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Due diverse iniziative, con un obiettivo comune: far conoscere e valorizzare i percorsi di turismo lento nei territori dell’Appennino centrale colpiti dal sisma del 2016. È questa la finalità della guida “I Cammini della Rinascita” e del podcast “Camminando nel Cratere”, presentati oggi nell’ambito della ventiduesima edizione di “Fa’ la cosa giusta!”, manifestazione in corso di svolgimento presso la Fiera Milano Rho, dedicata alle buone pratiche di consumo e agli stili di vita sostenibili. La Struttura commissariale sisma 2016 è presente alla tre giorni con uno stand dedicato proprio al turismo lento in quella vasta area compresa tra Abruzzo, Lazio, Marche, Umbria.

Un momento della presentazione

 

Alla presentazione hanno preso parte Guido Castelli, commissario straordinario al sisma 2016; Stefania Proietti (in collegamento), presidente della Regione Umbria; Roberto Santangelo, assessore della Regione Abruzzo, Silvia Luconi, una rappresentanza della Regione Lazio, sottosegretario alla presidenza della Giunta regionale Marche e Bruno Pellegrini, Ceo della piattaforma Loquis. L’incontro è stato moderato da Miriam Giovanzana.

 

L’iniziativa, promossa dal Commissario Castelli, si inserisce nel quadro delle attività istituzionali che affiancano alla ricostruzione fisica dei territori anche azioni mirate al rilancio economico e sociale delle quattro regioni colpite dal sisma. Il progetto mira a valorizzare l’intero territorio del cratere sismico – composto da 136 comuni, oltre ad altri centri oggetto in specifici interventi di ricostruzione – con l’obiettivo di far conoscere a un pubblico sempre più ampio il patrimonio diffuso di storia, cultura, religione, paesaggi e comunità dell’Appennino centrale.

 

«Attraverso la guida e il podcast – dichiara il commissario straordinario Guido Castelli – vogliamo raccontare cosa sia oggi l’Appennino centrale: un territorio composto da comunità fiere delle proprie radici, che vogliono guardare al futuro. Accanto alla ricostruzione materiale è in atto la strategia di riparazione economica e sociale attraverso la quale stiamo dando vita a nuove opportunità di sviluppo, nel segno della sostenibilità. I cammini rappresentano uno straordinario strumento per valorizzare i nostri borghi, la natura, la spiritualità e le tradizioni delle comunità locali. Camminare in questi territori significa scoprire luoghi di grande bellezza ma anche sostenere concretamente la rinascita delle aree colpite dal sisma. È questa l’idea di fondo dei Cammini della Rinascita: trasformare il turismo lento in un motore di sviluppo, capace di restituire vitalità e prospettive all’Italia interna».

 

La guida “I Cammini della Rinascita” mette al centro i principali percorsi di turismo lento inseriti nel Programma di sviluppo promosso dalla Struttura commissariale in collaborazione con le quattro Regioni. Attraverso nove itinerari – tra cui il Cammino Francescano della Marca, la Via Lauretana, il Cammino dei Cappuccini, il Cammino nelle Terre Mutate e il Cammino Naturale dei Parchi – il volume accompagna il lettore alla scoperta di città, luoghi della spiritualità, percorsi naturalistici, vie dell’acqua, patrimoni artistici e tesori meno conosciuti dell’Appennino. Un focus specifico è dedicato anche ai luoghi della ricostruzione, con i principali cantieri in corso e le opere già restituite alle comunità.

 

Accanto alla guida nasce anche il podcast “Camminando nel Cratere”, realizzato in collaborazione con la piattaforma Loquis, che racconta i territori del sisma attraverso un viaggio sonoro tra cammini, borghi e paesaggi delle quattro regioni coinvolte.

 

Il progetto è il risultato di un ampio lavoro di squadra che ha coinvolto istituzioni, enti locali, parchi nazionali, diocesi, associazioni e cittadini, contribuendo a valorizzare identità, tradizioni e prospettive di sviluppo dei territori. Nell’ambito di questa strategia il turismo rappresenta un volano fondamentale per la crescita culturale ed economica dell’Appennino centrale, sostenuto da un programma di interventi da 47 milioni di euro destinato al potenziamento dei cammini, alla sicurezza dei percorsi, allo sviluppo dei servizi per pellegrini e camminatori e al miglioramento dell’accessibilità.

