«Almeno 5000 persone oggi al 41esimo Carnevale de li Paniccià ad Amandola». E’ comprensibilmente entusiasta il sindaco Adolfo Marinangeli dopo un primo sommario report sul carnevale che anima da decenni la sua città. E che continua a crescere in appeal e presenze.
«Si conferma il successo di questa manifestazione che riunisce in Amandola tantissime persone a vedere uno spettacolo ormai collaudato ed unico nel suo genere e tradizione. Un Carnevale che quest’anno – aggiunge il primo cittadino – ha visto la presenza di almeno 6 Comuni dell’area montana (Montemonaco, Sarnano, Comunanza, Montefortino, Monte San Martino e la stessa Amandola, ovviamente) con 15 tra carri e quattro gruppi mascherati».
Un ringraziamento a tutti gli appassionati ai turisti ma soprattutto alle tante persone che per circa due mesi hanno lavorato alla costruzione dei carri e delle scenette carnevalesche che hanno riempito la città per tutto il pomeriggio. Un ringraziamento particolare, dal sindaco, alla Pro Loco di Amandola ed a tutte le scuole ed associazioni locali che insieme all’amministrazione comunale hanno saputo lavorare ed hanno reso possibile questo rinnovato e fantastico evento ormai diventato una tradizione».

di Simone Corazza
Paura, questa mattina, a Fermo per le sorti di un ragazzo che dopo una caduta dal terzo piano di un palazzo, è stato soccorso ed elitrasportato all’ospedale Torrette di Ancona.
L’sos è scattato intorno alle 10, a raccoglierlo la centrale operativa del 118 che ha subito mobilitato i volontari della Croce verde di Fermo. I militi hanno raggiunto il luogo della segnalazione e subito soccorso e stabilizzato il ragazzo.
Per lui è stato anche richiesto l’intervento dell’eliambulanza che, infatti, da lì a breve è atterrata in un campo vicino al luogo del soccorso. Il personale di Icaro ha così preso in cura il giovane caduto per poi decollare alla volta del nosocomio dorico.
Sul posto, oltre al 118, anche i vigili del fuoco che hanno collaborato alle operazioni di soccorso insieme ai sanitari, e i carabinieri che hanno regolato la circolazione stradale anche per agevolare l’atterraggio e il successivo decollo dell’eliambulanza.


di Maikol Di Stefano
La Cna Fermo sceglie Porto Sant’Elpidio per affrontare i problemi per il mondo degli autotrasporti e proporre soluzioni. «Un’importante giornata oggi, qui alla provincia di Fermo, con la Cna Fita che ha organizzato questo questo evento. Parliamo dei risultati ottenuti a livello nazionale che io ho qui l’onore e l’onere di rappresentare. Affrontiamo la nuova legge di bilancio, aspetti importanti del decreto infrastrutture e soprattutto una serie di attività che abbiamo cercato di portare avanti nel rispetto dei nostri ideali di rappresentanza dei nostri associati». Spiega il presidente Fita Cna nazionale, Michele Santoni intervenuto al polo culturale Beniamino Gigli per l’evento “Autotrasporto le regole del gioco”.
«Sicuramente da attenzionare molto sono il decreto infrastrutture e i tempi di pagamento, una nota molto importante che chiedevamo da tempo. Il decreto rappresenta anche un’importante novità normativa per quanto riguarda il tempo di carico e scarico, anche quella è una norma che cercavamo da tempo. Siamo qui oggi proprio per spiegare agli associati quello che stiamo facendo a livello nazionale, i nostri nuovi obiettivi che porteremo avanti sempre con la massima responsabilità con la volontà di rappresentare le aziende dell’artigianato e autotrasporto».
Parole a cui fanno da eco quelle del presidente Fita Cna Fermo, Gianluca Minetti: «Oggi parliamo dei problemi del trasporto merci e quindi problemi legati alla viabilità, alle infrastrutture e soprattutto alle leggi dello Zes».
«La presenza così numerosa di imprese, istituzioni e rappresentanti del settore dimostra che l’autotrasporto – rilancia Santoni – ha bisogno di risposte. Ringrazio il sistema Cna, la struttura di Fermo con il suo direttore Andrea Caranfa e il presidente Emiliano Tomassini, i referenti nazionali, regionali e territoriali, tra cui il collega del comparto Ncc Marco Smerilli, i tecnici e gli esperti che tra poco interverranno. Questa mattinata nasce con un obiettivo semplice: dare risposte chiare alle imprese, spiegare cosa cambia nel 2026 e mettere a fuoco le opportunità che il settore può e deve saper utilizzare.
