Le Marche ospiteranno la presentazione del Rapporto Istat sulla competitività delle imprese. L’evento, che si terrà alla Loggia dei Mercanti il 23 marzo, alle ore 10, è organizzato in collaborazione con Camera Marche e apre il calendario degli appuntamenti per i 100 anni dell’Istituto Nazionale di Statistica.
L’incontro rappresenta il primo appuntamento del calendario di iniziative con cui l’Istat celebra nel 2026 il centenario della propria istituzione (1926–2026).
L’evento, organizzato dall’Istat in collaborazione con la Camera di Commercio delle Marche, con il patrocinio della Regione Marche e il coinvolgimento dell’Università Politecnica delle Marche, porterà nel capoluogo marchigiano uno dei principali appuntamenti annuali dell’Istituto nazionale di statistica dedicati all’analisi del sistema produttivo italiano.
«Siamo particolarmente lieti che l’Istat abbia scelto le Marche e la sede della Camera di Commercio per un evento così rilevante: quello dedicato alla lettura delle dinamiche del sistema produttivo italiano – sottolinea il presidente della Camera di Commercio delle Marche Gino Sabatini – Il fatto che questa presentazione apra il calendario delle iniziative per i cento anni dell’Istat conferisce all’incontro un valore ancora maggiore. La collaborazione tra istituzioni, università e sistema camerale è fondamentale per valorizzare il patrimonio informativo e statistico, indispensabile per comprendere i fenomeni economici e orientare le politiche di sviluppo dei territori».
Il Rapporto, corredato da un’ampia appendice statistica, analizza il posizionamento internazionale e le caratteristiche del sistema produttivo italiano – settori, imprese e filiere di produzione – a fronte delle complesse trasformazioni in atto nella domanda e nell’offerta mondiale.
I saluti istituzionali saranno affidati al presidente della Camera di Commercio delle Marche Gino Sabatini, al rettore dell’Università Politecnica delle Marche Enrico Quagliarini, al presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e al presidente dell’Istat Francesco Maria Chelli.
Illustreranno i dati e i contenuti del volume i ricercatori e curatori del Rapporto Claudio Vicarelli e Stefano Costa, del Dipartimento per le statistiche economiche, ambientali e conti nazionali dell’Istat.
Seguirà il dibattito con la partecipazione di Alessandro Sterlacchini, professore ordinario di Economia applicata, e Gian Luca Gregori, professore ordinario di Economia e gestione delle imprese, entrambi dell’Università Politecnica delle Marche.
Concluderà i lavori Stefano Menghinello, direttore del Dipartimento per le statistiche economiche, ambientali e conti nazionali dell’Istat.
«Il convegno dello scorso 5 marzo su “L’Italia si ferma nelle Marche sud. Approfondimenti sulla mobilità autostradale” ci ha fornito una serie di dati aggiornati che sostengono le nostre tesi che stiamo portando avanti da anni riguardo al tema del potenziamento dell’A14. Sono state confermate e rafforzate tutte le considerazioni riguardo le criticità del progetto di Aspi, fatto proprio al momento dalla Regione e quindi dal Governo, progetto che prevede la realizzazione della terza corsia da Porto Sant’Elpidio sino a Pedaso e il mini-arretramento di un senso di marcia a tre corsie da Pedaso a San Benedetto del Tronto». E’ quanto si legge in una nota del comitato Arretramento FS e A14 Marche sud.