 

Nel corso della giornata odierna, oltre alla presentazione della guida e dei podcast, sono stati dedicati specifici panel ad alcuni tra i principali cammini che attraversano l’Appennino centrale. In particolare:

 

Il Cammino di San Giuseppe da Leonessa è un itinerario religioso e naturalistico ad anello, compreso tra Lazio, Abruzzo e Marche, inaugurato nel 2023 dalle proposte della comunità locale. Attraversa i luoghi simbolo della vita del santo (Leonessa, Posta, Borbona, Capitignano, Montereale, Campotosto, Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto e Cittareale) tra la Valle Santa reatina e i Monti della Laga.

 

Il Cammino di San Romualdo, denominato “Viae Sancti Romualdi, si snoda per 500 km in 30 tappe, da Sant’Apollinare in Classe (Ravenna, la città in cui nacque) a Fabriano (dove sono custodite le sue spoglie) coinvolgendo 4 regioni italiane: Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Marche.

 

La Via Lauretana è un antico percorso di pellegrinaggio che unisce Roma al Santuario della Santa Casa di Loreto. Il cammino collega le due importanti mete spirituali attraversando il Lazio, l’Umbria e le Marche. La Via Lauretana, che negli ultimi anni è stata oggetto di un importante progetto di recupero e valorizzazione, attraversa città d’arte, borghi storici e paesaggi appenninici di grande suggestione. Il progetto dei Cammini Lauretani mira a costruire una rete di itinerari culturali e spirituali. Al panel hanno preso parte, tra gli altri, il Sindaco di Tolentino, Mauro Sclavi, e l’assessore al Comune di Macerata Paolo Renna.

 

La Via di Francesco è un cammino che raggiunge Assisi partendo da Nord (Santuario della Verna, in Toscana) o da Sud (Roma). L’itinerario collega tra loro alcuni dei luoghi nei quali visse e predicò il Santo di Assisi: un cammino di pellegrinaggio, che vuole riproporre l’esperienza francescana di spiritualità, accoglienza e rispetto per la natura. L’importanza di questo percorso è accresciuta dal fatto che quest’anno si celebra l’ottavo centenario della morte di san Francesco.

 

Il Cammino dei Cappuccini attraversa la dorsale interna delle Marche per 400 chilometri, unendo Fossombrone ad Ascoli Piceno attraverso un percorso di oltre 370 chilometri che prevede 17 tappe. Il Cammino si snoda lungo l’entroterra collinare e montuoso e tocca antichi eremi e conventi, tra cui il luogo di nascita dell’ordine a Camerino. Luoghi dove la storia e la spiritualità si intrecciano con la bellezza della natura.

 

Il Cammino Francescano della Marca si snoda luoghi ricchi di tradizione francescana, unendo Assisi e Ascoli Piceno attraverso un percorso di 176 chilometri. Compreso tra due regioni, il Cammino offre l’occasione per vivere quella parte d’Italia compresa tra l’Appenino Umbro-Marchigiano e il Parco Nazionale dei Sibillini e per ripercorrere una delle vie che San Francesco utilizzò per le sue predicazioni nelle Marche meridionali.

 

Il Cammino dei Forti invece racconta la storia militare e difensiva delle aree montane dell’Appennino marchigiano. Si tratta di un percorso ad anello lungo 120 Km, che parte e finisce a San Severino Marche (MC), passando per località quali Serrapetrona, Castelraimondo, Gagliole e Matelica.

 

Nella giornata di ieri, invece, lo stand della Struttura Commissariale aveva ospitato i panel dedicati al Cammino di San Benedetto, il Cammino Naturale dei Parchi, il Cammino delle Terre Mutate e il percorso dell’ex ferrovia Spoleto-Norcia.