Intanto permettetemi di ricordare, come Cna Fita, il lavoro svolto in questi mesi per portare sui tavoli giusti i problemi reali delle nostre imprese. Problemi concreti, quotidiani, che incidono sui costi, sull’organizzazione del lavoro e sulla sicurezza di chi ogni giorno è sulla strada.
Penso, prima di tutto, al tema dei costi. La discussione sulla legge di bilancio ha rischiato di penalizzare ancora una volta il settore, con il divieto di compensazione delle accise del gasolio nei contributi previdenziali Inps e Inail. Grazie all’impegno della Cna, di concerto con le altre associazioni, quel divieto è stato eliminato, ma resta il fatto che l’aumento delle accise pesa, e pesa soprattutto su tante piccole imprese che utilizzano mezzi sotto le 7,5 tonnellate e che non hanno alcuna possibilità di recuperare questi costi. Per loro ogni aumento è un colpo diretto ai margini, in un momento in cui già si affrontano spese crescenti e la necessità di rinnovare i mezzi. Non si può continuare a chiedere sacrifici sempre agli stessi: l’autotrasporto è un settore essenziale per l’economia, rappresenta una risorsa, non certo un problema».
Non secondario, il capitolo divieti di circolazione: «Come Cna Fita, in questi mesi, abbiamo messo in atto un confronto continuo sul tema: ribadiamo anche oggi che così come sono strutturati, rendono difficile programmare il lavoro. Le imprese hanno bisogno di certezze, non di regole che – aggiunge Santoni – cambiano e che complicano l’organizzazione dei viaggi e delle consegne. Servono regole più chiare e più coerenti con la realtà delle imprese, perché l’incertezza si traduce in inefficienza e perdita di competitività. Lo stesso vale per tempi di guida e riposo: sono questioni centrali, che incidono in primo luogo sulla sicurezza, ma anche sulla sostenibilità del lavoro. Abbiamo lavorato anche sul tema dei controlli e della concorrenza sleale, perché chi rispetta le regole non può essere penalizzato rispetto a chi lavora fuori dalle regole. La legalità deve valere per tutti, altrimenti il mercato si distorce e a pagare sono sempre le imprese corrette».
Un altro punto su cui Cna Fita insiste da tempo è quello delle infrastrutture. «Per le nostre imprese, la qualità della viabilità non è un dettaglio, è una condizione essenziale per lavorare. La riduzione della manutenzione, anche a livello locale – spiega Santoni – si vede e si sente: strade più usurate, meno sicure, più difficili da percorrere. E questo riguarda tutti, non solo gli autotrasportatori. Se poi guardiamo alle autostrade, la situazione è sotto gli occhi di tutti: cantieri continui, code, tempi di percorrenza che si allungano e velocità commerciali che si abbassano, a fronte di pedaggi sempre più alti. Tutto questo significa costi maggiori, ritardi, disservizi causati alla committenza, oltre a maggior traffico, anche sulla viabilità ordinaria.
Serve una programmazione diversa degli interventi e serve il coraggio di fare scelte strategiche vere, in tempi rapidi: un’autostrada più funzionale e la terza corsia, con o senza arretramento, sono fondamentali».
Di fronte a tutto questo, il presidente ha teso ad evidenziare come il ruolo dell’associazione sia fondamentale. «Fare categoria oggi è ancora più importante di ieri. Oggi essere parte di Cna Fita non è solo un atto formale, è una necessità. Perché da soli si fa fatica, insieme invece possiamo portare i problemi sui tavoli giusti, difendere il lavoro delle imprese, portare proposte concrete e ottenere risultati, con un lavoro costante di confronto e rappresentanza. Il mondo dell’autotrasporto oggi chiede solo di poter fare il proprio mestiere in condizioni dignitose e sostenibili. Per le imprese, per chi ci lavora, per le famiglie che vivono di questo lavoro e per tutta la comunità che ogni giorno dipende dal trasporto delle merci».