«Queste criticità possono essere così riassunte. Il tratto ove transita l’A14 da Porto Sant’Elpidio a San Benedetto del Tronto è un’area a grave rischio frane, non lo dice una parte, ma è certificato dal Piano per l’Assetto Idrogeologico della Regione Marche approvato nel 2004 recependo quando noto da molti anni a tutti i tecnici in quanto i movimenti franosi hanno un orizzonte plurisecolare, come a Niscemi dove gli studi avevano rilevato il primo grande movimento franoso nel 1790 a cui ne seguirono molti altri sino all’ultima grande frana di gennaio. I professori dell’Università di Firenze, incaricati dal dipartimento della Protezione civile della Presidenza del Consiglio di scrivere un rapporto dopo il disastro che ha colpito Niscemi hanno documentato tutto questo dicendo anche che – si legge nella nota del comitato – gli interventi da realizzare erano già stati espressi dalla relazione di una Commissione di 25 anni fa, restata inascoltata ed ora le istituzioni coinvolte cercano di scaricare la propria responsabilità. Vogliamo ripetere l’esperienza anche nelle Marche sud? È palese che andare ad intervenire per la terza corsia da Porto Sant’Elpidio a Pedaso crea dei gravi problemi; ciò era noto, ma si sono persi quasi 5 anni a perseguire questa ipotesi. È ufficiale anche dai documenti dell’Arpam della Regione Marche che nella zona costiera tra Porto San Giorgio e San Benedetto del Tronto c’è una grande concentrazione di inquinamento derivante dal traffico veicolare che provoca importanti danni alla salute documentati dall’Oms, così come questo tipo di inquinamento, seppur minore, è presente anche nelle aree interne delle province di Fermo e Ascoli Piceno a causa di un tasso di motorizzazione ad alta emissione molto superiore alla media nazionale e regionale, dipendente dalla carenza dei servizi e dalla concentrazione delle primarie arterie di comunicazione sulla costa. È noto dai dati forniti dall’Istat che sulle grandi arterie viarie della costa c’è un alto indice di incidenti, che tale indice si alza se ci sono lavori contigui alla sede di scorrimento e che i costi sociali degli incidenti sono enormi».
«Nella regione Marche viaggiamo su costi sociali – rimarcano dal comitato – di circa 500 milioni all’anno. È altresì noto dai dati dell’Istat che l’indice delle migrazioni nette, che misura la fragilità dei territori, vede nella regione al primo posto le aree interne delle province di Ascoli e Fermo. Di fronte a tutti questi dati pubblici, in larga parte direttamente in possesso della Regione, appare evidente che il progetto redatto da Aspi per il potenziamento dell’A14 non ha una visione di sviluppo sostenibile del territorio delle Marche sud, al contrario è un intervento che mina gravemente tale sostenibilità. Considerando tutti questi dati, e che comunque appare necessario un intervento per la strozzatura della tratta specifica, considerando che il Governo ed Aspi sono disponibili ad investire, avevamo formulato la proposta di valutare l’alternativa progettuale della nuova bretella autostradale da Porto Sant’Elpidio a Mosciano/Teramo invece della terza corsia e fermo restando l’attuale tratto dell’A14, alternativa progettuale che porta la visione di uno sviluppo sostenibile sia delle aree costiere che delle aree interne delle Marche sud. Avendo perso inutilmente gli ultimi cinque anni, auspichiamo che venga recuperato un metodo di lavoro condiviso, che la Regione e quindi il Governo non sposino aprioristicamente delle ipotesi senza partire dalla valutazione dei dati ufficiali e delle alternative progettuali come previsto dalla legge, riprendendo un dialogo con le comunità locali. Il metodo della sussidiarietà, del dialogo, della condivisione, invece di far perdere tempo, è molto più efficiente e garantisce percorsi molto più veloci di forzature che creano conflitto. Confidiamo che si apra una nuova stagione per il bene del territorio delle Marche sud».
In occasione del transito sul tratto fermano della Statale Adriatica di domenica 15 marzo 2026 della settima ed ultima tappa (Civitanova Marche-San Benedetto di 142 km) della gara ciclistica “Tirreno-Adriatico”, secondo le indicazioni della Prefettura e dell’organizzazione, ed in collaborazione con la Polizia Locale, sulla Statale Adriatica verrà sospesa temporaneamente la circolazione veicolare a partire dalle ore 11,45. Il passaggio della carovana è previsto tra le 12.15 e le 12.40 circa da nord verso sud.