La struttura commissariale sisma 2016 sarà presente alla ventiduesima edizione di “Fa’  la cosa giusta!”, la più grande fiera italiana dedicata alle buone pratiche di consumo, agli stili di vita  sostenibili e alla valorizzazione delle eccellenze dei territori. A partire da oggi e fino a domenica 15  marzo, presso la Fiera Milano Rho (stand F68 – Padiglione 16) sarà proposto un ricco programma di  incontri e presentazioni dedicati ai Cammini dell’Appennino centrale e al turismo lento come leva di  sviluppo sostenibile per i territori di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria colpiti dal terremoto del 2016. 

Nel corso delle tre giornate della manifestazione saranno approfonditi i principali itinerari  escursionistici e spirituali che attraversano il cratere sismico, con momenti di confronto dedicati al  Cammino Naturale dei Parchi, alla Via Lauretana, al Cammino nelle Terre Mutate, al Cammino di San  Giuseppe da Leonessa, alla Via di Francesco, al Cammino dei Cappuccini e al Cammino Francescano  della Marca. Gli incontri vedranno la partecipazione di rappresentanti istituzionali, esperti di turismo  sostenibile, associazioni, guide e operatori del territorio, con l’obiettivo di raccontare come i cammini  possano contribuire alla rinascita economica, culturale e sociale delle aree dell’Appennino centrale. 

Il momento centrale del programma è previsto per sabato alle ore 14, presso la Piazza Grandi  Cammini, con la presentazione della Guida “I Cammini della Rinascita” e del progetto podcast  “Camminando nel Cratere”, iniziative dedicate alla promozione dei percorsi di turismo lento nei  territori del sisma. All’incontro interverranno Guido Castelli, Commissario Straordinario al sisma 2016,  Manuela Rinaldi, assessore della Regione Lazio, Stefania Proietti, Presidente della Regione Umbria,  Roberto Santangelo, assessore della Regione Abruzzo, Silvia Luconi, sottosegretario alla presidenza  della Giunta Regionale Marche, e Bruno Pellegrini, CEO della piattaforma Loquis. A moderare l’incontro  sarà Miriam Giovanzana

Guido Castelli

«La partecipazione alla fiera rappresenta un’importante, preziosa, occasione per far conoscere al  grande pubblico il patrimonio naturale, culturale e spirituale dell’Appennino centrale e per far  valorizzare una rete di cammini che unisce comunità, paesaggi e tradizioni, contribuendo a rafforzare  un modello di turismo sostenibile e responsabile – afferma il commissario straordinario al sisma 2016  Guido Castelli Accanto alla ricostruzione materiale post-sisma, stiamo adottando la strategia di riparazione economica  e sociale di queste comunità, che hanno dovuto attraversare anni estremamente difficili. I cammini sono  uno straordinario strumento di valorizzazione dei nostri territori, che uniscono natura, cultura,  spiritualità e tradizioni, offrendo ai visitatori un’esperienza autentica e sostenibile. Con iniziative come  la guida ‘I Cammini della Rinascita’ e il podcast ‘Camminando nel Cratere’, e attraverso la stretta collaborazione con gli attori istituzionali e non che operano sul territorio, vogliamo far conoscere a un  pubblico sempre più ampio la bellezza e l’identità di questi luoghi. Camminare nei territori del sisma  significa scoprire luoghi straordinari, ma anche sostenere concretamente la ripartenza delle comunità  che vi abitano».

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Guido Castelli

La cabina sisma, presieduta dal commissario Guido Castelli ha dato il via libera ad nuova Ordinanza che modifica l’articolo 10 dell’Ordinanza 222/2025, già aggiornata con l’Ordinanza n. 244/2025, introducendo importanti misure a sostegno dei beneficiari della ricostruzione privata. Il provvedimento consente ai soggetti titolari di pratiche di ricostruzione di avvalersi delle disposizioni economiche di maggior favore fino alla liquidazione dell’ultimo stato di avanzamento lavori (Sal), superando alcune criticità applicative emerse negli ultimi mesi, in particolare in relazione alla disciplina del superbonus.