Il dott. Emidio Pipponzi e l’ing. Flavia Fede
Si è tornato a parlare di ambiente e sicurezza sui luoghi di lavoro, con gli esperti di Cialab, questa mattina durante la trasmissione “Belli di Mattina” in onda su Radio Fm1. Stavolta il tema della discussione è stato quello delle autorizzazioni ambientali e degli obblighi da rispettare per le aziende.
«Cialab nasce come laboratorio di analisi ambientali, oltre ad occuparsi di sicurezza sul lavoro. Oggi ci concentriamo sulle autorizzazioni ambientali – dichiara Emidio Pipponzi, titolare di Cialab – cioè tutte quelle autorizzazioni che consentono di lavorare alle attività che hanno a che fare con scarichi industriali, emissioni di fumi, gestioni rifiuti etc, e che devono rispettare dei limiti. Le autorizzazioni sono importanti perché altrimenti le varie attività industriali ed artigianali non potrebbero operare».
«In Cialab seguiamo le aziende per la richiesta delle varie autorizzazioni sull’impatto ambientale. Se pensiamo alle acque, ad esempio, ci occupiamo dei vari scarichi come quelli relativi alle cucine dei ristoranti, alle piscine degli agriturismo, ma anche a quelli delle lavanderie industriali etc. Noi andiamo quindi ad far autorizzare le acque che derivano da questi scarichi – aggiunge l’ingegnere ambientale Flavia Fede, socia e responsabile del settore ambiente di Cialab – Affidarsi agli specialisti è importante perché senza queste autorizzazioni le aziende, si diceva, non potrebbero esercitare la loro attività».
«Altre autorizzazioni ambientali sono quelle riguardanti le emissioni in atmosfera come quelle dei sistemi di aspirazione, che possiamo trovare in vari settori produttivi. Anche queste emissioni vanno autorizzate da un’autorità che rilascia uno specifico provvedimento. Delle autorizzazioni riguardano anche il recupero e lo smaltimento dei rifiuti, ma anche le emissioni sonore ed acustiche. Tra le novità c’è anche l’evoluzione della normativa riguardante quelle odorigene. Noi consigliamo alle aziende di fare una piccola ricognizione per capire su quale comparto ambientale possono andare ad impattare e se, quindi, hanno bisogno delle autorizzazione per poter esercitare il loro lavoro, perché poi, in caso di controlli, rischiano sanzioni, ma anche la sospensione dell’attività».
«Il 13 febbraio entra in vigore il Rentri di cui avevamo già parlato la volta scorsa, oltre al FIR digitale. A tal proposito faremo un corso di formazione l’11 febbraio al quale ci si può ancora iscrivere – conclude il dottor Pipponzi – per il resto, come suggerito dall’ingegner Fede, consiglio alle aziende di capire le loro necessità in tema di autorizzazioni e di contattarci se volessero intraprendere insieme a noi un percorso per mettersi in regola sia a livello normativo che ambientale».
Per info e contatti scrivere alla seguente mail: f.fede@cialab.it.
Si può visitare il sito Cialab.it o recarsi negli uffici di Servigliano, Montegiorgio, Fermo ed Ascoli Piceno.
Sede di FERMO – zona industriale Girola: via G. Agnelli 22/24. Tel: 335-7384187 Fax: 0734-628812
Sede di ASCOLI PICENO: via Mutilati ed Invalidi del lavoro, 29 – zona industriale Campolungo. Tel: 335-7429967. Tel & fax: 0736-403451
Sede di MONTEGIORGIO 8sede concorsuale) Centro Medico San Paolo: via Faleriense Est, 50. Tel: 335-7384187. Tel & fax: 0734-330451
Sede di SERVIGLIANO: via Garibaldi, 2. Tel: 335-7384187
(spazio promo-redazionale)
(foto Simone Corazza)
«Quando si apre, o si riapre una scuola non è una festa e una gioia solo per il mondo scolastico e per i bambini ma per tutta la comunità, per tutto un quartiere». Questa la considerazione di alcune mamme che oggi hanno preso alla cerimonia di riapertura della Scuola Infanzia e Primaria del quartiere di Molini Girola, dopo gli interventi di adeguamento sismico ed efficientamento energetico che hanno riguardato l’intero immobile.
