. Se Calcinaro non è in grado di reggere questa pressione, forse farebbe bene a rivedere l’impegno che si è preso per i prossimi cinque anni, dedicandosi a compiti più semplici e a sua misura”.
«In ogni caso – conclude Cesetti – mi aspetto che già da martedì, in aula, egli sappia rispondere in maniera esaustiva all’interrogazione che ho depositato a proposito della tragica situazione dei pronto soccorso nella nostra regione, presentando gli interventi che la giunta regionale intende mettere in atto per iniziare a dare soluzioni a problemi che stanno mettendo in discussione il diritto costituzionale alla salute».
Non si è fatta attendere la replica dell’Assessore Regionale alla Sanità Paolo Calcinaro dopo l’attacco del consigliere regionale del Pd Fabrizio Cesetti (leggi qui) in merio alla situazione dei Pronti Soccorsi della regione e con riferimento specifico alla situazione di quello di Fermo, in riferimento ai primi giorni del nuovo anno.
«Lo sapevo, il buon Cesetti ha resistito ben due mesi poi è riuscito a darmi colpa di ciò che non va nel sistema sanitario – ha sottolineato in un post sul suo profilo personale – lo immaginavo perché casualmente sono due mesi in cui parla solo di sanità. Ma i cittadini sanno bene che chi ha chiuso i pronto soccorso di Sant’Elpidio, Montegiorgio e Porto San Giorgio è stato lui con l’amministrazione precedente. Ora si corre ai ripari e, con il tempo giusto e non due mesi ovviamente, qualche danno lo recupereremo».
Palla rilanciata nell’altro campo dunque da parte di Calcinaro che ha colto anche l’occasione per dare il benvenuto al neo primario del Pronto Soccorso di Fermo. «Intanto ben arrivata alla nuova primaria Tamara Mariani del pronto soccorso di Fermo: ed erano anni che ne mancava uno di ruolo. Buon lavoro a lei, e anche a Cesetti per carità».
La Fp Cgil di Fermo guarda con interesse alle dichiarazioni dell’assessore alla sanità Paolo Calcinaro relative all’imminente definizione del nuovo piano del fabbisogno sanitario e all’annunciato confronto con le parti sociali proprio sul tema dei posti disponibili nelle Rsa e nei centri per le demenze.
In merito a tale argomento, si ritiene necessario richiamare l’attenzione dell’assessore su una criticità che da tempo viene segnalata nel territorio fermano e non solo: l’inserimento di anziani non autosufficienti presso strutture autorizzate esclusivamente per l’accoglienza di persone autosufficienti, in particolare in Case di Riposo.
L’accesso ai servizi per la non autosufficienza avviene a seguito di valutazione multidimensionale da parte delle Uvi, che dovrebbero evitare l’assegnazione di determinati soggetti in strutture con standard assistenziali e organizzativi non adeguati, prevedendo altresì specifiche procedure di rivalutazione in caso di mutamento delle condizioni cliniche. Troppo spesso si registrano invece, all’interno delle strutture del territorio, situazioni emergenziali ben oltre i limiti previsti dalle normative.
Questi inserimenti impropri hanno conseguenze pesanti sia sulla qualità della vita e sulla sicurezza delle persone più fragili, sia sul piano delle condizioni di lavoro del personale, che si trova a gestire bisogni assistenziali complessi in assenza di adeguate dotazioni organiche, profili professionali e standard previsti per la non autosufficienza.
La Fp Cgil di Fermo invita pertanto l’assessore e la Regione Marche a considerare con particolare attenzione questo aspetto all’interno del nuovo piano del fabbisogno, affinché l’ampliamento dei posti disponibili si accompagni al rispetto delle regole, e soprattutto della dignità delle persone e del lavoro. La Fp Cgil di Fermo si riserva inoltre di segnalare tali gravi situazioni agli organi competenti, per le opportune verifiche.