Riceviamo dal fermano Miki Rutili e pubblichiamo:
«Gentile redazione di Cronache Fermane, ieri ho fatto un pieno di gasolio. Quarantacinque litri. Novantuno euro e cinquantanove centesimi. Quasi due euro al litro (che nel corso delle ore) sono due euro e ventinove centesimi. Non è uno scontrino qualsiasi e non è nemmeno una lamentela da bar. È un segnale economico chiarissimo che chi ha studiato economia, mercati energetici e dinamiche fiscali riconosce immediatamente. Il prezzo del carburante non è mai solo il prezzo del carburante. È uno dei primi indicatori di tensione nel sistema economico. Quando il gasolio sfiora e supera i due euro al litro significa che stanno aumentando i costi di tutto: trasporti, logistica, produzione, distribuzione, servizi. Significa che ogni impresa paga di più per muoversi, ogni lavoratore paga di più per andare a lavorare, ogni famiglia paga di più per vivere.
E questo avviene mentre una parte del dibattito pubblico continua a muoversi su polemiche mediatiche e discussioni che non incidono minimamente sulla realtà economica del territorio. Si discute per giorni di casi come la cosiddetta “famiglia nel bosco”, si alimentano polemiche ideologiche, si creano tempeste mediatiche, ma nel frattempo il sistema economico manda segnali molto più seri. Il prezzo dell’energia sta salendo e questo non è mai un fenomeno neutrale. Chi conosce la storia economica lo sa: quando l’energia aumenta, arriva una pressione economica che si propaga ovunque. Prima colpisce le imprese, poi i consumi, poi i servizi, poi inevitabilmente anche la tenuta sociale.
Nel Fermano questo problema pesa ancora di più perché la nostra economia è fatta di imprese vere, artigiani, manifattura, logistica, trasporto, lavoro concreto. Quando il carburante aumenta non è una statistica, è un costo diretto che entra nei conti delle aziende e nelle tasche dei lavoratori. Aumentano i costi dei furgoni, aumentano i costi delle consegne, aumentano i costi dei trasporti e alla fine aumentano i prezzi per tutti. Questo avviene in un territorio che già convive da anni con una situazione infrastrutturale complessa, con il tratto dell’A14 che rappresenta uno dei nodi più problematici del Paese per traffico, cantieri e rallentamenti. Logistica più difficile, costi energetici più alti, pressione economica crescente. Questa è la realtà con cui il territorio deve confrontarsi.
Eppure osservando il dibattito politico locale sembra che tutto questo non esista. Si parla di movimenti, di equilibri politici, di liste civiche, di posizionamenti, di strategie elettorali. Si parla di tutto tranne che dell’economia reale. Tra poco arriveranno le elezioni comunali e la sensazione è che la discussione rischi di rimanere confinata a slogan e promesse, mentre il contesto economico sta diventando sempre più complesso.
È troppo facile dire che il prezzo del carburante dipende dal Governo e che i Comuni non possono farci nulla. È vero che accise e fiscalità sono nazionali, ma un Comune non è un soggetto muto. Un’amministrazione locale può fare pressione politica, può portare il tema nei consigli comunali, può promuovere mozioni istituzionali, può agire attraverso l’Anci, può chiedere interventi concreti quando l’economia reale del territorio viene colpita. Può alzare la voce e rappresentare le esigenze di imprese e cittadini. Questo significa fare politica nel senso più serio del termine.
Lo dico con la responsabilità di chi da anni lavora nel mondo dell’impresa, ha gestito dinamiche economiche complesse in contesti multinazionali e ha una formazione giuridica ed economica che permette di leggere questi fenomeni per quello che sono. Il carburante vicino ai due euro al litro non è il punto di arrivo, è un segnale di partenza. Se le tensioni internazionali continueranno e se la struttura fiscale energetica rimarrà invariata, il prezzo può salire ancora. E quando l’energia sale, la conseguenza è sempre la stessa: pressione sulle imprese, riduzione dei margini, aumento dei prezzi, difficoltà per le famiglie, impatto sui servizi pubblici e sui sistemi locali, sanità compresa.