Al taglio del nastro hanno preso parte il vicesindaco reggente di Fermo, Mauro Torresi, la dirigente scolastica Maria Teresa Barisio, l’assessore regionale Paolo Calcinaro, gli assessori comunali Ingrid Luciani, Micol Lanzidei, Alberto Maria Scarfini e Mariantonietta Di Felice. Presenti anche il presidente del consiglio comunale Giulio Pascali e i consiglieri Stefano Faggio e Lucia Perticari.
Gli interventi, rientravano nell’ambito dei fondi Pnrr. In particolare, l’opera era inserita all’interno del bilancio di previsione comunale 2023/2025 per l’importo complessivo di 1.757.874,51 euro, finanziato da Miur – Pnrr per 1.553.669,55 euro e con fondi avvio Opere Indifferibili per 204.204,96 euro.
Tra fine novembre ed i primi di dicembre scorsi è avvenuto il rientro degli alunni: in particolare quelli della Primaria, proprio per consentire gli interventi edilizi e dare continuità all’attività didattica, erano stati provvisoriamente trasferiti nei mesi scorsi alla scuola Fracassetti. Oltre ai lavori di adeguamento, è stato installato l’impianto fotovoltaico ed è stata realizzata una cisterna di raccolta delle acque piovane per uso irriguo dell’area verde della scuola. Dal lato del miglioramento energetico del plesso sono stati eseguiti interventi che hanno visto anche l’installazione di nuovi infissi, la sostituzione del generatore esistente con una pompa di calore, l’illuminazione a led a basso consumo energetico e la ventilazione meccanica controllata per il ricambio dell’aria. Inoltre, ciascun ambiente del plesso scolastico (ingresso, corridoi, aule e bagni) è caratterizzato da un diverso colore della tinteggiatura, nell’ambito di una progettazione cromatica a scopo pedagogico.
Per il vicesindaco reggente Mauro Torresi «un altro intervento in tema di edilizia scolastica portato a compimento dall’amministrazione comunale a testimonianza della cura e dell’attenzione per le scuole cittadine. Gli alunni di questo plesso sono rientrati in una scuola rinnovata, sismicamente adeguata e con un completo efficientamento termico. Per questo edificio in questi ultimi anni, tra due ampliamenti e la palestra, cui si aggiungono anche questi nuovi interventi, sono stati fatti investimenti importanti. Un grazie all’assessore regionale Paolo Calcinaro che da sindaco ha seguito tutto quello che è stato eseguito nel plesso di Molini. Ringrazio famiglie, insegnanti, la dirigente scolastica, il personale tutto per la preziosa collaborazione ed il lavoro dell’Ufficio Tecnico Comunale grazie al quale siamo riusciti a terminare con le tempistiche volute dal Pnrr».
di redazione CF
La Direzione Distrettuale Antimafia di Ancona e il Ministero Pubblico della Confederazione Svizzera, nell’ambito di una proficua cooperazione giudiziaria realizzata con la collaborazione dell’Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale – Eurojust e l’intervento della Procura nazionale Antimafia, hanno concluso una complessa attività di indagine nei confronti di una rilevante organizzazione criminale dedita al traffico internazionale di stupefacenti e al reimpiego dei proventi illeciti, operativa nel territorio del maceratese-fermano e con vertici stanziati nel Canton Ticino.
All’esito dell’attività di indagine, il Gico del Nucleo Pef della Guardia di Finanza di Ancona – Sezione Goa, il Servizio Centrale Investigazione sulla Criminalità Organizzata e la Polizia Federale Svizzera hanno eseguito, in territorio nazionale (Civitanova Marche, Fermo, Porto San Giorgio, Milano, Treviso e Bari), elvetico e danese, nove misure cautelari personali nei confronti dei componenti dell’organizzazione. Contestualmente, sono state eseguite perquisizioni e sequestri presso i domicili degli indagati nonché presso attività commerciali di copertura.
La compagine criminale era attiva nel traffico di diverse sostanze stupefacenti (cocaina – marjuana – hashish), utilizzando varie modalità di custodia, collocamento sul mercato e reperimento anche dalla Spagna (hashish) e dal Nord Europa (cocaina). Una volta acquistata, la sostanza stupefacente veniva portata attraverso corrieri in Italia e destinata principalmente alle Marche, dove fidati sodali provvedono a rivenderla, principalmente all’ingrosso. Nel corso delle indagini sono emersi, inoltre, elementi atti a ritenere un’estensione dei traffici verso altre regioni italiane.