Sulla sanità, nello specifico sui reparti di Pronto soccorso, interviene anche il consigliere regionale del Pd, Fabrizio Cesetti, con una nota stampa:
«La situazione dei pronto soccorso marchigiani, già drammaticamente degenerata negli ultimi cinque, è arrivata ormai a una situazione insostenibile. È sotto gli occhi di tutti come queste strutture, nonostante l’abnegazione e il senso di responsabilità del personale sanitario, non riescono più a garantire pienamente un servizio tempestivo, adeguato e di qualità, e quindi il diritto alla salute come sancito dalla nostra Costituzione. Non si tratta di supposizioni, ma di una tragica realtà fotografata ormai quasi quotidianamente dalle pagine di cronaca. Basti pensare all’ospedale di Fermo, dove nei primi giorni di gennaio è stata ripetutamente segnalata una situazione indecente, con il triage mai libero e un afflusso continuo di utenti costretti a tempi di attesa inaccettabili che mettono in pericolo la salute stessa delle persone. Tuttavia il collasso non riguarda solo un territorio, ma l’intera regione: a Macerata, per esempio, è stata la stessa Ast a evidenziare non solo la difficoltà di coprire tutti i turni richiesti, ma anche di poterlo fare con le professionalità necessarie. E ciò impone anche di accertare la regolarità della gara espletata per l’assegnazione del servizio. Inoltre, da molti comuni, sono pervenute continue segnalazioni riguardanti la mancanza della guardia medica durante le feste. Questo è il risultato fallimentare della politica sanitaria portata avanti per cinque anni dalla giunta regionale di centrodestra, che ha aggravato i problemi della sanità pubblica, a partire dal massiccio ricorso ai medici “gettonisti” per far fronte alla grave carenza di personale. Ciò che è più preoccupante, però, è che almeno per il momento non registriamo una volontà di rivedere i tanti errori compiuti; la parola d’ordine del presidente Acquaroli e dei nuovi assessori sembra essere continuità».
Fabrizio Cesetti, che a tal proposito ha presentato un’interrogazione a risposta immediata per sollecitare provvedimenti immediati volti ad assicurare il regolare funzionamento del sistema di emergenza-urgenza degli Enti del Servizio sanitario regionale.
«Anzi – continua Cesetti – a distanza di tre mesi dall’insediamento della nuova giunta regionale il quadro generale è persino peggiorato. Se, infatti, con l’ex assessore Saltamartini, nella pur molto insufficiente gestione della sanità pubblica, si poteva scorgere qualche sforzo per dare risposte ai cittadini, oggi vediamo che a farla da padrone è solo la mera propaganda fine a sé stessa. Di fatto, anziché produrre provvedimenti effettivi, la giunta regionale si sta abbandonando a una politica fatta di annunci a cui non seguono mai atti concreti. Ma attenzione: se non si adottano immediati provvedimenti correttivi, si espone il Servizio sanitario regionale a responsabilità civili, erariali ed anche di ordine penale. E ciò vale sia per quanti hanno la responsabilità di indirizzo e controllo, sia per coloro che hanno la responsabilità della gestione e del conseguimento degli obiettivi»
Sulla A14 Bologna-Taranto è prevista una chiusura notturna del tratto compreso tra Pedaso e Grottammare, in entrambe le direzioni di marcia, Pescara/Bari e Ancona/Bologna. Il provvedimento scatterà dalle ore 22 di lunedì 12 gennaio fino alle 6 di martedì 13 gennaio.
La chiusura si rende necessaria per consentire attività di ispezione, finiture e collaudi nell’ambito dei lavori previsti dal piano di interventi ai sensi del D.lgs 264/06, finalizzati al potenziamento degli impianti di sicurezza delle gallerie.
Durante l’interruzione del traffico non saranno raggiungibili le aree di servizio “Piceno ovest”, in direzione Pescara/Bari, e “Piceno est”, verso Ancona/Bologna. Inoltre, dalle 18 di lunedì 12 fino alle 6 di martedì 13 gennaio, all’interno delle stesse aree di servizio sarà istituito il divieto di sosta.
Autostrade per l’Italia consiglia i seguenti percorsi alternativi:
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Verso Pescara/Bari: uscita obbligatoria alla stazione di Pedaso, proseguire in direzione SS16 Pescara-Ancona, immettersi sulla SS16 verso Pescara e rientrare in A14 alla stazione di Grottammare.
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Verso Ancona/Bologna: uscita obbligatoria alla stazione di Grottammare, seguire la direzione SS16 Pescara-Ancona, immettersi sulla SS16 verso Ancona e rientrare in A14 alla stazione di Pedaso.
Sempre da Autostrade: «Si raccomanda agli automobilisti di prestare attenzione alla segnaletica e di pianificare per tempo gli spostamenti».
Rispetto a quanto approvato dall’Unione Europea pochi giorni fa in tema di agricoltura, la Cia Marche esprime soddisfazione per la modifica del bilancio europeo a favore dell’agricoltura e del territorio, annunciata dal Commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli (clicca qui), che riconosce il valore strategico del settore agricolo per l’Appennino centrale.
Un risultato che va nella direzione auspicata da tempo dalla Confederazione e che rafforza l’attenzione verso quei territori interni che, soprattutto dopo il sisma, hanno bisogno di politiche concrete e continuative per sostenere le imprese e le comunità locali.
«Accogliamo con favore quanto annunciato dal Commissario Castelli – sottolinea il presidente di Cia Marche, Alessandro Taddei – perché rappresenta un segnale importante per le aree interne, nelle quali la nostra organizzazione è da sempre impegnata. L’agricoltura non è solo un settore economico, ma un presidio fondamentale per il territorio, la coesione sociale e la tutela del paesaggio».