Per questo le prossime elezioni comunali non possono essere trattate come una normale competizione politica fatta di slogan. Il territorio ha bisogno di amministratori che comprendano davvero gli scenari economici che si stanno formando. Servono competenze, visione, capacità di leggere i fenomeni prima che diventino emergenze. Perché quando arrivano momenti difficili la differenza tra amministrare e improvvisare diventa enorme.
Se la politica locale continua a muoversi come se nulla stesse cambiando, il rischio è molto semplice: il territorio potrebbe trovarsi ad affrontare una fase economica difficile senza una guida realmente preparata. E quando il contesto diventa complesso non bastano movimenti, slogan o equilibri politici. Servono persone competenti, professionisti qualificati, amministratori capaci di gestire scenari economici complessi e di difendere gli interessi reali del territorio.
Questa è la vera sfida che abbiamo davanti. E votare con criterio, questa volta, potrebbe fare la differenza tra governare il cambiamento o subirlo».
Fermo, grazie al tiro alla fune, sale sul tetto del mondo con i Cobra Fermo laureatisi campioni del mondo in Taiwan, a Taipei nella categoria 560 kg, ai campionati mondiali di tiro alla fune indoor. A questo si aggiungono i due secondi posti nelle categorie 680 e 640 kg. La prima fase della manifestazione, dedicata esclusivamente alle competizioni per club, ha regalato all’Italia un grande medagliere. Il parquet di Taiwan ha consacrato la supremazia dei Cobra di Fermo, capaci di sbaragliare la concorrenza internazionale e laurearsi campioni del mondo nella categoria 560 chilogrammi maschile. La società marchigiana ha confermato una solidità tecnica eccezionale, aggiungendo all’oro anche due pesanti medaglie d’argento nelle categorie 640 e 680 chilogrammi, ribadendo la propria posizione nell’élite mondiale di questo sport.
Parole di congratulazioni a tutta la squadra arrivano dall’assessore allo sport Alberto Scarfini: «Una fantastica notizia per una squadra che rappresenta l’orgoglio della città, un responso che premia sforzi, capacità e talento. Un grazie per quanto fatto, per la passione con cui sono arrivati a questi risultati, dando così, in una competizione mondiale, lustro alla città ed al territorio, un lavoro costante, fatto di impegno e dedizione quotidiani che ha portato la squadra a inanellare successi e soddisfazioni, fino a diventare campioni del mondo».
«Un riconoscimento meritato – aggiunge il vice sindaco reggente Mauro Torresi – che attesta quanto questi atleti hanno saputo fare con grandi sacrifici e spirito di squadra, vincendo questo mondiale e consacrando sempre più Fermo nella storia di questa disciplina sportiva».
di Antonietta Vitali
Sabato 21 e domenica 22 marzo 2026 tornano anche nel territorio fermano le Giornate Fai di Primavera, il più importante evento nazionale dedicato alla scoperta e alla valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico italiano.
Durante il weekend sarà possibile visitare quattro luoghi significativi del territorio. A Fermo saranno aperti Villa Vitali, importante villa nobiliare ottocentesca immersa in uno dei giardini storici più suggestivi della città, e Palazzo Paccaroni, lungo corso Cavour, oggi sede del Museo Polare Silvio Zavatti e del Museo di Scienze Naturali Tommaso Salvadori. Le Giornate Fai porteranno poi i visitatori nel borgo storico di Ortezzano, nella media Valle dell’Aso, caratterizzato da una suggestiva struttura urbana medievale.

A dx la sindaca Carla Piermarini, a sin. l’assessora Micol Lanzidei. Al centro il presidente della delegazione Fai di Fermo, Maurizio Petrocchi
Sarà inoltre possibile visitare, a Sant’Elpidio a Mare, la Basilica Imperiale di Santa Croce al Chienti, uno dei monumenti religiosi più importanti delle Marche, fondata nel IX secolo e legata alla presenza imperiale carolingia nella valle del Chienti.