I risultati investigativi costituiscono il frutto di una stretta e articolata attività di collaborazione, realizzata dal Goa della Guardia di Finanza di Ancona, lo Scico e la Polizia Federale Svizzera, sotto la direzione della Procura Distrettuale di Ancona e il Ministero Pubblico della Confederazione Svizzera, sul tutto il territorio italiano e elvetico, con contatti diretti tra le polizie giudiziarie, scambi continui di informazioni e attività di indagine coordinate. In tal modo, è stato possibile ricostruire compiutamente la compagine criminale, nonostante essa fosse dislocata e operativa in differenti Stati.
I provvedimenti sono stati emessi prima della instaurazione di un pieno contraddittorio che avrà luogo dinanzi al Ministero Pubblico della Confederazione Svizzera, nell’ambito del relativo procedimento penale.

Da sin. il direttore dr. Emidio Pipponzi, socio Cialab, l’ing. Linda Amatucci, consulente Cialab, e il dr.Cristian Bottoni consulente Cialab
Rentri, tutto quello che c’è da sapere con Cialab. Nella puntata odierna di “Belli di Mattina”, su Radio Fm1, si è parlato, infatti, di rifiuti e delle nuove modalità di gestione telematica del loro trasporto. Ospiti il dottor Emidio Pipponzi, direttore e socio Cialab, l’ingegner Linda Amatucci, consulente Cialab, e il dottor Cristian Bottoni consulente Cialab.
Cialab, infatti, è un laboratorio che si occupa di servizi di consulenza per le aziende, analisi di laboratorio e formazione, aiutando così le imprese a rispettare le normative e migliorare gli standard nei vari settori di competenza.
Nello specifico, si diceva, si è trattato da vicino il tema cardine del decreto 59/2023, che prevede l’iscrizione ad un apposito registro telematico, cosiddetto Rentri, di moltissime aziende che producono rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi. Già dal 13 febbraio 2025 le aziende più grandi e tutti gli impianti di recupero o smaltimento rifiuti sono già iscritti al Rentri. E adesso, entro il 13 febbraio 2026, anche le aziende più piccole (fino a 10 dipendenti) dovranno adempiere a questo obbligo.
«A breve, con il cosiddetto Rentri, entrerà in vigore l’ultimo scaglione del nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti, che eliminerà così i vecchi registri cartacei e sarà tutto telematico – ha dichiarato il direttore Emidio Pipponzi – Quando parliamo di rifiuti prodotti, questi si dividono in urbani (quelli prodotti nelle abitazioni) e speciali (quelli prodotti dalle aziende). In entrambi i casi ci sono rifiuti pericolosi e non pericolosi».
A spiegare le novità introdotte dal decreto è stata Linda Amatucci: «Il registro elettronico per la tracciabilità dei rifiuti è entrato in vigore lo scorso 13 febbraio 2025 per le aziende con più di 50 dipendenti, che producono rifiuti pericolosi e non. Ad agosto 2025 invece è entrato in vigore il Rentri per quelle aziende che hanno al loro interno dai 10 ai 50 dipendenti, anche in questo caso che producono rifiuti pericolosi e non. Il prossimo 13 febbraio, invece, il Rentri diventerà obbligatorio anche per le piccole aziende sia industriali che artigiane, con meno di 10 dipendenti, che producono rifiuti pericolosi. Le piccole aziende che invece producono rifiuti non pericolosi potranno continuare a gestire il tutto in maniera cartacea. Le aziende che non lo hanno già fatto devono quindi iscriversi al Rentri. Sono invece escluse dal decreto le aziende agricole, che potranno continuare ad operare come hanno fatto fino ad ora».
«Come anticipato dalla collega Amatucci, per quanto riguarda le piccole imprese – il punto di Cristian Bottoni – il formulario che accompagna il trasporto dei rifiuti pericolosi verso l’impianto di smaltimento diventerà digitale. Le informazioni che andranno inserite sono le stesse. Cambia solo il supporto: non più fogli di carta, ma un’app digitale. Il trasportatore, attraverso un’app, compilerà parte del formulario, mentre la restante sezione sarà compilata dal produttore che poi firmerà digitalmente. Solo a questo punto il trasportatore potrà ripartire alla volta dell’impianto di smaltimento. Tutte le varie informazioni sono comunque fornite sul sito del Rentri».