Cia Marche ricorda come, negli anni, abbia costantemente lavorato al fianco delle aziende agricole delle zone montane e collinari, sostenendo il diritto a un reddito equo per chi vive e opera in contesti complessi, spesso penalizzati da carenze infrastrutturali e da eccessi burocratici.
«Il riconoscimento del ruolo degli agricoltori dell’Appennino – prosegue Taddei – va nella direzione che abbiamo sempre indicato: senza chi presidia e cura il territorio non può esserci ricostruzione né sviluppo. Per questo è fondamentale che alle risorse annunciate seguano azioni coordinate con le Regioni, capaci di tradursi in opportunità reali per le imprese e per le comunità locali».
Cia Marche ribadisce infine il proprio impegno a continuare il lavoro di rappresentanza e proposta, affinché le aree interne non restino ai margini delle politiche di sviluppo, ma diventino uno dei pilastri su cui costruire il futuro economico e sociale della regione.
Un anno di solidarietà senza precedenti per l’Avis Comunale “V. Scoccini” di Sant’Elpidio a Mare. Nel corso dell’ultimo direttivo, il Presidente Sandro Birilli ha tracciato il bilancio di un 2025 che definire positivo sarebbe riduttivo: i numeri parlano di un vero e proprio record storico per il gruppo, segno di una comunità sempre più sensibile al tema del dono.
Il confronto con l’anno precedente non lascia spazio a dubbi. Le donazioni di sangue intero sono balzate a quota 681 (rispetto alle 502 del 2024), mentre il plasma ha fatto registrare 252 sacche (contro le 173 precedenti). Un exploit che si riflette anche nella base associativa, che oggi conta 529 soci (erano 478), con ben 37 nuovi donatori che hanno scelto di iniziare il loro percorso di solidarietà nel corso dell’anno.
Dietro questi risultati eccezionali c’è un mix di strategia, accoglienza e professionalità. Il Presidente Birilli ha voluto sottolineare l’apporto fondamentale del Dott. Riganello e di tutto lo staff del Centro Trasfusionale dell’Ast Fermo. «Il potenziamento dei centri raccolta periferici con le ulteriori aperture, anche del martedì – ha precisato Birilli – ha favorito un’impennata nelle donazioni, creando un clima di fiducia che ha spinto molti cittadini a donare con entusiasmo».
Il successo è figlio anche di un clima interno disteso e di una proficua collaborazione con le altre associazioni del territorio, che rende l’Avis elpidiense un punto di riferimento non solo sanitario, ma sociale.
La giornata di ieri (giovedì 8 gennaio) ha segnato anche il ritorno di una nobile iniziativa: la consegna della Pigotta Unicef come omaggio di benvenuto per i nuovi donatori. La prima bambola di pezza del 2026 è stata consegnata a Jacopo, un giovane che ha effettuato la sua prima donazione proprio ieri mattina, diventando il simbolo di questa nuova stagione di generosità.
Nonostante l’euforia per i dati record, l’Avis “V. Scoccini” non intende fermarsi. “Questi numeri non sono un punto di arrivo, ma una solida base da cui ripartire”, ha ribadito il Presidente durante la riunione, in cui sono state già messe in campo le proposte per le attività del 2026. L’obiettivo resta quello di presidiare il territorio con iniziative costanti, garantendo un’accoglienza d’eccellenza presso il centro di raccolta e promuovendo la cultura del dono tra i giovani e non solo.
L’Avis di Sant’Elpidio a Mare invita tutta la cittadinanza a consultare i propri canali social o a recarsi presso la sede per scoprire come diventare parte di questa grande famiglia che salva vite.
Si è svolto a fine dicembre l’Incontro degli Auguri, appuntamento annuale dedicato alle persone della Cassa di Risparmio di Fermo, che ha riunito gli Amministratori della Banca e della Fondazione, il personale e i pensionati dell’Istituto.
Il Presidente di Carifermo S.p.A. Alberto Palma e il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo Giorgio Girotti Pucci hanno rivolto il loro saluto ai numerosi partecipanti, sottolineando il valore dell’incontro come momento di condivisione e riconoscimento del percorso comune.
Il Direttore Generale Ermanno Traini è intervenuto con un focus sul contesto economico, offrendo una lettura sul piano nazionale e regionale, evidenziando il ruolo del credito locale nel sostenere famiglie e imprese in una fase di trasformazione complessa ma ricca di opportunità.
Il Direttore Generale ha quindi ripercorso i momenti più significativi dell’anno, richiamando «l’impegno della Banca sui temi più sfidanti, a partire dall’innovazione, dalla sicurezza informatica e dalla sostenibilità, ribadendo al contempo la centralità della relazione umana come elemento distintivo dell’azione di Carifermo». Ha inoltre ricordato «i riconoscimenti ottenuti nel 2025 e le scelte strategiche che hanno accompagnato i risultati conseguiti, confermando la solidità del percorso intrapreso. Nel presentare i principali progetti in programma per il 2026, ha ribadito con determinazione il ruolo di Carifermo quale Banca del territorio da 169 anni, profondamente radicata nella comunità di riferimento».