Nel Fermano la delegazione Fai propone un itinerario culturale dedicato al tema “Le forme della storia: architetture, borghi e paesaggi del Fermano”, un percorso che invita a leggere il territorio attraverso i segni lasciati dalla storia nelle architetture, nei paesaggi e nelle comunità.
Le visite saranno arricchite da momenti musicali grazie alla collaborazione con il Conservatorio di Musica “Giovan Battista Pergolesi” di Fermo: gli studenti del Conservatorio eseguiranno musiche dell’epoca negli spazi di Villa Vitali.
«Siamo a presentare un importante appuntamento – le parole del presidente della delegazione Fai di Fermo, Maurizio Petrocchi – che accoglie tantissimi visitatori ogni anno, dando loro la possibilità di vedere luoghi non comunemente fruibili o residenze private, ma che custodiscono la storia di questi territori».
«Una possibilità – la dichiarazione di Micol Lanzidei, assessore alla Cultura del Comune di Fermo – indicativa ed essenziale, al fine di rendere il nostro patrimonio culturale vivo e vissuto dalla comunità. Sono giornate che ci danno una cassa di risonanza più vasta, ed è per noi della Città di Fermo, un grande onore partecipare a questa mobilitazione culturale nazionale».
«Siamo un piccolo borgo fermano – l’intervento di Carla Piermarini, sindaca di Ortezzano che sarà anche una delle guide del suo paese – inserito nel cratere sismico. La resilienza di cui tanto si parla, ad Ortezzano c’è, qualche ferita è ancora visibile ma stiamo ripartendo. Faremo conoscere tutto il nostro centro storico, le chiese ad esempio, quella del Carmine che in origine era della famiglia Papetti, quella di Santa Maria (si potrà salire sulla torre ghibellina), saranno visibili alcuni manoscritti originali del nostro insigne latinista Giuseppe Carboni. Inoltre abbiamo recuperato un meccanismo da orologio dell’800, che verrà esposto in un museo che inaugureremo sabato. Grazie al Fai – la conclusione di Carla Piermarini – perché prevede che ci siamo degli “Apprendisti Ciceroni”, cioè dei ragazzi che faranno da guide turistiche. Credo fermamente, anche come insegnante, che sia una meravigliosa occasione per far avvicinare i ragazzi dei nostri paesi ai nostri tesori e far apprendere loro il nostro patrimonio culturale».
«La Basilica Imperiale di Santa Croce al Chienti a Sant’Elpidio a Mare – ha spiegato Manfredo Longi, storico dell’associazione Santa Croce al Chienti – è una delle più antiche delle Marche, è del nono secolo, ed è stata costruita su una basilica cristiana del quinto secolo. È stata un luogo cruciale dal nono al tredicesimo secolo, e poi per secoli è stato abbandonato fino al 2003, quando con l’editto Magnabò è stato possibile il restauro».
Un tassello in più è stato aggiunto ai luoghi visitabili a Fermo e si tratta della musica, grazie ad una convenzione del Comune con il conservatorio Pergolesi di Fermo, alcuni studenti dell’istituto musicale accompagneranno con le loro esecuzioni i visitatori di Villa Vitali e Palazzo Paccaroni.
«Siamo molto felici – riferisce Francesco Trasatti, presidente del Conservatorio Pergolesi di Fermo – di questa occasione che ci permette di unire la musica ai luoghi della cultura Fai. Ci piace pensarla come uno sguardo verso il futuro soprattutto pensando ai ragazzi giovani affinché possano trovare nell’arte la propria espressione nel mondo del lavoro».
«Il nostro obiettivo – ha precisato Alessandra Giunti, titolare della cattedra di pianoforte del Conservatorio Pergolesi di Fermo – è di continuare questa collaborazione anche negli anni futuri portando la musica in tutti i paesi che parteciperanno alle Giornate del Fai».