Per tutte le informazioni inerenti il Rentri ed eventuali consulenze, si può visitare il sito Cialab.it o recarsi negli uffici di Servigliano, Montegiorgio, Fermo ed Ascoli Piceno.
Sede di FERMO – zona industriale Girola: via G. Agnelli 22/24. Tel: 335-7384187 Fax: 0734-628812
Sede di ASCOLI PICENO: via Mutilati ed Invalidi del lavoro, 29 – zona industriale Campolungo. Tel: 335-7429967. Tel & fax: 0736-403451
Sede di MONTEGIORGIO 8sede concorsuale) Centro Medico San Paolo: via Faleriense Est, 50. Tel: 335-7384187. Tel & fax: 0734-330451
Sede di SERVIGLIANO: via Garibaldi, 2. Tel: 335-7384187
info@cialab.it – cialab@pec.it
(spazio promo-redazionale)
Un 2026 tutto da vivere per la Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission presieduta da Andrea Agostini, che questa mattina, nel corso della puntata di “Belli di Mattina”, ha ricordato i prossimi appuntamenti in cantiere.
«Sarà un anno di attività intensa, sul solco di quelli appena trascorsi, nel quale siamo cresciuti anche a livello internazionale – ha dichiarato Agostini ai microfoni di Radio Fm1 – ora ci aspettano alcune presentazioni di film e serie. Domani ad Ancona ci sarà la presentazione del film della Stefanenko, la settimana prossima sempre nel capoluogo di regione ci sarà la presentazione della prima puntata della serie tv “Colpa dei Sensi” con Gabriel Garko, che uscirà il 30 in tv. Successivamente avremo Matteo Paolillo con un’altra produzione. Film e serie girate in diverse zone delle Marche, tra queste anche Fermo».
«Cerchiamo di portare da noi grandi produzioni, non dimenticandoci di promuovere il nostro territorio e creando anche un’attività economica connessa ad essa, oltre al turismo – ha aggiunto Agostini – Proviamo a dare, in questo modo, la possibilità ai nostri artisti di esprimersi qui, senza dover andare chissà dove. Per fare tutto ciò è importante il ruolo delle rassegne e dei festival che in questi anni da 14 sono diventate ben 28».
Insieme ad Agostini, erano ospiti di Radio Fm1 anche Michele Fofi e Beppe Barbera, che hanno parlato e presentato il progetto Civitanova Film Festival, arrivato ormai alla 12esima edizione: «Per questa nuova edizione, stiamo provando a portare una novità importante, che è quella del Civitanova Film Festival Summer, quindi avremo un mese di luglio scoppiettante, poi a fine ottobre ci sarà la classica edizione invernale».
Tra le nuove idee di Fofi e Barbera, c’è anche quella di creare una biblioteca del cinema a Civitanova Marche, partendo dalla collezione privata di Claudio Gaetani, esperto di cinema e professore all’Università degli Studi di Macerata, scomparso poco tempo fa.
«Dopo la prematura scomparsa del nostro amico Claudio Gaetani, abbiamo pensato di tutelare in qualche modo tutto il suo materiale riguardante il cinema, dai libri ai dvd (circa 7000). Ci siamo mossi con l’intenzione di mettere tutto ciò a disposizione del pubblico e, per farlo, abbiamo pensato ad un crowdfunding, che sarà aperto fino al 13 febbraio sulla piattaforma Ginger, con il quale dare il via a questo progetto. La comunità sembra rispondere in maniera molto positiva, speriamo di arrivare alla quota dei 7.500 euro che ci siamo prefissati e che proveremo a raggiungere anche con la raccolta fondi che si terrà il 25 gennaio a Corridonia, dove ci sarà un appuntamento con il gruppo La Soms, che proietta il film “L’ombra lunga del Nano”, oltre ad altri due eventi più avanti, sempre in collaborazione con La Soms – raccontano Fofi e Barbera – la nostra idea è anche quella di dare ai giovani un luogo nel quale provare a trovare il loro futuro, attraverso il confronto ed il dialogo culturale con noi adulti. La biblioteca che immaginiamo non deve essere un luogo, ma un’esperienza».
di Silvia Ilari
Ora è davvero ufficiale, l’assessore al Bilancio di Fermo, Albero Scarfini è il primo candidato sindaco della città capoluogo di provincia. Dopo il post di ieri su Facebook, nemmeno troppo criptico, oggi la conferma dalle labbra dello stesso assessore, nel corso della conferenza stampa della giunta fermana sul 2025, e nel corso della quale Scarfini ha incassato il sostegno ufficiale del vicesindaco reggente Mauro Torresi
«Continuiamo la storia iniziata 11 anni fa. Io ci sono» le prime dichiarazioni del candidato sindaco.