 

La modifica normativa nasce dall’esigenza di assicurare continuità amministrativa e finanziaria agli interventi già avviati, evitando soluzioni di discontinuità che avrebbero potuto penalizzare famiglie e operatori economici impegnati nella ricostruzione. Viene estesa la possibilità di accesso alle condizioni più favorevoli previste dall’Ordinanza 222/2025 e si garantisce tale facoltà fino al decreto di liquidazione dell’ultimo stato di avanzamento lavori, mantenendo la necessaria rinuncia alle agevolazioni alternative previste dalla normativa sul Superbonus, evitando sovrapposizioni di benefici.

 

«In questo modo interveniamo in modo concreto ed efficace per evitare rallentamenti nei cantieri e garantire certezza normativa a cittadini, professionisti e imprese. L’obiettivo è uno solo: completare la ricostruzione senza lasciare indietro nessuno – sottolinea il commissario alla ricostruzione Guido Castelli – Il gioco di squadra, in queste situazioni, è essenziale; per questo desidero ringraziare i presidenti delle Regioni, gli uffici ricostruzioni e le Amministrazioni comunali, insieme a loro lavoriamo quotidianamente per arrivare al ritorno definitivo alla normalità delle comunità dell’Appennino centrale»

Fabrizio Cesetti

«La Regione Marche proceda con urgenza alla stabilizzazione del personale a tempo determinato dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione che alla data del prossimo 30 aprile avrà maturato i requisiti previsti, ovvero un’anzianità di servizio pari a tre anni, anche non continuativi, presso lo stesso Usr o le amministrazioni locali ricadenti nell’ambito del cratere sisma 2016». A proporlo è il consigliere regionale del Partito Democratico Fabrizio Cesetti, che a tal proposito ha depositato una mozione che sarà presto discussa dall’Assemblea legislativa delle Marche.

 

«L’Usr – spiega Cesetti – costituisce un presidio essenziale e strategico per garantire la Ricostruzione nei territori colpiti dal terremoto del 2016 e, soprattutto, svolge fondamentali funzioni di coordinamento che offrono competenza tecnica e continuità amministrativa grazie a personale professionalmente specializzato che ha accumulato un prezioso bagaglio di esperienza. Basti pensare a come l’USR sia riuscito ad assicurare istruttorie più rapide, procedure omogenee, supporto ai cittadini e alle amministrazioni, gestione efficace dei contributi e monitoraggio degli interventi pubblici e privati. Il tutto, migliorando la qualità progettuale, gestendo in maniera trasparente l’utilizzo delle risorse e orientando la ricostruzione verso una visione di sviluppo sostenibile e di rilancio delle aree interne. È indispensabile che questo patrimonio di lavoratrici e lavoratori – conclude Cesetti – venga assolutamente preservato e tutelato per proseguire con determinazione al completamento della ricostruzione, restituendo così dignità e sicurezza ai cittadini. Farlo non è soltanto un dovere istituzionale, ma una responsabilità morale verso tante comunità che hanno visto compromessi il proprio patrimonio abitativo, economico e sociale».

Il commissario alla Ricostruzione, Guido Castelli

Si informano i beneficiari di Cda (ex Cas), Sae, Mapre ed altre forme di assistenza  abitativa, che dalle ore 12 di venerdì 6 febbraio 2026, è stata riattivata la piattaforma  informatica Sem attraverso la quale presentare la dichiarazione per il mantenimento dei  requisiti dei benefici di assistenza a favore dei cittadini colpiti dagli eventi sismici del 2016,  per l’anno 2026. 

Cliccando su questo link sarà possibile compilare e caricare la  dichiarazione, la cui scadenza è fissata entro e non oltre le ore 23:59 del 31 marzo 2026. 

La dichiarazione del mantenimento dei requisiti per beneficiare dell’assistenza e delle  eventuali cause impeditive alla presentazione della richiesta di contributo per la  ricostruzione deve essere presentata per via telematica da un qualsiasi membro del nucleo familiare percettore dei benefici, accedendo alla piattaforma online con le credenziali di  identità digitale, come Spid, Carta d’identità elettronica o Carta Nazionale dei Servizi, ma  può essere presentata anche da soggetti delegati o dallo stesso Comune di residenza. 