Gli orari di visita previsti delle Giornate Fai di primavera sono, dalle 15 alle 18 il sabato 21 marzo e, dalle 10 alle 13, dalle 15 alle 18 domenica 22 marzo.
Come da tradizione delle Giornate Fai, si diceva, un ruolo centrale sarà svolto dagli “apprendisti Ciceroni”, studenti che racconteranno ai visitatori la storia dei luoghi aperti. Partecipano, infatti, al progetto il Liceo Scientifico Temistocle Calzecchi Onesti di Fermo, il Liceo Classico Annibal Caro di Fermo, e il Polo scolastico Carlo Urbani di Porto Sant’Elpidio
La manifestazione, promossa dal Fai – Fondo per l’Ambiente Italiano, giunta alla 34esima edizione, aprirà quest’anno 780 luoghi in oltre 400 città italiane, grazie all’impegno di migliaia di volontari e di 17.000 Apprendisti Ciceroni, studenti che accompagneranno il pubblico alla scoperta di luoghi spesso poco conosciuti o normalmente non accessibili.
La delegazione Fai di Fermo ringrazia per la collaborazione il Comune di Fermo, il Comune di Ortezzano, l’Associazione Santa Croce, il Conservatorio Pergolesi e tutti i volontari che rendono possibile l’iniziativa.
Le visite si svolgeranno a contributo libero, a sostegno delle attività del FAI per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale italiano.
Gli iscritti al FAI, e chi si iscriverà durante le giornate, potranno beneficiare di accesso prioritario. Gli orari delle aperture delle giornate FAI saranno i seguenti: sabato 21 marzo dalle 15-18; domenica 22 marzo dalle 10-13 e 15-18.

Da sinistra i sindaci Antonio Del Duca (Montedinove), Adolfo Marinangeli (Amandola) e Giovanni Borraccini (Rotella)
Si è svolta presso la Sala consiliare del Comune di Amandola la cerimonia di consegna degli attestati del corso di formazione per operatori turistici e agroalimentari promosso nell’ambito del progetto “Sibillini Romantici”, alla presenza dei tre sindaci dei comuni partner Adolfo Marinangeli per Amandola, Antonio Del Duca per Montedinove e Giovanni Borraccini per Rotella.
Il corso, svoltosi nei mesi di gennaio e febbraio, è stato organizzato da Sibillini Romantici con il supporto di Cna Servizi. Le 30 ore di formazione hanno affrontato tre ambiti strategici per lo sviluppo dell’offerta territoriale: marketing e comunicazione per la promozione turistica, inglese base per il turismo e accoglienza dell’ospite in azienda. L’iniziativa ha registrato 42 iscritti complessivi e 27 attestati conseguiti, a testimonianza di una partecipazione concreta e continuativa lungo tutto il percorso formativo.
Particolarmente significativi risultano i dati relativi alla partecipazione delle nuove generazioni e delle donne, in linea con gli obiettivi del Pnrr che promuovono il coinvolgimento di giovani e componente femminile nei processi di sviluppo territoriale. Tra gli iscritti si registravano 21 partecipanti under 40, mentre tra coloro che hanno completato il percorso sono stati conseguiti 27 attestati totali (18 donne – 66,7%, 9 uomini – 33,3%), di cui 14 attestati under 40 (51,9%): 8 donne under 40 e 6 uomini under 40. Questi dati evidenziano una partecipazione rilevante delle nuove generazioni e del protagonismo femminile nei percorsi di crescita professionale legati al turismo locale.
Il corso ha inoltre registrato la partecipazione di operatori provenienti anche da altri Comuni del territorio, tra cui Arquata del Tronto, Montefortino, Montegallo, Comunanza, Montefiore dell’Aso, Smerillo segno di un interesse crescente verso strumenti e competenze utili alla valorizzazione turistica dell’area dei Sibillini. La formazione rappresenta uno degli strumenti attraverso cui il progetto Sibillini Romantici mira a rafforzare l’offerta turistica locale, affiancando alle attività di promozione e valorizzazione del territorio anche percorsi di crescita professionale rivolti agli operatori e a chi desidera intraprendere nuove attività nel settore.