È stata anche l’occasione per valorizzare il lavoro svolto dalle Agenzie e dalla Direzione nel corso dell’anno, contribuendo in maniera determinante ai risultati raggiunti dall’Istituto. Come tradizione, durante la serata, particolarmente sentita e partecipata, sono stati anche salutati i colleghi che hanno raggiunto il traguardo della pensione nell’ultimo anno.
«Dopo tre mesi dalla sonora bocciatura da parte dei marchigiani, il candidato sconfitto Matteo Ricci interrompe il silenzio e torna nelle Marche proponendo il solito copione a base di mera demagogia. Se questo è il tenore del contributo che intende dare alle Marche, è meglio che resti dove lo hanno rispedito i marchigiani, a Bruxelles». Queste le dichiarazioni del capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale Andrea Putzu, in replica alle recenti affermazioni di Matteo Ricci e dei consiglieri di opposizione.
«Ricci accusa la Regione di immobilismo e propaganda, ma intanto nelle Marche si investe davvero – sottolinea Putzu – Dopo aver raccontato in campagna elettorale che la Zes non esisteva ora finalmente la riconosce arrivando addirittura a raccontare favole su “discriminazioni” e assenza di risorse, ignorando volutamente che le imprese stanno già presentando centinaia di domande e muovendo milioni di euro: in soli 15 giorni presentate domande per che hanno attivato investimenti complessivi pari a 69,8 milioni di euro. Quando i numeri non piacciono, si fa finta che non esistano. Sulla sanità il copione è lo stesso con toni apocalittici e zero onestà intellettuale. Parlare di sistema “devastato” dopo anni di gestione fallimentare della sinistra è quantomeno surreale».
«La Giunta Acquaroli sta mettendo ordine dove altri hanno lasciato macerie, con investimenti, assunzioni e cantieri veri, non facciate elettorali buone solo per le foto. Il nuovo ospedale di Fermo e l’Inrca procedono, nonostante qualcuno continui a tifare per il fallimento pur di avere un titolo sui giornali. Ma governare non è fare sceneggiate, bensì è lavorare, giorno dopo giorno, anche lontano dai riflettori. Ricci dice che la Giunta «si accontenta». Per inciso, la Regione Marche è impegnata su più fronti per rafforzare i servizi sanitari, assistere le fasce più deboli e sostenere i giovani con incentivi e opportunità formative e lavorative. Parlare di «insufficienza» senza riconoscere i progressi è più un esercizio di stile che di politica responsabile. Le Marche non sono un terreno di protesta permanente – conclude il capogruppo – e le idee si giudicano dai fatti, non dagli slogan. E i marchigiani sanno distinguere chi lavora da chi parla».
https://cronachefermane.jef.it/2026/01/07/ricci-nessuno-slancio-dallacquaroli-bis-noi-unopposizione-costruttiva-e-per-lalternativa/738754/
La Commissione Europea, su spinta del governo italiano, modifica il bilancio a favore dell’agricoltura e del territorio.
Un risultato positivo secondo il commissario alla ricostruzione Guido Castelli: «Importante risultato per gli interessi dell’Italia e dell’Appennino centrale che da fiducia all’impegno per la ricostruzione».
«L’approccio pragmatico e non ideologico del nostro Governo porta a risultati concreti per l’economia dell’Appennino centrale; – dichiara Guido Castelli Commissario alla ricostruzione sisma 2016 – il gioco di squadra della maggioranza con il Presidente Meloni, il Commissario Fitto e il Ministro Lollobrigida ha ottenuto una significativa modifica al bilancio europeo restituendo dignità ai nostri agricoltori scongiurando i tagli previsti, anzi, ottenendo ulteriori 10 miliardi in più all’agricoltura italiana».
«Per l’area sisma dell’Appennino centrale assicurare un reddito giusto a chi presiede e cura il territorio rappresenta una condizione imprescindibile per ricostruire il futuro del cratere – continua Castelli – dopo essere riusciti a superare i vincoli burocratici per le nostre imprese, il nostro Governo riesce a evitare i tagli a un settore strategico per il nostro
territorio come l’agricoltura».
«Insieme alle Regioni dobbiamo dare seguito a questo straordinario risultato che vede finalmente il riconoscimento degli interessi dell’Italia in Europa – conclude Castelli – ora è necessaria un’azione coordinata per cogliere al meglio questa opportunità per creare le
migliori condizioni di vita e lavoro sui nostri territori».