«E’ fondamentale garantire l’assistenza a chi ha subito i danni del sisma. Invito i cittadini a  rispettare i termini previsti, il loro contributo contribuirà a rafforzare il cambio di passo che  già abbiamo impresso alla ricostruzione ormai da tempo. Ringrazio le amministrazioni  comunali, sempre di supporto e fondamentali nella gestione di questo importante  provvedimento a sostegno dei cittadini» dichiara il commissario alla ricostruzione Guido  Castelli. 

Intanto prosegue il lavoro congiunto tra Ministero della Salute e Struttura commissariale sisma  2016 per migliorare l’assistenza sanitaria nei territori dell’Appennino centrale, attraverso il  rafforzamento del ruolo e dei compiti delle farmacie. Proprio a tale scopo si è tenuto un incontro da  remoto, promosso da Federfarma, al quale ha inviato un messaggio di saluto il sottosegretario alla  Salute Marcello Gemmato e che ha visto la partecipazione del Commissario straordinario al sisma 2016  Guido Castelli e dei vertici della Federazione nazionale dei titolari di farmacia delle quattro regioni del  cratere (Abruzzo, Lazio, Marche, Umbria). 

L’incontro ha rappresentato un momento di confronto per valorizzare il ruolo strategico della farmacia  dei servizi, quale presidio fondamentale di assistenza sanitaria di prossimità, e per approfondire le  opportunità e le tempistiche legate alla proroga, disposta dal Direttore generale della Struttura di  Missione Pnrr, dei termini di registrazione allo sportello telematico e di invio delle domande relative  all’Avviso pubblico per il consolidamento delle farmacie rurali, finanziato nell’ambito della Missione 5 “Inclusione e Coesione”. 

Le farmacie rurali, e quindi di prossimità, rappresentano infatti un tassello strategico per garantire  l’erogazione dei servizi sanitari necessari a tutelare il diritto alla salute in territori abitati da una  popolazione composta principalmente da anziani, che vivono in piccoli centri, spesso isolati e distanti  dalle grandi strutture ospedaliere. Alla luce della citata proroga è stato quindi promosso un momento  di confronto sul bando, al fine di favorire la partecipazione delle farmacie del cratere sismico. 

«Ho avuto modo di confrontarmi nei mesi scorsi con il commissario Castelli proprio sul tema  dell’assistenza sanitaria nei territori colpiti dal sisma – ha detto nel suo saluto il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato –. La proroga del bando del PNRR rappresenta un’opportunità concreta per  le farmacie rurali, che sono presìdi fondamentali soprattutto dove la popolazione è più anziana e  l’accesso ai servizi è complesso. Con la Legge di Bilancio 2026 la Farmacia dei servizi è diventata  strutturale nel Servizio sanitario nazionale: non più sperimentazione, ma modello stabile di sanità  territoriale. L’invito che rivolgo a tutte le farmacie interessate, dunque, è quello di partecipare, perché  investire su questi presìdi significa migliorare la qualità della vita dei cittadini e sostenere la  ricostruzione sociale dei territori colpiti dal sisma»

«La sinergia istituzionale con il sottosegretario Gemmato – afferma il commissario straordinario al  sisma 2016 Guido Castelli è particolarmente preziosa perché offre un contributo concreto alla  strategia che stiamo adottando per dare forma alla rinascita dell’Appennino centrale. Le farmacie dei  servizi, nel cratere, non sono soltanto punti di dispensazione dei farmaci ma veri presìdi civici, capaci di garantire prevenzione, assistenza di base e supporto ai più fragili. Rafforzarle significa ridurre le  distanze tra cittadini e sanità pubblica, sostenere la permanenza delle famiglie nelle nostre comunità e  accompagnare la ricostruzione economica e sociale a quella materiale, rendendo i nostri territori più  attrattivi. La proroga di questo bando del Pnrr rappresenta dunque un’opportunità che vogliamo  sostenere e valorizzare»

«L’Unione europea riconosce finalmente il “diritto a restare” alle popolazioni e soprattutto a quelle che abitano le aree interne: un segnale forte, di quella nuova Europa che il vicepresidente Ue, Commissario Raffaele Fitto, sta contribuendo a far nascere, dopo decenni di centralismo e di leadership delle regioni del Nord Europa, certamente meno sensibili alla questione». Il Commissario straordinario per la ricostruzione e la riparazione del Centro Italia colpito dal sisma del 2016-2017 Guido Castelli, ha commentato così le notizie giunte da Bruxelles, a margine dell’audizione di Raffaele Fitto nelle commissioni congiunte Agricoltura, Bilancio e Sviluppo regionale del Parlamento europeo.