Dalla prossima settimana prenderà inoltre avvio un nuovo corso di formazione per operatori turistici e agroalimentari, dedicato a web marketing per il turismo e l’agroalimentare, fundraising, progettazione grafica e inglese per l’accoglienza di livello B1. Sarà possibile collegarsi online anche per le lezioni che si terranno in presenza e, una volta iscritti, rivedere le lezioni registrate.
Adolfo Marinangeli, Sindaco di Amandola: «Questo corso dimostra che il progetto Sibillini Romantici non riguarda solo la promozione del territorio, ma anche la crescita delle competenze e la qualità dei servizi turistici. Investire sul capitale umano significa costruire basi più solide per un’accoglienza più preparata e competitiva».
Emiliano Tomassini, Presidente Cna Fermo: «Con questo percorso abbiamo fornito strumenti utili a migliorare la competitività e la qualità dei servizi turistici locali. Ringraziamo i Comuni di Amandola, Montedinove e Rotella per la collaborazione e la fiducia accordata.»
La struttura commissariale sisma 2016 sarà presente alla ventiduesima edizione di “Fa’ la cosa giusta!”, la più grande fiera italiana dedicata alle buone pratiche di consumo, agli stili di vita sostenibili e alla valorizzazione delle eccellenze dei territori. A partire da oggi e fino a domenica 15 marzo, presso la Fiera Milano Rho (stand F68 – Padiglione 16) sarà proposto un ricco programma di incontri e presentazioni dedicati ai Cammini dell’Appennino centrale e al turismo lento come leva di sviluppo sostenibile per i territori di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria colpiti dal terremoto del 2016.
Nel corso delle tre giornate della manifestazione saranno approfonditi i principali itinerari escursionistici e spirituali che attraversano il cratere sismico, con momenti di confronto dedicati al Cammino Naturale dei Parchi, alla Via Lauretana, al Cammino nelle Terre Mutate, al Cammino di San Giuseppe da Leonessa, alla Via di Francesco, al Cammino dei Cappuccini e al Cammino Francescano della Marca. Gli incontri vedranno la partecipazione di rappresentanti istituzionali, esperti di turismo sostenibile, associazioni, guide e operatori del territorio, con l’obiettivo di raccontare come i cammini possano contribuire alla rinascita economica, culturale e sociale delle aree dell’Appennino centrale.
Il momento centrale del programma è previsto per sabato alle ore 14, presso la Piazza Grandi Cammini, con la presentazione della Guida “I Cammini della Rinascita” e del progetto podcast “Camminando nel Cratere”, iniziative dedicate alla promozione dei percorsi di turismo lento nei territori del sisma. All’incontro interverranno Guido Castelli, Commissario Straordinario al sisma 2016, Manuela Rinaldi, assessore della Regione Lazio, Stefania Proietti, Presidente della Regione Umbria, Roberto Santangelo, assessore della Regione Abruzzo, Silvia Luconi, sottosegretario alla presidenza della Giunta Regionale Marche, e Bruno Pellegrini, CEO della piattaforma Loquis. A moderare l’incontro sarà Miriam Giovanzana.
«La partecipazione alla fiera rappresenta un’importante, preziosa, occasione per far conoscere al grande pubblico il patrimonio naturale, culturale e spirituale dell’Appennino centrale e per far valorizzare una rete di cammini che unisce comunità, paesaggi e tradizioni, contribuendo a rafforzare un modello di turismo sostenibile e responsabile – afferma il commissario straordinario al sisma 2016 Guido Castelli – Accanto alla ricostruzione materiale post-sisma, stiamo adottando la strategia di riparazione economica e sociale di queste comunità, che hanno dovuto attraversare anni estremamente difficili. I cammini sono uno straordinario strumento di valorizzazione dei nostri territori, che uniscono natura, cultura, spiritualità e tradizioni, offrendo ai visitatori un’esperienza autentica e sostenibile. Con iniziative come la guida ‘I Cammini della Rinascita’ e il podcast ‘Camminando nel Cratere’, e attraverso la stretta collaborazione con gli attori istituzionali e non che operano sul territorio, vogliamo far conoscere a un pubblico sempre più ampio la bellezza e l’identità di questi luoghi. Camminare nei territori del sisma significa scoprire luoghi straordinari, ma anche sostenere concretamente la ripartenza delle comunità che vi abitano».