Il suo nome è uno di quelli che è sempre circolato negli ultimi mesi, anche se Torresi ci ha tenuto a precisare di parlare a titolo personale.
Dal canto suo, Scarfini, aveva già dato la sua disponibilità, si diceva, ieri, con un post scritto su Facebook. Oggi, durante la conferenza stampa indetta dalla Giunta per parlare dei risultati raggiunti nel 2025, ha confermato le proprie intenzioni.
«Si tratta di un atto di volontà e di responsabilità che ho voluto esprimere a mio modo, a metà giornata, come amo fare ogni tanto con i miei post. Abbiamo una storia di 11 anni alle spalle, ormai partita nel lontano 2015 da un gruppo di Fermani innamorati della città. Gruppo che per noi ha lavorato bene. Vorremo continuarla, se possibile: Sapremo trovare le soluzioni giuste fino alle elezioni e speriamo anche dopo. Ci siamo per continuare a lavorare, cercando anche di innovare» ha detto, parlando al plurale.
Una storia che vuole restare civica, secondo quanto detto da Torresi: «Questo è un progetto civico e vogliamo portarlo avanti come civico. Il civismo non è morto». Un (nemmeno troppo) velato messaggio al centrodestra che appena ieri parlava di simboli politici?
E su coloro che in Giunta si ricandiderebbero, Scarfini, laconico, non ha dato anticipazioni, accennando solo un: «Lasciateci lavorare».
di Simone Corazza
Confronto con i cittadini, consegna di materiale informativo, risposte alle domande e consigli sui comportamenti da tenere davanti a potenziali tentativi di truffe. Gli agenti della Polizia di Stato, nello specifico della Questura e della sezione di Polizia stradale, hanno avviato stamattina, in piazza Matteotti e viale Buozzi a Porto San Giorgio, per poi spostarsi a Porto Sant’Elpidio, presso il Centro commerciale “Le Ancore”, la campagna informativa fortemente voluta dal neo questore di Fermo Eugenio Ferraro. Il titolo è “Più sicuri insieme”: l’iniziativa si rivolge principalmente agli anziani e alle fasce deboli della popolazione. All’iniziativa hanno partecipato, insieme ai colleghi, il capo di Gabinetto e portavoce del Questore, Gaia Maralfa e la dottoressa Nastri, dirigente Upgsp.
Durante i confronti sono stati inoltre forniti consigli pratici anche per evitare frodi “on line” (acquisti non sicuri, mail sospette, phishing).
In presenza di dubbi, i cittadini sono invitati a segnalare ogni circostanza sospetta o pericolosa alle Forze dell’ordine, utilizzando il numero di emergenza unico europeo: 112. Chi si trova in casa è invitato a non far entrare sconosciuti che affermano di essere incaricati, a non comunicare informazioni personali, password o credenziali bancarie e postali. L’obiettivo è far sì che ogni cittadino – anziano o giovane – possa riconoscere i segnali di pericolo e contribuire a costruire una comunità più protetta e consapevole.
L’assessore ai Servizi sociali di Porto San Giorgio, Carlotta Lanciotti ha incontrato attorno alle ore 10.30 il personale presso l’Ufficio mobile e l’ha ringraziato per la lodevole iniziativa, apprezzata dai cittadini. «Per difendersi dai malintenzionati serve conoscere ed avere gli strumenti necessari per il pronto intervento – ha affermato – . La sicurezza nasce dalle relazioni sociali, dalla fiducia e dal coraggio nel chiedere aiuto davanti a dubbi o difficoltà. Sul territorio l’attenzione prestata a determinate dinamiche è sempre marcata: le attività delle associazioni, della Croce azzurra e delle altre realtà favoriscono la costruzione di una rete sana che ‘guasta’ i piani dei malviventi».

































