 

«Oltre all’“agenda per le città” la Commissione europea è al lavoro – ha sottolineato Fitto – per presentare altre quattro strategie” che riguarderanno le isole, le regioni ultraperiferiche, le aree di confine orientale e, infine, il diritto a restare, per affrontare la grande sfida che abbiamo per la popolazione e per le aree interne».

 

«E’ un cambio di strategia nelle politiche di coesione europea – ha aggiunto il senatore Castelli – in piena sintonia con il cambio di paradigma per le aree interne rivendicato in Italia dalla premier, Giorgia Meloni, attraverso una strategia chiara e concreta, che investe in opere e interventi che servono davvero alle imprese, alle famiglie e ai territori del nostro Paese. Questa sensibilità rivolta ai territori e alle popolazioni delle aree interne, manifestata dal Governo italiano, si sta affermando anche a Bruxelles, grazie all’impegno e alla determinazione dei nostri rappresentanti, come il Commissario Fitto».

 

«E’ un ulteriore riconoscimento per l’impegno assunto dalla Struttura Commissariale che dirigo da tre anni, grazie alla fiducia attribuitami dal Governo, per la rinascita del Centro Italia. Dobbiamo continuare a percorrere questo cammino – continua Castelli – per ricostruire e rilanciare l’Appennino centrale cogliendo le opportunità del nuovo quadro finanziario europeo. Si tratta di occasioni per sostenere quegli sforzi che mirano ad assicurare ai cittadini, anche e soprattutto nell’Appennino, il diritto a restare in un’Italia più forte, un’Italia più unita e coesa. La scorsa estate abbiamo contribuito al festival della “Restanza e della Tornanza” nelle aree del cratere del sisma 2016-2017. Restare e tornare sono diritti finalmente riconosciuti a chi non vuole abbandonare le sue radici e non vuole essere abbandonato nel percorso di rigenerazione sociale ed economica del proprio territorio. In questo contesto, il modello Appennino centrale si candida a diventare un riferimento per il necessario aggiornamento delle politiche di coesione, verso una governance integrata tra Stato e Regioni che possa essere sempre più vicina ai bisogni dei cittadini e delle imprese».

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La localizzazione dell’epicentro

Continua a tremare la terra nell’entroterra maceratese. Alle 16,50 è stata registrata una scossa di magnitudo 3.3 e profondità di 23 chilometri con epicentro nuovamente a Sant’Angelo in Pontano, dove già lo scorso 5 gennaio si era toccata una magnitudo di 3.8.

Già stamattina, alle 9,55, la terrà aveva tremato sempre nel centro dell’Alto Maceratese con una scossa di magnitudo 2.1 rilevata da Ingv. Al momento non si segnalano né danni né feriti. 

https://cronachefermane.jef.it/2026/01/05/scossa-di-magnitudo-3-8-nella-notte-epicentro-a-santangelo-in-pontano/738321/

Guido Castelli

«Un evento sismico ogni 33 minuti, 43 al giorno, per un totale di 15.759 terremoti in Italia e nelle zone limitrofe». I dati emergono dal report Ingv sui terremoti del 2025, appena pubblicato, e restituiscono con chiarezza l’immagine di un Paese strutturalmente fragile. Un quadro che rende evidente come l’Appennino centrale richieda attenzioni e interventi specifici.

A sottolinearlo è il commissario straordinario al sisma 2016, Guido Castelli, che evidenzia come «nell’area compresa tra le quattro regioni interessate dalla sequenza sismica del 2016-2017 siano stati registrati circa cinquemila terremoti, oltre il 30% del totale nazionale, seppur con eventi di magnitudo mediamente contenuta».