Un viaggio immersivo nella vita di una delle figure più affascinanti e anticonformiste dell’Europa del Seicento. Dal 17 marzo al 3 maggio 2026 il Palazzo dei Priori di Fermo ospiterà la mostra “Cristina oltre la corona”, un progetto espositivo dedicato alla straordinaria personalità di Cristina di Svezia, regina, intellettuale e protagonista della cultura europea.
L’inaugurazione è prevista domenica 15 marzo 2026 alle ore 18.00, alla presenza delle curatrici e dei promotori dell’iniziativa.
La mostra è promossa da Maggioli Cultura e dal Comune di Fermo, in collaborazione con la Biblioteca civica “Romolo Spezioli”, ed è curata da Lucia Mengoni, Maria Chiara Michetti e Arianna Totò.
L’esposizione propone un percorso immersivo e partecipato che invita il pubblico a scoprire la sovrana oltre il suo ruolo istituzionale. Attraverso installazioni, narrazioni e contenuti multimediali, i visitatori saranno accompagnati dentro i momenti più significativi della vita di Cristina: dall’ascesa al trono alla celebre abdicazione, dal suo intenso rapporto con il sapere al viaggio attraverso l’Europa che la portò anche in Italia.
«Un nuovo grande evento culturale della nostra città – ha detto il vice Sindaco reggente Mauro Torresi – la modalità di fruizione è immersivo e partecipato. Attraverso installazioni, narrazioni multimediali e spazi interattivi, il percorso espositivo restituisce il ritratto di una personalità complessa che ha saputo superare i confini imposti dal suo tempo».
«Un evento culturale che ho avuto modo di apprezzare e ammirare in anteprima, in grado di dare le luci della ribalta ad una figura complessa e fuori dagli schemi come Cristina di Svezia che è stata una grande promotrice delle arti, del pensiero, insieme a filosofi, scienziati e artisti – ha detto l’assessore alla cultura Micol Lanzidei. Tanta bellezza in una mostra raffinata, colta, moderna, in un allestimento originale curato da Lucia Mengoni, Maria Chiara Michetti e Arianna Totò che, insieme a Vissia Lucarelli, referente dei Musei di Fermo, ringrazio per la passione e l’entusiasmo che hanno messo nel curarla nei minimi dettagli, un grazie a Maggioli ed alla Biblioteca. In questo mese di marzo Fermo celebra la donna nella sua genialità e libertà attraverso forme artistiche, vedi l’opera lirica Carmen a Teatro e questa mostra. Omaggi rivolti nel segno della cultura, della libertà e della curiosità che sono elementi con cui l’universo femminile lascia segni di crescita universali nella società in ogni tempo».
L’esperienza è pensata per coinvolgere attivamente i visitatori, trasformandoli in protagonisti del racconto attraverso una modalità espositiva contemporanea che intreccia storia, arte e narrazione.
«La mostra vuole essere anche un’occasione per riflettere sul significato di identità, libertà e potere, temi che rendono Cristina di Svezia una protagonista sorprendentemente attuale. Con “Cristina. Oltre la corona”, Fermo – concludono dall’amministrazione – si conferma luogo di incontro tra storia e contemporaneità, offrendo al pubblico un’esperienza culturale coinvolgente capace di unire conoscenza, emozione e partecipazione».


