«Dati che, da un lato, ci ricordano come la sismicità sia una condizione con la quale dobbiamo imparare a convivere investendo sulla cultura della sicurezza e, dall’altro, confermano la bontà dell’azione del Governo Meloni e del ministro Musumeci, che proprio all’Appennino centrale hanno voluto dedicare una particolare attenzione», afferma Castelli.

Il commissario richiama quindi l’esperienza maturata nel post-sisma: «L’esperienza di cui sono stato chiamato ad occuparmi è diventata un modello di riferimento per le aree interne, fondato sulla sicurezza e sulla sostenibilità ambientale, capace di trasformare i dati scientifici in scelte operative per rendere questi territori non solo vivibili, ma anche attrattivi».

Secondo Castelli, l’Appennino centrale rappresenta oggi «un laboratorio a cielo aperto, dove la ricostruzione si intreccia con la riparazione economica e sociale», basato su una visione ampia della sicurezza.

«Se il terremoto non è prevedibile – spiega – i suoi effetti possono però essere ridotti sensibilmente attraverso una pianificazione rigorosa, che tenga conto delle caratteristiche dei luoghi».

Un approccio che mette insieme riduzione della vulnerabilità sismica, gestione del rischio idrogeologico e contrasto allo spopolamento, elementi decisivi per la tenuta delle comunità locali.

«Il patrimonio di conoscenze del Laboratorio Appennino centrale oggi rappresenta un riferimento anche per altri contesti colpiti da eventi sismici», aggiunge, citando i terremoti di Pesaro, Fano e Ancona del 2022, quelli di Umbertide, Gubbio e Perugia del 2023 e l’area dell’Appennino romagnolo.

Fondamentale, infine, il modello di governance adottato: «La collaborazione tra Stato, Regioni e Comuni ha dimostrato di garantire risposte più ordinate ed efficaci, trasformando il post-emergenza in un percorso strutturato di messa in sicurezza».

«L’Appennino centrale – conclude Castelli – da area duramente colpita da eventi catastrofali, sta diventando un punto di riferimento capace di offrire un contributo concreto a tutta la Nazione».

Fabrizio Vergari

A seguito delle scosse di terremoto registrate nella mattinata di ieri, il sindaco di Santa Vittoria in Matenano, Fabrizio Vergari, ha firmato un’ordinanza contingibile e urgente che dispone la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado per l’intera giornata di domani, mercoledì 7 gennaio 2026.

Il provvedimento è stato adottato, ieri, in via cautelare e precauzionale dopo gli eventi sismici di elevata magnitudo e ravvicinata ripetizione, come rilevato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, chiaramente percepiti anche a Santa Vittoria in Matenano.

Alla base della decisione vi è la necessità di tutelare la pubblica incolumità, in particolare quella degli studenti, del personale scolastico e di tutti i fruitori degli edifici. La chiusura consentirà inoltre di continuare ad effettuare le opportune verifiche tecniche sugli immobili scolastici di proprietà comunale, al fine di escludere eventuali criticità strutturali.

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Una scossa di terremoto di magnitudo 3.8 è stata registrata alle 3,31, con epicentro localizzato tra Sant’Angelo in Pontano e Penna San Giovanni, a 24 chilometri di profondità.

L’evento, rilevato dagli strumenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), è stato distintamente percepito nel Fermano e in tutto l’entroterra e si è propagato fino alla zona costiera, come testimoniano le tante segnalazioni sui social.

Sette minuti più tardi, nella stessa zona, si é verificata un’altra scossa, di magnitudo 3.1. Entrambi i terremoti si sono registrati all’interno di uno sciame sismico nell’area che é iniziato alle 2,52 con una scossa di magnitudo 1.5 ed é poi proseguito nella notte.

Al momento non si registrano danni a edifici. «A seguito della scossa sismica di magnitudo 3.8 registrata alle ore 3.31 dall’Istituto Nazionale di Fisica e Vulcanologia, con epicentro nel comune di Sant’Angelo in Pontano, al momento -confermano i vigili del fuoco – non sono pervenute segnalazioni di danni alla sala operativa del 115».